ilTorinese

Anei, Zini Lamberti, Torino

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

L’associazione nazionale ex internati ( Anei ) compie 80 anni e tiene a Torino in questi giorni il suo congresso nazionale anche in ricordo del suo primo presidente , l’avvocato Gaetano Zini Lamberti, ufficiale del “Nizza Cavalleria” e dopo la guerra noto esponente liberale. Gli Internati, tra i prigionieri italiani nel corso della II guerra mondiale , furono quelli che, deportati dopo l’8 settembre 1943, si rifiutarono di collaborare con i tedeschi e poi con i fascisti della Rsi. Il loro numero fu di 600-700 mila. L’associazione venne fondata a Torino  il 29 aprile 1945. È  giusto che il suo ottantesimo congresso  si tenga a Torino dove è  nata.
Giovannino Guareschi fu internato in Germania e scrisse in “Diario clandestino” la più toccante delle testimonianze. Anche Alessandro Natta fu un deportato, ma solo dopo tanti decenni scrisse un libro di memorie sull’altra Resistenza, un libro che Togliatti gli proibì di scrivere.  I deportati, per quanto siano stati resistenti dal ‘43 al ‘45, non vennero riconosciuti tali se non con molto ritardo.  Il fatto di essere soldati fedeli al giuramento prestato al Re velò in qualche modo il loro sacrificio per la Patria ,la dignità e l’onore dell’Esercito italiano caduto in basso dopo l’8 settembre. La figlia di Zini Lamberti Maria Pia mi ha scritto tra l’altro : “Mio padre aveva vissuto il dramma della deportazione e conosciuto la privazione della libertà per essersi rifiutato di collaborare con  le SS e con la Repubblica sociale italiana e una volta tornato volle che questa pagina di storia fosse conosciuta e non venisse dimenticata” . Il congresso di Torino è anche un doveroso omaggio a Zini Lamberti che fu tra i  fondatori del Centro Pannunzio. Peccato seguirlo da lontano, ma con animo presente, come diceva Spadolini.

“ADAPTATION”: la reazione del mondo al cambiamento climatico

THE PASSWORD  Torino oltre gli asterischi

Per la rubrica The Password: Torino oltre gli asterischi”, in collaborazione con Il Torinese, la redattrice Arianna di Pascale parla di ADAPTATION, un progetto di web-giornalismo costruttivoche racconta le soluzioni di adattamento impiegate dai Paesi europei di fronte al riscaldamento globale.

Quante volte, leggendo dellavanzamento inesorabile del cambiamento climatico, ci siamo trovati davanti a una narrazione catastrofista della situazione? Quante volte ci siamo sentiti impotenti, minuscoli davanti a un avvenimento così immenso? Al giornalista Marco Merola è successo tante, troppe volte. Per questo motivo ha deciso di focalizzare il suo lavoro sul constructive journalism, una forma di giornalismo che si concentra sul positivo che può nascere dal negativo e sulla ricerca di soluzioni: la sfida è proprio dare una prospettiva costruttiva a una narrazione spesso distruttiva. 

Talvolta si pensa alladattamento al cambiamento climatico come a una forma di rassegnazione, allinattività di fronte al problema, ma non è così. L’adattamento è l’altra faccia della medaglia della mitigazione, ed è altrettanto necessario.

Da questa idea nasce ADAPTATION, un documentario interattivo che nasce per raccontare le strategie di adattamento delluomo al cambiamento climatico. Il progetto nasce da unidea di Marco Merola, giornalista che da oltre 20 anni firma reportage per magazine italiani ed esteri su temi legati a scienza, ambiente e tecnologia. Insieme ad altri colleghi ha girato il mondo per documentare le strategie di sopravvivenza e adattamento al cambiamento climatico. Questo formato in continuo rinnovamento permette di prendere un grande tema e di raccontarlo a tappe, attraverso tante storie connesse tra loro ma valide anche singolarmente, narrate con forme comunicative nuove e diversificate.

