ilTorinese

“Battuta d’arresto”, per uscire dall’oblio

E’ online il corto scritto e interpretato da Franco Lana

E’ realizzato con la collaborazione di operatori e pazienti di un centro di recupero di Torino. Il film, “Battuta d’arresto”, narra le vicende di un ex attore, che dopo aver perso fiducia nelle persone e nella società, decide di ritirarsi. Toccherà ad un giornalista tirarlo fuori dall’oblio. Così facendo, lo salverà.

 

Cala Cimenti in vetta al Nanga Parbat (8.126 metri)

L’alpinista piemontese  con i compagni di cordata russi Vitaly Lazo e Anton Pugovkin per poi affrontare la discesa con sci ai piedi. A supportare la sua impresa DYNAFIT con Hoji Pro Tour, lo scarpone ad alta efficienza in salita e performance in discesa.

L’alpinista torinese Cala Cimenti, classe 1975, ha raggiunto la vetta del Nanga Parbat sul versante pakistano del Karakorum che, con i suoi 8.126 metri, è la nona montagna più alta della terra.

La lunga marcia di Carlo Alberto Cimenti, “Cala” per gli amici e gli appassionati di alpinismo, era iniziata con i compagni di cordata russi Vitaly Lazo e Anton Pugovkin alle 3 di mattina, ora locale, di mercoledì 3 luglio dal campo 4, situato a 7.150 metri, all’apice del grande bastione di sinistra della parete Diamir. Dopo una salita di 16 ore lungo la via Kinshofer, i tre hanno raggiunto la vetta!
Nel corso della discesa si sono vissuti attimi di paura quando la traccia GPS in time dello scalatore torinese è stata ferma, ma dopo un’ora la posizione del GPS ha ripreso a muoversi fino a quando i tre hanno raggiunto le tende al campo 4. All’alba del giorno successivo la spedizione ha ripreso la discesa verso il campo base.
Cala Cimenti, cresciuto a Villarbasse in provincia di Torino, è stato  il primo italiano ad aver conseguito lo “Snow Leopard”, l’onorificenza assegnata dalla federazione alpinista russa a chi conquista le cinque cime ‘over 7000’ dell’ex Unione Sovietica, situate nel Pamir e nel Tien Shan.
L’HOJI PRO TOUR E GLI OTTOMILA 
Negli ultimi anni le spedizioni di Cala Cimenti sono state progettate in funzione dell’utilizzo degli sci d’alpinismo nelle discese, e ad accompagnarlo in questa sua ultima impresa a 8.000 metri ci sono stati gli scarponi DYNAFIT Hoji Pro Tour.

Non una semplice calzatura ma un attrezzo che consente di avere maggiore efficienza in salita, grazie a una ampia libertà di movimento e al peso ridotto, garantendo affidabilità in discesa. Il sistema di chiusura Hoji Lock di cui è dotato lo scarpone è di facile utilizzo: il passaggio dalla modalità salita a quella discesa sta in un solo gesto. Con un semplice switch scafo e gambetto diventano un corpo unico. Infine, Hoji Pro Tour è compatibile con l’innovativo rampone Cramp-In.

 

UN PARTNER AFFIDABILE
Come brand di riferimento nel settore dello scialpinismo, DYNAFIT ha l’obiettivo di diffondere la passione per la montagna e offrire agli appassionati prodotti sempre innovativi, leggeri e di qualità, in grado di migliorare le performance in quota. I prodotti DYNAFIT, realizzati in stretta collaborazione con atleti professionisti ed esperti scialpinisti, sono sottoposti a continui miglioramenti e testati nelle condizioni più estreme dove gli atleti devono potersi fidare al 100% dei suoi materiali. È proprio per questo che DYNAFIT ha scelto di supportare Cala Cimenti in questa impresa con Hoji Pro Tour, scarponi che hanno conquistato la giuria degli ISPO Awards 2018 guadagnandosi il Golden Award nel segmento Snow sports. Uno scarpone apprezzato sia dagli scialpinisti orientati alla salita che dagli amanti della discesa, che garantisce prestazioni di un attrezzo da sci da discesa e sa conquistare per la sua semplicità di utilizzo, la leggerezza, il comfort e l’affidabilità.

