ilTorinese

Baruffa in discoteca, licenza sospesa

Personale della Divisione PAS della Polizia di Stato ha notificato al titolare di una discoteca ubicata in via Stradella 10/D, il provvedimento di sospensione della licenza per giorni 30 emesso dal Questore di Torino, con contestuale chiusura dell’esercizio

Sabato scorso, gli agenti della Divisione PAS hanno effettuato un controllo amministrativo nella discoteca. Dopo la verifica delle autorizzazioni, i poliziotti hanno appurato che il palco presente nella sala da ballo era colmo di persone che ballavano e bevevano sebbene fosse interdetto al pubblico

Stante la situazione di pericolosità, i poliziotti sono saliti sul palco per eliminare il rischio. Qui, però, sono stati aggrediti da alcune persone, parte delle quali in stato di ebbrezza. Uno di questi ha aizzato i suoi sodali contro gli operatori fino a costringere questi ultimi ad abbandonare il palco. Un gruppo di cittadini stranieri ha inveito contro i poliziotti, spintonandoli e lanciando nei loro confronti bicchieri pieni di bevande. Tale situazione ha costretto i poliziotti ad interrompere il controllo e ad uscire dal locale.

A seguito di cò, il titolare del locale è stato denunciato per non aver predisposto un sistema di controllo in tempo reale delle persone presenti nel locale. Lo stesso è stato sanzionato per le inosservanze relative alle prescrizioni sulla sicurezza antincendio.Già lo scorso 20 gennaio le Forze dell’Ordine erano intervenute presso la discoteca per la segnalazione di un litigio tra due avventori, degenerato in uno scontro fisico tra le parti a seguito del quale entrambe avevano fatto ricorso alle cure mediche.Alla discoteca, inoltre, era già stata sospesa la licenza nell’ottobre del 2018.Alla luce dei fatti narrati e considerato che il locale continua a incidere sulla quiete e sicurezza pubblica, creando turbamento al normale svolgimento dell’attività collettiva, il Questore ha emesso un provvedimento di chiusura per l’esercizio.

Il punto sull’emergenza sanitaria: scuole riaperte dal 4 marzo

A Torino e in Piemonte le scuole riapriranno agli studenti da mercoledì prossimo 4 marzo

Lunedì e martedì gli edifici verranno  aperti al solo personale scolastico. Lo comunica il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Da lunedì anche i musei potranno riaprire ma con ingressi contingentati e anche i cinema con posti a sedere alternati per il pubblico.

DA LUNEDÌ 2 MARZO IL PIEMONTE RIPARTE

Scuole: lunedì e martedì igienizzazione straordinaria, da mercoledì riprendono le lezioni. Una misura precauzionale maggiore voluta dal Piemonte per avere anche due giorni in più . anche per valutare l’evoluzione del contagio nelle aree limitrofe di Lombardia e Liguria

Sabato 29 marzo – Il Piemonte riparte e ritorna gradualmente alla normalità. Lo ha deciso il Presidente del Consiglio dei Ministri, seppur con una serie di indicazioni operative che saranno rese note nel decreto del Governo che verrà pubblicato domani sulla Gazzetta Ufficiale: da lunedì riapriranno musei, cinema, piscine, attività sportive e si potranno nuovamente svolgere eventi e manifestazioni. A comunicarlo è stato il Presidente della Regione nel corso di una conferenza stampa svoltasi questo pomeriggio nella sede dell’Unità di crisi istituita presso la sede della Protezione civile a Torino.

Secondo quanto disposto dal Governo, anche le scuole avrebbero dovuto riaprire lunedì. Ma il Presidente della Regione Piemonte, per maggiore precauzione, ha adottato invece una misura diversa e autonoma di concerto con l’Ufficio scolastico regionale, sentiti anche il Presidente del Consiglio e il Ministro della Salute: lunedì e martedì riapriranno gli edifici scolastici solo per il personale in modo da consentire un’azione straordinaria di igienizzazione delle aule e degli ambienti disposta dal Presidente per tutte le scuole piemontesi. Da mercoledì riprenderanno regolarmente anche le lezioni con gli studenti.

Il Presidente ha precisato di aver assunto questa decisione innanzitutto perché scuole igienizzate vuole dire scuole più sicure, ed è un’esigenza che oggi più che mai risulta prioritaria.

Le giornate dedicate all’igienizzazione, ha aggiunto ancora il Presidente, serviranno anche come misura precauzionale per avere due giorni in più per valutare intanto l’evoluzione dei contagi nelle aree del Piemonte confinanti con le zone focolaio della Lombardia e della Liguria.

