ilTorinese

Contestazioni, Fi: “Dopo Zangrillo, Valditara: la solita sinistra”

ROSSO E FONTANA (FI): ANCHE OGGI IN AZIONE GLI AGIT-PROP DELLA SINISTRA

«La contestazione al ministro Valditara è l’ennesimo esempio della strategia che sta adottando la sinistra contro gli esponenti del Governo Meloni. Ormai ogni occasione è buona per utilizzare i propri agit-prop contro i ministri: sabato scorso è accaduto al ministro Zangrillo ospite alla Festa dell’Unità e oggi è accaduto al ministro Valditara in visita a Torino. L’utilizzo degli studenti o di finti studenti interpretati da esponenti dei centri sociali dimostra la debolezza del centrosinistra che, non riuscendo a vincere le elezioni alle urne o in Aula, torna all’utilizzo del modus operandi della tensione che ben conosciamo e che ha portato a scrivere alcune delle pagine più buie del nostro Paese. Esprimiamo la nostra solidarietà al ministro Valditara. La scuola per fortuna non è solo quella dei collettivi, una piccola minoranza di estremisti senza arte né parte, ma è rappresentata da tanti docenti e studenti che costruiscono ogni giorno con passione e dedizione la società italiana del domani. Come centrodestra stiamo mettendo i mattoni per una scuola fondata sui valori, sui buoni esempi, sull’educazione, sul rispetto: tutti concetti dei quali la sinistra non conosce il significato. D’altra parte, quando una Istituzione come il sindaco di Torino difende un centro sociale che obbliga dei consiglieri comunali andati in visita in un immobile di loro proprietà a calpestare le foto del presidente del Consiglio e dei ministri della Repubblica, che esempi si pensa che possano portare nella loro idea di ‘buona scuola’?», ad affermarlo il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretari provinciale e cittadino di Forza Italia a Torino, dopo gli attacchi subiti dal ministro dell’Istruzione davanti all’Istituto Zerboni.

Cgil in piazza San Carlo per Gaza

Lavoratori di diversi settori – metalmeccanici edili, trasporti E commercio  – si fermano per quattro ore oggi venerdì 19 settembre. Lo sciopero, promosso dalla Cgil Piemonte, coinvolge Torino dove è in corso una manifestazione in piazza San Carlo e il resto della regione.

“La situazione in corso nella Striscia di Gaza, con l’occupazione portata avanti dal governo israeliano, rappresenta un fatto di gravità senza precedenti che denunciamo con forza – scrive in una nota  Cgil Piemonte  –. È tempo di agire”.


Il sindacato chiede  un impegno immediato da parte delle istituzioni italiane e internazionali: “Chiediamo con urgenza che il governo italiano, insieme agli altri governi e alle organizzazioni sovranazionali, intervenga per fermare quanto sta accadendo, fino alla convocazione di una conferenza di pace sotto l’egida delle Nazioni Unite”.

Foto Francesco Valente IL TORINESE WEB TV

Tentato furto di abbigliamento in un negozio di via Roma

Pomeriggio movimentato il 16 settembre scorso, in centro a Torino: i Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale hanno portato a termine vari interventi, fra i quali due arresti in flagranza di reato:
– alle 16.00, in Via Po, i militari del pronto intervento hanno bloccato e arrestato una trentaseienne ivoriana, in Italia senza fissa dimora che, in stato di alterazione psicofisica, stava molestando le persone sulla strada; la donna, alla vista dei Carabinieri, si è lanciata contro di loro tentando di colpirli con calci e pugni, per potersi sottrarre al controllo, ed ha perseverato anche all’interno dell’autovettura di servizio. Per questa ragione è stata arrestata, gravemente indiziata del reato di “resistenza a pubblico ufficiale” e trattenuta presso le camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo;
– contestualmente, altri equipaggi sono intervenuti poco lontano, in via Roma, presso l’esercizio commerciale di una nota catena, ove poco prima un ventiseienne di origini marocchine si era impossessato di capi di abbigliamento ed accessori vari, cercando di allontanarsi senza pagare; l’uomo, su indicazione della sicurezza privata che lo aveva individuato, è stato bloccato dai militari dell’Arma e arrestato in quanto gravemente indiziato del reato di “furto aggravato” , per poi essere tradotto presso la propria abitazione, in regime di arresti domiciliari.