Movida in Santa Giulia, l’Amministrazione sta già perdendo il controllo

Riceviamo e pubblichiamo

L’altra sera un furgone (abusivo?) vendeva panini in piazza. Lo spaccio resta un’emergenza. Sporcizia e schiamazzi sono gli stessi di sempre. Amministrazione? Non pervenuta. Ci aspetta una lunga estate di passione

Il furgone (autorizzato? Siamo sicuri? E da chi?) del “paninaro”è tornato. Gli spacciatori non se ne sono mai andati. Gli schiamazzi la notte e la sporcizia la mattina successiva sono gli stessi di sempre.

Di fronte a tutto questo, l’impotenza e l’incapacità della Giunta non fanno più notizia.

Come volevasi dimostrare, anche quest’anno piazza Santa Giulia è in balia di degrado, spaccio e illegalità.

La quarta estate dell’Amministrazione Appendino è partita perfettamente in linea con le tre precedenti. Ci aspetta una lunga stagione di passione.

 

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

Ferdinando D’Apice – Moderati, Coordinatore della II Commissione, Circoscrizione 7 – Torino.

Rosso: “Palinsesto Rai, preoccupazioni per Torino”

“Mancherebbero trasmissioni e verrebbero previste solo nuove fiction, ma senza il personale sufficiente”, commenta l’assessore regionale

Martedì prossimo a Milano verranno presentati in pompa magna i nuovi palinsesti Rai. “E al Centro di produzione Rai di Torino questo momento è vissuto con apprensione perché le voci sono tutt’altro che rassicuranti”, spiega l’assessore piemontese Roberto Rosso.

“A fronte di 70 lavoratori che terminano il loro rapporto al Centro torinese, l’azienda vuole assumere soltanto una dozzina di nuovi addetti. Tuttavia le anticipazioni che circolano sul palinsesto, non sembrano riguardare la previsione di nuove trasmissioni prodotte negli studi Rai di Torino, che ricordo è uno dei 4 centri di produzione, oltre Roma, Milano e Napoli”, spiega Rosso.

“Non solo – aggiunge l’assessore – da quanto apprendo, risulta che a Torino si cercheranno di portare le produzioni di fiction, che come noto però comportano la sottoscrizione di un accordo sindacale per gli straordinari e il lavoro nei giorni festivi. Nel recente passato un simile accordo non è stato trovato e quindi il Centro torinese rischia ancora una volta di essere vuoto. Abbiamo lo Studio 1 di via Verdi che è tra i più grandi e attrezzati d’Italia, abbiamo grandi professionalità, ma Roma continua a snobbarci”.

Le fiction di per sé non sono una cosa negativa. “Al contrario, ben vengano, però allora è giusto che l’azienda proceda a nuove assunzioni a Torino, per far fronte a un tipo di lavorazione che è notoriamente diversa da quella in studio. Dire di voler portare le fiction a Torino mentre il personale è in contrazione sembra quasi provocatorio nei confronti dei sindacati”.

Rosso conclude: “Per carità, spero di essere smentito e che invece a Torino la Rai abbia previsto 5 o 6 grandi trasmissioni che occuperanno gli studi di via Verdi al cento per cento. Però temo che le anticipazioni ben informate abbiano un solido fondo di verità”.

Entra nella casa di un’anziana e la deruba: arrestato

I carabinieri di Chieri sono riusciti a fermare un croato di 54 anni, residente Moncalieri, responsabile di furto in un appartamento di Cambiano

L’uomo è entrato in casa di una donna di 84 anni in pieno giorno dopo aver aperto la porta d’ingresso chiusa senza mandate Ha rubato 2 borse del valore di 3.000 euro e poi è scappato   a bordo di una Fiat Seicento. L’auto del fuggitivo è stata intercettata e fermata a Trofarello, sulla S.R. 29 altezza in via Sabbioni. La refurtiva è stata recuperata e restituita alla signora.

I carabinieri erano da tempo sulle tracce del croato perché la sua auto era già stata notata in zona e segnalata più dai residenti come sospetta.

Nella zona è infatti attivo ormai da alcuni anni un gruppo di Controllo del Vicinato, che ha già dato ottimi risultati.

