CRONACA- Pagina 261

Un lettore segnala: “Prostituzione nel parco”

LETTERA AL GIORNALE

Caro direttore, 

vorrei fare una segnalazione riguardo alla presenza di attività di prostituzione dentro il Parco Pubblico “I Tronchi” di Nichelino in pieno giorno e incuranti della presenza di donne con bambini e anziani o gente seduta sulle panchine. Segnalo la presenza di prostitute anche attorno alle rotatorie della Circonvallazione di Borgaretto di Beinasco e della rotonda principale della Tangenziale di Torino (nel territorio di Nichelino). Ho  segnalato la situazione anche al Comune ma, attualmente, non è stato preso nessun provvedimento per contrastare tale fenomeno di degrado. Il problema in quei luoghi è molto vecchio, si parla dei primi anni 2000 (quasi 25 anni).

Lettera firmata

Crisi climatica ed eventi meteo estremi: allarme ghiacciai in Piemonte

In crescita gli eventi meteo estremi: +27,8% rispetto al 2024. Torino la provincia più colpita.

In Piemonte i ghiacciai continuano a ritirarsi rapidamente, con conseguenze dirette sull’instabilità dei versanti: crolli in quota, collassi di morene e colate di fango e detriti diventano sempre più frequenti. È quanto accade nei bacini glaciali della Bessanese e della Ciamarella, nelle Alpi Graie, segnati sia dalla crisi climatica sia dall’aumento degli eventi meteo estremi in quota, aggravati dall’innalzamento dello zero termico.

Il doppio allarme arriva dalla campagna Carovana dei ghiacciai, approdata per la sua quinta tappa in Piemonte, e dai nuovi dati dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente.

Eventi meteo estremi in aumento

Tra gennaio e agosto 2025 in Piemonte si sono registrati 23 eventi meteo estremi, il 27,8% in più rispetto allo stesso periodo del 2024 (18 casi). La provincia di Torino è la più colpita, con 10 episodi. I fenomeni più ricorrenti sono allagamenti dovuti a piogge intense (8), esondazioni e frane (5 ciascuno). Effetti visibili anche in alta quota, come dimostrano le ferite ancora aperte nelle Valli di Lanzo (TO).

Proprio qui, a un anno dall’alluvione del 4-5 settembre che colpì diversi comuni, tra cui Balme e in particolare il Pian della Mussa, Carovana dei ghiacciai ha fatto tappa per riportare l’attenzione sul tema della fusione glaciale e dell’instabilità montana.

Focus ghiacciai: dati allarmanti

Le osservazioni in quota di Carovana dei ghiacciai, insieme agli studi di CNR-IRPI e ARPA Piemonte, confermano la rapida contrazione:

  • Ghiacciaio della Bessanese: dalla metà dell’800 (1,75 km²) si è ridotto a 0,3 km². Solo tra il 2010 e il 2023 ha perso 3,9 milioni di m³ di ghiaccio, con un abbassamento medio di 1 metro l’anno. Tra gli episodi più significativi il crollo del 2023 allo spigolo Murari.

  • Ghiacciaio della Ciamarella: 150 anni fa occupava 1,18 km², oggi si è dimezzato (0,5 km²). Dal 2010 al 2023 ha perso 8,1 milioni di m³ di ghiaccio.

Nel complesso, i ghiacciai piemontesi sono tutti in arretramento: dai 56 km² del 1959, la superficie è scesa a 30 km² nel 2007 e a soli 22 km² nel 2024 (ARPA Piemonte).

Il bacino Bessanese: un laboratorio a cielo aperto

Il Piemonte ospita anche un’importante area sperimentale: il bacino glaciale della Bessanese, vicino al rifugio Gastaldi (2656 m). Qui CNR-IRPI, ARPA Piemonte e Fondazione Glaciologica Italiana conducono ricerche multidisciplinari su fusione glaciale, frane, morene, temperatura di rocce e detriti e biodiversità.

Questo “laboratorio naturale”, inserito nel Dynamic Ecological Information Management System e parte della rete dei Rifugi Sentinella, è anche un luogo di divulgazione scientifica grazie alla “Saletta del Presente”, realizzata con CAI e Museo della Montagna di Torino.

