ilTorinese

Nella Ztl centrale si viaggerà a 30 km l’ora

Tra circa un mese nella ztl centrale di Torino potrebbe entrare in vigore il limite dei 30 Km orari. Lo ha annunciato l’assessora comunale ai Trasporti Maria Lapietra nella commissione sulle  linee guida per la micromobilità in sharing di  bici e monopattini elettrici. “Quando sarà realizzata e posizionata la cartellonistica si potrà partire con la Ztl 30 – ha detto – e penso che tra un mese riusciremo a partire”. A proposito del nuovo progetto di Torino Centro Aperto, il futuro  modello di Ztl, non è stata definita una data precisa per il suo inizio. “Tutto è definito per  partire a gennaio 2020. A fine novembre ci sarà  una commissione per fare il punto”, ha spiegato Lapietra.

Il trucco del clown verso la mostruosità della vendetta

Nelle sale “Joker” di Todd Phillips, Leone d’oro a Venezia

 

Pianeta Cinema a cura di Elio Rabbione

 

 

Difficilmente si sarebbe scommesso di poter aggiungere alla filmografia di Todd Phillips – lui, che una quindicina d’anni fa rinverdisce gli irriverenti Starsky & Hutch e allinea poi titoli come Parto col folle e la trilogia di Una notte da leoni – questo Joker che s’è portato via dalla laguna il recente Leone d’oro (forse, qualcuno ha anche scritto, con qualche luccichio di troppo). Non già (o ancora) il Joker con impresso sulle labbra lo sghignazzo di Nicholson o di Ledger, ma il prima, la nascita di quella risata contorta, un tic di malato che si porta quasi cucito addosso un biglietto che la mamma gli ha posto a difesa, scusatemi ma è la mia malattia a spingermi dentro questa maschera delirante, una difesa che vorrebbe proteggerlo da chi lo attacca e lo colpisce senza freno.

Arthur Fleck – allontanato da ogni altro essere umano, bullizzato, schiacciato, ridicolizzato per le strade di New York – ha una missione, portare risate e gioia nel mondo, lavora come clown per un’agenzia, come altri suoi colleghi si trucca e distribuisce sorrisi, trascorre le proprie giornate tra i mille tentativi per diventare un grande cabarettista e la cura e l’odio per una madre malata, videodipendente, ancorata ad un passato che ha il suo centro nel ricco magnate Thomas Wayne, che sta per prendere del tutto le redini di Gotham City. Il simbolo del successo, forse la certezza di una paternità rassicurante. Lavora anche davanti all’innocenza dei bambini, Arthur, ma forse portarsi una pistola in ospedale non è una pensata geniale: licenziato, imbocca sanguinosamente la strada della ribellione in una città dove i topi sono lì ad invadere e l’immondizia a soffocare, dove le aggressioni e il malaffare e i soprusi la fanno da padrone, dove le lunghe e fredde scalinate possono essere il giusto palcoscenico per un nuovo numero. Ecco allora che la risata si tinge di un colore violento, ecco che il rossetto attorno alle labbra somiglia troppo al sangue. Qualcuno in una sala cinematografica ride alle piroette di Chaplin sull’orlo del vuoto in Tempi moderni, altri là fuori si camuffano dietro maschere e bruciano e assalgono e saccheggiano in un affresco che si fa totalizzate e si inserisce con prepotenza nelle rivolte del nostro tempo. Un’epoca che vede calare il sipario anche sullo strabenedetto porto sicuro della cura (“siamo costretti a chiudere, ci hanno tagliato i fondi”), per la mente di Arthur né per la sua salvezza c’è più spazio, gli sfottò e i cartelli spaccati in faccia che avevano il sapore della gag hanno lasciato il posto alla rabbia senza ritorno, al portabandiera della sommossa. Tutto è marcio, tutto è in abbandono, bianchi corridoi in centri psichiatrici o studi televisivi: anche l’ultima strizzacervelli, anche Robert De Niro, anchorman che ospita come Letterman, meritano una condanna senza appello.

