Fiamme gialle, cambio della guardia a Milano
Dalla Lombardia
Le Fiamme Gialle Lombarde hanno oggi salutato il Gen. D. Piero Burla, che
ha ceduto il comando al Gen. D. Stefano Screpanti, per assumere un nuovo
incarico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La cerimonia di avvicendamento si è svolta alla presenza del Comandante
Interregionale dell’Italia Nord Occidentale della Guardia di Finanza, Gen.
C.A. Giuseppe Vicanolo, delle Autorità cittadine, dei Comandanti Provinciali
della Lombardia, di un’aliquota di Ufficiali, Ispettori, Sovrintendenti, Appuntati
e Finanzieri in forza presso il capoluogo, dell’Associazione Nazionale
Finanzieri d’Italia e degli organi di base della rappresentanza militare.
Il Gen. D. Piero Burla nel ripercorrere i suoi tre anni alla guida del Comando
Regionale Lombardia, area di primario interesse strategico – operativo per il
Corpo, ha voluto ringraziare attraverso i militari presenti tutte le circa 6 mila
“Fiamme Gialle Lombarde” per il loro incondizionato impegno, l’altissima
professionalità e la profonda dedizione dimostrati in tante occasioni.
Tutte qualità che hanno permesso di raggiungere risultati importanti nella lotta
all’evasione e all’elusione fiscale, al contrasto degli sprechi ed agli illeciti nel
campo della spesa pubblica e più in generale nell’esecuzione dei compiti
istituzionali quale polizia economico-finanziaria.
Il Gen. D. Piero Burla ha quindi “lasciato il testimone” al Gen. D. Stefano
Screpanti, proveniente dalla Scuola di Polizia Economico-Finanziaria del
Corpo.
Arte Contemporanea al Castello
Dal Piemonte
Si protrarrà sino a domenica 24 novembre al Castello di Casale Monferrato la mostra nell’ambito di MCF, organizzata dalla coordinatrice Maria Grazia Dapuzzo responsabile del settore arte, presentata dal critico Giuliana Romano Bussola durante l’inaugurazione di sabato 2 novembre.
Un pubblico competente ed entusiasta ha apprezzato le creazioni di N. Calvi, C. Mazzetti, G. Cavallone, G. Oliva, P. Terrera, J. Saccone, M. Coppo, L. Di Fonzo, M. Porro, G. D’Adda, F. Biagioli, N. Presotto, D. Vignati, I. Devasini, MG. Dapuzzo.
Ogni artista ha dato prova di creatività in varie tematiche ed espressione di stili personali nel campo dell’arte contemporanea.
Sabato 9 novembre si è tenuta in occasione del Pisa Book Festival 2019, al Palazzo dei Congressi di Pisa, la prima presentazione nazionale dell’ultimo romanzo storico della monferrina Maura Maffei. Il titolo è “Quel che abisso tace”, edito per i tipi della piacentina Parallelo45 Edizioni, e il libro è dedicato alle tragiche vicende che portarono all’affondamento dell’Arandora Star, il 2 luglio 1940, tragica storia dell’emigrazione italiana durante la Seconda Guerra Mondiale. Trai molgti italiani che perirono nelle acque del mar d’Irlanda, c’era anche il torinese Emilio Calderan (personaggio che rivive nella pagine del romanzo) il quale fondò prima della seconda guerra mondiale un setificio a Londra che occupò cento dipendenti.

In questa presentazione l’autrice è stata affiancata dalla storica Maria Serena Balestracci, considerata la massima esperta italiana di Arandora Star dato che per i suoi saggi aveva ancora intervistato di persona i sopravvissuti all’affondamento della nave, che oggi non ci sono più; sono poi intervenuti Giuseppe Conti, responsabile del Comitato Pro Vittime Italiane dell’Arandora Star e consultore degli Emiliano Romagnoli nel Mondo (in rappresentanza del Centro Studi Val Ceno) e dal giornalista televisivo Pier Luigi Previ di RTA TV.
Il nutrito pubblico – c’era almeno una cinquantina di persone – ha dimostrato grande interesse per l’argomento affrontato, con partecipazione attenta e commossa.
