La cena sulla sabbia di Scabin: provocazione, cucina e Torino

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SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

A Torino le idee innovative sorprendono, soprattutto quando arrivano da uno chef che ha sempre fatto della provocazione e della sperimentazione la sua firma. La cena sulla sabbia di Davide Scabin non è solo un evento gastronomico, ma un modo di raccontare la cucina in maniera diversa, quasi teatrale, dove il piatto diventa esperienza e non solo qualcosa da mangiare. In una città elegante e abituata alla tradizione, Scabin continua a muoversi controcorrente, e forse è proprio per questo che da anni è uno dei nomi più conosciuti della ristorazione torinese e italiana.

Davide Scabin lavora a Torino e dintorni da moltissimo tempo ed è considerato uno degli chef che hanno cambiato la cucina italiana moderna. Il suo nome è legato soprattutto al ristorante Combal.Zero, per anni ospitato all’interno del Museo d’Arte Contemporanea al Castello di Rivoli, alle porte di Torino. Un luogo simbolico, perché univa arte e cucina, proprio come il suo modo di pensare i piatti. Scabin non è mai stato uno chef tradizionale: ha sempre cercato di sorprendere, di far parlare, di creare qualcosa che andasse oltre il semplice ristorante. Nel corso della sua carriera ha ottenuto le stelle Michelin, che sono il riconoscimento più importante per un ristorante. Le stelle Michelin non si ottengono facilmente: gli ispettori visitano i ristoranti in forma anonima e valutano la qualità degli ingredienti, la tecnica di cucina, l’originalità dei piatti, la personalità dello chef e la continuità nel tempo. Una stella indica un ristorante molto buono, due stelle indicano una cucina eccellente che vale la deviazione, tre stelle significano che vale il viaggio apposta. Scabin nel tempo ha conquistato le stelle grazie alla sua cucina innovativa e alla sua capacità di stupire.

Uno chef fuori dagli schemi nella città della tradizione

Torino è una città molto legata alla cucina tradizionale, ai piatti piemontesi, alla carne cruda, agli agnolotti, al bollito, ai vini delle Langhe. In questo contesto Scabin è sempre stato una figura un po’ diversa, quasi un personaggio. I suoi piatti più famosi, come il Cyber Egg o il Fassone al contrario, sono diventati celebri proprio perché rompevano le regole. La sua cucina mescola tecnica, ironia, tecnologia e memoria piemontese. Non è uno chef che vuole piacere a tutti, ma uno che vuole lasciare un ricordo.

Il suo ristorante non è mai stato un posto classico, con tovaglie eleganti e servizio ingessato. L’idea è sempre stata quella di far vivere un’esperienza, non solo una cena. Luci, musica, presentazione dei piatti, tutto contribuisce a creare un’atmosfera diversa dal solito ristorante torinese. Anche per questo molti lo considerano più un artista che un cuoco tradizionale.

La cena sulla sabbia: più di una provocazione

La famosa cena con la sabbia nasce proprio da questa idea di esperienza. La sabbia non è solo una scenografia, ma diventa parte del racconto della serata. L’idea richiama il deserto, il viaggio, qualcosa di primitivo e allo stesso tempo elegante. I tavoli vengono allestiti con la sabbia, l’ambiente cambia completamente e i piatti sono pensati per entrare in questo tema.

Il menu della serata non è un menu molto particolare. I piatti sono studiati per richiamare colori, consistenze e sensazioni legate alla sabbia e alla terra. Ci sono portate dove le consistenze sono croccanti, polverose, morbide, con contrasti tra caldo e freddo. Alcuni piatti vengono serviti direttamente sulla sabbia o su superfici che la ricordano. Non è solo cucina, è scenografia, racconto, sorpresa.

Si parla spesso di cucina sensoriale, e questa cena rientra proprio in questa idea: non conta solo il gusto, ma anche l’ambiente, l’odore, il modo in cui il piatto arriva al tavolo. È una cucina che vuole coinvolgere tutte le sensazioni, non solo il palato.

Il ristorante e l’idea di cucina come esperienza

Il ristorante legato a Scabin non è mai stato un posto fermo nel tempo. Ha cambiato luoghi, formule, idee, ma la filosofia è sempre rimasta la stessa: sorprendere. Un ristorante unico dove può succedere qualcosa di diverso ogni volta. Torino negli ultimi anni è diventata una città gastronomica molto importante, con tanti ristoranti di livello, ma Scabin resta uno dei nomi che hanno reso la città famosa anche dal punto di vista della cucina creativa.

La sua cucina parte spesso da piatti piemontesi, ma li trasforma, li smonta e li rimonta in modo diverso. In un panorama dove molti ristoranti puntano sulla tradizione pura, lui ha sempre scelto la strada dell’innovazione.

Torino, la cucina e gli chef che fanno parlare

Torino negli ultimi anni è cambiata molto dal punto di vista gastronomico: una città di chef, di sperimentazione e di ristoranti moderni. Scabin rappresenta proprio questa parte della città, quella più creativa e meno legata alle regole.