Nella tensione che accompagna l’intera vicenda, in un film che ha quasi la presunzione della perfezione, Phillips cala con intelligenza – a tratti non l’estro, non la sua “ribellione” registica, forse ci si sarebbe atteso anche da lui uno sgraffignante sberleffo -, ma in modo angosciante e allarmante, le carte della commedia e della tragedia e le sa mescolare a dovere, in perfetta alternanza. Chiaramente Joker appare in maniera straordinariamente stralunata guidato dall’interpretazione tutta da premiare (ma Venezia gli ha preferito il nostro Marinelli e il suo scrittore Martin Eden, per un affaire di giochini di giuria o di norme di regolamento: un Oscar a febbraio?) di Joaquin Phoenix (un applauso per noi all’immedesimazione di Adriano Giannini, ben oltre il comune “doppiaggio”), pianti, disperazione, risate, il grande sfodero del corpo, il parlare degli occhi, i movimenti della bocca, tutto eccelle in un interprete che già in passato ha dato grandi prove ma che qui, nel cammino verso la mostruosità della vendetta, scolpisce un personaggio che non si potrà facilmente dimenticare.

“Mario Lattes artista poliedrico”

In mostra alla Famjia Albèisa la multiforme avventura artistica dell’indimenticato intellettuale torinese

Fino al 27 ottobre

Alba (Cuneo)

Segni e colori come voci urlanti. Dell’anima del corpo della memoria. Segni e colori che seguono vie senza tracce predefinite o pianificate, nel solco di un’espressività corrosiva, tenue e aggressiva a un tempo, fra tentazioni informali e inquiete linearità figurative. Così è la pittura di Mario Lattes (Torino, 1923 – 2001), uomo e artista di assoluta e singolare versatilità. Pittore, incisore, scultore, ma anche acuto editore nonché scrittore e ideatore di significative iniziative culturali, a lui la Fondazione Bottari Lattes (nata a Monforte d’Alba nel 2009 per volontà della moglie Caterina, che oggi ne è presidente onoraria) dedica fino al 27 ottobre – in concomitanza con la nona edizione del Premio Lattes Grinzane – una suggestiva mostra allestita negli spazi della Famjia Albèisa, in via Pietrino Belli 6, ad Alba.

 

Con l’obiettivo, che già il titolo mette in chiara evidenza, di proporre ancora una volta al pubblico la sintesi di una narrazione pittorica di fascinosa “poliedricità”, la rassegna assembla oltre trenta lavori poco conosciuti e mai esposti ad Alba e nel Cuneese, concentrandosi in particolare su acquerelli, gouache e opere a tecnica mista realizzate su carta. Non mancano gli oli, come il klimtiano – permeato di armonioso erotismo – “Nudo sul tappeto” dell’’85, e le incisioni, con “La rosa” del ’70. Pezzi, questi, più noti al grande pubblico, rispetto alle inquietanti “Marionette” dell’ ’89 o all’accademico “Studio di testa” dell’’84, accanto al cupo “Anfiteatro con nuvola nera” del ’70 e al fantasioso “Soggiorno di via Calandra” del ’78. Opere in cui s’intrecciano sogni, realtà e le personalissime emozioni di un “uomo solitario e complesso”, impegnato a regalarci e a regalarsi racconti spesso intrisi di “quell’epico senso dell’inconcludenza umana” e di quel pessimismo – soffuso ma pesante – propriamente legati alle sue origini ebraiche.

