ilTorinese

La festa di via Vanchiglia

Come tutti gli anni quest’oggi domenica 25 maggio si è svolta la Festa di via Vanchiglia, organizzata dall’Associazione Commercianti, in collaborazione con Federvie e patrocinata dalla Circoscrizione 7. La via, totalmente pedonale per tutto il giorno, è stata come da tradizione animata da un ricco programma di eventi, negozi aperti, bancarelle di artigianato, vintage e prodotti tipici.

 

La più storica Associazione di via con al timone la Presidente Elisabetta Crovella ha anche per il 2025 trasformato per un’intera giornata via Vanchiglia in un percorso pedonale dedicato alla creatività, al vicinato ed al commercio.

“Sono molto soddisfatta della partecipazione – dichiara Elisabetta Crovella – non era una domenica semplice per noi, per la concomitanza con la riapertura di via Po, qui vicina… C’è stato però un piacevole e notevole interscambio di pubblico tra le due iniziative, e quindi l’appuntamento è come nostra tradizione per il prossimo anno con un’edizione ancora più ricca”.

Igino Macagno

Festa in via Po per la fine dei lavori

Con il taglio del nastro, alla presenza del sindaco Stefano Lo Russo e dell’assessora alla Viabilità Chiara Foglietta, ha avuto inizio la giornata di festa organizzata dalla Città per la fine dei lavori di riqualificazione di via Po, eccezionalmente chiusa al traffico per ospitare attività di animazione e intrattenimento per tutta la cittadinanza, in collaborazione con le realtà culturali e commerciali della zona.

“Oggi restituiamo alla città una via Po completamente rinnovata — ha dichiarato il sindaco di Torino Stefano Lo Russo —. È stato un lavoro incredibilmente complesso e molto ben coordinato, che ha messo insieme le tante esigenze di una riqualificazione attesa da 30 anni. Siamo molto contenti che siano stati rispettati i tempi di esecuzione previsti e soprattutto siamo molto contenti del risultato ottenuto su una delle vie cui i torinesi sono maggiormente affezionati. La giornata di oggi è anche l’occasione per far partire le attività per la costruzione del dossier di candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033. Sulla cultura abbiamo indirizzato una parte consistente dei finanziamenti del Pnrr e crediamo molto che possa rappresentare una leva strategica per lo sviluppo della nostra città.”

“Conclusi i lavori di via Po — ha dichiarato l’assessora alla Viabilità Chiara Foglietta —, oggi è tempo di fare festa. Con oltre 5 milioni di euro è stato possibile risistemare i sottoservizi, rinnovare i binari del tram, ripristinare la pavimentazione in pietra di luserna, sostituire quattro impianti semaforici, abbattere le barriere architettoniche, sistemare l’illuminazione pubblica e ridipingere le colonne ripulendole dai graffiti. Oggi la restituiamo rinnovata alla città, con l’impegno a prendercene cura tutti insieme.”

I lavori di riqualificazione, che hanno visto la collaborazione tra Città di Torino, Gtt, InfraTo, Iren e Smat, hanno portato al rinnovamento delle reti elettrica, fognaria e idrica, la sostituzione dei binari del tram, l’aggiornamento dei sistemi semaforici, l’abbattimento di ostacoli architettonici, la pulizia delle colonne e delle volte dei portici, la manutenzione dell’illuminazione pubblica, l’installazione di nuovi cestini e la sistemazione della segnaletica.

Tante le attività che hanno animato la via, grazie alla collaborazione con Teatro Regio, Torino Jazz Festival, MITO, Conservatorio Giuseppe Verdi, Jazz School Torino, Teatro Stabile di Torino con l’associazione Il Menù della Poesia, Teatro Regio, Museo Nazionale del Cinema, Accademia Albertina, Fondazione Accorsi-Ometto, Museo del Risorgimento, MAO, Istituito delle Rosine, Associazione Culturale La Paranza del Geco (Balla Torino), Opera Munifica Istruzione (OMI), Music Wizard, Te Teatro, GIA, Ascom, CUS e Vertigimn.

