Dall Italia e dal Mondo- Pagina 4

Imam, Ravello (FdI): “Normalizzare l’odio è una ferita alla democrazia”

“Basta ambiguità: antisemitismo va condannato senza se e senza ma”

“La decisione di non confermare il trattenimento in CPR dell’imam che aveva giustificato il 7 ottobre e il massacro di Hamas rappresenta un passo pericoloso verso la normalizzazione dell’odio e dell’intolleranza, proprio mentre nel mondo assistiamo a episodi inquietanti di antisemitismo. Una scelta che va completamente nella direzione sbagliata, lanciando un messaggio sociale molto pericoloso”. Ad affermarlo Roberto Ravello, vice Capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte.
“L’antisemitismo non è un’opinione, è un crimine d’odio che mina i valori fondamentali della nostra democrazia. Consentire interpretazioni ambigue e trattamenti giudiziari o politici che tendono alla giustificazione di frasi o comportamenti che negano violenze o incitano all’odio è un errore storico e morale. Occorre – continua Ravello – una condanna netta, chiara e senza ambiguità di qualsiasi forma di antisemitismo o giustificazione di atti violenti”.
“Le Istituzioni – conclude Ravello – devono ribadire con fermezza che le parole hanno conseguenze, e che coloro che giustificano la violenza, la discriminazione o la negazione di diritti non possono trovare spazio nella comunità civica. Non possiamo permettere che la sottovalutazione dell’odio si insinui nelle nostre città. La libertà di espressione non copre la negazione della dignità altrui. Ogni altra ambiguità o indecisione sarebbe un cedimento inaccettabile di fronte a un’emergenza civica e umana”.

Chirurgia dell’anima, oltre la forma verso l’essenza

Chirurgia plastica dell’anima… colei che unisce medicina, ascolto autentico e rinascita personale. C’è una bellezza che non ha nulla a che vedere con la perfezione, che non vive sulle copertine patinate di riviste del settore, nè si agita spropositatamente sui video dei social media ma nell’incontro fragile e straordinario tra ciò che siamo dentro e ciò che mostriamo al mondo.

 

E’ questa la bellezza a cui il Dr. Luca Spaziante, chirurgo plastico di grande esperienza dedica il suo nuovo libro “Chirurgia dell’Anima”. Si parla di un viaggio verso una guarigione profonda, che comincia molto prima della pelle e molto più in profondità delle cicatrici visibili. Questo suo è un libro che nasce dall’ascolto delle ferite invisibili. Il libro rivela una filosofia che attraversa tutta la sua vita professionale e persino quella privata, perché è proprio da li che lui comincia a fortificare i dettami della sua etica. La sua missione non è cambiare i volti delle persone fino a renderli irriconoscibili, non è inseguire modelli estetici irrealistici, omologati e senz’anima; il suo compito è un altro: “correggere senza stravolgere, rivelare e non trasformare”.

Ci sono libri che arrivano come un passo leggero sul pavimento della memoria, come un profumo che non si vede ma resta. Libri che non insegnano soltanto, ma che accompagnano, osservano, accarezzano; libri che nascono da una necessità più profonda della semplice volontà di raccontare. Sono libri che scaturiscono da anni di ascolto, di mani tese, di silenzi condivisi tra un medico e i suoi pazienti. Il libro del Dr. Spaziante appartiene esattamente a questa rara famiglia di opere: quelle che non si limitano a essere sfogliate, ma che vanno vissute. Sin dalla prima pagina si comprende che questo libro non è stato scritto per raccontare un’esperienza, ma per donare un’esperienza, affinché chi legge possa trovare uno specchio, un appoggio, o semplicemente una presenza discreta pronta ad aiutare e a condividere. Questo è un libro che respira – e nel suo respiro c’è quello di ogni persona che il Dr. Spaziante ha accolto, ascoltato e operato, perché la sua idea di cura si piega verso la persona. Viviamo in un’epoca in cui la medicina corre veloce, fatta di dati, protocolli, macchinari che parlano un linguaggio perfetto e preciso. Eppure, in questo ritmo calzante, si rischia di dimenticare una dimensione fragile e necessaria, ossia la persona che abita la malattia. Il Dr. Luca Spaziante, con la sua profonda sensibilità e con un sapere affinato negli anni, riporta al centro ciò che spesso viene messo in disparte: la dignità del paziente. Nel suo libro lui non si limita a spiegare, ma si china con delicatezza su quella zona di vita in cui paura, speranza e vulnerabilità si sfiorano. Ogni sua pagina è un invito a rallentare, a guardare negli occhi la persona prima del sintomo, la storia prima del referto.

