ilTorinese

Torino Globale per una città che negli ultimi 25 anni ha perso molte posizioni

L’OPINIONE

Sala piena nella sede degli industriali torinesi per ascoltare le proposte del notaio Andrea Ganelli e dei suoi amici. L’intervento più forte è stato proprio di Ganelli deluso dal lavoro dell’attuale amministrazione e delle posizioni perse da Torino negli ultimi anni. Ganelli ha detto chiaramente NON CI STO a una Città che non si rinnova abbastanza e ha fatto riferimento alla ultima volta che la società civile di Torino è scesa in massa in piazza Castello, la nostra grande manifestazione SITAV che ideai io e che organizzai dopo una riunione riservata proprio con i vertici degli Industriali Gallina e Gherzi , con la collaborazione delle Madamin.  Torino nel dopoguerra ha cambiato decisioni importanti due volte, la prima con la marcia dei 40.000 e la seconda con la piazza Sitav che fece saltare il disegno dei cinque stelle di dire NO alla TAV, l’opera più importante nel futuro della Città e del Nord Italia. Non è un caso che Luigi Arisio mi scrisse che la piazza SITAV gli aveva ricordato la Marcia dei 40.000. Nel dibattito mentre l’ex sottosegretario Vernetti ha indicato a Torino di puntare ai mercati esteri dove il Governo Meloni ha fatto importanti accordi (Giappone e India) anche se non ha detto che per puntare sui mercati internazionali bisogna avere infrastrutture molto più competitive dall’aeroporto che invece non fa il cargo aereo, alla TAV, alla logistica piemontese. l’ambasciatore Massolo ha illustrato bene i cambiamenti internazionali e la Presidente della Fondazione CRT ha illustrato alcune attività della Fondazione, anche se non ha spiegato perché i miliardi che negli ultimi 25 anni le fondazioni bancarie hanno versato al territorio non siano assolutamente riusciti a fermare il declino di Torino anzi la metà della Città che sta male, come diceva Mons. Nosiglia, oggi sta ancora peggio . Così che ha lasciato il segno la giovane Linda Villano che ha ricordato una massima di un grande economista non studiato dagli ultimi Sindaci :”Non possiamo migliorare se non misuriamo il nostro  lavoro” così Torino ha dovuto scoprire in ritardo da Cristina Fabrizi di Banca d’Italia che negli ultimi vent’anni Bologna era cresciuta 19 punti più di Torino.
Nei giardini ho chiesto al Notaio di non lasciarmi solo a battermi contro il declino perché tra un anno Torino per ripartire deve assolutamente cambiare.
Mino GIACHINO
UDC Torino

Otto concerti nella stagione 2026-2027 dell’Orchestra RAI con il nuovo direttore Michele Mariotti

Inaugurazione giovedì 22 ottobre con il direttore uscente Andrés Orozco – Estrada

È affidato alla bacchetta del Direttore principale  Andrés Orozco- Estrada il concerto inaugurale della stagione 2026-2027 dell’OSN Rai, in programma  giovedì  22 ottobre, con replica venerdì 23. Per l’occasione verrà proposta la Sinfonia n. 6 Tragica di Mahler, grandiosa pagina sinfonica del primo Novecento ed emblematica rappresentazione, con i suoi celebri colpi di martello nel “Finale” della strenua lotta umana contro il destino. Ed è ancora l’immagine del fato implacabile  ad incombere sull’umanità a ricorrere nell’incipit della Sinfonia n. 5 di Ludwig van Beethoven, che Orozco-Estrada dirigerà per il secondo appuntamento della stagione sinfonica mercoledì 21 e giovedì 22 aprile 2027, insieme al Concerto n. 2 per violino e orchestra di Prokof’ev , con solista Augustin Hadelich e una prima esecuzione assoluta, “ Radici future” di Pasquale Punzo.

