ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 298

Prestofresco e Code’ Crai Ovest, l’alleanza si rinnova

 

  • La cooperativa torinese Codè consolida il proprio posizionamento sul Nord Ovest d’Italia

  • I 90 punti vendita Prestofresco permettono all’insegna Crai di essere capillarmente presente con i propri prodotti a marchio in oltre 300 comuni tra Piemonte, Valle D’Aosta, Lombardia e Liguria

  • Confermati tutti i posti di lavoro in essere (1900 in totale) e i piani di espansione della cooperativa: 30 milioni di investimento in nuove aperture e nuove assunzioni entro i primi mesi del 2022

Squadra che vince non si cambia! Prestofresco, catena di supermercati di proprietà della famiglia Sapino, conferma la sua piena fiducia e rinnova per tre anni il contratto, fino ad oggi annuale, con Code’ Crai Ovestla cooperativa nata a Torino che riunisce tutti i punti vendita a marchio CRAI della zona nord ovest d’Italia.

Cordialità, servizio al consumatore, attenzione ai prodotti tipici locali e della tradizione: la formula tutta italiana dei negozi di prossimità si rivela vincente nel nostro Paese.

90 negozi Prestofresco continueranno a gestire nell’assortimento dei loro punti di vendita tutte le linee di prodotti a marchio Crai e ad usufruire di tutti i servizi dei centri distributivi Codè e della centrale CRAI.

Una conferma importante per Codè Crai Ovest che consolida così il proprio posizionamento sul Nord Ovest d’Italia con una presenza capillare in oltre 300 comuni tra Piemonte, Valle D’Aosta, Lombardia e Liguria.

La cooperativa, che aveva chiuso il 2020 con + 25% di fatturato (oltre 70 milioni di euro in più rispetto al 2019) superando i 340 milioni di Euro, conferma tutti i posti di lavoro in essere dei suoi dipendenti (1900 in totale) e il piano di investimento di 30 milioni di euro in nuove aperture e nuove assunzioni entro i primi mesi del 2022.

Piero Boccalatte, Presidente Codè Crai Ovest e Crai Italia dichiara: “Siamo molto soddisfatti di questa riconferma che attesta la grande stima reciproca tra Crai e Prestofresco. La collaborazione e l’unione delle forze sono un modo per far vivere e prosperare le piccole e medie imprese italiane della distribuzione in un mercato, quello della GDO, sempre più competitivo”.

Sebastiano Sapino Presidente di Prestofresco SPA dichiara: “Si rinnova contrattualmente quanto consolidato negli scorsi anni con piena soddisfazione di entrambe le parti, grazie anche alla mediazione indispensabile del vice Presidente vicario Bruno Rossino e alla collaborazione di tutto il comitato di presidenza. Il rapporto è caratterizzato da una crescita costante che porta ad un forte consolidamento sul territorio di due realtà interamente italiane.”

Tecnologie 5G in Europa: cogliere le opportunità

Giovedì 9 dicembre alle ore 17 a Torino, presso le OGR-Officine Grandi Riparazioni (corso Castelfidardo, 22 – Sala Mezzanino), avrà luogo un incontro – organizzato dal Centro Einaudi e dallo European Liberal Forum – su “Tecnologie 5G in Europa: cogliere le opportunità ed evitare i rischi di una rivoluzione già iniziata”.

 

Dopo l’apertura dei lavori da parte di Giorgio Vernoni (Member of the Board of Directors, Centro Einaudi) e di Antonios Nestoras (Policy and Research Coordinator, European Liberal Forum), si terrà una tavola rotonda – moderata dal giornalista Francesco Antonioli (Direttore nuovo Mondo Economico, Centro Einaudi) cui prenderanno parte: Francesco Cappelletti (Ricercatore, European Liberal Forum), Vittorio Di Tomaso (Presidente CELI Language Technologies e Gruppo ICT Unione Industriali di Torino), Gabriele Elia (Chief Technology & Operation Office, Innovation, IPR, Standardization & Portfolio Head Technology Communication & Standardization), Mariacristina Rossi (Professore Dipartimento di Management, CeRP Collegio Carlo Alberto e Centro Einaudi), Lorenzo Magnea (Professore Dipartimento di Fisica, Università di Torino e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), sezione di Torino). Chiuderà i lavori Giuseppe Russo (Direttore Centro Einaudi).

