ilTorinese

La pittura incontra l’arte dei fiori viventi

DOMENICA 10 AGOSTO 2025  ORE 21 Atelier ArtDabò, Via Arduino 37 – Ivrea (TO)

Una performance dal vivo in cui l’ikebana (l’arte dei fiori viventi)  dialoga con la pittura di Daniela Borla Dabò 

Dopo una breve introduzione all’ikebana,  verranno realizzate da Neicla Natsumei Campi  delle composizioni dal vivo che dialogheranno con i dipinti di DaBò. Questo consente ai partecipanti di seguire la realizzazione dell’opera che si evolve davanti ai loro occhi, partecipando al processo creativo dell’artista.

Un evento davvero UNICO per la sua realizzazione.  Neicla Natsumei Campi è una maestra di ikebana della scuola  Sogetsu di Tokyo  Natsumei (sorriso dell’estate)  in giapponese 夏明 è il suo nome da maestra. Era bambina quando ha scoperto questa forma d’arte, ma praticarla è rimasto un sogno nel cassetto fino a quando, 10 anni fa,  ha incominciato a frequentare le lezioni della scuola Sogetsu a Roma, dove ha conseguito il suo primo diploma di maestra.

Tiene regolarmente corsi nella sua città, Ivrea, preparando i suoi allievi a diventare a loro volta maestri, se lo desiderano, e condividendo con loro momenti di bellezza e serenità. Organizza seminari di introduzione all’ikebana. Ha tenuto conferenze sull’ikebana, dimostrazioni dal vivo e realizzato mostre in diverse località del Piemonte.

Ha realizzato anche installazioni di ikebana all’aperto col bambù sia ad Ivrea che sul lago d’Orta. Le piace continuare ad imparare e sperimentare e per questo frequenta ad Anversa, in Belgio, la scuola di Ilse Beunen, una delle più grandi maestre di ikebana al mondo. Con lei ha conseguito il secondo livello di diploma. In questo mio percorso ha al suo fianco il marito, un bravissimo vasaio che realizza i vasi per l’ikebana.

È anche il suo aiutante nelle installazioni di bambù, nella raccolta del materiale e in molte altre attività in cui una maestra di ikebana arriva dicendo “secondo te come potrei fare a …” Daniela Borla, conosciuta nel mondo dell’arte come Dabò, è una pittrice, scrittrice e scultrice che vive e opera ad Ivrea dove gestisce il suo Atelier (ArtDabò) insieme al suo compagno di vita e manager Luca, grafico digitale.

La sua carriera artistica è il risultato di una profonda passione e ricerca che ha coltivato fin da giovane, parallelamente agli  studi e all’attività professionale di psicopedagogista e maestra. Ha perfezionato le sue tecniche pittoriche con corsi alla Pinacoteca Albertina di Torino.  Ha fatto parte di diverse associazioni artistiche, le sue opere sono state esposte in numerose mostre collettive e personali sia in Italia che all’estero, tra cui il Carrousel du Louvre e il Festival d’Hiver a Parigi, il World Art Dubai a Dubai, l’Art Expo a New York.

Ha inoltre esposto a Pechino, Nizza, Barcellona, Montecarlo, Roma, Milano, Torino, Genova, Parma, Faenza, etc.

La sua ricerca pittorica si concentra principalmente sull’arte informale, con una particolare predilezione per la rappresentazione dell’opera dell’Uomo attraverso paesaggi urbani. Le città, con i loro cantieri, porti, periferie e edifici fatiscenti, sono la fonte principale della sua ispirazione. Nelle sue opere, l’essere umano è raramente rappresentato direttamente, ma la sua essenza, il suo lavoro, le sue emozioni e le tracce del suo passaggio sono fortemente percepibili.

Le opere di Dabò si distinguono per l’uso audace di colori e linee frazionate, che creano un senso di incompiutezza e di realtà in continua trasformazione. Le prospettive sono spesso inusuali e i colori non sempre corrispondono alla realtà, riflettendo la complessità e la dinamicità del mondo urbano. L’artista invita il fruitore a un’interpretazione libera, suggerendo che le luci, le ombre e il punto di osservazione possano modificare la percezione della realtà.

Oltre alla pittura, Daniela Borla è anche una scrittrice e scultrice.

