È uno spettacolo deplorevole quello sulla Banca Popolare di Bari mandato in scena da governo e maggioranza nelle ultime 24 ore. Deplorevole e insieme drammatico perché conferma il livello di irresponsabilità a cui si spingono le forze di maggioranza pronte a imbastire il gioco dello scaricabarile quando in ballo sono i risparmi di decine di migliaia di italiani.

Matteo Renzi cerca la sua vendetta contro i grillini, che lo crocifissero ai tempi della vicenda Banca Etruria. Il ministro degli Esteri Di Maio si improvvisa alter ego di Roberto Gualtieri e chiede la nazionalizzazione della Popolare di Bari come contropartita dell’impegno finanziario dello Stato. Due prese di posizioni frutto di uno spirito di ripicca indegno di chi deve governare la settima potenza industriale al mondo. Il presidente Conte si sbrighi prima che venga giù tutto: il salvataggio della banca pugliese è interesse dell’Italia e non solo dei pugliesi. Un suggerimento a chi strepita ancora contro il Mes: quel meccanismo contiene un Fondo di risoluzione per le crisi bancarie. Banche in difficoltà, come si vede, non sono solo tedesche o francesi. Meglio per tutti e per l’Italia se la politica torna a toni più riflessivi e misurati.
Daniela Ruffino deputata di Forza Italia
“Lo Stato italiano ci ha gettato nella disperazione un’altra volta. La Giustizia è un sogno lontano”
LA CASSAZIONE CONFERMA LA PENA PER L’ASSASSINO DI MAURIZIO GUGLIOTTA
“Lo Stato italiano ci ha gettato nella disperazione un’altra volta. La Giustizia è un sogno lontano”. E’ profondamente delusa, amareggiata e ferita Carmela Caruso dopo aver visto svanire anche l’ultima speranza di una condanna un po’ più consona per l’assassino di suo marito, Maurizio Gugliotta. Venerdì 13 dicembre 2019, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dal Pubblico Ministero della Procura di Torino, dott. Gianfranco Colace, titolare del procedimento penale per l’omicidio del Suk avvenuto il 15 ottobre 2017, contro la sentenza di primo grado emessa il 20 marzo 2019 dal giudice del Tribunale torinese, dott. Stefano Vitelli, confermando la condanna a soli 12 anni per il profugo nigeriano di 27 anni Khalid De Greata, colui che ha accoltellato a morte il 51enne operaio di settimo Torinese e ferito l’amico che lo aveva accompagnato quel giorno al mercato del libero scambio.
Una pena lieve su cui ha pesato la seminfermità mentale riconosciuta all’imputato da due perizie psichiatriche e sulla base della quale è stata esclusa l’aggravante dei futili motivi: l’improvvisa aggressione coltello in pugno da parte del rifugiato nei confronti dei due amici, di cui neanche il superstite ha saputo fornire una spiegazione (il killer ha dichiarato di essersi sentito “offeso”), è stata in pratica attribuita alla patologia paranoide da cui sarebbe affetto De Greata. Il giudice ha applicato il massimo della pena prevista per l’omicidio non aggravato, 24 anni, sottratto il massimo previsto per la seminfermità, ossia un terzo, otto anni, ne ha aggiunti due per il tentato omicidio, arrivando a 18, e ha ridotto tutto di un terzo per lo sconto di pena determinato dalla scelta del rito abbreviato: risultato, 12 anni. Un verdetto apparso del tutto inadeguato alla gravità del crimine commesso che aveva destato la dura reazione in aula dei familiari di Gugliotta, i quali si aspettavano ben di più, e a poco è valso a lenire il loro dolore il fatto che, finita di scontare la sua condanna, l’imputato sarà sottoposto ad altri tre anni di misura di sicurezza in una struttura psichiatrica, da cui potrà uscire solo se e quando non sarà più ritenuto socialmente pericoloso. Così come la provvisionale di 150mila euro stabilita dal giudice per la moglie e per ciascuno dei tre figli come risarcimento: il killer è nullatenente.
Ma anche il Pm è rimasto molto perplesso e in aprile ha depositato ricorso per Cassazione contestando alcuni vizi della sentenza, in particolare laddove si escludeva l’aggravante dei futili motivi, e chiedendo pertanto alla Suprema Corte di annullarla nelle parti censurate con rinvio al Gup di Torino per un nuovo giudizio.