Lo sviluppo commerciale delle reti mobili di quinta generazione “5G” è iniziato e annuncia una nuova era di innovazioni nei servizi e nei modelli di business. A fianco delle implicazioni tecno-economiche, questa fase della Digital Transformation sta suscitando in Europa molta attenzione anche per i risvolti geostrategici connessi alla produzione delle tecnologie necessarie, attualmente nelle mani di pochi operatori, così come per le conseguenze sociali che potrebbero derivarne, in termini di ampliamento del digital divide e di polarizzazione politica. Quale strategia per l’Europa di fronte a questa sfida? A partire da questo interrogativo, l’evento del Centro Einaudi e dell’European Liberal Forum intende discutere come cogliere le opportunità ed evitare i rischi di una rivoluzione prossima ventura.

In arrivo 160 milioni per i piccoli Comuni

Il Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli Comuni è pronto. La Conferenza Unificata ha dato il via libera. Ci sono 160 milioni di euro già accantonati, pronti per un bando. “Finalmente si dà attuazione alla legge 158 del 2017 sui piccoli Comuni”, evidenzia il Presidente Uncem, Marco Bussone. Le risorse economiche oggi pronte serviranno per dare corpo al Piano stilato dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili (come previsto dalla legge 158), finalizzato alla tutela dell’ambiente e dei beni culturali, alla mitigazione del rischio idrogeologico, alla salvaguardia e alla riqualificazione urbana dei centri storici, alla messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici nonché alla promozione dello sviluppo economico e sociale e all’insediamento di nuove attività produttive.
Potranno presentare progetti i 5800 Comuni italiani individuati con apposito decreto, ai sensi dell’articolato. Ogni piccolo Comune può presentare un solo progetto, o singolarmente o in convenzione con altri piccoli Comuni. Possono altresì presentare domanda le Unioni di Comuni per i progetti relativi al Comune o ai Comuni per i quali la medesima unione esercita la funzione – come richiesto da Uncem.
I progetti devono avere a oggetto interventi finalizzati alla tutela dell’ambiente del patrimonio culturale e del paesaggio, alla mitigazione del rischio idrogeologico, alla salvaguardia e riqualificazione urbana dei centri storici, alla messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici, alla promozione dello sviluppo economico e sociale e l’insediamento di nuove attività produttive, nonché interventi finalizzati alla ristrutturazione dei percorsi viari di particolare valore storico e culturale destinati ad accogliere flussi turistici che utilizzino modalità di trasporto a basso impatto ambientale, ai quali sono esclusivamente destinate le risorse del “Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli Comuni”.
“Ringrazio i Ministri Giovannini e Gelmini per aver lavorato al Piano – sottolinea Bussone – e voglio ringraziare in particolare i Parlamentari come Realacci, Borghi, Terzoni, Mariani, De Menech, Parolo, che si adoperarono affinché la 158, dopo dieci anni di attesa fosse approvata all’unanimità dei due rami del Parlamento. Un percorso di gestazione complesso e di attuazione ancor più spigoloso, che oggi arriva a compimento per quanto riguarda l’investimento di 160 milioni di euro con il Piano e i progetti dei Comuni. Vi sono però anche altri articoli della 158 che ancora devono essere attuati. Come il Piano per la mobilità e l’istruzione nelle aree montane, che richiede un Decreto del quale ho parlato nei giorni scorsi con il Ministro Bianchi che ringrazio per la sensibilità e la volontà di lavorare insieme con Uncem per dare concretezza all’azione formativa a prova di futuro per i territori”.

Algor premiata come startup innovativa

Eccoli i più innovativi progetti d’impresa hi-tech vincitori della 19° edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI), la più grande e capillare business plan competition italiana, promossa dall’Associazione PNICube e ospitata quest’anno dall’Università di Roma “Tor Vergata”, grazie al sostegno di Regione Lazio, Lazio Innova, Unindustria, con la main partnership del Gruppo Iren e la main sponsorship di Intesa Sanpaolo, Intesa Sanpaolo Innovation Center e Gilead Sciences.

