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Trofeo Pinocchio, il Veneto si conferma davanti a Lombardia e Lazio

Il Veneto è la regione vincitrice della decima edizione. Finale Nazionale dei Giochi della Gioventù disputata a Venaria Reale

 

Veneto che al termine di una lunga mattinata di gare ha preceduto sul podio Lombardia e Lazio, confermando il titolo della passata stagione e scrivendo il proprio nome per la quinta volta nell’albo d’oro del Trofeo. È stata una bellissima domenica di sole e di sport sul campo di via Cavallo a Venaria Reale, perfettamente allestito dalla società Sentiero Selvaggio, organizzatrice dell’evento in collaborazione con il comitato regionale FITARCO Piemonte e con il patrocinio della Città di Venaria Reale. Oltre 220 atleti si sono dati appuntamento nella cittadina alle porte di Torino, a breve distanza dal Parco La Mandria e all’ombra della celebre Reggia sabauda, ieri teatro della cerimonia di apertura.

Un fiume di ragazzi, con i loro tecnici e accompagnatori, nelle loro magliette colorate, hanno sfilato da piazza Vittorio Veneto a piazza della Repubblica lungo via Andrea Mensa, quindi sono entrati nel cortile della Reggia sulle note del Corpo Musicale Giuseppe Verdi di Venaria, con il Veneto campione in carica in testa e il Piemonte padrone di casa a chiudere. Antonella D’Afflitto, Vicesindaco e Assessore allo Sport del Comune di Venaria, Gianfranco Porqueddu, Presidente del Coni regionale, e Mario Scarzella, Presidente FITARCO, hanno augurato il personale in bocca al lupo ai giovani partecipanti, che dopo lo spettacolo d’acqua delle fontana si sono schierati per le foto di rito e si sono dati appuntamento sul campo di gara.

Campo che a partire da stamattina ha visto volare le frecce della finale nazionale dei Giochi della Gioventù, competizione storica istituita nel 1974 che assunse la denominazione Trofeo Pinocchio a partire dal 2010 in seguito all’accordo tra la Federazione e la Fondazione Nazionale Carlo Collodi. Secondo regolamento tutti gli arcieri impegnati hanno tirato 48 frecce, divisi nelle tre categorie – maschili e femminili – Ragazzi di seconda media (classe 2006), Ragazzi di prima media (classe 2007) e Giovanissimi (classi 2008-2010). Ognuno ha dato il meglio per ottenere il massimo punteggio individuale ma soprattutto per portare il maggior numero possibile di punti alla propria squadra.

20 le rappresentative regionali in gara, che al termine della competizione hanno applaudito il Veneto, campione con 5272 punti grazie alle prestazioni di Aurora Covre, Viviana Fabiano, Chiara Mutta, Luna Niero, Sofia Simoni, Jacopo. Boschin, Aaron Da Pos, Alex Dal Mas, Enrico De Simoi, Giulio Furlan, Keiran Shkora. Piazza d’onore per la Lombardia (5220 punti), terzo posto per il Lazio (5153). A seguire Friuli Venezia Giulia (5126), Piemonte (5123), Puglia (5083), Emilia Romagna (5080), Campania (4895), Calabria (4759), Toscana (4753), Umbria (4702), Abruzzo (4606), Liguria (4574), Sardegna (4539), Marche (4496), Sicilia (4267), Trentino (3713), Basilicata (3664), Bolzano (3208). A determinare la classifica per regioni è stata la somma dei punteggi dei componenti della singola regione.

Per quanto riguarda le graduatorie individuali, tra i Ragazzi di seconda media sono saliti sul podio Francesco Pernice (Sicilia, 469 punti), Lorenzo Aristei (Umbria, 466) e Aaron Da Pos (Veneto, 462). Tra le Ragazze di seconda media si sono invece spartite le medaglie Angelica Bonamici (Lazio, 460), Alisia Grande (Lazio, 457) e Luna Niero (Veneto, 455). I primi tre Ragazzi di prima media sono Andrea Falchetti (Umbria, 455), Riccardo Dilecce (Lombardia, 453) e Daniele Abrate (Piemonte, 451), mentre nell’analoga categoria Ragazze di prima media sono Martina Sona (Veneto, 458), Lea Fehervari (Piemonte, 448) e Anastasia Poerio Piterà (Calabria, 446). Alex Dal Mas (Veneto, 466), Enrico De Simoi (Veneto, 457) e Davide Monaco (Friuli Venezia Giulia, 453) hanno composto il podio Giovanissimi; Emma Tomasini (Friuli Venezia Giulia, 460), Roberta Caroleo (Calabria, 453), Chiara Mutta (Veneto, 453) si sono spartite le medaglie delle Giovanissime.

