Nella notte tra sabato 12 e domenica 13 luglio, un incendio è scoppiato all’interno di una baracca nel campo rom di via Guerra, ad Asti. Le fiamme hanno sorpreso nel sonno tre persone — un padre e i suoi due figli adulti — che, nel tentativo di mettersi in salvo, hanno riportato ustioni. I feriti sono stati accompagnati in auto al pronto soccorso dell’ospedale Cardinal Massaia da altri residenti del campo. Dopo le prime cure, è previsto il trasferimento dei tre al Centro Grandi Ustionati del CTO di Torino . La baracca andata distrutta era una delle ultime ancora presenti nel campo, la cui chiusura definitiva è prevista nelle prossime settimane. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Asti. Le indagini per accertare le cause del rogo sono affidate alla polizia: secondo le prime ipotesi, l’incendio potrebbe essere stato causato dallo scoppio di una bombola di gas.
Il miraggio del “campo largo”: Conte non cede. PD senza direzione
“Forse è arrivato il momento di dire con chiarezza e trasparenza che il Centro cattolico popolare
sotto la ‘tenda’ di Bettini e compagni equivale al nulla. Semplicemente non esiste. Stupisce, al
riguardo, che i vari federatori che si sono auto candidati – e sempre senza alcuna legittimazione
democratica – ad interpreti esclusivi dell’area e del mondo cattolico popolare e sociale, si
riducono ad essere semplici e bagnali spettatori di un gioco condotto da altri.
Per queste ragioni, semplici ma oggettive, oggi il cattolicesimo popolare e sociale centrista non è
rappresentato affatto da questi presunti e del tutto virtuali federatori.
La stagione dei ‘cattolici indipendenti di sinistra eletti nelle liste del Pci’ appartiene
definitivamente al passato. Chi lo ripropone vada direttamente nel partito della Schlein, di
Fratoianni/Bonelli o di Conte”.
On. Giorgio Merlo
Presidente nazionale ‘Scelta Cristiano Popolare’
Sauze d’Oulx, le serate del Cai

Martedì 15 luglio si conclude la ventesima edizione di Interplay Festival con un doppio appuntamento nei nuovissimi spazi del Living Lab, palcoscenico e centro per residenze artistiche realizzato da Mosaico Danza nello spazio collinare di Strada della Viola grazie al bando PNRR TOCC per la transizione ecologica, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito di Next Generation EU. Un luogo pensato per coniugare innovazione, sostenibilità e sperimentazione artistica, che ospita per la prima volta due spettacoli accomunati da una riflessione sulla trasformazione e sulla relazione profonda tra corpo, paesaggio e appartenenza.
Alle ore 19.00 va in scena la prima regionale di Cosmorama di Nicola Galli, uno dei più originali coreografi della scena italiana contemporanea. Artista multidisciplinare, Galli firma una creazione immersiva che trasforma lo spazio in paesaggio e il movimento in lente d’ingrandimento sulla natura, in un percorso itinerante e meditativo. I danzatori, attraverso una coreografia mimetica e silenziosa, conducono il pubblico in un viaggio fisico ed emotivo tra prossimità e distanza, tra gesto e orizzonte, in una cerimonia che celebra l’effimero e l’armonia con il mondo circostante.

Alle ore 19.00, in prima nazionale, è il turno di Roots Unseen del Collettivo Kyklos, formato da Chiara Cardona, Francesca Massaioli e Ornella Trespidi, con la produzione esecutiva di Zerogrammi. Un lavoro che nasce dall’urgenza di esplorare il senso di appartenenza come istinto primordiale e bisogno relazionale, intrecciando paesaggi fisici, emotivi e sociali. Il movimento – sospeso tra improvvisazione e struttura – è strumento per indagare il legame profondo tra corpo e territorio, tra individuo e comunità. La performance è anche frutto del percorso artistico e sociale di Francesca Massaioli, danzatrice e progettista culturale impegnata, oltre che nella organizzazione di Interplay Festival, nella trasformazione attraverso l’arte in contesti di comunità.