Il Premio Migliore come startup innovativa sociale – in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Innovation Center, è stato assegnato ad Algor, una startup che tramite un algoritmo di Artificial Intelligence rende più semplice, inclusiva ed efficace, l’attività di apprendimento per gli studenti affetti da disturbi legati alla capacità di leggere, scrivere e calcolare. I cosiddetti DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento). (Start Cup Piemonte e Valle D’Aosta).

Con questo Premio Speciale siamo felici di dare supporto e visibilità a una nascente iniziativa che coniuga alto contenuto innovativo e finalità sociali – ha dichiarato Pierluigi Monceri, responsabile della Direzione Lazio e Abruzzo di Intesa SanpaoloL’innovazione è pilastro fondante nella strategia di Intesa Sanpaolo, insieme alla digitalizzazione sono entrambi fattori abilitanti chiave, li supportiamo attivamente e abbiamo un dialogo continuo con leader industriali, FinTech ed eccellenze accademiche. Siamo consapevoli di esercitare un notevole impatto sul contesto sociale, culturale e ambientale dei territori in cui operiamo. Il nostro obiettivo, e anche la nostra responsabilità, è lasciare un segno positivo e di lunga durata sulla società.

La Chirurgia in Piemonte. Storia di una Scienza e di una Regione

Venerdì 10 dicembre alle ore 17, l’Accademia di Medicina di Torino organizza la presentazione del nuovo testo di Mario Nano, Professore di Chirurgia Generale e membro dell’Accademia, dal titolo “La Chirurgia in Piemonte. Storia di una Scienza e di una Regione” (Edizioni Minerva Medica, 2021). Il testo verrà commentato da Bruno Gambarotta e da Mario Nano. Modera il Presidente dell’Accademia di Medicina, Giancarlo Isaia.

«Il libro presenta via via figure di chirurghi che con le loro osservazioni e i loro studi hanno determinato progressi e innovazioni della disciplina. I fatti che presenta interessano sia lo specialista sia il lettore appassionato di storia, o anche semplicemente il lettore curioso. Il grande numero di personaggi e la parcellizzazione delle loro vicende, di fatti circostanziati, di avvenimenti che coinvolgono le istituzioni ospedaliere e universitarie si trasformano in infinite tessere di un mosaico che va componendosi, col procedere della lettura, in un grande disegno compiuto vivido nei dettagli quanto nell’insieme. La lettura del testo è agevolata anche da una ricca documentazione iconografica» (dalla prefazione di Stefano Geuna, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Torino).

Con riferimento alle recenti normative di sicurezza, si potrà intervenire in presenza solo se muniti di green pass e previa prenotazione (accademiadimedicina.unito.it oppure telefonando al n. 011/6709607). E’ inoltre richiesta la compilazione del modulo a questo link.

Polis Policy: partire dalla persona per creare lavoro

Torna il 4 dicembre Polis Policy per il quarto anno consecutivo con un’edizione dal titolo “Ripartire dalla persona: solo il lavoro salverà l’Italia. Come si crea il lavoro?”

 

Torna sabato 4 dicembre  la V Accademia di Alta Formazione Polis Policy,  che affronta argomenti di natura sociale, culturale e politica, promossa dall’Associazione “Difendiamo il futuro”. Il tema dell’edizione di quest’anno sarà di grande attualità e riguarderà il mondo del lavoro. Il primo appuntamento reca, infatti, il titolo “Ripartire dalla persona: solo il lavoro salverà l’Italia. Come si crea il lavoro “.

Tra i relatori  interverranno Pietro Garibaldi, professore ordinario di Economia Politica all’Università degli Studi di Torino;Vincenzo Zezza, dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico, Piemonte e Valle d’Aosta; Maria Cristina Niero, studentessa universitaria; Andrea Marchesini, dirigente RandstadItalia, e il giornalista e fotografo Andrea Battaglini.

L’Associazione ‘Difendiamo  il futuro’ organizza dal lontano 2002 seminari, cicli di dibattiti e incontri di approfondimento su temi legati agli avvenimenti di attualità per la società italiana e piemontese. Il progetto intorno al quale ruotano le iniziative di questa associazione è  “Polis Policy”, accademia di Alta formazione su argomenti di natura sociale, culturale e politica.

Nel 2021 i temi trattati dall’associazione ‘Difendiamo il futuro’ sono stati quelli legati alla pandemia e alle sue conseguenze per lo stato sociale tra diritti, integrazione e lavoro.