World Press Photo Exhibition torna a Torino

Accademia Albertina delle Belle Arti Torino, via Accademia Albertina 6

19 settembre 2025 – 8 dicembre 2025

World Press Photo Exhibition 2025, la più prestigiosa mostra di fotogiornalismo al mondo, torna a Torino: le 144 immagini che la compongono saranno esposte nell’ipogeo della Rotonda del Talucchi, all’Accademia Albertina delle Belle Arti, in via Accademia Albertina 6, da venerdì 19 settembre a lunedì 8 dicembre.

L’esposizione presenta i lavori di fotogiornalismo e fotografia documentaristica vincitori della 68ª edizione del concorso, firmati per le maggiori testate internazionali, come New York Times, Washington Post, Der Spiegel, Time, le agenzie France Presse, Associated Presse, Reuters, Tass: immagini che offrono una panoramica sul presente e rappresentano un’opportunità per un viaggio critico nell’attualità, affrontando questioni come conflitti, disordini politici, crisi climatica, viaggi dei migranti.

Le 144 immagini sono state selezionate tra le 59.320 scattate da 3778 fotografi provenienti da 141 paesi.

A Torino l’esposizione torna per il nono anno consecutivo ed è organizzata da Cime, Ambassador Italia della World Press Photo Foundation di Amsterdam.

L’apertura al pubblico è prevista per venerdì 19 settembre alle 16. Anche quest’anno, la mostra, che gode del patrocinio della Città di Torino, sarà accompagnata da conferenze dedicate alla fotografia e ai grandi temi dell’attualità.

 

L’edizione 2025

 

World Press Photo Contest 2025 ha coinvolto sei giurie regionali e una giuria globale, che è stata presieduta dall’italiana Lucy Conticello, direttrice della fotografia per M, il magazine di Le Monde. Il processo di selezione ha richiesto due mesi di intenso lavoro, tra gennaio e febbraio 2025.

Il concorso è stato suddiviso in sei aree geografiche: Africa, Asia Pacifica e Oceania, Europa, Nord e Centro America, America del Sud, Asia Occidentale, Centrale e Meridionale. Questo approccio regionale ha permesso di ottenere una visione e un racconto globale di ciò che accade sul nostro Pianeta. Una volta selezionati i vincitori per ogni area, si è proceduto alla scelta dei vincitori assoluti.

Quattro, invece, sono state le categorie in cui è stato suddiviso il concorso: Singole, Storie, Progetti a lungo termine Open Format, dedicata all’interazione tra fotografia e altri linguaggi.

 

«Il World Press Photo Contest rappresenta un importante riconoscimento per professionisti che lavorano in condizioni difficili ed è anche un riassunto, per quanto incompleto, dei principali avvenimenti internazionali. Come giurati, siamo andati in cerca di immagini che possano favorire il dialogo» afferma Lucy Conticello, presidente della giuria mondiale.

I fotografi selezionati nel 2025 sono originari di Bangladesh, Bielorussia, Brasile, Colombia, Corea del Sud, Germania, Spagna, Stati Uniti, Francia, Haiti, Indonesia, Iran, Iran/Canada, Italia, Myanmar, Nigeria, Palestina, Olanda, Perù/Messico, Filippine, Portogallo, Repubblica Democratica del Congo, Russia, Germania, Salvador, Sudan, Thailandia, Turchia, Regno Unito e Venezuela.

 

I vincitori

 

A vincere il titolo di World Press Photo of the Year 2025 è stata la palestinese Samar Abu Elouf con un’immagine che ritrae Mahmoud Ajjour, 9 anni, un bambino mutilato da un attacco israeliano sulla Striscia di Gaza, nel marzo 2024. Questa immagine è stata pubblicata sul New York Times.

 

Durante la fuga, Mahmoud si è voltato per esortare la famiglia a fare presto. Un’esplosione ha intercettato le braccia tese e le ha distrutte. Dopo le cure mediche, la famiglia è stata evacuata in Qatar, dove il bambino sta imparando a scrivere con i piedi. La fotografa Samar Abu Elouf è stata, invece, evacuata da Gaza nel dicembre 2023 e vive ora a Doha, nello stesso complesso di appartamenti di Mahmoud.

