Le paline “turistiche” che lungo il fiume a Torino riportano informazioni utili su flora e fauna del Po sono illeggibili, sporche e ricoperte di scritte. Meglio toglierle: così sono un simbolo di degrado. Oppure perché non sostituirle con nuove strutture? La foto riguarda il Lungo Po all’altezza delle Molinette.
Nella notte sulla statale 32 a Cameri nel Novarese un’auto con quattro persone a bordo è finita fuori strada per ragioni in via di accertamento. I quattro sono stati estratti dalle lamiere dai vigili del fuoco e portati in ospedale. Non sono ancora note le loro condizioni. La vettura è finita nei campi.
Il 78esimo Locarno Film Festival si è appena concluso con la vittoria di un film targato TorinoFilmLab. Il premio speciale della giuria del concorso internazionale è stato assegnato, infatti, a White Snail di Elsa Kremser, (Austria), e Levin Peter ( Germania).
White Snail è il primo lungo di finzione del duo, che insieme ha già diretto altri titoli e che, nel 2021, ha partecipato al FeatureLab. Per i due registi il film racconta un punto di svolta nella vita di due giovani bielorussi, un atto di sfida verso lo stigma e l’esclusione, una fragile storia d’amore tra due outsider che mettono in crisi l’uno il mondo dell’altra, scoprendo così di non essere soli.
Per la competizione Cineasti del presente, il nuovo film dell’alumnus Minh Quy Truong, dal titolo “Hair, Paper, Water…” e diretto insieme a Nicolas Graux , è stato premiato con il Pardo d’Oro concorso Cineasti del Presente. Il film ha ricevuto anche la menzione per il Premio Pardo Verde, riservato alle opere che meglio riflettono temi come l’ecologia e la sostenibilità.
Nel 2022 il TorinoFilmLab ha scelto Minh Quy Truong del Vietnam con il suo film ‘Viet and Nam’ come vincitore del TFL Co Production Fund di 50 mila euro, che ha poi esordito al Festival di Cannes 2024, nella sezione Un Certain Regard.
Mara Martellotta
La giornata di domenica 17 agosto si presenta soleggiata ma velata, con temperature massime elevate fino a circa 35 Le minime notturne attorno ai 22 °C .
Per lunedì 18 agosto, si prevede un calo netto delle temperature: massime attorno ai 30 °C, accompagnate da possibili temporali in alcune zone della regione . Martedì 19 agosto dovrebbe continuare questa tendenza di attenuazione del caldo, con cieli parzialmente nuvolosi e temperature stabili intorno ai 30 °C, minime in calo verso i 19 °C .
Nella giornata di ieri, sabato 16 agosto, Torino rientrava tra le città con bollino rosso, indicatore del massimo livello di allerta caldo emesso dal Ministero della Salute.
Il bollettino dell’Arpa Piemonte conferma che domenica 17 non è prevista allerta sanitaria (bollino rosso): il livello di disagio è classificato come basso, seppur con temperature massime intorno ai 34 °C, percepite fino a 36 °C, e temperature minime sulla soglia dei 21–22 °.
In sintesi, l’ondata di calore estrema sembra esaurirsial 16 agosto, mentre per il 17 agosto si intravede una prima attenuazione del caldo intenso, senza più allerta estrema.
Un quadro dell’estate torrida a Torino
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Fase critica a Ferragosto: il 15 agosto Torino è tra le 14 città da bollino rosso, situazione che prosegue anche il 16 agosto, con ancora alta allerta per ondata di calore
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Prime crepe nella morsa del caldo: già da domenica 17 agosto si nota un rallentamento significativo dell’ondata di calore, sintomo dell’arrivo di condizioni più miti — almeno temporaneamente
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L’estate 2025 a Torino è stata segnata da varie giornate da bollino rosso, in particolare nei giorni subito precedenti al Ferragosto e durante il picco della morsa africana.
