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Nasce “Galleria San Donato – Comunità in Rete”

Nasce “Galleria San Donato – Comunità in Rete”: il digitale al servizio del commercio di prossimità e della vita del quartiere

Il progetto promosso da CSEN Piemonte, in sinergia con la Circoscrizione IV
della Città di Torino e Confesercenti, darà vita a una galleria commerciale
virtuale dedicata alle attività, ai servizi e alle storie di San Donato.
Torino, 27 luglio 2026 – Valorizzare le attività commerciali di prossimità,
rafforzare le relazioni tra esercenti, cittadini e realtà del Terzo Settore e
contrastare il progressivo impoverimento del tessuto commerciale e sociale del
quartiere. Nasce con questi obiettivi “Galleria San Donato – Comunità in Rete”, il
progetto promosso da CSEN Piemonte, in sinergia con la Circoscrizione IV della
Città di Torino e Confesercenti.

Al centro dell’iniziativa ci sarà la realizzazione di una piattaforma digitale
dedicata al quartiere San Donato, strutturata come una vera e propria galleria
commerciale virtuale, attraverso la quale sarà possibile conoscere le attività
presenti sul territorio, i servizi offerti, gli orari, i contatti e soprattutto le persone e
le storie che ogni giorno contribuiscono a rendere vivo il quartiere.

Il progetto nasce dalla volontà di rispondere concretamente al fenomeno della
desertificazione commerciale, che non riguarda soltanto la chiusura dei piccoli
esercizi, ma produce conseguenze più profonde: indebolisce le relazioni di
comunità, riduce i luoghi di incontro e di riconoscimento reciproco, diminuisce il
presidio sociale del territorio e rischia di aumentare l’isolamento, in particolare
per le persone più fragili.

«Quando chiude un’attività di vicinato, un quartiere non perde soltanto un
negozio, ma anche un luogo di relazione, ascolto e presidio del territorio. Con
“Galleria San Donato – Comunità in Rete” vogliamo utilizzare il digitale non per
sostituire la comunità reale, ma per rafforzarla, dando visibilità alle persone,
alle attività e alle storie che ogni giorno tengono vivo il quartiere. Crediamo che
inclusione, accessibilità e sviluppo locale debbano procedere insieme,
attraverso una rete capace di coinvolgere commercianti, cittadini, associazioni
e istituzioni», spiega Gianluca Carcangiu, Presidente di CSEN Piemonte.

Rivoli adotta il progetto preliminare del nuovo Piano Regolatore

Rigenerazione urbana, contenimento del consumo di suolo e sostegno allo sviluppo delle attività produttive al centro della Variante generale al PRGC

