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Vuoti a Rendere: “La nostra campagna uno spartiacque. Ora approvare la delibera”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

 

La campagna Vuoti A Rendere (www.vuotiarendere.org) prende la parola in vista del voto del Consiglio Comunale sulla delibera di iniziativa popolare “Nuove tutele per il diritto alla casa”, previsto – dopo molti rinvii – per lunedì 22 settembre.

“Il Consiglio Comunale è finalmente chiamato – dicono le/gli attiviste/i – a esprimersi sulle nostre proposte. In vista del voto di lunedì, rinnoviamo a consigliere e consiglieri la richiesta di fare una cosa ragionevole e giusta, decidendo di avviare una stagione nuova nelle politiche cittadine per la casa e aprendo la strada verso strumenti innovativi e urgenti per garantire e promuovere il diritto fondamentale all’abitare”.

 

Già nel mese di luglio, sottolineano da Vuoti A Rendere, si è andati molto vicino all’approvazione della proposta di delibera di iniziativa popolare. “Vogliamo ribadire quanto già detto due mesi fa. Se è vero che la nostra campagna è stata annoverata a più riprese tra le principali ispirazioni del “Piano dell’abitare per lo sviluppo della Città di Torino”, è il momento di essere conseguenti. Mostriamo alle e ai torinesi che le proposte di Vuoti A Rendere possono e devono diventare un primo passo verso l’attuazione del Piano dell’abitare”.

 

Poi, sempre a luglio, i rinvii della votazione, dovuti agli emendamenti ostruzionistici di alcuni gruppi di minoranza e alle prese di posizione allarmate delle associazioni rappresentative della proprietà edilizia. Da Vuoti A Rendere tornano su quanto successo per esprimere alcune valutazioni più ampie: “Vogliamo rivendicare che la nostra campagna, ispirata ai migliori standard europei, è stata uno spartiacque nei dibattiti cittadini e nazionali sulla casa. Grazie alle nostre proposte nessuno può più ignorare la necessità di intervenire sulle troppe case vuote nelle nostre città, e sui costi intollerabili (abitativi, sociali, urbanistici e ambientali) che l’abbandono scarica sulla collettività. I nostri obiettivi sono chiari: censire gli alloggi inutilizzati; potenziare gli strumenti di dialogo tra proprietari e bisogni abitativi; introdurre, accanto ai consueti incentivi, disincentivi graduali e crescenti per i soli grandi proprietari pubblici e privati di alloggi in stato di ingiustificato abbandono. Tutto per restituire alla disponibilità collettiva il maggior numero di case possibile”.

 

Proprio i disincentivi sono stati al centro delle recriminazioni di alcune forze politiche e associazioni della proprietà edilizia. “Che un principio di buon senso come quello da noi proposto per i soli grandi proprietari sia stato attaccato in modo così violento – dicono da Vuoti A Rendere – è qualcosa di significativo e inquietante. A volte per ignoranza e pregiudizio, più spesso con inaccettabili intenti diffamatori, la nostra campagna è stata descritta come una minaccia per qualsiasi forma di proprietà, proveniente da gruppuscoli eversivi. Ad accuse così modeste rispondiamo con la serenità che ci viene dalla serietà del nostro percorso. Chi ha a cuore il diritto all’abitare non si faccia distrarre da quella parte di società e di politica che è disposta a tutto, pur di servire e difendere gli interessi antisociali della grande rendita speculativa. Questi, sì, sono i veri estremisti da cui prendere le distanze”.

 

E, a conclusione del ragionamento, un ultimo appello: “La necessità di promuovere il diritto all’abitare di tutte/i e di ciascuna/o  impone la ricerca di nuovi equilibri tra questo diritto fondamentale e la grande proprietà edilizia. Lunedì 22 settembre, l’approvazione della delibera potrà essere un primo passo in questa direzione: fare di Torino un laboratorio di innovazione per le politiche abitative italiane è un obiettivo a portata di mano. Si tratterà poi di andare in tempi brevi verso un’attuazione concreta ed effettiva di quanto deciso dal Consiglio Comunale. Noi – concludono le/gli attiviste/i di Vuoti A Rendere – siamo pronte/i a fare la nostra parte: non faremo mancare le nostre proposte e non faremo spegnere i riflettori sulla questione abitativa torinese. Perché è tempo di posizionare la nostra città accanto alle migliori esperienze europee e così aprire una stagione finalmente nuova per il diritto all’abitare”.