Il nuovo direttore principale dell’OSN, Michele Mariotti, da ottobre succederà ad Andrés Orozco Estrada  e sarà  protagonista di ben otto appuntamenti sinfonici, distribuiti tra stagione, fuori sede e il ciclo “Beethoven pops”. Il primo appuntamento di Mariotti nelle nuove vesti di Direttore principale  è  in programma giovedì  10 e venerdì 11 dicembre, quando dirigerà la Sinfonia n. 9 La Grande di Schubert, affiancandola al Vier letzte Lieder di Richard Strauss con il soprano svedese Miah Persson. A febbraio 2027 verrà proposta la Sinfonia n. 4  di Čajkovskij, il Concerto in la minore  per pianoforte e orchestra di Schumann, con solista Federico Colli, e “La neve senza notte” di Federico Perotti in prima esecuzione assoluta.

A marzo 2027 sarà la volta, invece, della Sinfonia n. 8 di Dvořák, eseguita insieme al Concerto n. 1 per violino e orchestra di Ṣ̌ostakovič, che vedrà protagonista la violinista Francesca Dego, Premio Abbiati del Disco 2024, al suo debutto con l’OSN RAI.

A maggio 2027 Mariotti proporrà la Sinfonia n. 5 di Mahler, mentre il 17 giugno parteciperà alle celebrazioni dell’OSN RAI per il bicentenario della morte di Beethoven  nel quarto concerto di “Beethoven Pops”, dirigendo la Sinfonia n. 7 e il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra  del compositore tedesco, che vedrà impegnato al pianoforte Nikola Meeuwsen, Primo Premio al Concorso pianistico internazionale Reg8na Elisabetta del Belgio a Bruxelles nel 2025.

In occasione del bicentenario della morte di Beethoven, che ricorrerà nel 2027, l’OSN RAI renderà omaggio al grande compositore tedesco proponendo l’integrale delle sue nove Sinfonie e dei suoi cinque concerti  per pianoforte e orchestra, cui si aggiungono la Missa Solemnis, il concerto per violino e una serie di composizioni contemporanee di ispirazione beethoveniana.

La celebrazione sarà distribuita  tra la stagione Sinfonica  e il ciclo speciale di concerti “ Beethoven pops”, che vedrà protagonisti quattro giovani direttori affiancati al Direttore principale Mariotti e che si svolgerà dal 3 al 30 giugno 2027.

Il primo degli appuntamenti, in programma giovedì 3 giugno 2027, vedrà salire sul podio  dell’OSN RAI il direttore d’orchestra Hossein Pishkar, che propone la Sinfonia n. 4 e il Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra, con solista Kevin Chen.

Domenica 6 giugno 2027, nell’ambito del progetto “Professione Orchestra”, giunto al suo decimo anno, in collaborazione con la Fondazione Accademia di Musica di Pinerolo e di Torino, sempre Pishkar dirigerà  la Sinfonia n. 1 e la Sinfonia n. 8.

Giovedì 10 giugno 2027 è  la volta del giovane Diego Ceretta, che tornerà alla guida della compagine RAI con Lukas Sternath come solista per il Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra e la Sinfonia n. 2. Giovedì 17 giugno 2027 a salire sul podio dell’OSN RAI per Sinfonia n. 7 e il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra con solista Nikola Meeuwsen sarà,  invece, Michele Mariotti,  mentre giovedì 24 giugno 2027, in occasione del Concerto per San Giovanni, il giovane direttore belga americano Giulio Cilona accostare la Sinfonia n. 6 Pastorale al Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra, che lo vedrà impegnato anche nelle vesti di pianista.

L’ultimo dei concerti del ciclo “Beethoven Pops” è  in programma mercoledì 30 giugno 2027, con Aurel Dawidiuk, chiamato ad affiancare la Sinfonia n. 3 Eroica all’Ouverture del Coriolano. La Sinfonia  n. 5 e il Concerto n. 5 Imperatore per pianoforte e orchestra  di Beethoven saranno, invece, proposte, in due concerti della stagione Sinfonica, la prima affidata ad Andrés Orozco Estrada  il 21 e 22 aprile 2027, il secondo diretto da Patrick Hahn il 29 e 30 aprile 2027, con, al pianoforte solista Jan Lisiecki.