Le voci dei protagonisti

  • Vanda Bonardo (Legambiente/Cipra Italia): “La tappa piemontese di Carovana dei ghiacciai ben sintetizza quanto ormai sta accadendo in alta quota a causa della crisi climatica e degli impatti degli eventi meteo estremi e quanto sia importante monitorare l’ambiente montano e i ghiacciai per comprenderne meglio i rischi e capire come fruire di questi luoghi…”

  • Marta Chiarle (CNR-IRPI/Fondazione Glaciologica Italiana): “Il bacino glaciale della Bessanese si contraddistingue per una grande varietà di forme e processi geologici e geomorfologici… A queste quote il permafrost controlla molti dei processi geomorfologici in atto: questo spiega la sensibilità del bacino al riscaldamento climatico e l’importanza di monitorare la temperatura di rocce e detriti”.

  • Secondo Barbero (Arpa Piemonte): “Se fondamentale è lo studio attivo della criosfera… altrettanto importanti sono le campagne di informazione e sensibilizzazione… Registriamo quindi un aumento della frequenza e dell’intensità dei processi di dissesto alle quote più elevate che in alcuni casi possono anche impattare sui territori di valle con l’inevitabile aumento dell’esposizione al rischio per infrastrutture e insediamenti”.

La sesta edizione di Carovana dei ghiacciai

Dopo l’anteprima di agosto sull’Adamello, l’edizione 2025 si è svolta tra il 17 agosto e il 2 settembre lungo l’arco alpino, con tappe in Svizzera, Lombardia, Alto Adige, Germania e infine Piemonte.

Tra i testimonial, la giornalista Milena Boccadoro, che sottolinea: “Monitorare, far conoscere, diffondere informazioni sul loro stato di salute così come fa da anni ormai Carovana dei ghiacciai di Legambiente sia molto importante…”.

La petizione

Con Carovana dei ghiacciai 2025, Legambiente rilancia la petizione online “Una firma per i ghiacciai” per chiedere al Governo azioni concrete, a partire dai 7 interventi del Manifesto per una governance dei ghiacciai.
👉 Firma qui

Donna muore investita da camion davanti al supermercato

E’ morta investita da un camion una donna di 83 anni  nelle vicinanze del supermercato Tigros di Domodossola. Il mezzo avrebbe investito la donna durante una manovra, anche se la dinamica dell’incidente è ancora da verificare. Sul posto 118 e forze dell’ordine.

Nuovi Postamat a Feletto e Front

 

Più semplici e veloci le operazioni di prelievo, ricariche telefoniche e Postepay

 

Grazie al progetto “Polis – Casa dei Servizi Digitali” presso l’ufficio postale di Feletto e l’ufficio postale di Front  sono stati  installati i nuovi ATM Postamat a disposizione dei cittadini.

L’ATM Postamat è dotato di monitor digitale ad elevata luminosità e dispensatore innovativo, con moderni dispositivi di sicurezza, tra cui un sistema di macchiatura delle banconote e una soluzione anti-skimming capace di prevenire la clonazione delle carte di credito. L’ATM Postamat è inoltre dotato di un lettore barcode per rendere più semplice il pagamento dei bollettini prestampati tramite QR code.

Disponibile tutti i giorni della settimana e in funzione 24 ore su 24, l’ATM Postamat consente di effettuare operazioni di prelievo di denaro contante, interrogazioni su saldo e lista movimenti, ricariche telefoniche e di carte Postepay, oltre al pagamento delle principali utenze.

Il nuovo Postamat di ultima generazione può essere utilizzato dai correntisti BancoPosta titolari di carta Postamat-Maestro e dai titolari di carte di credito dei maggiori circuiti internazionali, oltre che dai possessori di carte Postepay.

Poste italiane ricorda che è possibile utilizzare i principali prodotti e servizi offerti da Poste Italiane anche in modalità digitale. Oltre alle classiche operazioni bancarie, come Bonifici e Postagiro, tramite gli strumenti digitali di Poste Italiane tutti i clienti possono pagare vari tipi di bollettino postali, compreso MAV, pagoPA, multe automobilistiche e pagamento Bollo Auto e Moto. Sarà sufficiente inquadrare il codice riportato sul bollettino oppure inserire manualmente i dati richiesti per effettuare il versamento.