La giornata è stata anche l’occasione per lanciare l’iniziativa “Legami Europei” #VersoTorino2033, un percorso volto a mappare le relazioni personali ed emotive tra i cittadini di Torino e quelli di altre città europee, nell’ambito del progetto Torino 2033 Capitale Europea della Cultura – Città Candidata, grazie alla collaborazione con i progetti di volontariato civico GXT e Senior Civico.

Torneo di Maggio alla corte di Re Arduino

Gran finale al “Torneo di Maggio alla corte di Re Arduino 2025” a Cuorgnè, dopo una intensa tre giorni tutto ritmo, saporie tradizione. Città letteralmente gremita fra i Vicolungo del centro storico da una pletora di turisti anche stranieri accorsi a vedere le rievocazioni medievali in livrea storica che hanno completamente animato la città canavese e conquistato il cuore e l’emozione di cittadini, visitatori e passanti. Tra questi, a sorpresa, anche Maurizio Scandurra, giornalista saggista cattolico nonché noto opinionista de ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’ di Giuseppe Cruciani e David Parenzo, che si è intrattenuto piacevolmente con la gente e le autorità del luogo conversando e scherzando simpaticamente nel suo stile istrionico e coinvolgente. Raggiunto al telefono per l’occasione, questo il suo racconto a caldo: “È la mia prima volta a Cuorgnè, borgo incantato e incantevole al tempo stesso. Un luogo che merita attenzione e tempo per la ricchezza artistica e culturale che offre. Mi colpisce vivamente la grande partecipazione attiva di giovani e adulti, che hanno dato vita a spettacoli eccezionali intervallati da altrettanto ottime cucina e degustazioni. Splendido il ‘Teatro Comunale’ a metà tra un piccolo Carignano e una piccola Fenice per lo stupore che propone e trasuda. Grazie al Sindaco  Giovanna Cresto, al Vice Sindaco Vanni Crisapulli, agli assessori tutti e alla squisita gentilezza che mi hanno riservato con la loro sincera accoglienza insieme alla loro comunità. Una giornata unica, con la promessa di tornare a trovare presto questo nuovi amici”, dichiara un entusiasta Maurizio Scandurra.

Festival Internazionale dell’Economia, un’edizione dedicata alle nuove generazioni

Tutti gli eventi del Festival sono a ingresso gratuito, e aperti al pubblico con accesso libero fino a esaurimento posti. Per alcuni appuntamenti potrebbe essere richiesta la prenotazione. Per rimanere aggiornati: www.festivalinternazionaledelleconomia.com

Torino, 30 maggio – 2 giugno 2025

 

Le nuove generazioni del mondo” è il titolo della quarta edizione del Festival Internazionale dell’Economia a cura di Editori LaterzaCollegio Carlo Alberto (CCA) – Torino Local Committee (TOLC), con la direzione scientifica di Tito Boeri, che si terrà dal 30 maggio al 2 giugno 2025 a Torino. Dopo il successo delle prime tre edizioni, il Festival riafferma l’esigenza di mantenere uno sguardo aperto alla complessità, alla pluralitàall’approccio scientifico. Questa edizione è dedicata alle nuove generazioni, colte in un momento di forte disagio che riguarda diversi ambiti: lavoro, istruzione, salute mentale e vita sociale. Gli avvenimenti degli ultimi anni hanno lasciato cicatrici profonde, e sempre più evidenti, in un’intera generazione. Allo stesso tempo, questi cambiamenti così rapidi e complessi creano anche nuove possibilità di crescita. Dobbiamo fare in modo che i giovani abbiano gli strumenti necessari per coglierle.

Per approfondire le dinamiche che determinano questa situazione ed esplorare insieme possibili prospettive, il Festival Internazionale dell’Economia si apre al dialogo con il grande pubblico su questi temi, coinvolgendo istituzioni, università, imprese, mondo dell’informazione attraverso un palinsesto di oltre 100 appuntamenti, articolato in diversi formati di approfondimento: “Le parole chiave”, “Dialoghi”, “Visioni”, “Incontri con l’autore”, “Confronti” e “Intersezioni”.