A completare l’omaggio a Beethoven nel bicentenario della morte  saranno due fra le più  somme pagine del repertorio sinfonico corale,  rispettivamente proposte nei Concerti di Natale e Pasqua.

Martedì  22 dicembre il Direttore emerito Fabio Luisi torna sul podio della compagine RAI con la Sinfonia n. 9. Chiamati sul palco a interpretare l’Inno alla Gioia dell’ultimo movimento il soprano Valentina Farcas, il mezzosoprano Anke Vondung, il tenore Tuomas Katajala e il baritono Modestas Sedlevičius. Il Coro è quello del Teatro Regio di Torino. Il Concerto di Pasqua, in programma venerdì 27 marzo 2027, sarà,  invece, affidato alla bacchetta di Juraj Valčuha, già direttore della compagine RAI dal 2009 al 2016, che dirigerà per l’occasione la Missa Solemnis.

Accanto ai concerti di Natale e Pasqua, la Stagione 2026/2027 proporrà un’altra serie di appuntamenti in serata unica. Tra questi il Concerto di Carnevale , il 9 febbraio 2027, che vedrà il ritorno sul podio dell’Orchestra Rai di John Axelrod con un programma capace di unire pagine brillanti di Berlioz, Rossini, Ponchielli, Offenbach e Strauss padre e figlio. Seguirà,  il 1⁰ aprile, un appuntamento interamente dedicato al valzer, dalla sua nascita alla dissoluzione, diretto da Giuseppe Mengoli, che ripercorre i più  noti esempi del genere quali la Valse di Ravel e Jazz Suite n. 2 di Sostakovič, ma anche il Valzer dei Fiori dal Balletto Schiaccianoci di Cajkovskij e molti altri. Questo concerto sarà  anche proposto a Ferrara per Ferrara Musica. Il 19 novembre 2026 Francesco Corti, anche lui al suo esordio con la compagine RAI, proporrà in una serata unica le ultime tre Sinfonie di Mozart ( K 543, K 550, K 551).

La stagione 2026-2027 dell’OSN RAI ospiterà anche il ritorno all’Auditorium della RAI  di prestigiose bacchette. Il 12 e 13 novembre a salire sul podio della compagine RAI sarà  Daniele Gatti che, per l’occasione, proporrà la Sinfonia n. 10 di Mahler nella ricostruzione di Deryck Cooke. Il 3 e 4 dicembre sarà  la volta di Daniele Rustioni che accosta la Sinfonia n. 7 di Dvořák al Concerto per violino e orchestra op. 24 di Miklós Rózsa, con solista Roman Simovic, al suo debutto. A tornare alla guida della compagine RAI saranno anche direttori quali Juraj Valčuha, che sarà impegnato nel concerto di Pasqua  e dirigerà l’orchestra anche il 21 e 22 gennaio 2027; Marc Albrecht, il 28 e 29 gennaio 2027, con un programma interamente dedicato a Richard Strauss; Robert Treviso, che il 29 e 30 ottobre 2026 dirigerà la Sinfonia n. 9 di Bruckner e il 4 e 5 marzo 2027 uno dei più grandi capolavori del Novecento, la Turangalîla- Symphonie di Olivier Messiaen; Ottavio Dantone , che l’8 e il 9  aprile 2027 proporrà  un programma che va da Haydn a Fauré a Ravel.

Tra le bacchette ospiti del cartellone vi saranno infine anche Cornelius Meister, che il 18 e 19 marzo 2027 sarà  impegnato nella Sinfonia n. 4 Italiana di Mendelssohn e la Sinfonia Concertante di Mozart; Maxime Pascal che il 20 e 21 maggio 2027 offrirà  un programma che accosterà a La mer e Jeux di Debussy e al Bolero di Ravel una prima esecuzione assoluta Lacruna di Pasquale Corrado.