Per molto tempo la narrazione scientifica ha evitato di parlare di cambiamento climatico, poiché sintomo di una “sconfitta” da parte delluomo. Ci sono voluti almeno 20 anni per accettare lidea di “adattamento”: se ne era parlato già nel corso del protocollo di Kyoto 1997, ma tutt’oggi le posizioni mediatiche e politiche sono ben lontane da una narrazione di questo tipo. Adattarsi, però, è sempre stata la chiave della vita: parafrasando Charles Darwin, chi non evolve muore. E se guardiamo alloggi, i cambiamenti climatici altro non sono che una versione accelerata delle sfide naturali del nostro pianeta: daltronde luomo non è fatto per rassegnarsi, o non saremmo qui oggi.

Sulla pagina web del progetto si legge: “Adattarsi al cambiamento non vuol dire rassegnarvisi, tuttaltro. Significa piuttosto operare per ridurre gli effetti negativi sullambiente e, perché no, costruire modelli di vita differenti dal passato“. Ladattamento non è un’alternativa alla mitigazione, ma la integra, rendendone accettabili tempi e costi. La Banca Mondiale,  in uno studio del 2009, ha stimato che i costi per gli interventi di adattamento ai cambiamenti climatici ammonterebbero a una cifra tra i 70 e i 100 miliardi di dollari allanno fino al 2050a patto che venga rispettato lobiettivo di contenere laumento delle temperature a un massimo di 2°

ADAPTATION propone un viaggio dispirazione alla ricerca di buone pratiche di adattamento. Per il momento, il progetto racconta di due Paesi europei per cui la sfida climatica è particolarmente stringente: l’Olanda e lItaliadi cui per ora sono riportate cinque regioni, tra cui figura anche il Piemonte, grazie al supporto del Politecnico di Torino. Per questa regione, la fotografia climatica risulta abbastanza inclemente: dagli anni Sessanta a oggi le temperature massime giornaliere sono già aumentate di 2°C, mentre quelle minime di 1,5°C. Le precipitazioni non sono affatto regolari, con brevi periodi di piogge violente e periodi di secca sempre più lunghi, rendendo il Piemonte la regione con i territori più aridi della penisola (dati dellOsservatorio ANBI 2024). Gli effetti immediati sono la modificazione della portata dei fiumi, che causa anche inondazioni sempre più frequenti: ricordiamo ad esempio la disastrosa alluvione che nel 1994 ha colpito la città di Alessandria.

Le strategie sono molte e creative: alcuni agricoltori siciliani hanno dato vita ai cosiddetti vigneti eroici, in cui usano dei trenini che si arrampicano sulla roccia per curare i vigneti tutto lanno. C’è anche chi pensa a cosa mangeremo domani: nellisola di Texel, in Olanda, Marc van Rijsselberghe ha creato la prima salt farm del mondo, in cui coltiva semi antichi che riescono a crescere bene con lacqua salata. 

Per concludere, riportiamo alcune parole di Marco Merola, pronunciate durante ledizione 2019 di TEDxNapoli: “Adattamento evoca lungimiranza, adattamento siamo ognuno di noi. Siamo costretti ad adattarci, ma perché è nella nostra natura farlo: noi non combattiamo il cambiamento climatico, tentiamo di abbracciarlo”.

Arianna di Pascale

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A Saluzzo “C’è fermento”

 

Nella capitale dell’antico Marchesato, si festeggiano per quattro giorni i 15 anni del “Salone delle birre artigianali”

Da giovedì 19 a domenica 22 giugno

Saluzzo (Cuneo)

A tutta birra! A Saluzzo, ultimi preparativi e molta attesa per “C’è fermento”, il “Salone delle birre artigianali” che quest’anno spegne quindici candeline e che andrà in scena per tutto il fine settimana, da giovedì 19 a domenica 22 giugno prossimi, presso il Cortile principale de “Il Quartiere”, al civico 1 di piazza Montebello. In collaborazione con la “Città di Saluzzo” e la “Condotta Slow Food del Marchesato di Saluzzo”, l’organizzazione è, come sempre, della “Fondazione Amleto Bertoni”, che per quest’edizione, oltre a 20 birrifici artigianali e a 11 “food truck”, ha scelto di dare ampio spazio alla “musica” conquattro concerti delle band di “saletta live”che, da inizio anno, usufruiscono della “sala prova” messa a disposizione dalla stessa “Fondazione” e dal Comune.

