Nelle scorse ore, la Polizia di Stato ha arrestato a Torino tre giovani per rapina aggravata in concorso.
Attorno alle due mezza di domenica, una coppia di amici a passeggio lungo la riva del Po è stata avvicinata, all’altezza di via Sineo, da tre giovani cittadini egiziani che, dopo aver chiesto loro una sigaretta, li hanno aggrediti utilizzando uno spray urticante.
I tre, tutti di 20 anni, sono riusciti a impossessarsi della borsetta della ragazza e dello zaino del ragazzo, per poi fuggire in direzione di via Balbo.
I poliziotti dei “Falchi” della Squadra Mobile torinese, acquisite le descrizioni, hanno svolto attive ricerche in zona, fino a quando hanno notato il gruppetto in Viale dei Partigiani e, seguendoli fino a via XX Settembre, dove li hanno fermati.
Addosso ai giovani, gli investigatori hanno rinvenuto alcuni documenti sottratti a una delle vittime, che le sono stati riconsegnati, nonché un coltello a lama fissa e lo spray urticante utilizzato durante la rapina.
Gli arresti sono stato convalidati dall’Autorità Giudiziaria, che ha disposto come misura l’obbligo di presentazione alla P.G.

L’ Assemblea degli industriali torinesi, tenuto conto della debolezza politica del Consiglio Comunale e del Consiglio regionale , sarà il momento più importante dell’anno per Torino. L’Italia ,come ha detto il Fondo Monetario , quest’anno e il prossimo anno vedrà il suo PIL crescere la metà della media europea. La bassa crescita della economia torinese sicuramente è una delle cause della bassa crescita italiana. Ecco perché la Assemblea di quest’anno che vedrà intervenire mezzo Governo sarà questa volta più importante della Assemblea degli industriali lombardi, per influire sulla azione del Governo e sulla prossima Legge di Bilancio . Se riparte Torino ne avrà benefici importanti la economia nazionale.
C’è un limite all’indecenza? Probabilmente no, almeno a giudicare da questa realtà che non risparmia neanche i più deboli. Un uomo di 54 anni, reduce da un ictus, viene derubato della sua carrozzella elettrica, come riporta la cronaca torinese di Repubblica: il suo strumento di autonomia, comprato a caro prezzo, tre volte la sua misera pensione. Il figlio urla, giustamente: “Non è un gioco”. E infatti non lo è. È la cruda realtà di un mondo dove la pietà sembra un optional, dove la miseria si mescola all’irrazionalità, e chi osserva resta impotente, sbalordito e disgustato di fronte a tanta crudeltà.