CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 33

Estate Reale, un ricco programma per chi resta in città

I dieci anni dei Musei Reali di Torino , dal 12 giugno al 31 ottobre

Per chi rimane in città e per i turisti, i Musei Reali di Torino offrono un palinsesto culturale dal titolo “Estate Reale 2026. Una sera al museo”, che si sviluppa dal 12 giugno al 31 ottobre prossimo offrendo un ricco programma di aperture serali straordinarie con cui quest’anno, i Musei Reali, celebrano il decennario della loro istituzione. Concerti dal vivo, spettacoli dal vivo, teatro, letteratura, poesia e arti performative accompagneranno i partecipanti lungo un percorso che attraverserà architetture storiche, giardini, sale monumentali e spazi archeologici. Nel corso di tutta l’estate, i luoghi più suggestivi dei Musei Reali di Torino, dal teatro romano ai Giardini, dal Palazzo Reale alla galleria Sabauda, si trasformeranno in spazi d’incontro, capaci di accogliere pubblici diversi attardato esso esperienze culturali immersive, accessibili e trasversali. Tutti gli appuntamenti prevedono l’apertura straordinaria dalle 19.45 alle 23.30, con ultimo ingresso alle 22.45. Il biglietto speciale comprende l’accesso alla visita libera di una sezione museale, sempre diversa, è la partecipazione agli spettacoli in programma. Nel 2026 i Musei Reali di Torino celebrano il decimo anniversario della nascita del grande complesso di edifici, collezioni e spazi che, dal 2016, riunisce in un’unica sistema culturale realtà un tempo separate, come Palazzo Reale, Armeria Reale, Cappella della Sindone, Galleria Sabauda, Museo di Antichità, Biblioteca Reale, Sala Chiablese e Giardini Reali. Estate Reale 2026 si avvale del patrocinio della Città di Torino e del sostegno della Fondazione CRT, e dedica questa commemorazione attraverso i luoghi simbolo di Torino.

“La programmazione di spettacoli, appuntamenti serali e visite dedicate dei Musei Reali di Torino, rappresenta da dieci anni un modello di offerta culturale degli istituti autonomi del Ministero della Cultura – ha dichiarato PaolaD’Agostino, Direttrice Generale – anche quest’anno abbiamo sviluppato con i diversi partner dell’iniziativa un programma adatto a ogni fascia di età e pubblico. Chi trascorrerà l’estate in città o chi verrà a visitarla per pochi giorni, troverà un’offerta serale in più, per godere di un complesso monumentale unico al mondo, arricchito da programmi culturali diversi. Una programmazione dei Musei Reali di Torino per tutti e tutte. Durante queste aperture serali speciali, essi non diventano soltanto cornice suggestiva degli eventi, ma aprono sezioni diverse per incoraggiare sempre di più una scoperta o un approfondimento del loro immenso patrimonio”.

Estate Reale 2026 prenderà avvio venerdì 12 giugno con lo spettacolo “Storie vere al 97%- la X non è mai il punto dove scavare” di e con Alessandro Barbaglia e musiche di Stefano Cavanna. Si tratta di una serata in collaborazione con l’associazione Revejo e Apic, dedicata al racconto della disciplina archeologica attraverso il teatro e la divulgazione contemporanea, che si inserisce nell’iniziativa istituzionale GEA-Giornate Europee dell’Archeologia. Lo spettacolo è accessibile anche con traduzione Lis e sistemi FM con cuffie dedicate, e conduce il pubblico all’interno del Museo dell’Antichità, creando un dialogo tra ricerca archeologica, narrazione e ricerca culturale.

Sabato 21 giugno prossimo, in occasione della Festa della Musica, il Salone delle Guardie Svizzere dei Musei Reali ospiterà “Note di luce”, un concerti dedicato alle musiche di Ludovico Einaudi. Il dialogo tra pianoforte e archi accompagnato da un allestimento luminoso capace di trasformare lo spazio storico in un ambiente intimo e sospeso. La serata vede l’apertura straordinaria di alcuni tra gli ambienti più suggestivi del percorso di Palazzo Reale, co e l’appartamento dei Principi Forestieri, la Cappella della Sindone, la Cappella Regia e le Sacrestie.

