


Nuovo passo strategico di Stellantis sul mercato cinese. Il gruppo automobilistico ha raggiunto un’intesa con Dongfeng Motor per sviluppare e produrre in Cina nuovi modelli dei marchi Peugeot e Jeep, con un forte orientamento verso motorizzazioni elettriche e ibride.
L’operazione, dal valore superiore al miliardo di dollari, segna un ritorno di centralità della Cina nelle strategie industriali di Stellantis, impegnata a recuperare terreno in un mercato diventato cruciale per la mobilità del futuro. La produzione dovrebbe concentrarsi principalmente nello stabilimento di Wuhan, polo industriale già importante per il settore automotive cinese.
L’accordo prevede la realizzazione di vetture destinate non soltanto ai consumatori cinesi, ma anche ai mercati internazionali, in particolare Asia, Medio Oriente e America Latina. Per il marchio Jeep si tratta anche di una ripartenza produttiva nel Paese asiatico dopo l’interruzione della precedente collaborazione con GAC avvenuta alcuni anni fa.
La nuova alleanza arriva in una fase delicata per l’industria automobilistica europea, stretta tra la transizione ecologica, la concorrenza asiatica e la necessità di ridurre i costi produttivi. Per questo motivo il rafforzamento dei rapporti con Dongfeng viene osservato con attenzione anche in Europa e in Italia, dove il futuro degli stabilimenti Stellantis resta al centro del confronto politico e sindacale.
Negli ultimi mesi il gruppo ha già intensificato i rapporti con diversi partner cinesi, soprattutto nel settore delle auto elettriche. L’obiettivo è accelerare lo sviluppo tecnologico e ampliare l’offerta di veicoli a basse emissioni, sfruttando il know-how maturato in Cina, oggi leader mondiale della mobilità elettrica.
L’intesa con Dongfeng rappresenta quindi molto più di una semplice collaborazione industriale: è un tassello della nuova strategia globale di Stellantis, chiamata a competere in un mercato automobilistico sempre più orientato verso innovazione, elettrificazione e alleanze internazionali.
Al via dal 30 gennaio 2027 il collegamento verso la capitale lettone
La nuova rotta rafforza la connettività internazionale del Piemonte
e apre un accesso diretto ai Paesi Baltici
Caselle Torinese, 15 maggio 2026 – Torino Airport e airBaltic annunciano l’avvio del nuovo collegamento diretto tra Torino e Riga, che collegherà il Piemonte alla capitale lettone con un volo di linea operato da airBaltic.
La rotta Torino-Riga sarà operata a partire dal 30 gennaio 2027, con una frequenza settimanale il sabato. I biglietti sono acquistabili sul sito web di airbaltic.com, attraverso l’app di airBaltic o tramite i consueti canali di vendita.
Il collegamento è pensato per favorire i flussi di turismo invernale, rivolgendosi agli sciatori che dai Paesi Baltici scelgono le Alpi Occidentali per le proprie vacanze sulla neve. Riga, cuore culturale dei Paesi Baltici e porta d’accesso al Nord Europa, è inoltre una destinazione di interesse sia turistico sia business: dal centro storico dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO all’architettura Art Nouveau che caratterizza molti edifici cittadini, fino al celebre Mercato Centrale. La rotta offrirà infine opportunità di prosecuzione via Riga verso diverse destinazioni nordeuropee del network airBaltic, tra cui ad esempio Göteborg, Oslo, Bergen, Trondheim, Reykjavik e alcune città della Finlandia come Turku, Tampere e Oulu, ampliando le opzioni di viaggio per i passeggeri in partenza dal Piemonte e dal Nord-Ovest.
Il nuovo volo su Riga si affianca a quello che la compagnia già opera da e per Vilnius, in Lituania, che ripartirà nella prossima stagione invernale dal 19 dicembre 2026 e sarà operato di sabato.