Il croato è stato anche denunciato per il possesso di documenti di guida e d’identità rilasciati dalle autorità croate, verosimilmente falsi.

M.Iar.

Movida più serena con i carabinieri a San Salvario

Presenza discreta ma capillare dei carabinieri in tutto il quartiere a San Salvario
Un servizio finalizzato a garantire che il divertimento possa avvenire in condizioni di piena sicurezza. Pattuglie e posti di controllo in Via Nizza, Corso Marconi, Largo Saluzzo, Corso Massimo D’Azeglio e Corso Dante.
Una stazione mobile dei carabinieri per i cittadini (Largo Saluzzo e dintorni) per fare segnalazioni, ricevere informazioni o presentare denuncia. I carabinieri della Compagnia San Carlo, in collaborazione con i colleghi motociclisti del Nucleo Radiomobile, Torino Oltre Dora e Torino Mirafiori,  hanno effettuato un servizio nel quartiere San Salvario, ieri sera dalle 21 alle 24, nell’ambito di un servizio straordinario di controllo del territorio disposto dal comando provinciale di Torino.
 L’attività non solo ha permesso la piena fruibilità dell’area ai cittadini, ma ha consentito di individuare ed arrestare 5 persone per detenzione e spaccio di droga, denunciare  5 persone deferite in stato di libertà per possesso di droga, segnalare 10 giovani consumatori di droga alla  Prefettura. Sequestrare oltre 50 grammi di droga, tra cocaina, eroina, marijuana e hashish.Sono state controllate 74 persone e 41 auto.

And all that I can see is just… La Limonaia!

Per i curiosi, per gli appassionati di esperienze, emozioni e coccole, “La Limonaia” è il posto giusto

La sua esclusività è percepibile già dall’ingresso su strada: un portone di un cortile interno, chiuso, dove l’immaginazione è la parola d’ordine. Varcata la soglia si apre un’oasi di verde (e piante di limoni) che conducono al secondo ingresso dove si puó ammirare la sala curata scrupolosamente nei più piccoli dettagli: dalla disposizione dei tavoli all’arredo degli stessi. La disposizione esterna è molto caratteristica e proietta l’esperienza in un mondo a sè, perchè il dehor è avvolto dagli edifici circostanti ma al tempo stesso raccolto e confortevole.

Il personale in divisa “asian style” è preparato e mette a proprio agio con un servizio impeccabile dal momento dell’arrivo all’ora dell’”arrivederci”. Ogni piatto e scelta dei vini viene spiegato nei giusti toni e tempi. Ottimo per chi mangia con gli occhi e con la mente!

Le scelte tra “tapas”, antipasti, primi, secondi e desserts sono le più fantasiose. È un insieme continuo di particolari dettagli che sanno sorprendere e prelibare il palato, anche se spesso alcune sfumature non vengono assaporate nell’insieme. La creatività e l’accuratezza della presentazione sono un cavallo di battaglia imbattibile. Le sfiziose “tapas” sono quindi un must have tried anche soltanto per guardare, odorare e assaporare la creatività dello chef in prima persona. I piatti principali sono meno artistici e più sostanziosi (menomale!) sempre peró ordinati e precisi. Una melodiosa armonia tra gli ingredienti.

Il vino viene consigliato dal personale a seconda della pietanza, ampia scelta e di qualità. Ad esempio il bianco friulano Tai Doc dei Colli Euganei dalle note forti con un retrogusto mandorlato amalgama una buona scelta di pesce e verdure di stagione.

Ma non è finita qui. Il dessert spettacolare è una sorpresa sequenziale di elementi, non si puó svelare è da provare! Un’esperienza assolutamente consigliata, in modo particolare per coppie e famiglie.