La Protezione civile regionale si metterà a disposizione delle scuole che incontreranno difficoltà nello svolgimento operativo di queste disposizioni, per le quali la Regione ha previsto anche delle risorse.

Per quanto riguarda invece la sola giornata di domani rimangono in vigore le restrizioni attualmente vigenti, in linea con quanto previsto dal decreto nazionale, valido appunto fino al 1° marzo.

Fanno eccezione le Sante Messe, che potranno essere nuovamente celebrate con il vincolo che siano evitati gli assembramenti e che sia garantito un accesso contingentato tale da determinare una distanza di almeno un metro tra i fedeli presenti.

Anche i luna park all’aperto potranno riaprire già da oggi con alcune limitazioni per evitare assembramenti.

Il Presidente ha anche precisato che nel Piano della Competitività, che la Regione ha predisposto e che verrà presentato il 13 marzo, è stato inserito uno specifico capitolo dedicato alle misure per sostenere il Piemonte alla luce delle criticità generate dall’emergenza Coronavirus.

La situazione dei contagi. L’Unità di crisi comunica che due nuovi casi di probabile contagio, rilevati nel pomeriggio su un uomo della provincia di Torino e su una donna appartenente alla prima comitiva di astigiani alloggiati ad Alassio, portano a 45 il numero complessivo dei contagi in Piemonte. L’uomo è stato posto in osservazione fiduciaria a domicilio, mentre la donna è ricoverata all’ospedale di Asti.

Al momento, un solo caso su 45 è stato confermato positivo dall’Istituto superiore di Sanità. Nessuno degli 8 ricoverati in Piemonte è in terapia intensiva.

 

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Comunicato della Regione Piemonte (sabato 29 febbraio ore 11,30)/ Sono terminate nella notte le operazioni di rientro a casa della comitiva di 36 astigiani facenti parte del gruppo di soggiornanti presso l’hotel di Alassio

Di questi, 28 (comprendenti i 4 dimessi dall’ospedale San Martino di Genova perché asintomatici) sono risultati positivi al test sul coronavirus “COVID19”, ma non presentando particolari problemi clinici, sono stati tutti posti in isolamento fiduciario domiciliare.

Con il loro arrivo, salgono a 43 i casi probabili di contagio presenti sul territorio piemontese, di cui solo 1 confermato dall’Istituto superiore di sanità: 35 ad Asti, 3 a Torino, 3 a Novara e 2 nel Vco.

Resta immutato il numero dei ricoverati: 1 a Torino, presso l’Amedeo di Savoia, 3 al Cardinal Massaia di Asti e 3 al Maggiore della Carità di Novara. Nessuno in terapia intensiva.

Napoli-Torino: “Uniti contro il coronavirus”

Nuova sconfitta per i Granata. Napoli-Torino finisce 2-1 nella seconda partita giocata  per la 26 a giornata di campionato di Serie A

Le reti: nel pt 19′ Manolas, nel st 37′ Di Lorenzo, nel 46′ Edera.

Il risultato porta i partenopei sesti  in classifica a -3 dalla Roma, in quinta posizione. Durante il match è stato srotolato uno striscione dai tifosi napoletani: “Nelle tragedie non c’è rivalità, uniti contro il Covid-19”, tra gli applausi del pubblico.

Le vignette di Mellana

Fantastica settimana per l’umorismo, in particolare per l’umorismo nero. Cosa che avrebbe fatto la gioia del buon André Breton

Il COVID-2019 ha scatenato le migliori, e anche le peggiori, menti satiriche, alla faccia del politically correct, per far ridere sulla malattia e ovviamente sulla morte.
Nulla di nuovo, si conferma la teoria di George Minois il quale pensa che il riso sia in pericolo, vittima del suo successo. Il riso è stato l’oppio del XX secolo, da Dada ai Monty Python, una dolce droga che si è insinuata in ogni anfratto e ha permesso all’umanità di sopravvivere alla sua vergogna.
Il riso moderno è soprattutto dettato dalle paure, dal bisogno di sopportare le paure in qualche modo visto che non hanno ancora inventato la medicina che possa farlo. Ma, per concludere con Minois, l’umorismo è assolutamente indispensabile nel XXI secolo, il quale o sarà umoristico o non sarà affatto.
Senza umorismo come faranno a sopportare la loro condizione i 10 miliardi di individui previsti per il 2050, seppelliti sotto i loro rifiuti, soffocati dal loro inquinamento, surriscaldati dal rialzo termico? Ridere è meglio che piangere,  suggeriva già Rabelais nel ‘500. Quello sì che é stato un autentico profeta.
Claudio Mellana