La decima edizione del Trofeo Pinocchio è così andata in archivio con le premiazioni e con gli applausi di tutti i presenti, a sottolineare lo spirito di amicizia e partecipazione della manifestazione, momento di confronto, crescita tecnica e umana per tantissimi giovani atleti. “Una gara che rappresenta un inizio di carriera per tutti voi, una gara dalla quale sono usciti campioni come Marco Galiazzo, Michele Frangilli e Mauro Nespoli” ha dichiarato il presidente FITARCO Mario Scarzella rivolto ai ragazzi, “l’augurio per tutti è arrivare dove sono arrivati loro, ma se vi impegnerete per raggiungere i loro risultati avrete vinto in ogni caso”.

Di seguito i componenti della rappresentativa regionale del Piemonte: Filippo Bottero (Sentiero Selvaggio), Alessandro Peracchione (Arcieri Compagnia degli Orsi) e Alessio Ieni (Arcieri Clarascum) tra i Ragazzi di seconda media; Kaede Marsili (Arcieri Varian), Anna Modolo (Arcieri Alpignano) e Marika Caruso (Sentiero Selvaggio) nell’analoga categoria femminile; Daniele Abrate (Arclub Fossano) e Lea Fehervari (Iuvenilia) tra le Ragazze di prima media; Fabio Chirco (Arclub Fossano), Giacomo Pino (DLF Alessandria), Elisa Tallarico (Arcieri Varian) e Beatrice Streri (Arclub Fossano) tra i Giovanissimi/e. Tecnici: Carmen Garetto, Gianluca Ruggiero, Edgardo Toti.

questo link la pagina del sito FITARCO dedicata al Trofeo Pinocchio

 

(foto Filippo Corsini – Fitarco)

Agente salva uomo che sta per gettarsi da un ponte

Stava per togliersi la vita ma è stato salvato da un agente della Questura di Torino

Lo scorso martedì, l’aspirante suicida, un cittadino italiano di 57 anni, è stato avvistato da una pattuglia della sezione “Sicurezza Personale” dell’Ufficio di Gabinetto, poco dopo l’intersezione fra Corso Trapani  e Corso Trattati di Roma.

L’uomo percorreva il ponte con la sua bicicletta, sporgendosi a più riprese dal cavalcavia. Giunto a metà del ponte, si fermava, scendeva e appoggiava la bici al muro, guardandosi attorno ripetutamente e rivolgendo più volte lo sguardo verso i binarisottostanti.

Tale comportamento ha colpito l’attenzione dei poliziotti che,procedendo a passo d’uomo per il traffico stradale, hanno continuato ad osservarne i movimenti, fino a quando il cinquantasettenne,  dopo essersi assicurato che intorno a sé non ci fossero passanti, con un gesto repentino si è arrampicato  sulle grate di protezione del ponte e si è messo a cavalcioni su di esse, manifestando la concreta intenzione di lanciarsi nel vuoto. Immediatamente gli agenti hanno fermato la marcia del veicolo di servizio e il capo pattuglia si è lanciato alla volta dell’uomo,afferrandolo per l’unica gamba posta ancora al di qua dellabarriera protettiva. Sentendosi trattenuto, l’aspirante suicida hacercato di divincolarsi, ma con una decisa manovra del poliziottoè stato portato al suolo stradale e tratto in salvo.

Si tratta di un cittadino italiano residente a Grugliasco, con alcuni problemi di carattere psicologico; per lui, sono seguite le cure del 118 e il calore delle attenzione dei familiari.  

(Foto archivio)

 

 

 

Maxi rissa tra vicini: tutti al pronto soccorso

A causa dell’orto rovinato.  Quattro arresti

Una banale lite condominiale a Caselle si è trasformata in una violenta rissa che ha coinvolto quattro persone

Torino, 7 luglio Una banale lite condominiale si è trasformata in una violenta rissa che ha coinvolto due famiglie, tre cittadini rumeni, di 33, 40 e 51 anni, e un italiano di 45 anni. I carabinieri della stazione di Caselle li hanno arrestati con l’accusa di rissa aggravata. E’ accaduto ieri pomeriggio in un condominio di via Roma a Caselle. A quanto ricostruito, la lite è scoppiata perché i tre rumeni hanno accusato l’italiano di aver rovinato il loro orto. Alla risposta dell’uomo la situazione è degenerata. I quattro hanno iniziato a colpirsi violentemente ma sono stati fermati dai carabinieri, immediatamente intervenuti su segnalazione di alcuni abitanti. Portati al pronto soccorso, l’italiano ha riportato la frattura del setto nasale mentre due romeni sono stati medicati per varie contusioni. Successivamente gli arrestati sono stati portati in caserma e arrestati.

