ilTorinese

Una sartoria popolare per aiutare le donne vulnerabili in Barriera

Il progetto In-Tessere, protagonista di una campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso, coinvolge un gruppo di donne in difficoltà della Barriera Milano, uno dei quartieri più a rischio della periferia torinese.

Il verbo “cucire” può essere inteso in molti modi: come un atto meccanico, certo, ma anche come un’azione creativa, capace di dar vita a qualcosa di nuovo, mettendo insieme elementi che prima erano separati tra loro.

Proprio con l’intento di “cucire”, nel senso più ampio del termine, è nato il progetto In-Tessere, una sartoria popolare nel cuore della Barriera Milano, uno dei quartieri più difficili della periferia torinese. L’iniziativa, promossa dal Gruppo Abele Onlus e protagonista di una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso, coinvolge le donne più vulnerabili del quartiere, offrendo loro una possibilità di riscatto attraverso la formazione e il lavoro.

Il progetto, che è sostenuto anche dalla Città di Torino nell’ambito del Pon Metro 2014-2020 dalla Fondazione Enrico Eandi, prevede due fasi distinte; nella prima, verrà avviata una scuola di cucito gratuita, grazie alla collaborazione con esperti e sarti professionisti e le donne potranno anche partecipare a workshop di formazione sul tema dell’imprenditorialità femminile, in modo da riuscire a mettere in pratica più facilmente le conoscenze acquisite durante le lezioni. La seconda fase coinciderà invece con l’apertura della sartoria popolare, dove le donne protagoniste del progetto potranno effettivamente lavorare e dove gli altri abitanti del quartiere potranno recarsi per usufruire dei macchinari. In-Tessere, infatti, non vuole essere solo un luogo di lavoro, ma un punto di aggregazione per un quartiere a rischio, in cui si possono cucire vestiti e accessori e anche nuovi legami tra persone, traducendo in realtà concetti fondamentali quali accoglienza e condivisione.

Alla campagna,lanciata su Produzioni dal Basso poche settimane fa, manca davvero pochissimo per raggiungere l’obiettivo economico di 5.000 euro. Il crowdfunding permetterà di contribuire alla nascita della sartoria popolare (che attualmente è solo una piccola sala cucito dove si utilizzano materiali di riuso): i fondi raccolti, infatti, saranno destinati all’acquisto delle stoffe e delle macchine da cucire, ai compensi per gli insegnanti e all’adeguamento degli spazi. Chi sceglierà di effettuare una donazione a favore di In-Tessere, inoltre, riceverà ricompense speciali, come il corso di cucito base o il workshop di cucito corredato a una visita del Museo del Tessile di Chieri.

Per maggiori informazioni:

https://www.produzionidalbasso.com/project/in-tessere-sartoria-popolare-nella-periferia-di-torino/

Tutti solidali a “Porta la sporta”

Dal Piemonte

Sabato 12 e domenica 13 ottobre appuntamento con l’edizione 2019 di ‘Porta la Sporta’,
tradizionale appuntamento di solidarietà della Città di Valenza promosso dalla Consulta Comunale
del Volontariato, con il patrocinio del Comune di Valenza, che vede coinvolte ed impegnate tutte le
Associazioni di Volontariato e che giunge al suo diciottesimo anno di vita.
Come di consueto i valenzani potranno trovare nelle giornate di sabato (dall’apertura e lungo tutto
l’arco della giornata) e di domenica (solo al mattino) i volontari posizionati presso i supermercati ed
i negozi aderenti all’iniziativa che porgeranno loro le ‘sporte’ in attesa di essere riempite di ciò che
la generosità consentirà.
Si raccoglieranno in particolare i seguenti generi di prima necessità: olio d’oliva e di semi, latte a
lunga conservazione , biscotti, merendine, scatolame (tonno, carne, fagioli, piselli, pelati, ecc.) ,
zucchero, caffè, cioccolato, thé, dadi, alimenti a media-lunga scadenza (formaggi e salumi
sottovuoto); prodotti per l’igiene personale e per la pulizia della casa, pannolini per bambini da 4 a
9 Kg e da 7 a 18 kg
Quanto raccolto sarà affidato alla Ass. ‘San Vincenzo’ che si farà carico della distribuzione a favore
dei cittadini valenzani che attraversano momenti di difficoltà.
“Si tratta di un evento ampio” ricorda Federico Violo, Presidente della Consulta Comunale del
Volontariato “che , coinvolgendo in modo comunitario tanti volontari valenzani, da diciannove anni
rinnova un aiuto concreto per molti”.
Ricordiamo che domenica 13 ottobre il Volontariato condividerà con la Città un momento di
partecipazione e di allegria.
Si procederà a partire dalle ore 09.45 al raduno dei volontari, e di chi volesse trascorrere con loro
qualche momento insieme, in Piazza XXXI Martiri.
Alle ore 10 sarà celebrata la S. Messa presso il Duomo.
A partire dalle ore 16 merenda per tutti a cura della Pro loco ed a seguire, dalle ore 16.30, un
momento di festa e di spensieratezza con lo spettacolo di intrattenimento a cura delle Scuole di
danza: ‘Fusion line’ di Tatiana Sycheva (membro CID, Consiglio Internazionale della Danza,
affiliato UNESCO) , ‘Life4dance-Accademia di ballo’ di Agnieszka Mielczarek, ‘Valenza Dansé’ di
Lia Korobeinikova.
L’ingresso è libero e aperto alla partecipazione di tutti.

