A Torino sono circa 80mila le persone di religione islamica, vale a dire più o meno il 10% della popolazione
Sono sei i Paesi decisivi per la crescita dell’economia e della finanza islamica: Qatar, Indonesia, Arabia Saudita, Turchia, Emirati Arabi e Malesia. Paesi destinati a far parte delle venticinque economie mondiali a crescita rapida. Si stima che raggiungeranno nel 2018 un Pil di 4.800 miliardi di dollari, avvantaggiati anche da una popolazione giovane di 420 milioni di persone circa, con flussi commerciali pari a 3.600 miliardi di dollari e attività bancarie per 6 mila miliardi.
Come cambiano le cose. I nostri vecchi non lo avrebbero immaginato (e neppure noi, fino a pochi anni fa). A Torino sono circa 80mila le persone di religione islamica, vale a dire più o meno il 10% della popolazione. Il Comune – iniziativa unica al mondo nel suo genere – ha quindi pensato di promuovere il Turin Islamic Economic Forum (TIEF 2014), dedicato alle prospettive commerciali con l’economia islamica ispirata alla Shari’a (legge sacra). Un’economia che, va detto, rappresenta il 15% del Pil mondiale ed è molto attiva in settori tipicamente italiani quali la moda, il food e la cosmetica.
Spiegano in municipio: “L’intermediazione finanziaria, secondo la Shari’a, deve essere legata alla presenza concreta di un’attività reale, indirizzata a finalità precise e il riferimento all’asset e alla condivisione del rischio contraddistinguono l’Islamic finance rispetto all’intermediazione finanziaria convenzionale.Torino, città in costante trasformazione, può assicurare a tutto il mondo finanziario numerose opportunità d’investimento e non intende perdere l’occasione di offrirle anche a un partner così importante, come lo è quello rappresentato dal mondo islamico”.
L’iniziativa è promossa in collaborazione con la Camera di Commercio e l’Università. Saranno in città i più importanti protagonisti della finanza e dell’economia dei paesi arabo-islamici. L’intento è di fare una panoramica sulla finanza islamica in Europa e sullo sviluppo dell’imprenditoria socialmente responsabile. Il forum si svolgerà sotto la Mole, al centro Torino Incontra di via Nino Costa lunedì 17 e martedì 18 novembre. Polemiche sono state sollevate dai consiglieri di opposizione in Comune: Ricca (Lega), Magliano (Ncd), Marrone (Fdi) e Tronzano (Forza Italia) hanno sottolineato l’importanza di dedicare iniziative alle realtà produttive torinesi e piemontesi. Ma nel mondo qualcosa è cambiato.
(Foto: il Torinese)
Dove ci sono Asl piccole ci sono sprechi
Ex coordinatore piemontese di Sel era stato anche funzionario del gruppo regionale sino alla sua elezione a parlamentare





Ghino – vero nome Ghinotto – era fglio di Tacco, senese ghibellino giustiziato dai guelfi. Decise di darsi alla macchia per vendicare il padre e perpetuarne l’eredità politica. Raccolse intorno a sé un gruppo di ribelli ed espugnò la rocca di Radicofani, con l’intento di riportare allo splendore i ghibellini sconfitti, esercitando nel frattempo il buongoverno sul suo villaggio.Ghino di Tacco era anche lo pseudonimo con cui Bettino Craxi firmava i suoi corsivi al vetriolo sull’Avanti!, dopo aver assunto con orgoglio l’identità del “Robin Hood” ghibellino cui Eugenio Scalfari, per condannarlo, l’aveva paragonato. 
La mostra è il secondo appuntamento del nuovo spazio espositivo di Via Eusebio Bava 8/a, a Torino, e prosegue nel suo intento di promuovere i giovani artisti emergenti, presentando tre progetti fotografici, realizzati da Lo Schiavo, accomunati da un chiaro riferimento alla storia dell’arte e, in particolare, ad alcuni suoi periodi fondamentali in ambito pittorico, oltre che dal desiderio dell’artista di sviluppare un discorso creativo che vada oltre il medium espressivo utilizzato: la fotografia
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