“Simboli, segni e sogni” raggiunge la sua terza edizione presso la galleria torinese Spazio44, in via Maria Vittoria 44, una rassegna di arte contemporanea che si terrà dal 16 febbraio al primo marzo prossimo.
Si tratta di una collettiva artistica che mutua un concetto imprescindibile dell’arte: il segno e il suo simbolo.
Ciò a cui assistiamo è una ricerca che accosta la “realtà altra” alle forme e alle sue significazioni.
L’arte proposta in mostra ha lo scopo di rendere visibile la sacralità del quotidiano e l’interiorità dell’artista in una commistione mai banale di tecnica ed emozioni vissute.
Attraverso il simbolo, come riporta lo studioso Mircea Eliade, il mondo si spiega ed assume significato attraverso di esso.
Sviluppando un cosmo vivente articolato e significativo, secondo il pensiero simbolico il mondo non è solo “vivo”, ma anche “aperto”, perché un oggetto è altresi segno di una realtà che trascende l’essenza stessa dell’oggetto rappresentato.
La collettiva promossa dalla curatrice Elisa Bergamino, in collaborazione con Infinito Arte, pone sulla scena un dialogo bifronte che mostra e svela lo spazio immaginario e immaginatoche divide l’arte dall’espressionismo artistico.
Mara Martellotta
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
E’ forse una delle eredità meno note del conflitto: i “figli della polvere”, termine dispregiativo nella lingua vietnamita che sottolineava la consanguineità col nemico. Erano piccoli allo sbando, che il più delle volte le madri-bambine non potevano crescere e sfamare. Diventavano una minoranza etnica segnata dal disonore e sospesa tra due mondi opposti, sempre in bilico su un precipizio fatto di miseria e abbandono.
E’ semplicemente struggente il breve e intensissimo libro che il compagno di Marguerite Duras dedica al suo amore per la grande scrittrice.
Questo prezioso volume è anche il catalogo della mostra “Julia Margaret Cameron. Capturer la beauté” allestita al Jeu De Paume (1 Place de la Concorde) a Parigi fino al 28 gennaio 2024.
Questo libro aggiunge ulteriori notizie sul carattere e l’epoca della fotografa. Ed è corredato da altre splendide immagini. Una carrellata di foto e aneddoti che ci trasmettono in modo più esaustivo e approfondito alcuni aspetti dell’Inghilterra degli anni 60 e 70 dell’Ottocento; una fase improntata ad un forte individualismo che le foto della Cameron esprimono molto bene.