E’ come se dicesse: “la malattia è un capitolo, non la definizione di un’esistenza”. Le sue sono storie che illuminano anche quando fanno male. Tra le righe il lettore incontra storie vere trasformate in immagini delicate e poetiche. Non ci sono mai dettagli violenti o toni freddi; ciò che emerge è il lato umano, quello che tocca davvero. Il chirurgo racconta quel tipo di sofferenza che non si vede certo nella lettura dei referti…la paura quindi di non farcela, la fatica di non essere compresi, il tremore nascosto nelle mani di chi chiede: “guarirò?” Ma racconta anche l’altra parte – quella luminosa – fatta di progressi inaspettati, di sorrisi che ritornano senza preavviso, di pazienti che trovano il coraggio di confidare ciò che non avevano mai detto a nessuno. La cura, come ci ricorda l’autore, non è solo farmaco, tecnica, intervento. E’ anche un gesto minimo, invisibile, che produce un effetto quasi sacro: il sentirsi accolti. Leggendo il libro poi si percepisce che la sofferenza non appartiene solo a chi la vive. Esiste un’eco che raggiunge chi osserva, chi accompagna, chi deve dare risposte quando le stesse non arrivano nell’immediato. Una delle bellezze più grandi di questo testo è il modo in cui riesce a intrecciare discipline diverse: la medicina, la psicologia, la narrativa, persino la filosofia. Il Dr. Luca Spaziante non pretende di dare verità assolute ma si limita a proporre una visione, un modo di stare dentro il proprio mestiere e dentro la relazione con l’altro. Forse la forza più grande di quest’opera sta nel fatto che il lettore può trovare in essa due cose preziosissime : un porto dove fermarsi e una mappa per orientarsi. Persino lo stile che accompagna questa guida è limpido, morbido, a tratti quasi musicale.

La sua scrittura non urla, ma sussurra con eleganza, lasciando che siano le immagini dell’anima a parlare. Ogni capitolo sembra costruito come un piccolo quadro: c’è luce, c’è ombra, c’è movimento. Non è una lettura che corre, ma una lettura che si sente. E mentre le pagine scorrono, succede qualcosa di magico: il lettore si accorge che il libro non sta parlando solo di medicina o di malattia, ma sta parlando di lui. Delle sue paure, della sua voglia di essere visto, della sua battaglia quotidiana per sentirsi forte anche quando non lo è. Alla fine, ciò che rimane di questo libro è un senso di gratitudine. Gratitudine verso un medico che non teme le fragilità, che non si nasconde dietro formalismi, che riconosce il valore dell’essere umano, anche quando è stanco, ferito o confuso. Il Dr. Spaziante ci ricorda che la cura migliore non è mai solo medica. E’ una cura fatta di parole dette nel momento giusto, di silenzi che rispettano, di mani che non giudicano, di sguardi che contengono. Il suo libro è una vera propria dichiarazione d’amore verso la vita, anche quando la vita si presenta nella sua forma più difficile. Un’opera la sua che non si limita ad essere letta: resta. Resta nei pensieri, nei gesti, nella memoria di chi lo ha attraversato. Resta quindi come una promessa : quella di una chirurgia capace di guardare negli occhi, di toccare con gentilezza, di comprendere senza invadere. E’ un testo che conforta, che ispira, che illumina. Un compagno prezioso nei momenti in cui tutto sembra confondersi. E’ un promemoria sottile ma potente: siamo esseri fragili, si, ma siamo anche esseri straordinariamente capaci di speranza.