Con questo doppio appuntamento, Interplay conferma la sua vocazione di laboratorio di ricerca e avamposto della danza contemporanea, chiudendo il suo ventesimo anno con uno sguardo rivolto al futuro: sostenibile, condiviso, radicalmente aperto.

SABATO 19 Luglio Seconda serata sul Barolo di Serralunga

L’isola del libro
RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA
Carla Madeira “Preludio” -Fazi Editore- euro 18,50
Il secondo romanzo della scrittrice brasiliana (nata a Belo Horizonte nel 1964) riprende i temi a lei più cari e mette a fuoco: gli abissi dell’animo umano, i sentimenti che possono diventare tenebra, la violenza fisica, psicologica e sessuale. Al centro della trama, il più ancestrale dei miti, che sconvolge una complicata famiglia disfunzionale.
Il preludio del titolo è l’annuncio della tragedia che seguirà. Vedina è una giovane madre tormentata e sta per compiere qualcosa di inaudito.
Ferma la macchina, costringe il figlio di 5 anni, Augusto, a scendere; poi, sgomma e riparte, abbandonandolo sul marciapiede. Fa poca strada e subito si pente dell’orribile gesto; torna indietro, ma del piccolo non c’è più traccia.
L’azione impulsiva è la disperata vendetta verso il marito Abel per tutta la sofferenza e la violenza che le infligge; per l’amore che le nega e che riversa, invece, esclusivamente sul piccolo Augusto.
Ma per capire meglio occorre partire dalle origini dell’inquietante Abel e dai suoi genitori.
Sono Antunes e Custódia. Lui ha una ferramenta, è alcolizzato (con un esempio familiare di alcolista fuori dagli schemi) e vuole una donna da amare.
Lei sogna di allontanarsi dalla famiglia bigotta che le va stretta, ma ne ha comunque assorbito i dictat.
E’ una fervente cattolica disgustata dal sesso. Mal sopporta questa pratica e la vive come un sacrificio obbligato, giusto-solo ai fini della procreazione.
Non esattamente un connubio perfetto!
Tanto più che appena Custódia partorisce due gemelli, estromette Antunes dal talamo nuziale, impone camere separate e bandisce per sempre i rapporti intimi, instaurando una dittatura “non negoziabile” di assoluta astinenza.
La vendetta di Antunes colpisce duro laddove fa più male, ovvero la religiosità della moglie.
All’anagrafe decide di registrare i pargoli con i nomi dei figli di Adamo ed Eva; nientemeno che Caino e Abele, protagonisti del primo fratricidio il cui sangue ha segnato la storia dell’umanità.
E’ così che si scatena una tempesta di odio e rancore destinata a logorare le vite di tutta la famiglia. Custodia non perdonerà mai più il marito e vivrà logorata dall’ossessione di tenere sempre uniti i gemelli. Li chiama Abel e Abelzinho, e cerca di elidere ogni differenza tra loro, per scongiurare il possibile ripetersi della tragedia.
Ma con l’ingresso nelle aule scolastiche si spezza la simbiosi con cui Custodia aveva cercato di proteggere i gemelli dai loro nomi maledetti, che ora vengono svelati.
Ed è così che inevitabilmente emergono lampanti le loro colossali differenze. Anzi, è più che evidente che Caim e Abel, seppure somaticamente identici, sono caratterialmente agli antipodi.
Caim primeggia in tutto: dallo studio allo sport, è popolare tra gli amici e ambita preda delle ragazze. Insomma, un vincente nato.
Di tutt’altra pasta è plasmato Abel: introverso, imperscrutabile, apatico, indifferente alla sequela di insuccessi scolastici e al vuoto di amicizie in cui si adagia. Per tutti è solo il fratello difettoso di Caim.
C’è una sola persona che gli accende l’anima, la compagna di scuola Veneza, per la quale gli divampa dentro -silenziosa e sconvolgente- una passione morbosa.
Peccato che la giovane, invece, si innamori perdutamente di Caim, al quale si legherà per la vita.
Abel vive il matrimonio del gemello, con la donna dei suoi sogni erotici, come un tormento perpetuo che gli segna l’esistenza.
