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Ritrovato il bimbo di 5 anni scomparso a Ventimiglia: sta bene

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AGGIORNAMENTO

Oggi potrà fare rientro a Torino dove risiede con la famiglia.

Domenica 13 luglio – La vicenda della scomparsa del piccolo Allen, il bambino di 5 anni sparito venerdì sera a Ventimiglia, si conclude bene. Il bambino è stato ritrovato ed è in buone condizioni di salute. Ha già potuto riabbracciare i suoi genitori.

La svolta è arrivata questa mattina, durante le ricerche che non si sono mai fermate. Allen è stato rinvenuto proprio nei pressi della villetta su cui si erano concentrate le indagini per tutta la giornata di ieri e la notte. Fin dall’inizio, i cani molecolari avevano segnalato la possibile presenza del bambino in quella zona. Erano avvenute perquisizioni nella casa e nell’auto di un uomo che aveva detto di avere trovato e accompagnato il bimbo per un tratto di strada, ma poi il bimbo era scappato.

Soddisfazione del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio:  “Per due giorni abbiamo seguito con apprensione le ricerche del piccolo Allen, che vive a Torino con la sua famiglia, e il suo ritrovamento oggi è sicuramente la notizia che aspettavamo – dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio che, non appena si è diffusa la notizia del ritrovamento ha contattato telefonicamente il  sindaco di Ventimiglia, Flavio Di Muro. “Ho voluto ringraziare il sindaco Di Muro che mi ha aggiornato sulla situazione e sulle condizioni del bambino che per fortuna sono buone e, in viva voce, mi ha consentito di ringraziare anche tutti i soccorritori coinvolti nelle ricerche per quanto hanno fatto in questi giorni: penso che salvare un bambino sia la cosa più gratificante per chi si occupa di soccorso e di emergenze e credo che a costoro vada il nostro ringraziamento più grande. Torino e il Piemonte non vedono l’ora di riabbracciare Allen, dopo questo grande spavento”.

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Sabato 12 luglio –  Proseguono le ricerche  di Alain Bernard Ganaos, il bimbo di 5 anni nato a Torino, scomparso ieri al camping “Por la mar”, di frazione Latte a Ventimiglia. Qui era arrivato solo poche ore prima assieme ai genitori e alla sorella per  un breve periodo di vacanza. Il piccolo si sarebbe allontanato mentre il padre montava la tenda. Un uomo è stato sentito come testimone e la sua abitazione è stata perquisita, ma non è indagato. Avrebbe dichiarato  agli investigatori di aver incontrato Alain Bernard Ganao sentendolo chiamare ‘papà’ e  lo avrebbe accompagnato a un bivio.

Rock Jazz e dintorni: Dream Theater e Fabri Fibra

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Lunedì. Chiusura del Flowers Festival a Collegno con l’esibizione di Fabri Fibra. Al Set Scalo Eventi Torino Sonic Park concerto di Nino D’Angelo. Per AstiMusica in piazza Alfieri è di scena Tony Hadley (cantante dei Spandau Ballet).

Martedì. Per Sonic Park al Set Scalo Torino arriva Gianna Nannini. Al Blah Blah suonano i The Wind. Per Astimusica arriva Roberto Vecchioni

Mercoledì. All’Osteria Rabezzana è di scena Leonardo Gallato. Per Sonic Park al Set Scalo Torino, si esibisce Jacob Collier. All’Hiroshima Mon Amour è di scena Vera Gheno. Al Blah Blah suonano i Private Function. Per Astimusica si esibiscono i Coma Cose.

Giovedì. Inaugurazione del “Due Laghi Jazz Festival” con il concerto del quintetto della vocalist Rossana Casale. Doppio appuntamento e chiusura per Sonic Park. Al Set Scalo Eventi Torino suonano i Dream Theater mentre al Parco della Certosa di Collegno si esibisce Paul Kalkbrenner. Vi sarà in realtà ancora un concerto il 19 novembre alle OGR con l’esibizione di Asco. A Cervere inizia l’Anima Festival con la cantante Noemi. Al Blah Blah suona la Momo Rock Band.

Venerdì.A Cervere per l’Anima Festival si esibisce Nek. Al Circolino suona l’Art Explorers Jazz 4Tet. Per Astimusica è di scena Alessandra Amoroso.