Il tutto attraverso tecniche e linguaggi assolutamente eterogenei, ma accomunati dalla precisa volontà di andare sempre e comunque oltre gli schemi, oltre le categorie, oltre i movimenti. Se infatti è vero che l’iter artistico di Lattes racchiude momenti di ispirazione ora astratta e informale (in particolare nel decennio dagli anni ’50 ai ’60), ora espressionista e simbolicamente visionaria, è pur vero che ogni sua opera mantiene, in tutti i casi, cifre stilistiche e atmosfere narrative del tutto originali. Uniche, fuori dal tempo e libere dalle “mode”. Sono pennelli e colori dati in mano a un fanciullo un po’ triste e ombroso, ma anche talvolta ironico e ricco di imprevedibili fantasie. “Lattes – scriveva, in tal senso, Marco Vallora nel 2008 in occasione di una grande retrospettiva a lui dedicata presso l’Archivio di Stato di Torino – è sempre là dove non te l’attendi, anche tecnicamente”. Realizzata con il sostegno di Regione Piemonte, Comune di Alba, Fiera Internazionale del Tartufo, Comune di Monforte d’Alba e Cantina Terre del Barolo, la mostra è arricchita dall’esposizione di volumi e scritti di Mario Lattes, tra cui romanzi come “Il borghese di ventura” (Einaudi, 1975; Marsilio, 2013), “L’incendio del Regio” (Einaudi, 1976; Marsilio, 2011), la tesi di laurea del ’60 “Il Ghetto di Varsavia” (da considerarsi ancora oggi il più completo e ampio saggio scritto in Italia sull’argomento, ma rifiutata allora da Einaudi e pubblicata solo nel 2015 da Cenobio, a cura di Giacomo Jori) e alcune pubblicazioni di “Questioni”, rivista fondata da Lattes nel 1953, dapprima con il titolo di “Galleria”.

Gianni Milani

“Mario Lattes artista poliedrico”

Famjia Albèisa, via Pietrino Belli 6, Alba (Cuneo). Per info: Fondazione Bottari Lattes tel. 0173/789282 o www.fondazionebottarilattes.it

Fino al 27 ottobre

Orari: dal merc. al ven. 15/18, sab. e dom. 11/18

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Nelle foto

– “Nudo sul tappeto”, 1985
– “Marionette”, 1989
– “Studio di testa”, 1984
– “Anfiteatro con nuvola nera”, 1970
– “Soggiorno di via Calandra”, 1978

 

Il Comune regolamenta l’uso dei monopattini

Su proposta dell’assessora Maria Lapietra, la Giunta Comunale ha fissato le linee guida per l’esercizio dei servizi free floating che prevedono l’utilizzo di biciclette, a pedalata assistita e non, scooter e altri veicoli innovativi a propulsione elettrica. Sono infatti sempre più numerosi i monopattini e mezzi  similari che attraversano la città.

Oltre a regolare la sosta dei mezzi (in affitto o di proprietà), dettando direttive tese a impedirne l’abbandono selvaggio e per disciplinarne il recupero, il documento prevede la creazione di un Tavolo di lavoro con gli operatori interessati alla gestione dei servizi di mobilità in sharing.

“Potremo così monitorare il servizio complessivo, valutare e concordare azioni volte al suo miglioramento e far fronte a eventuali criticità – spiega l’assessora Lapietra – . In un secondo ‘Tavolo’ – prosegue Lapietra – verranno analizzati i dati sulla circolazione dei dispositivi di micromobilità per i quali abbiamo aderito alla sperimentazione promossa dal Ministero dei Trasporti”.

L’esame dei dati forniti servirà anche per disporre la riduzione o l’aumento del numero dei mezzi massimo stabilito per la composizione delle flotte degli operatori di micromobilità in sharing, inizialmente fissato in 500 unità. Non è invece prevista alcuna limitazione per biciclette tradizionali, a pedalata assistita e scooter.

Nelle piazze San Carlo, Castello, Vittorio Veneto, Carlo Alberto, Carignano e Palazzo di Città la sosta, che nel resto della città dovrà comunque sempre rispettare le norme del codice della strada, sarà consentita solo nelle aree destinate a parcheggio di cicli e motocicli delimitate da apposita segnaletica, laddove esistenti.

Per garantire la rimozione dei mezzi posteggiati irregolarmente o abbandonati, i singoli operatori dovranno predisporre un servizio di call center, pronto intervento e controllo dei dispositivi, attivo 365 giorni l’anno e sull’intero arco della giornata, con personale pronto a rimuoverli o spostarli entro 24 ore dalla segnalazione.