Il 17 agosto 2025 segna un punto di svolta nella calura torinese: la giornata sarà ancora rovente (massime fino a 35 °C, minime notturne sui 22 °C), ma senza la certificazione di emergenza, offrendo un primo sollievo rispetto ai giorni gravati da bollino rosso.
Lunedì e martedì confermano questa tendenza di temperatura in discesa e instabilità atmosferica, preludio a un probabile cambiamento più consistente nelle condizioni climatiche.
Botulismo alimentare: i consigli della Regione
Che cos’è e come prevenirlo con alcuni esempi pratici.
A cura di REGIONE PIEMONTE
Le notizie di questi giorni hanno portato alla luce un rischio legato agli alimenti, il botulismo alimentare, spesso trascurato, ma che ha portato purtroppo alla morte di diverse persone.
Che cosa è il botulismo
Il botulismo è un rara, ma a volte letale, sindrome neuroparalitica provocata dall’azione di una tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum.
Il primo focolaio documentato di botulismo avvenne in Germania nel 1820 in seguito al consumo di salsicce. Il microrganismo venne identificato alcune decadi più tardi su un prosciutto che aveva causato una tossinfezione in Belgio e fu chiamato Bacillus botulinus dalla parola botulus che voleva dire salsiccia in Latino.
Malgrado l’origine della sindrome sia batterica, le vere responsabili della sintomatologia sono le tossine prodotte dai batteri. Il botulismo non è quindi un’infezione strettamente alimentare, ma un’intossicazione. È sufficiente una quantità minima di tossina (pari a 1*10-8/g) a determinare la morte: questo fa della tossina botulinica uno dei veleni più potenti conosciuti dall’uomo.
Per svilupparsi e produrre la tossina Clostridium botulinum ha bisogno di condizioni ambientali particolari, che devono verificarsi contemporaneamente: questo spiega la scarsa incidenza di questa intossicazione. Il rischio a livello di produzioni industriali è pressoché nullo se vengono adottate le precauzioni igieniche adeguate; più pericolose sono invece le preparazioni casalinghe (soprattutto le conserve poco acide).
Condizioni ambientali necessarie per lo sviluppo di Clostridium botulinum
Assenza di aria (condizioni di anaerobiosi)
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Temperatura > 10°C
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Attività dell’acqua (Aw) > 94%
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pH > 4.5
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Concentrazione di sale (NaCl) < 7-8%
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Assenza di nitrati
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Presenza di altre forme microbiche che, attraverso la loro attività metabolica, possono realizzare condizioni idonee alla crescita e moltiplicazione del patogeno anche in ambienti originariamente inadatti (conserve acide).
Alcuni ceppi, parallelamente alla moltiplicazione del microrganismo, determinano una modificazione del sapore, del colore, dell’odore e della consistenza dell’alimento fino a dargli un aspetto repellente; altri ceppi, invece, non determinano alcuna modificazione evidente del cibo, nonostante la moltiplicazione e la produzione di tossine da parte del batterio. Sono quest’ultimi, quindi, i più pericolosi.
Forme cliniche del botulismo
Il botulismo si presenta in 3 forme principali:
Botulismo alimentare: dovuto all’ingestione di cibo contaminato con la tossina botulinica;
Botulismo infantile: è una forma dovuta all’ingestione di spore di Clostridium botulinum e colpisce i bambini sotto i 12 mesi di età. Uno dei veicoli di questa patologia è il miele, che va quindi sconsigliato ai bambini di pochi mesi;
Botulismo da lesione: dovuto all’infezione di ferite da parte di Clostridium botulinum, con conseguente produzione di tossine. Questa forma è in crescita tra le persone tossicodipendenti, per iniezione di droghe preparate in condizioni non igieniche e contaminate con il botulino.
Sintomatologia
La sintomatologia si manifesta 18 – 48 ore dopo l’ingestione dell’alimento contaminato, ma in casi eccezionali il tempo di incubazione può essere anche di 8 giorni.