Bartoli (Presidente Commissione Ambiente): “La Fiera di Rivara è identità, tradizione e futuro del nostro territorio”

La 156ª Fiera Autunnale di Rivara, ospitata nel suggestivo Parco di Villa Ogliani e nelle piazze del paese, si conferma anche quest’anno un appuntamento di straordinaria rilevanza per il Canavese e per l’intero Piemonte.

“Questa manifestazione – dichiara il Consigliere regionale e Presidente della V Commissione Ambiente, Sergio Bartoli – è molto più di un evento fieristico: è un momento di incontro tra cittadini, espositori e istituzioni, capace di valorizzare il patrimonio agricolo, enogastronomico e culturale delle nostre comunità. La Fiera rappresenta un ponte tra passato e futuro, mantenendo vive le radici della tradizione e al tempo stesso offrendo spunti di crescita e innovazione.”

La giornata ha visto la partecipazione di amministratori locali, associazioni, volontari ed espositori, con un programma ricco di iniziative: dalla tradizionale gara a baronda alla premiazione degli espositori, fino agli spettacoli e ai momenti conviviali che hanno animato la piazza.

“Il merito – prosegue Bartoli – va riconosciuto al Sindaco Maurizio Giacoletto, al Presidente della Fiera Ales Troglia-Gamba, all’Assessore Marisa Basolo, a tutte le associazioni e ai volontari che con impegno e dedizione rendono possibile il successo di questa manifestazione. Rivara dimostra ancora una volta di saper coniugare la forza della tradizione con la capacità di guardare avanti.”

La Fiera Autunnale si conferma così un simbolo di identità e coesione, capace di raccontare il territorio attraverso le sue eccellenze, con uno sguardo sempre più attento all’ambiente e alla sostenibilità.

L’amore, il coraggio e il bisogno di mettersi in gioco. La scrittrice Nadia Lanzi racconta i suoi romanzi

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Nadia Lanzi è una scrittrice milanese che ha fatto dell’amore e delle emozioni autentiche il cuore pulsante dei suoi romanzi. La sua penna ha conquistato sia i lettori adolescenti che il pubblico adulto, grazie a storie capaci di intrecciare sentimenti, crescita personale e il coraggio di affrontare le sfide della vita.


«Scrivo per emozionare e per incoraggiare – racconta Nadia –. Ogni storia nasce da un’intuizione, da un’immagine che mi rimane impressa e che sento il bisogno di trasformare in parole. Mi piace raccontare l’amore in tutte le sue sfumature: romantico, tormentato, talvolta difficile, ma sempre capace di cambiare le persone.»

Il primo romanzo, “Io, Me e l’Altra”, è un viaggio introspettivo che parla di riscoperta di sé, resilienza e rinascita. Una protagonista sensibile, empatica e un po’ introversa, ma determinata, che impara a mettersi al centro della propria vita e a scegliere la propria felicità. Un libro che ha saputo toccare corde profonde in chi lo ha letto, diventando per molti un piccolo “manuale di sopravvivenza”.

Il secondo titolo, “Come Fuoco sul Ghiaccio”, è invece una storia d’amore intensa e appassionata, ambientata nel mondo del pattinaggio artistico e della danza. Elisa, una giovane ballerina con il sogno di emergere, e Christian, un campione dal carattere ribelle e tormentato, si incontrano e si scontrano in un turbine di emozioni, competizioni e scelte difficili. Il romanzo ha conquistato i lettori per la sua capacità di raccontare una relazione che nasce inaspettatamente tra due anime opposte, ma destinata a sopravvivere alle tempeste della vita.

«È una storia che parla di fiducia, di seconde possibilità e del coraggio di lasciarsi andare, anche quando tutto sembra remare contro.»