Rivoli compie un passo decisivo verso il futuro della città. Il Consiglio comunale ha infatti adottato, nella seduta del 22 luglio 2026, il progetto preliminare della Variante generale al Piano Regolatore Generale Comunale (PRGC), avviando una fase fondamentale del percorso che porterà alla definizione dello strumento urbanistico destinato a guidare lo sviluppo di Rivoli nei prossimi anni.
Si tratta di un traguardo particolarmente atteso. L’ultimo Piano Regolatore risale infatti ai primi anni Duemila e, in oltre vent’anni, la città è profondamente cambiata: sono mutate le esigenze dei cittadini, del sistema produttivo, della mobilità e dell’ambiente. Da qui la necessità di dotarsi di uno strumento capace di rispondere alle sfide di oggi e di programmare la Rivoli di domani.
La Variante generale nasce da un ampio percorso di confronto con il territorio. Nei mesi scorsi l’Amministrazione comunale ha incontrato cittadini, associazioni, professionisti, categorie economiche e portatori di interesse nei diversi quartieri della città, raccogliendo contributi e osservazioni che hanno accompagnato la costruzione del Piano. Un metodo partecipato che ha permesso di condividere obiettivi e priorità prima dell’adozione del progetto preliminare.
Il nuovo Piano Regolatore si fonda su una visione di sviluppo sostenibile, che mette al centro la rigenerazione urbana, privilegiando il recupero e la riqualificazione delle aree già urbanizzate rispetto alla loro espansione. Accanto a questo, punta al contenimento del consumo di suolo, che si attesta a meno dell’1% del territorio comunale interessato dalla variante, con l’obiettivo di tutelare il territorio e valorizzare il patrimonio esistente. Un altro elemento qualificante riguarda lo sviluppo delle attività produttive, attraverso una maggiore flessibilità degli strumenti urbanistici, per favorire nuovi investimenti, sostenere il tessuto economico locale e creare condizioni più favorevoli alla crescita della città.
“Con questa Variante generale – dichiara il sindaco Alessandro Errigo – Rivoli torna finalmente a dotarsi di uno strumento di pianificazione che guarda ai prossimi decenni. Non è soltanto un Piano Regolatore, ma una visione di città costruita insieme ai cittadini, ai professionisti e a tutti coloro che vivono e operano sul territorio. Abbiamo scelto di puntare sulla rigenerazione urbana, sulla tutela del suolo e su uno sviluppo capace di coniugare sostenibilità, qualità della vita e opportunità per il nostro sistema produttivo. Per farlo sarà necessario lavorare parallelamente anche agli altri strumenti. Un esempio su tutti il regolamento che disciplina i costi degli oneri. Oggi è sproporzionato e se si vuole fare un intervento di rigenerazione che prevede un cambio di destinazione d’uso a residenziale i costi sono superiori a quelli di una nuova costruzione. In questo modo non si incentiva la rigenerazione e per questo dovremmo intervenire con diverse misure, coordinate tra loro che mirino tutte allo stesso obiettivo.”
“Questo Piano – aggiunge l’assessore all’Urbanistica Emanuele Bugnone – rappresenta il punto di partenza per accompagnare l’evoluzione di Rivoli in modo equilibrato e coerente con le esigenze del territorio. L’obiettivo è offrire regole chiare, favorire il recupero dell’esistente e rendere la città sempre più attrattiva per chi vuole vivere, lavorare e investire a Rivoli.”
Come previsto dalla normativa, il progetto preliminare della Variante generale al PRGC è pubblicato sul sito del Comune di Rivoli e sarà consultabile fino al 23 settembre 2026. Entro lo stesso termine cittadini e soggetti interessati potranno presentare eventuali osservazioni secondo le modalità indicate sul sito istituzionale. L’obiettivo è quello di portare avanti le varie fasi e approvare il progetto definitivo entro la fine del 2027.

L’amaro gusto dell’acqua

Era sempre la stessa storia. Ogni volta che un gerarca veniva sul lago, in visita alle isole Borromee,  a Stresa o in un’altra località nelle vicinanze, Gino e Lucio finivano ammanettati nella rimessa delle barche, proprio  sotto la passeggiata del  lungolago di Baveno.

Le disposizioni, del resto, erano chiare: tutti coloro sui quali si nutriva anche solo il sospetto d’essere dei  sovversivi andavano controllati e, se necessario, messi a tacere. I due, pur avendo schivato il confino non potevano evitare quella restrizione della loro libertà. E quindi, giù sotto, in riva al lago, al riparo da sguardi indiscreti. Incatenati ai grandi anelli di ferro dove venivano assicurate le cime da ormeggio delle imbarcazioni, non erano in condizione di nuocere. “Anche se si lamentassero, là sotto, nessuno potrà udirli”, sentenziò il maresciallo Rustici. Fascista antemarcia, il graduato dei carabinieri evadeva così la spinosa “pratica” di “quelle due teste calde”. “Oh, Carmelo – disse, rivolgendosi al carabiniere scelto Esposito -; ma ti pare che dovevano proprio capitare tra i piedi a noi questi rompiballe?”. Carmelo, buono come un pezzo di pane, annuì per far piacere al suo superiore ma in cuor suo non li avrebbe costretti a star lì, quasi a mollo nel lago, in quell’antro umido e inospitale. Già l’ultima volta, per un  soffio, non c’era scappato il morto. I due –  ai quali era stato aggregato anche Olimpo Bronzelli – erano finiti ammanettati agli anelli d’ormeggio perché era stata annunciata la visita di un pezzo grosso all’hotel Beau Rivage. L’Hotel era proprio lì, dall’altra parte della strada che attraversava il paese. Olimpo, scalpellino nella cava di granito rosa, era finito ai ferri perché reo di aver canticchiato in un’osteria un motivetto che il Podestà aveva giudicato offensivo nei confronti del regime e del Regno. In realtà, il povero tagliapietre – un po’ brillo – aveva improvvisato un’innocua e vecchia tiritera che più o meno suonava così: “Viva il Re, viva la regina e viva la capra della Bettina”, animale reso famoso dall’eccellente e copiosa produzione di latte. Uno scioglilingua che però era stato mal interpretato e così, ai soliti due reprobi si aggiunse pure il terzo. Il problema derivò dal maltempo. Una forte perturbazione stava imperversando tra il lago e le alture del Mottarone e, in poco tempo, le onde s’ingrossarono trasformandosi in schiumosi cavalloni che s’infrangevano sulla massicciata ricavata dalla passeggiata del lungolago. Immaginarsi che inferno anche là sotto, per i tre prigionieri. A tratti le onde li sommergevano per poi ritirarsi, lasciandoli infreddoliti e in balia di altri, gelidi, schiaffi d’acqua. Tutti e tre furono costretti, loro malgrado, a bere quell’acqua dal cattivo sapore. Soprattutto Lucio che, una volta liberato, giurò di non toccar più una goccia di quel liquido tremendo, limitandosi – pur nelle restrizioni dell’epoca – a sorseggiare soltanto vino, compreso quello aspro e ruvido, che legava in bocca, spillato dalla botte dell’osteria della Miniera, su in  Tranquilla.

