ilTorinese

Con Legambiente la “RiEvoluzione” per combattere i cambiamenti climatici

Si è concluso a Torino il congresso di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta con l’elezione dei nuovi dirigenti regionali: Giorgio Prino presidente, Alice De Marco direttrice, Sergio Capelli amministratore, Angelo Porta vicepresidente

“Oggi l’emozione e l’entusiasmo sovrastano la stanchezza. Ritrovarsi in famiglia, in compagnia dei tanti soci e delle belle storie che racconta la nostra associazione, ci dà l’energia per iniziare a scrivere questa nuova pagina, di un libro già ricco e che continua. Una RiEvoluzione che ci dà la spinta per affrontare i tanti temi che ci stanno a cuore, per essere consapevoli che è il tempo del coraggio, il tempo di essere pronti a fare la nostra parte per Cambiare il Cambiamento Climatico”. Sono queste le prime parole pronunciate dal neo eletto presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta Giorgio Prino al termine del congresso interregionale dell’associazione ambientalista che ha visto la partecipazione al Sermig – Arsenale della Pace di Torino di oltre 150 delegati dei circoli territoriali, e che ha portato al completo rinnovo delle cariche statutarie: a fianco del presidente guideranno l’associazione nei prossimi quattro anni Alice De Marco, direttrice, Sergio Capelli, amministratore, Angelo Porta, vicepresidente.

“In questi giorni più di 11000 scienziati, oltre 250 che lavorano in enti e accademie italiane, hanno firmato un documento che evidenzia come oggi il tema non sia più il cambiamento climatico, ma l’emergenza climatica -ha dichiarato ancora il neo presidente Prino-. E hanno indicato delle soluzioni. Soluzioni che passeranno giocoforza da un Green New Deal, tappa obbligata di un percorso che ci porti fuori dalla drammatica situazione attuale. La sfida per tutti noi è declinare localmente le soluzioni globali. A partire dalla campagna associativa Change Climate Change, lo faremo!”.

#RIEVOLUZIONE: il tempo del coraggio” è il titolo della plenaria da cui sono emerse analisi e priorità associative. Il Piemonte è un territorio complesso, terra di acqua e di montagne che si dimostra sempre più fragile e bisognoso di attenzioni. Atten­zioni che non possono non essere una delle priorità di Legambiente per i prossimi anni. A partire dalle città -in cui si concentrano quasi la metà dei residenti regionali- e dall’ecologia urbana. Il costante stato emergenziale sull’inquinamento atmosferico, una Regione che supera di poco il 60% di raccolta differenziata a fronte di obblighi di legge del 65%, la necessità di una nuova mobilità leggera e meno impattante, l’inquinamento elettromagnetico e la nuova sfida del 5G sono solo le punte avanzate dei problemi che affliggono il tessuto urbano. Attenzioni che si devono riversare sul territorio tutto, fortemente colpito dal dissesto idrogeologico, tragicamente evidente negli ultimi avvenimenti che hanno interessato il basso Piemonte. A partire dalla tutela dei corsi e specchi d’acqua per arrivare allo stop al consumo di suolo, al recupero, rin­novo, rigenerazione del già costruito. Attenzioni che non possono non comprendere il trasporto ferroviario, positivo per ambiente e pendolari, per il quale l’associazione chiede la ria­pertura delle linee ferroviarie sospese, strumento fondamentale anche per il contrasto all’inquinamento atmosferico.

Al congresso interregionale del Cigno Verde sono intervenuti anche rappresentanti del mondo politico, culturale, associativo e delle impreseAlberto Unia, assessore all’Ambiente della Città di Torino; Angelo Robotto, Direttore Generale Arpa Piemonte; Massimo Aghilar, consigliere Arci Servizio Civile Piemonte; Ernesto Bertolino, Amministratore Ri-Generation; rappresentanti dei Fridays For Future. Le conclusioni sono state affidate a Nunzio Cirino Groccia, amministratore nazionale di Legambiente.