Estate Reale torna a ospitare una rassegna musicale, giunta alla sua sesta edizione, dal titolo “Torino crocevia di sonorità”, realizzata in collaborazione con il Conservatorio Verdi di Torino, che quest’anno ruota attorno al sottotitolo “Note ritrovate, un manoscritto, una regina: i mille volti della musica”. Tutti i venerdì dal 26 giugno al 28 agosto, il teatro romano ospiterà una serie di concerti serali che spaziano dalla musica contemporanea al jazz, fino alle musiche cameristiche. Giovedì 16 luglio, la cornice dei Giardini Reali accoglierà il Gran Ballo d’Estate, una serata di musiche, danze e costumi d’epoca, ispirato alle grandi feste di corte ottocentesche, realizzato con l’associazione di Danza Torinese.

In attesa delle stelle cadenti, sabato 8 agosto, nei Giardini Reali del teatro romano, andrà in scena “La Notte di San Lorenzo”, in partnership con la Fondazione Club Silencio, che proporrà attività, installazioni artistiche e concerti a lume di candela. Sempre con Club Silenci, i Musei Reali ospiteranno il 5 settembre “Vendemmia Reale”, una visita serale ai Giardini Reali con musica e degustazione di vino condotte da esperti sommelier. Domenica 6 settembre, in occasione e del “Read a Book Day”, i Giardini Reali ospiteranno i poeti, un evento prodotto con l’associazione Liberi Pensatori Centro Studi Paul Valéry, per valorizzare il rapporto tra parola, paesaggio e patrimonio culturale attraverso letture di poesie, interventi artistici e momenti musicali pensati per coinvolgere il pubblico di tutte le età. Dal 26 giugno al 28 agosto, tutti i venerdì si terrà la rassegna culturale “Crocevia di sonorità, realizzata in collaborazione con il Conservatorio Verdi di Torino.

Gli appuntamenti di ottobre saranno due: mercoledì 14 ottobre, in occasione della Giornata Nazionale del Barocco Italiano, i Musei Reali di Torino accoglieranno un concerto dedicato alla musica barocca, in collaborazione con l’Accademia del Santo Spirito, accompagnato dall’apertura straordinaria della Cappella della Sindone, della Cappella Regia e delle Sacrestie. A chiudere la rassegna, sabato 31 ottobre sarà l’appuntamento intitolato “Samognos”, la vera storia di Halloween. Una serata tra archeologia e ritualità antiche per far scoprire o riscoprire al pubblico le origini storiche e culturali della tradizione di Halloween, con performance e narrazioni lungo un percorso che, dal Museo di Antichità, nelle sezioni Archeologia, a Torino, e Galleria Archeologica, viene a concludersi nei Giardini Reali, con danze e il suggestivo rito del fuoco per celebrare la fine dell’estate e l’inizio del nuovo anno.

Musei Reali di Torino – Piazzetta Reale 1

https://museireali.beniculturali.it/mr-to.eventi@cultura.gov.it

Mara Martellotta

Otto concerti nella stagione 2026-2027 dell’Orchestra RAI con il nuovo direttore Michele Mariotti

Inaugurazione giovedì 22 ottobre con il direttore uscente Andrés Orozco – Estrada

È affidato alla bacchetta del Direttore principale  Andrés Orozco- Estrada il concerto inaugurale della stagione 2026-2027 dell’OSN Rai, in programma  giovedì  22 ottobre, con replica venerdì 23. Per l’occasione verrà proposta la Sinfonia n. 6 Tragica di Mahler, grandiosa pagina sinfonica del primo Novecento ed emblematica rappresentazione, con i suoi celebri colpi di martello nel “Finale” della strenua lotta umana contro il destino. Ed è ancora l’immagine del fato implacabile  ad incombere sull’umanità a ricorrere nell’incipit della Sinfonia n. 5 di Ludwig van Beethoven, che Orozco-Estrada dirigerà per il secondo appuntamento della stagione sinfonica mercoledì 21 e giovedì 22 aprile 2027, insieme al Concerto n. 2 per violino e orchestra di Prokof’ev , con solista Augustin Hadelich e una prima esecuzione assoluta, “ Radici future” di Pasquale Punzo.

Il nuovo direttore principale dell’OSN, Michele Mariotti, da ottobre succederà ad Andrés Orozco Estrada  e sarà  protagonista di ben otto appuntamenti sinfonici, distribuiti tra stagione, fuori sede e il ciclo “Beethoven pops”. Il primo appuntamento di Mariotti nelle nuove vesti di Direttore principale  è  in programma giovedì  10 e venerdì 11 dicembre, quando dirigerà la Sinfonia n. 9 La Grande di Schubert, affiancandola al Vier letzte Lieder di Richard Strauss con il soprano svedese Miah Persson. A febbraio 2027 verrà proposta la Sinfonia n. 4  di Čajkovskij, il Concerto in la minore  per pianoforte e orchestra di Schumann, con solista Federico Colli, e “La neve senza notte” di Federico Perotti in prima esecuzione assoluta.