 

Due sono finalisti per la Foto dell’Anno del World Press Photo: richiamano l’attenzione su altre due questioni di grande attualità, l’immigrazione e il cambiamento climatico.
Lo statunitense John Moore ha vinto con “Attraversamento notturno” che testimonia il fenomeno dell’immigrazione cinese clandestina negli Stati Uniti con un’immagine di alcuni migranti che cercano di scaldarsi sotto la pioggia, dopo avere attraversato il confine del Messico. È stata scattata in California il 7 marzo 2024 per Getty Images.
Il peruviano-messicano Masuk Nolte si è classificato finalista con “Siccità in Amazzonia”, realizzata per Panos Piciture, Bertha Foundation. Rappresenta un giovane costretto a percorrere a piedi due chilometri sul letto del fiume in secca per portare cibo a sua madre che vive in un villaggio un tempo accessibile in barca. È stata scattata il 5 ottobre 2024.

Tra i temi trattati anche l’attentato a Donald Trump, la campagna elettorale in Venezuela, la violenza delle gang a Haiti, le proteste anti governative in Kenya, Georgia e Bangladesh.

Tra i progetti a lungo termine premiati c’è quello dell’unica fotografa italiana selezionata, Cinzia Canneri, che ha seguito le vite di alcune donne in fuga dal regime repressivo in Eritrea e dal conflitto in Etiopia. La bielorussa Tatsiana Chypsanava, invece, ha raccontato come una comunità maori difende la sua identità culturale in Nuova Zelanda, mentre Aliona Kardash è tornata nel suo paese d’origine, la Russia, per capire come la repressione e la propaganda abbiano trasformato le persone che sono rimaste. In America Centrale, Carlos Barrera ha documentato la violenza del governo di Nayib Bukele in Salvador, mentre Federico Ríos ha attraversato la regione selvaggia tra Panama e Colombia insieme ai migranti che rischiano la vita per arrivare negli Stati Uniti. Ancora, Ebrahim Alipoor è arrivato sulle montagne impervie del Kurdistan iraniano per conoscere le storie dei kolbar, i corrieri che trasportano illegalmente merci tra Iraq, Turchia e Iran.

Cinzia Canneri: Addis Ababa, Ethiopia. 31 October 2017.
 

La mostra a Torino

«Torino si conferma capitale culturale e civica dell’informazione visiva. Per il nono anno consecutivo, la World Press Photo Exhibition torna in città, rinnovando l’impegno a offrire uno sguardo lucido e internazionale sulle storie che definiscono il nostro tempo. Una cultura che è anche servizio pubblico – dice Vito Cramarossa, direttore di CIME, Ambassador Italia della World Press Photo Foundation di Amsterdam – Il pubblico torinese – cittadini, scuole, professionisti, famiglie – cresce di anno in anno: un segnale di comunità viva, curiosa ed esigente, consapevole del valore del giornalismo e del fotogiornalismo nel comprendere la complessità del presente. La mostra diventa così uno spazio condiviso di confronto, sensibilizzazione e partecipazione alla vita democratica».

 

Aggiunge Cramarossa: «Per la prima volta, quest’anno, la mostra approda all’Accademia Albertina di Belle Arti: una cornice che unisce arte, bellezza e responsabilità dell’informare. Per l’Accademia e per i suoi studenti è un’occasione concreta di dialogo con linguaggi, etiche e pratiche del giornalismo visivo contemporaneo. Ringraziamo la Città di Torino e l’Accademia Albertina per la collaborazione e la fiducia. Con questa edizione riaffermiamo il valore dell’informazione di qualità e delle arti come beni comuni, e rendiamo omaggio al lavoro rigoroso e coraggioso dei giornalisti e fotogiornalisti nel mondo».

 

Salvo Bitonti, direttore dell’Accademia Albertina: «La fotografia è di casa all’Accademia Albertina di Belle Arti, nelle sue collezioni storiche e nell’oggi della formazione artistica. Con grande piacere abbiamo concesso l’ipogeo della Rotonda del Talucchi alla mostra internazionale World Press Photo 2025, permettendole di essere visitata dai nostri studenti e da tutti i cittadini». 