Un focus specifico sarà dedicato all’emergenza demografica e alle sue implicazioni sistemiche, ai mutamenti nell’organizzazione famigliare, alle trasformazioni del mercato del lavoro e al crescente disagio giovanile, affrontati con un approccio multidisciplinare. Contribuiranno alla discussione, tra gli altri, economisti, sociologi, statistici, demografi, scrittori e psicologi.

Giorgio Barba Navaretti, Presidente del Collegio Carlo Alberto: Siamo molto contenti che a partire da quest’anno la collaborazione tra CCA e TOLC con Editori Laterza, dopo il successo delle scorse edizioni, si rafforzi ulteriormente, con una maggior centralità del ruolo del Collegio Carlo Alberto e del TOLC per radicare ancor di più il Festival nel nostro territorio. Ricerca e formazione orientate al futuro sono il cuore dell’attività del CCA: siamo molto vicini al tema dell’edizione di quest’anno e lieti che il Festival affronti un tema così urgente e attuale, quale quello del disagio e dell’agio delle nuove generazioni, con un’attenzione particolare a sfide e opportunità del mondo del lavoro e dell’istruzione.

Tito Boeri, Direttore Scientifico del Festival Internazionale dell’Economia: Forse mai come quest’anno si avverte la necessità di analisi economiche accessibili ma al tempo stesso approfondite sugli scenari che ci stanno di fronte. Quali saranno gli effetti delle guerre commerciali? Cosa implica il piano di riarmo europeo? Quali le prospettive per l’economia italiana? Quest’anno il Festival sarà incentrato sulle nuove generazioni, il che vuol dire innanzitutto guardare al futuro che ci sta di fronte.

Giuseppe Laterza, Presidente della casa editrice Laterza: Il rapporto tra le generazioni oggi più che mai è la misura dell’equilibrio difficile tra passato, presente e futuro. Il disagio ma anche le aspirazioni, le richieste e i progetti dei giovani saranno al centro dell’analisi e delle riflessioni del Festival, partendo dall’economia e allargando lo sguardo a tante altre discipline. Nel discutere i drammatici cambiamenti in corso, come sempre il Festival affronterà anche le linee di tendenza e le possibilità nel medio-lungo periodo della convivenza globale.

Trasformiamo gli inciampi in occasioni positive

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Sappiamo bene quanto le aspettative eccessive siano in grado di rovinarci l’esistenza. E come il sentimento e la cultura imperanti ci habbiano messo nella condizione di avere l’aspettativa di fondo che nella nostra vita tutto debba procedere in modo positivo.

Per cui tendenzialmente ogni situazione di difficoltà, di inciampo, appunto, viene vissuta in modo inadeguato, con fastidio, spesso drammatizzando la situazione, il che finisce inevitabilmente con il peggiorare in modo significativamente negativo l’impatto che su di noi hanno quelle occasioni.

“Benedette” aspettative… Dovremmo essere consapevoli che più elevate e intense esse sono, maggiore sarà il nostro livello di insoddisfazione e di disagio rispetto a quello che ci succede… Il vero piacere/dispiacere non nasce semplicemente da ciò che avviene, ma dal rapporto tra le nostre aspettative e ciò che avviene.

Per riuscire a utilizzare i nostri inciampi e farli diventare occasioni di crescita personale, è perciò necessario essere adattabili, avere capacità di recupero nelle varie situazioni negative e di difficoltà. E possedere la volontà di affrontare e superare le sfide e gli ostacoli che la vita ci propone.

Tutto ciò può essere sintetizzato in una parola che negli ultimi tempi è stata forse usata troppo e a sproposito: resilienza. Possiamo definire questa qualità come la capacità di affrontare, resistere e riorganizzare in maniera positiva la nostra vita dopo aver subìto eventi particolarmente negativi e traumatici.