 

Marta Spadone

 

 

Scheda tecnica

-menù 10

-servizio 9

-location 10

-prezzo 7,5

 

Prove di governo a Torino mentre a Roma si traccheggia

Clima più rilassato nei palazzi romani.  Nessun pericolo che a settembre si torni a votare. Sei mesi guadagnati e poi chissà, da cosa nasce cosa e si arriva ad un anno e mezzo di stipendio

Buttalo via. I peones di tutti i partiti tirano un sospiro di sollievo e riprendono nel cazzeggiare nei bar del Senato o Camera.  Due chiacchiere non hanno mai ucciso di lavoro nessuno.  Costa poco ed aria condizionata a go-go.  In un assolatissimo caldo romano, che si vuole di più dalla vita.  In Europa vince Salvini ma il presidente del Parlamento europeo è Davide Sassoli piddino convinto ed anche (male non ci sta) antirenziano della prima ora.  Romano come Zingaretti che dimostra di sapersi muovere.  Urlare non serve a nulla sopratutto (appunto) in EUROPA  . Il Capitano Rambo più che ululare alla Luna rischia. Oltre all’ essere nervosetto.  Tecnicamente direi proprio incazzato. Conte beve tutto tra contenuti dell’ accordo per evitare l’ inflazione e sulle nomine zitti e contenti. Intanto in Piemonte prove di Governo. La Regione mette 5 milioni per i bus ecologici se il Comune farà saltare la nuova srl. Siamo in attesa di sviluppi.  Ed il Presidente  del Consiglio regionale Allasia alza la posta con Cirio per l’ autonomia. La vecchia proposta non regge più.Melina a centro campo. Crisi mercatone? Si vedrà, intanto nel Canavese smobilitazione per l’ auto elettrica. Altri 50 operai sulla strada.  Nulla di tragicamente nuovo.

 

Patrizio Tosetto

Jazz e Pop, i nuovi treni

E’ Pronto a correre sui binari il 136esimo treno Jazz, l’ultimo della commessa Trenitalia (Gruppo FS Italiane). Ora a regime la produzione dei nuovi convogli Pop

 

Uscito dal centro di progettazione e di produzione Alstom di Savigliano (CUNEO), nel pieno rispetto dei tempi, il Jazz entrerà presto in servizio in Campania.

 

A festeggiare la fine delle consegne Marco Gabusi, Assessore ai Trasporti Regione Piemonte, Marco Della Monica, Direttore Regionale Trenitalia Piemonte, Michele Viale, Amministratore Delegato Alstom Ferroviaria, Davide Viale, Direttore sito Alstom di Savigliano, a cui si sono uniti i team di lavoro dei treni Jazz e Pop di Alstom e Trenitalia.

 

Si tratta di un progetto di successo quello di Jazz, che vede oggi in circolazione 136 treni Alstom della famiglia Coradia in 11 regioni italiane, dal Trentino alla Sicilia. Si uniranno presto i Pop, nuovi treno regionali monopiano di Alstom parte dell’accordo quadro firmato con Trenitalia. I primi tre Pop – su un totale di 47 treni destinati all’Emilia-Romagna – sono già in servizio dal 14 giugno e arriveranno progressivamente nelle altre regioni italiane.

 

I treni Jazz e Pop fanno parte di un piano di rinnovo del trasporto regionale e stanno già rivoluzionando il modo di viaggiare dei pendolari. I nuovi treni, a più unità elettriche (EMU), possono viaggiare a una velocità massima di 160 km orari e hanno un ingresso alle carrozze “a raso” del marciapiede, che facilita l’entrata e l’uscita dei passeggeri. Rispondono a criteri di sostenibilità ambientale e sono riciclabili fino al 97%, garantendo inoltre un risparmio energetico del 30% rispetto ai treni precedenti. Molti i servizi a bordo: impianto di video sorveglianza per una maggiore sicurezza, schermi interni visibili da ogni punto del treno per le informazioni, impianto di sonorizzazione, scritte in braille, prese di corrente a 220 V per l’alimentazione di cellulari e PC portatili.

I Coradia “Jazz” e i “Pop” sono progettati e realizzati da Alstom in Italia.  Lo sviluppo del progetto, la produzione e la certificazione sono gestiti dal sito Alstom di Savigliano (Cuneo), centro di eccellenza per i treni regionali, con il supporto di Sesto San Giovanni (MI) per i sistemi di trazione e i convertitori ausiliari, e di Bologna per i sistemi di segnalamento a bordo treno.