Cos’è World Press Photo
Tutto ebbe inizio nel 1955, quando un gruppo di fotografi olandesi decise di organizzare il primo concorso internazionale World Press Photo. Da quell’iniziativa pionieristica, il concorso è cresciuto fino a diventare il più prestigioso a livello mondiale nel campo del fotogiornalismo e la mostra più visitata in assoluto. La World Press Photo Exhibition non è solo un concorso fotografico, ma una celebrazione delle storie che queste immagini riescono a raccontare, superando confini culturali e linguistici. Ogni anno, la mostra offre uno spaccato unico della storia contemporanea, permettendoci di riflettere sugli eventi e i temi cruciali del nostro tempo.

La World Press Photo Foundation è un’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro, con sede ad Amsterdam, che si dedica a sostenere il fotogiornalismo e la fotografia documentaristica di alta qualità. L’obiettivo della fondazione è promuovere un’informazione visiva libera e accessibile, capace di offrire una comprensione più profonda del mondo contemporaneo attraverso lo sguardo dei migliori fotografi al mondo.

Quest’anno, la mostra toccherà le 60 principali città di tutti i continenti. Si stima che oltre tre milioni di persone visiteranno l’esposizione a livello globale, rendendola un evento di portata eccezionale e un’occasione imperdibile per chiunque voglia comprendere meglio le dinamiche del mondo attuale attraverso la forza evocativa delle immagini.

Attraverso il suo impegno costante, la World Press Photo continua a illuminare le storie più urgenti del nostro tempo, garantendo che le voci di chi documenta la realtà, spesso in condizioni pericolose e difficili, possano raggiungere un pubblico globale e fare la differenza.

 

La mostra aprirà al pubblico venerdì 19 settembre alle ore 16.

ORARI

Da lunedì a venerdì: 10-20.
Sabato e domenica: 10- 21.
La biglietteria chiude 30 minuti prima.

 

Vuoti a Rendere: “La nostra campagna uno spartiacque. Ora approvare la delibera”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

 

La campagna Vuoti A Rendere (www.vuotiarendere.org) prende la parola in vista del voto del Consiglio Comunale sulla delibera di iniziativa popolare “Nuove tutele per il diritto alla casa”, previsto – dopo molti rinvii – per lunedì 22 settembre.

“Il Consiglio Comunale è finalmente chiamato – dicono le/gli attiviste/i – a esprimersi sulle nostre proposte. In vista del voto di lunedì, rinnoviamo a consigliere e consiglieri la richiesta di fare una cosa ragionevole e giusta, decidendo di avviare una stagione nuova nelle politiche cittadine per la casa e aprendo la strada verso strumenti innovativi e urgenti per garantire e promuovere il diritto fondamentale all’abitare”.

 

Già nel mese di luglio, sottolineano da Vuoti A Rendere, si è andati molto vicino all’approvazione della proposta di delibera di iniziativa popolare. “Vogliamo ribadire quanto già detto due mesi fa. Se è vero che la nostra campagna è stata annoverata a più riprese tra le principali ispirazioni del “Piano dell’abitare per lo sviluppo della Città di Torino”, è il momento di essere conseguenti. Mostriamo alle e ai torinesi che le proposte di Vuoti A Rendere possono e devono diventare un primo passo verso l’attuazione del Piano dell’abitare”.

 

Poi, sempre a luglio, i rinvii della votazione, dovuti agli emendamenti ostruzionistici di alcuni gruppi di minoranza e alle prese di posizione allarmate delle associazioni rappresentative della proprietà edilizia. Da Vuoti A Rendere tornano su quanto successo per esprimere alcune valutazioni più ampie: “Vogliamo rivendicare che la nostra campagna, ispirata ai migliori standard europei, è stata uno spartiacque nei dibattiti cittadini e nazionali sulla casa. Grazie alle nostre proposte nessuno può più ignorare la necessità di intervenire sulle troppe case vuote nelle nostre città, e sui costi intollerabili (abitativi, sociali, urbanistici e ambientali) che l’abbandono scarica sulla collettività. I nostri obiettivi sono chiari: censire gli alloggi inutilizzati; potenziare gli strumenti di dialogo tra proprietari e bisogni abitativi; introdurre, accanto ai consueti incentivi, disincentivi graduali e crescenti per i soli grandi proprietari pubblici e privati di alloggi in stato di ingiustificato abbandono. Tutto per restituire alla disponibilità collettiva il maggior numero di case possibile”.