Il programma completo sarà presentato solo sabato 18 aprile con l’antropologo, scrittore e corridore britannico Michael Crawley, che presenterà “Fino al limite. Il senso della resistenza dal Messico all’Himalaya” (add editore). Questo allettante appuntamento (ore 16:00, Open Baladin, piazza Foro Boario, Cuneo, in collaborazione con scrittorincittà) è solo l’antipasto del ricco cartellone della quarta edizione di Cuneo Montagna Festival, in programma dal 14 al 17 maggio 2026
Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:
https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/cuneo-montagna-festival
Bilancio pesante per i controlli della polizia stradale sul fronte ambientale. Nel mese di aprile, il Compartimento per il Piemonte e la Valle d’Aosta, coordinato dal Servizio Polizia Stradale del Ministero dell’Interno, ha setacciato le province di Torino, Asti e Biella. Risultato: 34 persone identificate, di cui 5 denunciate all’Autorità Giudiziaria per reati legati alla gestione illecita di rifiuti, con segnalazione immediata alle autorità amministrative. Non solo: fioccate violazioni amministrative per un totale di circa 19mila euro. L’operazione ha messo sotto torchio attività abusive, con sequestri e chiusure lampo.
In particolare, a Torino, un’officina di meccatronica è stata fermata per abusivismo – priva delle autorizzazioni obbligatorie – e chiusa con sequestro preventivo dell’attrezzatura per la confisca.
Durante l’ispezione, un soggetto è stato ammanettato: beccato con un passaporto e una patente contraffatti validi per l’estero, più due ordini di cattura separati per aggressioni e furti, con una condanna da espiare di 11 anni di galera.
Le indagini penali sono attualmente nella fase preliminare. Pertanto, gli indagati sono presunti non colpevoli fino alla sentenza definitiva.
VI.G
Nell’antica Capitale dell’omonimo “Marchesato”, ritorna la tanto attesa “Mostra Nazionale dell’Antiquariato”. Riflettori puntati su Carlo Pittara
Dal 23 maggio al 2 giugno
Saluzzo (Cuneo)
I promotori l’hanno definito un vero e proprio “evento storico”. Di certo sarà la “chicca” più prestigiosa della Manifestazione, che, forte della sua 49^ edizione, ritornerà ad occupare da sabato 23 maggio a martedì 2 giugno (con un salto in avanti che arriva fino alla “Festa della Repubblica”) le Sale medievali dell’antica “Castiglia” a Saluzzo. E davvero di “evento storico” si può parlare, nel caso di quella che, proprio da quest’anno, diventerà nuova “esposizione permanente” (attraverso la concessione in “comodato d’uso” dalla torinese “GAM” alla “Città di Saluzzo”) del monumentale dipinto di Carlo Pittara (Torino, 1835 – Rivara, 1891 – tra i fondatori della celebre “Scuola di Rivara”) dal titolo “Fiera di Saluzzo” (1880), un olio su tela di enormi dimensioni (8,11 x 4,09 metri) che restituisce ai visitatori un vivido spaccato della vita saluzzese di fine Ottocento. E che, indubbiamente conferirà, se ancora ce ne fosse bisogno, maggior prestigio alla “Mostra” saluzzese dedicata all’“Antiquariato”, evento di punta di “START – Storia e Arte a Saluzzo”, manifestazione che, per oltre un mese, racconta la cultura, la storia e la bellezza dell’antica “Città Marchesale”, dal XII al XVI secolo cuore pulsante di un piccolo “stato sovrano indipendente”, spesso in fragile equilibrio tra gli stessi Savoia e la Francia.
Organizzata, come sempre, dalla “Fondazione Amleto Bertoni”, con il patrocinio del “Comune di Saluzzo”, la “Mostra” ospitata alla “Castiglia” (antica residenza fortificata dei Marchesi di Saluzzo, costruita tra il 1270 ed il 1286, trasformata in “carcere” nell’Ottocento e oggi importante “Centro Culturale e Museale”) conferma appieno il suo ruolo nel panorama nazionale dell’“Antiquariato”, collocandosi nel settore tra le più prestigiose Rassegne italiane. Sottolinea in proposito, il curatore Franco Brancaccio, ottavo anno consecutivo alla guida della Mostra: “Il gusto e la definizione di bellezza cambiano negli anni, ma Saluzzo resta una nicchia dove la tradizione ha radici profonde e l’attenzione all’arte antica non è mai venuta meno”.
Quest’anno saranno ben venti, tra le più importanti “case antiquarie” italiane e internazionali ad animare gli spazi aulici del “Castello dei Marchesi”.