I concerti si terranno ogni giorno a partire dalle 18,30 presso il “Cortile d’Onore”, e, con a seguire, dj set. Per festeggiare i 15 anni del Festival, domenica 22 giugno, ci sarà inoltre la“serata revival” con una bella sorpresa dedicata a chi, negli anni, ha partecipato al Salone. Ampio spazio sarà dato anche a “proposte ludiche” con l’accesso gratuito ai “calciobalilla” e, venerdì 20 giugno, con i “giochi da tavolo” dell’Associazione morettese “Dimensione Arcana”.

“I grandi protagonisti del Salone – afferma Carlo Allemano, presidente della ‘Fondazione Amleto Bertoni’ – saranno come sempre i birrifici artigianali, con il contributo delle proposte del cibo di strada di qualità. Ma non c’è festa senza musica. Per questo saliranno sul palco i giovani che, nei mesi scorsi, hanno provato nella saletta de ‘Il Quartiere’. Riconfermata inoltre la presenza della ‘Birroteca’ e della birra ‘Terres CF 25’, prodotta dal birrificio agricolo ‘Kauss’, nonché l’impegno alla sostenibilità con ‘eVISO’ e ‘C.S.E.A.’ di Saluzzo per azzerare, edizione dopo edizione, l’impatto climatico del Salone, sempre più una grande festa anche perché questa edizione rappresenta un compleanno importante: quindici anni che vogliamo celebrare con tutti coloro che ci hanno seguito e supportato nel tempo”.

In programma, per quanto riguarda gli eventi musicali: giovedì 19 giugno, l’esibizione del duo cantautorale “Devalle” e la voce e chitarra del “Dama Duet”, con grandi classici del rock; venerdì 20 giugno, si alterneranno la theatrical post-punk stoner metal ironic band “The Schwabs” ed il collettivo musicale “#Hahs21#” che mescola musica elettronica con elementi di funk e jazz sperimentale. Sabato 21 giugno, “Denim & Ties”, giovane cover band che propone rock moderno e contemporaneo, si intervallerà con il quartetto “33cl Band” dal repertorio hard rock e rock anni ’70 e ’80. Domenica 22 giugno, infine, il power trio cuneese “Electric Confidence”presenterà i propri inediti ispirati all’“alternative” e “hard rock”, “punk” e “blues”, e la cantautrice “Erica ed altri musicanti” concluderà con sonorità etniche, particolarmente ricercate.

Tutti i concerti saranno ad ingresso libero ed inizieranno alle 18,30. A seguire, giovedì, venerdì e sabato “dj set” fino a chiusura.

g.m.

Nelle foto: immagini di repertorio

 

Furgone incastrato sotto camion, muore ragazzo di 19 anni

Questa mattina in un grave incidente è morto un giovane 19enne sulla strada provinciale 5 a Roccaforte Mondovì. Si sono scontrati un furgone e un camion, il primo veicolo  è rimasto incastrato sotto il camion. Sul posto  i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine e il personale sanitario del 118. Per la giovane vittima non c’è stato nulla da fare.

La ricerca in sanità nell’AO Ordine Mauriziano

Tra innovazione diagnostica e coinvolgimento attivo dei cittadini

All’AO Ordine Mauriziano di Torino la ricerca si muove lungo direttrici nuove, capaci di coniugare tecnologie avanzate e centralità della persona. In quest’ottica, l’innovazione non riguarda solo gli strumenti, ma anche i linguaggi, i percorsi e le relazioni che legano la ricerca alla cura.