A copertura degli eventuali costi di recupero dei mezzi abbandonati in caso di sospensione e abbandono dell’attività, ogni operatore dovrà poi produrre una fidejussione di 10 euro, nel caso di biciclette tradizionali, bicilette a pedalata assistita, monopattini e segway, e 20 euro, nel caso di scooter, per il numero di mezzi utilizzati.

Tra gli adempimenti previsti per i futuri gestori dello sharing cittadino anche la sottoscrizione di una polizza con massimali di copertura pari almeno a 5 milioni di euro per responsabilità civile verso terzi, includente la copertura dei danni alle strutture e agli utilizzatori del servizio e una seconda, sempre di 5 milioni di euro, per la responsabilità civile personale del conducente.

I servizi in condivisione dovranno, non appena possibile, essere integrati all’interno della piattaforma MaaS (Mobility as a Service), attualmente in fase di sperimentazione a Torino. All’atto dell’adesione ogni operatore metterà a disposizione degli utenti per l’utilizzo del proprio sharing una somma di 5 euro annui moltiplicata per il numero dei mezzi che compongono la flotta.

L’ avviso per l’individuazione degli operatori interessati sarà pubblicato a breve: per le biciclette tradizionali, quelle a pedalata assistita e gli scooter a flusso libero , avrà una durata di 5 anni rinnovabili, mentre per i monopattini e i segway si chiuderà invece il 27 luglio 2021, termine del periodo di circolazione sperimentale.

Danneggia un motociclo e ne ruba i pezzi

Arrestato dagli agenti della Squadra Volante
Un cittadino somalo di 24 anni è stato arrestato dagli agenti della Squadra Volante per furto e
denunciato per oltraggio a P.U.
I poliziotti sono intervenuti nella tarda serata di venerdì scorso in Lungo Dora Napoli poiché
era stata segnalata la presenza di una persona che stava danneggiando le auto in sosta. Giunti
sul posto, gli agenti hanno visto lo straniero armeggiare su un motociclo riverso per terra. In
particolare, utilizzando lo specchietto retrovisore destro del veicolo, l’uomo, dalla plancia del
veicolo, aveva rimosso il tachimetro.
Durante le fasi dell’arresto, il cittadino somalo ha tenuto nei confronti dei poliziotti una
condotta irriguardosa, insultandoli più volte e sputando nei loro confronti, fatto che gli è valso
la denuncia per oltraggio. L’uomo è stato anche trovato in possesso di un frammento di
hashish, illecito per il quale è stato, invece, contravvenzionato. A seguito di accertamenti, è
anche emerso che il motorino sul quale il ventiquattrenne stava armeggiando era stato rubato
il giorno prima.

GF Prevostura, un’edizione di grandi nomi

Un bellissimo tracciato. Più che il prestigio dei partecipanti e le adesioni che affluiscono di ora in ora alla sede degli organizzatori, più che la forza della tradizione di un evento che va avanti da vent’anni e oltre, è la bellezza del percorso il segno distintivo della Granfondo Prevostura, che domenica andrà in scena per la 21esima volta in quel di Lessona (BI). Un tracciato curato nei minimi particolari, lungo 48 km per 1.350 metri di dislivello, disegnato tra i vigneti del pregiato Nebbiolo e che toccando prima la Croce di Masserano e poi la Diga delle Piane permette di lanciare uno sguardo verso l’orizzonte fino a intravedere le prime avvisaglie degli Appennini. Un percorso al contempo veloce ma anche impegnativo, che accontenta anche i palati tecnicamente più esigenti, in definitiva un percorso ideale per fine stagione.

A Lessona domenica si preannuncia una grande battaglia nella penultima prova del circuito Nord Ovest Mtb (doveva essere la chiusura, ma il forzato rinvio della GF dell’Appennino al 27 ottobre ha rimescolato le carte). Sarà presente la Giant-Liv Polimedical, con il colombiano Diego Alfonso Arias Cuervo e Costanza Fasolis reduci entrambi dal successo alla GF di Monte San Giorgio di domenica scorsa, a sfidarli la Silmax di Giuseppe Lamastra e l’argentino Armando Matias e la Vittoria Srsuntour dei fratelli Francesco ed Edoardo Bonetto, insomma ci sono tutti gli ingredienti per una sfida di altissimo livello, dove si farà appello alle ultime energie dopo una stagione stressante.

