La Commissione Ambiente, presieduta da Sergio Bartoli, oggi ha infatti espresso parere positivo a maggioranza alla delibera di Giunta che adegua alla nuova norma il Piano regionale per la qualità dell’aria, approvato a dicembre 2024.

“Come prevede la legge – ha spiegato l’assessore Matteo Marnati – invece delle limitazioni al traffico, le Regioni possono adottare misure alternative che raggiungano lo stesso scopo di limitazione dell’inquinamento. Per questo intendiamo riattivare una struttura speciale, che sarà coordinata dal direttore regionale Angelo Robotto, per coadiuvare gli studi di Arpa Piemonte, Politecnico e Università che dispongono già di dati da studiare e attiveranno altri laboratori. Dobbiamo anche valutare – ha proseguito Marnati – l’impatto dell’utilizzo dei biocarburanti di origine vegetale, che in alcuni territori sono già in distribuzione. Intendiamo raggiungere una certificazione piemontese per questo biocarburante che si potrebbe usare anche per il Tpl. Inoltre, vogliamo utilizzare l’Intelligenza artificiale per rendere più scorrevole il traffico e quindi portare ad una riduzione importante degli inquinanti”.
Nella discussione sono intervenuti: il consigliere Alberto Unia (M5s), che ha posto il problema dei Comuni limitrofi a quelli superiori ai 100mila abitanti, le consigliere Gianna Pentenero (Pd) e Vittoria Nallo (Sue) per chiarimenti sulla struttura che dovrà valutare ed elaborare le nuove misure, il consigliere Davide Zappalà (FdI) che ha sollecitato il coinvolgimento di tutte le province del Piemonte.
Mi chiamo Benedetta, al momento mi occupo di tutela e valorizzazione del paesaggio e nel tempo libero mi dedico a un piccolo progetto di scrittura, #ildiariodipoe. A sei anni ho scritto la mia prima poesia e da allora non ho mai smesso; durante il liceo ho scritto soprattutto della potenza delle emozioni che, come adolescente impegnata nella “faticosa ricerca del significato”, vivevo quotidianamente. Oggi rifletto intorno alla semplicità della vita e, da antropologa specializzata nell’analisi della relazione tra comunità umane e ambiente, indago la precaria condizione dell’antropocentrismo, messo in discussione dai cambiamenti climatici. Credo nel ruolo della poesia come prezioso strumento di impegno civile e presa di coscienza della necessità di un cambiamento del nostro stile di vita.


Credo che sia necessario avviare una riflessione storica sul colonialismo italiano in Africa che non sia succubo delle grossolane pagine di Angelo del Boca. A 90 dall’inizio della guerra d’Etiopia (1935 ) Annamaria Guadagni sul “Foglio“ dedica un ampio articolo al colonialismo italiano in Africa iniziato nel 1882 con l’acquisizione della baia di Assab. Nell’articolo vengono ripercorse le “nefandezze“ e le “atrocità coloniali italiane”, rimettendo, in modo solo apparentemente sorprendente in circolazione le cose scritte con livore anti- italiano da un non storico come Angelo del Boca. Quindi viene evidenziato, come è giusto che sia, l’uso dei gas da parte del viceré di Etiopia Rodolfo Graziani e viene persino esaltato il comunista Ilio Barontini, definito “leggendario antifascista”, mandato da Mosca ad addestrare partigiani in Etiopia e organizzare un governo provvisorio riconosciuto dall’imperatore etiope in esilio. Viene invece ignorato il massacro di soldati italiani ad Adua del 1896 dopo la sfortunata ed improvvida campagna d’Africa, voluta da Crispi, che creò in Italia grande scalpore e un ricordo destinato a restare nei decenni, sul quale fece leva 40 anni dopo Mussolini per giustificare a suo modo l’aggressione all’Etiopia come sostennero le maggiori potenze coloniali a Ginevra che condannò l’Italia alle “inique sanzioni“, come venne detto allora.
Mentre cinquanta km più in basso sempre nella bellissima Val di Susa sabato tremila NOTAV hanno messo a ferro e fuoco alcune aree del cantiere e la autostrada, creando danni notevoli a persone e cose, oggi a Bardonecchia viene inaugurato il terzo traforo internazionale importantissimo per i traffici commerciali e turistici di tutta Sueopa. Chi sorvolasse in elicottero Bardonecchia vedrebbe nell’arco di 500 metri ben tre Trafori internazionali.