Quando poi lui ripiega, sposando la migliore amica di Veneza, Vedina, su di lei sfoga tutta la sua violenza, insieme alla rabbia e al profondo malessere di vivere.
Fino a sviluppi inaspettati da non svelare anticipatamente.
Marina Pierri “Gotico Salentino” -Einaudi- euro 17,50
E’ il primo romanzo di Marina Pierri -giornalista, saggista, esperta di narratologia, direttrice artistica del Festival delle Serie Tv di Milano- che in queste circa 200 pagine intreccia più tematiche.
Un palazzo infestato, atmosfere gotiche e fantasmi, il Salento, un mistero, la cura e l’amore per i genitori anziani, il patriarcato, il femminismo, indagini coadiuvate da aiutanti molto particolati.
Protagonista è Filomena, vive in quel di Milano; ex giornalista in via di trasformazione in scrittrice.
Cambio di programma doloroso quando il padre muore, lei si ritrova in bolletta e con un’eredità che pesa come un macigno: la Dimora Quarta.
E’ un enorme villa, nella Palude del Salento, che appartiene alla famiglia da generazioni.
Filomena lascia Milano alla volta della Puglia, con il progetto di trasformare l’avita magione in un Bed and Breakfast di alta gamma a pochi chilometri dal Mar Ionio.
Pensa in grande: ristrutturare la casa, renderla più funzionale, dotarla di almeno 10 camere da letto.
Ma c’è un problema e non è di quelli da poco. La dimora ha un aspetto parecchio inquietante; è infestata da un fantasma che Filomena stessa aveva visto quando aveva 6 anni e viveva tra quelle mura.
Era la “Malumbra” lo spettro rabbioso di un’oscura monaca; e l’averla incontrata aveva segnato la protagonista.
Anche perché da allora gli abitanti della zona la chiamavano “la striacaite li muerti”, ovvero “la bambina che vede i morti”.
Da allora: i suoi coetanei la evitavano, era emarginata, sempre sola, mentre gli adulti le chiedevano di comunicare con i loro cari trapassati.
Inoltre c’è un mistero che ha avvelenato la famiglia per anni ed ora Filomena cerca di risolverlo con l’aiuto di 2 pseudo detective davvero speciali che arrivano direttamente dalla letteratura gotica…..
Oliver Pötzsch “Il becchino e la ragazza” -SEM- euro 22,00
Per chi ancora non conoscesse questo autore, Pötzsch è un affermato scrittore tedesco che ha raggiunto il successo con la saga “La figlia del boia”.
Pötzsch stesso discende da una celebre famiglia di boia di Schongau in Baviera e la saga è ispirata alla storia dei suoi antenati.
Ora veniamo al romanzo.
Fine del XIX sec. Vienna -città intrisa di pregiudizi e criminalità- lì vive e lavora Augustin Rothmayer: becchino e studioso, che si ritrova ad aiutare l’ispettore Leo von Herzfeldt e la fotografa del crimine, Julia Wolf, impegnati in indagini complesse.
Il cardiopalma è assicurato fin dall’inizio, con pagine inquietanti, specialmente per chi soffre di tafofobia.
E’ la paura di essere sepolti vivi, non esattamente un’esperienza desiderabile; come potrebbe confermare il Professor Strössner.
L’egittologo viennese di fama mondiale che finisce quasi sepolto vivo in fondo a un pozzo in cui ha appena fatto una scoperta eccezionale; una camera funeraria di cui non si sapeva nulla, contenente un unico sarcofago.
Il libro è un thriller storico che corre su due strade.
Una ha tratti gotici, tendenze al trascendente e vi compaiono: mummie, elisir di lunga vita, esperimenti scientifici, studi sulla vita oltre la morte, cimiteri, tentativi di trafugamenti e vilipendio di cadaveri, impalatori seriali, valzer neri, e via così…
L’altra via, invece, segue le tecniche investigative dell’epoca: le novità per rilevare le impronte digitali, l’uso della macchina fotografica sulla scena del crimine.
Tra i personaggi di spicco: l’ispettore von Herzfeldt, è un ebreo non sempre ben visto dai colleghi.