E uscendo dall’esperienza rinforzati e migliorati, se non addirittura trasformati. Talvolta gli eventi negativi, anche se naturalmente non desiderati ed evitati, possono addirittura diventare la condizione necessaria e indispensabile per i nostri positivi cambiamenti.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.

(Terza e ultima parte)

Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

I 10 posti più belli in montagna dell’estate 2025 in Italia 

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Quando l’estate infiamma le città, la montagna diventa rifugio, respiro e scoperta.
C’è chi cerca aria fresca e chi silenzi pieni di significato. C’è chi vuole camminare tra pascoli e cime, e chi sogna rifugi, laghi alpini e borghi dove il tempo rallenta. L’Italia, da nord a sud, offre montagne che non sono solo paesaggio: sono esperienze da vivere con lo zaino in spalla e il cuore leggero.

In questo articolo scoprirai i 10 posti più belli dove andare in montagna d’estate in Italia — una guida aggiornata al 2025 per chi ama camminare, fotografare, esplorare o semplicemente respirare a pieni polmoni. Dalle Dolomiti alle Madonie, preparati a partire: perché in montagna, ogni estate è diversa. E ogni vetta racconta una storia.

Courmayeur: la porta italiana sul Monte Bianco

Nella maestosa cornice del Monte Bianco, Courmayeur è una delle mete estive più affascinanti della Valle d’Aosta. Con le sue passeggiate panoramiche, la Skyway Monte Bianco e i sentieri che si perdono tra boschi e ghiacciai, è il punto di partenza ideale per chi vuole vivere la montagna tra sport e bellezza. Il centro, elegante ma accogliente, offre rifugi di charme, ristoranti d’altura e scorci indimenticabili.

Gressoney-Saint-Jean: natura, cultura walser e relax alpino

Sempre in Valle d’Aosta, Gressoney-Saint-Jean è una destinazione meno affollata ma ricca di fascino. Dominata dal Monte Rosa, offre sentieri per tutte le età, laghi alpini trasparenti e borghi che raccontano la cultura walser. È la scelta perfetta per chi cerca quiete, autenticità e una montagna che parla con voce antica e profonda.

Livigno: sport e natura tra le vette lombarde

Nel cuore delle Alpi Retiche, Livigno è un paradiso per gli amanti dello sport e della natura. In estate si trasforma in una palestra a cielo aperto: trekking, mountain bike, escursioni in quota e persino yoga nei prati d’altura. Lo shopping tax free e l’eccellente offerta gastronomica completano un soggiorno vivace ma immerso in un contesto naturale intatto.

Bormio: terme, trekking e paesaggi mozzafiato

Non lontano da Livigno, Bormio unisce il fascino del centro storico alla possibilità di vivere l’estate tra sentieri panoramici e relax termale. Dalle antiche Terme Romane alle passeggiate nel Parco dello Stelvio, Bormio è una meta perfetta per coppie e famiglie in cerca di equilibrio tra attività e benessere.

Ponte di Legno: tra Adamello e cielo terso

Al confine tra Lombardia e Trentino, Ponte di Legno è una destinazione da riscoprire. I percorsi nel Parco dell’Adamello, i ponti sospesi, le malghe e i rifugi panoramici offrono un’esperienza montana autentica e accessibile a tutti. Il borgo conserva ancora l’atmosfera tipica delle valli alpine, con un’accoglienza calorosa e tante proposte per chi viaggia con bambini.

Madonna di Campiglio: eleganza alpina e sentieri spettacolari

Nel cuore del Trentino, Madonna di Campiglio è il punto di partenza ideale per esplorare le Dolomiti di Brenta. Con la sua atmosfera elegante, gli impianti moderni e le infinite possibilità di escursioni, dai laghi glaciali alle ferrate, è una delle mete più complete e versatili per un’estate in quota. Ideale anche per chi cerca eventi culturali, gastronomici o sportivi durante tutta la stagione.