Sito e APP consentono inoltre di ricaricare una carta PostePay, un telefono cellulare di qualsiasi operatore, ma anche di accedere ai prodotti di risparmio di Poste Italiane.

 

Cinghiali, “Irresponsabile non aprire la caccia al 1 settembre”

Gli ambiti territoriali di caccia e i Comprensori alpini non hanno applicato l’apertura anticipata alla caccia in braccata al cinghiale chiesta dalla Regione e dal Commissario nazionale per il contrasto alla Peste suina africana. L’anticipo dell’apertura è stato fissato dalla Regione al 1 settembre ma la caccia resta chiusa in tutti gli ambiti della Città metropolitana di Torino. I consigli di ATC e CA, sentite le squadre di caccia al cinghiale, hanno scelto periodi di caccia più “conservativi” con partenza nemmeno al 21 settembre, data di apertura della stagione venatoria, ma addirittura il 1 ottobre.

«Un atteggiamento irresponsabile – non usa mezzi termini il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Che va contro lo spirito di collaborazione che dovrebbe improntare questo momento difficile dove l’infezione di Peste suina africana è ormai alle porte del Torinese. Proprio in presenza delle zone cuscinetto per la PSA che coinvolgono anche comuni canavesani lascia perplessi ancora di più la scelta degli ATC dell’area Nord della provincia di non seguire le indicazioni della Regione e ritardare l’apertura della caccia al cinghiale».

Coldiretti Torino stigmatizza le decisioni degli ATC ed Ca «che continuano a non rispondere alle forti preoccupazioni dell’agricoltura e del settore agroalimentare in allarme per l’arrivo in Italia della PSA. Ricordiamo che questa epidemia diffusa dai cinghiali ha permesso alla speculazione di penalizzare economicamente il settore suinicolo piemontese che vale il 15% del prodotto suinicolo nazionale e fornisce cosce per il prosciutto di Parma e per il San Daniele».

La mancanza di collaborazione del mondo venatorio sull’abbattimento dei cinghiali risulta ancora più incomprensibile di fronte ai dati dei danni causati dai cinghiali alle colture agricole.

Nel 2025, fino al 30 agosto, risultano accertati circa 140 mila euro di danni causati dai cinghiali alle colture nel territorio della Città metropolitana di Torino; mentre per l’intero territorio regionale i danni ammontano a circa 280mila euro.

Ma per l’anno 2024 i danni per il Torinese sono di oltre 570mila euro mentre per l’intero Piemonte, a consuntivo, sono stati accertati 4.170.167 euro di danni.

Di fronte a questi dati è evidente la scarsità degli abbattimenti.

Nell’anno in corso nel territorio della Città metropolitana di Torino sono stati abbattuti 2.670 cinghiali; mentre per il Piemonte sono 10.636. Nel 2024 gli abbattimenti sono stati 10.540 in Città metropolitana e 32.446 nell’intero Piemonte.

«Coldiretti Torino chiede che in Città metropolitana si raggiunga il numero di 15mila cinghiali abbattuti ogni anno; mentre per il territorio regionale il numero deve attestarsi sui 50mila capi. Questi sono obiettivi minimi per garantire la nostra produzione di cibo e per contenere l’epidemia di PSA. Nel giugno 2024 con abbiamo chiamato gli agricoltori a manifestare sotto la Regione che hanno risposto con un’imponente partecipazione. Siamo davvero esasperati. L’economia agricola è incompatibile con la presenza di numeri fuori controllo di cinghiali nelle nostre campagne. ATC e CA vanno richiamati con forza alla loro responsabilità. Ribadiamo ancora una volta che la fauna selvatica non appartiene ai cacciatori ma è un patrimonio dello Stato che va gestito negli interessi di tutta la collettività compresa l’agricoltura».