La vedova Gugliotta in fondo ci sperava, tanto che VENERDì, data in cui è stata fissata l’udienza, si è voluta recare a Roma per assistervi di persona. Ma nel pomeriggio è arrivata la notizia del non accoglimento del ricorso e la donna è comprensibilmente ripiombata nello sconforto. “Ho sentito il Pm che ripeteva che l’essere malati di mente non è una giustificazione per uccidere una persona e il difensore dell’assassino di mio marito che invece insisteva sulla seminfermità mentale e sulle due perizie, come nel processo di primo grado. Speravo davvero che qualcosa potesse cambiare, invece resterà tutto come prima – commenta amaro la signora Caruso che è stata assistita da Studio3A, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini – Sono profondamente amareggiata, delusa dallo Stato italiano, pensavo che avrebbe fatto di più per noi. Qualche anno in più di reclusione non ci avrebbero restituito mio marito, ma sarebbe stato un segnale importante per me e per i miei figli. E invece questo Stato ci ha rigettato nella disperazione: l’assassino se la caverà con 12 anni, niente. Io mio marito l’ho perso per sempre. Non è giusto, non lo accetteremo mai”.
Ancora più duro il commento del maggiore del tre figli della vittima, Daniele: “Orgoglioso di essere italiano? Mi dispiace ma con oggi il mio orgoglio è morto. Sono sempre più disgustato da questo Paese, da questo sistema. La giustizia in Italia è un sogno lontano”.
Nicola De Rossi / Studio 3A
Ryanair, parte la nuova rotta Torino-Bristol
Prende il via oggi la nuova rotta di Ryanair da Torino per Bristol, in Gran Bretagna. Il nuovo collegamento sarà servito dalla compagnia aerea irlandese su base settimanale, con operatività tutti i sabati fino al 28 marzo 2020.
La partenza del volo da Bristol è programmata alle 15:15 con arrivo a Torino alle 18:10; la ripartenza verso la Gran Bretagna è prevista alle 18:35 con arrivo a Bristol alle 19:30 (ora locale).
La nuova rotta è stata pensata principalmente in ottica incoming, per servire il traffico degli sciatori che scelgono le Alpi del Nord-Ovest italiano per trascorrere le loro settimane bianche e promuove Torino come destinazione ideale per gli sport invernali per i visitatori provenienti dal Regno Unito.
Al contempo, il volo Torino-Bristol permette ai viaggiatori piemontesi di visitare la destinazione britannica, designata dall’Unesco nel 2017 come Città del Film. Meta ricca di cultura e in cui si svolgono 11 Festival cinematografici ogni anno, Bristol è anche la porta d’accesso all’Inghilterra sudoccidentale, dove si trovano destinazioni turistiche di primaria importanza come la città di Bath.
Andrea Andorno, Amministratore Delegato di Torino Airport ha dichiarato: “Il collegamento da Bristol ha una forte valenza incoming: il nuovo volo va infatti incontro alle esigenze di viaggio dei visitatori britannici, che scelgono sempre di più le località sciistiche italiane per le proprie vacanze invernali e la nostra vocazione di Aeroporto della neve, per la vicinanza con impianti di risalita di primo livello, soddisfa di certo questo tipo di domanda”.
Chiara Ravara, Head of Sales and Marketing di Ryanair ha dichiarato: “Ryanair è lieta di annunciare la nuova rotta che collegherà Torino con l’aeroporto di Bristol, nel Regno Unito, e che opererà con una frequenza settimanale, nell’ambito dell’operativo invernale 2019-2020 da Torino. I viaggiatori in partenza da Torino possono ora prenotare un volo per Bristol fino a marzo 2020. Inoltre, il nostro investimento in questa nuova rotta contribuirà a posizionare Torino come meta perfetta per i viaggiatori in partenza dal Regno Unito – oltre a promuovere la regione Piemonte come destinazione sciistica ideale, con centinaia di km di piste”.
Nella notte di ieri, i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Torino Mirafiori hanno denunciato due 19enni italiani per porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere.