Marco Travaglini

Esodo e cantieri: le strade d’estate verso mare e monti

Con l’arrivo del grande esodo estivo cresce anche l’attenzione sulla sicurezza stradale, un tema particolarmente sentito in Piemonte. Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio sull’incidentalità stradale, la regione continua infatti a figurare tra quelle con il maggior numero di incidenti, complice una rete viaria molto estesa e un traffico intenso sia sulle arterie autostradali sia sulle principali statali che collegano il Piemonte alla Liguria, alla Valle d’Aosta e alla Francia. Anche l’area metropolitana di Torino registra ogni anno migliaia di sinistri, con un incremento dei flussi durante i mesi estivi dovuto alle partenze per le vacanze e agli spostamenti verso le località turistiche alpine e balneari. Le autorità ricordano che velocità eccessiva, distrazione al volante e uso dello smartphone restano tra le principali cause degli incidenti, motivo per cui nei fine settimana da “bollino rosso” vengono intensificati sia i controlli della Polizia Stradale sia il monitoraggio della rete viaria.

Per affrontare il periodo di maggiore traffico, Anas ha presentato il piano “Estate Sicura 2026”, predisponendo una serie di interventi destinati a rendere più fluida la circolazione durante l’esodo. Dal 24 luglio al 7 settembre saranno sospesi o chiusi 1.175 cantieri, pari all’83% dei 1.414 attualmente presenti sulla rete nazionale gestita dalla società del Gruppo Ferrovie dello Stato.

Le stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas indicano che tra il 20 luglio e il 6 settembre sulle strade e autostrade di competenza transiteranno oltre 440 milioni di veicoli, numeri che hanno spinto l’azienda a rafforzare il presidio operativo su tutto il territorio nazionale.

L’iniziativa è stata illustrata nella sede centrale di Anas a Roma, alla presenza dell’amministratore delegato Claudio Andrea Gemme insieme ai rappresentanti di ACI, Aiscat, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera, Arma dei Carabinieri e Rai Isoradio.

«In occasione dell’avvio dell’esodo estivo 2026 – ha spiegato l’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme – Anas rinnova il proprio impegno per garantire una rete viaria sempre più sicura, efficiente e in grado di assicurare la migliore mobilità possibile ai milioni di cittadini che si metteranno in viaggio. Nell’ambito del Piano Estate sicura 2026 è stata posta particolare attenzione alla rimozione o alla sospensione dei cantieri lungo le principali arterie stradali e autostradali, con l’obiettivo di fluidificare la circolazione, ridurre i tempi di percorrenza e limitare le situazioni di congestione, contribuendo così a rendere gli spostamenti più agevoli e sicuri. Avremo impegnate 2.500 risorse in turnazione, costituite da personale tecnico e di esercizio oltre al personale delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, per assicurare il monitoraggio del traffico in tempo reale h24. La sicurezza stradale, tuttavia, non dipende solo dalla qualità delle infrastrutture. Strade moderne, monitorate e ben mantenute rappresentano un elemento fondamentale, ma il primo presidio di sicurezza resta sempre il comportamento di ciascun utente della strada. Rispettare i limiti di velocità, mantenere la distanza di sicurezza, evitare qualsiasi forma di distrazione alla guida, non mettersi al volante in condizioni psicofisiche non idonee e utilizzare correttamente tutti i dispositivi di protezione sono comportamenti essenziali per prevenire gli incidenti e tutelare la propria vita e quella degli altri».

