Gli incompetenti in politica sono specchio della società

in POLITICA

Riduzione dei parlamentari ? Bufala palese.

Nessuno ci crede e tutti la votano
dicendo dopo che sono stati costretti a votarla.
Tanto, diciamola tutta, è palesemente anticostituzionale.
Qualcun altro ci penserà a svelare la bufala. Per i
pentastellati la faccia è salva. Almeno per ora. Se si
campa così almeno per altri tre anni un lauto stipendio
è assicurato per ministri e sottosegretari. E’ stupendo  vedere il
confronto tra leghisti e pdini.
Tutta colpa dell’ altro: eravate al governo, cavolo
volete? Appunto, eravamo. E ora nel masticare amaro
ci siete voi. Intanto Giggino scende in piazza e con
tricche e tracche balla la tammurriata nera.
Prima ha abolito la povertà. Ora Robespierre è una
pallida controfigura nel rappresentare i cittadini.
Dubitiamo che Di Maio sappia la differenza tra
sudditi e cittadini. Per lui basta aprire il computer,

Casaleggio gli manda le veline ed il gioco è fatto.
Chi sta prendendo il posto di Toninelli al governo
è Bonafede. Vuole fare il sorteggio per scegliere i
membri del CSM. Magari con la lotteria di Capodanno.
Poi abrogare la prescrizione ed abbreviare i processi.
Parole in libertà.
Chi fa tenerezza sono quelli del PD, sperano nel
secondo tempo di recuperare  il
gol subito. Zingaretti sorride sempre.
Intanto l’Europa, anzi gli stati europei, sulla
immigrazione scherzavano. Bel pacco hanno
confezionato. Altro che i confini d’ Europa. Gongola
Salvini. Visto?
Per Torino le piccole cose di pessimo gusto. Luca
Pasquaretta inguaiato per estorsione alla
Sindaca. Innocente? Colpevole? Boh. Una cosa è
sicura: qualche telefonata un po’ “osé” l’ ha fatta alla
Chiara e poi è stato passato alla Laura
Castelli, viceministro per tutte le stagioni governative. Entrambe
seguaci di Giggino. Tutti incollati alla sedia. Se poi l’ anagrafe di
Torino va letteralmente in tilt non c’ è problema. Subito
un premio al principale responsabile: da assessore a
Ministro.
Ultimamente le cose vanno così.
Si va sempre avanti. Il 97 % dei costituenti era
laureato. Ora per essere ministro bisogna aver solo
fatto il venditore di bibite allo Stadio di Napoli.
Se no che democrazia sarebbe. Al più un bel
referendum su una piattaforma inventata da
Casaleggio. Se no che democrazia sarebbe. Un
anno e mezzo fa Grillo e soci hanno chiesto il voto
dicendo che non sapevano e proprio per questo erano
candidamente pronti per governare.
Arrendetivi tutti ! Apriamo il Parlamento come una
scatoletta. Poi per governare non basta urlare. Bisogna
sapere essere formati. Chi sostiene che solo i laureati
possono essere eletti vuole un democrazia per censo.
Ma chi sostiene che è sufficiente essere eletti dice una
bestialità. Una volta ci pensavano i partiti.
Ora non ci sono neppure più i partiti.
Anche la società civile zoppica. Mia figlia Sara sta
preparando l’ esame: Diritto costituzionale comparato.
Dopo la seconda lezione il Docente chiede ai suoi 200
studenti chi conosce la data di promulgazione della
Costituzione Italiana.
Silenzio totale. Lei ed il suo amico Lorenzo lo sanno
ma indugiano. Non vogliono apparire secchioni. Poi
alzano la mano rispondendo 1 gennaio 1948.
Non ci siamo proprio. Il Sapere non è come il passo
in montagna. Il ritmo lo fa il più lento. Esattamente l’
opposto, il più lento deve raggiungere il più veloce.
Questo si chiama selezione meritocratica.
Obbietteranno gli egualitaristi che tutti devono nascere
con le uguali possibilità.
Verissimo e giustissimo. Poi c’ è chi studierà di più
e chi studierà di meno e chi proprio non studierà.
Determinando tre diverse velocità. Francamente
non so bene come risolvere questo impoverimento
culturale. Gli studenti universitari che non hanno
risposto non hanno studiato. Può essere giustificabile
con un artigiano. Per loro è semplicemente
drammatico. Con la curiosità di conoscere quel cretino
che ha abolito l’ educazione civica nelle elementari.
Anche se io che l’ ho studiata quasi 60 anni fa avevo
una fortuna che gli alunni d oggi non hanno. Manco
sapevo cosa erano i telefonini. Manco sapevo che
qualcuno come Casaleggio voleva sostituire il
Parlamento con il web.
Parole al vento. Parole decisamente pericolose. Tanto
quanto un solo uomo al comando. Un solo uomo con
pieni poteri.

 

Patrizio Tosetto