Durante un controllo straordinario nei parchi cittadini, i militari sono stati insospettiti dallo scintillio di torce accese in un’area interna del parco Colonnetti; nascosti da fitta boscaglia, due giovani erano intenti ad armeggiare con un affusto che riponevano in tutta fretta nel portabagagli di una macchina non appena hanno avvistato i carabinieri. Intimatogli di fermarsi e mettere le mani in alto e ben visibili, i Carabinieri hanno proceduto al controllo e alla perquisizione personale dei giovani e della loro auto. Sequestrati una carabina ad aria compressa munita di ottica di precisione, una pistola ad aria compressa riproducente una Glock 9×21, una busta contenente n. 3 scatole di pallini in metallo Calibro 4,5 e 12 bombolette contenenti CO2 per la ricarica.
Oltre al kit completo per “sparare” pallini in metallo, occultata dietro un albero vicino al veicolo, era stata nascosta anche un’ulteriore custodia in pelle, all’interno della quale i carabinieri hanno trovato un’altra carabina ad aria compressa con relativa ottica di precisione. In tasca dei ragazzi, i carabinieri hanno una modica quantità di marijuana.
Inutili le giustificazioni addotte dai due soldati per gioco, i quali tentavano di allontanare ogni sospetto riferendo di essersi isolati solo per verificare la funzionalità delle ottiche di precisione in ambiente notturno, sottacendo di aver potenzialmente destato anche molto timore in chi si fosse trovato a passare di notte nel parco, atteso che le armi ad aria compressa risultano del tutto simili a quelle reali.
Pur se gli accertamenti qualitativi effettuati hanno consentito di stabilire la bassa capacità lesiva degli strumenti, aventi una forza di lancio inferiore ai 7,5 Joule, non è esclusa la circostanza che le armi siano state effettivamente impiegate per esplodere tra la vegetazione dei pallini in metallo, pur nella disponibilità delle due persone.
Pertanto le armi, le ricariche e i pallini in metallo sono stati sequestrati in attesa delle disposizioni dell’Autorità Giudiziaria, innanzi alla quale i due giovani dovranno rispondere di porto di oggetti atti ad offendere in concorso.
Attorno alle 3 di questa mattina a Buriasco (TO), lungo la SP129, una Fiat Grande Punto condotta da un uomo di 41 anni di Cardè (CN), ingegnere, ha investito due ragazzi che stavano camminando a piedi a bordo strada insieme ad altri tre coetanei. Dei ragazzi investiti, uno di 23 anni, celibe, commerciante, è deceduto sul posto a causa dell’urto, mentre il secondo di 21 anni, anch’egli di Pancalieri, non ha riportato lesioni evidenti ed è stato condotto presso l’ospedale di Pinerolo per accertamenti, non in pericolo di vita. Il conducente del veicolo è risultato positivo all’esame etilometrico ed è stato arrestato da militari Stazione Luserna San Giovanni, intervenuti sul posto, con l’accusa di omicidio stradale.
Lavoratori in piazza contro il declino
I lavoratori di Cgil Cisl e Uil sono scesi in piazza ieri sera a Torino per manifestare contro il declino economico e produttivo

In corteo – erano alcune migliaia – hanno chiesto un confronto sul futuro della città. Erano presenti, il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, la sindaca Chiara Appendino, l’assessore regionale Andrea Tronzano, con parlamentari, esponenti di partiti e associazioni. Sullo striscione della sfilata un’immagine a colori di piazza Castello e la scritta in bianco e nero ‘Contro il declino Torino scende in piazza’.
***
IL COMMENTO
Tanti alla fiaccolata organizzata dai sindacati contro il declino di Torino. Sindacati che denunciano la perdita in provincia di altri 10mila posti di lavoro. Tanta gente . Tanta tantissima preoccupazione.
Per una volta politici concordi nel partecipare. Sindachessa e Governatore presenti con esponenti del PD. Situazione drammatica che non può cadere nella farsa. Lavoro vuol dire
dignità e vita degli individui. Basta polemiche, vogliamo fatti e i fatti non arrivano. Venerdì giornata di passione sindacale. Incontro in Prefettura tra Comune e sindacati per Gtt. Prefetto che gentilmente impone alla Appendino il confronto. Arriva l’ assessore La Pietra controvoglia. Non sa che cosa dire o come interlocuire. Forse brava professoressa ma sicuramente pessima amministratrice. In azienda il disastro totale. Aspettano tutti Ferrovie dello Stato che ammicca e tergiversa.