Moena: la fata delle Dolomiti

In Val di Fassa, Moena è conosciuta come “la fata delle Dolomiti”. Il nome non è casuale: il paesaggio qui è fiabesco, con i profili rosa delle montagne al tramonto e pascoli verdi punteggiati da baite. D’estate è un ottimo punto di partenza per escursioni nelle Dolomiti patrimonio UNESCO, ma anche un rifugio accogliente per chi cerca tranquillità e tradizioni ladine.

Ortisei: arte, cultura e camminate con vista

Ortisei è una delle perle della Val Gardena. Nota per la sua tradizione artigiana, i balconi fioriti e le passeggiate nel bosco, è una destinazione che unisce arte, natura e sport. D’estate offre panorami impareggiabili sul Gruppo del Sella, passeggiate panoramiche accessibili anche con i bambini e una cura estetica del borgo che conquista al primo sguardo.

Come organizzare il viaggio: noleggiare un’auto per la massima libertà

Per vivere al meglio un tour delle montagne italiane in estate, il consiglio è di muoversi in auto. Questo permette di raggiungere rifugi remoti, fare soste panoramiche e adattare l’itinerario ai propri ritmi. Il punto di partenza ideale per chi arriva in aereo è l’Aeroporto di Milano Malpensa, da cui è possibile noleggiare un’auto con Locauto Rent, scegliendo tra una vasta gamma di veicoli adatti alla montagna, anche per famiglie o gruppi.

Mille runners per la Stracandiolo

PER LA RICERCA SUL CANCRO

Vincono Lorenzo Manganaro ed Elisa Viora, entrambi della Torino Road Runner. Raccolti 15 mila euro per l’Istituto di Candiolo – IRCCS

Candiolo, 25 maggio 2025 –Quasi mille runners hanno partecipato stamani alla 24/ma edizione della “Stracandiolo – Corri per la ricerca”, la gara podistica del calendario regionale Fidal e Uisp che da sempre sostiene la lotta contro il cancro. Come ogni anno, questo appuntamento che unisce sport e solidarietà si è svolto con partenza e arrivo all’Istituto di Candiolo – IRCCS, centro oncologico di eccellenza per la cura e la ricerca sul cancro riconosciuto a livello internazionale. L’intero ricavato delle iscrizioni è stato devoluto alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, organizzatrice in collaborazione con Torino City Marathon. Quest’anno sono stati raccolti circa 15 mila euro.

Nella parte competitiva, in campo maschile ha vinto Lorenzo Manganaro, della società podistica Torino Road Runner, in 26’53”. Vincitrice in campo femminile è stata Elisa Viora, anche lei della società podistica Torino Road Runner, che ha fatto registrare il tempo di 31’27”. La corsa, patrocinata dal Comune di Candiolo, è ormai un classico del podismo piemontese e si snoda su un percorso di 8,2 chilometri.

Commentando il successo dell’edizione 2025 della Stracandiolo – Corri per la Ricerca, il Direttore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Gianmarco Sala, ha affermato: “La Stracandiolo, evento storico, che accompagna da sempre lo sviluppo dell’Istituto di Candiolo, conferma il legame profondo e duraturo con il mondo del podismo e dello sport. Con la loro significativa presenza runners e appassionati sono vicini ai valori di Candiolo: cura, ricerca e generosità al servizio della comunità. Infatti, grazie al concreto aiuto di tanti amici la Fondazione può continuare a impegnarsi contro il cancro, attraverso il lavoro di 800 professionisti, fra medici, tecnici, ricercatori e infermieri”.

Rock Jazz e dintorni a Torino: gli appuntamenti della settimana

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Martedì. Al Blah Blah suonano i Kontravoid. Al Vinile si esibisce Alex Vaudano.

Mercoledì. All’Osteria Rabezzana è di scena il Corrado Abbate Trio. Al Jazz Club The Chicago Blues Jam!

Al Blah Blah suonano gli Hippie Death Cult + Supasonic Fuzz.

Giovedì. Al Peocio di Trofarello sono di scena gli Horse Power. Al Cafè Neruda suonano Gianni Denitto e Alberto Gurrisi. Allo Ziggy si esibiscono Notturno Kilroy+ Simone Villa + Mazaratee.

