La Regione Piemonte ha attivato il sistema di prevenzione e controllo sanitario e mantiene uno stretto contatto con il Ministero della Salute
Recepite tutte le indicazioni ministeriali relative a:
- definizione di “caso“
- modalità di segnalazione al sistema di sorveglianza regionale e nazionale
- misure di biosicurezza da adottare nelle strutture cliniche e in caso di isolamento domiciliare del paziente
- procedure e i materiali per la protezione individuale degli operatori sanitari
- disinfezione e protocolli specifici per le diagnosi di laboratorio
Coinvolti i servizi sul territorio regionale
- SeReMi, il servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive
- il sistema regionale 118
- le Direzioni generali e sanitarie delle aziende sanitarie ed ospedaliere
- i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL
L’impegno per la rete epidemiologica nazionale
La Regione Piemonte lavora per costruire, nel miglior modo possibile e velocemente, una rete nazionale epidemiologica, evitando inutili allarmismi: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che l’Italia abbia impostato le misure più significative a livello mondiale.
Approfondimenti e contatti
Il Ministero della Salute che ha attivato una task-force che si riunisce quotidianamente e ha rafforzato la sala operativa del numero verde 1500 attivo 24 ore su 24 con medici formati ad hoc e mediatori cinesi. Ulteriori informazioni e aggiornamenti sono disponibili sul sito del Ministero della Salute
Dicono anche che siete violenti nella vostra politica. Cosa risponde ?
“Condanno con fermezza l’indegno atto compiuto questa notte in corrispondenza della lapide che ricorda le vittime delle foibe a Casale Monferrato. Le ideologie fondate sulla discriminazione e sulla negazione dell’altro, di qualunque colore politico o religioso esse siano, inevitabilmente conducono alla negazione dei valori dell’uomo. Chi oltraggia il ricordo della tragedia delle Foibe profana la memoria del martirio di tutte le vittime istriane, fiumane, dalmate e di tutti gli italiani. Questo ignobile gesto dimostra ancora una volta, la mancanza di conoscenza della storia e l’ignoranza che ne consegue”.