Fanno parte di RAI Nuova Musica i concerti dedicati al repertorio novecentesco e contemporaneo, distribuiti come di consueto nel corso della stagione. Il primo sarà  il 5 novembre, affidato alla bacchetta di Robert Trevini, con il virtuoso del violino di fama internazionale Pavel Sporcl , al suo debutto con la compagine RAI, e musiche di John Adams, Stefano Pierini e Ramon Lazkano. Secondo appuntamento  di RAI NuovaMusica è in programma il 26 novembre  e segna il ritorno sul podio della compagine RAI di Tito Ceccherini, che dirigerà il concerto per pianoforte e orchestra “Tre quadri” di Francesco Filidei.

Il terzo appuntamento sarà  il 4 febbraio 2027 e vedrà alla guida della compagine RAI Jonathan Webb, che accostare Phantasma di Bernard Richard Deutsch  alla Sinfonia n. 1 Concordia di Samy Moussa.

Il quarto ed ultimo appuntamento di RAI NuovaMusica è  in programma il 14 maggio 2027, un concerto diretto da Pierre Bleuse, al suo debutto con l’OSN della RAI, che proporrà due brani di György Kurtag, La Petite musique solennelle- En hommage a Pierre Boulez 90 per orchestra e Die Stechardin per soprano e orchestra e Unveiled di Vito Zuraj per violoncello e orchestra.

Quest’ultimo concerto sarà proposto anche il 16 maggio al Teatro alla Scala nell’ambito di Milano Musica.

Gli abbonamenti alla stagione sinfonica 2026-2027 sono in vendita online  espresso la biglietteria dell’Auditorium Rai dal 7 al 31 luglio, e dal 1⁰ settembre al 30 ottobre. I carnet, acquistabili solo in biglietteria, e i biglietti per i singoli concerti di stagione (biglietteria e online), sono in vendita a partire dall’8 settembre.

Mara Martellotta

Incendio in borgo Aurora, edificio evacuato

Un incendio è divampato nelle scorse ore in un edificio residenziale in borgo Aurora, in via Maria Ausiliatrice. I residenti sono stati fatti evacuare per precauzione. Una nube di fumo è visibile da molte zone di Torino. Pare siano andate in fiamme per cause da accertare alcune mansarde.

Dimesso il tifoso juventino ferito prima del derby

E’ stato dimesso dalle Molinette Marco Leonardo Basoccu, il tifoso bianconero di 36 anni rimasto gravemente ferito negli scontri prima del derby del 24 maggio scorso. Dopo un delicato intervento neurochirurgico il decorso clinico è positivo e il paziente presenta buone condizioni neurologiche.

Rete regionale Trenitalia, modifiche fino al 14 giugno

Modifiche alla circolazione ferroviaria da sabato 6 a domenica 14 giugno per lavori programmati tra le stazioni di Novara e Agognate.

Al fine di garantire la continuità del servizio e limitare l’impatto dei lavori sul territorio, Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) ha riprogrammato l’offerta con un servizio bus tra Novara e Biella.

L’orario dei bus può variare in funzione delle condizioni del traffico stradale, con possibile aumento dei tempi di percorrenza. Si consiglia pertanto di valutare la ripianificazione del proprio viaggio.

Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia, eccetto i cani da assistenza.

Lucento, il quartiere delle radici profonde

Un viaggio tra storia, verde, cultura e senso di comunità nella periferia che custodisce una delle identità più forti della città.

Lucento è uno di quei quartieri torinesi che raccontano molto dell’evoluzione della città. Situato nella zona nord-occidentale, lontano dai percorsi turistici più battuti, conserva una storia che attraversa secoli di trasformazioni: da borgo rurale immerso nei campi a quartiere operaio, fino alla realtà residenziale e multiculturale di oggi.