E per i fan c’è una grande notizia: sta per arrivare il seguito, il secondo capitolo di quella che sarà una vera e propria trilogia. Una nuova avventura che promette emozioni ancora più forti, colpi di scena e momenti da batticuore.

Nadia è molto attiva sui social, dove ama dialogare con i suoi lettori, condividere retroscena della scrittura e aggiornamenti sui suoi progetti.
📍 Facebook: https://www.facebook.com/share/14MUKRX8iiZ/
📍 Instagram: https://www.instagram.com/nadia_lanzi?igsh=aGV6M2pxNjZid21w

 

«I miei lettori sono una parte fondamentale del mio lavoro – conclude –. Ogni loro messaggio, ogni emozione che condividono con me è il motore che mi spinge a scrivere ancora.»

Con uno stile che emoziona e personaggi che restano nel cuore, Nadia Lanzi si conferma una delle voci più interessanti del panorama della narrativa romantica contemporanea.

Emozionante confronto tra ieri e oggi: “Non è un selfie” di Enrico Vergoni

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I quarantenni di oggi, adolescenti negli anni ‘90

In tanti lo conoscono come poeta, per i suoi libri e per i versi che pubblica sui social, dove è popolarissimo. Ma ora Enrico Vergoni di Marotta è entrato nel mondo della narrativa con il suo “Non è un selfie. I quarantenni di oggi, adolescenti negli anni ‘90” (Robin edizioni Torino): un successo immediato, visto che è già entrato nella classifica della nuova narrativa italiana di Amazon Italia.

Difficile non identificarsi in quello che il protagonista racconta.

Chi è stato giovane nell’ultimo decennio del ‘900 non faticherà a divertirsi e a commuoversi, ricordando un’epoca che sembra vicina ma che i cambiamenti avvenuti nella società hanno reso ‘antica” se non superata.

Da qui nasce quel confronto tra ieri e oggi che dà modo a Vergoni di esprimere pensieri ed emozioni; lo sguardo all’indietro dell’autore non è solo nostalgia per un tempo più felice, è la voglia di non dimenticare quel ragazzo che grazie all’amore, agli amici, alla musica scopriva la vita.

Quel ragazzo non morirà mai, suggerisce Vergoni.

Presentato in varie parti d’Italia durante l’ultima stagione, il libro sarà, come i precedenti dell’autore, tradotto anche in lingua spagnola.

Si tratta del quarto libro di Vergoni, che ha iniziato la sua carriera con “Tango e Cenere” nel 2011 (ancora oggi uno dei libri di poesia contemporanea italiana più tradotti) fino a “Lettera ad una Figlia” che ha vinto numerosi premi internazionali ed è stato presentato in molte scuole lungo la penisola ed è stato inserito nella biblioteca del Quirinale tra i libri più importanti dell’ultimo decennio.

Questo inverno continuerà l’attività promozionale ed il progetto dei laboratori di scrittura in vari istituti dopo il successo dell’iniziativa presso numerose scuole italiane insieme ai poeti Claudio Pacifici e Stefano Sorcinelli.

 

Apri il link:

Bartoli: “Dopo la pausa estiva si riparte dal territorio e dallo sport”

 

Salassa, 6 settembre 2025 Il Consigliere Regionale del Piemonte e Presidente della V Commissione Ambiente, Sergio Bartoli, ha preso parte questa mattina alla partenza della Sutalatur Ride, la ciclopedalata che ha animato le strade del Canavese con la partecipazione di grandi campioni come Claudio “El Diablo” Chiappucci e l’atleta paralimpico Andrea Devicenzi.
Dopo la pausa estiva ha dichiarato Bartoli ripartiamo con entusiasmo dal nostro territorio e dallo sport, che rappresentano strumenti straordinari di coesione sociale, inclusione e promozione delle nostre eccellenze locali.

Manifestazioni come la Sutalatur Ride valorizzano il Canavese, la sua comunità e le sue bellezze naturali, portando con sé un messaggio positivo di passione e amicizia”.