I sindacati terrorizzati per i posti di lavoro e i precari e stressanti tempi di lavoro. Niente piano industriale, mezzi fermi perché rotti, pericoli d’ incendio dei mezzi in circolazione. Utenti insoddisfatti (ovviamente) e giusto per gradire è stato finanziato il progetto per la metropolitana due senza progetto municipale. Concretamente tutto in alto mare e parole per giustificare il niente impastato con il nulla. Il Ministro Paola De Micheli sul tema dei trasporti visita la nostra città ed incrociando le dita spera che vada bene. Chi come i pentastellati non voleva Tav e metropolitana ora dovrebbe gestire l’ insieme . La vedo dura, la vedo durissima. Quanto regge? Occupazione equivale anche nel produrre e produrre equivale non solo ad utile bensì anche a salari ottenuti con l’occupazione. E salari vuol dire consumi. Obsoleto? Può anche darsi ma chi ha altre formule si faccia avanti. Non sicuramente chi parla di decrescita felice, una delle stupidità di questo secolo. Praticamente la realtà è più forte delle nostre opinioni che il più delle volte diventano illusioni. E con le illusioni non si campa. Ciò che avviene è sempre più forte di quello che avremmo sperato e desiderato. La realtà ci presenta il conto. Ed è un conto salatissimo. E noi non abbiamo i soldi per pagarlo.
Non abbiamo i soldi forse perché li abbiamo presi prima e soprattutto spesi prima. Quando qualcuno vuole realizzare un progetto e non ha i soldi li chiede in prestito. A condizione che il progetto sia credibile, il proponente sia credibile e sia delle garanzie. Possiamo dire che il Italia, in Piemonte e nella nostra Torino ci siano queste condizioni? Francamente non mi sembra. E francamente mi sembra surreale le polemiche sul Mes. Invece che polemiche ci dovrebbe essere collaborazione per comuni intenti. Un amico per stigmatizzare certe crisi raccontava: siamo su un pullman dove mancano i soldi per la benzina. Stiamo bisticciando per chi deve scendere e spingere. Dovremmo viceversa organizzarci e fare a turno con lo scopo di raggiungere il primo distributore di benzina, farci fare credito e ripartire. Mi rendo conto, più facile dirlo che realizzarlo.
Ogni volta che le telecamere vanno davanti a stabilimenti che chiudono ci fanno capire e toccare con mano la direzione di quegli operai e della loro comunità. Quella disposizione è, o dovrebbe essere di tutti noi. Magari ( speriamo ) che, quella disperazione diventi motore e benzina per il pullman chiamato Italia Piemonte e Torino. Che la rabbia e la polemica faccia posto alla razionalità e coesione . Qui o ci si salva tutti o tutti , prima o poi la paghiamo.
Patrizio Tosetto
“Supermercati sicuri”: arrestati tre rapinatori
Con l’avvicinarsi delle festività natalizie sono stati incrementati i servizi di prevenzione generale da parte delle volanti della Questura e quelli di repressione dei reati posti in essere dalla Squadra Mobile. La presenza di denaro contante e l’aumento dell’ordinaria attività effettuata presso le attività commerciali porta un conseguente aumento dei reati predatori.

Mercoledì sera, gli agenti della Sezione Antirapina della Squadra Mobile hanno arrestato tre cittadini italiani: V.S. e M. M., entrambi pluripregiudicati per reati contro il patrimonio e A.A., pluripregiudicato per reati contro il patrimonio e più volte arrestato da questo Ufficio. Negli anni ‘80 si è reso responsabile anche di omicidio plurimo e tentato omicidio in danno delle vittime dell’esplosione del palazzo sito in via Tonello quando lo stesso, insieme al fratello Roberto e altri, faceva esplodere tale abitazione per tentare una truffa all’assicurazione. Confessò il delitto dicendo: “Sono stato io, con il mio accendino, ad appiccare il fuoco che ha poi provocato lo scoppio”
Poco prima delle 20, il trio entra in azione: in due si travisano con dei caschi integrali da motociclista, lasciando l’autista ed auto appena poco lontano dal plesso commerciale individuato per commettere la rapina: un supermercato di Strada Altessano. Perpetrato il reato, però, i rapinatori vengono bloccati, poco dopo, dagli agenti della Squadra Mobile intervenuti a seguito del reato.
Le successive perquisizioni portano al rinvenimento di un revolver cromato Smith & Wesson calibro 357 Magnum con cui gli stessi avevano poco prima perpetrato la rapina, completo di 5 proiettili e pronto a far fuoco. Da accertamenti, è poi emerso che l’arma era stata rubata nel corso di un furto in abitazione in provincia di Torino, nei pressi di Ivrea.