 

Massimo Iaretti

L’Accademia della Cattedrale tra musica e spiritualità

Incontriamo Giacomo Bottino, direttore artistico-culturale dell’Accademia della Cattedrale di San Giovanni, che ha come presidente il parroco del Duomo di Torino, don Carlo Franco

Quando è stata costituita l’Orchestra dei Virtuosi dell’Accademia di San Giovanni?
L’Orchestra è nata nel 2017, successivamente alla costituzione dell’Accademia della Cattedrale di San Giovanni, di cui rappresenta il primo e principale asse di sviluppo, finalizzato all’animazione del Duomo di Torino. D’altronde, l’architettura e la musica sono arti complementari: lo spazio costruito è un vuoto che ha bisogno di essere riempito e l’arte dei suoni si presta a questo riempimento in modo pervasivo. Quando musica e architettura si incontrano, lo spazio fisico e geometrico diventano “luogo” e gli strumenti musicali che vi risuonano conferiscono al luogo un’anima. Ricordo quello che scrive Palladio nel suo Trattato sull’architettura: “Le proporzioni delle voci sono armonia delle orecchie, così quelle delle misure sono armonia degli occhi nostri”.
Con queste premesse il Duomo di Torino ci è sembrato perfetto per mettere a punto un nuovo progetto di cultura e di pratica musicali.

– Quale la ragione del suo nome che è piuttosto originale?
In realtà il cantare e il suonare bene, con grande perizia tecnica ed espressiva, sono ovviamente fenomeni antichi quanto la musica stessa. Tra Sette e Ottocento questa capacità ha dato origine al cosiddetto “virtuosismo”, incentrato soprattutto su cantanti lirici, violinisti e pianisti, che hanno spettacolarizzato le loro esibizioni e dato origine a fenomeni di autentico divismo. Nel nostro caso abbiamo voluto rifarci al concetto di “virtuoso” così come si manifesta nel tardo Rinascimento e in modo particolare nel Barocco, contestualmente all’affermazione della musica d’assieme nella forma del “concerto”. Prevale, in quel tempo, l’idea che il musicista debba usare l’arte strumentale non per ostentare il suo talento, ma per eseguire composizioni in modo chiaro e distinto, secondo il metodo cartesiano, nel rispetto di quel’ “armonia prestabilita” che è la struttura portante dell’universo, secondo Leibniz.  A questi principi si attengono i nostri Virtuosi, in linea con quella grande fabbrica di esecutori che fu, per tutto il corso del XVIII secolo, la Scuola violinistica piemontese.

– Le loro esecuzioni, che hanno come fulcro la sede del Duomo di Torino, rientrano nel programma denominato “Lo spirituale nell’arte”. Che cosa si intende con questa espressione?
Si tratta, come ben noto, del titolo del saggio teorico più celebre di Kandinskij, dove si profetizza l’avvento di una nuova epoca spirituale attraverso tutte le modalità della creatività artistica,  rese funzionali dalle avanguardie del primo Novecento all’esplicita e trasgressiva manifestazione dell’interiorità. Teniamo conto che, in quegli anni, la psicoanalisi aveva scoperchiato l’inconscio individuale e collettivo, modificando radicalmente la visione del mondo borghese. Oggi questo magnifico titolo del fondatore della pittura astratta serve ad esprimere il bisogno di spiritualità, che si avverte come una corrente sotterranea sotto le false apparenze di un mondo, anzi, di un globo, dove gli esseri umani si muovono come formiche operaie di un’economia irreale e di una finanza debordante. In questo senso le arti possono svolgere un ruolo decisivo nel far ritrovare l’orizzonte perduto e nell’indicare nuovi orizzonti, vale a dire nuovi orientamenti e prospettive concrete.