 


Un ringraziamento è stato rivolto agli organizzatori, ai volontari e al Comune di Salassa per l’impegno profuso nella realizzazione dell’iniziativa, che ha visto una grande partecipazione di sportivi e cittadini.
La Sutalatur Ride ha offerto non solo l’occasione di pedalare accanto a campioni del ciclismo, ma anche momenti di condivisione e spettacolo, rafforzando lo spirito comunitario e il legame con il territorio.

Teatro nelle Corti 2025: otto spettacoli in due giorni tra Torino e Racconigi

 

Torino – Due giorni, otto spettacoli, quattro nazioni rappresentate, un unico viaggio tra arte, danza, teatro e suggestioni enogastronomiche. È questa la promessa di “Teatro nelle Corti 2025”, il festival internazionale che venerdì 5 settembre e sabato 6 settembre trasformerà Torino e Racconigi in un palcoscenico diffuso, tra luoghi iconici e dimore sabaude.

La rassegna, che porta in Piemonte artisti di fama mondiale e sei prime nazionali, si apre con un percorso che intreccia spazi, linguaggi e paesaggi: dalla storica Piazza della Consolata al cuore monumentale di Palazzo Reale, fino al Castello di Racconigi, dove il festival si chiuderà con un evento unico nel suo genere.

Un’apertura tra arte e sacralità

La presentazione ufficiale del festival si è svolta nella raffinata cornice di Felicin in Piazza della Consolata, ospiti di Silvia Francesca Capra e Nino Rocca anima colta e preziosa di questo spazio che unisce gusto, accoglienza e cultura.

Ed è proprio Piazza della Consolata, cuore pulsante della città e sede della Basilica più antica e amata dai torinesi, a fare da quinta scenografica alla prima performance, venerdì 5 settembre alle 18.15:

La compagnia francese Cie Pernette, da Besançon, porta in scena “La figure du baiser”, uno spettacolo di danza ispirato alla statuaria neoclassica di Antonio Canova. Un’ode alla grazia e alla sensualità del gesto, che prende vita nell’ora d’oro del tramonto, quando – come scriveva Leonardo – “i contorni si fanno più dolci”. Un inizio poetico e potente, da non perdere.

Un viaggio tra corti, giardini e piazze

Nei due giorni di festival, Torino diventa un mosaico di esperienze artistiche. Dopo la performance inaugurale, il percorso prosegue tra Piazza San Giovanni, i Giardini di Levante, il Giardino Ducale e Piazzetta Reale, intrecciando linguaggi che spaziano dalla danza contemporanea al teatro fisico, dalle installazioni urbane alle esperienze immersive.

Per informazioni dettagliate sul programma e le singole performance: www.teatroeuropeo.it

Racconigi: il gran finale tra cibo, danza e vita

Il festival si chiudera’ sabato 6 settembre con un evento eccezionale nel suggestivo Castello di Racconigi, residenza sabauda di straordinaria bellezza. Qui il Centre Chorégraphique National di Nantes presenta “Vivande”, una creazione che unisce danza e gastronomia in un’esperienza multisensoriale.

Guidata dalla ballerina e coreografa Ambra Senatore, in dialogo con lo chef Nino Rocca, la performance invita a riflettere sul cibo non solo come nutrimento, ma come valore simbolico: un tavolo che diventa tavola, luogo d’incontro, di confidenze, di racconti e di condivisione. L’evento, ospitato nelle cucine storiche del castello, promette un finale di grande spettacolarità.

Un festival che guarda lontano

“Teatro nelle Corti” non è solo un appuntamento, ma una visione, come sottolinea la Presidente della Associazione Teatro Europeo, Mercedes Bresso. L’obiettivo è quello di ampliare ogni anno i confini della rassegna, coinvolgendo sempre più Paesi e abbracciando nuovi luoghi, culture ed nuove esperienze sensoriali.