Il congresso di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta ha salutato e ringraziato per il lavoro svolto negli ultimi otto anni i dirigenti uscenti dell’associazione: Fabio Dovana, presidente, Francesca Gramegna, direttrice, Fabrizio Bo, amministratore, Federico Vozza, vicepresidente, Francesca Galante, responsabile campagne. “Gli anni che stiamo vivendo segnano un momento storico senza precedenti: la consapevolezza che la lotta ai cambiamenti climatici debba essere messa al centro di ogni politica sembra essere un’idea condivisa da tutti. Le piazze di tutto il mondo si riempiono di persone, spinte dall’entusiasmo dei più giovani, che rivendicano un nuovo paradigma, una vera e propria rivoluzione –ha dichiarato il presidente uscente Fabio Dovana-. Tutti noi, cittadini, imprese, amministrazioni, dobbiamo essere in grado di cogliere questa sfida, passando dalle parole ai fatti. E’ giunto il tempo della concretezza. Proprio per questo auspichiamo che chi amministra i nostri territori, a partire dalla Regione Piemonte, dia segnali forti e concreti in questa direzione, che abbandoni quindi idee di sviluppo novecentesche per politiche più sostenibili ambientalmente, economicamente e socialmente”.

A questo link “#RIEVOLUZIONE: il tempo del coraggio”, il documento programmatico approvato dal Congresso di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta:  https://bit.ly/2qGnUYc

Raduno Alpini, Udine batte Alessandria

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ANA 2021, LE CITTA’ AL BALLOTTAGGIO
Alessandria non è riuscita a raggiungere il prestigioso traguardo dell’organizzazione
dell’Adunata nazionale delle ‘Penne Nere’ per il 2021. Quindi il Piemonte rimarrà
anche per il prossimo anno ‘a bocca asciutta’. E questo nonostante l’appoggio del
Comune e di tutta la Provincia perché sarebbe stato certamente un evento notevole.
Il Consiglio Nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini sabato mattina ha
assegnato la sede a Udine che organizzerà così il suo sesto raduno. Il capoluogo
friulano ha superato 16 a 7 Alessandria al ballottaggio dopo che una prima
votazione aveva eliminato Brescia e Matera. A Milano la Sezione di Alessandria era
presente con il presidente Bruno Dalchecco, il vice presidente vicario Corrado
Vittore, il vice presidente Mario Venezia, i consiglieri Marco Gabello, Mauro
Barzizza, Franco Corti e il portavoce Daniele Bertin. “Abbiamo fatto tutto quello
che era possibile, ci riproveremo nei prossimi anni, certamente. Un ringraziamento
al Comune di Alesandria, che era presente a Milano con l’assessore Cherima Fteita
e ci è stato vicino dall’inizio alla fine” dice Bertin.
Massimo Iaretti

In 50 mila al Festival che diventerà “Biennale tecnologia”

Dal 2020 il Festival diventa Biennale Tecnologia: un’iniziativa cittadina che si ripeterà ogni due anni

Tanti studenti, ma anche bambini, famiglie, curiosi, cittadini comuni che entravano per la prima volta al Politecnico o nelle altre sedi del Festival: si chiude con un bilancio stimato di oltre 50mila presenze la prima edizione del Festival della Tecnologia.

Rassegna ideata e organizzata dal Politecnico di Torino nel 160esimo anniversario dalla sua fondazione – con la curatela del Rettore Guido Saracco, del delegato per la Cultura e la Comunicazione  Juan Carlos De Martin e del giornalista Luca De Biase – il Festival è nato con l’intento di esplorare la relazione tra tecnologia e società con un approccio umanistico democratico: partendo dal presupposto che la tecnologia non sia soltanto il risultato di scienza e innovazione, ma sia prima di tutto il frutto della creatività umana, il programma del Festival aveva lo scopo di riavvicinare la cittadinanza ai grandi temi e alle importanti sfide che una società a forte connotazione tecnologica deve affrontare oggi. Questo straordinario riscontro di pubblico è una conferma dell’attualità e dell’importanza di una rassegna che si poneva questi obiettivi, a dimostrazione del fatto che solo coltivando e promuovendo il dialogo interdisciplinare tecnologia e umanità potranno crescere insieme in maniera costruttiva e democratica, perché Tecnologia è umanità.

“Il successo di questa prima edizione ci rende molto orgogliosi e indica che siamo sulla strada giusta: Torino e tutto il territorio accolgono con curiosità ed entusiasmo le novità, anche culturali, e il nostro Ateneo, insieme a tutti gli attori che hanno creduto in questa iniziativa, può davvero contribuire a promuovere la creazione di una massa critica di intenti per far ripartire la città e la nostra regione”: il Rettore del Politecnico  Guido Saracco chiuderà questa sera la quattro giorni che ha trasformato Torino nella capitale della tecnologia.