A marzo 2027 sarà la volta, invece, della Sinfonia n. 8 di Dvořák, eseguita insieme al Concerto n. 1 per violino e orchestra di Ṣ̌ostakovič, che vedrà protagonista la violinista Francesca Dego, Premio Abbiati del Disco 2024, al suo debutto con l’OSN RAI.

A maggio 2027 Mariotti proporrà la Sinfonia n. 5 di Mahler, mentre il 17 giugno parteciperà alle celebrazioni dell’OSN RAI per il bicentenario della morte di Beethoven  nel quarto concerto di “Beethoven Pops”, dirigendo la Sinfonia n. 7 e il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra  del compositore tedesco, che vedrà impegnato al pianoforte Nikola Meeuwsen, Primo Premio al Concorso pianistico internazionale Reg8na Elisabetta del Belgio a Bruxelles nel 2025.

In occasione del bicentenario della morte di Beethoven, che ricorrerà nel 2027, l’OSN RAI renderà omaggio al grande compositore tedesco proponendo l’integrale delle sue nove Sinfonie e dei suoi cinque concerti  per pianoforte e orchestra, cui si aggiungono la Missa Solemnis, il concerto per violino e una serie di composizioni contemporanee di ispirazione beethoveniana.

La celebrazione sarà distribuita  tra la stagione Sinfonica  e il ciclo speciale di concerti “ Beethoven pops”, che vedrà protagonisti quattro giovani direttori affiancati al Direttore principale Mariotti e che si svolgerà dal 3 al 30 giugno 2027.

Il primo degli appuntamenti, in programma giovedì 3 giugno 2027, vedrà salire sul podio  dell’OSN RAI il direttore d’orchestra Hossein Pishkar, che propone la Sinfonia n. 4 e il Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra, con solista Kevin Chen.

Domenica 6 giugno 2027, nell’ambito del progetto “Professione Orchestra”, giunto al suo decimo anno, in collaborazione con la Fondazione Accademia di Musica di Pinerolo e di Torino, sempre Pishkar dirigerà  la Sinfonia n. 1 e la Sinfonia n. 8.

Giovedì 10 giugno 2027 è  la volta del giovane Diego Ceretta, che tornerà alla guida della compagine RAI con Lukas Sternath come solista per il Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra e la Sinfonia n. 2. Giovedì 17 giugno 2027 a salire sul podio dell’OSN RAI per Sinfonia n. 7 e il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra con solista Nikola Meeuwsen sarà,  invece, Michele Mariotti,  mentre giovedì 24 giugno 2027, in occasione del Concerto per San Giovanni, il giovane direttore belga americano Giulio Cilona accostare la Sinfonia n. 6 Pastorale al Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra, che lo vedrà impegnato anche nelle vesti di pianista.

L’ultimo dei concerti del ciclo “Beethoven Pops” è  in programma mercoledì 30 giugno 2027, con Aurel Dawidiuk, chiamato ad affiancare la Sinfonia n. 3 Eroica all’Ouverture del Coriolano. La Sinfonia  n. 5 e il Concerto n. 5 Imperatore per pianoforte e orchestra  di Beethoven saranno, invece, proposte, in due concerti della stagione Sinfonica, la prima affidata ad Andrés Orozco Estrada  il 21 e 22 aprile 2027, il secondo diretto da Patrick Hahn il 29 e 30 aprile 2027, con, al pianoforte solista Jan Lisiecki.

A completare l’omaggio a Beethoven nel bicentenario della morte  saranno due fra le più  somme pagine del repertorio sinfonico corale,  rispettivamente proposte nei Concerti di Natale e Pasqua.

Martedì  22 dicembre il Direttore emerito Fabio Luisi torna sul podio della compagine RAI con la Sinfonia n. 9. Chiamati sul palco a interpretare l’Inno alla Gioia dell’ultimo movimento il soprano Valentina Farcas, il mezzosoprano Anke Vondung, il tenore Tuomas Katajala e il baritono Modestas Sedlevičius. Il Coro è quello del Teatro Regio di Torino. Il Concerto di Pasqua, in programma venerdì 27 marzo 2027, sarà,  invece, affidato alla bacchetta di Juraj Valčuha, già direttore della compagine RAI dal 2009 al 2016, che dirigerà per l’occasione la Missa Solemnis.