Marijuana km zero

Attività di contrasto dei carabinieri
Scoperta una piantagione nel Parco naturale di Stupinigi  e una serra in un appartamento a Rivoli

Raccontavano in giro di produrre marijuana di altissimo livello, a km 0, ma la voce è arrivata anche ai carabinieri. Tre persone di Rivoli, tra 20 e 33 anni, sono state arrestate dai carabinieri di Rivoli per detenzione di droga ai fini di spaccio. Durante la perquisizione, i carabinieri hanno sequestrato 36 piantine di marijuana, centinaia di semi della medesima sostanza, 1,4 kg di marijuana essiccata e pronta per essere venduta, un bilancino di precisione, una serra di cannabis in casa con un impianto di aerazione e irrigazione. Nell’ambito dello stesso servizio, i carabinieri di Rivoli hanno arrestato un operaio italiano di 34 anni che per arrotondare i propri guadagni spacciava o trasportava per contro di altri cocaina.
La perquisizione a casa e in macchina ha permesso ai carabinieri di sequestrare 18,7 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e 9000 euro verosimile provento pregressa attività spaccio.

Nell’ambito dei servizio preventivi per la manifestazione “Stupinigi Sonic Park 2019”, i carabinieri di Nichelino hanno scoperto ieri pomeriggio (6 luglio) all’interno dell’area boschiva del Parco Naturale di Stupinigi una coltivazione di marijuana con una superficie di circa m2 700, all’interno della quale erano presenti 256 vasetti appena germogliati, 60 vasi grandi pronti per il trapianto a terra e 600 piante adulte in fiore. Nella circostanza, il custode e contadino della cannabis, presente nella piantagione, alla vista dei carabinieri è scappato ma durante la fuga ha perso la carta d’identita’. si tratta di un albanese di 34 anni che è stato denunciato. I carabinieri sono sulle tracce del fuggitivo.

“Da Toti impulso per rilancio di Forza Italia”

Riceviamo e pubblichiamo

Un partito forte e unito non può rimanere immobile perché l’immobilismo lo anchilosa, ne spegne lo spirito vitale, lo rende timoroso del futuro. È la sintesi che io ho colto nel discorso di Giovanni Toti. Nelle sue parole c’è un forte impulso all’unità del partito, ma Toti pensa all’unità come al carburante per il rilancio di Forza Italia. A tutti noi viene chiesto un gesto di generosità che coincide con la disponibilità a metterci tutti in discussione.Chi ha voluto vedere nell’azione di Toti il rischio di un appiattimento sulle posizioni della Lega deve, con grande onestà intellettuale, ricredersi. La sua preoccupazione è la preoccupazione di migliaia di amministratori locali di Forza Italia, impegnati a rendere riconoscibile e inconfondibile il nostro profilo di partito liberale, moderato e riformista. Concordo con Toti, ma credo che tutti gli amici di Forza Italia saranno d’accordo, sul punto decisivo che un centrodestra squilibrato nella sua rappresentanza, come è adesso, non è garanzia di buon governo per l’Italia. Nasce da qui la giusta ambizione di restituire a Forza Italia il ruolo e i consensi che ne hanno fatto per un quarto di secolo la spina dorsale del centrodestra. Come fare? Come portare ossigeno a un partito da troppo boccheggiante? La risposta di Toti è semplice: un grande bagno di democrazia, attraverso le primarie, che consenta la libertà di scelta a iscritti, militanti o semplici simpatizzanti. Si tratta di mettere sangue nuovo in un corpo diventato gracile nel tempo. È un grande gesto d’amore quello che può salvare il nostro partito e proiettarlo in una nuova stagione politica.