Per garantire il controllo della rete saranno impiegate circa 2.500 persone, tra tecnici, operatori delle Sale Operative Territoriali e personale della Sala Situazioni Nazionale, con monitoraggio del traffico attivo ventiquattr’ore su ventiquattro.

Anche in Piemonte e Valle d’Aosta scatterà il piano di alleggerimento dei cantieri. La struttura territoriale di Anas gestisce complessivamente circa 1.760 chilometri di strade distribuiti in nove province e, in vista dell’aumento dei flussi turistici, sospenderà la maggior parte degli interventi in corso. Le lavorazioni interessano opere di rifacimento delle pavimentazioni, sostituzione delle barriere di sicurezza, consolidamento dei versanti e installazione della segnaletica.

La progressiva eliminazione delle limitazioni al traffico avverrà tra la seconda metà di luglio e i primi giorni di agosto.

In Piemonte resterà operativo fino alla fine di luglio il cantiere sul ponte Cervo, lungo la statale 758 Masserano-Mongrando, nel Biellese, dove sono in corso i lavori di sostituzione dei 19 giunti di dilatazione. Entro il 7 agosto verranno invece sospesi gli interventi di consolidamento della statale 28 del Colle di Nava tra Garessio e Ormea, una delle direttrici più utilizzate durante l’estate per raggiungere la Liguria.

In Valle d’Aosta, entro il 7 agosto saranno sospesi tutti i cantieri attivi lungo la statale 26, compresi quelli relativi all’allargamento della carreggiata tra Bard e Arnad, alla manutenzione delle reti paramassi di Monjovet, alla sostituzione delle barriere di sicurezza a Morgex, al consolidamento del muro di Pré-Saint-Didier e al risanamento dei viadotti Villeneuve, Champagne e Leverogne. Gli interventi riprenderanno una volta terminato l’esodo.

Accanto agli interventi infrastrutturali, Anas rilancia anche le campagne di sensibilizzazione rivolte agli automobilisti. È stato presentato il nuovo spot “Quando sei alla guida, tutto può aspettare”, realizzato con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Polizia di Stato, con protagonisti Massimiliano Ossini, Ludovica Martino e Gianmarco Tognazzi. Le riprese sono state effettuate nel Centro di Guida Sicura ACI di Vallelunga.

«Il video rappresenta un ulteriore tassello dell’impegno di Anas nella diffusione di una cultura della sicurezza che coinvolga cittadini, istituzioni e tutti gli operatori del settore. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che ogni viaggio si concluda in sicurezza. Perché la sicurezza stradale è una responsabilità condivisa che nasce dall’incontro tra infrastrutture efficienti, tecnologie innovative e comportamenti consapevoli da parte di ciascun utente», ha aggiunto Gemme.

Prosegue inoltre la collaborazione con Rai Isoradio, che per tutta l’estate trasmetterà brevi messaggi informativi e consigli dedicati alla guida sicura.

Tra le iniziative confermate figura anche la campagna contro l’abbandono degli animali lungo le strade, un fenomeno che continua a rappresentare un grave rischio sia per gli animali sia per gli automobilisti. In media Anas interviene per mettere in salvo un animale ogni cinque giorni. Il progetto “Non abbandonare una parte di te”, premiato ai Mediastars 2026 nella sezione Etico Sociale, punta a sensibilizzare gli automobilisti attraverso immagini che accostano il volto umano a quello animale per evidenziare le conseguenze dell’abbandono.

Viene rilanciata anche la campagna di prevenzione degli incendi boschivi con lo slogan “La strada non è un posacenere. Rispetta l’ambiente, salva il tuo viaggio”, ricordando che gettare mozziconi accesi dal finestrino costituisce un comportamento vietato e può provocare incendi devastanti, favoriti dalle elevate temperature e dalla siccità estiva. Il messaggio sarà diffuso anche attraverso i pannelli a messaggio variabile installati lungo la rete Anas.