Accanto ai concerti di Natale e Pasqua, la Stagione 2026/2027 proporrà un’altra serie di appuntamenti in serata unica. Tra questi il Concerto di Carnevale , il 9 febbraio 2027, che vedrà il ritorno sul podio dell’Orchestra Rai di John Axelrod con un programma capace di unire pagine brillanti di Berlioz, Rossini, Ponchielli, Offenbach e Strauss padre e figlio. Seguirà,  il 1⁰ aprile, un appuntamento interamente dedicato al valzer, dalla sua nascita alla dissoluzione, diretto da Giuseppe Mengoli, che ripercorre i più  noti esempi del genere quali la Valse di Ravel e Jazz Suite n. 2 di Sostakovič, ma anche il Valzer dei Fiori dal Balletto Schiaccianoci di Cajkovskij e molti altri. Questo concerto sarà  anche proposto a Ferrara per Ferrara Musica. Il 19 novembre 2026 Francesco Corti, anche lui al suo esordio con la compagine RAI, proporrà in una serata unica le ultime tre Sinfonie di Mozart ( K 543, K 550, K 551).

La stagione 2026-2027 dell’OSN RAI ospiterà anche il ritorno all’Auditorium della RAI  di prestigiose bacchette. Il 12 e 13 novembre a salire sul podio della compagine RAI sarà  Daniele Gatti che, per l’occasione, proporrà la Sinfonia n. 10 di Mahler nella ricostruzione di Deryck Cooke. Il 3 e 4 dicembre sarà  la volta di Daniele Rustioni che accosta la Sinfonia n. 7 di Dvořák al Concerto per violino e orchestra op. 24 di Miklós Rózsa, con solista Roman Simovic, al suo debutto. A tornare alla guida della compagine RAI saranno anche direttori quali Juraj Valčuha, che sarà impegnato nel concerto di Pasqua  e dirigerà l’orchestra anche il 21 e 22 gennaio 2027; Marc Albrecht, il 28 e 29 gennaio 2027, con un programma interamente dedicato a Richard Strauss; Robert Treviso, che il 29 e 30 ottobre 2026 dirigerà la Sinfonia n. 9 di Bruckner e il 4 e 5 marzo 2027 uno dei più grandi capolavori del Novecento, la Turangalîla- Symphonie di Olivier Messiaen; Ottavio Dantone , che l’8 e il 9  aprile 2027 proporrà  un programma che va da Haydn a Fauré a Ravel.

Tra le bacchette ospiti del cartellone vi saranno infine anche Cornelius Meister, che il 18 e 19 marzo 2027 sarà  impegnato nella Sinfonia n. 4 Italiana di Mendelssohn e la Sinfonia Concertante di Mozart; Maxime Pascal che il 20 e 21 maggio 2027 offrirà  un programma che accosterà a La mer e Jeux di Debussy e al Bolero di Ravel una prima esecuzione assoluta Lacruna di Pasquale Corrado.

Fanno parte di RAI Nuova Musica i concerti dedicati al repertorio novecentesco e contemporaneo, distribuiti come di consueto nel corso della stagione. Il primo sarà  il 5 novembre, affidato alla bacchetta di Robert Trevini, con il virtuoso del violino di fama internazionale Pavel Sporcl , al suo debutto con la compagine RAI, e musiche di John Adams, Stefano Pierini e Ramon Lazkano. Secondo appuntamento  di RAI NuovaMusica è in programma il 26 novembre  e segna il ritorno sul podio della compagine RAI di Tito Ceccherini, che dirigerà il concerto per pianoforte e orchestra “Tre quadri” di Francesco Filidei.

Il terzo appuntamento sarà  il 4 febbraio 2027 e vedrà alla guida della compagine RAI Jonathan Webb, che accostare Phantasma di Bernard Richard Deutsch  alla Sinfonia n. 1 Concordia di Samy Moussa.

Il quarto ed ultimo appuntamento di RAI NuovaMusica è  in programma il 14 maggio 2027, un concerto diretto da Pierre Bleuse, al suo debutto con l’OSN della RAI, che proporrà due brani di György Kurtag, La Petite musique solennelle- En hommage a Pierre Boulez 90 per orchestra e Die Stechardin per soprano e orchestra e Unveiled di Vito Zuraj per violoncello e orchestra.

Quest’ultimo concerto sarà proposto anche il 16 maggio al Teatro alla Scala nell’ambito di Milano Musica.