La verità di Craxi in un romanzo più vero dei saggi

Parigi – Hammamet”, thriller sino ad oggi inedito, pubblicato recentissimamente da Mondadori, a cura della Fondazione Craxi, è un romanzo di finzione narrativa, ma che presenta per certi versi fatti veritieri o comunque verosimili…

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Cavalli, costumi e dimore

“La riscoperta della ‘Fiera di Saluzzo’ (sec. XVII)’ di Carlo Pittara

In mostra alla GAM di Torino, l’opera maestosa dell’artista torinese che fondò la Scuola di Rivara. Fino al 13 aprile 2020


Imponente. Magnifica. Di straordinaria e minuziosa resa realistica, dopo trentotto anni dall’ultima esposizione, nell’estate del 1981 a Palazzo Madama (nell’ambito della mostra “Alfredo D’Andrade. Tutela e restauro”) torna a mettersi in mostra la maestosa “Fiera di Saluzzo (sec. XVII)”, presentata per la prima volta da Carlo Pittara (Torino, 1835 – Rivara, 1891) nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, acquistata in allora dal barone Ignazio Weil-Weiss e solo nel 1917 donata da uno dei figli del barone alla GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. Dalle dimensioni monumentali ( 4,08 metri di altezza per 8,11 di larghezza), la tela – una sorta di grande affresco, “se non addirittura la premonizione di una visione da cinemascope” – aveva richiesto circa due anni di lavoro e un lungo processo creativo, di cui purtroppo non si conoscono studi preparatori né bozzetti. Tema della composizione, è l’affollata rappresentazione di una fiera seicentesca ambientata poco fuori le mura di Saluzzo, dove assoluti prim’attori ( accanto ai soggetti umani, al paesaggio montano con quello stupendo Monviso sullo sfondo e agli edifici cittadini) sono in ispecie gli animali, molteplici e curiosi e perfino stravaganti nell’immagine e nella postura scelta dall’artista. All’indomani dell’esposizione a Palazzo Madama, il dipinto fu immediatamente avvolto su rullo e riposto nei depositi della GAM, che oggi (e fino al 13 aprile 2020) la ripropone alla visione pubblica in una mostra davvero eccellente, curata da Virginia Bertone e che vuole essere un’occasione di riscoperta, studio e approfondimento per indagare ancora una volta sulle motivazioni della grande raffigurazione.

In più “l’esposizione del dipinto – dicono gli organizzatori – ha permesso di verificare le sue condizioni conservative e a tale scopo è stato realizzato un nuovo telaio in sostituzione di quello non più utilizzabile del 1981”. Torinese (da molti ricordato come “pittore animalista” e seguace fedelissimo della “prosa del vero”), sicuramente fra i maggiori artisti dell’Ottocento piemontese, “narratore pacato, di bel respiro” secondo il grande Marziano Bernardi, Pittara si formò inizialmente alla scuola di Giuseppe Camino, per perfezionarsi in seguito nell’atelier ginevrino del “pittore di animali” Jean Charles Ferdinand Humbert e a Parigi, dove strinse forti rapporti di amicizia con artisti della Scuola di Barbizon, come Charle Jacque e Constant Troyon. E in mostra alla GAM, troviamo una ventina di opere del Pittara, che ben documentano questa sua formazione inderogabilmente improntata all’assoluta fedeltà al vero naturale, alla pittura d’impronta francese en plein air – non di rado accompagnata alla proposta di tematiche sociali mai gridate ma profondamente sentite, come ne “Le imposte anticipate” del 1865 – fino agli anni della Scuola (o piccolo Cenacolo) di Rivara, in Canavese, dove ogni estate, per un ventennio, si trovò a lavorare fianco a fianco con artisti come Ernesto Bertea e Vittorio Avondo insieme a quelli della cosiddetta Scuola Grigia Ligure, primi fra tutti Ernesto Rayper e il portoghese Alfredo D’Andrade. Fulcro centrale della mostra, capace di stregarti e immobilizzarti lì davanti a tempo pressoché indeterminato, resta comunque la sua sorprendente “Fiera” saluzzese del Seicento: una grande parata a scala naturale di cavalieri, personaggi in costume e moltissimi animali dalle specie più strane e diverse, dalle capre ai bovini, dai cavalli di razza a quelli da tiro, dagli animali da cortile ai cani, fino alla scimmietta asiatica ritratta sulla spalla di un giovane con lo scopo di attrarre l’attenzione sulla merce di un pittoresco venditore di chincaglieria. Al dipinto è stato affiancato anche un grande grafico che permette di individuare gli edifici e le dimore saluzzesi del tempo.