La prossima presentazione di “Quel che abisso tace” si terrà a Milano lunedì 18 novembre, alle ore 20, presso la Casa Museo Spazio Tadini di via Jommelli, 24 (zona piazzale Loreto) e interverranno come relatori ancora il giornalista Pier Luigi Previ e lo psicoterapeuta Roberto Calia, entrambi autori di due fra le postfazioni del romanzo (la terza reca la firma di Massimo Iaretti)
I travagli di Finpiemonte
Venerdì 15 novembre, alle 21.00, nel comune canavesano di Azeglio (To), nella prestigiosa sede della Residenza di campagna “Fuori porta d’Azeglio” verrà presentato il libro di Barbara Castellaro “Requiem per la Bosnia”. L’inziativa, patrocinata dal comune di Azeglio è promossa nell’ambito della rassegna “Musiche da ripostiglio e altro”, pensata e condotta dagli artisti Giuseppe Lo Faro e David Tickle. Il nuovo volume della scrittrice canavesana è pubblicato da Infinito Edizioni nella collana Orienti, con l’introduzione e le fotografie di Paolo Siccardi, giornalista e photoreporter free-lance che dal 2000 collabora con il settore Esteri del settimanale Famiglia Cristiana, e la postfazione di Marco Travaglini. 
“Requiem per la Bosnia” racconta il grumo d’emozioni, gioie e soprattutto dolore che pesano nell’anima della gente che abita e abitava quelle regioni balcaniche. Barbara Castellaro ha saputo trovare le parole più adatte per descrivere paesi e persone, storie individuali e collettive di un paese che era il cuore profondo della terra degli slavi del Sud, martoriato dai conflitti a cavallo del millennio, nell’ultimo decennio del “secolo breve”. Un tempo di guerre e dissoluzione che ha lasciato tracce profonde, forse ineliminabili, che va raccontato alla luce di quanto è accaduto dopo, della vita di tutti i giorni, delle paure e delle aspettative, dei sogni e degli auspici di tante e tanti che non hanno inteso chinare la testa di fronte al destino. Sono queste donne e questi uomini che Barbara Castellaro ha incontrato, comunicando emozioni e pensieri che aiutano a formare un’opinione di chi legge. E’ un invito al viaggio verso Sarajevo, Mostar, Srebrenica, senza retorica e senza consolazione. La capitale bosniaca, microcosmo che contiene tutto il mondo, quasi una “Nuova Gerusalemme” ; Mostar, la città dello Stari Most, del vecchio ponte sulle smeraldine acque della Neretva; Tuzla, la città del sale, dove sopravvivono ancora lo spirito della Bosnia multiculturale e tollerante; Srebrenica, la città dell’argento e del sangue, dove nel luglio del 1995 si consumò l’ultimo genocidio del secolo, il primo in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale,dove oltre diecimila musulmani bosniaci maschi, tra i 12 e i 76 anni, vennero catturati, torturati, uccisi e sepolti in fosse comuni dalle forze ultranazionaliste serbo-bosniache e dai paramilitari serbi. Un libro, quello di Barbara Castellaro, che offre un ritratto interiore di quella terra, un percorso breve ma profondo per avvicinarsi ed entrare in contatto con una realtà dove è necessario evitare lo sguardo svagato da turisti, guardando oltre le apparenze, disponendosi all’ascolto con la voglia di capire.

Del resto i paesi della ex Jugoslavia non hanno ancora trovato stabilità ed equilibrio dopo la sanguinosa guerra degli Anni ’90.Le stesse foto di Paolo Siccardi accompagnano il libro raccontando i contrasti tra la vita di tutti i giorni, l’eredità di un pesante passato, l’incertezza del domani. Basterebbe riguardare le immagini dei clandestini che negli anni novanta,per sfuggire alle guerre,attraversavano come oggi quelle frontiere. Fermati dalle polizie, schedati e rimandati ai loro paesi di origine, lasciando per terra lungo le maglie bucate delle reti le proprie memorie, i ricordi, le fotografie dei propri cari, i documenti, gli oggetti personali per non essere identificati dalle autorità di frontiera. Quelle reti diventavano la porta per l’Europa di Schengen come ieri il passaggio a nord di Subotica o la nuova rotta balcanica che attraversa il cuore della Bosnia e porta migliaia di migranti nel cuore di Sarajevo. Per vedere queste cose basta avere voglia di tenere gli occhi aperti e la mente e il cuore sgombri da pregiudizi, come fa con grande umanità e forza il racconto di Barbara Castellaro.