Al termine di un “Processo alla tecnologia” – con lo stesso Saracco, il Rettore dell’Università degli Studi di Torino Stefano Geuna e il Presidente del CNR Massimo Inguscio come giudici, e Gianmarco Montanari e Simona Morini come avvocati dell’accusa e della difesa – il Rettore annuncerà che il Comune di Torino ha adottato la manifestazione e la renderà un evento cittadino: dal 2020 Torino avrà la sua Biennale Tecnologia.

La Sindaca Chiara Appendino commenta: “Vedere nascere il Festival della Tecnologia a Torino è motivo di orgoglio per tutta la Città. Come abbiamo dimostrato in questi anni, innovazione e tecnologia possono essere una potente leva di sviluppo, sulla quale investire in termini di risorse e competenze, valorizzando il know-how di prim’ordine già esistente sul territorio. Questo evento, che diventerà biennale, alternandosi a Biennale Democrazia, sarà un potente attrattore di eccellenze, ricercatori, imprese, studenti e innovatori. Lavoreremo insieme al Politecnico e alle realtà coinvolte affinché divenga un punto di riferimento del settore, nazionale e internazionale“.

Il Festival si è aperto con il conferimento della Laurea ad honorem in Ingegneria Gestionale al Premio Nobel Joseph Stiglitz mentre, nella giornata di sabato, a Samantha Cristoforetti è stato conferito il medesimo riconoscimento in Ingegneria Aerospaziale. Nei quattro giorni del Festival, sono stati oltre 160 gli incontri in programma, con 350 relatori da tutto il mondo nelle oltre 23 sedi e con la collaborazione di più di 50 partner. Il Politecnico, inoltre, ha aperto le porte dei suoi dipartimenti e laboratori di ricerca per coinvolgere i visitatori in una serie di esperienze uniche. L’iniziativa Politecnico Aperto, con più di 120 attività e incontri, ha permesso ai partecipanti di conoscere – tra i tanti temi affrontati – le applicazioni di realtà virtuale in settori come la robotica e l’industria 4.0, le sperimentazioni per l’urbanistica del futuro, le soluzioni per una mobilità autonoma e sostenibile. Tra le attività di ricerca presentate anche le prospettive di robot umanoidi e umani robotizzati, la robotica di servizio, la salvaguardia dell’ambiente. Il Festival ha poi proposto incontri e attività pensati per avvicinare i più giovani alla riflessione sulla tecnologia con laboratori, workshop e spettacoli per bambini e ragazzi al Villaggio della Tecnologia, in piazzale Duca d’Aosta.

Tante poi le sedi satellite del programma Festival OFF, che ha visto oltre 30 incontri a Torino, ma anche ad Alba, Ivrea e Vercelli.

Chi non ha potuto seguire gli incontri dal vivo per il grande afflusso di pubblico ha però avuto a disposizione un ricco palinsesto di incontri in streaming sul sito del Festival, in un’aula dedicata e dal punto informativo in Piazza Castello. Nei prossimi giorni sul sito e sul canale YouTube saranno disponibili tutti i video degli incontri.

“Siamo estremamente soddisfatti: un pubblico ampio e attento ha seguito gli incontri divulgativi, ma anche quelli più specialistici, ha ascoltato ospiti illustri e esperti mondiali nelle rispettive materie. Inoltre, abbiamo avuto un ottimo riscontro da parte dei nostri studenti e dell’intera comunità politecnica: posso dire che abbiamo centrato l’obiettivo principale che ci proponevamo quando abbiamo immaginato questo Festival, cioè aprire le porte del nostro Ateneo e instaurare un dialogo con la società civile”, commenta Juan Carlos De Martin, co-curatore del Festival insieme a Luca De Biase, che conclude: “Un’esperienza entusiasmante! Le persone che sono venute al Festival per riflettere con serietà e autenticità sulla società che stiamo costruendo, relatori e pubblico, hanno creato una dinamica culturale di alta qualità. Torino ha dimostrato di saper riconoscere una proposta sincera, offerta generosamente dal Politecnico. Questo Festival può diventare un nuovo classico”.

