Per far conoscere la storia delle birre piemontesi
Sabato 19 febbraio nel negozio di piazza San Carlo il pubblico potrà provare alcune birre artigianali del territorio
e conoscere la loro storia
Torino, 17 febbraio 2022 – Proseguono gli appuntamenti dedicati alle birre artigianali piemontesi, indetti dal negozio Biraghi di Torino e Unionbirrai, l’associazione di categoria che rappresenta in Italia e nel mondo il comparto birrario artigianale italiano. Questo terzo incontro sarà l’occasione per far conoscere ad appassionati e curiosi quattro birre davvero eccezionali che si contraddistinguono per ingredienti, gusto e storia.
Il terzo appuntamento avrà luogo sabato 19 febbraio nel negozio Biraghi di piazza San Carlo e vedrà un primo momento di degustazione dalle 11 alle 19, a cui seguirà il laboratorio “Non solo malto” guidato da Vincenzo Basile, beer taster ufficiale di Unionbirrai.
Nel corso della giornata e durante la degustazione serale sarà possibile assaggiare la Vieni&Weiss prodotta dal Birrificio 100 venti di Borgomero che si contraddistingue per le sue note fruttate e speziata, con sentori di chiodi di garofano, banana e vaniglia; la Divina, prodotta a Rivoli dal Birrificio Gilac, una birra chiara al mosto d’uva; la Brusatà del Birrificio Aleghe di Giaveno che nel 2014, 2015 e 2016 si è aggiudicata l’ambito premio “Birra dell’anno” nella categoria “birre alle castagne”; e la birra Sale in Bock del Birrificio Elvo di Graglia prodotta con l’utilizzo di batteri lattici e sale di Mozia (Trapani).
Sono oltre 200 le birre artigianali piemontesi presenti nel negozio Biraghi di piazza San Carlo di Torino: dalle più celebri birre Baladin nate a Piozzo (CN) nel 1996 e prime birre 100% Made in Italy alle più ricercate Liebe prodotte dal birrificio Tum di Cavour (TO), passando per La Traviata di Birra San Michele di Sant’Ambrogio di Torino, la Horus di Birra Civale prodotta in provincia di Alessandria e la Farinéla di Birra Abbà del vercellese.
Per partecipare all’evento, i cui ingressi saranno monitorati in base alla normativa anti Covid vigente, sarà necessario essere in possesso di Green Pass. Per info e prenotazioni scrivere a negozio.torino@biraghi.it oppure telefonare al numero 011 454 6169.
Scrittura e arte. Cinema. Impegno politico e sociale. Su questi temi si incentrano gli incontri organizzati dallo scorso dicembre dalla torinese “Fondazione Giorgio Amendola”, in concerto con l’“Associazione Lucana in Piemonte” e in collaborazione con il “Centro Studi Piero Gobetti”, in occasione e a ricordo dei 120 anni dalla nascita di Carlo Levi (Torino, 1902 – Roma, 1975). A corollario e in contemporanea alla suggestiva mostra dedicata (fino al prossimo 4 marzo) sempre negli spazi della Fondazione di via Tollegno, a “I volti del ‘900 nei ritratti di Carlo Levi”, gli incontri – tesi a dare il giusto peso e valore nel panorama culturale del secolo scorso alla figura di uno scrittore, pittore, fervente antifascista e lucido uomo politico, iconizzato al Sud e troppo spesso trascurato al Nord e nel suo Piemonte – riprenderanno il prossimo giovedì 17 febbraioper concludersi venerdì 4 marzo. Su “Carlo Levi e il cinema” tratterà ampiamente Elisa Oggero, il prossimo giovedì 17 febbraio (ore 16) mettendo in evidenza il fascino fortemente esercitato dalla “settima arte” su Levi che, fra l’altro, collaborò al restauro di due storici film quali “Patatrac” realizzato nel ‘31 da Gennaro Righelli (fra i primi esempi italiani di cinema sonoro) e “Il grido della terra” (1949) di Duilio Coletti, oltre a produrre insieme a Carlo Mollino i bozzetti preparatori per il “Pietro Micca” di Aldo Vergnano (1938), film perduto di cui restano solo cinque minuti conservati al “Museo Nazionale del Cinema” di Torino. A seguire altri due appuntamenti. Giovedì 24 febbraio (ore 17,30), saranno gli storici Cesare Pianciola e Giovanni De Luna a dialogare su “La formazione di Levi nella Torino di Gobetti e di Gramsci e il suo impegno in Giusizia e Libertà”. A chiudere il percorso, venerdì 4 marzo (ore 17,30), un dibattitto di sicuro interesse sul docufilm del 2019 “Lucus a lucendo. A proposito di Carlo Levi” di Enrico Masi e Alessandra Lancelotti, con interventi di Raffaele Benfante, Stefano Levi della Torre (pittore e nipote di Levi) e Pietro Polito, direttore del “Centro Studi Piero Gobetti”.
Tutti gli incontri sono ad ingresso libero, con obbligo di “green pass”, fino ad esaurimento posti. Saranno anche occasione per visitare la mostra (di cui sopra) “I volti del ‘900 nei ritratti Carlo Levi”: un percorso per immagini (sono una quarantina i dipinti esposti) che raccontano un mondo legato a Levi da forti vincoli ideologici e di comune pensiero ed umana empatia, realizzato con tratti pittorici di assoluta essenzialità e di multiforme forza espressiva. Dal delicato silente “Autoritratto con cappello” del 1928 alla vigorosa tempesta di colori del “Ritratto di Leone Ginzburg con le mani rosse” del 1933.