Il direttore artistico Beppe Navello, artefice dell’ampliamento del festival ne sottolinea il dialogo tra arti, paesaggi e comunità, regalando al pubblico l’opportunità di immergersi nel patrimonio storico e creativo piemontese, scoprendo al contempo esperienze internazionali di altissimo livello. Il direttore aggiunge come la rassegna sia stata realizzata ‘grazie all’incontro col territorio e con gli imprenditori dei locali che ne hanno da subito colto la importanza ’ oltre che al supporto della Fondazione CRT. Questo dimostra come eventi culturali siano sempre di più’ uno strumento di valorizzazione del territorio.

L’appuntamento è dunque fissato:
📍 Torino, 5 settembre 2025
📍 Racconigi, 6 settembre 2025

Per due giorni, il Piemonte diventa palcoscenico europeo.

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Torna il Moon Festival sotto le stelle di San Raffaele Cimena

 

Un borgo che si illumina, una comunità che lavora unita, una Pro Loco che diventa motore di cultura e identità.

SAN RAFFAELE ALTO DIVENTA IL CUORE DELLA MAGIA: UN BORGO, UNA COMUNITÀ, UN SOGNO CHE RITORNA

San Raffaele Cimena (TO)

Finalmente ci siamo: San Raffaele Alto è pronto a trasformarsi ancora una volta in un palcoscenico diffuso, dove storia, arte e comunità si fondono in un’unica esperienza. Dal 5 al 7 settembre 2025 torna il Moon Festival, cuore pulsante della tradizionale Festa ’d San Rafè, capace di emozionare e di richiamare visitatori da tutto il Piemonte e non solo.

Il Festival e il programma

Venerdì 5 e sabato 6 settembre il borgo si accenderà di candele e luci soffuse: dalle 20:30 spettacoli, installazioni site specific ed esperienze immersive animeranno vicoli, cortili e terrazze, in un’atmosfera sospesa tra realtà e sogno.

Presso la Terrazza Panoramica, i volontari della Pro Loco proporranno cene conviviali con grigliata, Riso di San Raffaele al Nebbiolo del Canavese e le birre artigianali Parsifal. Domenica 7 settembre, serata conclusiva con gnocchi e gran fritto misto alla piemontese, grazie alla collaborazione con la Pro Loco di Brandizzo e al sostegno del Birrificio Parsifal. Non mancherà il Moon Lounge Bar, con cocktail, panini e hot dog.

Per addolcire le serate, in abbinamento al Passito di Caluso della Cantina Crosio, saranno serviti i cantucci alle mandorle, testimonianza del legame con i produttori locali.

Navette e parcheggi

Per tutta la durata della manifestazione non sarà possibile parcheggiare nel centro storico. È quindi attivo un servizio navetta:
•   Venerdì 5 e sabato 6 settembre: navetta a pagamento (2 € A/R, gratuita sotto il metro di altezza o i 15 anni) dalle 16:00 da Piazza Bosio / Piana di San Raffaele.
•   Domenica 7 settembre: navetta gratuita dalle 18:30 da Piazza Europa.

L’apertura ufficiale

Il Festival prenderà il via venerdì 5 settembre alle ore 18:30 con i saluti del Sindaco Ettore Mantelli e del Presidente della Pro Loco Guido Ghiosso, alla presenza di numerosi rappresentanti istituzionali: tra gli altri gli assessori regionali Andrea Tronzano e Maurizio Marrone, i consiglieri regionali Paola Antonetto, Mauro Fava, Paolo Ruzzola, Alberto Avetta, Roberto Ravello, Davide Nicco, e i consiglieri metropolitani Clara Marta, Andrea Gavazza, Andrea Tragaioli e Gianna Pentenero .

Un progetto della Pro Loco

Il Moon Festival nasce dalla visione e dalla lungimiranza della Pro Loco di San Raffaele Cimena, che ha saputo immaginare un nuovo modo di vivere la tradizione e dare futuro al borgo. Al direttivo storico – Guido Ghiosso, Luca Regis, Marco Ciavarini e Silvia Morino – si sono unite nuove energie: Linda Murgia, Federica Brudaglia e Alessia Bertotto, con il supporto di Ivano e Clara. Una squadra che, insieme a tanti volontari, ha reso possibile la realizzazione di questa edizione.