Insieme alla gara più lunga, ci sarà spazio anche per chi non ama l’agonismo, con la pedalata ecologica di 25 km senza dimenticare lo spazio per la gara riservata alle categorie giovanili, su una porzione ridotta del percorso principale. L’appuntamento è al Palazzetto dello Sport di Lessona che ospiterà tutti i servizi, compresi i tavoli di segreteria dove coloro che non hanno proceduto all’iscrizione preventiva, o che hanno deciso di prendere parte alla GF Prevostura solo all’ultimo momento, potranno ritirare numero e pacco gara al costo di 30 euro al sabato e 35 alla domenica. Lo start è fissato per le 10:00.

Per informazioni: Amici Mtb Lessona, tel. 015.99200 e 347.7211545, laprevosturamtb.it

Scienza, cronaca e cultura al Festival della criminologia

Specchio Oscuro

 IV EDIZIONE // TORINO, 10-13 OTTOBRE 

Dopo il successo delle passate edizioni, a Torino e a Genova – che hanno ospitato docenti, scrittori, giornalisti, esperti delle forze dell’ordine, criminologi, registi, personaggi dello spettacolo, avvocati, psicologi, filosofi, registi, con una grande partecipazione di pubblico – ritorna il festival in città con un programma fitto di appuntamenti.

Pensato su più livelli di approfondimento, si rivolge sia a un pubblico di esperti che si affacciano ai nuovi scenari della ricerca sul crimine, ma anche ad appassionati e curiosi che vogliono toccare da vicino la sfera dei fenomeni criminali.

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Carl Gustav Jung ha definito l’ombra dicendo che essa contiene tutte quelle parti del nostro essere che abbiamo cercato di nascondere o negare. Comprende quegli aspetti oscuri (appunto non «messi in luce», quindi sia negativi che positivi) che non riteniamo accettabili. L’Ombra appare tanto più densa e minacciosa quanto meno è cosciente. E’ questo il paradosso dell’Ombra: quanto più neghiamo e rimuoviamo, tanto più queste parti scisse riemergono in maniera incontrollata e autonoma, a volte violenta. Il Doppio, il rivale-compagno, è un altro motivo universalmente presente, strettamente connesso alla problematica dell’Ombra. Il Doppio si configura come immagine simmetrica, speculare dell’Io. E’ esattamente all’opposto di ciò che siamo e di ciò che saremo e se l’Ombra si cronicizza, il Doppio diviene il nostro alter-ego. Nella mitologia e nella narrativa, sia letteraria sia cinematografica, il doppio complementare è un motivo ricorrente, perché inscindibilmente legato alla natura umana.

L’esplorazione delle parti oscure dell’essere – nell’individuo, nella società e nella storia – sarà il tema dell’edizione 2019 del Festival, che vedrà anche quest’anno il contributo di relatori di rilievo nazionale e internazionale, appartenenti ad ambiti disciplinari diversi.

IL PROGRAMMA

  

GIOVEDI 10 OTTOBRE

(Cortile del Rettorato dell’Università di Torino)

Ore 19.00: Saluti d’apertura e inaugurazione mostra «Frammenti di storia. L’Italia attraverso le impronte, le immagini e i sopralluoghi della Polizia Scientifica», in collaborazione con la Polizia di Stato*

con FRANCESCO MESSINA (nella foto, direttore Centrale Anticrimine Polizia di stato), LUIGI RINELLA (Direttore del Servizio Polizia scientifica, PAOLO CERONI (Azimut Capital Management), ANGELO ZAPPALA’ (direttore Festival Criminologia)

// A seguire visita guidata alla mostra //

 (Circolo della Stampa, Palazzo Ceriana Mayneri)

Ore 21.00 – 22.30: Oscuri moventi. Il delitto dei Murazzi, con MEO PONTE (giornalista) e ROBERTO TESTI (medico legale)

 

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VENERDI 11 OTTOBRE

(Aula Magna dell’Università di Torino, Cavallerizza Reale)