Arresti e denunce per spaccio ad Aurora e Vanchiglia

I fatti sono avvenuti nei quartieri Vanchiglia ed Aurora
Mercoledì scorso, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, nel contesto di servizi di
controllo del territorio antispaccio, hanno tratto in arresto 6 persone e denunciate altre 2 per
reati connessi a tale fenomeno.
I poliziotti sono intervenuti in due diverse zone della città: in un caso l’area attenzionata è
stata quella del viale pedonale di via Cesare Balbo, nella porzione compresa fra le vie
Guastalla e Buniva.
Qui, fra le 21.30 e le 22.30, sono state documentate 4 cessioni di sostanza stupefacente
(marijuana) da parte dei pusher nei confronti di altrettanti cittadini italiani, tutti sanzionati
amministrativamente in merito. Gli arrestati sono 4: tutti soggetti stranieri di origine centro
africana, di età compresa fra i 21 ed i 36 anni, uno dei quali anche colpito dal divieto di
dimora nel Comune di Torino: altre 2 persone, di nazionalità gambiana, sono state invece
denunciate.
Altri 2 arresti sempre da parte degli operatori della Squadra Volante, poche ore prima, invece,
nella zona del Lungo Dora Savona compresa fra corso Giulio Cesare e corso XI Febbraio: anche
qui si tratta di cittadini extracomunitari irregolari sul territorio nazionale, un guineano di 21 ed
un gambiano di 31, tutti con precedenti di polizia specifici. A loro carico sono state accertate
almeno 3 cessioni di alcune decine di grammi di marijuana, debitamente sequestrata.

Prosegue la raccolta fondi di Cascina Roccafranca

La raccolta fondi DonaXCascina mira alla riqualificazione di alcuni spazi comuni di Cascina Roccafranca, la Casa del Quartiere di Mirafiori Nord e continua fino all’8 dicembre. “Al momento – spiegano i promotori – siamo a 5.188 euro e abbiamo deciso di partire con un primo intervento per il ripristino dei bagni, che sono uno degli spazi per cui abbiamo ricevuto più donazioni. I lavori partiranno in questi giorni e dovrebbero finire entro il mese di novembre. Si tratta della sostituzione di tavolette, copri water e vaschette danneggiate e della pittura dei pavimenti con vernici speciali a base di resine. Sono tutti lavori che faremo con risorse interne, nel senso che spendiamo solo per l’acquisto dei pezzi da sostituire e dei materiali da utilizzare ma il lavoro lo faremo noi”.

 

Come donare
Dal 28 settembre all’8 dicembre:
– in contanti, dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 18 presso gli uffici in via Rubino 45
– tramite bonifico bancario IBAN IT97R 05018 01000 000011190477, causale “donazione liberale”.

Rock Jazz e dintorni. James Senese e Paola Turci

GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

 

 

Lunedì.  Al teatro Alessandrino di Alessandria canta Francesco Renga.

Martedì. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce Micah P. Hinson. Al Teatro Colosseo è di scena Paola Turci (foto). Al Blah Blah suona il quartetto Weed.

Mercoledì. All’Arteficio  si esibisce il chitarrista blues Steve Hill.  Al Blah Blah suonano i Fleshtones. All’OffTopic si esibisce Francesco Di Bella.  All’Odeon di Biella la PFM rende il tributo a De Andrè. Per “Moncalieri Jazz” al Jazz Club, suona il trio di Alessandro Chiappetta, Diego Mascherpa e Saverio Miele, e il quartetto del sassofonista Venanzio Venditti.

Giovedì. Al Jazz Club suonano i Maisemat. All’Hiroshima si esibisce il rapper Ensi. Al Magazzino sul Po si esibiscono gli Anna Ox. Alle Fonderie Limone per “Moncalieri Jazz”, suonano gli Area Open Project e Arti e Mestieri.

Venerdì. Allo Spazio 211 sono di scena i Ronin. All’Hiroshima si esibisce la cover band dei parigini Nouvelle Vague. Alle Fonderie Limone per “Moncalieri Jazz”, suonano i Quintorigo. Al Folk Club è di scena il percussionista Tète Da Silveira  con i Next Quartet.  Al Linc di Cuorgnè si esibisce il bluesman Francesco Piu. All’OffTopic canta la vocalist Awwa Fall. Al Magazzino sul Po suonano i Botanici mentre Evil knievel  e Graziano Romani , sono di scena rispettivamente  al Blah Blah e al Cafè Neruda.

Sabato. Conclusione di “Moncalieri Jazz” alle Fonderie Limone, con l’esibizione del sassofonista James Senese (foto).Al Magazzino sul Po sono di scena i De Lorians. Al Teatro Colosseo suona il Banco del Mutuo Soccorso. Al Big Lebowski di Novara si esibisce il duo I’m Not A Blonde. Al Blah Blah sono di scena gli One Sentence Supervisor.