Arte, comunità e identità

La regia artistica, curata da DNArt, trasformerà San Raffaele Alto in un teatro a cielo aperto, dove arte e spettacolo si fonderanno con la bellezza naturale del borgo. Tutti gli eventi saranno gratuiti, con offerta libera e consapevole, per sottolineare il valore partecipativo della manifestazione .

Partner e sostenitori

Il Festival vive e cresce grazie al sostegno di sponsor e partner tecnici: Borello Supermercati, Parsifal, Pochettino, Riso San Raffaele, Cantina Crosio.

Come equipaggiarsi al meglio per il proprio viaggio su due ruote in Piemonte

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Chiunque abbia assaporato almeno una volta la libertà che solo un mezzo a due ruote può offrire lo sa bene: non si tratta semplicemente di spostarsi, ma di vivere un’esperienza fatta di vento in faccia, curve dolci tra le colline, incontri inattesi e panorami che si aprono all’improvviso.

Soprattutto quando si decide di partire in Vespa in Piemonte, o con qualsiasi altro mezzo su due ruote, è fondamentale comprendere che la vera bellezza del viaggio risiede anche nella cura con cui ci si prepara a viverlo; perché un’avventura in sella, per essere davvero indimenticabile, richiede molto più che un pieno di benzina: servono preparazione, attenzione, e soprattutto uno spirito aperto alla scoperta.

Il vestiario giusto: comfort, sicurezza e versatilità

Quando si affronta un itinerario in Vespa o in moto, specie in una regione dalle mille sfumature climatiche e morfologiche come il Piemonte, l’abbigliamento assume un’importanza inequivocabile; non basta una giacca qualunque, e nemmeno un paio di scarpe chiuse per sentirsi pronti. Serve qualcosa di più; serve una selezione di capi pensati per proteggere, adattarsi e accompagnare ogni chilometro.

Una giacca con protezioni integrate, meglio se traspirante e dotata di fodera removibile, è il primo alleato per affrontare le mattinate fresche di montagna e i pomeriggi caldi tra le colline delle Langhe; allo stesso modo, un buon pantalone da moto – anche qui con protezioni per ginocchia e fianchi – può fare la differenza tra un’escursione piacevole e una giornata passata a sistemare piccoli fastidi.

Non bisogna dimenticare i guanti: non solo per una questione di sicurezza, ma anche perché offrono una presa migliore sul manubrio e proteggono dal vento che, anche in estate, può diventare insistente, e infine, le scarpe: sempre meglio optare per un modello chiuso, con suola antiscivolo e buona aderenza, meglio ancora se resistente all’acqua, nel caso ci si imbatta in un acquazzone improvviso.

Casco e visiera: molto più di un obbligo

In Italia, il casco è obbligatorio per legge; ma ancor prima che un’imposizione normativa, dovrebbe essere vissuto come una scelta consapevole di tutela e benessere; scegliere un casco integrale o modulare significa proteggere sé stessi non solo in caso di incidente, ma anche da rumori, insetti, polvere e raggi UV.

Un casco ben ventilato, con visiera antigraffio e, se possibile, trattamento antiappannamento, è un compagno fedele per tutto il viaggio, e non solo: alcuni modelli permettono anche di inserire sistemi di comunicazione Bluetooth per restare in contatto con altri compagni di viaggio o per ascoltare una playlist pensata appositamente per accompagnare la strada.

La visiera, spesso sottovalutata, è in realtà essenziale: protegge gli occhi, migliora la visibilità e permette di affrontare tratti esposti al sole o al vento senza affaticare la vista; portarne una di ricambio o scegliere un modello con visiera interna parasole può essere un’ottima idea, soprattutto se si prevede di guidare nelle ore più luminose.

Equipaggiamento tecnico e accessori utili

Una volta sistemato l’abbigliamento e il casco, è il momento di pensare a tutto ciò che può rendere il viaggio più fluido, sicuro e piacevole; anche in un viaggio che vuole mantenere uno spirito “leggero” e libero, una buona dotazione tecnica è fondamentale.

