Il nuovo format itinerante che unisce i grandi pizzaioli protagonisti delle classifiche internazionali di 50 Top Pizza
Lunedì 17 Aprile alle 20.30
il secondo appuntamento a Torino in via Urbano Rattazzi 3
Da Caggiano (SA), ospite Angelo Rumolo di Le Grotticelle
per una serata dedicata al Cilento e alla Primavera
24 Marzo 2023 – Dopo il successo del primo appuntamento lo scorso 13 Marzo a Milano, Il Luna Park della Pizza fa tappa a Torino nella pizzeria DaZero di via Urbano Rattazzi 3. Nato da un’idea dei founder DaZero Giuseppe Boccia e Carmine Mainenti, il nuovo format itinerante andrà in scena Lunedì 17 Aprile: protagonisti i pizzaioli DaZero e il maestro Angelo Rumolo con un menù a quattro mani dedicato al territorio del Cilento e alla stagione primaverile.
Angelo Rumolo è il giovane pizzaiolo di Le Grotticelle in provincia di Salerno, che ha conquistato il 12esimo in 50 Top Pizza Italia 2022 e 24esimo tra le 50 Top Pizza World 2022.
Dice Giuseppe Boccia, founder DaZero e ideatore de Il Luna Park della Pizza: “La premiazione di Madrid, che ci ha visto raggiungere il 23esimo posto nella classifica mondiale dedicata alle catene di pizzerie, ha fatto scattare l’idea di questo format itinerante grazie al quale portiamo nelle nostre pizzerie i pizzaioli più apprezzati d’Italia e i loro modi di interpretare la pizza. Durante la prima serata meneghina abbiamo accolto i nostri clienti, tanti fan di Onnembo e anche chi ci ha conosciuto attraverso questo nuovo format. E’ stata come una cena tra amici, e siamo felici di arrivare presto a Torino con Angelo Rumolo, un altro grande nome. DaZero promuove da sempre la pizza come motivo di aggregazione e collaborazione nel settore e con Il Luna Park della Pizza riusciamo a diffondere ancora di più questo mondo, scoprendo insieme tante idee e filosofie della ricetta più amata di sempre”.
DaZero meets Le Grotticelle, il 17 Aprile 2023 a Torino
Un menù dedicato alla primavera quello costruito per la puntata torinese di Il Luna Park della pizza da Angelo Rumolo e dai pizzaioli di DaZero, Antonio Greco e Mauro Fragella. Tanti vegetali di stagione, sapori che richiamano al Cilento e uno spirito innovativo di ricerca negli impasti e negli abbinamenti.
Si comincia con un Benvenuto, la Focaccia in tegliasemi integrale di Angelo Rumolo con la pancetta artigianale di Gioi e i carciofini di Paestum dell’azienda agricola Maida, prodotti cult dei menu di DaZero.
Ecco le pizze di Rumolo: Asparagi, con fior di latte, asparago selvatico trifolato con cipolla, pomodoro semisecco e guanciale artigianale, seguita da Tarassacocon fior di latte, salame grasso leggermente piccante, tarassaco, erborinato di capra, confettura di rosa canina.
E’ poi il momento di DaZero, con due pizze inedite elaborate per la serata: il Carciofo e le sue consistenzecon crema di carciofi, carciofi trifolati, carciofo fritto, maionese di pecorino e prezzemolo. Poi la Marinara Cilentana Special con passata di pomodoro arrostito, alici di menaica, capperi, olive, origano Incontro e basilico cristallizzato.
Si chiude con il dolce, Ma che Bufala! Petali di pizza fritta con ricotta di bufala aromatizzata al peperoncino e confettura di pomodorini.
Ad accompagnare le pizze, preparate con le farine del Molino Casillo, i vini siciliani di Feudo Maccari ed Animaetnea, Birra Moretti e Acqua Ferrarelle.
Costo della serata: 35 euro incluse acqua e bevande analcoliche.