Ed è proprio qui che questo libro rivela la sua forza più grande: non è soltanto un viaggio nella chirurgia plastica vista con sguardo serio, etico e profondamente professionale, ma è anche o soprattutto un messaggio rivolto al futuro. Tra le sue pagine si avverte un appello silenzioso ma potente, ossia l’invito a insegnare, fin dalle scuole, ai ragazzi che crescono tra specchi impietosi e modelli irraggiungibili e assolutamente non autentici, che il corpo non è un nemico da correggere, né un terreno da stravolgere, ma una casa preziosa da conoscere, rispettare e abitare con amore. Per la sua profondità, la delicatezza con cui intreccia scienza ed etica e la sincerità del suo messaggio, il libro del Dr. Luca Spaziante potrebbe diventare un prezioso tributo educativo da portare nelle scuole e nelle università, al fine di poter invitare i giovani a conoscere e a rispettare meglio il proprio corpo prima di desiderare di cambiarlo, a custodire quindi la propria autenticità e a non inseguire trasformazioni o mode di massa che tradiscono di gran lunga ciò che sono nella loro verità fisica e interiore. In ogni sua pagina si percepisce la voce sincera di un medico che fa davvero della sua professione un atto di amore. Un medico che non cura solo il corpo ma che considera addirittura un privilegio poter toccare le anime dei suoi pazienti.

Monica Chiusano

Amen Golf Indoor: quando la Tradizione Sportiva Sposa l’Innovazione 

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Basta pause forzate, basta stereotipi. A pochi passi dal centro, in Via San Tommaso, nasce il luogo che ridefinisce l’esperienza del golf: accessibile 365 giorni l’anno, ad alta tecnologia e finalmente per tutti.

Per chi ama il golf, l’arrivo dell’inverno, il maltempo o la semplice mancanza di tempo per raggiungere il campo rappresentano un ostacolo frustrante. Per chi non lo conosce, rimane un’attività elitista, lontana e complessa.
A Torino, in Via San Tommaso 16/C, è stata data una risposta a entrambe queste esigenze con l’apertura di Amen Golf Indoor, un nome che, non a caso, evoca il celebre “Amen Corner” del Masters di Augusta: un luogo di svolta, dove la sfida personale e la massima concentrazione sono decisive.

Sfida il Tempo, Abbraccia la Tecnologia

Amen Golf Indoor nasce con l’obiettivo di superare i limiti imposti dalla natura e dagli stereotipi. Non è una semplice simulazione, ma un punto d’accesso esperienziale dove il golf si vive in una dimensione potenziata:
  • Zero Vincoli Climatici e Spaziali: Dimentica i lunghi spostamenti e le interruzioni dovute al freddo o alla pioggia. Qui si gioca, si pratica e ci si diverte con agio, comfort e qualità, tutto l’anno.
  • La Potenza della Realtà Aumentata: Al centro dell’esperienza c’è la tecnologia di simulazione professionale più avanzata. Ogni tiro viene intercettato nei suoi dati fondamentali—velocità, forza, traiettoria—e tradotto in una coinvolgente esperienza di realtà aumentata. Il risultato? Un apprendimento più veloce, immediato e concentrato.

Un Golf Veramente per Tutti

La missione di Amen Golf Indoor è abbattere lo stereotipo di uno sport elitario e renderlo inclusivo e contemporaneo. Questo spazio è pensato per:
  • Il Neofita Curioso: Chi desidera provare l’emozione del golf per la prima volta può farlo in un ambiente protetto, con la possibilità di accedere a lezioni introduttive con istruttori qualificati.
  • L’Appassionato Esigente: Chi cerca la massima performance e un allenamento tecnico impeccabile, senza distrazioni esterne, trova qui lo strumento ideale.
  • Gruppi e Aziende: Un’attività originale per il team building o per una serata tra amici. Amen Golf Indoor non è solo sport, ma un luogo di autentica socialità, dove tecnologia e divertimento si incontrano.

Semplice, Flessibile, Accessibile

Amen Golf Indoor ha strutturato un modello di accesso estremamente flessibile:
  • Sessioni Orarie: Prenota il tuo tempo di gioco, individuale o di gruppo.
  • Servizi Aggiuntivi: Oltre alle lezioni, è possibile richiedere consulenze tecniche mirate e organizzare eventi privati o serate a tema.
Il golf, in questa nuova interpretazione torinese, si spoglia della sua immagine formale e diventa un momento da vivere, non solo da giocare. È la sintesi perfetta tra tradizione sportiva, innovazione e opportunità di relazione. Sei pronto a misurarti con il tuo “Amen Corner” personale?

