ilTorinese

Ravetti  e Gallo (Pd): “Cirio chiuda i supermercati a Pasqua e Pasquetta”

“Sosteniamo con forza la richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali di chiudere i supermercati nei giorni delle festività di Pasqua e Pasquetta. Al momento, le uniche catene commerciali che hanno comunicato la chiusura in entrambi i giorni sono Coop e Unes, mentre gli altri supermercati hanno deciso di aprire lunedì.

E’ importante che Cirio intervenga tempestivamente e decida di concedere lo stop al commercio per 48 ore, fermando le aperture di Pasquetta, in linea con quanto è stato fatto in molte regioni. In questo momento è fondamentale mettere in campo tutte le azioni possibili per evitare assembramenti. Inoltre, bisogna pensare a chi lavorano nei supermercati, consentendo a queste persone di riposare e di limitare il rischio dei contagi. Facciamo in modo che anche questi lavoratori possano passare le festività in famiglia”.

Domenico Ravetti – Presidente Gruppo consiliare regionale PD
Raffaele Gallo – Vice Presidente Gruppo consiliare regionale PD

Fondazione Bottari Lattes… ai tempi della Pandemia

Prosegue la programmazione culturale online, mentre viene prorogato il bando per il Progetto Europeo ETI.

Monforte d’Alba (Cuneo) – Una lectio magistralis tenuta al Teatro Sociale di Alba dallo scrittore e saggista israeliano Amos Oz (Gerusalemme, 1939 – Tel Aviv, 2018), premiato nel 2016 in occasione della sesta edizione del Premio Lattes Grinzane (sezione “La Quercia”) “per la qualità letteraria e la verità umana dei suoi libri, per il suo essere grande narratore, partecipe e critico dello Stato di Israele”: è questa una delle chicche che si possono trovare via web su #PremioLattesGrinzane, pagina FB aperta, in questi tempi di grave emergenza sanitaria, dalla Fondazione Bottari Lattes (nata nel 2009 a Monforte d’Alba per volontà di Caterina Bottari Lattes) al fine di proseguire nella propria programmazione culturale in un periodo di necessaria serrata al pubblico di spazi ed eventi culturali d’ogni genere .

“Il nostro spazio virtuale di condivisione – afferma la presidente Caterina Bottari Lattes – resta sempre aperto, con notizie e attraverso testi, immagini e video delle iniziative realizzate nel corso dei nostri dieci anni di attività”. Fra le proposte quotidiane di maggior interesse, si segnalano:
– #TheBestOf per un viaggio nelle mostre organizzate tra Monforte d’Alba, il territorio cuneese e Torino, tra pittura, disegno, fotografia e scultura.
– #consiglidilettura e #rilettura, per curiosare tra i libri degli scrittori finalisti e vincitori del #PremioLattesGrinzane e ascoltare interventi dei giurati che hanno piacere di condividere con noi romanzi, saggi, poesie, per invitare giovani e adulti a leggere o rileggere testi classici e contemporanei.
– #PremioLattesGrinzane, per riascoltare (come nel caso citato di Amos Oz) alcune lectio magistralis di prestigiosi autori internazionali premiati nel corso degli anni.
Progetto Europeo ETI – Sperimentare una Trasformazione Istituzionale

Visto il perdurare della situazione di crisi sanitaria, la Fondazione di Monforte d’Alba comunica anche che la scadenza per la candidatura al Progetto è stata prorogata dal 5 al 30 aprile 2020.
Il Bando è rivolto agli artisti e chiede loro di presentare progetti innovativi con linguaggi non tradizionali per suggerire differenti modi di fruire l’arte e la cultura attraverso il coinvolgimento di nuovi spettatori, visitatori, lettori.