Il Luna Park della Pizza, firmato DaZero&Friends
Da sempre la ormai affermatissima insegna di pizzerie cilentane – 23esima nella classifica mondiale delle catene artigianali 50 Top Pizza – promuove eventi, sinergie e occasioni innovative sul mondo della pizza. Nasce così la serie di appuntamenti gastronomici inediti, dinamici e super friendly: un Luna Park, una vera e propria festa intorno alla pizza e ai suoi maestri, per promuovere la ricetta più famosa al mondo come protagonista indiscussa di convivialità. Il format va in scena proprio nei locali di DaZero, caldi e dall’atmosfera familiare, di tutta Italia con ospiti d’eccezione alcuni tra i migliori classificati 50 Top Pizza – le guide alle migliori pizzerie del mondo. Sulla tavola menù sempre diversi costruiti a 4 mani insieme a DaZero. Obiettivo: far scoprire ai pizza lovers di tutta Italia, nuove filosofie, versioni e idee di pizza, vere e proprie ricette gastronomiche con abbinamenti studiati e ingredienti che identificano i territori di ogni pizzaiolo.

E sì, perché la filosofia di Marcolino era proprio questa. Presentarsi al mondo e ripararsi dalle sue norme e dalle sue beffe, giocando solo ed esclusivamente sul lato della negatività, della maleducazione e dell’antipatia. Impegno scolastico neanche a parlarne. La scuola, come la comunità in cui l’avevano “costretto” a vivere, era per lui un mezzo attraverso il quale gridare tutta la sua ribellione al mondo. All’esser stato “chiamato” al mondo. E, a 11 anni, portato a Torino, dalla natia Puglia. Con il ricordo che di sicuro batteva forte di una madre di cui si avevano, almeno a scuola, scarsissime notizie e che viveva al paese con altri figli e con un padre di cui invece nulla si sapeva. Preparazione scolastica pressoché nulla. Intelligenza tanta. Troppa! Lontano dai genitori, da fratelli e sorelle, in prima media era arrivato (non ricordo il perché) a Torino, affidato ai servizi sociali e alloggiato in una comunità protetta con altri tre o quattro ragazzi affidati, come lui, ad un gruppo di giovani che per loro rappresentavano il mondo intero. Marcolino era biondissimo, era un meridionale del Foggiano, di quelli che testimoniano ancor oggi con i loro capelli chiari e l’attitudine a svilupparsi in lungo più che in largo, il passaggio remoto per quelle terre millennarie di antichi civilissimi popoli del nord. Da lì arrivava Marcolino con i suoi 11 anni e un concentrato da brivido di paure, delusioni ed infinite amarezze. E tristezze. Avrei voluto parlargliene. Eccome! Ma non c’era verso. Marcolino rifiutava ogni forma di dialogo. Per mesi fu animale solitario. Un giorno, secondo quadrimestre abbondantemente inoltrato, leggo su quello che aveva solo più la parvenza di un quaderno Se non ci fosero (sic!) Elisa e Salvatore sarei già scapato(sic)!. Ecco! Elisa e Salvatore. I suoi “unici” compagni di classe. Elisa, piccola, minuta, capelli ricci, occhi color del cielo, un sorriso indifeso di una dolcezza che ti pugnalava al cuore. Salvatore, il buon “Garrone” deamicisiano. Un colosso di ragazzo, che, arrivato dalla Sicilia, viveva solo con il padre, muratore o meglio “capomastro”, come diceva lui. Manone anche le sue da muratore. Che erano servite in più occasioni proprio per tirare fuori dai guai Marcolino. Salvatore era il suo santo protettore. Elisa, forse, la sua prima cottarella. Vicino a lei, miracolosamente, il mocciolo spariva e il biondo piccolo-grande vichingo di Puglia tentava perfino di darsi un’aggiustatina ai riccioli d’oro. Si andava verso la fine dell’anno scolastico. L’ultimo giorno di scuola – in programma la festicciola prevacanziera – fu quasi un finale da film. Di quelli, però, tristi tristi. Marcolino non si presentò. Fino alla fine volle giocare il suo ruolo di duro e dannato. Nessuno se l’aspettava. Salvatore, ammutolito, si scolò da solo almeno due bottiglie magnum di aranciata, seduto al posto del suo “compagno da proteggere”.