Amen Golf Indoor ti aspetta in Via San Tommaso 16/C a Torino. Golf, tutto l’anno. Anche quando il campo non c’è.

Mini-guida alla scelta della stampante in azienda: cosa considerare davvero prima dell’acquisto

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In un contesto lavorativo sempre più digitale, ci sono dispositivi che continuano a mantenere un ruolo centrale nei processi quotidiani.

Tra questi rientra senza dubbio la stampante, oggi protagonista di una vera evoluzione grazie alla diffusione dei modelli multifunzione.

Questi dispositivi non si limitano più alla sola stampa: possono essere utilizzati come scanner, fotocopiatrici e, in molti casi, diventano un supporto prezioso anche per chi lavora da remoto. Per questo, quando si valuta l’acquisto di una nuova stampante per l’ufficio, è utile avere chiari alcuni criteri di scelta.

Di seguito una breve guida per orientarsi tra le migliori stampanti per uso aziendale, individuando gli aspetti da mettere in primo piano.

Il punto di partenza? Qualità, affidabilità e sostenibilità

Nel momento in cui si introduce una nuova stampante in azienda, il primo aspetto da considerare è la qualità complessiva della soluzione scelta: non solo in termini di performance tecniche, ma anche di continuità nel tempo e supporto post-vendita.

Una stampante professionale pensata per l’ufficio dovrebbe garantire:

funzionamento stabile anche con volumi di stampa elevati
materiali e componenti progettati per durare
aggiornamenti software regolari, soprattutto sul fronte della sicurezza
un servizio di assistenza strutturato, in grado di intervenire rapidamente in caso di necessità

Questi elementi incidono in modo diretto sulla produttività: meno fermi macchina, meno problemi tecnici e una gestione più fluida dei flussi documentali.

Oggi, inoltre, una soluzione di stampa affidabile integra anche funzionalità avanzate di protezione dei dati, fondamentali in un contesto in cui i dispositivi sono collegati alla rete aziendale. A ciò si affianca l’attenzione alla sostenibilità: le stampanti moderne puntano su consumi ridotti e modalità di utilizzo più consapevoli delle risorse, in linea con le politiche ambientali delle imprese.

Valutare i volumi di stampa e le esigenze dell’ufficio

Prima di acquistare una stampante aziendale è fondamentale analizzare i reali volumi di stampa e le modalità d’uso nella quotidianità.

Il numero di utenti e la quantità di documenti prodotti incidono direttamente sulla scelta del modello:

per un piccolo studio può essere sufficiente un dispositivo compatto
per un’azienda strutturata servono macchine più sofisticate, progettate per gestire carichi di lavoro elevati e prolungati nel tempo

Da non sottovalutare la tipologia di documenti stampati: report, presentazioni grafiche o modulistica richiedono impostazioni e risoluzioni diverse.
Una stampante laser, ad esempio, offre maggiore velocità e precisione nei testi, mentre i modelli inkjet garantiscono risultati migliori nei lavori a colori o nei materiali promozionali.

Conoscere con precisione le esigenze del proprio business è il modo migliore per individuare tra le migliori stampanti quella davvero adatta all’ufficio, evitando costi nascosti, rallentamenti e inefficienze operative.

Efficienza energetica e costi di gestione: fattori cruciali nella scelta della stampante aziendale

Nella scelta di una stampante aziendale, la voce “costi di gestione” pesa tanto quanto la qualità di stampa. Accanto alla spesa sostenuta in fase d’acquisto, vanno considerati:

consumi energetici
acquisto di carta e toner (o cartucce)
eventuali interventi di manutenzione

Le stampanti di nuova generazione puntano su efficienza energetica e funzioni intelligenti, come la modalità sleep o l’accensione automatica solo quando necessario. Inoltre, i modelli più evoluti sono progettati per ridurre il consumo di materiali di consumo, ad esempio ottimizzando la copertura del toner e favorendo l’utilizzo della stampa fronte/retro.