Ne è un esempio il progetto di scienza partecipata con pazienti affetti da neoplasie mieloproliferative croniche, basato sulla lettura ad alta voce condivisa come strumento di supporto psicosociale e cognitivo. Promosso all’interno dell’ospedale, il progetto coinvolge i pazienti in sessioni condotte da volontari delle Biblioteche civiche torinesi, in collaborazione con ricercatori universitari di Psicologia e Infermieristica. Un’iniziativa innovativa non solo per i suoi effetti potenziali sul benessere – riduzione dello stress, miglioramento della memoria e del senso di comunità – ma anche perché fondata sulla co-progettazione: i pazienti partecipano attivamente alla modellazione della seconda edizione dell’intervento, rendendosi parte integrante della ricerca. Un esempio virtuoso di citizen science in ambito oncoematologico, che unisce cultura, assistenza e formazione.

La tecnologia entra invece in gioco nello studio multicentrico che ha valutato l’impiego dell’intelligenza artificiale nella diagnosi delle masse annessiali. L’algoritmo OvAi X, basato su modelli di machine learning con la finalità di supporto all’ecografia ginecologica, raggiunge un’accuratezza diagnostica del 94,8%. Un risultato che apre la strada all’utilizzo dell’IA per migliorare l’appropriatezza diagnostica e ottimizzare i percorsi clinici, riducendo tempi, incertezze e costi.

Infine, nell’ambito della medicina di precisione, uno studio presentato al 26° Congresso ESGO (Società Europea di Oncologia Ginecologica), che si è tenuto a febbraio a Roma, ha analizzato la stabilità del sistema MMR (Mismatch Repair) nel carcinoma endometriale, tra diagnosi e recidiva. La ricerca, condotta nell’ambito della rete dei gruppi di ricerca italiani che si occupano di Ginecologia oncologica MITO-MaNGO (acronimi rispettivamente di Multicenter Italian Trial on Ovarian cancer e di Mario Negri Gynecologic Oncology group), ha evidenziato l’impatto dei fattori pre-analitici sui risultati dei test e la necessità di protocolli standardizzati, per garantire l’affidabilità delle analisi molecolari su cui si basano molte decisioni terapeutiche, in particolare l’accesso all’immunoterapia.

In tutti questi ambiti – dal coinvolgimento attivo dei pazienti alla diagnosi avanzata – l’AO Ordine Mauriziano conferma una visione della ricerca sanitaria come strumento di innovazione responsabile, capace di integrare tecnologia, umanizzazione e rigore scientifico.

CURARSI CON LA RICERCA IN PIEMONTE

La rubrica della Regione Piemonte, in collaborazione con il DAIRI Regionale (DAIRI-R), che racconta la ricerca all’interno delle singole Aziende Sanitarie Regionali. Dopo aver narrato l’importanza di fare ricerca e di avere Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sul territorio al fine di migliorare sempre di più le cure e i servizi offerti, nonché il ruolo del DAIRI – R nella governance della ricerca sanitaria del Piemonte, ogni settimana verrà approfondita un’esperienza diversa, per valorizzare il lavoro svolto nelle diverse ASR e le buone pratiche che contribuiscono a costruire un sistema sanitario innovativo e fondato sull’evidenza scientifica.

cs

Maturità al via per oltre 33mila studenti in Piemonte

Sono 33.284 gli studenti piemontesi  che saranno esaminati da 898 commissioni in occasione della Maturità. Sul totale dei candidati all’esame di Stato 32.548 sono interni e 736 esterni, mentre 31.968 frequentano la scuola statale e 1.316 la scuola paritaria. Invece 16.760 sono studenti dei licei, 10.852 degli istituti tecnici e 5.672 degli istituti professionali. Rispetto alla maturità  del 2024, in Piemonte il numero dei candidati è aumentato dello 0,1% . Nel territorio  registrano un aumento  le istituzioni scolastiche delle province di Asti (+1,6%), Biella (+8,1%), Cuneo (+0,3%), Novara (+4,3%), Verbano Cusio Ossola (+6,2%) e Vercelli (+2,0%)