Gli abbonamenti alla stagione sinfonica 2026-2027 sono in vendita online  espresso la biglietteria dell’Auditorium Rai dal 7 al 31 luglio, e dal 1⁰ settembre al 30 ottobre. I carnet, acquistabili solo in biglietteria, e i biglietti per i singoli concerti di stagione (biglietteria e online), sono in vendita a partire dall’8 settembre.

Mara Martellotta

Fondazione Garuzzo, Progetto di cooperazione culturale fra Italia e Senegal

“Dialogues avec les images” rappresenta un progetto di cooperazione culturale, didattica e formativa tra Italia e Senegal, che mette in relazione istituzioni accademiche, docenti e studenti di due Paesi attraverso la fotografia e le arti visive. Ideato e promosso dalla Fondazione Garuzzo, ente culturale senza scopo di lucro con sede a Torino che, dal 2005, opera nella diffusione in Italia e nel mondo dell’arte contemporanea, in collaborazione con l’ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino), l’Ambasciata d’Italia a Dakar e l’Istituto Italiano di Cultura a Dakar, il progetto prende avvio nelle prime settimane di luglio 2026, e costruisce un percorso condiviso di formazione e produzione artistica con l’obiettivo di avviare un dialogo strutturato e continuativo tra sistemi culturali accademici europei e africani.

L’iniziativa si inserisce in una fase di rafforzamento delle relazioni diplomatiche culturali tra Italia e Africa, oggi al centro di un ri notato dialogo strategico ch3 coinvolge cooperazione internazionale, formazione, mobilità accademica, sviluppo sostenibile e diplomazia culturale. In questo contesto la fotografia è intesa come un dispositivo di relazione e linguaggio operativo comune, capace di attivare pratiche di scambio che superino la dimensione espositiva per entrare nel campo della coproduzione il progetto si sviluppa attraverso fasi successive che intrecciano workshop, produzione di opere, esposizione pubblica, editoria e consolidamento istituzionale. La fase iniziale del progetto si svolge in Senegal, con due workshop tematici tra Dakar e Saint-Louis. I laboratori sono condotti congiuntamente da docenti dell’ISIA di Urbino e da docenti delle Istituzioni senegalesi partner, coinvolge do studenti selezionati dell’ISIA, dell’École des Arts di Dakar e dell’Università Gaston Berger di Saint-Louis.

Il gruppo di lavoro internazionale e interdisciplinare, opera in condivisione progettuale in cui la produzione fotografica nasce dall’interazione diretta tra pratiche didattiche e contesti culturali differenti. L’obiettivo non è la semplice documentazione, ma la costruzione di un corpus di immagini originali, sviluppato attraverso un processo di confronto continuo.

I primi risultati del workshop troveranno una prima restituzione pubblica nell’autunno del 2026, con una mostra collettiva allestita negli spazi dell’Istituto Italiano di Cultura di Dakar. L’esposizione sarà inserita all’interno di Dak’Art OFF, programma collaterale della Biennale d’Arte di Dakar, che si svolgerà dal 19 novembre al 19 dicembre 2026 e rientrerà nel festival Partcours che, ogni anno, costruisce una rete diffusa di istituzioni, musei e spazi indipendenti nella città.

La Biennale di Dakar, tra le più importanti piattaforme dedicate all’arte contemporanea  africana e della diaspora, rappresenta, da oltre trent’anni, un punto ristoro riferimento internazionale per la ricerca artistica, il confronto culturale e la riflessione sulle trasformazioni sociali e politiche del presente. Fondata nel 1990, si distingue per la capacità di intrecciare pratiche artistiche e riflessione pubblica.

In occasione dell’inaugurazione verrà presentata una pubblicazione dedicata al progetto, accompagnata da un programma pubblico di incontri, talk, tavole rotonde e proiezioni con artisti, curatori e studiosi italiani e senegalesi. Il volume, pubblicato in italiano e in francese, è concepito come un dispositivo editoriale autonomo rispetto alla mostra: alle immagini si affiancano contributi scientifici che ampliano il campo di riflessione sul progetto e sui suoi processi di lavoro. Il progetto grafico è affidato a ISIA Urbino, mentre la pubblicazione è edita da Skinnerboox, realtà di riferimento internazionale nel panorama del libro fotografico.