Via Carcano, Fdi: “Pronto esposto in Procura”

 

“Sulla concessione del Comune di Torino e le aperture del Suk di via Carcano siamo pronti a presentare un esposto penale in Procura – ad annunciarlo sono i consiglieri di Fratelli d’Italia in Circoscrizione 7, con la capogruppo Patrizia Alessi, Francesco Caria e Domenico Giovannini, a pochi giorni dall’entrata in vigore della modifica alla legge regionale sui mercati, che fissa il limite delle aperture a 12 giornate -. Da anni insieme all’Assessore regionale Marrone chiediamo la chiusura del Suk. La recente determina del Comune di Torino, che proroga di un anno senza evidenza pubblica la concessione all’associazione ViviBalon alle condizioni precedenti alla riforma regionale, è un atto di grave e consapevole violazione di una legge pienamente in vigore, e per questo motivo sottoporremo tutte le carte ai magistrati competenti – spiegano Alessi Caria e Giovannini -. L’amministrazione Lo Russo, infatti, scrive nero su bianco nelle premesse dell’atto di proroga di essere a conoscenza che la modifica della legge regionale, attiva dalla fine di agosto, non permette più di effettuare le giornate di apertura che prima venivano concesse. Infischiandosene, tuttavia, effettua una proroga alle condizioni previgenti, quindi necessariamente destinata a sforare il numero di giornate consentite dalla Regione, facendo così guadagnare un operatore privato che non ne avrebbe titolo, dal momento che ogni apertura avverrebbe poi in violazione della legge regionale. In questi giorni pertanto depositeremo l’esposto, informando già l’autorità giudiziaria che con il weekend del 12 ottobre termineranno le giornate di apertura permesse dalla legge, e che di conseguenza tutte le successive rappresenteranno un introito illegittimo per l’ente privato concessionario della gestione del servizio di vendita, in virtù di un atto amministrativo del comune di Torino altresì illegittimo. Ci auguriamo che la stessa associazione ViviBalon, conscia di questo abominio amministrativo, possa fare un passo indietro a propria tutela, stracciando la convenzione, altrimenti non potremo che agire di conseguenza”.

Inaugurazione della storica scuola Picco

Sabato 6 settembre inaugurazione aperta al territorio con il primo open day della Scuola Picco, nuovo polo educativo per bambini dai 3 mesi ai 6 anni, restaurato dalla Fondazione Vitelli

Inaugura la nuova scuola Picco, scuola di formazione antichissima, risalente al 1871, che riapre le sue porte completamente trasformata. Solo pochi mesi fa, dopo oltre un secolo e mezzo di attività, il futuro della scuola per l’infanzia sembrava incerto tra calo delle iscrizioni e urgenti lavori strutturali. La svolta è  avvenuta lo scorso marzo, quando la Fondazione Paolo Vitelli ha scelto di sostenere un ambizioso piano di rilancio che oggi si concretizza con la riapertura della scuola, completamente riqualificata e pronta ad accogliere bambini dai 3 mesi ai 6 anni in un contesto educativo innovativo  e all’avanguardia, pensato per i bambini del territorio e i figli dei dipendenti di Azimut Yachts.
Tra nuove aule luminose, arredi e materiali naturali, colori pastello e spazi accoglienti, la nuova scuola Picco si presenta come un ambiente educativo che unisce funzionalità a bellezza, progettato per il benessere e la crescita armoniosa dei più piccoli. Il nuovo Polo educativo si fonda su una solida proposta pedagogica che viene offerta alle famiglie. La scuola garantisce l’orario prolungato dalle 7.30 alle 18, resta aperta da settembre a luglio , offrendo anche un centro estivo. L’inserimento è possibile in qualsiasi periodo dell’anno, con soluzioni personalizzate in base alle esigenze di ogni famiglia.

Una particolare attenzione è rivolta alla qualità dell’esperienza didattica ed educativa. Le proposte spaziano dai laboratori di motricità,  lingua inglese, pittura e musica e numerose attività del territorio per stimolare curiosità, creatività e autonomia. Un elemento privilegiato è il giardino interno, che è  stato completamente rinnovato e che ospita un orto didattico con affaccio sull’antico castello di Avigliana. Un luogo privilegiato per l’esplorazione e il contatto con la natura. La scuola offre anche una mensa interna con pasti freschi e stagionali, preparati ogni giorno per garantire un’alimentazione sana e bilanciata. A guidare il percorso educativo è un’équipe di educatrici qualificate, con esperienza pluriennale e formazione continua.

“Sono davvero felice di aver potuto realizzare il sogno di mio papà, aiutare le famiglie e i nostri dipendenti nella crescita dei loro bambini – ha  dichiarato Giovanna Vitelli, presidente della Fondazione Vitelli – con la rinascita della scuola Picco abbiamo dato nuova vita ad un luogo storico, trasformandolo in uno spazio bello e accogliente, con un progetto educativo moderno e inclusivo. A questo aggiungiamo l’attenzione agli orari prolungati, all’apertura anche d’estate e alla massima flessibilità,  elementi fondamentali per sostenere i genitori, in particolare le mamme, nella gestione della famiglia e del lavoro”.