Tra queste “Ars Antiqua” di Milano, “Arte” e “Novarino Fine Art” di Torino, “Galerie Saint Laurent” dalla Francia, “Antichità Fabrizio Fallavena” da Cento (Ferrara), “Antichità La Pieve” da Sabbio Chiese (Brescia), e molte altre provenienti da Genova, Torino, Pinerolo e dalla casertana Aversa.
Una selezione accurata che garantisce qualità e varietà, capace di raccontare epoche, stili e territori diversi attraverso mobili, dipinti, ceramiche e oggetti preziosi.
Sezione a parte e, anche quest’anno, di gran pregio, quella dell’“Antiquariato da giardino”, un’intuizione firmata Paolo Pejrone, “Storico del Giardino” e architetto di fama internazionale. Il cortile interno della “Castiglia” si trasformerà così “in uno scenario suggestivo dove pietra, marmo e ferro battuto dialogheranno con la storia del luogo, offrendo uno sguardo inedito sulla bellezza degli spazi esterni e sull’‘Arte antica applicata al giardino’”.
E poi si ritorna, per una lunga e doverosa sosta, davanti alla magica, grandiosa “Fiera di Saluzzo” (di cui sopra), opera di quel Carlo Pittara che fu “narratore pacato, di bel respiro” (Marziano Bernardi), realizzata per la “IV Esposizione Nazionale di Belle Arti” di Torino e il cui soggetto rievoca una Fiera seicentesca, ambientata poco fuori le mura di Saluzzo, mostrando una parata con cavalieri, personaggi in costume e un numero imponente di animali a grandezza naturale. Animali che furono spesso protagonisti delle opere di Pittara e che, si dice, abbiano influenzato non poco pittori del calibro di un Pelizza da Volpedo o di un Segantini. Concesso in “esposizione permanente” dalla “GAM” di Torino alla “Città di Saluzzo”, il dipinto fruirà all’interno della “Castiglia” di un allestimento caratterizzato da “elementi multimediali” che permetteranno di approfondirne i diversi aspetti artistici ed il contesto storico. E non finisce qui. A compimento della visita, il pubblico infatti potrà ammirare un “secondo Pittara”, portato in mostra dal gallerista Davide Masoero di “Secol-Art Torino”. Si tratta del “Ritratto di giovane Signora”, delicato e nitido pastello firmato in basso a sinistra “Pittara 1887 Paris”. Sconosciuta l’identità della Signora, certamente d’alto lignaggio, poiché la qualità assoluta del pastello fa pensare ad una committenza prestigiosa concessa all’artista durante uno dei suoi frequenti soggiorni parigini. Non di meno importante, la “cornice dorata” coeva dell’opera che reca a tergo l’etichetta originale dell’artigiano corniciaio, testimonianza preziosa del contesto storico e del mercato artistico dell’epoca.
Per info: “Castiglia”, Salita al Castello, Saluzzo (Cuneo); tel. 0175/240006 o www.startsaluzzo.it . Dal 23 maggio al 2 giugno – Sab. dom. e Festivi 10/20; Feriali 15/20
Gianni Milani
Nelle foto: Carlo Pittara: “La Fiera di Saluzzo”, olio su tela, 1880; immagine di repertorio; Carlo Pittara: “Ritratto di giovane Signora”, pastello, 1887
La salute mentale è una componente essenziale del benessere complessivo della persona: non un ambito separato, ma una dimensione che attraversa ogni percorso di cura e ne determina qualità ed esiti. È uno spazio complesso, dove ogni persona porta una storia diversa e irripetibile, la diversità diventa risorsa, punto di partenza per costruire percorsi di cura autentici.
È dentro questa visione che si inserisce il contributo di Giulia Apa e Serena Bailon, tecniche della riabilitazione psichiatrica neoassunte all’Asl TO5: due giovani professioniste che hanno scelto di lavorare ogni giorno accanto alla fragilità, con l’obiettivo di restituire senso, continuità e prospettiva ai percorsi di vita delle persone.