Ore 18.30 – 20.00: Fare luce nell’oscurità: indizi criminali e indizi scientifici, con GIULIO GIORELLO (filosofo e accademico) e GIANPIERO LAGO (comandante del RIS di Parma, Arma dei Carabinieri)

CONFERENZA SPETTACOLO

Ore 21.00 – 22.30: Il lato oscuro della musica, con MORGAN (cantante) 

 

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SABATO 12 OTTOBRE

(Aula Magna dell’Università di Torino, Cavallerizza Reale)

Ore 10.00 – 10.15: Saluti d’apertura, con Felice Damiano Torricelli (presidente ENPAP)

Ore 10.15 – 11.00: Il lato oscuro della professione medica. I medici aguzzini, con ISABELLA MERZAGORA (presidente Società Italiana di Criminologia)

Ore 11.15 – 12.00: Lo specchio scuro della memoria: crimine e amnesia nei crimini violenti, con STEFANO ZAGO (neuropsicologo forense)

Ore 12.15 – 13.00: La triade oscura della personalità: narcisimomacchiavellismo e psicopatia con ANDREA FOSSATI (psicologo, Università San Raffaele Milano)

Ore 14.30 – 15.15: I geni del male: cattivi si nasce, si diventa o… con VALTER TUCCI (Senior Group Leader of the Neurobehavioural Genetics group at the Italian Institute of Technology, Genova).

Ore 15.30 -16.15: Lo specchio oscuro della rete: dal cyberbullismo agli adescamenti di minori, con Cristina Sartori (consulente investigativo e grafologo forense), ANTONIO MAURO innovatore ed esperto Cybersecurity), SILVIA BASSI (psicologa e criminologa)

Ore 16.30 – 17.15: Siamo mai soli? Telefoni e la nostra ossessione contemporanea, con ILARIA BONACOSSA (Direttrice Artissima), KATIA TREVISAN (Dogma), MAURIZIO BORTOLOTTO (Gebbia Bortolotto Penalisti Associati)

Ore 17.30-18.15: Lo specchio oscuro della sessualità: Sex Robots, con MAURIZIO BALISTRERI (filosofo, Università degli Studi di Torino)

Ore 18.30 – 20.00: VELENO, con PABLO TRINCIA (scrittore e giornalista, autore del celebre podcast de La Repubblica)

(Terrazza Solferino)

Ore 21.00 – 22.30:  Inghiottiti nell’oscurità. Le persone scomparse in Italia, con PIETRO ORLANDIMARIA ANTONIETTA GREGORI e GIANLUCA VERSACE (giornalista) – in collaborazione con CRIME+INVESTIGATION, CANALE 119 DI SKY

 

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DOMENICA 13 OTTOBRE

(POLO DEL ‘900, Torino)

18.30 – 20.00: I poteri oscuri nell’Italia degli anni ‘70,
con GIOVANNI DE LUNA (storico)

 

Abusi sui minori: commissione di indagine

Dall’ufficio stampa di Palazzo Lascaris

Istituire una Commissione d’indagine conoscitiva riguardo eventuali soprusi verso le famiglie nelle decisioni di alienazione parentale dei minori. Nello specifico per acquisire notizie, informazioni e documenti sul sistema regionale piemontese di segnalazione e presa in carico di casi di abuso e maltrattamento. Ma anche sui criteri di allontanamento di minori dai nuclei familiari di appartenenza e della collocazione di minori in comunità residenziali, con riferimento anche ai servizi di psicoterapia, consulenza, equipe prestati in Piemonte dalle persone fisiche e giuridiche coinvolte dall’inchiesta denominata “Angeli e demoni”. È quanto ha proposto questa mattina il consigliere Maurizio Marrone (Fdi) in apertura dei lavori della Commissione Sanità, presieduta da Alessandro Stecco.

Nel dibattito il consigliere Marco Grimaldi (Luv) ha messo in evidenza che prima di procedere è necessario individuare con esattezza il perimetro entro cui s’intende indagare, dal momento che l’inchiesta “Angeli e demoni” non coinvolge, al momento, il territorio piemontese.