 

( Nella foto, da sinistra, Daniela Borla Dabò – Neicla Natsumei Campi – Luca Stratta )

Meneguzzi e Merlo: Tav, basta con le violenze e i danni alla Val Susa

“Meloni   ha ragione, punire i responsabili e avanti con i cantieri”

SAUZE D’OULX – In merito alle violenze e ai danni provocati nella giornata di sabato 26 luglio nel corso di una manifestazione No Tav, il Presidente dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea Mauro Meneguzzi e l’Assessore alla Comunicazione dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea Giorgio Merlo assumono una posizione dura e netta: “Tav, basta con le violenze e i danni alla Val Susa. La Premier Giorgia Meloni ha ragione: punire i responsabili e avanti con i cantieri”.

Mauro Meneguzzi e Giorgio Merlo prendono posizione: “Le ripetute ed insistenti violenze dei No Tav che si ripresentano puntualmente in Valle di Susa creando disagi terribili all’intera Valle con relative devastazioni, non sono più ammesse e nè tollerabili. Oltre alla piena e convinta solidarietà alle forze dell’ordine per il lavoro svolto e anche, e soprattutto, per i rischi a cui vanno incontro per difendere l’incolumità dei cittadini e la sicurezza dei cantieri, non possiamo non condividere la riflessione   puntuale del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla necessità che simili gesti vanno perseguiti con durezza e senza tentennamenti. E, lo ribadiamo ancora una volta, si tratta – quella dell’alta velocità Torino/Lione – di un’opera necessaria ed indispensabile per dare un futuro alla nostra economia e, soprattutto, per garantire una prospettiva di sviluppo a Torino e all’intero Piemonte”.

Oggi apre la seconda canna del Frejus

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Il 28 luglio sarà attiva  la seconda canna del traforo del Fréjus di 12,87 km. Grazie alla galleria il flusso e la sicurezza del traffico tra Italia e Francia saranno sicuramente migliori. L’opera si rivela ancora più utile con la chiusura del traforo del Monte Bianco dal 1° settembre per  ben 15 settimane. La galleria favorita una circolazione separata tra le direzioni di marcia, evitando gli incroci tra i veicoli e aumentando così la sicurezza

Il Piemonte del vino guarda al biologico

La viticoltura biologica cresce in Piemonte, trainata da una visione che coniuga qualità, tutela ambientale e identità territoriale.

Nel cuore delle Langhe, una delle regioni vinicole più prestigiose d’Europa, il Piemonte si afferma come terra di innovazione sostenibile. Negli ultimi anni, la viticoltura biologica ha conosciuto una crescita costante: un processo che non si limita alla certificazione, ma si traduce in un cambiamento culturale profondo, capace di coinvolgere aziende, territori e comunità.

Sebbene il biologico continui a rappresentare una produzione di nicchia, oggi rappresenta sempre più una scelta strategica per molte realtà vitivinicole piemontesi che vogliono coniugare eccellenza produttiva e rispetto per l’ambiente, in risposta a consumatori sempre più attenti all’impatto delle proprie scelte. A spingere verso questa direzione è anche un clima sempre più fragile, che rende evidente la necessità di pratiche agricole rigenerative e più rispettose dell’equilibrio naturale.

In questo scenario le cooperative vitivinicole svolgono un ruolo fondamentale, perché mettono a sistema competenze, esperienze e risorse, rendendo possibile il cambiamento anche per le piccole aziende agricole. La cooperazione diventa così un moltiplicatore di consapevolezza, innovazione e impatto positivo sul territorio.

I numeri del vino biologico

Nel corso degli ultimi anni, il biologico ha conquistato sempre più spazio all’interno dei vigneti italiani e piemontesi, e i numeri lo testimoniano in modo chiaro: secondo il report firmato da Sinab e realizzato da Ismea in collaborazione con Ciheam nel 2021, l’Italia è tra i primi Paesi al mondo a produrre maggiori quantitativi di vino biologico. Con una superficie vitata biologica che, come riportato da FederBio, nel 2025 è arrivata a 133.000 ettari, l’Italia occupa un ruolo di primo piano in questa transizione.

Secondo Nomisma Wine Monitor, in Piemonte i vigneti coltivati a biologico hanno superato nel 2023 i 4.700 ettari, segnando una crescita del +353% rispetto al 2012. In percentuale, si tratta di quasi il 10% della superficie viticola regionale: un numero che dimostra chiaramente che la vitivinicoltura biologica rappresenta ancora una produzione minoritaria, ma che racconta un cambiamento comunque degno di nota.
Accanto a questa crescita produttiva, occorre sottolineare che il mercato si dimostra ricettivo e premiante per i prodotti biologici, il cui apprezzamento è in costante aumento. In particolare nei mercati del Nord Europa e del Canada l’etichettatura biologica non rappresenta più solo un vantaggio, ma è spesso un requisito fondamentale.