Osvaldo Napoli direttivo di Forza Italia alla Camera

Ladri di collanine in azione al Kappa Future Festival

Le attività dei carabinieri del comando provinciale contro i professionisti della rapina. Controlli al Kappa Futur Festival, banda rapinatori collanine in azione, carabinieri arrestano un minorenne
Controlli capillari, organizzazione ottimamente strutturata tutto con l’obiettivo di permettere alla gente di gente di godersi lo spettacolo in tranquillità.   Il Comando Provinciale di Torino dei carabinieri ha attivato una serie di servizi prima, durante e dopo lo show. L’attività preventiva ha permesso di individuare un rapinatore di collanine. Ha strappato la collanina dal collo di un  ragazzo e l’ha passata ad altri tre complici. È il racconto della vittima ai carabinieri di servizio antirapina. Ieri (6 luglio) alle 17.30 al Kappa Futur Festival al Parco Dora, nell’ambito di un servizio preventivo prima e durante la manifestazione musicale, i carabinieri della Compagnia Oltre Dora hanno arrestato un egiziano di 17 anni, per rapina. Il minorenne è stato bloccato dai carabinieri dopo aver strappato dal collo di un 20enne una collana d’oro e prima di scappare gli ha sferrato un pugno in volto. Si cercano i complici.

I pusher non si fidavano delle banche. Nascosti 84 mila euro nel cassetto

Gli spacciatori  non si fidavano delle banche, così  conservavano in casa i loro guadagni

Nascosti in un cassetto in camera da letto avevano stipato 84 mila euro in contanti, oltre  a un chilo e mezzo di cocaina. Gli agenti della squadra mobile della Questura di Torino hanno scoperto soldi e droga nell’alloggio in cui abitavano un gabonese di 30 anni e una senegalese di 27 anni,  irregolari e già noti alle forze dell’ordine. I due sono stati arrestati.

Vos si afferma al Giro rosa

Marianne Vos ha vinto la tappa del Colle del Lys al Giro Rosa dopo le precedenti vittorie nel 2011, 2012 e 2014

E’ plurivincitrice iridata, dopo avere conquistato la  2/a tappa del Giro femminile di ciclismo, a Viù (Torino). “Sono davvero felice di avere vinto ancora una volta sulle strade italiane – dice la ciclista l’olandese -. Il mio obiettivo era di conquistare una tappa, è arrivata la prima dopo una buona cronosquadre ma, di certo, non finisce qui”.

Cede (ma solo un po’) l’alta pressione e arrivano i temporali

E’ di nuovo allerta gialla in Piemonte in vista di una nuova fase di temporali, con grandine e  vento

Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) prevede un debole cedimento dell’alta pressione africana, sulla fascia pedemontana alpina diretto sulle pianure. Domenica potrebbero esserci temporali sparsi. Il tempo lunedì tornerà  in prevalenza soleggiato, con poche nuvole e calo delle temperature massime a partire  da martedì.

La scelta di Giulio

All’“Accorsi – Ometto” di Torino, l’opera di Giulio Boetto segna il “viaggio di un paesaggista nel secolo che distrusse il paesaggio”
Fino al 15 settembre


Non una semplice raccolta di opere, ma una sorta di suggestivo e ben pensato “spettacolo diffuso”. Bello e insolito. Evocativo e immersivo. Così Luca Mana, responsabile delle collezioni del Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto di Torino, descrive la mostra dedicata a Giulio Boetto (Torino, 1894 – 1967), fra i grandi della tradizione paesistica piemontese del Novecento, nelle sale (ma già a partire dal portico d’ingresso) dello stesso Museo di via Po. Rassegna che non è la consueta carrellata di opere testimoni, più o meno generose, del far pittura di un artista, ma un funambolico gioco di installazioni video – sonore ispirate a tre “soli” dipinti esposti in parete: oli su tela – celebri e di toccante vis emozionale – realizzati da Boetto nel 1918, il primo, e nel ’23 e ’47, il secondo e il terzo. Eccoli: “La casa del prete” a Polonghera, di geometrica quasi astratta essenzialità con le due figurine nere dei pretini che si perdono nel candore di una facciata che è un autentico monumento alla cultura rurale del tempo; “Luce del mattino a Sauze d’Oulx”, con lo svettante campanile romanico della Parrocchiale di San Giovanni Battista e quelle luci e quei colori e quelle nevi che tanto ci dicono della fortissima liaison umana e artistica intercorsa per tutta la vita fra Giulio Boetto e Matteo (Maté) Olivero;