Le sue origini sono antiche e affondano nel Medioevo quando il territorio era caratterizzato da cascine, terreni agricoli e piccoli insediamenti sorti lungo la Dora Riparia. Il simbolo di questa storia è il Castello di Lucento, che ancora oggi ricorda il passato del quartiere e il suo ruolo strategico nei secoli. Per lungo tempo quest’area rimase separata dalla città, con una vita scandita dal lavoro nei campi e dalle attività legate all’acqua dei canali e del fiume. L’ingresso nel Novecento segnò una svolta radicale, l’espansione industriale di Torino, infatti, trasformò profondamente l’intera area; la vicinanza alle grandi fabbriche attirò migliaia di lavoratori provenienti da altre regioni italiane e Lucento divenne una delle destinazioni privilegiate dell’immigrazione interna che contribuì a costruire la Torino industriale. Nacquero nuovi edifici, scuole, servizi e impianti sportivi. Le vecchie campagne lasciarono spazio ai condomini e alle case popolari che ancora oggi caratterizzano gran parte del quartiere. Questa origine operaia è rimasta impressa nell’identità collettiva del luogo e a differenza di altre zone della città, che hanno conosciuto una rapida trasformazione sociale, Lucento conserva ancora un forte senso di appartenenza. Molti abitanti parlano del quartiere come di una piccola comunità all’interno della grande città, dove il rapporto di vicinato, le associazioni, le parrocchie e le attività sportive continuano a svolgere un ruolo importante nella vita quotidiana.

Oggi Lucento si presenta come un quartiere prevalentemente residenziale, dotato di una buona rete di servizi, scuole, centri sportivi, attività commerciali e servizi pubblici che contribuiscono a renderlo una zona vivibile, apprezzata soprattutto dalle famiglie e dagli anziani. Negli ultimi decenni la composizione sociale si è nuovamente trasformata in seguito all’arrivo di nuove comunità straniere, che hanno aggiunto ulteriori sfumature a una realtà già abituata all’incontro tra culture diverse.

Tra gli elementi che rendono Lucento particolarmente interessante è la presenza di una grande porzione di verde; il Parco della Pellerina, il più grande della città, rappresenta per molti abitanti un’estensione naturale del quartiere; le sue ampie aree alberate, i percorsi lungo la Dora e gli spazi dedicati allo sport e al tempo libero costituiscono una risorsa preziosa in un contesto urbano densamente abitato. Di particolare interesse sociale sono la presenza dell’AIEF – Fondazione per l’Infanzia e l’Adolescenza, che si trova all’interno del Castello e il Centro culturale Principessa Isabella, a via Verolengo, nato alla fine dell’Ottocento come asilo per i figli delle famiglie operaie e oggi importante presidio culturale del quartiere. La sua storia racconta l’attenzione ai temi dell’educazione e dell’assistenza sociale che hanno accompagnato lo sviluppo di Lucento.

Lucento custodisce testimonianze storiche spesso poco conosciute. Il Castello di Lucento rimane il punto di riferimento più significativo, mentre la chiesa dei Santi Bernardo e Brigida richiama le radici religiose e comunitarie della zona. Passeggiando tra le vie del quartiere si possono ancora cogliere tracce della Torino industriale del Novecento, nei grandi complessi residenziali, nelle strutture nate per accogliere i lavoratori e nei racconti di chi ha vissuto gli anni della crescita economica della città.

I punti di forza riconosciuti dagli stessi residenti sono numerosi: la presenza di servizi di prossimità, il costo delle abitazioni relativamente accessibile rispetto ad altre aree torinesi, la disponibilità di green e soprattutto quel senso di vicinanza che continua a distinguere il quartiere. Non mancano però le criticità, sarebbe necessaria, infatti, una maggiore valorizzazione del patrimonio storico locale, il recupero di alcuni spazi inutilizzati, il sostegno al commercio e nuovi investimenti in ambito culturale e sociale. Anche il tema della sicurezza e del decoro urbano compare frequentemente tra le priorità indicate dagli abitanti. Più che una semplice periferia, Lucento appare oggi come un luogo in equilibrio tra memoria e cambiamento. Le sue strade raccontano la storia di generazioni di contadini diventati operai, di famiglie arrivate da ogni parte d’Italia in cerca di lavoro e di nuove comunità che continuano a trovare qui uno spazio in cui costruire il proprio futuro. È un quartiere che forse non possiede la monumentalità del centro storico, anche se sono presenti opere come “1706”, di Luigi Nervi, che richiama l’assedio di Torino e il ruolo che Lucento ebbe in quell’evento storico, ma conserva un patrimonio umano e sociale capace di raccontare, con particolare autenticità, una parte importante della storia di Torino, qui la vera protagonista è la comunità.