Il 1° marzo 2026 l’Asl TO5 è stata tra le prime in Piemonte a inserire questa figura professionale nel proprio organico in modo permanente: una figura altamente specializzata, capace di coniugare approcci evidence based con una forte attenzione alla dimensione relazionale e alla dignità della persona, costruendo percorsi riabilitativi che coinvolgono non solo il paziente, ma anche la famiglia e il contesto di vita. Un lavoro che si muove nel solco della psichiatria di comunità, orientato alla recovery e all’empowerment.
Le due professioniste sono state inserite all’interno del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Ospedale Santa Croce di Moncalieri e nei Centri di Salute Mentale dei distretti Chieri – Carmagnola e Moncalieri – Nichelino, contribuendo concretamente a rafforzare quel “ponte” tra ospedale e territorio che rappresenta uno degli snodi fondamentali della presa in carico.
«Stiamo raccogliendo la sfida dell’innovazione, portando modelli riabilitativi di comprovata efficacia ma ancora poco diffusi nella pratica quotidiana – spiegano Apa e Bailon – In SPDC realizziamo interventi cognitivo-comportamentali individuali e di gruppo per aiutare i pazienti a dare senso alla crisi, lavorando sulla consapevolezza di malattia e sulla prevenzione delle ricadute».
Un approccio che mette al centro la persona anche nei momenti più delicati: «Nelle situazioni di urgenza utilizziamo tecniche di de-escalation, ampliando gli spazi di ascolto e accoglienza. L’obiettivo è sostenere percorsi di recovery che non si esauriscano nella fase acuta, ma che permettano di seminare continuità terapeutica».
In pochi mesi dall’ingresso in servizio, il contributo delle due professioniste ha già prodotto un’evoluzione concreta nelle attività, grazie anche all’integrazione con le equipe multidisciplinari e al rafforzamento delle reti territoriali.
«Quello che abbiamo avviato è solo l’inizio: vogliamo continuare a costruire percorsi che aiutino le persone a definire e raggiungere i propri obiettivi di vita, trasformando anche la crisi in un’opportunità di consapevolezza e crescita», hanno ancora sottolineato le due tecniche della riabilitazione psichiatrica.
L’assunzione di queste due nuove figure è stata resa possibile grazie al lavoro congiunto tra la Direzione Aziendale, la Direzione delle Professioni Sanitarie e il dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze: «L’integrazione delle dottoresse Giulia Apa e Serena Bailon nel nostro organico – spiega il direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Fabrizio Starace – non rappresenta soltanto un potenziamento numerico, ma un preciso segnale di rinnovamento metodologico e culturale per l’intero Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl TO5. Stiamo integrando modelli riabilitativi che superino la logica della sola gestione della crisi per abbracciare un progetto di vita completo. È un passo decisivo verso una psichiatria di comunità moderna, capace di coniugare rigore scientifico e vicinanza umana».
«Le professioni sanitarie si arricchiscono di professioniste di profili che ad oggi non erano presenti in Azienda; questo dà ulteriore valore alla nostra mission e vision verso nuovi modelli organizzativo – assistenziali», aggiunge Gerardina Tartaglia, dirigente della Direzione delle professioni sanitarie.
«L’ingresso dei tecnici della riabilitazione psichiatrica rappresenta un passo importante per la nostra Azienda – dichiara il Direttore Generale dell’Asl TO5, Bruno Osella – Investire in professionalità giovani e altamente qualificate significa rafforzare la capacità del sistema di rispondere in modo sempre più efficace e umano ai bisogni di salute mentale. È anche attraverso queste scelte che costruiamo una sanità pubblica più vicina alle persone, capace di innovare e di prendersi cura della complessità».
«Quello dell’Asl TO5 è un segnale importante di attenzione verso una salute mentale sempre più orientata alla presa in carico globale della persona – sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – Investire in nuove professionalità e in modelli di cura fondati sulla continuità tra ospedale e territorio significa rafforzare la capacità del sistema sanitario di accompagnare i pazienti nei percorsi di recovery, valorizzando relazione, ascolto e inclusione. Esperienze come questa dimostrano come la sanità pubblica possa innovare non solo attraverso la tecnologia, ma anche attraverso competenze capaci di costruire percorsi di cura più vicini ai bisogni delle persone e delle loro famiglie».