Aperte le candidature per i Comuni Plastic Free 2026

Le domande possono essere presentate dai comuni fino al 30 novembre 2025

Sono ufficialmente aperte le candidature per ottenere il riconoscimento di Comune Plastic Free 2026, l’iniziativa nazionale promossa da Plastic Free Onlus, che premia l’impegno delle amministrazioni locali nella lotta all’inquinamento da plastica e nella tutela dell’ambiente. Città, paesi, borghi italiani potranno inviare la domanda entro il 30 novembre 2025 attraverso la piattaforma digitale dedicata, che quest’anno si presenta come un’interfaccia migliorata con una scheda di valutazione aggiornata con criteri ancora più sfidanti.

“Anno dopo anno il riconoscimento si evolve per rispondere alle crescenti esigenze ambientali – dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus, l’associazione impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento legato all’abuso di plastica e, con l’edizione 2026 vogliamo valorizzare ancor di più le amministrazioni  che dimostrano un impegno concreto e duraturo per la salvaguardia del proprio territorio. I nuovi criteri sono pensati per stimolare i Comuni a fare un passo in più verso la sostenibilità e la responsabilità ambientale”.

La candidatura è gratuita e aperta a tutti i 7896 Comuni italiani.  Una volta completata la procedura online, l’amministrazione riceverà un pre-esito immediato con il punteggio ottenuto, così da poter intervenire rapidamente per migliorare le proprie performance ambientali prima della scadenza definitiva.

“Semplificare la candidatura e offrire un feedback immediato – aggiunge De Gaetano – aiuta le amministrazioni a crescere e attivarsi con maggiore consapevolezza. Il nostro obiettivo non è solo premiare, ma accompagnare i Comuni in un percorso di miglioramento continuo a beneficio dell’intera comunità”.

Anche per il 2026 verranno assegnati quattro livelli di riconoscimento in base al grado di virtuosità ambientale raggiunto 1, 2, 3 tartarughe più la lode speciale ‘3 tartarughe gold’, destinata alle eccellenze assolute.

Una volta chiuse candidature, il Comitato di valutazione di Plastic Free verificherà i dati dichiarati e validerà i risultati. Saranno effettuati anche controlli sul territorio per accertare la veridicità delle informazioni fornite dai Comuni candidati.

L’ufficializzazione dei Comuni Plastic Free 2026 è prevista per il prossimo gennaio, mentre la premiazione nazionale avverrà a febbraio.

“Ricevere le tartarughe significa assumersi un impegno pubblico verso i cittadini e l’ambiente- conclude il presidente di Plastic Free. È un riconoscimento che parla di futuro, di  visione, di responsabilità.  Ogni Comune che partecipa compie una scelta coraggiosa e necessaria per costruire un’Italia più sostenibile “.

Mara Martellotta

Ospedale Settimo, ok ai 15 milioni per l’acquisizione

Ulteriore passo avanti nel percorso di rientro dell’ospedale di Settimo Torinese all’interno del servizio sanitario regionale. La giunta regionale ha infatti dato il via libera ai 15 milioni di euro necessari per acquisire l’Ospedale di Settimo Torinese, che diventa così a tutti gli effetti un ospedale pubblico.

«Con l’acquisizione dell’ospedale di Settimo abbiamo centrato tre obiettivi: intanto abbiamo salvato dal rischio chiusura un presidio sanitario indispensabile per questo territorio, poi abbiamo messo un segno più alla sanità pubblica piemontese e infine abbiamo posto le base per potenziare ulteriormente il servizio con la garanzia degli attuali posti letto e la possibilità di aggiungerne altri. Sappiamo che i problemi della nostra sanità sono tanti, ma quello di Settimo rappresenta un percorso virtuoso – che abbiamo condiviso con l’amministrazione di Settimo, con l’Asl e con le rappresentanze sindacali – di impegno a favore della sanità pubblica, a servizio di una comunità e di un territorio e a tutela dei lavoratori» dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi.