I cambiamenti del clima preoccupano gli italiani, tanto che soltanto l’1% considera la situazione “poco grave”, mentre per 3 su 4 è “grave” o “gravissima”. La fotografia emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè presentata al Castello di Moncalieri, al convegno ‘L’agricoltura come strumento strategico per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici’ nella prima delle tre giornate di ‘Coldiretti al Castello’. “L’agricoltura – hanno dichiarato il presidente della Coldiretti Piemonte Roberto Moncalvo e il delegato confederale Bruno Rivarossa – è l’attività economica che più di tutte vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici. Solo in Piemonte l’ammontare dei danni provocati dal maltempo e dai parassiti arriva a 200 milioni di euro”.
Nei giorni scorsi un cittadino rumeno di 28 anni è stato seguito in via Principe Tommaso da uno sconosciuto che, dopo averlo affiancato, lo ha aggredito, colpendolo al volto riuscendo a sfilargli il giubbotto, di colore bianco, contenente il portafogli. La vittima, per sottrarsi alla violenza, ha trovatorifugio in un vicino supermercato, mentre il suo aggressore si è dato alla fuga su via Galliari in direzione del parco del Valentino.
Gli agenti del Comm.to Nizza, acquisite e visionate le immagini registrate da alcune telecamere di vigilanza poste nella zona, hanno riconosciuto nel rapinatore ripreso un cittadino marocchino gravitante nel quartiere San Salvario, con numerosi precedenti di polizia per stupefacenti e reati di natura predatoria (furti e rapine). Martedì scorso, la vittima del reato è stata convocata negli uffici di Polizia, ove è stata effettuata l’individuazione fotografica del sospettato.
Nelle ore successive, a seguito di attive ricerche del rapinatore, gli investigatori lo hanno individuato in via Ormea. L’uomo, 36 anni, senza fissa dimora, con precedenti per reati contro la persona, il patrimonio e inerenti agli stupefacenti, irregolare sul territorio nazionale, in considerazione del pericolo di fuga, è stato sottoposto a fermo per la rapina aggravata del 29 Ottobre. La misura è stata convalidata dall’Autorità Giudiziaria che ha successivamente emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Poche ore dopo, lo stesso personale di Polizia, durante i servizi in borghese nella zona di competenza del Comm.to, ha notato, in corrispondenza di una pensilina per i bus in via Genova, un cittadino marocchino sospetto. L’uomo, dopo aver diviso con due soggetti resisi irreperibili quello che è parso essere un pezzo solido di stupefacente, è salito sul bus linea 18 ma, accortosi della presenza a bordo degli agenti, che lo hanno seguito, è sceso frettolosamente dalla porte posteriori. Il tentativo di sottrarsi al controllo è andato, però, a vuoto: infatti, è stato raggiunto dopo un breve inseguimento. La perquisizione a suo carico ha portato al rinvenimento di 3 pezzi di hashish, per un peso complessivo di 32 grammi. Per l’uomo, quarantotto anni, colpito peraltro dal divieto di dimora a Torino, misura cui lo stesso è risultato evidentemente inadempiente, sono scattate le manette per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il centrosinistra e i 5 Stelle
Diciamoci la verità, al di là delle sofisticazioni, delle congetture e anche dei desideri. Per poter
ricostruire il centro sinistra dalle fondamenta e’ indispensabile e decisivo sciogliere il nodo dei 5
stelle. Ovvero del rapporto/confronto con il partito di Grillo e Casaleggio. Un nodo che non può
prescindere da alcune costanti che, oggettivamente, caratterizzano il mondo pentastellato.
Innanzitutto il partito dei 5 stelle non è riconducibile a nessuna categoria politica e culturale del
novecento. Non a caso rifugge dalla distinzione tra destra, sinistra e centro perché è oltre la
“cultura della coalizione”, se non per garantire seggi e posizioni di potere. Ma, ed è l’elemento che
più conta, rifuggendo da qualsiasi classificazione politica e culturale, diventa francamente difficile
coinvolgerli in una operazione di lungo termine per la ricostruzione di una coerente e credibile
alleanza di centro sinistra.
In secondo luogo una alleanza politica non può essere confusa con un banale e semplice
pallottoliere. Certo, in alcuni momenti della vita politica del nostro paese noi abbiamo conosciuto e
sperimentato alleanze politiche dettate da ragioni puramente numeriche. Cioè fatte e costruite
esclusivamente “contro” qualcuno e non “per” un progetto politico e di governo. Sotto questo
versante, la frettolosa alleanza con i 5 stelle – come l’esperienza concreta a livello regionale ha
prontamente dimostrato – rischia di riproporre una mera alleanza contro l’avversario di turno, a
prescindere da qualsiasi prospettiva di lungo temine e da una visione politica e di governo.