Il carattere innovativo del progetto risiede soprattutto nel coinvolgimento di privati e imprese. Per esprimere la propria candidatura l’artista deve, infatti, affiancarsi ad un partner privato (persona fisica o giuridica) che sia espressione di competenze specifiche, radicato in un territorio, impegnato nello sviluppo economico e sociale. Dalla viticoltura al tessile, dall’agroalimentare all’artigianato, dall’ecologia al digitale, l’artista potrà scegliere tra diversi comparti, facendo perno sulle specificità del settore economico preso in considerazione. “Non dovrà creare – precisano gli organizzatori – un’opera unica e dalla classica fruizione attraverso il modello della mostra, ma potrà ideare progetti anche immateriali che possano essere sviluppati in format culturali replicabili”.
Questo approccio permetterà di combinare format tradizionali con differenti modelli operativi, economici, di visibilità e di accessibilità, favorendo nuove vie di sviluppo dei pubblici di riferimento.
Le candidature dovranno pervenire entro il 30 aprile 2020, compilando il form online: http://eti-europe.eu/it/candidatura. La selezione sarà effettuata dai quattro enti partner del Progetto ETI.
Oltre alla Fondazione Bottari Lattes, unico partner italiano, le altre tre realtà europee sono: l’ente ideatore e capofila Ecole Nationale d’Art di Parigi (Francia); Idensitat di Barcellona (Spagna; ), Minitremu di Târgu Mureș (Romania). I partner accoglieranno gli artisti selezionati, che potranno mettere in campo azioni innovative, che forniscano all’istituzione le coordinate utili per trasformarsi in sintonia con il nuovo Millennio.

Collaborano con la Fondazione Bottari Lattes al progetto ETI nella sua tappa italiana: Alliance Française Torino, BJCEM-Biennale des jeunes créateurs de l’Europe et de la Méditerranée e Careof.
Info: book@fondazionebottarilattes.it, organizzazione@fondazionebottarilattes.it
Per approfondimenti: https://bit.ly/2WLlnKC

g. m.

Nelle foto:
– Caterina Bottari Lattes
– Amos Oz 
– Logo Progetto Europeo ETI

Operatore sanitario insultato perché salta la fila al supermarket

Un operatore sanitario che aveva fatto   cinque ore di turno,  è passato all’ora di pranzo dal supermercato Pam del Lingotto prima di iniziare il servizio pomeridiano.

Come riporta il quotidiano Repubblica, si tratta di un  consulente psicologo trentenne che lavora in comunità terapeutica. Quando è entrato mostrando  il badge all’ingresso del supermercato  per l’ingresso preferenziale riservato a medici, infermieri e personale sanitario nel periodo di emergenza covid-19, è stato aggredito verbalmente da numerose persone in fila che lo hanno pesantemente insultato.  Succede anche questo

Striscione e totem in Regione: #iorestoacasa

#IORESTOACASA. L’emergenza non è finita, purtroppo. La maggior parte dei piemontesi ha tenuto comportamenti di grande rispetto per le regole sanitarie legate al contagio Covid-19 ma non è assolutamente il momento di abbassare la guardia

E per dare un ulteriore segnale di cautela e attenzione, oggi il messaggio a tutti i cittadini è anche visibile in piazza Castello, sede della Regione Piemonte. Un messaggio chiaro e inequivocabile che Giunta e Consiglio regionale hanno voluto rimarcare con uno striscione di sei metri, sulla facciata del Palazzo istituzionale.
Inoltre, un totem con tre messaggi, per giovani, anziani e cittadinanza tutta, su quanto sia importante essere responsabili in questo momento di emergenza, è stato posizionato davanti Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte. “Con queste campagne vogliamo sensibilizzare chi vive in Piemonte a compiere quei gesti di buonsenso che possono fare la differenza – sottolinea Stefano Allasia, presidente del Consiglio regionale (nella foto)- Stare a casa non deve essere considerata una restrizione, ma un’azione concreta per vincere una battaglia che richiede necessariamente la collaborazione da parte di ognuno di noi. Solo se continuiamo ad agire tutti insieme con responsabilità, possiamo finalmente sconfiggere questa pandemia”. #Iorestoacasa è l’invito che la  Giunta e i Consiglieri regionali fanno a tutti i piemontesi. Sarà una Pasqua diversa per tutti noi. Pasqua e pasquetta a casa questo è l’appello che vi facciamo – dichiara il vicepresidente della Regione Fabio Carosso – Rispettiamo le ordinanze, siamo responsabili.Solo così riusciremo a far ripartire al più presto  il nostro Piemonte e a ritornare  al nostro lavoro e alle nostre abitudini”.