Domenica. Al Circolo della Musica di Rivoli suona il fisarmonicista francese Richard Galliano.  All’Espresso Italia Di Pinerolo è di scena la vocalist Elizabeth Moen.

 

Pier Luigi Fuggetta

Incendia azienda di famiglia per dissidi con i parenti-soci

Era convinto di subire un danno da attuale assetto societario, i carabinieri arrestano il piromane
 Un uomo di 39 anni è stato arrestato dai carabinieri di Riva presso Chieri con l’accusa di aver appiccato l’incendio divampato ieri  notte alle 3 in un capannone di un’azienda (di famiglia) di Riva presso Chieri (riparazione macchine agricole), di cui è socio insieme alla matrigna e al fratellastro. L’incendio ha anche distrutto 4 auto parcheggiate nel capannone.
Le indagini condotte dai carabinieri hanno consentito di accertare le responsabilità del 39enne quale l’autore dell’incendio perché è stato ripreso dalle telecamere di sicurezza dell’azienda.
 L’arrestato non ha chiarito i motivi del suo gesto che secondo i carabinieri e le verifiche effettuate fino a questo momento potrebbero essere riconducibili a gravi dissidi esistenti tra coeredi dell’azienda. L’arrestato potrebbe aver agito perché  convinto di subire un danno dall’attuale assetto societario, Non ci sono stati feriti, la struttura è stata dichiarata inagibile e il danno è ingente ed è coperto da assicurazione

Un film lungo un anno

TORINO CITTÀ DEL CINEMA 2020

www.torinocittadelcinema2020.it – #ToCinema2020

Si è tenuta ieri, 9 novembre alle 12,30 nell’Aula del Tempio della Mole Antonelliana, la conferenza stampa di presentazione di “ TORINO CITTA’ DEL CINEMA 2020 – UN FILM LUNGO UN ANNO “, un progetto di Città di Torino, Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Regione Piemonte, Fondazione per la Cultura Torino, media partner Rai. Si tratta di un importante e nutrito programma di attività ed eventi culturali volto a celebrare e promuovere Torino come Città del Cinema, che durerà un intero anno. L’evento inaugurale sarà il 21 novembrealle ore 19 con il taglio del nastro dell’installazione dedicata a “ TorinoCittà del Cinema “, che rimarrà esposta in piazza Castello per tutto il 2020. Dalle ore 21 il Teatro Regio ospiterà il prestigioso concerto “ Prendete posto, inizia il film”, diretto dal Maestro Alessandro Molinari, L’orchestra del Teatro Regio eseguirà brani delle colonne sonore dei film che hanno fatto la storia del cinema italiano. Le musiche saranno accompagnate dalle più belle immagini dei film protagonisti della serata. L’evento – ideato dalla Città di Torino e realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino in collaborazione con il Teatro Regio, l’Associazione Compositori Musica per Film e il Museo del Cinema, partner Intesa San Paolo – anticipa la 37° edizione del Torino Film Festival che prenderà il via il giorno successivo, venerdì 22 novembbre. Durante tutto il 2020 ci saranno anteprime nazionali, installazioni multimediali, masterclass nell’Aula del Tempio della Mole, feste come la “ Notte bianca del cinema” nel mese di luglio, che anticipa di una settimana i due party per festeggiare i compleanni del museo del Cinema e di Film Commission Torino piemonte, spettacoli teatrali e musicali e molto altro. A fine anno, inoltre, per il TorinoFilm Industry si svolgerà un convegno sul Cinema del futuro. “ Un evento reso possibile – ha dichiarato Chiara Appendino – dall’esistenza di un vero e proprio sistema. E’ una grande opportunità per il territorio e ci aspettiamo che porti Torino nel mondo “.

Mauro Reverberi

I Granata tornano a vincere

Vince di nuovo il Toro, dopo la trafila di 6 partite che gli avevano assegnato solo due punti, i pareggi  con Napoli e Cagliari. Ieri la rimonta, 4-0 in trasferta, con il Brescia. Vittoria grazie alla doppietta di Belotti, su rigore, nel primo tempo, e di Berenguer sul finire  della partita. I giocatori del Brescia con il nuovo allenatore Grosso in sostituzione dell’esonerato Corini, hanno giocato in 10 dal 41′ del primo tempo a causa dell’espulsione di Mateju

Dalla Rivoluzione del 1917 alla caduta del Muro le (dis)illusioni del comunismo

Caduta del Muro di Berlino ed anniversario della Rivoluzione d’ Ottobre. Stessi giorni autunnali. Connessioni?
Inizio e fine del Sovietismo. Inizio e fine delle speranze dell’ ideologia comunista.