Sabato. Allo Ziggy sono di scena gli Zolle e a seguire Bezoar. Al Blah Blah suonano gli Hateworld+ Rawfoil. Per Cervere Festival si esibisce Marco Masini.

Domenica. Per Evergreenfest al parco della Tesoriera, suonano gli Smoking Monkey. A Cervere per “Anima Festival” è di scena Simone Cristicchi.

Pier Luigi Fuggetta

L’importanza di essere consapevoli dei valori che ci guidano / 1

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I valori personali sono l’elemento che, se conosciuto, rispettato e ben seguito, dà senso, equilibrio e armonia alla nostra esistenza. Essi sono fondamentali per il benessere personale di ognuno di noi. Ma siamo consapevoli dei valori che ci guidano? Li conosciamo davvero?

E il nostro percorso esistenziale, le nostre scelte grandi e piccole, le situazioni in cui decidiamo di entrare o meno, le persone e gli ambienti che scegliamo di frequentare, il lavoro che facciamo, il modo in cui conduciamo la nostra esistenza sono in linea con i nostri valori?

Rispondere consapevolmente e positivamente a queste domande è essenziale per la qualità della nostra vita, per il nostro equilibrio interiore, e per vivere serenamente e in armonia con noi stessi. La maggior parte dei nostri disagi emotivi, delle nostre confusioni e dei nostri squilibri comportamentali nasce proprio dalla non sufficiente conoscenza dei valori che ci guidano.

Valori che sono diversi per ciascuno di noi, che affondano nella nostra più profonda natura, nella nostra specifica personalità e nel carattere, plasmato nel tempo dalle nostre esperienze, e che sono la causa e l’origine delle nostre passioni, desideri, sogni.

Se non li conosciamo sufficientemente e se non li viviamo adeguatamente, ne consegue una serie di negatività che vanno dal disorientamento esistenziale, ai comportamenti contraddittori, e a emozioni negative quali rabbia e frustrazione. Fermarci a riflettere sui nostri valori guida, pertanto, è davvero il primo passo verso un’esistenza piena e gratificante.

Soltanto l’essere consapevoli dei nostri valori ci permette di fare le giuste scelte e conseguentemente di agire nel modo migliore per vivere in pace con noi stessi e proiettati verso il benessere e la nostra armonia personale e della nostra esistenza.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.

(Fine della prima parte)

Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

Il castello di Rivoli per i suoi 40 anni ospita la mostra ‘Inserzioni’

Protagoniste le opere di Guglielmo Castelli, Lydia Ourahmane e Oscar Murillo

Il castello di Rivoli presenta, nel solco dei festeggiamenti dei quaranta anni dell’istituzione, una nuova serie intitolata “Inserzioni”, un  nuovo formato volto a commissionare ad artisti contemporanei un’opera pensata per il castello, che saranno tutte esposte dal 26 settembre prossimo al febbraio 2026.
Gli artisti coinvolti nella prima edizione del progetto sono Guglielmo Castelli, nativo di Torino nel 1987, Lydia Ourahmane, nativa dell’Algeria nel 1992, e il colombiano Oscar Murillo, nativo della valle del Cauca nel 1986.

In  concomitanza con Inserzioni il Museo presenta anche l’opera vincitrice del Premio Collective 2025 ‘Culture Lost and Learned by Heart: Butterfly’,  del 2021 di Adiji Dieye ( Milano 1991)  e la recente acquisizione attraverso il bando PAC del Ministero  della Cultira italiano di “Mare con gabbiano” del 1967 di Piero Gilardi ( Torino 1942- 2023) e di a.C. di Roberto Cuoghi (Modena, Italia, 1973).