I primi sintomi consistono generalmente in disturbi gastroenterici (nausea, vomito e diarrea), disturbi della vista, difficoltà di deglutizione, secchezza delle fauci, difficoltà di parola e deambulazione. A questi, nelle forme più gravi, seguono difficoltà respiratoria e morte, in assenza di trattamento, anche nel 70% dei casi. Esiste un siero antibotulinico specifico, tuttavia la sua somministrazione deve essere estremamente tempestiva.
I diversi ceppi di botulino isolati dagli alimenti
tipo A – conserve di carne e verdure
tipo B – prodotti a base di carne
tipo E – prodotti ittici
tipo F – conserve a base di carne e pesce
La tossina è facilmente distrutta dal calore (80°C per 15 minuti, per i tipi A e B), mentre le spore possono resistere fino a 120°C.
Dati
Oggi negli Stati Uniti secondo il CDC (Center for Disease Control and Prevention) vengono segnalati in media 110 casi di botulismo ogni anno. Di questi, il 25% è riconducibile a botulismo alimentare, il 72% a botulismo pediatrico e una minima percentuale (circa il 3%) a quello da ferita.
In Italia il botulismo alimentare è relativamente diffuso. Oltre ai recenti casi registrati in Calabria e in Sardegna, nel periodo 2001-2020, al sistema di sorveglianza nazionale del botulismo sono stati segnalati 1.039 casi clinici sospetti e ne sono stati confermati in laboratorio 452. Di questi, 412 (91%) erano casi di botulismo alimentare, 36 (8%) si riferivano a casi di botulismo infantile e 4 (1%) a casi di botulismo da ferita. Il numero di decessi è stato di 14 e il tasso medio di letalità della malattia pari al 3,1%; tale tasso di letalità è diminuito passando dal 3,8% del periodo 2001-2011 al 2,6% del 2012-2020.
Consigli pratici
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Gli alimenti destinati alla produzione di conserve devono essere di prima qualità, privi di ammaccature, muffe o parti marce;
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conservare le materie prime (es. verdure) ben coperte in frigo solo per brevissimi periodi;
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lavarsi bene le mani (anche sotto le unghie) prima di procedere alla lavorazione;
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lavare bene i prodotti in acqua abbondante strofinandoli con spazzolini utilizzati solo per alimenti, vanno eliminate completamente tutte le tracce di terra;
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asciugarli con panni puliti e non lasciarli sul piano di lavoro, esposti a polveri e insetti, né prima né dopo la cottura;
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pulire accuratamente il piano di lavoro durante e dopo la preparazione delle conserve;
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utilizzare contenitori piccoli (massimo 300-500 ml) che devono essere sterilizzati facendoli bollire per almeno 10 minuti;
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nella preparazione delle marmellate utilizzare almeno una quantità di zucchero para al 50% del peso della frutta;
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cuocere nella pentola a pressione per almeno 3 minuti i vegetali da conservare sottolio o al naturale (sono infatti necessari 120° C per distruggere le spore, temperatura che non si raggiunge con la semplice ebollizione in pentola);
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l’aggiunta di aceto e la conservazione dei barattoli al di sotto dei 10° C riducono il rischio di sviluppo del microrganismo;
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I cibi preparati senza seguire le corrette precauzioni (cottura, acidità, concentrazione salina, ecc…) vanno refrigerati;
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scartare le conserve che all’apertura lascino uscire del gas, presentino bollicine o cattivo odore; controllare che i coperchi dei barattoli non siano bombati. Se ci sono queste condizioni, i prodotti non devono essere mangiati o anche assaggiati (anche l’assaggio può essere molto pericoloso). Va comunque ricordato che il botulino, non porta necessariamente ad odori strani;
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negli insaccati prestare attenzione alla presenza di zone verdastre (fenomeni di proteolisi), talvolta associata anche a fenomeni di rammollimento e a cattivi odori, che rappresentano un campanello di allarme della presenza del botulino; ricordarsi che i prodotti industriali sono generalmente sicuri per la presenza di nitrati e nitriti, additivi in grado di inattivare il botulino;
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nella preparazione delle conserve ittiche (tonno, sgombro, ecc.) è consigliabile eviscerare i pesci appena pescati o acquistati;
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se si sospetta una contaminazione da botulino, ricordarsi di disinfettare (bollire o trattare con ipoclorito di sodio) gli utensili da cucina.