Cantieri stradali, il Comune interviene dal centro alla periferia con 7 milioni per vie e piazze

La Giunta Comunale ha approvato due progetti che prevedono interventi straordinari di manutenzione e riqualificazione di vie, strade e piazze cittadine.

Nel primo, suddiviso in 12 lotti manutentivi – dieci di carattere territoriale, corrispondenti quasi totalmente alle ex-Circoscrizioni amministrative della Città, uno finalizzato alle modifiche viabili relative a rinnovi semaforici e alla nuova posa e/o manutenzione delle barriere stradali tipo guard-rails e un ultimo mirato alla manutenzione delle pavimentazioni lapidee, in particolare della zona centrale aulica della Città – sono stati inseriti gli interventi per rifacimento di carreggiate, marciapiedi, banchine, aree di parcheggio e rete di smaltimento delle acque meteoriche su tutto il territorio cittadino.

L’elenco dei lavori da effettuare è stato elaborato sulla base di una mappatura realizzata grazie a segnalazioni di altri servizi comunali, di cittadini, commercianti, associazioni e delle Circoscrizioni: la spesa prevista è di 6 milioni e 800 mila euro.

Con una seconda delibera è stato poi approvato il progetto per ulteriori opere nel territorio delle circoscrizioni 1, 2 6, 7, 8 per una cifra di oltre 650mila euro, derivanti dai ribassi di gara. Con un analogo provvedimento, a dicembre dello scorso anno, erano stati impegnati altri 350mila euro per interventi nel territorio delle circoscrizioni 3, 4 e 5.

“Appena le condizioni lo permetteranno siamo pronti a ripartire con gli interventi di manutenzione della rete stradale, sbloccati dall’ordinanza firmata ieri dal presidente Cirio – commenta l’assessora alla Mobilità, Maria Lapietra – . Affinché possano tornare al più presto al lavoro, garantendo altresì la massima sicurezza per i propri addetti e nel contempo per i cittadini tutti, gli uffici comunali sono in costante contatto con le aziende monitorando la loro disponibilità alla riapertura e alla ripresa delle attività”.

(Dall’ufficio stampa di Palazzo Civico) Foto archivio Il Torinese

La Guardia di Finanza scopre maxi frode delle mascherine

In pochi giorni ha importato illecitamente e immesso in commercio centinaia di migliaia di mascherine.

La Guardia di Finanza di Torino ha scoperto il sistema truffaldino organizzato da un imprenditore trentaseienne di origini cinesi, titolare di un’azienda con numerosi punti vendita a Torino, che, approfittando della situazione emergenziale connessa alla diffusione del COVID 19, ha importato dalla Cina diversi containers di mascherine fornendo alla dogana false dichiarazioni con il solo fine di garantirsi uno “svincolo” rapido delle merci e, soprattutto, di superare  eventuali operazioni di requisizione.

I Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego Torino, in collaborazione con il personale della Polizia Municipale e dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, hanno perquisito l’azienda coinvolta dove hanno sequestrato oltre 20.000 mascherine filtranti per le quali, in sede di importazione, era stata falsamente indicata quale destinazione, alcuni comuni della provincia di Cuneo i quali, successivamente, le avrebbero destinate alla popolazione tramite la Protezione Civile.  Ad aggravare la posizione dell’imprenditore anche le diciture indicate sulla documentazione che accompagna la merce, che sempre al fine di sviare i controlli, riportavano la voce “capi d’abbigliamento” invece di articoli protettivi.

Effettivamente, una modesta quantità è poi finita a questi enti locali facenti capo al Comune di Caraglio (CN), “capo fila” per altri comuni tra di loro consorziatisi per questa necessità; ma altre 400.000 mascherine sono state rivendute ad aziende e privati in totale spregio delle direttive in questo momento in vigore.

