ilTorinese

Buoni pasto, che cosa cambia

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

 

Con l’arrivo del nuovo anno cambiano le soglie per la deducibilità integrale dei buoni pasto elettronici e cartacei per effetto della Legge di Bilancio 2020

La manovra ha previsto un aumento, dal 1° gennaio 2020, della soglia di deducibilità dei buoni pasto elettronici da 7 a 8 euro (fino a questo importo non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente). Inoltre è previsto un taglio alla deducibilità dei buoni pasto cartacei da 5,29 euro a 4 euro.

Per i buoni pasto elettronici 2020 aumenta la deducibilità da 7 a 8 euro, mentre per quelli cartacei scende da 5,29 euro a 4 euro. La nuova disposizione revisiona e riscrive l’articolo 51 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), comma 2, prevedendo che l’importo delle somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro sia aumentato a euro 8 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica.

Oltre alla ridotta soglia di esenzione, non è prevista nessuna detrazione IVA per le aziende che utilizzano il servizio dei ticket cartacei.

L’obiettivo è, come nel caso dei contanti, favorire la digitalizzazione dei pagamenti rendendoli tracciabili.

Per le aziende l’IVA al 4% sui ticket restaurant è integralmente detraibile. I titolari d’azienda e soci, e le aziende individuali, possono detrarre integralmente l’IVA sui buoni pasto elettronici al 10%, fino al massimo importo pari al 2% del fatturato, percentuale che comprende anche altri tipi di spese come l’albergo, la trasferta e così via.

buoni pasto possono essere consegnati ai lavoratori subordinati, a tempo pieno o part time, e a chi ha instaurato con il committente un rapporto di collaborazione.

Stazioni e treni più sicuri con i controlli di fine anno della Polfer

2 arrestati, 3383 persone controllate, di cui 11 indagati, 184 minori e 714 con precedenti di Polizia; 53 veicoli controllati, 220 pattuglie in stazione e 69 a bordo treno, 176 treni scortati e 15 pattuglie antiborseggio in abiti civili per contrastare i furti in danno dei viaggiatori. Questi i risultati dell’attività svolta nello scorso weekend del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Piemonte e la Valle D’Aosta

BILANCIO DELL’ATTIVITA’ DELLA POLIZIA DI STATO NELLE STAZIONI E SUI TRENI IN PIEMONTE E VALLE D’AOSTA

Nella stazione di Torino Porta Nuova gli Agenti Polfer hanno arrestato due italiani che si sono resi responsabili di un furto con destrezza ai danni di una donna all’interno della galleria commerciale. Gli operatori della Polizia, immediatamente giunti sul posto appena accaduto il fatto, dopo un breve inseguimento a piedi, hanno bloccato i due autori. Un quarantacinquenne italiano è stato denunciato in stato di libertà per possesso di una chiave inglese nascosta all’interno della manica del giubbotto. Sempre nella Stazione di Torino Porta Nuova, Agenti Polfer hanno denunciato per resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale, maltrattamento di animali e manifesta ubriachezza un trentaseienne polacco. Lo straniero che a bordo di un treno proveniente da Napoli ha arrecato disturbo ai viaggiatori e ha maltrattato in continuo il proprio animale senza motivo, una volta giunto presso lo scalo di Torino, ha continuamente inveito contro gli operatori intervenuti per calmarlo. L’animale è stato affidato al Canile Municipale di Torino. Operatori del Nucleo Scorte Compartimentale, hanno indagato in stato di liberà per ricettazione un minore marocchino che, a bordo di un treno tra le stazioni di Chivasso e Santhià, è stato trovato in possesso di diverso materiale tra cui orologi, fotocamere, abbigliamento di marca. Nella stazione di Alessandria Agenti Polfer hanno denunciato in stato di libertà, per interruzione di pubblico servizio, minacce e resistenza a P.U. e danneggiamento, una donna che a bordo treno Regionale, proveniente da Milano, ha azionato il freno di emergenza e ha tentato di allontanarsi a piedi tra gli scambi ferroviari tentando di eludere il controllo di polizia. Nella stazione di Novara gli operatori Polfer hanno denunciato due cittadini senegalesi per aver opposto resistenza e cercato di sottrarsi al controllo di polizia nonché hanno denunciato un ventunenne italiano per essersi rifiutato di declinare le generalità a Pubblico Ufficiale.

Botti pericolosi, alcuni feriti in Piemonte e un arresto a Torino

In Piemonte, come in molte altre regioni si registrano feriti per l’uso dei ‘botti’ durante i festeggiamenti di Capodanno

Un ventottenne, nel Verbano  ha riportato gravi lesioni a tre dita di una mano a causa dello scoppio un petardo.