La sua figura divide sempre un po’: c’è chi lo considera un genio e chi pensa che sia troppo provocatorio. Ma sicuramente è uno degli chef che hanno segnato la cucina torinese degli ultimi vent’anni. E la cena sulla sabbia è perfettamente nel suo stile: un’idea che fa discutere, incuriosisce e attira persone che non cercano solo una cena, ma qualcosa da raccontare.

Alla fine forse è proprio questo il punto. Non si va a una cena del genere solo per mangiare, ma per vivere una serata diversa dal solito, per vedere cosa si è inventato questa volta uno degli chef più particolari legati a Torino. E in una città elegante e un po’ riservata come Torino, anche una cena sulla sabbia può diventare un evento di cui tutti parlano.

NOEMI GARIANO

Grandi eventi, “Torino Time” per la Fondazione Molinette

Si è tenuta  nei giorni scorsi la consegna ufficiale alla Fondazione Ricerca Molinette di una donazione di 12.272 euro, raccolti nell’ambito del concerto “Torino Time”, organizzato dalla Città di Torino in occasione del Capodanno. A consegnare il maxi-assegno simbolico, all’Ospedale Molinette di Torino, l’assessore ai Grandi eventi e Turismo Domenico Carretta.

“Siamo orgogliosi di vedere come i grandi appuntamenti della nostra città sappiano trasformarsi in gesti concreti di solidarietà – dichiara l’assessore ai Grandi eventi e Turismo Domenico Carretta – La donazione di oggi alla Fondazione Ricerca Molinette dimostra che siamo una comunità che si prende cura del proprio futuro e che il successo di un evento si misura anche dalla sua capacità di generare bene comune. Il meccanismo della cauzione si è rivelato una scelta vincente: non solo perché ha garantito una gestione efficiente delle prenotazioni, ma perché ha permesso di trasformare le mancate partecipazioni in un’opportunità di sostegno alla ricerca”.

Il concerto “Torino Time”, che ha animato l’Inalpi Arena lo scorso 31 dicembre, era accessibile gratuitamente previa prenotazione dei biglietti, con cauzione di 5 euro: tale somma è stata poi restituita agli spettatori presenti, mentre è stata trattenuta, a titolo di cauzione, per chi non ha partecipato all’evento, andando a costituire la somma devoluta oggi alla Fondazione Ricerca Molinette.

Il presidente della Fondazione Ricerca Molinette, Massimo Segre, aggiunge: “La Città di Torino ha fatto una scelta di grande valore: collegare un momento di comunità, di festa, a un impegno concreto per la salute. Questa donazione andrà per intero al nostro Bando per la ricerca d’eccellenza sulle patologie dell’invecchiamento: un campo in cui ogni scoperta migliora la vita di tutti, perché invecchiare riguarda ciascuno di noi. Investire oggi nella comprensione di queste patologie significa lavorare per garantire una migliore qualità della vita per tutta la nostra comunità”.

La Città di Torino ha inoltre sostenuto la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro con una donazione di 5.920 euro, pari al ricavato della vendita dei biglietti, a prezzo simbolico, del concerto “Torino sei Regio!” del 1° gennaio 2026, al netto delle commissioni.

TorinoClick

“Calvarium”, nella sera del “Giovedì Santo”

Una Pasqua laica al “Teatro Baretti” di Torino con la performance di Sara Lisanti

Giovedì 2 aprile, ore 20

La “Passione” del Cristo Redentore teatralmente tradotta con stupefacente scenica gestualità: dal tradimento di Giuda e dall’arresto nel Giardino dei “Getsemani”, alla dolorosa salita e al supplizio del “Golgota” o “Calvario” (“Luogo del cranio”), la collina vicino a Gerusalemme dove Gesù fatto uomo fu crocifisso per la salvezza dell’Umanità e poi accolto fra le braccia materne in uno “scultoreo” gesto di ultima tragica “Pìetas”, fino alla Resurrezione e alla salita ai Cieli fra le braccia del Padre. E’ un lungo e straziante percorso, quello proposto in scena al “Teatro Baretti” di Torino, giovedì 2 aprile (sera del “Giovedì Santo”, ore 20) in “Calvarium”, spettacolo di “profonda intensità emotiva”, ideato e proposto dall’“artista visiva” e “body performer” salernitana – di stanza a Torino – Sara Lisanti.

La perfomance sarà seguita da un momento di confronto con il pubblico e si inserisce come terzo tassello della “Piccola Rassegna Culturale Torinese”, un progetto curato dal “Circolo Arci Sud” con il patrocinio della “Circoscrizione 8”, che quest’anno indaga le complessità della “contemporaneità”, perfettamente espresse dall’emblematico e provocatorio sottotitolo “In scena lo scomposto dramma della nuova società sabauda + cultura – paura”. In una serata densa di significati come quella del “Giovedì Santo”, a ridosso delle festività pasquali, la scena di via Baretti 4 diventa “il luogo di una narrazione corporea che ripercorre le tappe della Passione, spogliando il racconto della sua esclusiva veste religiosa per metterne a nudo la componente antropologica”.

