La piattaforma on-line propone agli internauti di tutto il globo il patrimonio culturale dei suoi partner
Sul web i grandi capolavori di GAM, Palazzo Madama, MAO e Borgo Medievale. Le opere esposte a Torino fanno ora parte di Google Cultural Institute. La Fondazione Torino Musei, in partnership con Google Cultural Institute ha fatto il proprio ingresso nel Google Art Project. Si tratta di una piattaforma on-line che propone in rete agli internauti di tutto il globo il patrimonio culturale dei suoi partner. Sul sito di Google Art Project, attraverso Google Street View, sarà possibile compiere un tour virtuale nei musei interessati.
Scoprite i tour virtuali delle collezioni: GAM http://bit.ly/1qB3Vlt, Palazzo Madama http://bit.ly/1qL3PWL, MAO http://bit.ly/1pOK4K5 e Borgo Medievale http://bit.ly/1qL45VR
Il vigile era in servizio con la pattuglia serale in borghese e ha attraversato il corso per inseguire un sospetto pusher
Sagat è ottimista: la società di gestione dell’aeroporto pensa di riuscire a trovare in un paio di mesi la copertura di tutti i voli per il Sud, che “chiuderanno” a fine ottobre
Parola d’ordine di quest’anno: innovazione


I No Tav: “Per chi pensa di fermarci, ancora una volta il messaggio è chiaro…a sarà dura!”
Le relazioni, ormai, si intrecciano online e la mancanza di rete per la connessione crea ansia da isolamento e paura di non far più parte di questo mondo. Ma resiste un luogo dello spirito, per noi italiani in particolare, che accomuna tutti, sia nelle metropoli che nel più sperduto villaggio. E’ un’abitudine che si potrebbe definire “istituzionale” e anche decisamente democratica, visto che ce l’hanno un po’ tutti, indipendentemente dal ruolo che ricoprono, dal censo e dall’età. E’ l’abitudine di andare al bar. Dal Settecento, quando in Francia ci si trovava nei salons a discutere di tutto un po’, il rito del Café Philosophique non è mai tramontato. Soprattutto nel Bel Paese, dove il caffè è un’arte. 
Dopo il ritiro del patrocinio da parte del Comune e gli strali lanciati dall’arcivescovo, ha aperto i battenti alla ex Manifattura Tabacchi di Torino la mostra ‘Saligia’, acronimo dei sette vizi capitali . L’iniziativa è promossa dalla famosa locandina-scandalo, che riporta l’immagine di una donna nuda e grassa che posa un piede su un’immagine religiosa. Per quella locandina il Comune aveva ritirato il suo patrocinio, in un primo tempo concesso. La mostra è organizzata dall’associazione Koiné. All’inaugurazione sono intervenuti l’autore della fotografia contestata, Mauro Pinotti, e la modella oversize, Morena Romani, che ritengono ingiusta la polemica. non si è visto il sindaco Piero Fassino.