Le mascherine importate illegalmente dall’imprenditore cinese sono state rinvenute anche in un’impresa di Settimo Torinese. Qua i Finanzieri hanno sequestrato oltre 25.000 dispositivi dove sulle scatole era ben chiara l’indicazione di destinazione: “Ospedale di Varese”. Il titolare dell’azienda è stato denunciato per ricettazione.

E così in pochi giorni i furbetti del “Qualcosa da dichiarare?” hanno intascato circa 1 milione di euro frodando così lo Stato. Ora dovranno rispondere di una sequela di reati: contrabbando aggravato, falso in atto pubblico, ricettazione, frode in commercio. Oltre 45.000, per ora, le mascherine sequestrate dai Finanzieri.

Le attività d’indagine sono state coordinate dalle Procure della Repubblica di Torino e Ivrea che consentiranno inoltre di procedere con le operazioni di requisizione, destinando così il materiale a contesti emergenziali attualmente in crisi.

Le indagini sono ancora in corso e dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino si raccomanda di porre la massima attenzione nell’acquisto dei dispositivi di protezione individuale; in questi giorni numerose aziende italiane hanno avviato delle produzioni lecite a prezzi concorrenziali che potranno garantire loro una ripartenza per il post emergenza.

Meritocrazia: “Economia, serve ripresa reale. Denaro in una settimana”

Il 6 aprile, il Presidente del Consiglio ha sommariamente illustrato i termini del “decreto liquidità” di prossima emanazione a favore delle imprese colpite dall’emergenza sanitaria. Secondo quando è emerso dal comunicato del Premier, verranno messi a disposizione fondi “immediati” per 400 miliardi di euro a beneficio di piccole, medie e grandi imprese (con garanzia dello Stato in favore delle banche che effettuino i finanziamenti), finalizzati ad assicurare la continuità nella fase dell’emergenza, con particolare riguardo a quelle attività che prima della crisi erano in equilibrio e presentavano una regolare prospettiva di continuità aziendale.

La bozza mostra evidenti criticità.  In un momento in cui l’Italia affida le proprie speranze a un intervento definito senza precedenti a favore del sistema produttivo, Meritocrazia Italia sottolinea l’assoluta necessità di cambiare le sorti della politica economica italiana.

Il prossimo DL, secondo Meritocrazia Italia, dovrebbe assicurare, in primo luogo, una immediata messa a disposizione di somme di danaro per il settore produttivo. Una liquidità che non può essere rimessa ad iter burocratici delle banche. Non è il momento di essere settoriali nelle scelte politiche. La crisi mondiale è l’occasione per risolvere anche i problemi di debito pubblico.
La manovra finanziaria non può ancor di più aumentare l’esposizione debitoria dell’Italia nei confronti di soggetti terzi.
Occorre dare fiducia ai cittadini attraverso una erogazione di danaro proporzionale al danno subito. Non bisogna far passare tempo. I giorni che trascorreranno diventeranno importanti, in un tessuto socio economico che già viveva di una crisi latente.

Bisogna concedere credito e contestualmente abbassare la pressione fiscale.
Per creare un effettivo rilancio del Paese, serve vietare espressamente l’utilizzo delle risorse emergenziali ottenute per il pagamento di debiti bancari/finanziari pregressi, evitando la riallocazione di debiti scaduti sul bilancio dello Stato e lo spostamento del rischio bancario sulle risorse pubbliche.
Le erogazioni straordinarie potrebbero inoltre essere governate da un apposito iter di tracciabilità e, laddove fossero effettivamente reimmesse nel sistema produttivo, questo dovrebbe consentire l’accesso a deducibilità e riduzioni d’imposta, a fronte quindi della garanzia di un concreto impulso al sistema economico ed all’obbiettivo del rilancio economico del Paese.
Occorre infine registrare che di fronte alla crisi del coronavirus la prospettiva di una coesione europea si è velocemente dissolta. Si avvicina sempre di più la possibilità che siano i singoli Stati a prendersi carico della parte più importante della risposta anticiclica.