Chieri, 14 maggio 2026
nella foto (da sx): il direttore di Dipartimento Fabrizio Starace, le tecniche della riabilitazione psichiatrica Giulia Apa e Serena Bailon e il responsabile area dipartimento del comparto Angelo Scalici
È il quadro delineato dalla prima edizione dell’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale, realizzato da Nomisma insieme a Percorsi di Secondo Welfare, che analizza l’evoluzione del commercio di prossimità tra il 2015 e il 2025.
Secondo lo studio, in Italia negli ultimi dieci anni hanno chiuso oltre 86 mila negozi di vicinato. In Piemonte il saldo negativo ammonta a 8.979 attività in meno. L’analisi evidenzia una trasformazione profonda della rete distributiva, accompagnata dal rischio crescente di desertificazione commerciale in numerosi territori.
La situazione più critica riguarda la provincia di Torino, che da sola registra una perdita di 4.269 esercizi commerciali rispetto al 2015. Seguono Alessandria (-1.125), Cuneo (-931) e Novara (-887).
A livello nazionale il numero delle imprese attive del commercio locale è diminuito del 6,7% nell’arco di un decennio, raggiungendo nel 2025 il valore più basso dell’intero periodo osservato. Anche il Piemonte segue questo andamento, sebbene con intensità differenti tra le province.
Le flessioni più marcate si registrano a Biella (-15,9%) e Vercelli (-15,5%), seguite da Alessandria (-13,6%), Novara (-13,2%) e Asti (-13,1%). Torino limita la contrazione al -9,3%.
| N° unità locali | Var% 2015-2025 | saldo unità locali 2025 vs 2015 |
|---|---|---|
| ALESSANDRIA | -13,6% | -1.125 |
| ASTI | -13,1% | -533 |
| BIELLA | -15,9% | -517 |
| CUNEO | -8,8% | -931 |
| NOVARA | -13,2% | -887 |
| TORINO | -9,3% | -4.269 |
| VERBANIA-CUSIO-OSSOLA | -4,5% | -163 |
| VERCELLI | -15,5% | -554 |
| Tot Piemonte | -10,5% | -8.979 |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
«Non si tratta soltanto di un dato economico preoccupante, ma del segnale di città e comunità che stanno cambiando profondamente», osserva Francesco Capobianco, Head of Public Policy di Nomisma. «La perdita dei negozi di prossimità incide infatti sulla qualità della vita urbana e sulla coesione sociale. Allo stesso tempo emerge con forza quanto queste attività continuino a essere centrali per sostenere l’economia locale, favorire relazioni sociali e aumentare la percezione di sicurezza nei quartieri».
Nonostante la diminuzione del numero di attività, aumenta invece l’occupazione nel comparto. A livello nazionale gli addetti crescono del 21,2%; in Piemonte l’incremento è del 14,1%.
L’aumento più consistente si registra nel Verbano-Cusio-Ossola (+28,9%), mentre Torino segna un +15,9%. La crescita più contenuta riguarda Vercelli (+5,4%).
Nel complesso gli addetti del commercio di prossimità piemontese superano oggi quota 187 mila, con oltre 23 mila occupati in più rispetto al 2015.
| N° addetti | Var% 2015-2025 |
|---|---|
| ALESSANDRIA | 10,1% |
| ASTI | 9,6% |
| BIELLA | 7,1% |
| CUNEO | 14,0% |
| NOVARA | 9,2% |
| TORINO | 15,9% |
| VERBANIA-CUSIO-OSSOLA | 28,9% |
| VERCELLI | 5,4% |
| Totale Piemonte | 14,1% |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
Lo studio mette in evidenza andamenti molto differenti tra i comparti. A trainare il commercio locale sono soprattutto ristorazione e bar, che continuano a espandersi e rappresentano il settore più dinamico.
In forte difficoltà risultano invece i negozi di vicinato legati a cultura e svago, oltre al comparto tessile, abbigliamento e accessori, penalizzati sia dalla diminuzione delle attività sia dal calo degli addetti. Soffrono anche ferramenta, gioiellerie, arredamento e alimentari.
Tra i pochi comparti in crescita significativa figura invece il commercio di articoli per l’edilizia.