Infine continua la collaborazione con la Guardia Costiera attraverso la campagna “Strade e mari sicuri”, che invita i vacanzieri a prestare la stessa attenzione alla sicurezza sia durante gli spostamenti in automobile sia nelle attività in mare, promuovendo comportamenti responsabili e prudenti in ogni fase delle vacanze.

Moderati : “Ferma condanna delle violenze No Tav e piena solidarietà alle Forze dell’Ordine”

 

I Moderati esprimono la propria piena solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine impegnati nella tutela della sicurezza del cantiere della linea ferroviaria Torino-Lione.

Condanniamo con assoluta fermezza le gravi e inaccettabili violenze avvenute sabato 24 luglio in Val di Susa. Gli attacchi ai danni delle Forze dell’Ordine e delle infrastrutture del cantiere non hanno nulla a che vedere con il legittimo diritto di manifestare il proprio dissenso: sono atti di violenza che meritano una condanna netta e senza ambiguità.

Riteniamo altrettanto grave ogni forma di giustificazione, minimizzazione o sostegno nei confronti di questi episodi. Chi alimenta o legittima la violenza contribuisce ad avvelenare il confronto democratico e a mettere a rischio la sicurezza delle persone.

Ai rappresentanti delle istituzioni e alle Forze dell’Ordine va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto a tutela della legalità e dell’interesse pubblico.

Giacomo Portas, Leader dei Moderati
Carlotta Salerno, Assessora della Città di Torino
Simone Fissolo, Capogruppo dei Moderati in Comune
Ivana Garione, Vicecapogruppo dei Moderati in Comune

Scontri No Tav, Lo Russo: “Condanna senza ambiguità”

Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo condanna “le gravissime violenze e i pesanti danneggiamenti avvenuti durante la manifestazione No Tav in Valle di Susa meritano una condanna ferma e senza alcuna ambiguità”. Aggiunge il sindaco: “il diritto di manifestare e di esprimere il proprio dissenso è un valore fondamentale della nostra democrazia e merita sempre piena tutela. Aggressioni, lanci di pietre e bombe carta, incendi e atti vandalici contro le Forze dell’Ordine  sono inaccettabili e compromettono la sicurezza delle persone e il confronto democratico. Esprimo piena solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine impegnati in Valle di Susa e piena fiducia nel lavoro della magistratura e degli investigatori per accertare le responsabilità”

Siccità, il Piemonte torna a fare i conti con l’emergenza idrica

Corsi d’acqua in sofferenza e agricoltura sempre più a rischio

L’estate 2026 si sta rivelando particolarmente difficile per il Piemonte, dove la scarsità di precipitazionie le temperature eccezionalmente elevate hanno aggravato una situazione idrica già delicata. Dopo una primavera caratterizzata da piogge inferiorialla norma, il mese di luglio è stato segnato da ripetute ondate di calore che hanno accelerato l’evaporazione dell’acqua e ridotto ulteriormente le riserve disponibili. Il risultato è un quadroche richiama da vicino la grave crisi del 2022, con fiumi, laghi e invasi in progressivo calo e crescenti preoccupazioni per il settore agricolo.

A Torino e in gran parte della pianura piemontese iltermometro ha raggiunto più volte valori compresi tra 36 e 38 gradi, mentre durante la notte letemperature sono rimaste elevate, senza offrire un reale raffrescamento. Il caldo persistente ha aumentato il fabbisogno idrico delle colture proprio nel momento in cui le disponibilità d’acquasono diminuite sensibilmente, mettendo sottopressione l’intero sistema di approvvigionamento.

Le precipitazioni registrate nei primi mesi dell’anno non sono state sufficienti a compensare il deficitaccumulato e, nel corso di luglio, la disponibilità idrica nei principali bacini piemontesi è risultata nettamente inferiore rispetto alle medie climatiche. La riduzione delle risorse interessa praticamente tutto il territorio regionale e coinvolge sia i corsi d’acqua sia le falde utilizzate per l’irrigazione.