Guardia costiera: a tutela della risorsa ittica e del consumatore

RISULTATI DELL’OPERAZIONE COMPLESSA DI VIGILANZA SULLA FILIERA ITTICA
Nei giorni scorsi gli ispettori pesca della Guardia Costiera di Genova hanno portato a termine un’operazione di
intensa vigilanza sulla filiera ittica in Liguria, Lombardia e Piemonte, che ha portato ad elevare 18 sanzioni
amministrative, per un importo complessivo di oltre 46.000€, e circa 800 kg di pesce sequestrato.
L’operazione ha interessato anche il Mar Ligure dove, mediante l’impiego di unità navali, sono stati svolti
numerosi controlli a pescherecci e unità da diporto in attività di pesca sportiva e ricreativa. Complessivamente
sono state condotte 358 ispezioni, di cui 58 in mare e 300 sulla filiera ittica commerciale, con un impiego di
100 uomini e 7 unità navali.
Le ispezioni hanno riguardato rivenditori all’ingrosso, pescherie, supermercati ed attività di
somministrazione, con controlli mirati sul rispetto delle vigenti normative nazionali e comunitarie in materia
di tracciabilità, etichettatura e tutela delle specie bersaglio.
Tra i risultati di maggior rilievo si evidenziano n. 2 notizie di reato per frode in commercio a carico di esercizi di
ristorazione, nonché gli accertamenti svolti dalla Guardia Costiera di Genova e di Lavagna che hanno eseguito
ingenti sequestri di prodotti ittici per mancanza di tracciabilità presso le sedi di diverse catene di cash and
carry a Genova e nel Tigullio. Presso un’azienda sono state contestate due sanzioni amministrative, di 1500 €
cadauna, mentre diversi quintali di pesce sono stati messi sotto sequestro per mancanza della
documentazione comprovante la provenienza.
Durante le ispezioni sono stati trovati numerosi esemplari di astice e crostacei di varie specie non più in vita
all’interno di vasche sovrapopolate, in violazione delle procedure sanitarie di autocontrollo previste.
All’azienda è stata contestata una sanzione, pari ad € 2.000, per il mancato rispetto delle procedure HACCP.
Infine, presso il mercato ittico cittadino di Ca’ de Pitta, è stato individuato un operatore che commercializzava
pezzogne (una specie pregiata di pagello detta anche, in ligure, “besugo”) di taglia inferiore a quella prevista
per legge, proveniente da un noto fornitore del sud Italia. Il prodotto è stato sequestrato e successivamente
devoluto in beneficenza ad un’associazione onlus, previa autorizzazione del servizio veterinario della ASL 3
Genovese che ne ha confermato le condizioni di consumabilità. Le aziende coinvolte sono state entrambe
sanzionate per commercio di novellame

Casellati a Torino: “Piemonte scrigno di cultura e impresa”

La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, nel corso della sua visita istituzionale in Piemonte, ha incontrato questa mattina a Torino, a  Palazzo Madama il presidente della Regione Alberto Cirio e la sindaca Chiara Appendino.