E non poteva che essere così, con un’interprete, autrice e attrice protagonista sul palco, come Sara Lisanti, formatasi quale trapezista alla “Scuola di Circo Flic” e che, in scena, porta un’“estetica materico-concettuale” che le è già valsa prestigiosi riconoscimenti internazionali come l’“Azores Fringe Award” e il “Gothenburg Fringe Award” nel 2023. In “Calvarium”, a mettersi totalmente in gioco, quale “unico e polivalente strumento espressivo” è dunque, e proprio, il “corpo”, forma muta ma potentissima” nella sua intrigante e fantasiosa capacità di evocare simboli universali come la “stola di porpora”, la “Sindone” e l’“incenso”. L’opera guarda a Gesù innanzitutto come “uomo”“indagando – sottolinea Sara – la tenacia di un individuo che resta fedele al proprio credo fino a lasciarsi fare a brandelli, trasformando la sofferenza in una critica allegorica e in una riflessione sulla coerenza personale che supera i confini del dogma”.

L’intento o, se vogliamo, il messaggio – all’interno di un discorso complessivo sulla potenzialità di offrire visioni audaci sul “presente” attraverso i linguaggi del corpo e dell’immagine – è quello di esplorare il permanente aspetto umano nell’ardua impresa del non cedere al “sacrificio”, a qualunque pur doloroso “sacrificio” e a qualunque pur dolorosa “convinzione” estrema.

In quest’ottica “Calvarium” vuole essere “un racconto attraverso il corpo – sottolinea il direttore artistico, Max Borella – del dolore derivato dalla tenacia delle proprie convinzioni e delle proprie idee. Una Pasqua laica dove l’uomo (il Cristo che si è fatto uomo) viene prima della figura divina”. Al termine della rappresentazione, il pubblico, come detto, avrà l’opportunità di trattenersi in sala per un dialogo aperto con l’autrice, per un momento di confronto diretto atto ad approfondire le tematiche di uno spettacolo che promette di essere “un’esperienza celebro-visiva totale, capace di parlare alla sensibilità di credenti e laici attraverso la forza universale dell’arte performativa”.

Per info“Cineteatro Baretti”, via Baretti 4, Torino. Solo su “whatsapp” 351/9288169 o circolo.sud@gmail.com

g.m.

Nelle foto: immagini di scena

In Piemonte la Conferenza delle Alpi

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La Regione Piemonte ha ospitato il 25 e 26 marzo l’83ª seduta del Comitato permanente della Conferenza delle Alpi, organismo inserito nell’ambito della Convenzione sottoscritta nel 1991 e che include Italia, Austria, Francia, Germania, Liechtenstein, Principato di Monaco, Slovenia, Svizzera e con l’obiettivo di promuovere la conservazione e lo sviluppo sostenibile del territorio interessato.

Sono state le politiche innovative della Regione sui temi della tutela del patrimonio alpino e della sua valorizzazione alla base della scelta della Presidenza della Convenzione di svolgere a Torino questo consesso, che ha visto la partecipazione di delegazioni internazionali, osservatori e stakeholder europei.

In apertura dei lavori i saluti istituzionali dell’assessore regionale Marco Gallo, che ha esposto le buone pratiche del Piemonte su nuova residenzialità montana e sviluppo sostenibile della montagna e spunti di riflessione nel declinare gli argomenti all’ordine del giorno: dalla tutela e valorizzazione della cultura alpina alle interconnessioni logistiche, la demografia, il monitoraggio del clima, la biodiversità: «Ospitare a Torino l’83° Comitato permanente della Convenzione delle Alpi è per il Piemonte un riconoscimento concreto del lavoro che stiamo portando avanti sui nostri territori montani. Le Alpi sono parte determinante della nostra identità, con tutte le sfide che questo comporta, dallo spopolamento all’adattamento climatico, dalla tutela della biodiversità alla tenuta delle comunità locali. Come Regione Piemonte stiamo investendo su più fronti: dalla Strategia per le Montagne alle 12 Green Communities finanziate per 23 milioni di euro, fino all’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici e al secondo Stralcio della Strategia climatica, dedicato proprio alla montagna. Il confronto internazionale è un’occasione preziosa per misurare queste esperienze con quelle degli altri Paesi alpini e per rafforzare una cooperazione che, su temi come biodiversità, clima e cultura alpina, non può che essere transnazionale».

Il direttore generale Affari Europei, Internazionali e Finanza sostenibile del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Alessandro Guerri, presidente del Comitato permanente, ha illustrato gli sviluppi del Programma 2025-2026, sottolineando la stretta collaborazione tra i gruppi di lavoro tematici, la raccolta di oltre 80 buone pratiche di adattamento locale ai cambiamenti climatici e le iniziative a favore della biodiversità e delle foreste.