La situazione più delicata riguarda il fiume Po, che nasce ai piedi del Monviso e rappresenta la principale risorsa idrica del Nord Italia. Le portate sono scese ben al di sotto dei valori normalmente osservati in questo periodo dell’anno, tanto che in diversi tratti del corso fluviale il volume d’acqua risulta drasticamente ridotto. Una condizione che non incide soltanto sul Piemonte, ma si ripercuote lungo tutto il bacino del Po fino all’Adriatico, con effetti negativi sugli ecosistemi, sull’irrigazione e sulla qualità delle acque.

Anche gli altri corsi d’acqua piemontesi mostrano evidenti segnali di sofferenza. Tanaro, Scrivia e numerosi affluenti del Po presentano livelli inferiorialla norma, mentre la riduzione delle portate limita la disponibilità di acqua destinata sia all’agricoltura sia agli usi civili. Parallelamente, i principali laghi della regione stanno registrando un progressivo abbassamento dei livelli. Il Lago Maggiore, in particolare, ha perso circa un metro d’acqua nell’arco di poche settimane, una diminuzione che potrebbe avere ripercussioni sulla navigazione, sull’ambiente naturale e sulla gestione delle risorse idriche destinate all’irrigazione.

Tra i comparti più colpiti figura l’agricoltura. Le coltivazioni di mais, riso, foraggi, ortaggi e frutta stanno risentendo della combinazione tra temperature elevate e disponibilità d’acqua sempre più limitata. Molte aziende agricole sono costrette a irrigare con maggiore frequenza, sostenendo costi più elevati e disponendo però di quantitativi d’acqua inferiori rispetto alle necessità. Le organizzazioni di categoria segnalano cali produttivi significativi in diverse aree della regione, mentre negli allevamenti il caldo intenso sta incidendo anche sul benessere degli animali e sulla produzione di latte.

Per affrontare l’emergenza, la Regione Piemonte continua a monitorare costantemente l’evoluzione della situazione insieme agli enti che gestiscono il bacino del Po e ai consorzi irrigui. In diversi comuni sono già state introdotte limitazioni all’utilizzo dell’acqua potabile per gli impieghi non essenziali, mentre proseguono gli interventi finalizzati a garantire le risorse necessarie alleattività agricole e agli approvvigionamenti civili.

L’evoluzione delle prossime settimane sarà determinante. Senza precipitazioni abbondanti e diffuse, il deficit idrico rischia infatti di accentuarsi ulteriormente.

Gusta Pragelato, estate golosa

Ad agosto a Pragelato ci sarà Gusta Pragelato presentato ed organizzato dalla Fondazione Guiot Bourg, un’iniziativa per raccontare ed informare su alcuni dei prodotti che sono nati e nascono da questa terre alpine e vanno a caratterizzarlo.

Due gli incontri illustrativi ed informativi ad ingresso libero, in programma: venerdì 7 e domenica 9 agosto presso Casa Pragelato a partire dalle 17.30. Nel primo appuntamento interverranno i produttori di formaggio e di miele. I formaggi d’alpeggio e di piccole lavorazioni e la tradizione dell’apicoltura e il suo oro. Nel secondo verranno trattati i gofri, la “cialda” croccante farcita, di dolce o salato, una preparazione tipica della valle e le alchimie alpine, tra tradizione e novità di amari e digestivi.

Alla conduzione degli incontri è stata invitata Alessandra Maritano del Consorzio Vittone e Centro Arti e Tradizioni Popolari di Pinerolo, appassionata promotrice culturale e continuatrice della grande eredità di Ezio Giaj, già artefice di numerose iniziative e progetti di valorizzazione per Pragelato e la valle. Gusta Pragelato è dedicata a lui.

«Con Gusta Pragelato la Fondazione Guiot Bourg, ente culturale promotore dell’iniziativa intende trasformare i prodotti del territorio in un’ autentica esperienza di scoperta, incontro e valorizzazione. L’evento nasce per dare visibilità ai produttori locali, autentici ambasciatori delle nostre montagne, offrendo loro l’opportunità di raccontare direttamente al pubblico la qualità, la tradizione e la passione che contraddistinguono ogni eccellenza. Crediamo che promuovere le filiere locali significhi custodire l’identità del territorio e contribuire concretamente al suo sviluppo turistico, culturale ed economico. – dicono dal direttivo della Fondazione -. La presenza dei produttori già aderenti rappresenta il valore aggiunto di questa edizione, che si propone come un’importante vetrina per le eccellenze alpine e come un’occasione di autentico incontro tra chi produce e chi sceglie di vivere e conoscere la montagna attraverso i suoi sapori.