“Il Piemonte è una terra che guarda all’Italia migliore. Questa mia visita – ha detto – è un omaggio a questa terra, che non è solo uno scrigno di storia e cultura ma anche di imprenditoria: aziende piccole, medie e grandi  che sono il biglietto da visita dell’Italia nel mondo, che sanno coniugare il fare tipico dell’impresa anche alla solidarietà, perché ci sono realtà di carattere sociale molto molto importanti”.

 

(la foto di Palazzo Madama è di Mario Alesina)

Ambiente: il Piemonte fa scuola alla Georgia sul monitoraggio della qualità dell’aria

L’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati: «Stiamo diventando un modello esportabile»

La Regione Piemonte è stata selezionata dall’Agenzia nazionale dell’Ambiente della Georgia come modello da seguire per realizzare i sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria.

Regione e Arpa oggi hanno illustrato procedure e sistemi coi quali vengono eseguiti i monitoraggi finalizzati a mantenere sotto controllo i livelli dei principali inquinanti, polveri sottili, CO2, PM10. Nel corso della visita a Torino, hanno anche illustrato i principali sistemi di prevenzione delle emissioni pericolose.

«L’obiettivo – ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati – è non solo fare scuola, ma fare da modello per far adottare le misure di prevenzione anti smog e i limiti imposti dalla normativa comunitaria, anche da parte di quei paesi che non ne fanno parte. Fa piegare essere diventati un modello esportabile». «Per noi – ha proseguito Marnati – le politiche di attuazione istituzionale su scala regionale del programma di monitoraggio della qualità dell’aria ambiente, realizzato con la collaborazione dell’Arpa, rappresenta un’ asse centrale per garantire un accurato monitoraggio e trasmissione dei dati e per poter definire politiche di programmazione per gli anni a venire».

L’incontro è stato organizzato da Taiex, lo strumento di cooperazione fra i paesi dell’Unione europea e i paesi confinanti per rafforzare le norme comuni europee e per condividere buone prassi sul tema della qualità dell’aria.

Capotreno e poliziotti aggrediti sulla tratta Torino-Cuneo

Il Compartimento della Polizia Ferroviaria del Piemonte e della Valle D’Aosta garantisce
numerosi servizi di scorta a bordo dei treni, soprattutto di quelli considerati maggiormente critici,
cioè dove è più elevato il rischio di aggressione dei Capi Treno o furti a danno dei viaggiatori.
E’ durante uno di questi servizi, sulla tratta Torino – Cuneo, più precisamente nella Stazione
di Savigliano, che la Polfer è intervenuta, su richiesta del Capotreno, il quale segnalava di
essere stato aggredito da tre soggetti trovati sprovvisti del titolo di viaggio. Alla vista del
personale della Polizia di Stato, due dei tre soggetti cercavano di tranquillizzare il terzo che
continuava a minacciare verbalmente e fisicamente in modo molto aggressivo e concitato il
Capotreno,
che intanto si era allontanato per ragioni di sicurezza. A nulla sono valsi i tentativi
degli operatori che, tentando di bloccare lo straniero, sono stati a loro volta aggrediti con
spintoni, calci e graffi. Una volta immobilizzato l’uomo, gli Agenti hanno contattato i CC
competenti per territorio per avere ausilio logistico per la trattazione degli atti. Compiutamente
identificato lo straniero, un ventiquattrenne ghanese, domiciliato nel milanese, risultava essere
destinatario di una revoca della misura di accoglienza notificato dai CC di Caluso D’Adda ed
essere in possesso di un permesso di soggiorno sul territorio nazionale scaduto e in attesa di
rinnovo. Lo straniero è stato denunciato per oltraggio e resistenza a Pubblico Ufficiale, lesioni e
minacce.

CUS Torino e Fondazione Torino Musei. Insieme sotto il segno di arte e sport

Praticare attività sportive in luoghi simbolo della cultura e dell’arte. Fra quadri, sculture, fotografie, installazioni e opere varie dell’ingegno umano: un connubio fra la salute fisica (e le attività che concorrono a mantenerla viva) e il benessere della mente.