Il nostro Paese è ancora combattuto tra la auspicata creazione degli Eurobond o il ricorso al MES, quest’ultimo proposto come unica soluzione percorribile dalla Germania e dai Paesi del Nord Europa. La scarsa fiducia nel MES e soprattutto nelle regole dello stesso è la prova della inaffidabilità del progetto europeo che ad oggi sta comportando privazioni e delusioni ai cittadini italiani.
Una soluzione alternativa percorribile potrebbe essere offerta da un canale diretto di vendita di titoli del debito italiano, gestita da Banca d’Italia e destinata a risparmiatori privati, per importi limitati. In tal modo, il risanamento del debito pubblico per il tramite della fiducia riposta dagli italiani nel futuro del proprio Paese sarebbe la prima garanzia della riuscita dell’investimento. Meritocrazia Italia confida nella massima attenzione che il Governo metterà in questa delicata fase, perché in gioco non c’è solo un momento di crisi ma soprattutto la credibilità futura del nostro Paese.

Meritocrazia Italia – Meritocrazia Piemonte

Il sogno europeo di Boris Johnson

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Boris Johnson, Primo ministro del Regno Unito di Gran Bretagna, sta in questi giorni combattendo contro il morbo che, inaspettatamente fino a poco tempo fa, stravolge il nostro quotidiano: il COVID-19

Il leader dei Conservatives britannici, il quale aveva destato stupore con l’intenzione iniziale di portare avanti il cosiddetto metodo della “immunità di gregge” per contrastare – o convivere? – con l’emergenza da Coronavirus, ha contratto il virus, finendo persino in terapia intensiva, al punto che le sue funzioni sono state delegate al Ministro degli Esteri, Dominic Raab. Ora l’auspicio più vivo è che Johnson si rimetta presto e non solo per il senso di solidarietà umana che dovrebbe albergare in ognuno di noi, ossia per quel senso di “simpatia” che così bene Adam Smith descrisse nella sua “Teoria dei sentimenti morali”.

L’istrionico Boris, notoriamente avvezzo a gaffes, così congeniali al fluttuare selvaggio della bionda capigliatura, rappresenta un politico di grande spessore, profilo ormai raro di uomo di cultura incardinato nel governo di una nazione. Egli, da sempre favorevole alla Brexit a tutti i costi, protagonista degli ultimi drammatici passaggi della fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione europea, ha scritto in passato saggi da europeista convinto. Per quanto, ovviamente, possa essere definito europeista un inglese! Tra le varie opere, “The dream of Rome”, frutto non solo della sua passione sfrenata per il mondo latino, la cui lingua Johnson fece reintrodurre nelle scuole pubbliche londinesi perché fondamentale per comprendere la cultura inglese. In questo volume, qualche anno fa, l’etoniano auspicava lo studio politico del sistema di governo dei territori da parte dell’antica Roma per ispirare la nuova Europa.  Boris Johnson narra in queste pagine con sincera ammirazione del primo progetto di integrazione internazionale, cogliendo le raffinatezze tattiche, politiche e giuridiche con cui l’Urbe riuscì per secoli a far coesistere una moltitudine di genti, religioni, culture, stili di vita. Dopo quella esperienza dobbiamo risalire ai giorni nostri per trovare, nella storia umana, anche se solo da pochi decenni, un ordinamento con qualche assonanza con quello dei Cesari.
Che quell’uomo sia stato soppiantato nel pensiero dal “populista” di oggi, così è stato definito dall’ex compagno di partito Sam Gyimah, non è così pacifico. E’ vero che la bismarchiana realpolitik seduce e converte con grande facilità, ma è possibile pensare che Boris Johnson, non solo per difendere il proprio paese, ma anche per continuare a coronare il sogno romano, abbia in mente strade, forse tortuose, ma efficaci nel tempo per superare l’attuale Unione europea, da molti anche ingiustamente accusata di essere un maniero di burocrati, e giungere alla versione moderna dell’antica integrazione continentale: gli Stati Uniti d’Europa.  Non più tardi di 4 anni fa, il conservatore britannico disse: “Sono europeo. E non sopporto il modo in cui confondiamo l’Europa — patria della più grande e ricca cultura del mondo, alla quale la Gran Bretagna contribuirà per sempre — con il progetto politico dell’Unione Europea”. Lo affermò in inglese, ma avrebbe potuto anche in latino o in greco, lingue che conosce benissimo e ammira profondamente. E allora, anche per chi spera che il conflitto politico che oggi attanaglia il Vecchio Continente non sia appannaggio degli estremisti dogmatici fautori dell’immobilismo comunitario e dei populisti nazionalisti, God save Boris!  Stai a vedere che, per il bene della futura Europa, avremo bisogno di chi oggi ha cavalcato la libera scelta del popolo britannico per minare il consolidato sistema dell’Unione europea!