Un navigatore da moto o, in alternativa, un supporto impermeabile per smartphone con app GPS offline, diventa di fondamentale importanza per orientarsi tra le strade secondarie del Piemonte; dunque meglio evitare di affidarsi unicamente alla copertura internet, siccome alcune zone montane o più remote potrebbero non garantire segnale.

Un kit antiforatura, un mini compressore o una pompetta manuale, e un paio di cavi per la batteria sono piccoli oggetti che occupano poco spazio ma possono salvare un’intera giornata poiché non servono competenze da meccanico: basta sapere dove sono e come usarli in caso di emergenza.

Infine, una power bank per ricaricare il telefono, una piccola torcia a LED e magari un coltellino multiuso possono rivelarsi straordinariamente utili in decine di occasioni: da una pausa pranzo improvvisata a bordo strada a una piccola riparazione inaspettata.

Organizzare il bagaglio: equilibrio tra leggerezza e praticità

Un aspetto spesso sottovalutato ma determinante nella riuscita di un viaggio in Vespa o in moto è la gestione del bagaglio: non si può portare tutto, ma ciò che si porta deve essere scelto con cura.

Una borsa da sella o uno zaino tecnico, con agganci sicuri e materiali impermeabili, è la base da cui partire, inoltre è importante distribuire il peso in modo uniforme per evitare squilibri in fase di guida: gli oggetti più pesanti andrebbero sistemati in basso e il più vicino possibile al centro del mezzo.

Abiti leggeri e facilmente lavabili, un cambio completo in caso di pernottamento di due giorni, e un capo “jolly” come una felpa tecnica o un pile, possono costituire un’ottima base.; portare con sé una mantella antipioggia compatta, infine, può salvare una giornata intera di viaggio.

Chi decide di viaggiare per più giorni potrebbe considerare anche l’uso di borselli da gamba o zaini con fascia toracica, comodi da indossare anche durante le soste e perfetti per custodire documenti, portafoglio, telefono e altri oggetti di uso frequente.

Consigli pratici per una partenza senza intoppi

Prima di partire, è bene fare (o farsi fare) un controllo generale del mezzo: olio, freni, luci, pressione delle gomme, una piccola verifica preventiva può evitare spiacevoli inconvenienti, e anche un rapido check dell’assicurazione e dei documenti, da conservare sempre in una custodia impermeabile, è una buona prassi.

Se si è alle prime esperienze, conviene pianificare le tappe con cura o affidarsi a tour gestiti da professionisti: viaggiare con un gruppo capace di scegliere strade panoramiche ma sicure, evitare i tratti con troppo dislivello nei primi giorni, prevedere soste regolari per riposarsi e idratarsi.

Portare con sé una borraccia termica può essere un dettaglio intelligente, così come avere sempre a portata di mano una mappa cartacea della zona; il Piemonte, con i suoi saliscendi tra i vigneti delle Langhe, le curve dolci del Monferrato e i paesaggi aperti delle pianure vercellesi, è un territorio che invita a rallentare, a lasciarsi sorprendere, ma proprio per questo, occorre essere pronti a viverlo senza ansie né imprevisti, affiancati da figure con esperienza e che sappiano garantire la nostra sicurezza.

Partire leggeri per tornare arricchiti

Viaggiare su due ruote, specialmente in una terra così variegata e accogliente come il Piemonte, è un’esperienza che lascia il segno; ma per viverla davvero a pieno, serve un’attrezzatura che unisca sicurezza, comodità e un pizzico di strategia.

Non è necessario avere l’attrezzatura più costosa o il mezzo più moderno: ciò che conta è la cura con cui si sceglie ogni dettaglio – dal casco alla giacca, dal navigatore al bagaglio fino alla compagnia con cui si parte – ogni elemento diventa parte integrante dell’avventura; e quando si rientra a casa, con le immagini di borghi sospesi nel tempo, i profumi delle colline e la sensazione del vento sulla pelle ancora impressi nei ricordi, si capisce che non si è semplicemente tornati, ma si è tornati diversi, con una storia da raccontare e già la voglia di ripartire.