La due giorni è stata focalizzata sulla presentazione dell’avanzamento dell’11° Rapporto sullo Stato delle Alpi, con focus sulle problematiche ambientali (che vedono il Piemonte attivo nel monitoraggio dei ghiacciai, del permafrost e del ciclo dell’acqua), sulla redazione del Piano d’azione per la biodiversità alpina e sul confronto sulle sfide future, incluse le prospettive della Presidenza tedesca, che punterà sulla comunicazione del rischio e sulla gestione delle emergenze in ambiente montano.

ORMA Tracce d’Artista in Langhe, Monferrato e Roero

L’Ente Turismo Langhe, Monferrato e Roero presenta la nuova edizione di “Orma. Tracce d’artista  in Langhe, Monferrato Roero”, itinerario che da maggio a novembre 2026 mette in rete  e fornisce valore alle sue progettualità  dando espressione alla migliore vitalità del territorio.

“Orma. Tracce d’artista in Langhe Monferrato e Roero” è  il segno che riunisce in un’unica intenzione le realtà territoriali che, sviluppatesi autonomamente  e ciascuna con una propria modalità,  portano l’arte contemporanea e la residenzialità d’artista  a dialogare con il territorio.
La progettualità è orientata alla valorizzazione di eventi  e manifestazioni artistiche nate e cresciute in questi tre territori, capaci di esaltare i luoghi ospitanti, diventare risorsa turistica e motivazione al viaggio, restituendo alla comunità una vera e propria legacy.

Nel 2026 ORMA si arricchirà con l’ingresso di tre Comuni caratterizzati dalla presenza di opere e progetti di arte contemporanea, il Comune di Canelli, che ospiterà da giugno 2026 un’opera d’arte di Maria Theresa Alves in partnership con il castello di Rivoli Museo di Arte Contemporanea  e l’Associazione per la Tutela dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, e i Comuni di Neviglie e Roddino, uniti nel progetto transfrontaliero Italia/Francia Prospettive/Perspectives,  in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Villa Arson. È anche stato avviato un dialogo con la Collezione Fondazione San Patrignano e Associazione Genesi.

Mara Martellotta

Al Teatro Grande Valdocco il “Riccio Music Day- Voci per la Vita”

Sabato 18 aprile , dalle ore 18 alle 23, si terrà al Teatro Grande Valdocco il “Riccio Music Day- Voci per la vita”, giunto alla sua seconda edizione, un evento varietà costituito da due interventi musicali di trenta minuti di Alberto Fortis e sei mini conferenze di grandi personalità del mondo del giornalismo, dell’attivismo e dell’ambientalismo.
La serata sarà condotta dal veterinario Massimo Vecchetta, presidente del Centro Recupero Ricci “La Ninna”, dal vice presidente della medesima Davide Stanic e dalla conduttrice televisiva Erica Comoglio.
Tra gli ospiti figurano Luca Mercalli, Moni Ovadia, Sabrina Giannini, Martina Marchiò e naturalmente Alberto Fortis. Ospite speciale in video, collegamento dall’India, Vandana Shiva.

I grandi nomi presenti all’evento verranno premiati con la “riccia d’oro”, un riconoscimento simbolico dato a personalità del mondo dello spettacolo e della musica che hanno dedicato la loro vita alla protezione degli animali, alla tutela dei diritti umani e alla salvaguardia della biodiversità.  Il premio lo scorso  anno è  stato ricevuto dalle grandi personalità  come Brigitte Bardot, Brian May, Bruno Bozzetto, Andreas Hoppe, che hanno scritto la prefazione per il libro “75 kg di felicità”.

Vandana Shiva è una scienziata, ecologista, attivista  e scrittrice indiana molto nota per il suo impegno in difesa della biodiversità,  dei semi tradizionali, dell’agricoltura contadina e della sovranità alimentare. È diventata famosa per le sue critiche all’agricoltura industriale  e alle multinazionali che operano nel settore agroalimentare. Tra le voci più autorevoli al mondo sui temi della biodiversità e della sovranità alimentare, è  stata insignita nel 1993 del Right Livelihood Award, noto come Premio Nobel alternativo, per aver posto donne ed ecologia al centro del dibattito sullo sviluppo.

Luca Mercalli, noto climatologo, meteorologo e divulgatore scientifico,  presidente della Società Meteorologica Italiana, è  esperto di cambiamenti climatici e ghiacciai alpini e dirige la Rivista Nimbus, collabora con testate nazionali, rendendo accessibili i dati sul clima.
Spesso ospite di importanti trasmissioni televisive è  estremamente noto per il suo grande impegno verso la sostenibilità. Luca Mercalli verrà premiato  per il suo ultimo libro “Breve storia del clima in Italia. Dall’ultima glaciazione al riscaldamento globale “, pubblicato da Einaudi nel 2025, in cui ripercorre l’evoluzione climatica del nostro Paese intrecciando storia, scienza e cronaca ambientale. Si tratta di un viaggio che aiuta a comprendere come il cambiamento climatico stia già trasformando profondamente l’Italia.