Ispirandosi alla formula inaugurata  dal primo direttore Rudi Fuchs per la prima mostra Ouverture del 1984, ogni artista è  invitato a creare un’opera specificatamente  concepita per una delle sale auliche del castello, quasi a collaborare con esse, attraverso il tempo storico.
Come per la prima mostra gli artisti verranno messi al centro del progetto, sottolineando il valore delle ricerche individuali di ciascuno di loro. Il Museo Intende mantenere la sua caratteristica apertura alle voci degli artisti come momento chiave nella scrittura della storia dell’arte. Questo modus operandi incorpora principi che oggi appaiono di sempre maggiore urgenza, come quello dell’inclusione, dell’apertura ad altre culture e di partecipazione sociale e culturale.
Una delle caratteristiche del castello di Rivoli è il suo carattere di luogo non finito, carattere che lo trasforma in contenitore che gli artisti possono letteralmente o metaforicamente completare inserendosi, tanto da far nascere degli allestimenti unici. Spesso le opere sono arricchite dal dialogo con le sale in cui vengono allestite e, dall’altro fronte, le sale a volte diventano più forti grazie agli interventi artistici in esse contenuti.
‘Inserzioni’ apre al pubblico da venerdì 26 settembre al febbraio 2026. Il progetto è sostenuto da Radical Comissioning Group, un gruppo ristretto di benefattori che crede, come il Museo, nella necessità di dare agli artisti carta bianca  per creare opere visionarie, dando la possibilità all’istituzione di estendere la propria voce.

Guglielmo Castelli ha lavorato a un nuovo corpo di opere da inserire nella sala affrescata dedicata ai Continenti. L’artista presenta una nuova serie scultorea, che vede alcuni personaggi che popolano i suoi dipinti sfuggire da essi per esibire in forma bidimensionale  in curiosi ambienti tridimensionali, un’idea di infanzia silenziosa e d’attesa. Realizzate su ritagli di carta, le figure umane delle opere sono coreografate attorno a piccole maquette di tavoli progettati dall’artista di un ambiente casalingo e teatrale immaginario. Alle pareti una serie di nuovi dipinti, tra cui uno monumentale di oltre tre metri, raffigurano le atmosfere fantastiche e condensate tipiche di Castelli, in cui si svolgono molteplici azioni, ripetute cadute e altrettanti fallimenti. Nella sala adiacente, lunga e sottile, sono esposte alcune opere su carta e, per la prima volta, una speciale presentazione dei materiali preparatori e dei quaderni di schizzi di Castelli, che comprendono  studi per i personaggi del suo mondo inventato, apparenti scarti che divengono ecosistema e stratificazione insieme a prove di composizione, che rivelano il processo di realizzazione delle sue opere.

Lydia Ourahmane ha realizzato la nuova commissione in collaborazione con la sorella Sarah, compositrice e musicista. Una composizione scritta per tre cantanti ipovedenti si sviluppa in tre stanze del museo. Appena visibile, ma percepibile al tatto, la partitura è incastonata nelle pareti di ogni stanza e rimane dunque permanentemente a disposizione per future esecuzioni. Ogni cantante, per leggere la partitura, si muove lungo i muri o le ringhiere del castello, seguendo con il tatto le frasi musicali.
Negoziando i limiti della composizione come linguaggio e della stessa in Braille come mezzo, la partitura viene interpretata dai cantanti mentre si muovono; il margine dell’interpretazione è  aumentato dalla coreografia spaziale perché i cantanti camminano mentre parlano. Quando si traduce una frase musicale  in Braille, la cella  a sei punti riporta uno dopo l’altro vari dati, tra cui l’altezza e il ritmo di ogni nota, oltre alla chiave e all’ottava in cui è  scritta la composizione. Le partiture si presentano come un’unica riga, con le loro note, la loro durata, l’altezza in ottave , le legature, le pause e le istruzioni comunicate in sequenza. Riducendo la quantità di ornamenti o istruzioni interpretative, ogni cantante apporta la propria logica personale ad ogni frase.  A dare forma alla partitura contribuiscono il coro di elementi composto dall’architettura, lo spazio e il corpo.
L’artista Oscar Murillo, in seguito ad una visita al Museo ha scelto la stanza 18 come ambientazione per la sua installazione site-specific,  “A See of History” del 2025, opera che riunisce 48 dipinti della serie Disrupted Frequencies di Murillo, esperendo l’opera dal basso, come un affresco caduto e sospeso nel tempo. Composta da un arazzo di tele intrecciate, provenienti dal database ‘Frequencies’ di Murillo, l’installazione esplora una tensione tra visione e vastità,  immaginando nuovi territori scolpiti in un mare di segni stratificati. Iniziata nel 2013, Frequencies prevedeva il posizionamento di tele vuote sui banchi di scuola di tutto il mondo e la cattura dei segni consci e inconsci lasciati dagli studenti. Concepite dall’artista come dispositivi di registrazione analogica, queste tele fungono da registro frammentato di una sequenza culturale e sociale globale. Su questi frammenti Murillo ha lavorato in varie tonalità di blu, applicando pennellate gestuali di pittura a olio e una miscela di pigmento iridescente che ricorda sia l’oceano sia il cielo, elementi che contemporaneamente legano e separano lo spazio geografico. In questo terreno sospeso, storia e tempo diventano fluidi, incerti, aperti alla riconfigurazione.