L’idea è davvero intrigante e, nella misura giusta e con le debite cautele, percorribile. Così intrigante e percorribile da sancirla ufficialmente con un accordo, come quello sottoscritto, al Museo d’Arte Orientale di Torino, fra il CUS – Centro Universitario Sportivo Torinese (associazione senza fini di lucro, fondata nel 1946 per favorire la pratica e la diffusione dell’attività sportiva) e la Fondazione Torino Musei che dal 2002 (per volontà del Comune di Torino) gestisce la GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Palazzo Madama-Museo Civico d’Arte Antica e il MAO-Museo d’Arte Orientale. Obiettivo, quello di avviare una nuova collaborazione fra arte e sport, proponendo diverse attività fisiche da svolgersi all’interno dei tre musei, tenendo ovviamente conto della specificità di ogni museo. Così come di ogni sport. Che bello sarebbe – e solo per citare un esempio – assistere a pratiche yoga o zen o di altri tipi (sono davvero molteplici) di meditazione orientale negli spazi del MAO! Giusta eccome la location, giusta eccome l’attività. Firmato l’accordo, si studieranno nel tempo i possibili eventi da mettere in pista. La Fondazione, da parte sua, dedicherà anche ai possessori di CUS Card un prezzo speciale sul biglietto multi-museo (che consente un accesso in ciascuno dei tre musei): gratuito per gli under 18 e di 12 euro per il mondo universitario.

Queste le parole di Riccardo D’Elicio, presidente di CUS Torino: “Una realtà unica sul nostro territorio si affaccia al mondo dello sport, questo è sicuramente un onore per il Centro Universitario Sportivo Torinese. Affiancare la cultura all’attività fisica è sicuramente un valore aggiunto per il sistema sportivo universitario della città”. Soddisfazione per la partnership è stata espressa anche da Elisabetta Rattalino, Segretario Generale della Fondazione Torino Musei: “La Fondazione – ha sottolineato – sta lavorando sempre più attivamente per coinvolgere gli attori del territorio e costruire con loro percorsi che possano restituire ai torinesi un ventaglio di proposte sempre più eterogeneo. Siamo felici di essere così vicini al mondo universitario e siamo certi che questa sarà l’occasione per poter ammirare gli spazi museali da una prospettiva insolita e coinvolgente”.

L’incontro al MAO è servito anche per presentare la formazione, giovane e talentuosa, del Frandent Group Cus Torino Tennistavolo che nella stagione 2019/2020 militerà nel campionato di Serie A2 maschile, sotto la guida di Romualdo Manna (capitano) e formato da Davide Ferrero, Lorenzo Cordua e Andrea Corazza. Tutti gli incontri casalinghi del campionato italiano si svolgeranno presso la Palestra Cus Torino dell’Istituto Sociale, in corso Siracusa 10.

Per info: www.custorino.itwww.fondazionetorinomusei.it

g.  m.

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Nelle foto
– I ragazzi del Frandent Group Tennistavolo con i rappresentanti istituzionali
– Il tavolo dei relatori

Auditorium Rai, al via la stagione concertistica

Si apre nel segno della musica beethoveniana. Un omaggio al celebre compositore tedesco di cui ricorre nel 2020 il 250 esimo anniversario dalla nascita

 

Protagonista del concerto inaugurale di venerdì 11 ottobre, alle 20, della nuova stagione concertistica dell’Auditorium Rai di Torino, sarà il direttore principale James Conlon, che dirigerà i primi tre appuntamenti per tre settimane consecutive, tutte nel segno di Beethoven. Non è, certo, una scelta casuale, in quanto nel 2020 ricorrerà il 250 esimo anniversario della nascita del musicista, avvenuta a Bonn, in Germania, il 17 dicembre 1770.