Moni Ovadia è  oggi considerato uno dei più prestigiosi e popolari uomini di cultura ed artisti della scena italiana, è attore, drammaturgo, scrittore e cantante. Figura poliedrica, è anche  un intellettuale  politicamente impegnato, noto per le sue posizioni emergenti il sostegno dei diritti umani . Sarà  premiato per il suo costante impegno civile e per la sua voce libera, sempre schierata dalla parte dell’umanità, della dignità delle persone e dei diritti dei popoli, anche di fronte alle tragedie del nostro tempo.

Sabrina Giannini, inviata di Report, conduttrice e autrice del programma televisivo “Indovina chi viene a cena” di RAI 3, sarà premiata per il rigore delle sue inchieste di grande impegno civile e sociale e per la sua informazione scomoda e coraggiosa che indaga sui temi ambientali e della sostenibilità. Le sue inchieste sono capaci di far luce sugli interessi delle multinazionali e di difendere il diritto del cittadino a un’alimentazione consapevole, sana e informata.

Verrà  conferito un riconoscimento anche a Martina Marchiò, infermiera, operatrice sanitaria e responsabile medica dei Medici senza Frontiere nella striscia di Gaza, dove è  tornata a metà giugno 2025. Si definisce “infermiera zen”, utilizzando i suoi profili social per sensibilizzare sui conflitti nei luoghi in cui lavora.

Alberto Fortis è poeta, cantautore, musicista eclettico, voce intensa e pianista sensibile, che ha segnato la musica italiana con brani immortali come “Milano e Vincenzo” e “La sedia di Lillà”, unendo pop, rock e cantautorato in uno stile inconfondibile e visionario. Alberto sarà premiato per la sua carriera artistica attraversata da una profonda sensibilità umana, capace di dare voce , attraverso la musica e la parola,  ai valori della dignità,  del dialogo e della fratellanza.

“L’impegno del Centro Recupero Ricci La Ninna a tutela della biodiversità e degli animali prosegue senza sosta. Dopo il successo dei due concerti organizzati lo scorso anno e la pubblicazione del fumetto “75 KG di felicità “ che racconta la mia storia  attraverso la penna geniale e raffinata di Roberta Morucci, e che è  stato tradotto già in tre lingue con le prefazioni illustri di Brigitte Bardot, Brian May, Bruno Bozzetto e Andreas Hoppe, con questo concerto talk contiamo di attirare l’interesse del pubblico torinese verso la nostra realtà  e la tematica della conservazione ambientale e la difesa dell’ecosistema,  che è centrale per la sopravvivenza non solo dei ricci, ma di tutte le specie, compresa l’uomo” – afferma Massimo Vacchetta, presidente del Centro recupero Ricci La Ninna. Durante la serata vi sarà  anche l’intervento di Marco Anelli, autore e produttore televisivo fondatore di GTV Channel, piattaforma che is dedica ai temi della tutela degli animali, ambito nel quale promuove campagne di sensibilizzazione e contenuti informativi.

Mara Martellotta

Petto di pollo al limone: la bontà delle cose semplici

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Una ricetta appetitosa, sorprendentemente profumata che vi stupirà per la sua leggerezza, morbidezza e bontà

 

La carne di pollo apprezzata per le sue propreita’ nutritive e’ adatta a tutta la famiglia. Pochi semplici ingredienti per una ricetta appetitosa, sorprendentemente gustosa e profumata che vi stupira’ per la sua leggerezza, morbidezza e bonta’.

 

Ingredienti:

1 Petto di pollo intero

1 bicchiere di vino bianco secco

1 limone non trattato

1 spicchio di aglio

Olio,sale,pepe, rosmarino q.b.

 

In una pentola scaldare l’olio con l’aglio e il rametto di rosmarino. Rosolare a fuoco vivace il petto di pollo, salare, pepare e sfumare con il vino bianco, abbassare la fiamma, lasciare insaporire e cuocere coperto per circa un quarto d’ora. Lavare il limone e con un rigalimoni o un coltellino affilato, prelevare striscioline di scorza sottilissime da aggiungere al pollo poi, aggiungere tutto il succo filtrato del limone. Lasciar cuocere lentamente per circa mezz’ora aggiungendo, se necessario, un mestolino di acqua calda. Lasciar consumare la salsa, affettare la carne e servire caldo.

Paperita Patty

50 anni fa, storico scudetto per il Toro

L’Associazione Ex Calciatori lo rievoca con un intenso evento

L’Associazione Ex Calciatori Granata si prepara ad organizzare un grande e coinvolgente evento per rievocare l’ultimo tricolore cucito sulle maglie granata. Era il 16 maggio 1976: una data scolpita nei ricordi e nel cuore di tutti i tifosi del Torino e dei campioni che formavano quella straordinaria squadra, guidata dal compianto mister Gigi Radice.