Nella locandina che pubblicizza l’iniziativa a cura di Remo Caffaro è stato inserito il dipinto di Michele Baretta della ragazza in costume di Pragelato per concessione della famiglia Giacomo Tillino, Albergian.

Collaborano il Comune di Pragelato, il Consorzio Vittone e il Centro Arti e Tradizioni Popolari con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino e la promozione di Turismo Torino e Provincia.

 

Uomo muore sotto il furgone ribaltato

Un uomo di 58 anni ha perso la vita nel pomeriggiodi oggi in un incidente stradale avvenuto lungo la strada statale 26, nel tratto compreso tra Mercenasco e Candia Canavese, in provincia di Torino.

Secondo le prime informazioni, la vittima era alla guida di un furgone dotato di cestello quando, per cause ancora in corso di accertamento, ilmezzo si è ribaltato. L’uomo è rimasto schiacciato sotto il veicolo e per lui non c’è stato nulla da fare.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti l’elisoccorso del servizio sanitario regionale e un’ambulanza, ma i tentativi di soccorso si sono rivelati inutili.

Carceri, la tradizionale veglia dell’Associazione radicale Aglietta per denunciare le criticità

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Dalle 22.30

Nel periodo più critico dell’anno per gli istituti penitenziari italiani, l’Associazione radicale Adelaide Aglietta organizza la tradizionale veglia estiva, che quest’anno sarà in forma di Maratona oratoria notturna, davanti alla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino. L’appuntamento è per lunedì 27 luglio alle 22.30 davanti all’ingresso dell’istituto di via Adelaide Aglietta 35.

L’iniziativa intende riportare al centro dell’attenzione pubblica una situazione che continua a rappresentare una grave emergenza per lo Stato di diritto: il sovraffollamento degli istituti penitenziari, la crescente presenza di persone con disturbi psichiatrici e dipendenze prive di adeguata presa in carico, le condizioni strutturali degli istituti e le difficoltà quotidiane di chi in carcere vive e lavora. Temi che l’Associazione radicale Adelaide Aglietta denuncia da anni attraverso visite in carcere, iniziative pubbliche e interlocuzioni con le istituzioni.
Alla maratona interverranno rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, dell’avvocatura, della politica, della polizia penitenziaria, del volontariato e dei garanti dei diritti delle persone private della libertà personale.

Tra gli ospiti già confermati figurano Igor Boni, presidente di Europa Radicale; Diletta Berardinelli, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Città di Torino; Luca Pidello, presidente della Commissione Diritti delle persone private della libertà personale del Consiglio comunale di Torino; Roberto Capra, presidente della Camera Penale del Piemonte Occidentale e Valle d’Aosta; Gerardo Romano, dirigente dell’OSAPP; fra’ Beppe Giunti, volontario nelle carceri di Alessandria e Torino; Marco Sorbara, consigliere regionale della Valle d’Aosta, vittima di ingiusta detenzione e membro del direttivo di Nessuno tocchi Caino; Vittoria Nallo, presidente del gruppo consiliare “Stati Uniti d’Europa per il Piemonte”; Daniele Valle, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte; Domenico Massano, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Asti; Nathalie Pisano, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Novara; Chiara Squarcione, presidente dell’Associazione radicale Certi Diritti, insieme ad altri rappresentanti del mondo istituzionale, dell’avvocatura, del volontariato e della società civile.

«L’estate rende ancora più insopportabili condizioni già incompatibili con il dettato costituzionale. Vogliamo riportare davanti ai cancelli del carcere il confronto pubblico tra chi quelle condizioni le vive, le osserva e ha il dovere di affrontarle. La pena può limitare la libertà personale, ma non può sospendere i diritti fondamentali della persona», dichiarano Oreste Gallo, Enea Lombardozzi e Samuele Moccia, coordinatori dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta.

L’iniziativa è aperta alla cittadinanza: chiunque potrà partecipare, ascoltare gli interventi e prendere la parola.