Scegliere una stampante che garantisce una gestione ottimizzata nel lungo periodo significa non solo risparmiare, ma anche contribuire a un utilizzo più consapevole delle risorse, in linea con le esigenze di sostenibilità che oggi interessano ogni impresa.

In sintesi, una stampante aziendale ben selezionata non è semplicemente un dispositivo tecnico, ma un tassello strategico nella gestione dei processi documentali, capace di migliorare produttività, controllo dei costi e qualità del lavoro quotidiano.

Dicembre porta il meglio della natura da Borello Supermercati

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Dicembre porta il meglio della natura

È il mese degli agrumi profumati, delle pere succose, dei kiwi pieni di energia e delle verdure che scaldano le giornate fredde: broccoli, cavolfiori, cavolo nero, spinaci.
Un pieno di vitamine e gusto per affrontare l’inverno al meglio. 🥦🍊

👉 Qual è il tuo prodotto di stagione preferito? 
sceglilo da Borello Supermercati

Islanda: il respiro della terra, il respiro dell’anima

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Alcuni luoghi si attraversano come portali, si vivono come metamorfosi. L’Islanda appartiene a questa categoria rara, forse sacra, di territori che non si limitano a ospitare il viaggiatore, ma lo costringono a guardarsi dentro.

È un’isola che non concede intermediari. Qui la natura non parla: ruggisce, sibila, crolla, erutta, si apre, si placa, si rigenera. È potenza pura, potenza originaria. E per questo, profondamente educativa. L’Islanda ti obbliga al Rispetto prima ancora che alla contemplazione.

Si arriva sull’isola con un lento disvelarsi: l’oceano sotto, una linea di nuvole a mezz’aria, un chiarore lattiginoso. Poi, improvviso, il primo vulcano nero come carbone, i ghiacciai scintillanti, le nuvole spostate dal vento artico come sipari in continua apertura. È un’anteprima che già prepara al primo archetipo: la Meraviglia.
Una meraviglia che non è infantile stupore, ma consapevolezza adulta di trovarsi davanti a qualcosa che precede l’uomo e sopravviverà a lui. Il Respiro si fa immediatamente più lento, come se il corpo tentasse di sincronizzarsi con quello della Terra.

Quando si percorrono i campi di lava del sud, tutto assume un ritmo primordiale. Il muschio verde fluorescente sembra una pelle che ricopre un gigante addormentato. I geyser soffiano acqua bollente e vapore come se la Terra stessa inspirasse ed espirasse sotto i piedi del viaggiatore – un ricordo continuo che qui, l’energia, non è metafora ma materia viva.

E poi c’è il Silenzio. Non un silenzio assenza, ma un silenzio presenza. Un silenzio abitato.
Nei deserti di sabbia nera, il vento porta suoni che non appartengono al mondo umano. Nei fiordi occidentali, l’immobilità ha la densità di una preghiera, persino per chi preghiere non ne ha mai avute. Il mondo sembra più grande, e l’essere umano più vero, più sincero nella propria fragilità.

Il ghiacciaio Vatnajökull, con la sua superficie che pare il dorso di un dio addormentato, incarna l’archetipo della Potenza Naturale. Ti ci avvicini e senti il suono basso, cavernoso, del ghiaccio che si muove, si incrina, vive. È impossibile restare indifferenti: la coscienza si allarga fino a toccare l’Imménsità.

E l’immensità cambia tutto.

Cambia la misura del tempo.
Cambia il peso delle preoccupazioni.
Cambia il valore delle parole, perché molte diventano insufficienti.

È qui che il viaggio si capovolge: non sei più tu che osservi l’Islanda. È l’Islanda che osserva te. Ti scruta, ti misura, ti invita a riconoscere quanto del suo gelo conservi, quanto dei suoi vulcani bruci ancora dentro, quanto dei suoi silenzi tu abbia nascosto sotto il rumore quotidiano.

Ed è in quel preciso istante, quasi sempre inaspettato – davanti a una cascata che vibra come un organo celeste, o in un bagno caldo sotto una tempesta di neve – che arriva l’archetipo più profondo: il Rispetto.
Il rispetto verso la Terra, verso il viaggio, verso il tempo, verso la nostra stessa interiorità.

