Le belle giornate di sole della scorsa settimana ci hanno illuso che l’estate fosse iniziata: ma non è proprio così. Dopo il weekend all’insegna del bel tempo tornano le piogge in Piemonte.
Secondo il bollettino dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale), già da lunedì pomeriggio è previsto un peggioramento delle condizioni meteo a causa dell’arrivo di una depressione atlantica. Il cambiamento sarà particolarmente evidente nella giornata di martedì, quando il maltempo entrerà nella sua fase più intensa.
La prima ondata di temporali è attesa nella notte tra lunedì e martedì e sarà seguita da piogge diffuse su gran parte del territorio piemontese, con possibilità di nubifragi localizzati.
Un miglioramento temporaneo è previsto nella mattinata di mercoledì, quando la perturbazione si allontanerà verso est. Tuttavia, si tratterà solo di una breve tregua: una nuova saccatura atlantica è infatti in discesa verso l’area alpina occidentale, pronta a riportare l’instabilità sul Piemonte.





Roberto Tentoni
Oggi è il caso di ricordare che politica e cultura sono concetti diversi e distinti; ciò non significa ovviamente che tra politica e cultura non ci debbano essere contatti. Anzi, è vero il contrario perché una politica non incolta e una cultura non arcadica sono due aspirazioni più che auspicabili. Non credo che oggi ci sia in Italia una politica colta, ma c’è una cultura esageratamente politicizzata che porta a riproporre la vecchia espressione di Mario Scelba “culturame”, evocata ieri da Giuliano Ferrara. Intellettuali liberi, senza paraocchi ideologici, sono un’eccezione non apprezzata perché la cupidigia di servilismo è da sempre una caratteristica degli intellettuali italiani, quasi tutti fascisti e poi tutti, senza eccezioni, antifascisti. Queste sono le amare considerazioni che mi ha suggerito il Salone del Libro 2025. Troppi politici hanno monopolizzato l’attenzione in un salone in cui si dovrebbe parlare soprattutto di libri. Il culmine si è avuto quando Landini, che non credo sia un uomo colto e neppure acculturato, ha strumentalizzato il Salone per fare propaganda ai referendum. Non era mai accaduta una commistione con la politica così vistosa. Secondo il capo della Cgil astenersi sarebbe addirittura immorale malgrado sia un’opzione prevista dalla Costituzione. E anche il giro pubblicitario della segretaria del Pd accompagnata dalle autorità torinesi lascia perplessi. Forse sia Landini sia la Segretaria Schlein avranno anche scritto qualche libro in collaborazione con dei giornalisti, come si usa oggi. Ma tutto questo non ha nulla da spartire con la kermesse torinese nata per volontà di Angelo Pezzana e Bianca Vetrino con intenti che privilegiavano il fine di favorire la lettura. Oggi appare un baraccone che sembra più un supermercato che una grande biblioteca animata di migliaia di lettori . Ho partecipato fin dall’inizio al Salone, ma gli anni delle origini erano molto diversi dagli attuali. C’erano Bobbio, Bassani e Soldati, oggi ci sono Barbero, Scurati e Saviano. Due ere geologiche molto lontane. Se poi si aggiunge Landini che fa campagna elettorale per i referendum, il quadro è davvero completo. Forse Annalena Benini direttrice del Salone in passato non avrebbe condiviso. La sola giustissima proposta del Presidente Biino di coinvolgere il Ministero della Cultura ha suscitato imbarazzi e polemiche che rivelano una prevenzione politica molto evidente che evoca l’arroganza della feroce egemonia gramsciana.