Tra questi due momenti lo storico discorso di Enrico Berlinguer al Congresso del Pcus: la spinta
propulsiva della Rivoluzione di Ottobre si è esaurita.
Cosa è rimasto? Il mito che si confonde con con ideologia a supporto del Potere costituito.
Parafrasando è più facile fare la Rivoluzione che concretizzarla. Tra il dire ed il fare c’ è di mezzo
il mare. Precisamente e giustamente il segretario del Partito Comunista Italiano sanciva la fine
di un sogno. Altri , tra cui il sottoscritto ( immodestamente ) erano e sono convinti che il
sogno era diventato un incubo. Certi erano i tedeschi dell Est che fuggivano all’Ovest.
L’ ideologia Comunista si spezzava in due tronconi. Quella legittimante del proprio e personale
potere e quella dell’ illusione, visto che il sogno poteva e doveva continuare. Entrambi false,
consapevoli i primi. Non consapevoli i secondi. L’ ideologia è anche rappresentazione di una
realtà non esistente, spendendo energie intellettuali e morali per giustificarne l’ esistenza. Ciò che
si vorrebbe è superato da ciò che avviene. Ciò che avviene sono fatti. Il concomitarsi dei fatti con
la loro correlazione e reazione si chiama Storia.
La Storia non è discutibile. La sua interpretazione ed il perché avvengono i fatti è compito degli
storici. Fino al 1917 si chiamava Russia. Dopo Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
Prima comandava lo Zar. Poi ha comandato il Soviet Supremo promosso dal Pcus. Dopo il
Marxismo – leninismo l’ ideologia sovietica. Prima comandava solo lo Zar , poi è finito che
comandare era solo Stalin. Gli è costata fatica e soprattutto l’ eliminazione dei suoi avversari interni.
Eliminazione fisica, non solo politica. Si racconta che Stalin morì durante una riunione del Poliburo.

I presenti per alcuni minuti non dissero nulla rimanendo immobili. Avevano paura che Stalin
finisse per capirne le loro reazioni. Quando constatarono la realtà Beria si Mise a ballare contento e
felice della morte del Dittatore. Beria capo della polizia segreta e grande epuratore si sentiva in
pericolo. Vinse Kruscev diventando segretario. Tra le prime cose che fece, fucilare Beria per
alto  tradimento. Non si sa mai. Ed in privato si vantò di averlo strangolato. Non andavano
per il sottile a qui tempi.
Anche il Migliore, Palmiro Togliatti, rifiutò di tornare ad essere segretario del Comiform. La
proposta arrivava direttamente da Stalin. I membri della segreteria nazionale del PCI non
osarono ed appoggiarono la proposta di Stalin. Il Migliore preferì rimanere
a Roma ed andare in Urss come turista o segretario nazionale del Comunisti Italiani. Ed anni
dopo Enrico Berlinguer sostenne: meglio da questa parte del mondo ( occidente ) che l’ oriente
sovietico. Tanti gli aneddoti.
Nilde Jotti dopo molti anni dalla morte di Togliatti confidò in una intervista: Togliatti era un
uomo di poche parole in casa. Capì che lui sapeva delle purghe staliniane. Fece intendere la
sua importanza rivendicando di aver salvato tutto il gruppo dirigente italiano che viveva in esilio
a Mosca. Piaccia o non piaccia di comunismo si moriva uccisi dagli stessi tuoi compagni. Fu
uno dei problemi del dopo rivoluzione. Se non c’ era un nemico interno bisognava inventarlo
per giustificare i propri insuccessi. Non furono tutti errori o limiti. Sicuramente un ipotetico
conto economico esistenziale ha chiuso il bilancio in modo pesantemente negativo. Lo stato
comatoso ed assolutamente ininfluente dei partiti comunisti nel mondo lo dimostra.
Comprensibile per chi vuole festeggiare l’ anniversario. Umanamente comprensibile e – se volete –
affettivamente possibile comprendere, ma non più storicamente giustificabile.
30 anni fa cadeva il muro di Berlino. Precisamente veniva abbattuto dal popolo. Un anno prima mi chiedevo: non regge un
sistema politico che costruisce 156 Km di Muro intorno e tra la città di Berlino. Poco dopo tutti
i sistemi dell Est saltarono compresa l’ Urss che ritornò a chiamarsi Russia. Chiusura di una era
storica.

 

Patrizio Tosetto