A concludere il percorso è una sezione dedicata all’Esposizione Nazionale del 1880 che propone i diversi acquisti della Città di Torino per il Museo Civico, come “La deposizione di Papa Silverio” del senese Cesare Maccari, fino a quadri facenti oggi parte delle collezioni GAM quali la “Fiera di animali a Moncalieri” di Felice Cerruti Bauduc, il singolare soggetto dell’ormai anziano Francesco Gonin, “Il primo cavallo domato dall’uomo” e “Le nubi”, ultima fatica di Antonio Fontanesi, ignorato ed escluso dalle premiazioni.

Gianni Milani

“Cavalli, costumi e dimore. La riscoperta della ‘Fiera di Saluzzo (sec. XVII)’ di Carlo Pittara”
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, via Magenta 31, Torino; tel. 0114429518 o www.gamtorino.it
Fino al 13 aprile 2020
Orari: da mart. a dom. 10/18, lun. chiuso

 

Nelle foto

– Carlo Pittara: “Fiera di Saluzzo (sec. XVII)”, olio su tela, 1880
– Felice Cerruti Bauduc: “Fiera di animali a Moncalieri”, olio su tela, 1880
– Francesco Gonin: “Il primo cavallo domato dall’uomo”, olio su tela, 1880
– Antonio Fontanesi: “Le nubi”, olio su tela, 1880

 

Dopo 70 giorni forse arriva la pioggia

Ormai sono trascorsi ben settanta giorni senza pioggia a Torino

E’ infatti dall’antivigilia di Natale che  non si vede una goccia d’acqua, a parte una precipitazione quasi inesistente verso la metà di gennaio di soli  1,2 millimetri. 

E’ addirittura  dal 1878 che, nella media, non pioveva così miseramente, mentre da trent’anni non si verificava una così lunga serie  di giorni asciutti. Le previsioni meteo indicano che finalmente lunedì passerà una perturbazione  con nubi cariche d’acqua.

Trasporti e logistica, addetti in crescita

La fotografia scattata dall’Osservatorio sui bilanci delle SRL pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti

 

IN PIEMONTE AUMENTANO ADDETTI (+7,9%) E FATTURATO (+27,6%). IN REGIONE I RICAVI SONO IL TRIPLO DELLA MEDIA NAZIONALE(MIGLIOR PERFORMANCE ITALIANA)

 

In Italia aumentano gli addetti (+6,4% che porta il valore complessivo a poco più di 250.000 unità) e il fatturato (+8,1%, oltre 46miliardi totali) ma la crescita frena. Nell’anno precedente si viaggiava ad un incremento degli addetti del +10,4% e dei ricavi del+10% 

 

In Italia aumentano gli addetti (+6,4% che porta il valore complessivo a poco più di 250.000 unità) e il fatturato (+8,1%, oltre 46miliardi totali) ma la crescita frena. Nell’anno precedente si viaggiava ad un incremento degli addetti del +10,4% e dei ricavi del+10%.  Questa la fotografia del comparto trasporti e logistica scattata dall’Osservatorio sui bilanci delle SRL –pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. L’analisi sulla base della banca dati AIDA –Bureau van Dijk ha riguardato i bilanci 2018 di quasi 17.000srl afferenti al settore, pari al 3% del totale di srl. In Piemonte aumentano addetti (+7,9%) e fatturato (+27,6%), in regione i ricavi sono il triplo della media nazionale, risultando la miglior performance italiana.

 

Nel dettaglio emerge come la crescita del fatturato sia più elevata tra le imprese del comparto trasporto terrestre di merci(+11,3%) seguito dalle srl del comparto del trasporto marittimo e acque interne(+8,7%), magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti(+6,6%) e infine (+3,8%) trasporto terrestre di passeggeri.

 

Limitando l’osservazione all’andamento del fatturato e del valore aggiunto, le performance migliori relative ai bilanci 2018 si registrano nel Nord-ovest, per quanto riguarda sia il fatturato (+9,9%) che il valore aggiunto (+9,7%). Nel Nord-est, invece, si osserva la crescita più bassa del fatturato (+5,9%) mentre al Centro (+6,4%) l’incremento più contenuto del valore aggiunto.

 

In termini di fatturato, a livello regionale, a parte la Valle d’Aosta (-14%),  in evidenza il Piemonte con il +27,6%, il Molise con il +14,9%, la Campania con il +11,9% e la Basilicata con il +11,1%. In particolare il Piemonte fa registrare un forte recupero rispetto al 2017, mentre nel Lazio si registra la tendenza opposta. Buone anche le performance dell’Umbria (+10 %) e del Friuli Venezia Giulia (+9,6%). Sul fronte degli addetti, maglia nera a Valle D’Aosta (-36,1%) mentre sul podio Campania (+14%), Lombardia (+8%), Piemonte(+7,9%) e Friuli Venezia Giulia(+7,9%).