«Un ulteriore passo per l’obiettivo, da noi sempre sostenuto, di arrivare alla gestione totalmente pubblica dell’ospedale di Settimo. Credo che la scelta del presidente Cirio e dell’assessore Riboldi sia positiva e confermi un impegno pubblico a beneficio della cittadinanza. Restano da affrontare alcuni nodi fondamentali, su tutti quelli a tutela del personale che lavora nell’ospedale. Proprio per la tutela del personale che da anni affronta situazioni di precarietà, occorre affrontare con tempi molto stretti i prossimi passaggi del percorso liquidatorio di Saapa» sottolinea il sindaco di Settimo Elena Piastra.

L’acquisizione – avvenuta anche sulla base delle risultanze del documento “Analisi, riprogettazione strategica e valorizzazione economica dell’ospedale civico di Settimo Torinese” predisposto dall’Università commerciale Luigi Bocconi di Milano su mandato della Direzione regionale Sanità – risponde a una precisa scelta politica dell’amministrazione regionale che ha voluto interrompere la sperimentazione pubblico-privata avviata nel (autorizzata dalla norma oggetto di proposta referendaria e abolita la scorsa settimana dal Consiglio regionale) per ricondurre il presidio all’interno del sistema pubblica e garantire il prosieguo di cure e assistenza anche a livello territoriale.

Al fine di garantire lo sviluppo ed il consolidamento delle attività dell’Ospedale di Settimo, infatti, la delibera approvata dalla giunta dispone il sostanziale mantenimento degli attuali posti letto ospedalieri (lungodegenza e riabilitazione) e di quelli territoriali (CAVS), incrementabili con ulteriori 35 posti letto per l’ospedale di comunità, in coerenza con la programmazione regionale.

Prosegue intanto da parte dell’Asl TO4 il percorso di internalizzazione dell’attività della Saapa, la Società assistenza acuzie e post acuzie, che è attualmente in liquidazione e che gestisce i servizi dell’ospedale.

Sport e inclusione con Special Olympics

Ieri a Roma, presso l’impianto sportivo Acqua Acetosa del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, si è svolto un pomeriggio all’insegna dello sport unificato e dell’inclusione sociale, con un evento speciale dedicato al canottaggio. L’iniziativa, organizzata da Special Olympics Italia, ha visto la partecipazione di atleti con e senza disabilità intellettive, uniti in un obiettivo comune: infondere la consapevolezza che lo sport è uno strumento fondamentale e immediato per creare ponti e legami tra persone diverse.

Il team Special Olympics RCC Tevere Remo, presente in Italia da circa 20 anni, nasce dall’impegno appassionato del Coordinatore Tecnico Nazionale di disciplina e coordinatore FIC per l’attività di Special Olympics, Paolo Ramoni. Attualmente, il team conta circa 70 atleti che, con gioia e determinazione, si allenano con costanza per migliorarsi e vivere appieno l’esperienza sportiva con il supporto del coach Livia Ravoni.

Per il Reale Circolo Canottieri, il gruppo di Special Olympics è un fiore all’occhiello – ha dichiarato Daniele Masala, Presidente del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo –  perché credo fermamente nella Carta Olimpica, in cui si afferma che lo sport non permette discriminazioni di nessun tipo. È dal 1894, anno in cui De Coubertin ha stabilito le regole mondiali del rispetto della persona e dello sport”.

La collaborazione tra Special Olympics Italia e la Federazione Italiana Canottaggio ha permesso di regolarizzare la partecipazione degli atleti con disabilità intellettive agli allenamenti e alle competizioni, non solo organizzate da Special Olympics, ma anche dalla FIC. Il Team RCC Tevere Remo è stato il primo a praticare il canottaggio in questa cornice, e grazie alla Convenzione con la FIC, altri circoli storici in tutta Italia hanno aperto le loro porte al canottaggio unificato,  agli atleti con e senza disabilità intellettive in barche da due e da quattro e al contempo alla promozione dell’autonomia in barche singole. Oggi, una numerosa rappresentanza di questi atleti sono stati i primi testimoni di come lo sport possa diventare un potente strumento di coinvolgimento e crescita personale.

Con loro: Alessandra Locatelli, Ministro per le Disabilità, che in diverse occasioni si è mostrata puntualmente un’energica sostenitrice del Movimento Special Olympics.

“È stata un’esperienza straordinaria – ha dichiarato la Locatelli – penso che lo sport unificato abbia la potenza per mettere insieme diverse capacità. Ci si può aiutare a vicenda, supportare. Ho visto la possibilità di integrare l’incoraggiamento con il ritmo,. Mi sono sentita anche io, che ero alla mia prima esperienza in barca, supportata e incoraggiata in un’atmosfera gioiosa nel condividere questo momento bellissimo”.

Per la prima volta, il Ministro Locatelli ha voluto cimentarsi in una prova sportiva, remando insieme agli atleti e condividendo con entusiasmo questa esperienza di inclusione. La sua partecipazione attiva ha rappresentato un gesto simbolico di vicinanza e impegno sottolineando il valore dello sport unificato che, in questo caso, ha unito persone diverse “sulla stessa barca” dando loro l’opportunità di condividere un’emozione e un obiettivo comuni.

La giornata è stata particolarmente significativa anche grazie alla presenza e al coinvolgimento di due esponenti di spicco di Special Olympics International in visita a Roma: Shawn Ferguson, Chief Global Government Relations Officer, e David Evangelista, President and Managing Director di Special Olympics Europe Eurasia.

È stato un qualcosa di fantastico – ha detto Shawn Ferguson – imparare direttamente sul campo insieme agli atleti cosa significa vivere Special Olympics. Non avevo mai vissuto qualcosa di simile prima d’ora. Mi hanno dato tutti il benvenuto, come succede sempre in Special Olympics. Puoi fare bene o meno bene, io non sono andato troppo bene (ride, ndr), ma è stato fantastico, molto divertente. Penso che lo sport vissuto in questa maniera sia straordinario e sono sicuro che avrebbe un grande impatto e un grande successo nel mondo. Naturalmente, Special Olympics Italia si è dimostrata esperta in questo, nel mostrare coi suoi straordinari atleti, partner e coach il potere dello sport e dell’inclusività

Special Olympics Italia è uno dei programmi più forti non solo in Europa ma in tutto il mondo– ha aggiunto David Evangelista – si è visto a Torino, mesi fa, in occasione dei Giochi Mondiali Invernali. Lo sviluppo del canottaggio è molto importante perchè quanto più sport riusciamo ad offrire agli atleti e tante più opportunità avranno per allenarsi, gareggiare e meglio sarà.  Special Olympics Europe Eurasia e Special Olympics International svilupperanno il canottaggio. Ringrazio Special Olympics Italia  e la Ministra Locatelli per aver organizzato questo evento nel Tevere, un fiume emblematico

L’evento si è inserito a pieno titolo in un più ampio percorso di sensibilizzazione e di promozione dei valori di rispetto, amicizia e inclusione che travalicano i confini di ogni genere e che caratterizzano il Movimento di Special Olympics, in Italia e nel mondo. Ma non solo, forte della presenza di Shawn Ferguson e David Evangelista, oggi Special Olympics Italia ha scelto di promuovere questa disciplina, con l’ambizioso obiettivo di accendere una scintilla per far sì che il canottaggio, già presente ai Giochi Nazionali, possa essere promosso a livello internazionale. L’intento è che questo sport venga praticato in diversi paesi e, un giorno, possa entrare a far parte delle discipline ufficiali dei Giochi Mondiali Estivi di Special Olympics.

Ringraziamo tutti i partecipanti, in particolare gli atleti che remano sempre con il vento a favore dell’inclusione, gli ospiti, le istituzioni e tutti i partecipanti per avere reso questa giornata memorabile.