Proprio la pandemia  ha reso evidente la necessità di creare lavoro e di rispondere al rapporto tra esigenze dello Stato e quelle dei privati, nell’ambito di una convivenza che risulta non sempre semplice. In questo contesto un ruolo rilevante è stato assunto dalla transizione digitale. A parlare di queste tematiche saranno esperti del mondo accademico, di quello istituzionale e aziendale.

La conferenza sarà articolata in sessioni che alterneranno momenti più didattici e teorici ad altri più pratici.

“Secondo gli ultimi dati – ha spiegato Andrea Donna, Presidente di ‘Difendiamo il futuro’ – la pandemia ha aggravato le povertà  e sono molte le famiglie in Piemonte che vivono in condizioni di indigenza, anche a causa dell’assenza lavoro, delle minori prospettive per poterlo trovare e della chiusura di numeroseattività.

Come ‘Difendiamo il futuro’ siamo da sempre attenti a questi argomenti, consapevoli dell’importanza strategica e sociale della tematica del lavoro e, per questa ragione, anche quest’anno intendiamo realizzare un approfondimento capace di mettere in luce le diverse sfaccettature di questo tema, con un percorso che inizia e non si esaurisce in questa prima sessione, ma proseguirà, come di consueto, arricchendosi di successivi momenti di riflessione e dibattito con esperti di respiro internazionale “.

“La tematica di questa sessione di Polis Policy – spiega il Presidente del Comitato Scientifico di “Difendiamo il futuro”, il professor  Giulio Calabrase – rappresenta la ideale prosecuzione e l’approfondimento di quella trattata nella scorsa edizione di Polis Policy,  vale a dire quella del mondo del lavoro, partendo dalla considerazione che la pandemia abbia provocato non soltanto una crisi sanitaria, ma anche lavorativa. Lo scorso anno Polis Policy ha affrontato i cambiamenti intervenuti nel mondo del lavoro e le politiche inerenti questo universo. Quest’anno il Comitato Scientifico di Polis Policy ha ritenuto fondamentale approfondire il tema, analizzandone ulteriori aspetti, quali le modalità con cui si crea il lavoro, attraverso la valutazione del punto di incontro tra pubblico e privato, grazie al supporto e all’intervento di diversi rappresentanti appartenenti a universi diversi, tra cui mondo accademico, imprenditoriale, agenzie per il lavoro. Nella seconda sessione di Polis Policy, prevista a gennaio 2022, sarà  esaminato l’aspetto di come ci si forma prima e durante il lavoro, concentrando l’attenzione sul problema dei cambiamenti formativi necessari per chi entra o vive nel mondo del lavoro.  L’ultima sessione di Polis Policy tratterà  la tematica riguardante le problematiche di chi perde  il lavoro e come questi soggetti possano essere sostenuti in modo adeguato nel loro reinserimento  sociale e lavorativo.

Mara Martellotta 

Per l’Agricoltura 145 milioni l’anno

Fino al 2024 le risorse per l’agricoltura piemontese  si attestano intorno ai 145 milioni di euro l’anno, con particolare attenzione all’innovazione (dieci per cento), alla formazione degli oltre 36mila operatori e al sostegno dei giovani agricoltori.

È quanto ha annunciato l’assessore Marco Protopapa in Terza commissione (presidente Claudio Leone) che si è riunita per l’espressione del parere consultivo sul Documento di economia e finanza 2022-2024 (Defr).

Tra gli obiettivi da raggiungere nel periodo 2014-2022 figurano anche il miglioramento economico e ambientale; la trasformazione e commercializzazione dei prodotti; lo sviluppo, ammodernamento e adeguamento in agricoltura e silvicoltura; il sostegno all’agroambiente e all’agricoltura biologica.

Alla luce della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, la Regione Piemonte dovrà gestire sempre più in modo sostenibile anche l’agricoltura, uno dei comparti più importanti per l’intera economia piemontese.

Il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) – come è stato spiegato dall’assessore – sostiene la politica europea in materia di sviluppo rurale. Nel periodo 2014-2020, il Fondo si concentra su tre obiettivi principali: migliorare la competitività del settore agricolo; garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali e promuovere azioni per il clima; raggiungere uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e delle comunità rurali, compresa la creazione e il mantenimento di posti di lavoro.