Radici che uniscono: vite e cooperazione

Questa trasformazione trova nella cooperazione un supporto fondamentale, che affianca i produttori attraverso formazione, assistenza tecnica e supporto economico per favorire una viticoltura più attenta e sostenibile.
Un esempio emblematico di questo approccio è quello della Cantina Terre del Barolo, storica cooperativa di Castiglione Falletto aderente a Confcooperative Fedagripesca Piemonte, che ha scelto di investire con convinzione nella produzione di vini biologici certificati, coinvolgendo in modo strutturato i propri soci. La cantina produce ogni anno circa 120.000 bottiglie biologiche, tra Barolo, Barbera, Dolcetto e Nebbiolo, vitigni che esprimono pienamente il legame profondo con la Langa e la sua identità. Per questa realtà il biologico non è una moda, ma una scelta seria e consapevole, un modo più coerente per tutelare le risorse naturali e il lavoro dei soci.

Ma nella cooperazione agricola piemontese sono diversi gli esempi di tutela dell’ambiente e del territorio: in Cantina Clavesana, dal 2019 un primo gruppo di soci ha intrapreso il conferimento di uve biologiche per la produzione di Dogliani DOCG, mentre nell’astigiano la Cantina Sociale di Nizza Monferrato produce Barbera d’Asti DOCG e Nizza DOCG biologici. Accanto a questi, la Cantina Sociale Tre Secoli, Terrenostre, Cantina La Maranzana e la Cantina Sociale del Nebbiolo hanno linee produttive certificate biologiche. Altre cooperative, come Produttori di Govone, dispongono invece attualmente della sola certificazione per avviare nel futuro la produzione biologica.

Questi sono solo alcuni esempi dell’attenzione che la filiera cooperativa riserva all’ambiente, al territorio e alle persone. Certo, la vitivinicoltura biologica richiede pazienza, osservazione costante e una formazione continua. Ma è proprio in questo contesto che emerge maggiormente il valore della cooperazione, strumento efficace per affrontare le difficoltà produttive ed economiche, soprattutto nelle annate più critiche e complesse.

Accesso al credito, garanzie per le imprese

Su proposta dell’assessore al Bilancio e alle Attività produttive Andrea Tronzano, la Giunta regionale ha disposto una rimodulazione della Sezione speciale Regione Piemonte del Fondo di Garanzia, strumento finanziato con 60 milioni di euro del programma regionale Fesr 2021-2027 e gestito tramite il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

“Abbiamo scelto di spostare le risorse dove c’è maggior richiesta – spiega Tronzano – Le imprese piemontesi hanno la necessità di garanzie dirette per accedere al credito e la Regione risponde con rapidità. Con questa decisione riattiviamo immediatamente una misura molto sfruttata, evitando che i fondi europei rimangano inutilizzati”.

Nel dettaglio, vengono spostati 10 milioni di euro dalla linea di intervento dedicata alla “riassicurazione” (controgaranzia) alla linea dedicata alla “garanzia diretta”, che aveva esaurito le risorse disponibili ed era quindi stata sospesa. La modifica permette di riattivare subito l’operatività della linea A, la più richiesta dalle imprese, portandone la dotazione da 45 a 55 milioni di euro.

Lo strumento, gestito da Mediocredito Centrale, ha già permesso di garantire 5.453 operazioni, di cui oltre 4.600 tramite garanzie dirette, per un importo complessivo superiore a 1,3 miliardi di euro di finanziamenti bancari, sostenendo gli investimenti e la liquidità delle piccole e medie imprese piemontesi.

La rimodulazione – conclude l’assessore Tronzano – è una scelta strategica e non comporta nuovi costi per il bilancio regionale: si tratta di una riallocazione intelligente delle risorse esistenti, in base alla reale domanda del sistema produttivo. L’obiettivo è continuare a utilizzare al meglio i fondi europei, accelerando gli investimenti e sostenendo la crescita delle imprese”.

cs

DDL Femminicidio, Ruffino: “Coinvolgere scuola e famiglia”

“È stato importante il voto unanime del Senato per l’approvazione del reato di femminicidio. È un primo passo importante delle istituzioni, ora occorre coinvolgere quelle strutture sociali – scuola e famiglia prima di tutto – per modificare quei comportamenti distorsivi nei confronti della donna che sono il frutto di pregiudizi ancestrali, spesso entrati e accolti inavvertitamente nella vita quotidiana. Aggredire una donna è da oggi un reato specifico, perseguibile con pene severe. Sradicare pregiudizi consolidati e rimuovere luoghi comuni incrostati rimane un’opera ancora lunga per la quale occorre mobilitare tutte le leve rese disponibili dalle leggi.” Così l’on. Daniela Ruffino (Azione).

