Intorno alle ore 10.30, questa mattina, i carabinieri della Compagnia di Moncalieri sono intervenuti a Beinasco
Presso l’abitazione di F.N., nato nel 1954, vigile urbano in pensione, il quale, poco prima, interloquendo al telefono con operatore 112, riferiva di volersi suicidare, chiudendo la comunicazione
I militari accorsi sul posto hanno trovato, nella medesima stanza, i cadaveri dell’uomo, della moglie e del figlio 21enne, colpiti da numerosi colpi di arma da fuoco.
Il governo tempesta ogni giorno gli italiani annunciando rinvii di pagamento per mutui, scadenze fiscali, bollettini, rette per asili nido e ogni altro genere di posticipo di pagamenti
Un appello accorato dai sindacati di polizia di Torino rivolto a tutte le altre forze dell’ordine affinché seguano coraggiosamente il loro esempio, unendosi a tutti i cittadini responsabili, nella lotta contro il contagio del coronavirus che sta sconvolgendo la vita degli italiani e non solo. I poliziotti sono abituati a combattere ma in questo caso la lotta è contro un nemico subdolo e invisibile verso il quale i tutori dell’ordine oppongono, oltre ai servizi di prevenzione, repressione e di assistenza ai cittadini, comportamenti virtuosi e preventivi, modificando i loro orari di lavoro.
Questo orario estremo, continuano le OOSS, consente ai tutori dell’ordine di adempiere al loro dovere e di garantire comunque la sicurezza dei cittadini, limitandoli ad uscire di casa 3 giorni su 7 (garantendo comunque la continuità lavorativa 6 giorni su 7 con il 50% del personale ogni giorno negli uffici e permanendo i turni h.24 del controllo del territorio e delle pattuglie infoinvestigative e i servizi esterni) evitando di diventare vittime o mezzo di un eventuale contagio. Un immane sforzo e sacrificio richiesto agli uomini ed alle donne in divisa per rispondere con determinazione e orgoglio agli appelli provenienti dalle Autorità competenti, appelli tristemente avvallati dai dati piemontesi e della provincia di Torino sul numero dei deceduti, dei positivi sottoposti a quarantena, e dei ricoverati in terapia intensiva. Una scelta forte, per dimostrare la solidarietà verso i più deboli e coloro che sono più a rischio di ospedalizzazione, limitando il più possibile il contagio attraverso l’adozione di orari di lavoro gravosi (12 ore consecutive), con il giorno successivo di riposo. Un grande ed esemplare sacrificio che si auspica, nell’interesse della salute pubblica, venga seguito anche dalle altre forze dell’ordine e dalle polizie locali. Se è vero, come purtroppo è vero, che ci troviamo in una lotta senza tregua contro un nemico pericoloso e invisibile, dall’ultimo agente al Questore di Torino, i poliziotti, pur salvaguardando la loro mission, in questa battaglia, per il bene di tutti, stanno rinunciando temporaneamente, a una parte dei propri diritti.