Esattamente a cinquant’anni di distanza quello scudetto verrà ricordato sabato 16 maggio 2026 con una grande ed emozionante festa allo Stadio Grande Torino. Nello stesso luogo e con il medesimo spirito scenderanno in campo numerosi e famosi calciatori che in passato hanno indossato la maglia granata e scritto pagine memorabili della storia del Torino per disputare una partita da non perdere.

Tutti i giocatori della squadra che ha vinto lo scudetto saranno presenti per vivere tutti insieme una indimenticabile giornata” assicura Claudio Sala (capitano di quella formazione), presidente dell’Associazione Ex Calciatori Granata, che insieme a Serino Rampanti e a Giuseppe Pallavicini è tra gli artefici dell’organizzazione della manifestazione.

La partita sarà il clou dell’evento, che avrà anche diversi altri momenti per celebrare e ricordare lo scudetto vinto nel 1976, che resta uno dei successi più importanti della gloriosa storia granata.

Il programma completo della manifestazione del 16 maggio verrà comunicato ad aprile, in concomitanza con l’avvio della prevendita dei biglietti per assistere alla celebrazione allo Stadio Grande Torino.

Torino, 23 marzo 2026

Asd Ex Calciatori Granata ETS

Partenza record per AMTS 2026

Prevendite in aumento e sold out lampo per le experience

Torino, 27/03/2026 – Inaugurata questa mattina la terza edizione di AMTS – Auto Moto Turin Show, il grande evento organizzato da GL events Italia al Lingotto Fiere che fino al 29 marzo trasforma Torino nella capitale italiana della passione per i motori. Introdotta da Jimmy Ghione, la cerimonia ha dato ufficialmente il via alla manifestazione che si preannuncia straordinaria: la prevendita segna già un +25% rispetto allo scorso anno e diverse attività hanno rapidamente raggiunto il tutto esaurito, indicatore dell’interesse in crescita e di un pubblico sempre più coinvolto.

Unendo in un’unica manifestazione esposizione, spettacolo e cultura automotive, AMTS propone un mix dinamico di supercar, moto, tuning, restomod e veicoli sportivi. Un’edizione che si distingue per la sua natura immersiva e per l’anima family-friendly, pensata per stupire i più giovani e avvicinarli alla mobilità attraverso esperienze divertenti e formative.

Con ottime premesse, l’evento si prepara a proiettarsi verso un nuovo record di presenze e di entusiasmo.

Gli interventi dei protagonisti all’inaugurazione di AMTS 2026

«In tre anni AMTS è diventato un appuntamento di riferimento, capace di portare a Torino uno spettacolo per tutti, dagli appassionati più esperti, alle famiglie e ai curiosi. Accanto all’intrattenimento, il salone porta competenze e una visione che guarda al futuro della mobilità. L’edizione 2026, infatti, unisce la tradizione motoristica con l’innovazione e, grazie alla collaborazione con istituzioni, università e partner, diventa uno spazio in cui cultura, tecnologia e nuova mobilità si incontrano e si rafforzano» ha dichiarato Gabor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia.

«La nostra filiera automotive sta affrontando sfide importanti che riguardano innovazione, competenze e nuovi modelli produttiviha commentato Andrea Tronzano, assessore al Bilancio, Sviluppo delle attività produttive, Internazionalizzazione e attrazione investimenti -. I motori saranno parte integrante della nostra economia e bene che se ne parli: il termico e l’ibrido sono una parte del futuro, perché la neutralità tecnologica è l’obiettivo della Regione e del Governo. In questo contesto, manifestazioni come AMTS hanno un ruolo prezioso, avvicinano il grande pubblico al mondo industriale, raccontano le eccellenze del territorio e mostrano come tradizione e nuove tecnologie possano evolvere insieme. È anche attraverso eventi come questi, che parlano direttamente alle famiglie e ai giovani, che rafforziamo la cultura dell’automotive e sosteniamo un ecosistema che rimane strategico per lo sviluppo economico regionale».

«L’importanza di questo evento è legato a doppio filo al nostro presente, ma anche al nostro passato e al futuro. L’auto è una parola dominante in quelle che sono le strategie, non solo industriali, ma anche di riconoscimento della città. Ogni volta che l’auto è protagonista lo diventa altrettanto l’intero territorio: noi siamo contenti come Città di Torino di sostenere un’iniziativa come questa che cresce ogni anno e che potrà crescere ancor di più nei prossimi anni», ha aggiunto Domenico Carretta, Assessore allo Sport, al Turismo e ai grandi eventi della Città di Torino.

«Vedere i padiglioni accendersi di tanta passione è la conferma di quanto il cuore dell’automotive batta ancora forte a Torino. Oggi non si apre semplicemente una fiera, ma si accendono i riflettori su un intero territorio. Come Vehicle Valley siamo qui per dimostrare che la nostra eccellenza è un ecosistema vivo, in cui la forza della storia e l’avanguardia tecnologica si uniscono per creare un brand unico. È facendo sistema in giornate come questa che confermiamo il Piemonte come polo di attrazione globale per la mobilità del futuro» ha sottolineato Monica Mailander, Presidente di Vehicle Valley Piemonte.