Venerdì. Al Jazz Club si esibiscono i 20 Strings. Al Circolino suonano gli After Dark “Blues Experience”. Al Blah Blah sono di scena gli Alteria + guest t.b.a. Allo Spazio 211 si esibisce Gaia Morelli. Allo Ziggy suonano Monade Stanca+ Bowelaw.

Sabato. Al Cap 10100 concerto Gospel. Al Jazz Club suonano i FarRock. Al Bunker per 2 sere consecutive “Jazz is Dead ! Festival. Al Blah Blah suonano gli Small Jackets + Fox Conspiracy + Onyrica. Allo Ziggy si esibiscono i Manicomio. Allo Spazio 211sono di scena i c+c= maxigross.

Domenica. Al Bunker “ “Jazz is Dead! Festival”. Al Blah Blah suonano i The Lings.

Pier Luigi Fuggetta

Gli “esplode” il fegato dopo un incidente: salvato alle Molinette grazie a un trapianto

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Un intervento ai limiti dell’impossibile ha permesso di salvare la vita a un uomo di 55 anni, residente in provincia di Cuneo, grazie a un trapianto di fegato effettuato in emergenza nazionale presso l’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino (CDSS). L’uomo aveva subito un gravissimo trauma epatico in seguito a un incidente sul lavoro avvenuto due settimane prima. Durante le attività nel silos della sua azienda agricola, l’uomo è rimasto schiacciato con la parte superiore destra dell’addome contro il braccio meccanico di una pala agricola. Trasportato d’urgenza in codice rosso all’ospedale di Cuneo, è stato immediatamente sottoposto a un intervento chirurgico per bloccare una massiccia emorragia causata dalla lacerazione del fegato. In quella fase, i medici hanno “impacchettato” il fegato per contenere la perdita di sangue. Dopo essere stato stabilizzato, il paziente è tornato due volte in sala operatoria e sembrava in procinto di lasciare la terapia intensiva per un reparto ordinario. Tuttavia, undici giorni dopo il trauma iniziale, il fegato ha ripreso a sanguinare. Dopo un quarto intervento per bloccare la nuova emorragia, è emerso che gran parte dell’organo era ormai compromessa e il paziente stava entrando in una fase critica di insufficienza epatica acuta. A quel punto, i medici di Cuneo hanno contattato il Centro Trapianto di Fegato di Torino. Il paziente è stato trasferito alla Terapia Intensiva Centralizzata dell’ospedale Molinette della CDSS, diretta dal dottor Maurizio Berardino, dove è stato valutato in urgenza dal professor Renato Romagnoli, direttore del Centro Trapianti, insieme all’epatologa dottoressa Silvia Martini. In condizioni disperate, l’uomo è stato inserito in lista d’attesa in super-urgenza nazionale. Poche ore dopo, il Centro Nazionale Trapianti di Roma, diretto dal dottor Giuseppe Feltrin, ha segnalato la disponibilità di un fegato compatibile in un’altra regione, attraverso il Centro Regionale Trapianti del Piemonte, diretto dal dottor Federico Genzano. A sole 18 ore dall’iscrizione in lista, il paziente è stato portato in sala operatoria. L’équipe del professor Romagnoli ha rimosso il fegato gravemente danneggiato e, dopo circa due ore senza organo, il nuovo fegato ha iniziato a funzionare, riaccendendo la speranza. Nel periodo successivo si sono resi necessari altri tre interventi chirurgici per completare il percorso terapeutico. Dopo tre settimane dal trapianto, l’uomo è stato trasferito nell’area Semintensiva del Centro Trapianti Fegato, dove attualmente sta affrontando una fase di piena ripresa. “Una grande Azienda ospedaliero-universitaria come la nostra Città della Salute e della Scienza di Torino si è nuovamente dimostrata capace – commenta il Commissario Thomas Schael – di gestire un caso gravato da complessità clinica e tecnica estreme, grazie alla dedizione, al coraggio ed alla professionalità multidisciplinare dei nostri specialisti così altamente qualificati, così come solo nella nostra Azienda è possibile trovare. E così come dovrà essere nel futuro Parco della Salute.” “Una volta di più la Città della Salute e della Scienza di Torino, – aggiunge Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte – in rete con le altre strutture ospedaliere della Regione Piemonte, è stata in grado di fornire una efficace e tempestiva risposta ad una situazione di così eccezionale gravità e complessità. Un doveroso ringraziamento al donatore e alla sua famiglia, che hanno reso possibile questo miracoloso trapianto.”