Mara Martellotta

Addio a Goffredo Fofi, il colto illiberale

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni
Goffredo Fofi è stato l’esatto opposto della mia idea di uomo o donna di cultura. Quasi tutto ciò che ha prodotto va contro il mio modo di pensare. Gli sono grato per aver rivalutato Mario Soldati regista, ma lo ha fatto tardivamente. La mia gratitudine finisce qui, al massimo si allarga al fatto di  aver fatto conoscere in Italia il romanzetto più sconcio che  erotico “Emanuelle“ che contribuì a liberare il sesso dal perbenismo e consentì a noi giovani di liberarci della  nostra pruderie  adolescenziale.  E’ anche l’unico merito che riconosco al ‘68 che consenti’ una vita sessuale non inibita dai formalismi tornati con il politicamente corretto di questi anni. Ma la pubblicazione del libro Fofi la volle soprattutto  per finanziare la sua battaglia politica di estrema sinistra. Ha collaborato con tutti quelli che io non apprezzo: Danilo Dolci, Pier Giorgio Bellocchio, Lucio Lombardo Radice ecc. : tutto il comunistume possibile. Ha sostenuto nell’ esordio Baricco e Saviano, per non parlare di “Torino Ombre rosse” e “Quaderni piacentini”, la quintessenza della contestazione  sfociata nel 67 – 68.  Un  suo libro sull’immigrazione a Torino era così fazioso che l’Einaudi non lo pubblicò forse per non dispiacere alla Fiat. Ha incredibilmente rivalutato Totò ed è un altro dei suoi pochissimi meriti. Non ha mai avuto un seggio in Parlamento come tanti suoi colleghi, ma certamente è appartenuto al culturame engagé che tanto male ha arrecato alla cultura e alla scuola italiana. Fondò anche la rivista “Gli asini”, pur essendo un uomo colto. Appartenne a quella cultura illiberale che fece indignare Pannunzio. Su Wikipedia sta scritto che nel 1972 collaborò con Gaetano Salvemini morto nel 1957. E’ a gente come Fofi che va attribuita la crisi dei valori veri in nome di un’ideologia falsa, smentita in modo vistoso dalla storia.

Detenuti, formazione-lavoro: il ministro Nordio stanzia 2,6 milioni per il Piemonte

Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio stanzia oltre 2,6 milioni di euro per avviare percorsi di orientamento, formazione e housing sociale delle persone sottoposte a misura penale esterna o in uscita dagli istituti penitenziari, e attivare una rete per favorirne il reinserimento socio lavorativo.

L’Azione, costruita grazie alla stretta collaborazione  con il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e con il Vicepresidente Elena Chiorino, con la conduzione di Gabriella De Stradis, Direttore generale per il coordinamento delle politiche di coesione del Ministero, creerà un sistema integrato di interventi e nuove sinergie e collaborazioni sui territori.

Una parte delle risorse sarà impiegata per l’ampliamento e il miglioramento funzionale di spazi finalizzati allo svolgimento delle attività trattamentali di formazione e inclusione socio-lavorativa; altra per residenzialità assistita e temporanea, idonee a ospitare – per periodi di tempo limitati – i destinatari dei percorsi di reinserimento e formazione privi di soluzione abitativa, altrimenti impossibilitati a fruire di misure alternative o sanzioni sostitutive.

Il Progetto è finanziato nell’ambito del Progetto “Una Giustizia più Inclusiva: Inclusione socio-lavorativa delle persone sottoposte a misura penale anche attraverso la riqualificazione delle aree trattamentali” di cui il Ministero della Giustizia è Organismo Intermedio per il Piano Nazionale “Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027”.