Mara Martellotta

Il genio di Beethoven protagonista nella nuova stagione dell’Orchestra Rai

La nuova stagione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai da ottobre 2026 a giugno 2027, sarà caratterizzata dalla celebrazione dai 200 anni dalla morte di Beethoven. Il cartellone prevede l’esecuzione di tutte le sinfonie, tutti i concerti per pianoforte, il concerto per violino, l’overture Coriolano, e la Missa Solemnis. Per il Concerto di Natale verrà eseguita la“Nona Sinfonia” diretta da Fabio Luisi con il Coro del Regio. Leonidas Kavakos solista nel concerto per violino e Orchestra diretto da Giulio Cilona. Nel Concerto di Pasqua Juraj Valcuha dirige la Missa Solemnis” con il Coro del Regio. Nel “Quinto concerto per pianoforte e Orchestra” solista Jan Lisiecki. Andres Orozco Estrada dirige la “Quinta Sinfonia”. Passaggio di testimone tra Andres Orozco Estrada che lascia il ruolo di direttore principale a Michele Mariotti. Orozco Estrada apre la stagione il 22 ottobre con la “Sesta” di Mahler e Mariotti la chiude il 27 maggio con la “Quinta” di Mahler. Dal 3 al 30 giugno Beethoven Pops presenta in 6 concerti tutte le altre pagine Beethoveniane dirette da Hussein Piskar, Michele Mariotti, Aurel Dawidiuk, Giulio Cilona, Kevin Chen, Diego Ceretta (nel doppio ruolo di pianista e direttore) e i pianisti KevinChen, Nikola Meeuwsen, Lukas Sternath. Ritorna Daniele Gatti con la “Decima” di Mahler. Juraj Valcuha dirige il “Concerto n.1 per pianoforte e Orchestra” di Rachmaninov” solista Alexander Malofeev. Spazio ai giovani direttori, Giulio Cilona, Ana Maria Patino Osorio, Giedre Slekyte, Diego Ceretta. Giuseppe Mengoli propone una carrellata di brani ispirati alla storia del Valzer. Robert Trevino dirigerà un concerto per Rai NuovaMusica, nella “Nona” di Brukner e nella “Turangalila Symphonie” di Messiaen, che mancava da Torino da 25 anni, con Alessandro Taverna al pinoforte e Nathalie Forget alle ondes Martenot. Prima dell’inizio della stagione ci saranno 2 omaggi : uno a Tornatore con la proiezione ed esecuzione dal vivo di “Nuovo Cinema Paradiso” diretta da Pietro Mianiti e uno a Giovanni Sollima come compositore, direttore e solista al violoncello.

Pier Luigi Fuggetta

All’Auditorium l’Orchestra RAI e i Borsisti di Professione Orchestra

Giovedì 11 giugno alle 20.30 all’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e i Borsisti di Professione Orchestra, diretti da Aram Khached, terranno un concerto che sarà registrato da RAI Radio 3 e gli stessi borsisti di Professione Orchestra terranno  un secondo concerto alla Sala Tajo di Pinerolo alle 20.30.

Selezionati tra i novanta iscritti alla IX edizione di Professione Orchestra, i talentuosi musicisti vincitori delle borse di studio 2025-2026 del percorso formativo professionalizzante nato dalla partnership tra la fondazione Accademia di Musica di Pinerolo e Torino e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, realizzando il loro sogno di diventare professori d’Orchestra per un giorno e di suonate guidati dalla bacchetta di un importante direttore, al fianco di maestri come quelli dell’OSN Rai.

Lo scorso autunno, tutti coloro che sono stati selezionati per partecipare al Training on the Job, hanno seguito lezioni di strumento con le prime parti RAI, simulato un’audizione per una parte in orchestra e partecipato a due seminari per il miglioramento della performance artistica. Grazie alle borse di studio, 15 musicisti selezionati tra i partecipanti hanno poi proseguito il proprio percorso formativo completando collezione di strumento e musica da camera con le prime parti e il tanto atteso affiancamento delle prove d’orchestra di 52 produzioni RAI. Il percorso dei borsisti si chiude con due esibizioni dal vivo, tassello fondamentale nella formazione di ogni musicista. Il concerto previsto presso il prestigioso palco dell’auditorium di Torino, l’11 giugno, vedrà protagonisti i borsisti dell’OSN Rai, ed è registrato da Radio 3. Il concerto del 23 giugno si terrà nella prestigiosa Sala Tajo, a Pinerolo.

Fondazione Accademia di Musica ETS – viale Giolitti 7, Pinerolo  – www.accademiadimusica.it

Mara Martellotta

“Quando si fa la luna piena”, un incrocio di cammini

Proseguono le presentazioni del libro della giornalista Silvana Mossano

Il romanzo «Quando si fa la luna piena» nasce così: da un intreccio di esistenze che si sfiorano, si cercano e inevitabilmente si influenzano reciprocamente.