Sono intervenuti per il Pd i consiglieri Raffaele GalloMonica Canalis e Domenico Ravetti e per i Moderati il consigliere Silvio MaglianoCanalis, in particolare, ha dichiarato di aver già richiesto una serie di audizioni in quarta Commissione sul sistema regionale degli affidi e ha raccomandato alla maggioranza e all’opposizione la necessità – qualora la Commissione d’indagine dovesse prendere corpo – di evitare ogni allarmismo e strumentalizzazione prima del termine dell’indagine. Mentre Ravetti ha proposto a Marrone la stesura di un ordine del giorno da discutere domani in Consiglio regionale che definisca bene il perimetro all’interno del quale la commissione dovrebbe indagare.

La Commissione ha poi audito – alla presenza dell’assessore alla Sanità Luigi Icardi – i rettori dell’Università di Torino Stefano Geuna e del Piemonte Orientale Giancarlo Avanzi e il direttore della Scuola di Medicina dell’Università di Torino Umberto Ricardi e il preside della Scuola di Medicina del Piemonte Orientale Marco Krengli sul tema dei medici specializzandi.

Tutti hanno concordato sul fatto che la situazione sia grave e si sono dichiarati disponibili a collaborare in tutti i modi possibili per far fronte a una situazione critica a livello nazionale.

In particolare, hanno concordato sulla necessità di operare per una progressiva capacità dei medici specializzandi di agire in autonomia già a partire dal quarto o quinto anno. Alcuni settori – hanno sottolineato – patiscono più di altri: medicina d’emergenza-urgenza, pediatria e anestesiologia. E alcuni bandi vanno deserti perché la domanda è enorme e i neospecialisti possono permettersi di andare dove vogliono sia in base all’offerta sia in base alle esigenze personali. Non va sottovalutato che spesso vanno all’estero perché gli stipendi là sono migliori e la richiesta è comunque alta in tutta Europa.

Geuna ha sostenuto che “l’Università potrà proporre un percorso per identificare gli obiettivi per ogni anno per gli specializzandi che potrebbero essere acquisiti e certificati dai direttori in modo che, quando arrivano al quarto anno o all’inizio del quinto, si sappia che cosa gli specializzandi sanno fare e li si possa impiegare utilmente all’interno delle strutture ospedaliere”.

Avanzi ha affermato di aspettarsi che “nel giro di cinque o sei anni la tendenza a non riuscire a soddisfare il turn over venga meno e che, per quanto riguarda la scuole di specializzazione per l’emergenza-urgenza, solo nel 2028 riusciremo a intercettare il turn over. Di qui ad allora, purtroppo, saremo sempre in carenza”.

Ricardi ha auspicato una forte presenza a livello ministeriale “che impedisca interventi a pioggia e senza programmazione per non premaire specializzazioni che non sono in sofferenza”.

Sono intervenuti, per richieste di approfondimenti, i consiglieri Grimaldi (Luv) e Mauro Salizzoni (Pd).

Al termine della seduta l’assessore Icardi ha sottolineato lo sforzo della Regione per l’aumento del numero di borse di studio, giunte quest’anno a cinquanta grazie anche all’intervento di enti privati.

Al Costadoro Social Coffee Factory per scoprire i segreti del caffè

Uno spazio multiesperienziale per conoscere tutti i segreti del caffè: dalla lavorazione alla degustazione, fino all’alta formazione

 Il Costadoro Social Coffee Factory, progettato nei minimi dettagli e fortemente voluto dall’Azienda, si annuncia come una vera rivoluzione nel panorama torinese.

Uno spazio multiesperienziale e decisamente innovativo che occupa gli spazi dell’ex Costadoro Coffee Lab Diamante e si propone come un’evoluzione e un potenziamento del progetto di franchising Costadoro Social Coffee. Il locale di via Teofilo Rossi 2, nel centro cittadino, si trasforma infatti nel flagship store ufficiale Costadoro e rappresenta il punto vendita premium a cui si ispireranno tutti i locali affiliati della catena, in particolare le prossime aperture di Torino, Genova e Principato di Monaco.