“Fine del mercato a Saluzzo”, infine, un portento di bravura scenica, per l’attenzione ai minimi particolari del soggetto resi con rapidi vibranti tocchi di colore e una straordinaria capacità di creare trasparenti atmosfere sospese nell’ora e nel tempo. Quadri che la dicono tutta sul grande amore di Boetto – formatosi all’Accademia Albertina, sotto la guida di Giacomo Grosso e Cesare Ferro – per la pittura figurativa in genere e di paesaggio in particolare, da cui non volle mai allontanarsi, indifferente alle assordanti sperimentazioni delle Avanguardie artistiche che nel corso del Novecento arrivarono (in termini a volte anche molto discutibili) alla distruzione del paesaggio. A queste correnti, Boetto voltò le spalle. Anche fisicamente, scegliendo – ecco il senso del titolo dato alla rassegna – l’esilio volontario, lontano dalla città e dalla fama che già in abbondanza, alla fine della Grande Guerra, aveva comunque ottenuto con i suoi dipinti (alcuni perfino acquistati dalla Casa Reale), con le sue caricature (premiate nel ’14 all’Esposizione Internazionale di “Umorismo e Caricature” organizzata dal giornale “Numero”, fondato dal celebre Golia – Eugenio Colmo) e con le sue realizzazioni scenografiche e cartellonistiche richiestegli da alcune fra le più importanti Case di produzioni cinematografiche dell’epoca.

A trent’anni, l’artista decide di ritirarsi felice sotto le sue amate montagne, nel Cuneese, ai piedi del Monviso: a Revello prima e, dopo pochi anni, a Saluzzo nella casa e nello studio che furono dell’amico Olivero. “Scelta coraggiosa ed eroica, la sua. La scelta di un artista che, come tutti i grandi paesaggisti dell’Otto-Novecento, ha saputo trasmetterci quel particolare ‘genius loci’ sconosciuto alle tante Avanguardie del secolo scorso, interessate più che altro a fornire l’interpretazione dei luoghi e non ad esserne straordinaria testimonianza nel tempo”. A parlare è Giosué Boetto Cohen, curatore della mostra e nipote di Giulio, nonché giornalista, conduttore e regista di importanti progetti televisivi targati Rai, fra cui “La storia siamo noi” dell’era Minoli. E proprio a lui ( che già aveva curato due anni fa il debutto della mostra alla “Castiglia” di Saluzzo, per i cinquant’anni dalla morte del nonno) si devono le suggestive installazioni dialoganti, sullo schermo di avveniristici poliedri bianchi, con le tre opere esposte e accompagnate dal miracolo sonoro delle musiche di Marco Robino con l’Ensemble Architorti: repertori filmati che raccontano il “secolo breve”, insieme a novanta foto in gran parte inedite e alle riproduzioni di 83 opere di Boetto.

Promosso dal Comune di Saluzzo, insieme alla Fondazione Artea e alla Regione Piemonte con l’Associazione UrCA, al progetto hanno partecipato anche il Museo del Cinema e InTesta (Gruppo Armando Testa), che ha ideato una sorta di semi-serio divertissement proponendo un’ipotetica interpretazione dei paesaggi di Boetto così come avrebbero potuto essere realizzati da alcuni fra i maggiori interpreti delle Avanguardie artistiche Novecentesche: da de Chirico, a Picasso, a Fontana, solo per citarne alcuni, fino a Munck o a Rothko piuttosto che a Pollock. Gioco semi-serio, appunto. Che vale il tempo di un sorriso. Laddove, invece, c’è assai meno da sorridere confrontando le foto di luoghi e paesaggi così com’erano ai tempi del pittore “torinese di Saluzzo”, con gli stessi che oggi si presentano a noi. Paragoni rattristanti, per i disastri arrecati. E allora, quanto attuale potrebbe essere di nuovo, a quasi un secolo di distanza, quella famosa “scelta di Giulio”! Tanto coraggiosa. E tanto eroica.

Gianni Milani

“La scelta di Giulio”
Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto, via Po 55, Torino; tel. 011/837688 int. 3 o www.fondazioneaccorsiometto.it
Fino al 15 settembre
Orari: dal mart. al ven. 10/13 e 14/18; sab. dom. e festivi 10/13 e 14/19; lunedì chiuso

 

Nelle foto

– “La casa del prete”, olio su tela, 1918
– “Luce del mattino a Sauze d’Oulx”, olio su tela, 1923
– “Fine del mercato a Saluzzo”, olio su tela, 1947
– “Sauze d’Oulx”, stampa fotografica su carta, 1923
– “Mercato del bestiame”, stampa fotografica su carta, 193