I poliziotti recuperano anche la refurtiva della rapina: più di mille euro circa in contanti.
Gli investigatori ritengono che l’arma da fuoco utilizzata ed i caschi indossati possano rappresentare la firma del gruppo su altre rapine commesse recentemente a Torino. Sono, infatti, al vaglio degli inquirenti ulteriori eventi criminosi accomunati dalla medesima pistola e da rapinatori che utilizzavano dei caschi da motociclista.
Lilt, eletta Donatella Tubino
Donatella Tubino, nelle elezioni che si sono svolte nei giorni scorsi
per il rinnovo delle cariche del Consiglio Direttivo provinciale e del Collegio dei
revisori dei Conti della Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), è stata la più
votata: 558 preferenze, quasi un plebiscito.
E nella riunione del Consiglio Direttivo indetto il 4 dicembre, Donatella Tubino,
docente di chimica e biologia al Liceo Newton di Chivasso, è stata riconfermata
presidente, per la terza volta.
Soddisfazione ed emozione per la “neo presidente“ che si appronta ad affrontare il
suo terzo mandato con serenità, sapendo di avere alle spalle un Direttivo pronto a
sostenerla, con competenze specifiche che possono essere messe in campo nei
diversi ambiti in cui la Lilt è impegnata.
Affiancherà Tubino, come vice presidente, Rodolfo Gamba, medico ginecologo,
specialista in oncologia. Oltre a Gamba e a Franco Lesca, medico senologo e
ginecologo, componenti entrambi del precedente Direttivo, fanno parte del nuovo
Consiglio, rinnovato anche nel numero dei componenti (nove rispetto ai cinque dei
passati mandati) Giovanna Pentenero, ex assessore regionale all’istruzione,
Valentina Caputo, ex consigliere regionale, Lorenzo Mina, DREPES referente
distrettuale Promozione della Salute dell’Asl To 3, Doriano Felletti, preside del Liceo
Newton di Chivasso, Alessandro Scopel, funzionario della S.S. Libera Professione
Azienda A.O.U, Ines Dutto, imprenditrice.
Il Collegio dei revisori dei Conti mantiene inalterata la sua composizione: Roberto
Germanetti, presidente, Massimo Striglia e Patrizia Sara Flore, revisori.
“Ringrazio tutti i componenti del precedente Direttivo – dichiara Donatella Tubino –
e ringrazio i nuovi per aver accettato l’incarico, augurando ad ognuno buon lavoro.
Ringrazio anche le Delegazioni, lo Staff di segreteria della Lilt e la Consulta
Femminile, che mi hanno seguita, accompagnata e supportata nei dieci anni di
presidenza appena terminati. Senza di loro, la Lilt non avrebbe fatto i passi da
gigante che ha compiuto, diventando un punto di riferimento nel campo della sanità
e della scuola locali. Ma ringrazio anche i Medici, gli Psicologi e i Nutrizionisti che
collaborano con la Lega Tumori. Insieme ricominceremo, con lo stesso impegno ed
entusiasmo, per i prossimi cinque anni”
A seguito dalla scissione dall’Asd Jacks Torino BS, società che nel 2014 ha accolto con entusiasmo il progetto softball, la “Reale Jacks Torino” ha rinunciato ad iscriversi al campionato nazionale di serie A2.

Successivamente Massimo Incandela e Paula Ferrua hanno presentato le dimissioni rispettivamente dall’incarico di vicepresidente e di consigliera, i quali prima di lasciare il consiglio direttivo dell’associazione torinese hanno ringraziato il presidente Gian Paolo Longhin, rimarcando l’importantissimo apporto dato da tutti i componenti dell’Asd Jacks Torino.
Questa società è l’Avigliana Rebels della presidentessa Bruna Mattea, associazione sportiva con la quale sono state gettate le basi per ripartire dal settore giovanile, che servirà come bacino per rinfoltire nel tempo le fila della Prima Squadra, che già nella scorsa stagione annoverava fra le proprie fila atlete Jacks e Rebels, ha partecipato al campionato di serie B qualificandosi alla fase playoff promozione.
Nei prossimi giorni il nuovo progetto Avigliana Rebels, che coinvolge sia il baseball che il softball, sarà presentato ai tifosi, agli addetti ai lavori ed agli sponsor.