«Torino mantiene più viva che mai la sua passione per i motori. AMTS ha trovato la ricetta giusta per coinvolgere i giovani e anche ASI quest’anno dedica il suo spazio alle nuove generazioni, alle auto storiche dei loro sogni, le youngtimer, alle attività specifiche organizzate dalla Federazione per far vivere emozioni e adrenalina» ha dichiarato Alberto Scuro, Presidente di ASI Automotoclub Storico Italiano.

«13 anni di Expo Tuning Torino, questo è il terzo anno con AMTS. Abbiamo dato tutto quello che potevamo per questa importante manifestazione e ringraziamo GL events Italia per averci dato la possibilità di farlo; crediamo che d’ora in poi siamo sulla strada giusta per fare grandi cose per i prossimi eventi», ha detto Fabio Pavanello, Expo Tuning Torino.

«L’Associazione Italiana Donne Automotive ha patrocinato la mostra “Donne e Motori Gioie e Basta”, progettata e presentata da Elisabetta Cozzi Presidente dell’associazione Friend of Museo F.lli Cozzi e presidente del Museo F.lli Cozzi. Questo è un progetto che è arrivato alla quarta edizione e quest’anno il tema è HeForShe, un tema che riprende la campagna delle Nazioni Unite da cui abbiamo avuto l’approvazione: la mostra raffigura uomini e donne insieme per la parità di genere davanti alle auto storiche del Museo F.lli Cozzi», ha dichiarato Linda Villano, Presidente di AIDA, Associazione Italiana Donne Automotive.

Il weekend di AMTS in pillole, tutto quello che devi sapere

Il fine settimana di AMTS 2026 promette pura adrenalina con un palinsesto di show mozzafiato, aree espositive ricche di sorprese e la possibilità di testare le ultime novità del mercato.

L’anima eterogenea del Padiglione 2

  • Veicoli speciali, restomod e Blind Test: un vero crocevia per famiglie, collezionisti e appassionati, dove le esibizioni si uniscono a un’esposizione che spazia dalle auto da corsa e le vetture delle forze armate (Esercito, Carabinieri, Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza), fino alle supercar, i miti americani e le iconiche JDM. Il pubblico può mettersi alla prova con il divertente “Blind Test” per indovinare un’auto mascherata e ammirare la sezione Special Car dedicata alle restomod: spiccano la Grassi 044, la Kimera EVO 038 “Aura” e un esemplare unico al mondo e meticolosamente restaurato di Lancia 037 in livrea NordMende. Ampio spazio anche per l’area Aftermarket e i club storici.

  • Vehicle Valley Piemonte, eccellenza della filiera della mobilità regionale: nata con l’obiettivo di promuovere le imprese piemontesi sui mercati internazionali, all’interno del Padiglione 2 Vehicle Valley si presenta come un hub strategico capace di connettere il consolidato “saper fare” del territorio con le tecnologie più avanzate. Lo spazio espositivo riunisce tre protagonisti emblematici: la rivoluzionaria hyper GT elettrica Battista Anniversario da 1.900 CV firmata Pininfarina, le avanzate soluzioni di sicurezza anti-aquaplaning (come i sensori virtuali DAI e il sistema attivo AIS) sviluppate dalla tech company Easyrain e un’icona assoluta dei rally come la leggendaria Lancia Stratos del 1976 portata dalla Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica. La ricchezza di questa rete si estende anche agli spazi espositivi autonomi di altri soci prestigiosi presenti in fiera, tra cui Italdesign e la Fondazione Marazzato.

  • Uno sguardo al futuro con il Living Lab ToMove: tra i protagonisti di AMTS 2026 anche l’iniziativa della Città di Torino (parte del programma nazionale MaaS for Italy) che trasforma il territorio urbano in un laboratorio per la mobilità innovativa. Sono presentati dimostratori tecnologici come ADone (piattaforma autonoma per trasporto passeggeri) e LastMed (rover autonomi per la consegna di medicinali), oltre a esperienze in VR 360° per esplorare il futuro dell’automotive.

Test drive, adrenalina, tuning e l’heritage: AMTS a 360°

  • Si sale a bordo con i Test Drive: un’ampia area permetterà al pubblico di passare al sedile di guida lungo la tre giorni di AMTS. Possibile testare su strada le Tesla Model 3 e Model Y (con un’anteprima del sistema Full Self-Driving dal lato passeggero). In prova anche i SUV Omoda 5 e Jaecoo 7 con impianto GPL. Per le due ruote, Yamaha (con VignaMotors) e BMW Motorrad (con biAuto) offrono esclusivi test ride nel weekend, mentre Talaria permette di provare i suoi modelli elettrici, con opzioni dedicate anche a ragazzi e bambini.