Massimiliano Giannocco

Il virus ci rammenta che la vita dell’uomo è sospesa a un filo

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni    A meno di considerare il Coronavirus un castigo divino come il diluvio universale e la distruzione di Sodoma e Gomorra, alla base della pandemia ci sono delle cause scatenanti di origine umana. Dio è misericordia e il Dio delle vendette bibliche appare molto remoto, anche se certamente l’umanità si è così totalmente discostata da ogni etica naturale e religiosa da essere diventata una società profana, libertina e secolarizzata, molto lontana anche da quei princìpi laici di natura etica che molti vivevano <<Come se Dio non esistesse>>, per dirla con Ugo Grozio.

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Oggi il rifiuto di ogni regola etica ha travolto ogni riferimento e resta alla testimonianza dei cattolici il richiamo a certi valori oggi totalmente negletti. Le responsabilità dello scatenarsi del virus sono umane e andranno individuate, in parte sono le stesse di sempre cioè la mancanza delle più elementari regole igieniche sanitarie che in società come quella cinese non vengono applicate: un misto di società arcaica e di società altamente industriale che rivela forti, evidenti contraddizioni.

Con ciò non si vuole richiamare il determinismo storico che spiega gli accadimenti con un susseguirsi di cause ed effetti. A volte nella storia c’è anche la casualità che gioca ruoli determinanti. E c’è soprattutto il libero arbitrio dei protagonisti che, per quanto condizionati da altri fattori, agiscono con un quid di libertà individuale che li rende responsabili in prima persona almeno in una certa percentuale. Il virus ha archiviato per sempre quelle che Leopardi citava nella  Ginestra: <<le magnifiche sorti e progressive >> dell’umanità, l’illusione illuministica, ripresa dai Positivisti, di un progresso indefinito e incontenibile che avrebbe sconfitto gradualmente tutti i mali dell’umanità attraverso la scienza e la tecnica. Ci siamo resi conto che con gli ospedali pieni di morti certi miti con cui siamo convissuti erano e sono del tutto fallaci.

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La vita dell’uomo è sospesa ad un filo, è come la foglia autunnale di Ungaretti in tutta la sua fragilità. C’è chi ha paragonato la pandemia ad una guerra mondiale ed ha persino teorizzato che il Novecento, come ebbe inizio nel 1914 con la Grande Guerra,si è chiuso nel 2020 con la pandemia. Sono confronti azzardati e le guerre sono realtà diverse dalle epidemie, anche se nelle guerra del Peloponneso Tucidide descrive la guerra e la peste che insieme segneranno il declino della civiltà greca. Gianni Oliva ha lucidamente posto in evidenza come il dato più vistoso di questa crisi terribile che ci sta travolgendo sia  l’incapacità di dare una risposta globale (e non meramente nazionale) ad un fenomeno inedito che dovrebbe trovare le diverse Nazioni unite nel combattere il morbo.Al contrari, soprattutto i Paesi europei vanno in ordine sparso quasi la pandemia non li riguardasse tutti in pari maniera. Sembra tornare l’invito di Leopardi che sempre nella Ginestra parla di <<social catena >> tra gli uomini ,alleati contro le ingiustizie della Natura.