Premio di laurea a 1300 studenti

L’Ente EDISU Piemonte ha disposto il pagamento del premio di laurea sul conto corrente indicato dagli studenti aventi diritto. Le somme, pari complessivamente a 2.459.738,50 euro, sono state accreditate a 1.353 studenti secondo le tempistiche previste dai rispettivi istituti di credito.
«Premiare il merito e sostenere chi ha dimostrato determinazione nel completare con successo il proprio percorso universitario è un’azione significativa volta a riconoscere l’impegno», dichiara Elena Chiorino, vicepresidente della Regione Piemonte e assessore al Diritto allo Studio Universitario. «Questa misura è un segnale concreto di attenzione verso i nostri giovani: investire su di loro significa investire sul futuro della nostra Nazione. Continueremo a garantire servizi di qualità, opportunità e supporto, perché il riconoscimento del merito è qualcosa che va oltre al diritto allo studio» conclude Chiorino.
Soddisfazione espressa anche da Roberta Piano, presidente di EDISU Piemonte: «Con questo pagamento riconosciamo il valore dell’impegno universitario di 1.353 studenti, incentivando i nostri laureati a proseguire nel proprio percorso di crescita personale e professionale. EDISU continuerà a lavorare ogni giorno per offrire strumenti e servizi sempre più efficaci, puntando sulla meritocrazia».

Sul ring Fontana batte Fiorillo

IN UNA SERATA DI GRANDE BOXE A TORINO

Un match vero, combattuto, di quelli che piacciono agli appassionati: Andrea Fontana torna sul ring dopo sette mesi di stop e lo fa con una prestazione in crescendo, conquistando ai punti una vittoria sofferta ma netta contro il romano Giulio Fiorillo. È successo sabato sera alla bocciofila Rossinidi corso Mamiani 5, teatro all’aperto di una serata di pugilato intensa e ben organizzata e che ha riscosso un notevole successo di pubblico: The Doctor’s Night, evento firmato Boxing de Rua con il patrocinio della Circoscrizione 6.

Il match professionistico ha chiuso un programma ricco che ha visto alternarsi sei incontri di boxe olimpica e due match dimostrativi, applauditi da un pubblico numeroso e partecipe.

Fontana, 27 anni, ha faticato nelle prime riprese a trovare il ritmo giusto dopo la lunga inattività. Di fronte un avversario alto, con leve più lunghe e reattivo sulle combinazioni. Ma dalla quarta ripresa in poi il torinese ha messo la marcia giusta, prendendo il controllo del match con maggiore precisione, pressione e intelligenza tattica. Una prova solida che conferma le sue qualità e lascia ben sperare per il prosieguo della stagione.

Sotto la guida tecnica di Stefano Abatangelo, sono saliti sul ring anche gli atleti della Boxing de Rua: da segnalare le vittorie di Giulia Bottalico, Andrea Laurieri, Riyad Lahssini (all’esordio) e Alexsandro Da Silva, oltre alle prestazioni generose – ma senza successo – di Lorenzo Bottalico e Sara Deleonardis, quest’ultima impegnata in un match di altissimo livello tecnico.

Una serata riuscita e ben organizzata dalla Boxing De Rua, tra boxe vera, passione e tanto pubblico: segno che il pugilato a Torino continua a crescere, sul ring e fuori.

Campionati Italiani di Categoria: TDN in gara a Chianciano Terme

I cattolici in politica e la questione sociale a Torino

È questo il titolo dell’incontro che si terrà a Torino martedì 29 luglio alle ore 17 presso il Dehor del
Caffè Petit Fleur in Piazza Savoia.
All’incontro, promosso da Mino Giachino, partecipano Marco Calgaro, Mauro Carmagnola,
Giampiero Leo e Giorgio Merlo.
La presenza politica dei cattolici, importante e decisiva ieri come oggi in una città come Torino,
non può e non deve ridursi a giocare un ruolo politico puramente marginale. E il convegno
cercherà di dare una risposta politica e concreta a questa domanda”.