L’analisi economico-finanziaria dei bilanci mostra come, tra il 2015 e il 2024, le imprese sopravvissute abbiano comunque registrato una crescita dei ricavi. In Piemonte l’aumento medio è stato del 28,8%.
Le performance migliori riguardano gli articoli per l’edilizia (+73,1%), seguiti da ristorazione (+45,6%), bar (+38,7%), mobili (+37%) e cultura e svago (+31,9%).
Più deboli invece i risultati di salute e cura della persona (+10,2%) e del comparto tessile e abbigliamento (+4,3%), penalizzati dalla riduzione dei consumi discrezionali, dalla concorrenza dell’e-commerce e dalle difficoltà del post-pandemia.
Secondo Nomisma, le grandi imprese mostrano capacità di crescita più solide, mentre per le realtà più piccole aumentano le difficoltà legate alla sostenibilità economica, ampliando così il divario competitivo.
L’Osservatorio evidenzia inoltre un andamento divergente tra prezzi di vendita e canoni di locazione dei negozi.
In Piemonte il valore di acquisto degli immobili commerciali è diminuito del 15,3% tra il 2015 e il 2025. I cali più consistenti si registrano a Biella (-29,7%), Asti (-23,2%), Novara (-22,6%) e Torino (-22,1%).
| Prezzo acquisto negozi | Var% 2025-2015 |
|---|---|
| ALESSANDRIA | -16,7% |
| ASTI | -23,2% |
| BIELLA | -29,7% |
| CUNEO | -3,2% |
| NOVARA | -22,6% |
| TORINO | -22,1% |
| VERBANIA-CUSIO-OSSOLA | -0,6% |
| VERCELLI | -15,5% |
| Totale Piemonte | -15,3% |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
Sul fronte degli affitti, invece, i canoni risultano mediamente in crescita. Gli aumenti più rilevanti interessano il Verbano-Cusio-Ossola (+30,6%) e Cuneo (+24,8%). In controtendenza Biella (-11,8%), Asti (-2,6%) e Torino (-1,5%).
| Canoni di locazione dei negozi | Var% 2025-2015 |
|---|---|
| ALESSANDRIA | 3,6% |
| ASTI | -2,6% |
| BIELLA | -11,8% |
| CUNEO | 24,8% |
| NOVARA | 0,7% |
| TORINO | -1,5% |
| VERBANIA-CUSIO-OSSOLA | 30,6% |
| VERCELLI | 6,9% |
| Totale Piemonte | 7,7% |
Fonte: Nomisma – Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale
Secondo Francesco Capobianco, la desertificazione commerciale rappresenta una sfida cruciale sia per le istituzioni sia per gli operatori economici. Tra le possibili risposte individuate dallo studio vi sono la costruzione di reti territoriali, nuove forme di collaborazione locale e patti di reciprocità capaci di sostenere il tessuto commerciale di prossimità.
Per approfondimenti sull’Osservatorio: Nomisma – Osservatorio sulla reciprocità e il commercio locale
“Ogni promessa è debito… pubblico”, scrive Giuseppe Benedetto nel suo nuovo libro “Liberale è. Predicare inutilmente” (Rubbettino). Con la prefazione dell’economista Carlo Cottarelli, il volume – presentato al Salone internazionale del Libro di Torino, con la professoressa Elsa Fornero e con il direttore de La Stampa Andrea Malaguti – affronta un viaggio dentro le contraddizioni più profonde dell’Italia.
“All’inizio degli anni ’90 il debito era già intorno al 124% del Pil, adesso siamo al 137%. È impossibile ridurre il rapporto tra debito pubblico e Pil se continuiamo a crescere dello 0,5%”, spiega Benedetto. “Negli ultimi dieci anni la Grecia ha ridotto il rapporto tra debito e Pil di 50 punti percentuali, con una crescita intorno al 2%; il Portogallo, con lo stesso tasso di crescita, ha ridotto questo rapporto di 40 punti percentuali; Cipro lo ha fatto di 55 punti percentuali, con una crescita del 3,5%. L’unica eccezione è la Spagna che comunque, negli ultimi anni, dopo il Covid, ha ridotto il rapporto debito/pil di undici punti percentuali. Da noi invece il debito continua a crescere, non riusciamo a ridurlo nemmeno di un punto percentuale”.