Ristorante Gramsci, il format di ristorazione vincente nel centro di Torino

La famiglia DAMILANO, nota per le proposte gastronomiche del pastificio/bistrot di ‘ Defilippis’ in via Lagrange, e ‘ Zucca’ – il bar storico dei torinesi per l’ora dell’aperitivo -, da quasi un anno ha dato inizio a un’interessante percorso nella ristorazione con il “nuovo” GRAMSCI, situato nell’omonima via in centro città. 
La zona è quella della Torino glamour, dei turisti soprattutto stranieri che affollano  l’elegante e storico dehors del bar Zucca: proprio lì a fianco, si insedia il “nuovo” progetto della famiglia Damilano, il  ristorante ” nuovo” GRAMSCI : un solo muro che divide i locali ma uniti dal fil rouge della profonda espressione identitaria, riconoscibile e famigliare nel campo dell’enogastronomia del territorio.
Una solida volontá imprenditoriale che si è voluta esprimere anche nel delicato campo della ristorazione torinese, compito non facile. La lunga esperienza e lo stile dei Damilano, però, sta regalando i suoi frutti: un format di ristorazione che piace ai torinesi, in forza di un menù che propone piatti con l’ingrediente base, essenziale per fare una buona cucina, sostanzialmente che piace, ossia l’utilizzo di ingredienti di qualità. Ecco che una tradizionale albese di vitello, frollata 40 giorni ( come ci rivela lo chef del ristorante, Nicola di Tarsia), diventa una ” galuperie” – come si direbbe in dialetto piemontese -, un boccone dolcissimo e morbidissimo. Condita con una salsa a base di tuorlo d’uovo pastorizzato, emulsionato con limone e aceto di mele barricato, worcester, senape e olio di semi, rende il tutto molto più godibile e originale. Oppure il primo piatto di stagione, come le linguine con pesce spada e agretti: una porzione media, cottura al dente, un gusto che ricorda quelli di un pranzo al mare, in linea – senza dubbio- con le origini mediterranee dello chef.
Spazio anche a piatti della tradizione gastronomica locale, e non solo, sempre completati dal tocco geniale di Di Tarsia, pronto a stupire e a coccolare chi si affianca per la prima volta a questa realtà ristorativa.
Il menu – come dichiara lo chef – non ha bisogno di essere cambiato troppe volte nell’anno, bensì ha necessità di mantenere i piatti ” cult” che il pubblico si aspetta, con qualche aggiunta curiosa e fresca.
Nota ” golosa” dedicata al gelato alla vaniglia mantecato al tavolo: viene, infatti, offerta la possibilità di comporre autonomamente con topping e granelle la propria coppa.
Una carta vini, ovviamente, rivolta alle etichette DAMILANO, tante altre regionali, ma largo spazio anche agli champagne.
La novità del ristorante è sicuramente data anche dagli ambienti infornali ma ben organizzati, luminosi e architettonicamente ben congegnati, con elementi di arredamento di design moderni, comodi e funzionali, curati dallo studio Cohesion di Torino.
Ciò che fa del Gramsci un luogo di riferimento del mangiare bene,  è sicuramente il suo pubblico: eterogeneo, fatto di businessmen, ma anche di giovani, che vogliono assaporare piatti facili, fatti bene, aderenti alla tradizione culinaria regionale e italiana in genere, informali a pranzo e un pò più elaborati la sera.
Prezzi dai 20 ai 30 euro, esclusi vini.
Ristorante GRAMSCI
V.Gramsci 12 a
Torino
Chiara Vannini