 

IL CONCEPT

 

Nel Factory, dunque, nulla distoglierà l’attenzione dall’unico vero protagonista: il caffè. Sarà la meta ideale per chi, di passaggio, vuole gustare un’ottima tazzina, ma diventerà anche il primo vero punto di riferimento per la clientela e per gli addetti ai lavori che desiderano formarsi e imparare tutto sulla materia prima e sulle sue modalità di torrefazione e di preparazione: all’interno del Factory – un progetto nato e sviluppatosi dal contributo condiviso dell’intero staff Costadoro – è infatti disponibile tutto il meglio delle materie prime, dell’attrezzatura e della preparazione sul mondo del caffè. Entrando nel Costadoro Social Coffee Factory, il visitatore può vivere un vero e proprio percorso esperienziale attraversando le tre aree del locale: BarExperience e Academy.

 

IL LOCALE

 

In stile industrial – con legno, ferro, tubi e rubinetti posti in evidenza – il locale utilizza materiali essenziali per dare risalto al vero protagonista della scena, il caffè.

ecosostenibilità è evidentemente al centro del progetto: dal legno antico ricondizionato proveniente dallo smaltimento di tetti e coperture di baite e case del territorio, ai frangi sole in ferro per diminuire il calore interno dovuto all’irraggiamento solare e, di conseguenza, il dispendio di energia per il condizionamento, ai licheni stabilizzati utilizzati per l’insonorizzazione e la depurazione dell’ambiente, alle poltrone vintage originali, fino ai bicchieri da asporto in materiale 100% compostabile e alla presenza di postazioni di free-water a disposizione dei clienti per dissetarsi e riempire le borracce.

 

LO STAFF

 

Accuratamente selezionato, tutto lo staff ha seguito durante i mesi di chiusura dei locali una serie di corsi di aggiornamento e perfezionamento presso la sede dell’Azienda in Lungo Dora Colletta, guidati da personalità del calibro di Fabio Verona, Responsabile Qualità e Formazione Costadoro, Manuela Fensore, Campionessa del Mondo di Latte Art, e Davide Berti, Campione del mondo di Ibrik. Lo staff al completo ha infine partecipato a un Coffee Trip di alcuni giorni a Londra per osservare dal vivo l’evoluzione del mercato del caffè e scoprire il lavoro delle migliori Roastery inglesi.

 

GLI EVENTI

 

Il Costadoro Social Coffee Factory è anche teatro di eventi dedicati non solo agli esperti del settore ma anche ai coffee lovers, con l’obiettivo di fare cultura sulla materia prima e sulle infinite possibilità di degustazione e formare, quindi, un consumatore consapevole, che sappia distinguere e scegliere il caffè di qualità.

 

Una proposta in Regione per aiutare i “boulajour”

RUZZOLA (FI): PRESENTATO ORDINE DEL GIORNO 
“Ho depositato un ordine del giorno per tutelare i boulajour, cercatori di funghi, che a causa delle Legge di Bilancio 2019/2021 si vedono obbligati a pagare un nuovo balzello di 100 euro. Si tratta dell’ennesimo esempio di un Governo che tenta di far cassa su qualsiasi cosa, anche su una attività che è centrale per la vitalità dei nostri comuni montani e per il controllo e la pulizia dei boschi. Con questo ordine del giorno impegnamo la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo per abrogare questa nuova imposta che rischia di far scomparire una figura tradizionale nelle. nostre valli. I boulajour già oggi pagano un titolo per la raccolta funghi, soldi che vengono incassati dalle unioni montane o dai Comuni e che poi però vengono reinvestite sul territorio, una netta differenza rispetto ai soldi della nuova tassa che finirebbe ad ingrassare le casse dell’erario centrale spendaccione. Sono certo che la Giunta regionale di centrodestra farà di tutto per difendere una attività che si passa di padre in figlio da decenni in Piemonte e che non può essere tartassata visto che spesso è svolta a livello puramente amatoriale”. Ad annunciarlo in una nota il capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte Paolo Ruzzola.