Sono intervenuti per delucidazioni e considerazioni: Maurizio Marello (Pd), che si è soffermato sui danni da eventi climatici e sul lavoro per evitare forme di sfruttamento e incidenti); Valter Marin (Lega), che ha posto l’accento sull’urgenza di accelerare il contenimento dei cinghiali e sugli invasi ad uso agricolo; Sean Sacco (M5s), anche lui sensibile agli interventi sulla parte assicurativa, per poi fare accenno alla tutela del reddito dell’azienda agricola; Paolo Demarchi (Lega), che ha chiesto una revisione del regolamento per lo spandimento dei liquami zootecnici degli impianti a biomassa, per poi fare alcune puntualizzazioni sul settore dell’allevamento e sulle quote latte; Leone, che ha ribadito pieno sostegno all’azione della Giunta anche in materia venatoria soprattutto in riferimento all’abbattimento dei cinghiali.

 

“Parlaconme” quarta edizione

Al via il 15 dicembre prossimo la quarta edizione della trasmissione condotta da Simona Riccio, dal titolo PARLACONME,  sulla web radio Radiovidanetwork

Mercoledì 15 dicembre prossimo riprenderà sulla web radio Radiovidanetwork la quarta edizione della trasmissione PARLACONME, condotta da Simona Riccio, Agrifood & Organic Specialist, oltre che Social Media Marketing Manager del CAAT (Centro Agroalimentare di Torino) e Linkedin Top Voice Italia.

A differenza dello scorso anno le puntate potranno essere registrate, al fine di agevolare gli impegni dei rispettivi relatori.

La prima puntata, registrata il primo dicembre scorso, ha visto la partecipazione di Gian Marco Centinaio, Sottosegretario di Stato delle Politiche agricole, alimentari e forestali dal 1 marzo 2021 e già  ministro dell’Agricoltura negli anni 2018-’19; di Ettore Prandini, presidente di Coldiretti dal 2018 e, in videomessaggio, del ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli.

“PARLACONME  vuol dare voce – spiega la sua ideatrice e conduttrice Simona Riccio – a numerosi soggetti appartenenti  alla filiera agroalimentare, dando loro l’opportunità  di raccontare le proprie storie e esperienze e facendo emergere le criticità del settore ma, in particolar modo, anche le numerose opportunità  che si dimostrano capaci di cogliere, creando una sinergia in grado di rendere il settore agroalimentare trainante per l’economia italiana e tale da costituire un’eccellenza a livello internazionale.

La mission della trasmissione è  quella di rivolgersi alla filiera agroalimentare per valorizzarla, promuoverla, per tutelare e comunicare le sue iniziative, creando nel pubblico una consapevolezza sul ruolo importante che questa filiera riveste nel valorizzare l’identità della cultura materiale dell’Italia e sul ruolo strategico che dovrebbe avere nel nostro Paese”.

La trasmissione, dopo il primo palinsesto alla Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola del 2020,  è  approdata sulla web Radio il 10 dicembre 2020; dopo il grande successo della prima edizione radiofonica, il 6 maggio 2021 ha preso avvio la seconda edizione.  Il 27 agosto scorso PARLACONME  ha fatto ritorno alla Fiera del Peperone  di Carmagnola, a distanza di un anno dall’inizio, con un’edizione speciale dal palco della Fiera, con la partecipazione di ospiti importanti e finalmente in presenza e del pubblico in piazza.

Mara Martellotta 

Torino e la Fiat ieri e oggi

Andrea Agnelli, presidente dell Juventus ha le sue gatte da pelare.  L’accusa è ben precisa: falso in bilancio per alterazioni sopravenienze attive o passive.  Praticamente, sostengono gli inquirenti,  “giocavano” con i valori dei cartellini dei giocatori.  Direi nulla di nuovo sotto il sole. A mio parere, modestissimo parere difficile da dimostrare.