Perché l’Islanda non è una destinazione.
È un maestro.

Un maestro severo, ma generoso.
Un maestro antico, ma incredibilmente attuale.
Un maestro che ti ricorda che il mondo è molto più grande di noi, e proprio per questo, merita ascolto.

Chi torna dall’Islanda, non torna mai lo stesso.
Torna con un cuore più lento, più vero, più nitido.
Torna con un nuovo Respiro.

👉 Continua a leggere su Easy Nite: https://www.easynite.it/islanda-il-respiro-della-terra/

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“Oltre il Ghiaccio”. Il nuovo romanzo di Nadia Lanzi tra resilienza, coraggio e seconde opportunità

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Dopo il successo di Come fuoco sul ghiaccio, la scrittrice milanese Nadia Lanzi torna in libreria con Oltre il Ghiaccio, il secondo capitolo della sua saga sentimentale che ha conquistato lettori di ogni età grazie alla capacità di intrecciare emozione, intensità narrativa e realismo psicologico.

Lanzi, già nota per la sua sensibilità nel raccontare gli intrecci del cuore e le fragilità dell’età adolescenziale, in questo nuovo lavoro compie un ulteriore passo avanti: la sua scrittura si fa più matura, più incisiva, senza perdere quella delicatezza emotiva che contraddistingue il suo stile. Le atmosfere rimangono quelle che hanno fatto innamorare i lettori, ma la narrazione si apre a sfumature più profonde, mettendo al centro temi universali come la resilienza, la capacità di rialzarsi dopo una caduta, e il coraggio di mettersi in gioco anche quando tutto sembra remare contro.

In Oltre il Ghiaccio ritroviamo Elisa e Christian, i protagonisti del primo romanzo, in una fase nuova della loro vita: più consapevoli, più segnati dalle esperienze, ma anche più pronti a confrontarsi con ciò che temono davvero. La loro crescita personale diventa la chiave del racconto. Non più solo l’incontro che sconvolge, ma il percorso che costruisce. Non più la passione travolgente come fine, ma come punto di partenza per capire chi si vuole essere davvero.

Tra sfide professionali, scelte difficili e fragilità che riaffiorano, i due protagonisti imparano a guardarsi con occhi nuovi e a non dare per scontato ciò che la vita può ancora offrire. È un romanzo che parla di seconde opportunità — quelle che spesso spaventano più delle prime — e del potere della fiducia, verso l’altro e verso sé stessi.

Con uno stile più maturo, un ritmo narrativo curato e un’attenzione particolare ai dialoghi e alle dinamiche emotive, Nadia Lanzi firma un’opera che non è solo il naturale seguito del suo esordio, ma il consolidamento di una voce narrativa che si sta facendo riconoscere per delicatezza, autenticità e profondità.

Altra novità di quest’opera è l’auto-pubblicazione. L’Autrice, vittima dei classici raggiri tipici degli editori che sfruttano l’ingenuità degli autori emergenti, in quest’opera ha messo tutta sé stessa, non solo nella scrittura ma anche nell’editing, nell’impaginazione e nella grafica della copertina, dando palese visione delle sue abilità a 360°.

Oltre il Ghiaccio è un romanzo che racconta la forza dell’amore quando diventa scelta consapevole, e non più soltanto destino. Un invito a credere che, anche dopo il gelo, possa nascere qualcosa di sorprendentemente vivo.

 

Nadia è molto attiva sui social, dove ama dialogare con i suoi lettori, condividere retroscena della scrittura e aggiornamenti sui suoi progetti.
📍 Facebook: https://www.facebook.com/share/14MUKRX8iiZ/
📍 Instagram: https://www.instagram.com/nadia_lanzi?igsh=aGV6M2pxNjZid21w

La Sicilia a Torino: colori e sapori firmati Zabbara

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In Piazza Edmondo De Amicis, a Torino,  esiste un luogo che profuma di autenticità e calore: Zabbara – Eccellenze Siciliane.