“Oggi celebriamo l’avvio di una nuova fase della nostra scuola che, dal 1871, accompagna la crescita dei bambini e sostiene le famiglie di Avigliana. Grazie alla Fondazione Vitelli e all’impegno di tutti, la Scuola Picco riparte con una nuova energia e un progetto innovativo. Il primo open day per chi avesse piacere di visitare la scuola si terrà sabato 6 settembre dalle ore 10.30 alle 12 e dalle 16 alle ore 18.30, con laboratori e merende che animeranno tutta la giornata – conclude il presidente della Scuola, Alberto Oliva.
Con oltre il 70% dei posti occupati prima della sua apertura, il progetto ha suscitato un forte interesse sin dal momento di lancio delle iscrizioni. Le famiglie interessate  a visitare la struttura o ricevere informazioni sui posti ancora disponibili possono contattare la segreteria della Scuola Picco al numero 0119328664.

Mara Martellotta

A Torino la presentazione di “Alpi On The road”

Si terrà a Torino la presentazione di “Alpi on the road”, la nuova guida pubblicata da Lonely Planet Italia: l’appuntamento, patrocinato dalla Città Metropolitana, è fissato per mercoledi 3 settembre 2025, alle ore 16, in corso Inghilterra. All’incontro interverranno Angelo Pittro, Direttore di Lonely Planet Italia, Denis Falconieri, autore della guida, Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte, Jacopo Suppo, Vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, Sonia Cambursano, Consigliera delegata al Turismo, Francesco Tresso, Assessore della Città di Torino, e l’Assessore regionale alla Montagna Marco Gallo
La guida contiene 50 itinerari – 25 in Italia e 25 oltreconfine – con percorsi che si snodano lungo tutto l’arco alpino, da Monaco a Trieste, collegando Italia, Francia, Svizzera, Liechtenstein, Germania, Austria e Slovenia: un volume pensato per chi desidera vivere un’avventura indimenticabile nel pieno rispetto dell’ambiente alpino. Ogni percorso è studiato per guidare il viaggiatore lungo strade panoramiche e suggestive, accompagnandolo con mappe dettagliate e indicazioni chiare tappa dopo tappa. Inoltre il volume è arricchito da approfondimenti culturali (storia locale, tradizioni, identità linguistiche) e da sezioni dedicate alle soste gastronomiche e alle specialità regionali.
Quella di Torino è la seconda tappa di un percorso che comprende altri tre appuntamenti, a Trento, Brescia e Belluno, promossi da Uncem, Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, con Lonely Planet Italia nell’ambito del Progetto italiae, progetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Formazione, analisi, approfondimento, sul turismo nelle Alpi, che non è mai overtourism, ma punto di incontro con le comunità-vive dei paesi.

È morto Emilio Fede. L’inizio fu a Torino, alla Gazzetta del Popolo

IL giornalismo televisivo italiano perde uno dei suoi volti più noti

 Si è spento all’età di 94 anni Emilio Fede, figura centrale della televisione e del giornalismo italiano. La sua lunga carriera, segnata da successi, polemiche e popolarità, ebbe però le radici a Torino, dove mosse i primi passi professionali.

Negli anni giovanili, infatti, Fede trovò posto nella redazione della Gazzetta del Popolo, quotidiano che per decenni rappresentò un pilastro dell’informazione piemontese. Qui affinò le tecniche del mestiere: dalle cronache locali agli inviati sul campo, fu in quelle pagine che sviluppò il gusto per la notizia diretta e l’attenzione al racconto immediato, tratti che lo avrebbero accompagnato per tutto il resto della sua attività.

Dalla carta stampata passò poi alla televisione pubblica, diventando inviato e conduttore al TG1. Negli anni Ottanta e Novanta arrivò la stagione privata: prima con la creazione di Studio Aperto, poi con la lunga direzione del TG4, che lo rese un volto familiare e discusso nelle case degli italiani per oltre vent’anni.

Il legame con Torino resta però un capitolo fondante della sua storia.