Numerosi esperti individuano proprio nei comportamenti alimentari scorretti uno dei principali fattori di rischio per molte delle patologie croniche più diffuse in Italia. Per questo motivo, l’impegno sul fronte dell’educazione alimentare diventa una priorità, da affrontare con un approccio sistemico che favorisca la diffusione di una vera cultura alimentare.
Per contribuire alla diffusione di una corretta cultura in materia quindi, la Città di Torino, nell’ambito delle attività di co-progettazione con le aziende gestori del servizio di ristorazione scolastica, ha organizzato per il 25 giugno l’iniziativa “Nutrirsi bene, vivere meglio: l’educazione alimentare che fa la differenza”, un dibattito il cui focus saranno le scelte alimentari consapevoli e gli stili di vita equilibrati.
A introdurre l’evento sarà Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative della Città di Torino: «Abbiamo voluto organizzare un evento pubblico e gratuito sul tema dell’educazione alimentare poiché rappresenta un pilastro nella nostra città e nelle nostre scuole, uno degli elementi fondanti attorno a cui ruota l’appalto della ristorazione scolastica. Insieme alle autorevoli voci esperte del settore, che ringrazio per aver accolto il nostro invito, potremo approfondire e dibattere su quanto condurre uno stile di vita sano, a partire da scelte alimentari responsabili e consapevoli fin da subito, possa migliorare la qualità della vita e garantire benefici sulla salute. Sarà un’occasione per mettere al centro, ancora una volta, il benessere delle bambine e dei bambini, anche a tavola.»
L’incontro vedrà la partecipazione di autorevoli esperti del settore, tra cui la professoressa Antonella Viola, biologa e divulgatrice scientifica, il dottor Rinaldo Rava, Vice Presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, e la dottoressa Serena Milano, Direttrice Generale di Slow Food Italia. La discussione sarà moderata da Carmine Festa, caporedattore dell’edizione torinese del Corriere della Sera.
Attraverso il loro contributo, verranno approfondite le buone pratiche alimentari, i rischi legati a una cattiva alimentazione e le strategie utili per promuovere la prevenzione e il benessere sia individuale sia collettivo, facendo dell’evento un’occasione importante per riflettere insieme sull’importanza di un’alimentazione sana come chiave per una vita migliore.
L’appuntamento, gratuito e su prenotazione, si terrà il 25 giugno alle ore 15:30, nella Sala delle Feste di Palazzo Madama, cuore storico della città di Torino. Coloro che si registreranno all’evento riceveranno un biglietto per visitare il museo di Palazzo Madama, mentre per le bambine ed i bambini presenti è previsto un momento ludico/educativo all’interno dei giardini. Sulla locandina il QR Code utile alla prenotazione.
La festa di San Giovanni venne ripristinata nel 1973 dalla Famija turineisa, il sodalizio fondato cent’anni fa da un gruppo di torinesi che ebbe a capo il giornalista Gigi Michelotti e l’avv. Giulio Colombini. Era il 1925, l’anno dopo il delitto Matteotti, Torino non era stata ancora fascistizzata interamente. La Famija nacque come un’associazione apolitica e tale ha saputo rimanere. Il suo giornale “Caval ‘d brons“ uscì allora e continua oggi con una costanza ammirevole. In pochi anni i suoi soci diventarono cinquemila. E’ questo uno dei motivi che portò nel 1932 il regime allo scioglimento del sodalizio, malgrado l’appoggio e la stima manifestata dal Principe ereditario Umberto di Savoia. Nel 1945 fu nuovamente l’avvocato Colombini a far rinascere l’associazione. La sua sede storica in via Po resta un luogo ideale anche per il Carnevale che si teneva in piazza Vittorio ed aveva un Gianduja espresso dalla Famija turineisa . Poi Andrea Flamini creò la sua Associasiun piemonteisa fortemente sostenuta dalla Regione Piemonte che vide in lui l’alfiere della cultura piemontese all’estero con l’organizzazione di tanti spettacoli folcloristici in cui Flamini divenne il Gianduja più conosciuto. Egli era anche l’anima della festa di San Giovanni con il suo “farò“. Ma quest’anno per la festa di San Giovanni va soprattutto citata la Famija che compie cent’anni sotto la guida sagace dell’editrice Daniela Piazza e di Giancarlo Bonzo. Da giovane la frequentai e ne fui anche socio, poi gli impegni mi impedirono una partecipazione che ritengo importante perché mi ha dato la fierezza di essere e di sentirmi torinese. Senza campanilismi fuori luogo, ma consapevole della storia di Torino che fu promotrice del Risorgimento e prima capitale d’Italia. Valdo Fusi, autore di “Torino un po’”, amava molto la Famija che mi invitò a ricordarlo insieme al Presidente Torretta e a Luigi Firpo.