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Questa coloratissima bottega è un vero scrigno di emozioni, ideale per chi desidera scoprire qualcosa di unico, originale e ricco di significato. Qui in negozio, si raccontano storie di sapori, profumi e artigianato della Sicilia più autentica.
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La Sicilia è qui
Un assortimento raffinato di vini autoctoni, dolci tradizionali, specialità salate e ceramiche artigianali: un pezzo di Sicilia, che profuma di tradizione, bellezza e identità. Tra le proposte:
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  • Buccellato, ricco di frutta secca, miele e spezie
  • Paste di mandorla in versioni pregiate (pura, con carruba o pistacchio)
  • Fruttini di marzapane e frutta martorana, piccoli capolavori plasmati a mano, perfetti anche come centrotavola o segnaposto
Per chi ama la croccantezza, non mancano giuggiulena (croccante al sesamo), croccante di mandorla, varianti con noci, miele e uva passa. A completare il tutto, le creme spalmabili artigianali (pistacchio, carruba, mandorla) e la celebre cioccolata di Modica, simbolo del territorio.
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Vini, ceramiche e artigianato
Il viaggio sensoriale continua con la selezione di vini autoctoni siciliani: bianchi, rossi e passiti, scelti personalmente da Angela — titolare di Zabbara — tra piccoli produttori locali.
Accanto alle eccellenze enogastronomiche, le  ceramiche artigianali dipinte a mano, un mondo gustoso, ma anche decorativo, elegante e prezioso.
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La conoscenza profonda di un territorio raccontata attraverso i suoi sapori
Angela, torinese d’adozione e siciliana per origine e cuore, ha fondato Zabbara nel 2010. In questi anni ha percorso la Sicilia in lungo e in largo, incontrando produttori, agricoltori e artigiani. Da questi incontri sono nati rapporti di fiducia e una selezione accurata di prodotti che raccontano non solo il gusto, ma anche la storia, l’identità e l’anima dell’isola.
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Degustare la Sicilia: un’esperienza da vivere
Un tratto distintivo di Zabbara è la possibilità, per chi fa parte del “mondo ZABBARA” — le zabbarine e gli zabbarini — di partecipare agli appuntamenti in negozio con degustazioni guidate. In questo periodo natalizio, protagonisti sono quasi tutti i dolci delle feste:
  • paste di mandorla, buccellati e croccanti
  • creme e conserve di pistacchio, carruba e mandorla
  • cioccolata di Modica
  • mini degustazioni di vini e passiti
Le degustazioni non sono semplici assaggi: sono veri racconti di tradizioni, dove Angela narra la storia dei prodotti, la provenienza degli ingredienti e le varianti regionali, rendendo ogni incontro un viaggio emozionante nella cultura siciliana.
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Per un’esperienza di gusto, bellezza e storia
Zabbara non è solo un negozio, ma un luogo dove si incontra la Sicilia più autentica. Qui ogni prodotto parla di radici, passione, artigianato e identità.
Per riscoprire la Sicilia anche da Torino — Zabbara è la meta ideale.
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Zabbara – Eccellenze Siciliane
 Piazza Edmondo De Amicis 78/D – Torino 
 Dal martedì al sabato, 9:30-12:30 | 15:30-19:30
(A dicembre aperto tutti i giorni) 
tel 339 8589291

“Raccontare e raccontarsi”, quattro artisti selezionati dalla galleria Malinpensa by La Telaccia

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“Raccontare e raccontarsi” è il titolo della mostra allestita dal 25 novembre al 6 dicembre prossimo presso la galleria Malinpensa by La Telaccia, e che vede protagonisti quattro artisti: Cesare Iezzi, Graziano Rey, Gianalberto Righetti e Fulvia Steardo Fermi.

“Quattro artisti in mostra: – dichiara la curatrice e art director Monia Malinpensa – la fotografia di Gianalberto Righetti accarezza alberi che parlano piano.

La pittura di Fulvia Steardo Fermi vibra di foglie oro, una musica di colori che respira.

La scultura di Cesare Iezzi nasce dal gesso e dal legno, illumina il gesto con una luce leggera.