«Questo stanziamento conferma la volontà del Governo Meloni di investire concretamente in un sistema penitenziario che non sia solo luogo di detenzione, ma anche di reale riscatto sociale. Lavoro, formazione e inclusione abitativa sono i pilastri per ridare dignità e opportunità a chi ha sbagliato, ha espiato la pena; ma vuole ricostruirsi un futuro onesto. Ringrazio il Ministro Nordio per aver creduto in questa azione e la Regione Piemonte per la collaborazione fattiva: insieme costruiamo un modello di reinserimento che può fare scuola» ha dichiarato il Sottosegretario di Stato alla Giustizia Andrea Delmastro.

«La Regione Piemonte crede fermamente che la vera sicurezza passi anche dalla capacità di offrire opportunità di reinserimento sociale e lavorativo a chi ha pagato il proprio debito con la giustizia. Con questo progetto vogliamo dare strumenti concreti per ricominciare, puntando su formazione e orientamento. Ringrazio il Ministro Nordio e il Sottosegretario Delmastro per la sinergia istituzionale: solo facendo squadra possiamo dare risposte efficaci e restituire fiducia nel territorio» ha affermato Elena Chiorino, vicepresidente della Regione Piemonte.

Nuovi treni per collegare il Piemonte con Milano

Dal mese di dicembre, con l’orario invernale, ci saranno treni verso Milano ogni due ore da Asti, Alessandria e Novi Ligure e ogni 30 minuti da Tortona: sono queste le principali conseguenze del protocollo d’intesa che potenzia i collegamenti ferroviari tra Piemonte, Lombardia e Liguria.

A firmare il documento sono stati a Genova, nella sede della Regione Liguria, gli assessori regionali ai Trasporti Marco Gabusi (Piemonte), Franco Lucente (Lombardia) e Marco Scajola (Liguria).

Il protocollo, che avrà durata quinquennale, prevede l’istituzione di un gruppo di lavoro permanente con un rappresentante designato per ciascuna Regione e rappresenta il risultato di un lavoro sinergico avviato da alcuni mesi, in collaborazione con RFI, Trenitalia e Trenord, e che prevede una vera e propria rivoluzione dell’offerta ferroviaria:

* un collegamento ogni due ore, andata e ritorno, da Asti e Alessandria a Milano Centrale, con fermate unicamente a Tortona, Voghera e Pavia;

* collegamenti ogni due ore tra Novi Ligure e Milano Greco Pirelli;

* distribuzione giornaliera migliore e più ampia da Alessandria;

* un collegamento giornaliero ogni mezz’ora da Tortona a Milano Rogoredo.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SOMMARIO: Il caso Garlasco, il processo mediatico e la politica che inquina – Ius Scholae e altro – Lettere