Maria La Barbera

Fondazione Garuzzo, Progetto di cooperazione culturale fra Italia e Senegal

“Dialogues avec les images” rappresenta un progetto di cooperazione culturale, didattica e formativa tra Italia e Senegal, che mette in relazione istituzioni accademiche, docenti e studenti di due Paesi attraverso la fotografia e le arti visive. Ideato e promosso dalla Fondazione Garuzzo, ente culturale senza scopo di lucro con sede a Torino che, dal 2005, opera nella diffusione in Italia e nel mondo dell’arte contemporanea, in collaborazione con l’ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino), l’Ambasciata d’Italia a Dakar e l’Istituto Italiano di Cultura a Dakar, il progetto prende avvio nelle prime settimane di luglio 2026, e costruisce un percorso condiviso di formazione e produzione artistica con l’obiettivo di avviare un dialogo strutturato e continuativo tra sistemi culturali accademici europei e africani.

L’iniziativa si inserisce in una fase di rafforzamento delle relazioni diplomatiche culturali tra Italia e Africa, oggi al centro di un ri notato dialogo strategico ch3 coinvolge cooperazione internazionale, formazione, mobilità accademica, sviluppo sostenibile e diplomazia culturale. In questo contesto la fotografia è intesa come un dispositivo di relazione e linguaggio operativo comune, capace di attivare pratiche di scambio che superino la dimensione espositiva per entrare nel campo della coproduzione il progetto si sviluppa attraverso fasi successive che intrecciano workshop, produzione di opere, esposizione pubblica, editoria e consolidamento istituzionale. La fase iniziale del progetto si svolge in Senegal, con due workshop tematici tra Dakar e Saint-Louis. I laboratori sono condotti congiuntamente da docenti dell’ISIA di Urbino e da docenti delle Istituzioni senegalesi partner, coinvolge do studenti selezionati dell’ISIA, dell’École des Arts di Dakar e dell’Università Gaston Berger di Saint-Louis.

Il gruppo di lavoro internazionale e interdisciplinare, opera in condivisione progettuale in cui la produzione fotografica nasce dall’interazione diretta tra pratiche didattiche e contesti culturali differenti. L’obiettivo non è la semplice documentazione, ma la costruzione di un corpus di immagini originali, sviluppato attraverso un processo di confronto continuo.

I primi risultati del workshop troveranno una prima restituzione pubblica nell’autunno del 2026, con una mostra collettiva allestita negli spazi dell’Istituto Italiano di Cultura di Dakar. L’esposizione sarà inserita all’interno di Dak’Art OFF, programma collaterale della Biennale d’Arte di Dakar, che si svolgerà dal 19 novembre al 19 dicembre 2026 e rientrerà nel festival Partcours che, ogni anno, costruisce una rete diffusa di istituzioni, musei e spazi indipendenti nella città.

La Biennale di Dakar, tra le più importanti piattaforme dedicate all’arte contemporanea  africana e della diaspora, rappresenta, da oltre trent’anni, un punto ristoro riferimento internazionale per la ricerca artistica, il confronto culturale e la riflessione sulle trasformazioni sociali e politiche del presente. Fondata nel 1990, si distingue per la capacità di intrecciare pratiche artistiche e riflessione pubblica.

In occasione dell’inaugurazione verrà presentata una pubblicazione dedicata al progetto, accompagnata da un programma pubblico di incontri, talk, tavole rotonde e proiezioni con artisti, curatori e studiosi italiani e senegalesi. Il volume, pubblicato in italiano e in francese, è concepito come un dispositivo editoriale autonomo rispetto alla mostra: alle immagini si affiancano contributi scientifici che ampliano il campo di riflessione sul progetto e sui suoi processi di lavoro. Il progetto grafico è affidato a ISIA Urbino, mentre la pubblicazione è edita da Skinnerboox, realtà di riferimento internazionale nel panorama del libro fotografico.

Mara Martellotta