Per parlare dell’incrocio di questi cammini, appuntamento venerdì 12 giugno alle 19 all’Oratorio della Parrocchia Addolorata a Casale Monferrato, grazie all’affabile ospitalità di don Eugenio Portalupi. Il reading di alcuni brani del libro è accompagnato in musica da Sergio Salvi.

Nella foto di copertina la presentazione del libro in Accademia Filarmonica a Casale

Le barriere zingare di Gipo Farassino”: incontro con l’autore Roberto Cardaci

Venerdì 19 giugno alle ore 18:00, il cortile interno della Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS ospiterà la presentazione del libro “Le barriere zingare di Gipo Farassino” di Roberto Cardaci.

Un incontro per riscoprire la figura di Gipo Farassino, voce intensa e popolare di Torino: cantautore, attore e narratore capace di trasformare la memoria della città in musica, parole e racconto.

L’incontro si svolgerà in dialogo con l’autore e sociologo Roberto Cardaci, che accompagnerà il pubblico alla scoperta del volume e del suo percorso di ricerca, con testimonianze musicali del cantante Johnson Righeira. Modera il giornalista Marco Civra.

Info sull’evento

Presentazione del libro “Le barriere zingare di Gipo Farassino”

Venerdì 19 giugno | ore 18:00

Cortile interno della Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS, Corso Arimondi 6/A,

Info ingresso libero previa prenotazione
Apertura biglietteria ore 17:15.

Twelve Automobiles, 12 automobili, il nuovo allestimento di Spazio Design al MAUTO

Il Museo Nazionale dell’Automobile presenta il nuovo allestimento di “Spazio Design”, progetto espositivo curato da Paolo Tumminelli che interpreta il car design come un arcipelago di forme, visioni e idee. Dodici automobili, organizzate in sei aree tematiche, attraversano oltre mezzo secolo di storia dell’automobile moderna, mettendo in dialogo modelli iconici, prototipi sperimentali e vetture da corsa attraverso accostamenti inattesi e prospettive trasversali.
Il percorso si sviluppa come una narrazione circolare dove inizio e fine si riflettono reciprocamente. In questo senso risulta emblematica la relazione tra il Volkswagen Maggiolino del 1952 e il New Beetle del 2000, che apre e chiude idealmente il racconto trasformando la visita in un’esperienza di continuità, memoria e ritorno.
Le dodici vetture selezionate restituiscono una lettura stratificata dell’automobile come fenomeno culturale complesso, in cui innovazione tecnica, ricerca formale e immaginario collettivo si intrecciano continuamente.
Dalle architetture ingegneristiche del “tutto dietro” e del “tutto avanti”, alle oscillazioni tra stili sferici, lineari e cubici, ogni automobile diventa espressione di un’epoca, di un sistema di valori e di un’idea precisa di modernità.
Ne emerge una fenomenologia del design automobilistico che supera la dimensione puramente industriale dell’oggetto per restituire l’automobile come costruzione simbolica, specchio delle trasformazioni sociali, economiche e culturali del Novecento.
Il dialogo sul design si amplia ulteriormente attraverso due approfondimenti dedicati rispettivamente alle celebri macchine da ufficio Olivetti e alla grafica pubblicitaria di Fiat e Lancia, ponendo in relazione il progetto automobilistico con il design industriale e la comunicazione visiva italiana.
Il ciclo dell’automobile classica si apre e si chiude con la Volkswagen Typ1 Maggiolino del 1952, archetipo della mobilità moderna per razionalità progettuale e diffusione globale, e la Volkswagen New Beetle del 2000, rilettura contemporanea fondata su memoria ed emozione.
La nascita dell’automobile moderna si esprime nella Studebaker Champion Regal de Luxe Coupé del 1947, prima affermazione del linguaggio Porton, e nella Porsche 356 SC del 1964, sintesi tra funzionalismo e sportività.
Il confronto tra culture progettuali emerge dalla Cadillac Sixty Special Fleetwood del 1958, icona dello stile americano spettacolare  e nella BMW Neue Klasse 1800 del 1968, manifesto del rigore formale europeo.
La rivoluzione dello spazio interno è data dalla Autobianchi Primula 3P del 1967, anticipatrice del modello di automobile compatta moderna resa poi celebre dalla Volkswagen Golf e dalla Lancia Megagamma del 1978, prototipo che prefigura il concetto di Monovolume.
Il design italiano sperimentale trova espressione nella Pininfarina BLMC 1100 del 1968 che supera la berlina tradizionale attraverso una forma integrale, e nella Dallara Bertone ICSunonove del 1974, esempio estremo della linea a Cuneo.
La maturità del progetto automobilistico si riflette nella Mercedes Benz 190 E 2.3-16 del 1984, paradigma di precisione formale e nella Mazda Miata del 1991, icona globale di immediatezza emotiva.
Il progetto espositivo si inserisce nel più ampio percorso di ricerca che il Museo Nazionale dell’Automobile dedica al design come strumento interpretativo privilegiato per leggere l’automobile oltre la sua dimensione tecnica, evidenziandone i valori formali, simbolici e culturali.