– Come si inseriscono il programma musicale e i presupposti artistici dei Virtuosi nella cornice degli ideali dell’Accademia della Cattedrale di San Giovanni?  Esiste un fil rouge, vero, tra i due?
Direi di più: il fil rouge costituisce la ragion d’essere sia dell’Accademia sia dei suoi Virtuosi. Anche se l’Accademia, presieduta da don Carlo Franco, parroco del Duomo, ha obiettivi che non sono esclusivamente musicali. Stiamo lavorando all’estensione dell’area di intervento del nostro progetto agli ambiti delle arti figurative e del teatro. Già nel giugno 2018 abbiamo ospitato in Duomo un innovativo e suggestivo allestimento di “Assassinio nella cattedrale” di Eliot con un protagonista d’eccezione come Andrea Giordana. Così come per la Quaresima di quest’anno abbiamo esposto ai lati dell’altare due quadri sulla Passione di Cristo, appositamente creati dal pittore Renato Missaglia. Il Duomo in quanto tale e come custode della Sacra Sindone è, per un pubblico di visitatori e di spettatori, un punto di attrazione magnetica e, proprio per questo, può diventare anche un centro di produzione artistico-culturale di vastissimo respiro.

– Qual è il tratto distintivo dell’Orchestra dei Virtuosi rispetto ad altre simili?
L’orchestra di impianto classico rappresenta una delle più straordinarie invenzioni strutturali dell’Occidente.  Sia in versione cameristica che in assetto sinfonico è un’esperienza eccezionale non solo per chi vi suona e la dirige, ma anche per chi la organizza, affrontando ad ogni nuova produzione la complessità gestionale che comporta. Non è facile in così breve tempo mettere insieme prime parti di valore ed esperienza con giovani di notevole bravura e creare un clima di condivisione, dove tutti si sentano protagonisti. Di fatto i nostri concerti sono sostenuti economicamente da interventi di piccolo, ma prezioso mecenatismo. Tuttavia, siamo consapevoli che a una realtà di questo tipo, che ha il Duomo di Torino come sede istituzionale e centrale operativa, non possono essere insensibili i grandi soggetti pubblici e privati di Torino e del Piemonte. Faremo tutti i passi necessari, lavorando sodo.

– Come mai i Virtuosi dell’Accademia di San Giovanni non hanno un direttore d’Orchestra stabile?
Abbiamo un direttore ospite principale nella figura del Maestro Antonmario Semolini, autentico protagonista della scena musicale ed artistica, che ha non solo condotto, ma direi “allevato” i Virtuosi in tutti i concerti finora realizzati. Però, la nostra è un’orchestra libera, il cui podio non è al servizio di certe smanie di protagonismo, ma è offerto a tutti i direttori, giovani e meno giovani, che abbiano le virtù, in senso proprio, per dirigerla, incrementandone la qualità.

– Quali le scelte del repertorio musicale verso cui l’Orchestra dei Virtuosi si orienta nell’esecuzione dei suoi concerti? 
A seconda delle intenzioni artistiche e delle disponibilità finanziarie – perché il nostro è un approccio imprenditoriale – abbiamo costruito organici orchestrali per eseguire brani composti nel lungo periodo che va dalla seconda metà del Settecento e culmina, attraverso il fervore del Romanticismo, nel Novecento storico.
In occasione del concerto di riapertura della Cappella del Guarini, abbiamo commissionato brani originali a compositori contemporanei della qualità di Giuliana Spalletti,  Fabio Mengozzi,  Marco Sinopoli e  Giancarlo Zedde. Quindi, un’impostazione aperta ed eclettica, che risente fortemente della presenza fra noi come Accademico onorario del professor Enzo Restagno, la cui autorevolezza non ha bisogno di commenti.

– La partecipazione al Festival musicale di Macugnaga ad agosto ed i programmi futuri dei Virtuosi.
A Macugnaga siamo stati invitati su indicazione di quel magnifico pianista e intellettuale che è stato Marco Giovanetti, purtroppo recentemente scomparso. In quell’occasione saranno eseguiti il Concerto per pianoforte K. 488 di Mozart, con un giovane interprete cinese, e la Sinfonia n. 5 di Schubert. Il programma sarà dedicato alla memoria dell’amico Marco. Il prossimo appuntamento di rilievo per adesso non possiamo dichiararlo, ma sarà sicuramente motivo di interesse e curiosità, perché vi saranno eseguite pagine inedite di uno straordinario compositore, che ha segnato la storia della musica colta ed extracolta dagli anni Sessanta ad oggi.

 

Mara Martellotta

 

(nella foto Giacomo Bottino, a sinistra, dialoga con la compositrice Giuliana Spalletti. Sullo sfondo il maestro Antonmario Semolini e il musicologo Enzo Restagno)