Infine, e da sempre, una coalizione che guarda al futuro e che non sia dettata solo da ragioni
opportunistiche o superficiali, richiede la presenza di un progetto giustificato da un pensiero e da
una cultura politica definita e percepibile.
Ecco perche’, per competere con un forte ed unito centro destra e con un progetto politico
altrettanto definito e chiaro, necessita una coalizione che non si riduca ad essere il frutto di una
alleanza dettata dalla paura, o dal terrore del nemico/avversario o da una sola ragione di potere.
Perché le coalizioni, o anche solo le alleanze politiche, sono credibili, serie e coerenti se
esprimono un disegno politico altrettanto credibile. Del resto, il centro sinistra deve essere
ricostruito quasi da zero. Dopo la “vocazione maggioritaria” del Partito Democratico, dopo
l’azzeramento del principio di coalizione e dopo il compiacimenfo per l’assenza di partiti e
movimenti in questo campo, e’ giunto il momento per ricostruire questo luogo politico che ha
accompagnato il cammino della democrazia italiana e che è stato decisivo in molte fasi storiche del
nostro paese declinando un progetto politico di governo, riformista e profondamente democratico.
E il compito dei partiti, dei movimenti e dei gruppi che si riconoscono in questo campo politico resta
quello di elaborare un progetto politico di governo alternativo alla destra e alla deriva populista da
un lato e, dall’altro, di rimettere insieme quelle forze politiche, culturali e sociali che in questi ultimi
anni sono state sacrificate sull’altare di una maldestra novità e di un molto discutibile nuovismo.
Ma per poter centrare obiettivo va sciolto definitivamente il nodo del rapporto con i 5 stelle. Un
nodo politico non più aggirabile ne’ rinviabile. E non affrontabile con i post e con i tweet.
Giorgio Merlo
Incontro con Wang Jinkang e Xia Jia
Mercoledì 13 novembre 2019 alle 10.00
Aula Magna del Rettorato
Via Verdi 8 Torino
Conduce la professoressa STEFANIA STAFUTTI
L’Istituto Confucio dell’Università di Torino ospita un incontro d’eccezione con due delle voci più significative della fantascienza cinese contemporanea.
Wang Jinkang (1948), ingegnere ma soprattutto scrittore, è uno dei “re” della fantascienza cinese e appartiene alla generazione dei precursori della contemporanea fantascienza. Le sue opere affrontano una serie di problemi cruciali collegati allo sviluppo della tecnologia e delle scienze, in particolare nell’ambito della bioetica. Attento osservatore del presente, esplora anche l’universo geopolitico del mondo moderno, dal ruolo degli Stati Uniti d’America alle minacce del terrorismo, come bene esemplifica il suo romanzo Shizi “La croce” (2009), visione distopica di un mondo distrutto da un’arma biologica. Wang JInkang ha ricevuto più volte il premio Yinhe (Galaxy Award), il riconoscimento più prestigioso per gli scrittori cinesi nell’ambito della fantascienza. In italiano la casa editrice Future Fiction ha pubblicato il racconto “Il gigante reincarnato” nella raccolta Sinosfere.
Xia Jia (1984), nome d’arte della scrittrice Wang Yao, coniuga una formazione scientifica di prim’ordine (laureata in fisica presso la prestigiosa Università di Pechino) con una solida educazione anche nell’ambito delle scienze umane; nello stesso ateneo ha conseguito il dottorato in letteratura comparata. Unisce all’amore per la fantascienza la passione per il fantasy e una certa vocazione didattica che appartiene alla fantascienza cinese delle origini. Spesso i suoi personaggi consentono di avvicinare la vita e le vicende di figure realmente esistite, il cui ruolo è stato essenziale nello sviluppo dell’umanità. Insignita di numerosi premi, unisce al lavoro accademico una attività di scrittrice molto intensa, attraverso la quale infonde nuova vita anche alle tradizionali storie di spiriti e fantasmi cinesi. Tradotta in varie lingue, in italiano Future Fiction propone l’antologia “Festa di primavera”.
Conduce l’incontro la professoressa Stefania STAFUTTI, professore ordinario di Lingua e Letteratura Cinese dell’Università di Torino, Delegato del Rettore per le Relazioni Internazionali con la Cina e Direttore dell’Istituto Confucio di Torino.
DOVE E QUANDO
Mercoledì 13 novembre 2019 ore 10.00 Aula Magna – Palazzo del Rettorato, via Verdi 8 Torino. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
INFORMAZIONI
Per informazioni: 011 670 39 13 / segreteria@istitutoconfucio.torino.it