Il caso Garlasco, il processo mediatico e la politica che inquina
Quando in estate i giornali riproponevano- in assenza di notizie –  i grandi processi del passato, era l’occasione per rinnovare qualche chiacchiera da bar tra i vacanzieri.  Per lo più si trattava di delitti riguardanti donne ammazzate o mantidi avvelenatrici dei loro amanti o mariti. Soprattutto erano i giornali della sera a riempire le loro pagine di storie passate, in mancanza di cronache presenti. Oggi l’interesse per il delitto di Garlasco e due giovani che,  secondo le diverse partigianerie, avrebbero ucciso la giovane Chiara, è diventato patologico. Mi è capitato di ascoltare un’attempata ex PM che non è mai neppure toccata dal dubbio perché i magistrati, anche quando sbagliano, hanno sempre  ragione come Mussolini  (ricordiamo il caso Tortora!) ha dichiarato che la condanna di Stasi è una condanna giustissima, malgrado due precedenti assoluzioni  che hanno scarsa importanza. L’ex magistrata,  tanto per non smentirsi mai, ha colto anche  l’occasione per attaccare il ministro Nordio. E’ stato patetico ascoltare una autentica fesseria da parte sua  come quella  di definire “sacre” le aule giudiziarie anche perché in uno Stato laico neppure le chiese dovrebbero considerarsi sacre, almeno  dalle leggi Siccardi in poi. L’ex Pm con toni da requisitoria della Santa Inquisizione ha definito ogni revisione del processo una delegittimazione della Magistratura che rientra nel piano più ampio del governo di rendere autoritario il Paese. Poi ho ascoltato dei giornalisti che porterebbero a sentirsi estranei alla categoria: hanno imbastito un processo mediatico che rende  le persone colpevoli o innocenti prima ancora che i processi abbiano inizio. La corporazione dei magistrati ha molto da farsi perdonare se un suo capo ha detto con disarmante sincerità  che occorrerebbero due magistrati vittime per riscattare la categoria.
La politica settaria  ha portato a smarrire per strada la terzietà, l’indipendenza , la riservatezza dei giudici tanto amata da Calamandrei, sempre citato a senso unico. C’è un Pm che ha dichiarato  nei giorni scorsi ai giornali  che lui ha il “dovere “ di parlare in Tv e altrove, magari anche in piazza, confondendo il diritto con il dovere  che, invocato a sproposito, è un’offesa per la grande maggioranza dei magistrati silenti che lavorano seriamente senza aspirare alla notorietà.  Ne ho conosciuto tanti, ne cito uno per tutti, quel Bruno Caccia ammazzato sotto casa che tirò sempre dritto per la sua strada, rifiutando perfino l’idea di scioperare che riteneva estranea allo stile di un magistrato. Il volto di Caccia era sconosciuto ai più mentre ci sono magistrati che anelano alle foto e alle interviste. Il delitto di Garlasco è in alcuni casi l’occasione non tanto per dare sfogo alla morbosità del popolino, ma alle sparate politiche più incredibili e faziose. Il diritto di cronaca non va mai confuso con la fuga di notizie: i giornalisti che ho citato si sono addirittura vantati di “aver messo  le mani nelle carte“ , fatto indebito in termini assoluti perché la segretezza degli atti giudiziari va sempre rispettata specie nella fase istruttoria. I processi indiziari sono molto delicati e andrebbe sempre ribadito che un indizio non è una prova e che i teoremi giudiziari sono l’esatto opposto della giustizia  che si fonda sui fatti. Nel dubbio deve valere l’antica massima latina  “pro reo”. Davvero questo Paese è molto mal messo se dà  voce e credibilità a certe persone che  non sanno nulla del Diritto che forse inconsciamente calpestano con disinvoltura, senza tenere conto che dietro ad ogni delitto ci sono vittime da rispettare e imputati che vanno considerati innocenti fino al terzo grado di giudizio. Anche l’uso e l’abuso del carcere preventivo adoperato durante Tangentopoli per far parlare gli accusati, è  una forma di barbarie da condannare.  Ascoltando l’altra sera certi discorsi che rivelano una certa oscenità anche morale, ho pensato al mio amico Vittorio Chiusano che sperava , sia pure tra qualche dubbio – il dubbio dei liberali – che la Legge Vassalli avrebbe cambiato le cose. Purtroppo  non è  stato così e la musica  non cambierà mai fino a che il Parlamento non vari una vera riforma della Giustizia.
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Ius Scholae e altro 
All’indomani di un referendum in cui gli Italiani con il non voto e con il voto (ambedue strumenti ammessi dalla Costituzione che ha fissato un quorum di votanti per ritenere valido un referendum) hanno bocciato in modo massiccio l’abbassamento da 10 a 5 anni  il periodo  per l’acquisizione della cittadinanza italiana appare quasi  una boutade estiva quella dello Ius Scholae. L’acquisizione della cittadinanza attraverso la frequenza di una scuola italiana potrebbe anche essere una strada percorribile, ma oggi l’attuale opposizione è arroccata su posizioni iper-  permissive in materia di immigrazione che non consentono compromessi.