  • Acrobazie e due ruote: va in scena il Circus Trial Show, con acrobazie, rampe e salti pirotecnici su due ruote. L’offerta freestyle continua nel Padiglione 3 con il BMX Freestyle Show (trick e rotazioni spettacolari su biciclette) e lo Scooter Freestyle Show (trick acrobatici sul monopattino), mentre l’area esterna ospita il motocross estremo dell’FMX Freestyle.

  • Adrenalina a quattro ruote: la Motul Arena è il cuore delle derapate con il Drifting Show, portando in pista accelerazioni e auto sempre al limite dell’aderenza. Per gli amanti della tecnica, il Precision Driver Show offre uno spettacolo di guida e parcheggi millimetrici, mentre sono rapidamente sold out i pochi posti disponibili per i più coraggiosi che possono salire a bordo come passeggeri per un giro mozzafiato grazie all’esperienza del Taxi Drift.

  • Spettacolo all’Oval con il Team No Limit: l’Oval non è solo teatro del tuning con l’esposizione di ETT, ma ospita anche The West Coast Combo Show – Fast Life x G Life, un evento esplosivo che fa incontrare due leggendari universi della cultura automobilistica internazionale. Un viaggio visivo e culturale tra la Fast Life (con bolidi in stile Fast & Furious) e la G Life (con autentici lowrider che rendono tributo alla tradizione Chicana della West Coast e classici americani resi celebri da videogiochi cult come GTA). Un’esibizione adrenalinica generazionale, capace di unire famiglie e appassionati con la stessa energia: vivere senza limiti.

  • Heritage e nuove generazioni con ASI Giovani e le altre novità: I riflettori si accendono sull’eredità di Autobianchi, con un’esposizione di modelli di punta curata dal Registro Autobianchi (dalla Stellina alle A112 Abarth) e consulenze sui restauri. Nel Padiglione 3, l’Automotoclub Storico Italiano (ASI) celebra il suo 60° anniversario con l’area “ASI Giovani“, uno spazio informale che espone iconiche coupé anni ’90 firmate Pininfarina e icone di tendenza. Lo stand diventa anche palcoscenico per l’annuncio del “Concorso Grifo d’Oro ASI 2026” dedicato ai giovani talenti under 30 del car-design.

  • Arte e cultura automobilistica: oltre all’esposizione all’Oval di circa 300 capolavori di personalizzazione curati da ETT all’Oval, l’edizione 2026 offre un’esperienza inedita grazie alla collaborazione con la Pinacoteca Agnelli; i visitatori di AMTS avranno accesso esclusivo all’iconica Pista 500, la celebre ex pista di collaudo FIAT trasformata in giardino pensile. Già esauriti i posti per un giro mozzafiato a bordo di un esemplare di FIAT Balilla d’epoca grazie alla collaborazione del Mauto.

Biglietti e prezzi

I biglietti sono acquistabili online sul sito ufficiale www.amtstorino.it ai seguenti prezzi (diritti di prevendita inclusi):

  • Intero Online: 17,00 euro

  • Ridotto Online: 15,00 euro (riservato a categorie specifiche indicate nella sezione dedicata del sito ufficiale)

  • Abbonamento 3 giorni: 35,00 euro (per vivere l’intera esperienza del weekend)

  • Family Pack: 49,00 euro (valido per 2 adulti e 2 bambini, ideale per le famiglie)

Come arrivare

AMTS 2026 si svolge al Lingotto Fiere di Torino (Via Nizza, 294), una location centrale e facilmente raggiungibile sia con i mezzi pubblici (Metropolitana Linea 1 – Fermata Lingotto) sia con altri mezzi per chi proviene da fuori Torino. Nel dettaglio:

  • In metropolitana: il polo fieristico è servito dalla Linea M1. Scendendo alla fermata “Lingotto” si raggiunge l’ingresso principale in pochi minuti a piedi.

  • In treno: dalle stazioni di Torino Porta Nuova e Torino Porta Susa è facilmente accessibile la metropolitana. Dalla stazione Lingotto, si può arrivare a piedi tramite la passerella olimpica simbolo di Torino 2006.

  • In autobus: diverse linee di superficie garantiscono il collegamento con il quartiere fieristico da varie zone della città; tra le principali le linee 18, 34 e 2014.

  • In auto: dalla rete autostradale si accede alla tangenziale di Torino e, uscendo in “Corso Unità d’Italia”, è sufficiente seguire la segnaletica per “Lingotto Fiere”. Disponibili aree di parcheggio a pagamento, anche sotterraneo sotto il Centro Commerciale Lingotto.

Info utili: AMTS 2026 in numeri

  • Date: 27-29 Marzo 2026

  • Luogo: Lingotto Fiere, Torino – Pad 2, Pad 3, Oval, P3, Motul Arena, Pista 500/Pinacoteca Agnelli

  • Orari: 10:00 – 19:30

  • Area evento: +90.000 mq, 3 aree evento indoor, 1 pista esterna, area food truck, + 1.500 veicoli esposti, + 200 aziende ed espositori

  • Canali Social: @amts_torino

  • Sito Web e Biglietteria: www.amtstorino.it