E allora, si chiede Benedetto, quali riforme servono per far crescere l’economia? “In primis, ridurre la burocrazia. Ad esempio, le Zone economiche speciali (Zes) ideate per il sud e per alcune regioni del centro Italia, che comportano semplificazioni burocratiche per le imprese che investono nell’area, funzionano. Partiamo da lì, rendiamo l’Italia tutta una Zes. Poi bisogna ridurre il peso della pressione fiscale, ma per farlo deve diminuire anche il peso della spesa. L’anno scorso la pressione fiscale è arrivata al 41,1% del Pil e se guardiamo il documento di finanza pubblica, pubblicato qualche settimana fa, si rimane al 43% fino al 2029. La Spagna, che l’anno scorso è cresciuta del 3%, ha una pressione fiscale di sei punti percentuali di Pil più bassa. Se chiedete a un’impresa dove preferisce investire, questa ti risponderà che va dove le tasse sono minori. Per questo non riusciamo ad attirare capitali esteri”.
“Nessun governo si assumerà mai la responsabilità di fare le riforme necessarie, perché sono impopolari”, sottolinea Benedetto. E allora, al termine del ragionamento che si sviluppa lungo tutto il libro, il presidente della Fondazione Einaudi propone una soluzione: istituire un’Assemblea costituente. “L’unica strada percorribile”, la definisce lui. “Con l’attuale sistema, gli attori politici cercheranno sempre di far prevalere il proprio interesse di parte rispetto all’interesse comune. L’idea della Fondazione Einaudi è di proporre una snella assemblea composta da cento membri di alto spessore eletti dai cittadini. Un luogo nobile, parallelo al Parlamento e in carica per un tempo predefinito, in cui lavorare per una riforma organica della seconda parte della Costituzione, sospendendo temporaneamente le appartenenze partitiche”.
Alla Casa del Teatro di Torino con la regia e l’interpretazione di Davide Pascarella
Per la stagione 2025-2026 della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, intitolata “Prendersi Cura”, la rassegna “Giovani Sguardi” ospita sabato 16 maggio alle 20.45 lo spettacolo “Assetati”, testo di Wajdi Mouawad prodotto dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. La regia e lo spazio scenico portano la firma di Davide Pascarella, impegnato anche come interprete.
Lo spettacolo intreccia tre esistenze lontane tra loro per tempo e vissuto: Murdoch, adolescente insofferente e pieno di rabbia verso il mondo adulto; Boon, antropologo forense che ha scelto di lavorare con i morti per sottrarsi ai rapporti con i vivi; Norvège, giovane donna che decide di isolarsi nella propria stanza smettendo di parlare. Tra silenzi, inquietudini e bisogno di ascolto, le loro storie compongono un racconto intenso sulla fragilità della giovinezza e sull’incapacità di comunicare.
Al centro del testo emerge anche una domanda profonda: come continuare a cercare la bellezza in una realtà che sembra aver smarrito il senso delle cose. Scritto nel 2007, “Assetati” è considerato uno dei lavori più significativi di Mouawad, capace di raccontare il dolore umano senza rinunciare alla possibilità della salvezza attraverso la bellezza e l’immaginazione.
Murdoch dà voce a una protesta generazionale che investe la società contemporanea, la televisione, il consumismo e l’incapacità degli adulti di comprendere i più giovani. Boon, invece, vive immerso nel silenzio dei cadaveri che analizza, rinunciando ai sogni coltivati da bambino, quando immaginava di diventare scrittore. Norvège sceglie una ribellione più silenziosa e trattenuta, fatta di isolamento e chiusura verso il mondo esterno.
A unire queste traiettorie è la scrittura visionaria di Mouawad, che intreccia destini e ferite personali in un unico affresco emotivo. “Assetati” diventa così un racconto struggente sul desiderio di essere visti, compresi e amati, ma anche sulla ricerca ostinata di un significato capace di resistere al dolore.
Lo spettacolo è inoltre il progetto vincitore della terza edizione del Premio Leo de Berardinis dedicato agli artisti e alle compagnie under 35.
Info Fondazione TRG c/o Casa del Teatro Ragazzi e Giovani
Corso Galileo Ferraris 266
Tel 01119740260
Mara Martellotta