E’ chiaro che c’è gente in Italia che vuole i voti degli immigrati per ottenere una maggioranza che non ha mai realmente avuto. L’uso strumentale degli immigrati, non la loro integrazione è l’intento che muove una certa parte politica che osò far eleggere un deputato nero che ha intrallazzato in modo indecente  sulla immigrazione. Certo i diritti degli immigrati vanno riconosciuti, ma quello di voto è un’altra cosa. Io lo toglierei, come ho scritto più volte, a gran parte degli Italiani all’estero che non pagano tasse in Italia e sono ormai lontani sotto ogni punto di vista con la madre patria. Non è giusto che decidano sul futuro di un Paese che non conoscono. La stessa materia delle due cittadinanze andrebbe rivista in modo restrittivo perché il diritto di voto è una cosa seria per chi crede davvero nella democrazia partecipata.
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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com
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Per Fusi sala pienissima, ma troppi assenti ingiustificati
Nella sala rossa del consiglio Comunale ho avuto il privilegio di ascoltare la sua  straordinaria orazione e quella del procuratore generale Marcello Maddalena, ma  ho avuto anche il dolore di vedere l’assenza di tutte le associazioni partigiane, dei Granatieri di Sardegna, dell’Ordine Mauriziano di cui Fusi fu presidente,  dell’Istoreto e del liceo d’Azeglio, ormai in mano a giovani turchi incredibili. Cosa ne pensa?  G. Ramella Figlio di un partigiano
Cosa vuole che ne pensi? L’andazzo dell’ oblio e degli studiati silenzi è ormai predominante. Ringrazio la presidente del Consiglio Comunale Grippo per aver voluto la commemorazione che ha presieduto fino alla fine, malgrado non stesse bene. E ringrazio gli ex consiglieri comunali presenti che sono davvero emeriti. Un solo consigliere in carica ha partecipato, l’ing. Ferrante  De Benedictis. C’è stata anche una fugace apparizione di Viale, ma poi ha capito che il tema Fusi non era per lui ed è uscito. Così si è perso del mio discorso l’incontro tra Fusi e Pannella nel 1974 al centro Pannunzio. A me è bastata la presenza di Giovanni Quaglia ex presidente della Crt ed esponente di spicco del mondo cattolico, per sentirmi  onorato e contento. Molti politici quel giovedì erano al funerale dell’ex direttore di Torino 2006 e hanno messo in secondo piano Fusi.
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(Nella foto di copertina la Sala Rossa in occasione della celebrazione in onore di Valdo Fusi, sopra e sotto altre immagini dell’evento)
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Scena muta agli orali
I casi dei quattro studenti promossi alla Maturità, malgrado la “scena muta” agli orali sono scandalosi, come vergognosi sono i giornalisti che esaltano questa nuova forma di contestazione a costo zero . E ovviamente anche la commissione che promuove senza che tutte le prove siano state affrontate, merita un biasimo sociale  evidente.
Cosa ne pensa? Loretta Galli
Penso che la Maturità vada ripensata, specie se consideriamo che già durante l’ultimo anno scolastico ci sono studenti che superano la prova di accesso a corsi universitari, di fatto vanificando le successive prove dell’Esame di Stato. Quest’ultimo è diventato un proforma con crediti per gli ultimi tre anni di frequenza scolastica, i due scritti e gli orali. Facendo la somma, si ha il voto finale, come fossimo ad un concorso di bellezza o al premio Strega. Così i due che si sono sottratti all’orale, sapendo i punteggi di ammissione e degli scritti,  hanno fatto i loro conti e hanno pensato che, avendo raggiunto la sufficienza, potevano sottrarsi alla prova orale che invece  è quella decisiva per valutare la maturità di un allievo. È infatti  nel dialogo collegiale con la commissione che si può verificare la maturità di un giovane. Le prove scritte potrebbero anche essere state copiate o non essere del tutto frutto dell’impegno dello studente. La possibilità di “contestare” la prova orale, sottraendosi all’orale in una scuola seria non può essere ammessa.  Se si contesta il sistema dei voti non si capisce perché non vengano contestati i voti dei due scritti che non sempre sono corretti in modo collegiale perché, ad esempio, una versione dal greco non può essere corretta collegialmente da una commissione in cui sono presenti persino gli insegnanti di ginnastica. Solo commissioni conformiste e pavide reagiscono alla contestazione, promuovendo oves et boves. La maturità così raggiunta è un foglio di carta e nulla di più. La valutazione complessiva dell’allievo non c’è più. È un calcolo di punteggi che può essere affidato ad una calcolatrice più che ad una commissione d’esame. Urgono provvedimenti volti ad abolire l’esame farsa o a ristabilire regole certe che giustifichino un esame vero.
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Libri e cioccolato
Al posto della libreria Luxemburg, erede della storica libreria Casanova, il proprietario dei muri Angelo Pezzana, già’ deputato radicale e fondatore del Fuori, ha pensato bene di affittare i locali a Venchi, cioccolato e gelati. Un pugno in un occhio in una piazza storica come la piazza Carignano. E nessuno dice nulla, ovviamente. Salvatore Alinovi
Se hanno ottenuto  le  licenze, c’è poco da discutere. La libreria fondata da Pezzana ha dovuto sloggiare in altri locali perché Pezzana l’aveva legittimamente venduta,  tenendosi i locali: era ormai più che ottantenne e con problemi di salute. Che una libreria diventi un negozio di cioccolato può dar fastidio, ma questo appartiene al degrado progressivo dell’immagine  della Città. Uno come Valdo Fusi non sarebbe stato zitto.