Mercoledì 10 giugno alle ore 18.30 Giorgetto Giugiaro, Paolo Martin e Gian Beppe Panico, tre protagonisti della carrozzeria italiana, si incontreranno al MAUTO per un dialogo dedicato al car design tra progetto, comunicazione e industria, moderato da Paolo Tumminelli.
A partire dalle vetture esposte nello Spazio Design il talk ripercorrerà visioni, intuizioni e processi che hanno definito la rivoluzione, tutta torinese, del design automobilistico tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta. Accanto allo sguardo di Giorgetto  Giugiaro, protagonista della Fondazione di Italdesign nel 1968, è di Paolo Martin, protagonista del rinnovamento della linea Pininfarina tra il 1967 e il 1972, Gian Beppe Panico porterà il punto di vista della comunicazione e della narrazione industriale maturato all’interno di Bertone, il più radicale tra i carrozzieri torinesi.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
Mara Martellotta

“Una boccata d’arte”, alla Fondazione Elpis l’artista peruviana Andrea Ferrero

In occasione della settima edizione di ‘Una boccata d’Arte’, progetto di arte contemporanea diffuso lungo tutta la penisola, ideato dalla Fondazione Elpis, è  il borgo di Avigliana ad accogliere un intervento inedito per il Piemonte, firmato da Andrea Ferrero, artista originaria di Lima in Perù, e curato da Veronica Botta.
Il progetto si intitola “I see you falling in my den” ed è visibile al pubblico a partire da sabato 20 giugno alle ore 16, fino al 4 ottobre.
Nei giardini sotto le rovine del Castello di Avigliana, un’altalena è  abitata da esseri ibridi, quasi custodi e compagni. La loro forma attinge all’immaginario delle creature medievali, evocando un contesto plasmato da miti e narrazioni locali. La struttura duplice richiama i laghi vicini e allude a un paesaggio segnato dalla divisione, ma radicato in un’origine comune. Sospesi tra l’inquietante e il rassicurante, dipendono dal movimento del visitatore; messi in moto mutano natura,  passando da osservatori distanti a complici.
Facendo proprio il linguaggio familiare dei parchi gioco, l’installazione si sviluppa in uno spazio legato alla presenza del castello, dove oggi le tracce dell’autorità incontrano un presente in trasformazione. Quello che un tempo era un presidio legato al controllo viene così ripensato come un luogo che invita al gioco e alla trasgressione, intesi come nuovi modi di relazionarsi al potere. Il grottesco, da segno di esclusione, diventa spazio di incontro e comunità, e il gioco uno strumento per rinegoziare l’autorità.
“Penso molto a come le architetture del potere influenzino il modo in cui immaginiamo e attraversiamo il  mondo – spiega l’artista Andrea Ferrero – un’esperienza che inizia a delinearsi già nel gioco. Ad Avigliana sono stata attratta dalle leggende e dai miti locali, ho immaginato così le creature che custodiscono le rovine del castello, sospese tra minaccia e malizia”.

Andrea Ferrero vive e lavora a Città del Messico e, conseguita una laurea in Scultura in Perù, ha poi partecipato al SOMA Academic Program a Città del Messico. Il suo lavoro si fonda sulla sovversione delle dinamiche di potere e si basa sulla trasformazione di strutture che un tempo richiedevano reverenza in dispositivi di fragilità e gioco.
Combinando materiali che spaziano dalla fusione in alluminio alla lavorazione del ferro fino alla produzione del cioccolato, l’artista crea installazioni immersive che spesso invitano il pubblico a partecipare ad atti intimi di irriverenza, giochi performativi e veri e propri banchetti commestibili. Ha partecipato a mostre personali a New York, Seoul, Lima, Milano, Guadalajara e a mostre collettive tra cui la Biennale di Malta nel 2024, e a Otxs  Mundxs al Museo Tamayo di Città del Messico nel 2024.

Mara Martellotta