 

Proprio i disincentivi sono stati al centro delle recriminazioni di alcune forze politiche e associazioni della proprietà edilizia. “Che un principio di buon senso come quello da noi proposto per i soli grandi proprietari sia stato attaccato in modo così violento – dicono da Vuoti A Rendere – è qualcosa di significativo e inquietante. A volte per ignoranza e pregiudizio, più spesso con inaccettabili intenti diffamatori, la nostra campagna è stata descritta come una minaccia per qualsiasi forma di proprietà, proveniente da gruppuscoli eversivi. Ad accuse così modeste rispondiamo con la serenità che ci viene dalla serietà del nostro percorso. Chi ha a cuore il diritto all’abitare non si faccia distrarre da quella parte di società e di politica che è disposta a tutto, pur di servire e difendere gli interessi antisociali della grande rendita speculativa. Questi, sì, sono i veri estremisti da cui prendere le distanze”.

 

E, a conclusione del ragionamento, un ultimo appello: “La necessità di promuovere il diritto all’abitare di tutte/i e di ciascuna/o  impone la ricerca di nuovi equilibri tra questo diritto fondamentale e la grande proprietà edilizia. Lunedì 22 settembre, l’approvazione della delibera potrà essere un primo passo in questa direzione: fare di Torino un laboratorio di innovazione per le politiche abitative italiane è un obiettivo a portata di mano. Si tratterà poi di andare in tempi brevi verso un’attuazione concreta ed effettiva di quanto deciso dal Consiglio Comunale. Noi – concludono le/gli attiviste/i di Vuoti A Rendere – siamo pronte/i a fare la nostra parte: non faremo mancare le nostre proposte e non faremo spegnere i riflettori sulla questione abitativa torinese. Perché è tempo di posizionare la nostra città accanto alle migliori esperienze europee e così aprire una stagione finalmente nuova per il diritto all’abitare”.

Musica, gioco e scoperta: a Volpiano torna “Crescendo in Sol”

 

Un pomeriggio speciale dedicato ai più piccoli e alle loro famiglie: giovedì 25 settembre 2025 alle ore 17.45, presso l’asilo nido Il Giardino dei piccoli di Volpiano (via Novara 18), torna “Crescendo in Sol”, il laboratorio musicale per bambini da 0 a 3 anni ideato e condotto dalla musicista Gabriella Perugini.

Il laboratorio, gratuito e a numero chiuso, è pensato per coinvolgere bambini, mamme e papà in un percorso fatto di suoni, movimento ed emozioni. Attraverso attività musico-sensoriali, i piccoli partecipanti potranno sviluppare ascolto, creatività ed espressione corporea in un contesto accogliente e divertente.

Crescendo in Sol” rientra nel progetto Nati per Leggere, con il sostegno della Regione Piemonte, della Fondazione Compagnia di San Paolo e del Comune di Volpiano, ed è organizzato dal Sistema Bibliotecario dell’Area Metropolitana Torinese.

L’Assessora alla Cultura Barbara Sapino commenta: «Chi ha avuto la fortuna di vedere un bimbo piccolo emozionarsi ascoltando una melodia sa quanto la musica possa toccare corde profonde, anche nei cuori più giovani. “Crescendo in Sol” vuole essere momento di relazione, di scoperta e di magia condivisa tra bambini e genitori».

La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati. È necessaria la prenotazione contattando:
biblioteca@comune.volpiano.to.it – tel.011.9882344

Un’occasione unica per crescere insieme e scoprire la magia della musica fin dai primi anni di vita.

Torino scopre l’acqua calda: chi assiste un malato è solo

FRECCIATE

In Italia sono oltre sette milioni le persone che si prendono cura, gratis e senza contratto, di un familiare non autosufficiente. È il più grande esercito irregolare del Paese, senza paga, senza ferie, senza pensione: ma con tanta retorica addosso.