Mondiali di canottaggio indoor per atleti con disabilità intellettive

Saranno organizzati ad ottobre dalla Società Canottieri Armida

Torino si prepara ad accogliere un evento di portata mondiale all’insegna dello sport e dell’inclusione: i Virtus Indoor Rowing World Championship 2025, i Campionati Mondiali di canottaggio indoordedicati ad atleti con disabilità intellettive e/o relazionali, si svolgeranno dal 14 al 16 ottobre al PalaMirafiori sotto l’organizzazione della Società Canottieri Armida.

 

Un appuntamento straordinario non solo per il valore agonistico, ma soprattutto per il messaggio di partecipazione e comunità che porta con sé: l’assegnazione dell’organizzazione da parte della federazione internazionale Virtus, infatti, rappresenta il riconoscimento di un impegno lungo oltre 25 anni che vede l’Armida protagonista nello sviluppo e nella promozione del canottaggio per persone con disabilità.

 

Questo traguardo è frutto di un percorso consolidato anche grazie alla storica “Rowing for Paralympic Games”, una delle poche competizioni internazionali europee dedicate al pararowing, che nel 2024 ha festeggiato i suoi primi 18 anni. Proprio questa esperienza ha convinto Virtus ad affidare all’Armida il ruolo di Comitato Organizzatore Localeper i Mondiali 2025.

 

Un evento globale con il cuore a Torino

Durante le giornate di gara sono attesi circa 200 atleti da tutto il mondo, accompagnati dalle rispettive delegazioni. Il programma prevede sessioni di allenamento, gare ufficiali, cerimonie istituzionali e momenti di condivisione, con particolare attenzione all’organizzazione logistica e alla sicurezza all’interno del palazzetto. Fondamentale sarà il coinvolgimento dei volontari, che contribuiranno all’accoglienza delle delegazioni, all’assistenza durante le competizioni e al supporto degli atleti. Ma l’evento andrà oltre i confini del palazzetto: per tutta la settimana si svolgeranno attività collaterali, come giochi sportivi aperti al pubblico (come il kinball), percorsi di avvicinamento al canottaggio e momenti educativi rivolti a scuole e cittadinanza.

 

Una Pararowing Week per raccontare inclusione e sostenibilità

Il Virtus Indoor Rowing World Championship sarà il cuore di una più ampia Pararowing Week, che culminerà il 17-18-19 ottobre con la 19ª edizione della Rowing for Los Angeles – Paralympic Games 2028, ulteriore testimonianza dell’impegno dell’Armida nella costruzione di un movimento sportivo inclusivo, accessibile e sostenibile.

Il progetto è realizzato in collaborazione con la Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettive e Relazionali (FISDIR), la Federazione Italiana Canottaggio (FIC), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), Special Olympics Italia e International Mixed Ability Sports (IMAS), sotto l’egida di Virtus; si ringrazia anche la Fondazione Time2per il costante supporto offerto all’Armida nel suo percorso di avvicinamento all’evento.

 

Un sogno condiviso

«L’obiettivo è ambizioso: trasformare Torino in una vetrina dello sport inclusivo, dove ogni atleta possa sentirsi accolto e valorizzato. Questi Campionati rappresentano la sintesi di un lavoro quotidiano fatto di passione, competenza e relazioni. Un’occasione per promuovere lo sport come motore di partecipazione, benessere e cittadinanza» sottolinea il Presidente della Società Canottieri Armida Gian Luigi Favero.