Proprio l’omaggio di James Conlon a Beethoven costituisce il fil rouge che lega i primi tre appuntamenti musicali. In apertura del concerto inaugurale della stagione verrà eseguita l’Ouverture in fa minore op. 84, tratta dalle musiche di scena composte da Beethoven per l’Egmont, in cui il musicista riassume gli ideali dello spirito di sacrificio e dell’eroismo generoso che animano l’eroe fiammingo del Cinquecento capace, grazie al suo valore e al suo coraggio, di contrapporsi al crudele governatorato del Duca d’Alba. L’Ouverture si accompagna a nove parti indipendenti, quattro intermezzi, due lieder, due melodrammi composti da scene recitate con accompagnamento strumentale, ed una Sinfonia di Vittoria per soprano e grande orchestra. Manifesto politico, in cui la sete di giustizia e libertà di Egmont si oppone al dispotismo del duca d’Alba, Egmont è anche un grande dramma del destino. L’Ouverture, ad oggi la più celebre composta da Beethoven insieme a quella del Coriolano, rappresenta una delle ultime opere del periodo eroico, sulla scia della Quinta Sinfonia, terminata due anni prima. L’importanza che in questa partitura assume la libertà è stata da molti critici interpretata quasi come la volontà beethoveniana di identificazione di sè stesso con la figura di Egmont.

Seguirà il Concerto il re minore per violino, pianoforte e orchestra MWV 04 di Felix Mendelssohn-Bartholdy, che verrà eseguito, in veste di solisti, dalla pianista partenopea di fama internazionale Mariangela Vacatello e da Roberto Ranfaldi, violino di spalla dell’Orchestra sinfonica della Rai dal lontano ’95. A chiusura delle serata la Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 di Dmitrij Sostakovic, composta nel 1937 all’indomani degli attacchi da parte del regime contro le tendenze formalistiche dell’opera “Lady Macbeth del Distretto di Mcensk”.

La Sinfonia può essere interpretata quasi come una sorta di caricatura della musica del periodo, attraverso la quale Sostakovi intendeva criticare la rigidità del regime stalinista. Con quest’opera il compositore ha sicuramente raggiunto la sua maturità artistica, sacrificando la carica innovativa presente in alcune sue opere precedenti in favore di una maggiore limpidezza e coerenza. Il movimento iniziale, Moderato, della durata di quasi un quarto d’ora, si presenta nella classica forma di sonata ed introduce da subito un tema aggressivo, che va poi stemperandosi in un secondo tema ed a chiudersi in un finale sospeso e mistico. La parte più riuscita della Sinfonia è quella che segue il secondo movimento cioè il Largo, in cui ci si trova di fronte ad una sensazione di sospensione, che diventa invece più carica di tensione nell’ultimo movimento. Per questi motivi la Sinfonia n. 5 risulta dal punto di vista tecnico una delle composizioni più riuscite di Sostakovic.

 

Mara Martellotta

Debutta il programma “Giubileo per l’arte” con la mostra “La porta nuova”

INAUGURAZIONE IL 16 OTTOBRE

L’ Impresa Giubileo Onoranze Funebri ha sempre avuto tra le sue priorità l’ impegno nel promuovere la cultura.

Contribuire a diffondere la conoscenza, essere partecipi, credere nel suo valore pubblico, essere capaci di investire in ciò significa confidare nelle persone, nelle loro identità, volerle proteggere ed arricchire.

Con la mostra d’ arte ‘La Porta Nuova’ prende il via il programma ‘Giubileo per l’ arte’ con il quale l’ Impresa renderà possibile, ogni anno, l’ organizzazione, realizzazione e promozione nel panorama espositivo torinese di una mostra pubblica, con artisti di livello nello scenario dell’ arte contemporanea e creando altresì opportunità a nuove leve riconosciute valide da curatori attivi e noti.

S’ inizia con la collaborazione con il noto gallerista Ermanno Tedeschi, animatore della vita culturale torinese, romana e israeliana conosciuto anche per le sue collezioni d’arte contemporanea.

 «Vogliamo dare al nostro lavoro una lettura che vada oltre alla professionalità che da sempre ci contraddistingue – spiegano da Giubileo – L’arte, che per sua natura da sempre si confronta con il trascendente, ci è sembrata una scelta obbligata».

Il progetto in essere è stato concepito e realizzato da Carlo Galfione, artista scelto da Tedeschi per la sua poetica che spesso affronta il tema del passaggio e della memoria.

E’ in programma per il 2020 un’ esposizione il cui tema conduttore sarà il ‘Viaggio’.