A Torino, i numeri non sorprendono: più di un cittadino su due (51%) conosce qualcuno che vive questa condizione. E quasi due torinesi su tre (61%) indicano nella solitudine la principale difficoltà. Davvero un lampo di genio sociologico: se lo Stato ti lascia solo, cos’altro puoi provare, se non solitudine?

Il dramma, però, non è nei dati, ma nella loro inutile ripetizione. Li snoccioliamo con aria grave, ci commuoviamo un momento, e poi passiamo al prossimo talk show. Tanto i caregiver continueranno a fare ciò che hanno sempre fatto: arrangiarsi. È la specialità nazionale, più antica della pizza e più radicata della burocrazia.

E mentre li celebriamo con le solite parole d’ordine – “resilienza”, “coraggio”, “dedizione” – resta una certezza: lo Stato applaude, purché non costino un euro.

Iago Antonelli

Cgil, 4 ore di sciopero per Gaza

Oggi, venerdì 19 settembre la Cgil ha indetto 4 ore di sciopero per la situazione a Gaza. Manifestazioni si terranno in tutte le province del Piemonte. A Torino è previsto un appuntamento alle 16 in piazza San Carlo.

Tra radici e futuro la nuova stagione 2025/2026 dell’Accademia Stefano Tempia

La stagione 2025/2026 dell’Accademia Stefano Tempia propone un viaggio musicale che intreccia radici e futuro, tradizione e innovazione, memoria e sperimentazione. Il 2025 si concluderà con le celebrazioni per i 150 anni dell’Accademia, la più antica associazione musicale del Piemonte, nonché la prima accademia corale nata in Italia, che culminano con la prima esecuzione in tempi moderni di opere di Stefano Tempia, custodite dal Fondo Tempia del Conservatorio di Torino. Il 2026 si concentra sulla vocazione più autentica dell’istituzione torinese: unire il patrimonio storico con le voci emergenti e le ricerche più contemporanee, dando spazio alle diverse sensibilità artistiche. Il percorso musicale alterna quindi repertori classici, composizioni contemporanee, giovani talenti e formazioni innovative, in un dialogo costante tra passato e presente.

Dai cori storici, come il francese Chœur Région Sud e il Coro della Società Corale Città di Cuneo, alle grandi opere sinfonico-corali del Requiem di Mozart e della grandiosa Fantasia Corale di Beethoven. Dalla musica cameristica a quella contemporanea, con le trascrizioni vocali di celebri brani pop tratti dai repertori dei Coldplay e degli ABBA. Fino ai progetti sperimentali, come l’incontro inconsueto tra il violoncello di Paolo Tedesco con l’Orchestra a Fiati Giuseppe Verdi della Città di Bra e il debutto torinese dell’Open Sax Quartet, in un programma dedicato alle colonne sonore.

“Questa Stagione – afferma Isabella Oderda, presidente dell’Accademia Corale Stefano Tempia – segna un passo importante per l’Accademia medesima. Allarghiamo i nostri orizzonti e intrecciamo nuove relazioni con il territorio e oltre i suoi confini, per portare la musica in spazi sempre diversi e raggiungere pubblici sempre più ampi. Crediamo che la musica sia un ponte che unisce, e vogliamo che la voce dell’Accademia risuoni non solo nei luoghi storici ma ovunque ci sia desiderio di condivisione, assecondando la nostra vocazione di promuovere la cultura corale come
esperienza viva e condivisa”.

“Abbiamo costruito una Stagione – spiega il direttore artistico e maestro del coro Luigi Cociglio – che è un vero viaggio tra radici e futuro. Ogni concerto è pensato come un incontro, un’occasione per scoprire che la musica, quando osa e dialoga, riesce sempre a toccare corde profonde
e inattese. Abbiamo scelto di affiancare capolavori immortali a progetti inediti e coraggiosi, convinti che sia proprio in questa alternanza che la musica rivela la sua forza: custodire la memoria, parlare al presente e aprirsi al futuro”.