Link
https://www.ceirsa.org/leggitutto.php?idrif=171
https://www.epicentro.iss.it/ben/2022/3/sistema-nazionale-botulismo-2001-2020
Le classi dirigenti. Di ieri e di oggi
LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo
Ogniqualvolta si traccia un confronto tra le classi dirigenti del passato – cioè quando esistevano la
politica, i partiti, le culture politiche e i programmi di governo studiati ed elaborati – e quella
decollata dopo l’irruzione del populismo grillino e l’avvento dei partiti personali, crescono la
rassegnazione e lo sconforto. Una rassegnazione dovuta ad un fatto specifico che supera tutte le
altre valutazioni. Ovvero, e senza alcuna regressione nostalgica, ieri c’era una classe dirigente
radicata, espressiva, rappresentativa e, soprattutto, aveva una personalità politica. Cioè, tanto sul
versante nazionale quanto su quello locale, si trattava di una classe dirigente riconosciuta e
riconoscibile. Sia a livello politico e sia sul versante culturale. Oggi, e dopo il contagio trasversale
del virus populista, demagogico e anti politico, le classi dirigenti – se così le vogliamo definire – si
sono ridotte a portavoce degli istinti più triviali della pubblica opinione o a messaggeri della
propaganda più sfacciata e qualunquista. Certo, esistono delle eccezioni che confermano però, e
come sempre, la regola. Basti pensare alla personalità riconosciuta a livello internazionale di
Giorgia Meloni nel campo della maggioranza di governo o ad alcuni esponenti del Pd che, guarda
caso, si sono formati politicamente durante gli anni della prima repubblica. Uno su tutti, Dario
Franceschini. Dopodiché, e soprattutto nei partiti populisti e personali, si conta una serie
interminabile di pseudo dirigenti che si caratterizzano o per la fedeltà acritica nei confronti del
capo di turno o per la radicale inconsistenza politica, culturale e progettuale. Recuperando
un’antica battuta di Carlo Donat-Cattin, si tratta di persone che “sono capaci, capacissimi, capaci
di tutto”. E la domanda di fondo, al netto delle profondi differenze storiche, politiche, culturali e
sociali, è sempre una. Ovvero, ma la cosiddetta classe digerente che oggi alberga tranquillamente
nei partiti e nelle istituzioni, che ruolo politico avrebbe ricoperto nella prima repubblica? Cosa
avrebbero fatto nei partiti del tempo? Per fare un esempio concreto, l’attuale classe dirigente
nazionale dei populisti dei 5 stelle avrebbero occupato lo scranno di segretari comunali o
provinciali della Democrazia Cristiana, o del Partito Comunista italiano o del Partito Socialista
italiano? Oppure, come è molto probabile, sarebbero stati semplici iscritti e militanti di base che
avrebbero allestito le Feste dell’Amicizia e dell’Unità o dell’Avanti e poco più? La domanda sorge
spontanea perchè è tale la differenza di qualità, di autorevolezza e di peso della classe dirigente
dei partiti della prima repubblica rispetto a quella contemporanea che non si può non tracciare un
confronto e un paragone. Certo, il passato, e quel passato, è definitivamente ed irreversibilmente
archiviato. Ma è altrettanto indubbio che la qualità e l’autorevolezza delle classi dirigenti non
hanno scadenza temporale. E quando si è alle prese con un ceto dirigente che, appunto, qualche
lustro fa avrebbe allestito i gazebo e le feste di partito – con tutto il rispetto dovuto per quei
militanti e per quei volontari – e oggi è al governo del paese o aspira a diventarlo, è abbastanza
evidente trarre la conclusione che la politica si è drasticamente impoverita, che non riscuote più
consenso e che, soprattutto, non riesce più a dettare l’agenda di ciò che serve ad un paese
complesso ed articolato come il ostro. Per questi motivi, e lo ripetiamo ancora una volta, la qualità
della classe dirigente è quasi la precondizione affinché la politica ritorni ad essere protagonista. A
livello nazionale come a livello locale.