La tecnica pittorica di Graziano Rey è un passo nella stessa danza, armonica e silenziosa. Si tratta di una mostra dove le cromie si intrecciano come radici in ascolto. Ogni mano interpreta il mondo con grazia diversa. Le opere vivono in simbiosi, in un unico respiro che diventa arte”.

Nelle sculture di Cesare Iezzi, i volti umani emergono sospesi in un tempo dilatato, portatori di un senso universale e di una risonanza emotiva profonda. Ogni forma è ricca di valore culturale. La pittura di Graziano Rey può essere tradotta in musica e viceversa, e la danza dei colori penetra nell’animo dello spettatore, e lo porta a vivere sensazioni ed emozioni uniche, conquistandolo. Gianalberto Righetti ha quale protagonista assoluto delle sue opere l’albero. Sorprende per la capacità di coniugare l’armonia formale e la forza comunicativa in un linguaggio molto personale. Fulvia Steardo Fermi esprime un’arte che si nutre di sentimento e di una intensità emotiva rara: il tratto materico, strumento distintivo dell’artista, diventa veicolo di un’espressione potente.

Galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia – corso Inghilterra 51, Torino

Ingresso libero

Orari:10.30-12.30 / 16-19 / chiuso lunedì e festivi

Telefono: 011 5628220 – malinpensagalleriadarte@gmail.com

Mara Martellotta

 

Vintage Boutique, il miglior negozio dell’usato nella capitale italiana del vintage

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di Riccardo Di Maria

Torino non è solo eleganza sabauda, cultura e innovazione. È anche – sempre più – la capitale italiana del vintage e dell’usato di qualità

Una città che ha saputo trasformare mercatini storici, botteghe autentiche e negozi selezionati in un vero e proprio distretto del riuso, dove stile, storia e sostenibilità si intrecciano con naturalezza.
Qui il vintage non è una moda passeggera: è identità. È memoria che vive.
Dalle Domeniche al Balon a Moncalieri, da Cherasco alle storiche bancarelle di Borgo d’Ale, fino al mercato dei vinili di San Salvario, Torino e il Piemonte sono diventati un ecosistema unico, fatto di ricerca, passione, pezzi rari, incontri fortuiti e storie da raccontare. Un luogo dove ogni oggetto ha una seconda occasione, e ogni storia trova chi la vuole ascoltare.
È in questo scenario che nasce e si afferma Vintage Boutique, riconosciuto come il miglior negozio dell’usato nella capitale del vintage. Un negozio che non è soltanto uno spazio espositivo, ma un luogo emotivo, curato, narrativo, dove ogni capo viene scelto come si sceglierebbe un libro da leggere o una persona da conoscere.
La titolare racconta:
“Non ho mai voluto vendere semplicemente oggetti. Ho sempre pensato che un negozio vintage dovesse essere un luogo di incontri: tra storie, epoche, materiali, persone. La mia più grande soddisfazione è vedere quando un oggetto trova la persona giusta, come se l’avesse aspettata da anni.”
Vintage Boutique nasce proprio da questa visione: una passione diventata ricerca, poi selezione, poi metodo. Non un semplice negozio, ma un laboratorio di storie. Oggetti usati? No. Oggetti vissuti, emozioni dal passato da vivere nel presente.
La selezione è attenta, personale, curata. Non esiste un algoritmo: esiste l’occhio, l’esperienza, l’emozione. Ogni pezzo viene valutato non solo per il valore materiale o stilistico, ma per la sua capacità di raccontare qualcosa. Che si tratti di un cappotto inglese degli anni ’60, di una borsa che ha attraversato generazioni o di un oggetto di design, qui nulla è casuale.
“Ogni oggetto ha una storia, e il mio lavoro è farla emergere. Alcuni clienti se ne innamorano per estetica, altri per emozione. Ma quando trovi qualcosa che ‘ti sceglie’, non te ne separi più”, racconta.
Con l’arrivo del Natale, Vintage Boutique diventa un punto di riferimento per chi cerca idee regalo originali, sostenibili e irripetibili. Regalare vintage significa regalare carattere, autenticità, memoria. Un gesto consapevole, elegante, unico. Esattamente come Torino, capitale del vintage.
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Scopri le offerte !

www.vintageboutique.it

 via Alassio 30 TORINO