Comunque la procura ci tenta. Il momentaccio è anche in campo.  Ma qui mi taccio visto la mia manifesta incapacità nel giudicare. Ma  non erano bravissimi nell’amministrare e produrre utili? I sapientoni hanno sempre detto di sì.  Eppure la stirpe degli Agnelli da decenni fa sempre acqua. Fosse un problema solo loro,  va be’. Ci potrebbe anche stare.  Ma sono più di 40 anni che ne paghiamo le colpe (m noi torinesi. Oltre 40 anni di totale e radicale decadenza. Vero che in passato ne abbiamo goduto.  Per l’appunto un passato oramai remoto. Migliaia e migliaia di metri cubi totalmente inutilizzati. Sicuro, non colpa solo  degli Agnelli. Il loro negativo contributo lo hanno dato.  L’ignavia della locale politica ne è  testimonianza. Ora il cerino in mano è  passato  a Stefano lo Russo.  E lui si sta organizzando.  Coadiuvato dal fido Valle e assessore segretario Mimmo Carretta decide le sorti di Torino.  Per ora si limitano alle cariche nei vari enti.  Poi si vedrà. Così tengono fuori dalla lista del PD per la Città metropolitana i sindaci di Grugliasco e di Collegno. Obbiettivo mettere uno di loro a vice presidente.  Obbiettivo successivo: indicare i vari consigli di amministrazione dei vari enti. Ma non basta. Ci sono anche le nuove nomine delle fondazioni  bancarie.  Prima fra tutte il SanPaolo. Controllate le banche! Si sa, non è uno scherzo.  Come si sa che banche e Fiat erano accomunate dalla presenza della massoneria.  Massoneria che ha dimenticato i valori risorgimentali ed anche quel connaturato antifascismo per diventare uno dei più importanti ed oscuri poteri d’Italia. Torino non è solo stata capitale dell’auto. A detta di molti a Torino la massoneria l’hafatta da padrona.  Addirittura due logge. Piazza Vittorio e piazza Castello.

Inquietante perché non se ne debbono conoscere gli iscritti. Tra i cosiddetti poteri forti. E in questa campagna elettorale che cosa hanno fatto? I bene informati sostengono che avrebbero prima appoggiato Damilano, poi fiutata l’aria si sono  defilati. Sempre pronti a ritornare in pista. Come al solito basta aspettare per vedere dove tira il vento.  Nel mentre Super Mario Draghi avrebbe sbloccato la Tav. Tanto rumore per nulla. Solo persi altri 2 anni. Ed ora la Tav si incontrerà o si scontrerà con la politica green . Anche qui vedremo. Vedremo soprattutto si che cosa sarà capace una città come Torino con circa un milione di cittadini. Una cosa è certa.  Stavolta vietato sperare negli Agnelli. Hanno da decenni altro in testa.  Sono sicuramente contenti gli azionisti Fiat.  Le azioni che valevano 15000 euro ora ne valgono almeno 60000. Con le banche sempre pronte a monetizzare. Concretamente prendere le azioni come garanzia di prestito.  Piove sul bagnato, direi. Solo che è cambiato l’interesse economico.

Viva la finanza.  Ed in questo gli operai poco ci stanno. Ma come si dice , ognuno dei suoi soldi ne fa quello che vuole. Purtroppo non tutti.  Lo Stato ad esempio.  Solo un anno fa Fca prendeva 6 miliardi come contributo Covid.  Con l’obbiettivo di aumentare la produzione in Italia e Torino.  Nulla di tutto questo è avvenuto. Con la successiva fusione con Citroen si è fatto il resto. Sempre secondo i bene informati chi conta sono solo i francesi, con la famiglia Agnelli ben contenta di dividersi i dividendi. Ma qua non vogliamo ne’ possiamo fare moralismi e dunque demagogie. Una città non campa con i soldi dei dividendi di altri. Campa con il lavoro.  Lavoro retribuito che produce spendendo, risparmiando ed investendo.

Sarò alla vecchia maniera, ma non vedo altre soluzioni. Sia ben chiaro il decadimento della nostra città non è dipeso solo dagli Agnelli.

Anzi,  loro hanno giocato fino in fondo il loro ruolo.  Come alla Juventus.  Perseguendo solo il loro tornaconto. E’ mancata totalmente la politica ma rimane una speranza: che Stefano lo Russo sia diverso imboccando una strada diversa.