SOMMARIO: Aldo Cazzullo ad Alassio – Alaska -Lettere



LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com


CESANA TORINESE – Nuovo servizio informativo per la cittadinanza ed i turisti a Cesana.
Presso l’Ufficio del Turismo di piazza Vittorio Amedeo è in funzione un nuovo ledwall informativo.
Si tratta di un maxischermo che fornisce informazioni turistiche ai visitatori, ma anche informazioni utili alla cittadinanza.
Il Sindaco Daniele Mazzoleni presenta la novità: “Dopo alcuni giorni di test tecnico, ora è pienamente operativo il nuovo ledwall che abbiamo voluto installare sulla facciata dell’Ufficio del Turismo per offrire un ulteriore strumento di comunicazione con la cittadinanza e con i turisti. Il ledwall è attivo tutti i giorni e proietta schermate di benvenuto a Cesana e schermate con i principali eventi in calendario per la settimana in corso. Tra le info che vengono proposte ci sono anche gli aggiornamenti meteo quanto mai utili per programmare escursioni e passeggiate. Ovviamente è in costante aggiornamento e di questo ringraziamo le addette dell’Ufficio del Turismo per la preziosa collaborazione. Oltre a promuovere eventi e manifestazioni, il ledwall sarà arricchito di video di valorizzazione territoriale e servirà anche per dare informazioni utili alla cittadinanza e pubblicare in tempo reale avvisi alla popolazione. Uno strumento che riteniamo alquanto utile perché ci permetterà di raggiungere tutti coloro che si trovano a passare in questo punto strategico del nostro Comune”.
La Vuelta a España passa per la Valle di Susa
La Vuelta a España, una tra le corse ciclistiche a tappe più impegnative, partirà per la prima. volta dall’Italia e dal Piemonte, passando per la Valle di Susa.
Il km0 de la “Salida Oficial” è fissato a Torino, di fronte al monumento dedicato a Fausto Coppi, mentre quella valsusina sarà la quarta e ultima tappa italiana. Un percorso di 192km che partirà dal centro storico di Susa e, attraversando Exilles, Cesana e Claviere, porterà i ciclisti oltre confine, al di là delle Alpi, il prossimo 26 agosto.
«Si tratta di un’occasione unica per far brillare la nostra Valle in tutto il mondo, per mostrarne le bellezze naturali, culturali e storiche, e dunque stimolare un turismo lento e sostenibile», ha dichiarato Giorgio Montabone, assessore al Turismo e allo Sport per l’Unione Montana Valle Susa.
Per l’occasione, la città di Susa ospiterà le “Notti in rosso”, tre giornate di musica, intrattenimento e divertimento che inaugureranno l’evento, mentre il 26 agosto si potrà attendere la partenza dei ciclisti nel villaggio Vuelta, dove sarà anche presente uno stand dell’Unione Montana Valle Susa.
In previsione di questo evento di sport eccezionale, venerdì 22 agosto dalle ore 18 l’assessore Giorgio Montabone dialogherà con Filippo Manfredi, autore del libro “Alla conquista della Vuelta”, nella biblioteca di Susa. L’iniziativa, promossa dalla città di Susa in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Valsusa, intende dare ancor più valore al passaggio della Vuelta, evento che darà ancor più prestigio alla narrazione del nostro territorio.