 

Relativamente alle classi dimensionali di fatturato, soffrono le microimprese (fino a 350.000euro) con negatività sia per addetti (-9,6%) che ricavi (-5,7), mentre le grandi imprese(oltre10milioni di euro) marciano con livelli di crescita superiori alla media nazionale, segnando +11,7% per addetti e +12,3% per fatturato.

Ci vuole un’ ‘Altra Vita’

È la conclusione cui sono arrivato nei giorni scorsi davanti allo spettacolo di natura che non è il Grand Canyon o la savana africana ma semplicemente la Valcerrina, nello specifico la frazione Piancerreto di Cerrina Monferrato

Uno spettacolo dove, grazie a Dio (o a ciò che dovrebbe esserci) uomo e natura sembrano ancora convivere in giusto equilibrio. È tutto questo mentre sullo sfondo c’è un’isteria collettiva, anche alimentata da mass media che fanno il botto grazie al coronavirus.

Non si veda in questo una critica alle misure prese, sono certo dure ma nel pieno rispetto del dettato costituzionale (che tutti POCO conosciamo) semmai tardive. La questione non è questa ma la domanda che mi sono posto è un’altra, ovvero se la crescita della nostra società globale fosse stata più graduale, meno caotica, meno legata alle leggi di un mercato letteralmente impazzito, più rispettosa degli Altri, meno intrisa di carità pelosa e di facciata ( finalizzata ad un guadagno sulle spalle delle persone che si vogliono aiutare a parole), meno legata a concetti legati all’ambientalismo che all’ambiente in quanto tale,più rispettosa delle tradizioni dei popoli che al voler mettere tutto in soffitta quello che c’era prima, se l’Europa non vivesse oggi/ non nascondiamocelo – un’epoca di decadenza che mi pare quella della caduta dell’impero romano d’Occidente, sarebbe successo? Si da la colpa alla Cina è vero. Ma in Cina c’è stata la corsa nel recentissimo passato, nell’auspicio da fare Affari col regime capital-comunista. E ci fu un Presidente della Repubblica che, anzi, invitò ad investire in Cina… Altro aspetto è che oggi il modello urbanistico vincente a livello mondiale è quello dell’Estremo Oriente, con megalopoli e Città estese, l’esatto contrario di quello che è stato il nostro sinora. Tutta questa lunga tirata, e mi scuso, per dire che occorre RIPENSARE il nostro modello di vita, non bloccando la corsa ma rallentandola, pensare per il futuro a rendere le condizioni di vita e lavoro più semplici nelle aree cosiddette marginali, rivalorizzare il settore primario è chi vi lavora. Partendo da queste considerazioni, e coerentemente con queste, il mio impegno politico sarà questo d’ora in avanti. Con due bussole, il buon senso e la mia coscienza.

Massimo Iaretti

Un plauso agli uomini e alle donne dell’emergenza sanitaria

A poche ore dalla conclusione dell’operazione di emergenza sanitaria che ha consentito il rientro a casa dei componenti della comitiva astigiana alloggiata nell’albergo di Alassio esposto al contagio del “coronavirus covid19”, l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte Luigi Icardi ha ringraziato tutti gli operatori che hanno collaborato

Tra loro il personale sanitario, gli elicotteristi del 118 piemontese, il personale della Croce Rossa, compresi i volontari e tutte le forze dell’ordine che hanno garantito la sicurezza, in particolare il maggiore dei Carabinieri, Massimo Ferrari.

Fondamentale è stato il supporto del Dipartimento di Emergenza 118, che doveva intervenire con somma urgenza per separare le persone positive al test da quelle negative, evitando che queste ultime si contagiassero, considerato che erano tutte ospitate nello stesso hotel.

Grazie all’utilizzo dell’elicottero, in poco meno di un’ora i sanitari si sono trovati sul posto, mentre da Genova stavano arrivando i risultati dei test. Sono quindi entrati nell’hotel e hanno diviso le persone, indirizzato le 24 positive su un mezzo e le restanti 8 negative su un altro.

Un grazie particolare è stato espresso dall’assessore alla Sanità al direttore dell’elisoccorso, dott. Roberto Vacca, che ha perfettamente diretto le operazioni sanitarie e ha consentito all’assessore di essere presente da subito sul posto per coordinare le operazioni di rientro, in costante collegamento con l’unità di crisi a Torino.