Patrizio Tosetto

Da dove arrivano gli inquilini di Torino? Analisi su chi affitta casa

Per comprendere meglio quali siano stati gli spostamenti sul territorio da parte di chi affitta casa, l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato le locazioni realizzate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete in alcune grandi città italiane nel 2020. Per ogni grande città si è calcolata la percentuale di inquilini già residenti in città, in arrivo dall’hinterland ed in arrivo da altre province italiane.

 

 L’analisi mette in evidenza che Torino, Milano e Bologna sono le città con le percentuali più alte di affitti da parte di inquilini in arrivo da altre province (rispettivamente 28,3%, 25,6% e 22,2%). Rispetto al 2019 si tratta comunque di percentuali in calo, un anno fa infatti a Torino gli inquilini in arrivo da altre province si attestavano al 31,2%, a Milano al 35,2% e a Bologna al 30,0%: è evidente come lo smart working e la didattica a distanza abbiano inciso negativamente su questo segmento del mercato delle locazioni.

In generale a Milano nel 2020 si registra il 69,2% di affitti da parte di residenti, il 5,1% in arrivo dall’hinterland e il 25,6% in arrivo dalle diverse province dello stivale. Queste ultime sono così suddivise: il 15,4% proviene dal Nord Italia, il 7,7% dal Sud e il 2,6% dal Centro. Le regioni più attive sono la Lombardia, il Piemonte ed il Veneto per quanto riguarda il Nord, la Puglia per il Sud ed il Lazio per il Centro. Anche nel 2019 erano gli inquilini in arrivo dal Nord Italia a primeggiare (15,8%), seguiti anche in questo caso da Sud Italia (12,7%), per finire con il Centro (6,7%).

Torino nel 2020 il 60,6% delle locazioni riguarda inquilini già residenti in città, l’11,0% riguarda inquilini in arrivo dall’hinterland ed il 28,3% riguarda persone in arrivo dalle altre province italiane. Queste ultime arrivano nel 13,4% dei casi dal Sud Italia, nel 9,1% dal Nord e nel 5,9% dal Centro. Le regioni più attive sono la Puglia, la Sicilia, la Campania e la Calabria per quanto riguarda il Sud, la Lombardia, il Piemonte e la Liguria per il Nord ed il Lazio per il Centro.

Rispetto al 2019 a Torino si registra un sorpasso degli acquirenti provenienti dal Sud rispetto a quelli in arrivo dal Nord: un anno fa, infatti, era il Nord a primeggiare per quanto riguarda gli inquilini in arrivo da altre province d’Italia (13,6%), seguiti molto da vicino dalle regioni del Sud (13,4%), mentre quelli in arrivo dal Centro si fermavano al 4,2%.

Nel 2020 per quanto riguarda Bologna si registra un 69,4% di locazioni effettuate da persone già residenti in città, un 8,3% di affitti conclusi da inquilini in arrivo dall’hinterland ed un 22,2% di contratti stipulati da persone in arrivo dalle altre province d’Italia. Seguono le altre grandi città che hanno una più bassa percentuale di contratti di locazione stipulati da persone in arrivo da altre province: Verona 18,7%, Roma 17,6%, Firenze 10,7%, Palermo 5,2% e Napoli 3,9%.

Spesso chi arriva da fuori è un lavoratore, a Milano ad esempio il 42,2% degli inquilini che arriva da altre province si trova in città per motivi di lavoro, a Torino il 23,4%. Alte anche le percentuali di studenti universitari in arrivo da altre province: a Milano si tratta del 20,5% sul totale delle locazioni, mentre a Torino si arriva al 22,8%.

Dato interessante quello che mostra come in alcune delle grandi città ad affittare siano quasi esclusivamente persone già residenti: a Palermo ben l’89,8%, a Napoli l’87,5% e a Roma il 79,6%.

Il 2020 è stato segnato dall’emergenza Covid, i risultati dell’indagine evidenziano quindi nuove tendenze rispetto al 2019: nel 2020 infatti, nelle grandi città analizzate, la media di inquilini in arrivo da altre province si attesta al 14,9%, quota nettamente più bassa rispetto a quella del 2019 che arrivava al 25,2%. Anche per quanto riguarda gli inquilini provenienti dall’hinterland si notano percentuali in calo: nel 2020 il tasso medio delle grandi città è al 7,4%, nel 2019 era all’11,5%.

Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa