6 agosto a Torino: per non dimenticare Hiroshima e Nagasaki
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L’unico modo rispettoso e adeguato per ricordare le vittime delle guerre è opporsi alle guerre: solo abolendo le guerre, gli eserciti e le armi, l’umanità potrà progredire verso un mondo con maggior giustizia, libertà e solidarietà; solo scegliendo la nonviolenza come metodologia di azione si rispettano e si promuovono la vita e la dignità umana, si difendono e si realizzano i diritti umani. Per questo chiediamo: – il disarmo nucleare a livello mondiale – il ritiro delle truppe di invasione dai territori occupati – la riduzione progressiva e proporzionale delle armi convenzionali – la firma di trattati di non aggressione tra Paesi – la rinuncia dei governi a utilizzare le guerre come metodo di risoluzione dei conflitti.
La serata è organizzata da: Il Messaggio di Silo, Convergenza delle Culture, La Comunità per lo Sviluppo Umano, Partito Umanista.
Tutti sono invitati a partecipare. |

Tanto di cappello per la calma olimpica che Gariglio riesce ad ostentare. Perchè a leggere le indiscrezioni riportate dalla Stampa, sembrerebbe che qualche “imprecisione” nella raccolta delle firme democratiche ci sia stata
Rinnovo fino al 2016 per Giuseppe Vives
Palazzo Civico ha voluto usare la mano dura: non si può occupare abusivamente il suolo pubblico delle zone auliche del centro
La condizione che gli artisti devono soddisfare per misurarsi con uno spazio capace di accogliere decine di migliaia di persone consiste nell’esprimere una vocazione “pop”, nel senso etimologicamente corretto di “popolare”
L’assessorato alla Sanità ha incaricato il SeReMi, Servizio regionale di riferimento per le malattie infettive, di realizzare un documento che raccoglie e adatta al contesto piemontese le numerose indicazioni e linee guida nazionali e internazionali
I magistrati contestano il reato di “concorso in omicidio volontario premeditato con l’aggravante dei futili motivi”
Durante la protesta è stata interrotta anche l’autostrada del Fréjus e il sito internet del movimento parla di una “grande nottata di lotta”