Il becchino Rothmayer: è anche uno studioso e una figura oscura. Esperto nella preparazione dei cadaveri, delle fasi della decomposizione, delle cause di morte, dotato di un fiuto eccezionale in grado di fiutare ogni minima sfumatura del disfacimento del corpo.
Affascinante poi la figura di Julia Wolf: tostissima fotografa, madre single che cresce faticosamente la sua bambina, e contemporaneamente lavora sulle scene di crimini efferati.
E’ lei che, con nervi d’acciaio, anche di fronte agli scempi più raccapriccianti delle vittime di omicidi, immortala le immagini degli orrori e ogni minimo dettaglio, fornendo così un nuovo fondamentale supporto alle indagini.
Siate pronti a colpi di scena, via uno, sotto un altro….
Sandra Lawrence “Giardini perduti” -L’ippocampo- euro 19,90
Bellissimo volume, illustrato magicamente dalla talentuosa Lucille Clerc, che ci trasporta direttamente in meravigliosi giardini ormai perduti, ma dei quali è doveroso conservare almeno la memoria.
La Lawrence, con il supporto delle immagini della Clerc, ci guida alla scoperta di 40 paradisi terrestri disseminati a varie latitudini del pianeta. Un po’ il giro del mondo in 80 alberi, in cui viene ricostruita la loro storia; l’epopea d’oro e più gloriosa, seguita dalla decadenza e dal degrado.
Da un capo all’altro del mondo, le immagini e i testi ci riportano agli antichi splendori di giardini magici, autentiche oasi di pace e bellezza, curate, visitate e ammirate.
Poi il desolante abbandono, l’oblio e il degrado che comportano sempre danni incalcolabili e spreco di incommensurabili tesori di bellezza.
Quelli che nei secoli erano stati veri e propri eden e parchi di delizie, sono poi diventati tristemente giungle incolte, disseminate di: archi, grotte, fontane, serre e colonne che conservano parvenze di ricordi antichi ma, ormai, fatiscenti.



La Regione Piemonte pubblica nuovi bandi per oltre 180 posti nel sistema sanitario, ma continua a ignorare gli OSS. I concorsi riguardano infermieri pediatrici, ostetrici, logopedisti, fisioterapisti, assistenti sanitari, tecnici della prevenzione nei luoghi di lavoro e terapisti occupazionali.
«Pur apprezzando l’impegno della Regione nel pubblicare questi concorsi – dichiara Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta – rileviamo ancora una volta l’assenza di bandi dedicati agli OSS. Si tratta di lavoratori fondamentali per il funzionamento dei servizi sanitari e socio-assistenziali, senza i quali molte strutture non riescono a garantire l’assistenza adeguata ai pazienti.»
Nursing Up conferma che proseguiranno le azioni di monitoraggio e tutela dei diritti di tutti i professionisti sanitari piemontesi, affinché venga garantito il pieno rispetto delle dotazioni organiche e il riconoscimento del valore di ogni figura coinvolta nei percorsi di cura.
«Continueremo a sollecitare la Regione affinché si attivino anche su questo fronte, dando risposte concrete ai tanti operatori che attendono stabilizzazione e opportunità di lavoro», conclude Delli Carri.
cs
Auto in fiamme, arrivano i vigili del fuoco
La squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Livorno Ferraris è intervenuta a Crescentino in via di Bidone Giotto per l’ incendio di una autovettura.
Quando è arrivata sul posto la squadra dei Vigili del Fuoco la macchina era completamente avvolta dalle fiamme quindi ha provveduto alla completa estinzione delle fiamme successivamente alla messa in sicurezza dell’ area interessata.
Jannik Sinner entra nella storia del tennis mondiale conquistando il titolo più prestigioso: Wimbledon è suo. In una finale combattuta, ha superato l’eterno rivale Carlos Alcaraz, regalando all’Italia un trionfo mai raggiunto prima da un tennista azzurro.
Sinner ha giocato con lucidità, forza mentale e una maturità da campione vero, confermandosi protagonista assoluto della nuova era del tennis.
Enzo Grassano