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Ci sono dei giornalisti che si ritengono anche degli storici come Paolo Mieli, che prevedono dopo la pandemia tempi migliori, di grande sviluppo, fondando questa ipotesi  sulla base che dopo certe calamità gli uomini hanno ripreso a vivere con rinnovato entusiasmo e con tenacia maggiore . Questo guardare con ottimismo al futuro di fronte a tanti morti e a tanti disastri economici appare purtroppo infondato perché neppure i dopoguerra hanno segnato in modo univoco la storia del dopo. Non vale neppure la distinzione tra le guerre vinte e quelle perdute perché le crisi postbelliche hanno riguardato Nazioni vittoriose e vinte indifferentemente. Pensare ad un periodo di nuovo slancio creativo con attività economiche boccheggianti che rischiano la chiusura, appare utopistico e velleitario perché in una società complessa come l’odierna i confronti che Mieli fa con il passato sono del tutto infondati non solo perché la storia non si ripete mai automaticamente,ma soprattutto perché l’economia contemporanea non ha dei precedenti con cui confrontarsi.

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Inoltre,  viene del tutto svalutata la miseria che sta già determinando la pandemia e la conseguente rabbia sociale che può scatenarsi da un momento all’altro. Un modello di sviluppo si è sicuramente inceppato, se non è del tutto entrato in crisi. E appare anche evidente il contrasto tra chi invoca il modello Genova (il ponte ricostruito senza guardare ai troppi formalismi che imbrigliano i cantieri) e chi come Carlin Petrini punta il dito contro il liberismo economico causa, a suo dire, di tutti i mali. Lo slogan “Tutto andrà bene” appare molto autoconsolatorio, ma privo di riscontri. Lo storico deve fermarsi a raccogliere fatti e riflessioni per scrivere la storia che oggi stiamo vivendo. Andare oltre e fare previsioni apparirebbe persino una mancanza di serietà in tempi che invece impongono ragionamenti austeri e severi, senza concessioni populistiche.

 

Indurre a sperare visioni ottimistiche che non abbiano fondamento nella realtà dell’oggi significa riproporre quella che Hegel definitiva la “pappa del cuore” e che Bobbio a volte mi citava come una scappatoia zuccherosa e sentimentale da evitare. Una scappatoia seducente e confortante ma anche ingannevole che l’uomo di cultura deve avere il coraggio di non perseguire ne’ per se’ ne’ per altri.

.Indurre a sperare visioni ottimistiche che n

Scrivere a quaglieni@gmail.com

Ex ballerina maltratta il suo anziano compagno

Arrestata cinquantaquattrenne dalla Squadra Volante

Una cittadina straniera di 54 anni, con precedenti di polizia a carico, è stata arrestata giovedì scorso per
maltrattamenti in famiglia. I poliziotti sono intervenuti in un alloggio in zona Lingotto per la segnalazione di
una lite in famiglia. Nell’alloggio erano presenti la cinquantaquattrenne e un anziano signore. La donna alla
vista dei poliziotti ha minacciato l’uomo e con ira si è rivolta in modo arrogante nei confronti degli agenti.
Dal racconto dell’anziano signore è emerso che alcuni anni aveva conosciuto la donna con la quale aveva
iniziato a frequentarsi con assiduità. Dopo un po’ di tempo, la donna si era trasferita a casa sua, dandogli
aiuto per le faccende domestiche. Da qualche mese, però, i comportamenti della donna erano cambiati e la
situazione degenerata. In più occasioni la cittadina straniera aveva insultato l’uomo avvilendolo per le sue
condizioni di salute, spesso questo accadeva quando la donna era in stato di ebrezza. In una circostanza, la
donna aveva anche colpito l’anziano con un pugno allo stomaco. Dopo l’ennesimo episodio in cui la donna
ha insultato l’uomo, la vittima le ha detto di trovarsi un’altra abitazione la donna è andata su tutte le furie e
ha minacciato l’uomo. Di qui l’intervento degli agenti della Squadra Volante che hanno portato all’arresto
della cinquantaquattrenne.