Il concerto in programma, che inaugura la Stagione 2025/2026, “Rencontres”, è molto più di un evento musicale: è un simbolo di dialogo culturale e amicizia tra due tradizioni corali, quella francese e quella italiana, tra le più prestigiose d’Europa. L’incontro tra il Chœur Région Sud e il Coro dell’Accademia Stefano Tempia diventa occasione per riflettere sul valore sociale della musica come strumento di coesione e scambio, capace di superare ogni confine. Il programma offre uno sguardo affascinante su tre opere corali emblematiche, diverse per epoca e linguaggio, ma tutte profondamente legate allo spirito del loro tempo: Missa Pontificalis di Lorenzo Perosi, Gloria di Francis Poulenc, Gallia di Charles Gounod, presso il Conservatorio di Torino, sabato 11 ottobre.

“Armonie inattese” è un incontro fra mondi sonori lontani, eppure comunicanti, che abbatte le barriere tra generi e tradizioni, esplorando il potenziale espressivo del violoncello solista in dialogo inconsueto con un’orchestra di strumenti a fiato. Il cuore della serata è un manifesto dell’eclettismo musicale che rappresenta una sfida tecnica ed espressiva per il violoncellista Paolo Tedesco accompagnato dall’Orchestra a Fiati Giuseppe Verdi della Città di Bra: il *Concerto per violoncello e orchestra di fiati di Friedrich Gulda, pianista e compositore austriaco celebre per il suo spirito libero, capace di spaziare dal repertorio classico al jazz più irriverente. Accanto a Gulda, il programma propone le suggestioni orientali del Sherazade di Rimskij-Korsakov, un omaggio vivace alla danza popolare messicana Danzón n. 2 di Arturo Márquez e due capisaldi della musica americana del Novecento: un estratto dal West Side Story di Leonard Bernstein e Rapsodia in blu di Gershwin, simbolo musicale della modernità metropolitana, dove jazz e musica colta si fondono in un brillante affresco.

La musica diventa strumento di riflessione e inclusione nel concerto Melodie Intrecciate che ripercorre suoni, storie ed emozioni per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. il Coro femminile dell’Accademia Stefano Tempia, guidato dal Maestro Luigi Cociglio,con il contributo pianistico di Chiara Romanelli e la partecipazione del Coro di Voci Bianche Scuola Internazionale Europea “A. Spinelli” affronta un programma che attraversa stili e secoli: dalle raffinate armonie romantiche di Johannes Brahms e Gabriel Fauré, ai linguaggi contemporanei di Pau Casals, Bob Chilcott, Eric Whitacre, Ola Gjeilo e Karl Jenkins, fino alle trascrizioni vocali di celebri brani pop tratti dai repertori dei Coldplay e degli ABBA, con un momento speciale dedicato alla compositrice Mel Bonis, presso il Teatro Vittoria, lunedì 24 novembre.

Giovani Talenti in Concerto valorizza invece il talento emergente, testimoniando il legame tra formazione e professionalità artistica, elementi fondanti della missione culturale della Stefano Tempia. In collaborazione con l’Associazione De Sono, due giovani interpreti, Esther Zaglia e Alessandro Vaccarino, propongono tre sonate del repertorio cameristico novecentesco di Debussy, la Sonata in sol minore, di Respighi, la Sonata in si minore di Poulenc e la Sonata FP 119, presso il Teatro Vittoria, martedì 2 dicembre.

Il 2025 si concluderà giovedì 4 dicembre al Conservatorio di Torino con un ritorno alle origini “All’Ill.mo Sig. Tempia”, concerto dedicato al fondatore Stefano Tempia, con la prima esecuzione moderna di alcune sue composizioni sacre e sinfoniche, ritrovate e trascritte dal Fondo Tempia
del Conservatorio di Torino, quali la Sinfonia n. 1, il Magnificat e la “Messa Breve”. Partecipano il Coro dell’Accademia Stefano Tempia e l’Orchestra Melos Filarmonica. La trascrizione degli spartiti sarà, nel mese di novembre, al centro di un workshop con musicologi, storici ed esperti che ricostruiranno la figura e il ruolo di Stefano Tempia nel suo tempo e nel panorama musicale dell’epoca. La storia di Stefano Tempia, in forma romanzata, è infine il soggetto del libro “Il tempo di Stefano” di Antonella Manduca che sarà presentato in anteprima sabato 4 ottobre a Portici di Carta. Si tratta di omaggi che non guardano solo al passato, ma rilanciano la missione dell’Accademia nel segno della continuità e del futuro.

Mara Martellotta