Rapporto infermieri pazienti, situazione lontana dalle necessità

Riceviamo e pubblichiamo

NEI REPARTI DI AREA MEDICA E CHIRURGICA IN PIEMONTE
“ECCO I DATI CHE DICONO CHE SIAMO ANCORA LONTANI
DA UN RAPPORTO CAPACE DI EROGARE CURE ADEGUATE”
I dati emersi da un sondaggio svolto dal NurSind Piemonte, il sindacato degli infermieri. Un
campione significativo di circa 1000 infermieri operanti presso i reparti di area medica e chirurgica
di tutti i principali presidi ospedalieri del Piemonte.
Bisogna premettere che dallo studio registered Nurse forecasting (RN4CAST ) emerge un dato
allarmante, il rischio di mortalità a 30 giorni dei pazienti chirurgici è superiore del 21%
rispetto a quello che è ragionevole ritenere si avrebbe se il rapporto pazienti/infermieri fosse
nella misura ottimale di 6:1 .

A questo, si aggiunge un altro dato preoccupante che si riferisce alle cosiddette “cure
incompiute”, l’analisi dice che il 41% delle cure infermieristiche risulta incompiuta, ovvero
non erogata o erogata parzialmente, con il rischio di inevitabili complicanze per la salute dei
pazienti.
Secondo i dati emersi dal sondaggio, in Piemonte il 52% degli infermieri operanti nei reparti di
degenza di area medica e chirurgica lavora con un rapporto paziente infermiere uguale o superiore a
10:1

Di questi solo il 16,1% dichiara di lavorare con un rapporto 10:1 mentre il 28,5% si attesta ad un
rapporto che va da 10 a 15:1 e il 7,3% addirittura oltre il 15:1
Forti criticità nella provincia di Torino dove oltre il 60% affermma di lavorare con un rapporto
paziente infermiere tra il 10 e 15:1 e il 10% oltre al 15:1
Abbastanza uniforme il dato nei grandi presidi ospedalieri di citta della salute e citta di Torino ma
anche in provincia i dati non cambiano, rivoli , chieri, san Luigi, l’asl to 4 spicca per maggiori
difficoltà.

In testa , per un migliore rapporto paziente infermiere, si colloca la provincia di Biella. Il rapporto
paziente infermiere nei reparti di degenza di area medica e chirurgica va da un lusinghiero
rapporto ottimale 6:1 ad un massimo di 9:1
Percentuali per niente confortanti nelle altre province, negli ospedali di Asti, la quasi totalità degli
infermieri che lavora in queste aree lo fa con un rapporto tra 10:1 e 15:1
Ad Alessandria lo stesso, con alcune situazioni che superano il rapporto 15:1 cosi come nel VCO
Non va meglio nelle province di Cuneo , Vercelli e Novara dove il rapporto infermiere paziente in
questi reparti fatica a scendere sotto i 10:1

Solo lo scorso anno veniva pubblicato un nostro sondaggio che evidenzia solo uno dei potenziali
rischi che un rapporto elavato paziente infermiere può determinare.
Infatti lo sdudio diceva che l ‘83% degli infermieri molto spesso non possono rispettare le
raccomandazioni ministeriali e i protocolli aziendali previsti per ridurre il rischio di errore durante
la somministrazione della terapia. Il 57% diceva che il tempo dedicato non è adeguata e l’89% che
durante la somministrazione è sistematicamente interrotto. Solo alcuni dei dati
E’ evidente che per arrivare ad un rapporto paziente infermiere adeguato a tutelare la salute del
cittadino mancano all’appello ancora qualche migliaio di infermieri in Piemonte, dichiara Francesco
Coppolella, segretario regionale del NurSind, senza dimenticare che non sono solo queste aree ad
essere deficitarie per dare risposte ai bisogni di salute della popolazione, basti pensare ai pronto
soccorso, all’assistenza domiciliare ecc.
E necessario una volta per tutte stabilire un metodo di calcolo per definire il fabbisogno delle
dotazioni organiche che non siano solo la conseguenza di calcoli economici. Questo anche per
garantire pari cure a tutti i cittadini delle varie province, dei differenti ospedali e dei diversi servizi,
vista anche le congrue differenze che emergono.
Chiediamo assunzioni e reali piani di fabbisogno. Ci vengono richieste competenze avanzate e
noi infermieri diciamo che siamo pronti a dare risposte a questo bisogno con un adeguato
riconoscimento, afferma Coppolella.
Mancano medici e rischiano di chiudere alcuni servizi a se mancano gli infermieri chiudiamo
direttamente gli ospedali concludono dal NurSind.