Un quarantacinquenne è stato invece ricoverato all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli per una lesione alla mano dovuta allo scoppio di petardi.  Un secondo caso riguarda un’altra persona arrivata al pronto soccorso del Sant’Andrea con ferite alla mano, ma di minore entità. L’uomo è stato già dimesso. Tre i giovani che sono stati medicati all’ospedale di Ivrea. Le ferite più gravi, con dieci giorni di prognosi,  sono quelle ai danni di  un ventiquattrenne di Salerano investito dall’esplosione  di un fuoco d’artificio. Il proprietario di una cantina a Torino è stato arrestato dai carabinieri per la detenzione illegale di  fuochi d’artificio: sono stati trovati più di 250 kg di botti di fabbricazione artigianale. Tra il materiale, che il Comando provinciale dell’Arma definisce “dal potenziale micidiale”, c’erano anche 320 “cipolle”. L’uomo è italiano e  già conosciuto alle forze dell’ordine.

Rifondazione solidale con Nicoletta Dosio

Riceviamo e pubblichiamo
Iniziative e presidi di solidarietà si stanno svolgendo in queste ore in tutta Italia a seguito del vergognoso arresto di Nicoletta Dosio, storica attivista No Tav. La Procura Generale di Torino ancora una volta dà dimostrazione dell’ossessione repressiva contro il movimento. Rifondazione Comunista esprime tutta la sua vicinanza a Nicoletta e a tutti gli attivisti No Tav ingiustamente posti a misure di restrittive. Questa sera, 1 gennaio 2020, in occasione della fiaccolata di solidarietà che si terrà a partire dalle ore 18.00 a Bussoleno, saranno presenti Paolo Ferrero vice Presidente del Partito della Sinistra Europea ed Ezio Locatelli Segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Torino.
Basta con la criminalizzazione del movimento No Tav! La lotta non si arresta
Partito della Rifondazione Comunista Torino

Il primo nato nel 2020 al Sant’Anna si chiama Luca

Il primo nato del 2020 del Sant’Anna è del Settore 1°, diretto dal dottor Paolo Cortese, si chiama Luca, primogenito maschio di 3600 grammi, nato da parto spontaneo alle ore 01:09, per la gioia di mamma Fulvia e papà Alberto

Fin da subito si è attaccato al seno materno ed ha potuto beneficiare di un prolungato contatto pelle a pelle con la mamma che favorisce il BONDING, inoltre favorisce il rilascio di ossitocina nella madre prevenendo così l’emorragia post partum ed aiuta a mantenere costante la temperatura corporea del neonato ed a superare lo sbalzo termico dopo il parto. La coppia ha acconsentito di effettuare anche la donazione del sangue cordonale da utilizzare a scopo solidaristico nei trapianti per i bambini affetti da patologie del sistema ematopoietico.
Anche la seconda nata è del settore 1A, è una femmina, pesa 2.730 grammi e si chiama CRISEIDE (significato “bella e splendente come l’oro”), primogenita di mamma CHIARA e papà ANDREA.
Nel file excell allegato sono riportati tutti  i dati dell’ultimo nato del 2019 ed i primi 2 nati del 2020. I genitori dell’ultimo nato del 2019 non hanno rilasciato il consenso a farsi fotografare e ad incontrare i giornalisti.
I primi 2 nati sono italiani entrambi parti spontanei e hanno acconsentito di incontrare i giornalisti per la foto e l’intervista di rito.

DATI GENERALI SANT’ANNA

I parti sono stati 6.707 con un tasso di parti cesarei del 30,9% stabili rispetto al 2018, considerando la complessità della casistica è un dato estremamente positivo.
Ogni giorno nascono quasi 19 bambini, il picco delle nascite è stato il 3 MAGGIO  2019 con 37 neonati; complessivamente i nati sono stati 6.925, a tutti i neonati si cerca di garantire il contatto pelle a pelle, madre-neonato, per favorire il “BONDING”, legame stabile e profondo,  tra i genitori ed il figlio che consiste nel mettere il neonato nelle braccia della mamma, in contatto pelle-pelle nelle due ore successive al parto, senza attuare nessuna separazione se il loro stato di salute lo permette.
Anche nel 2019, come nel 2018, i nomi più frequenti attribuiti ai neonati sono stati Leonardo e Sofia.
Le gravidanze gemellari o multiple sono il 3% dei parti totali, superiore alla media regionale in quanto presso il Sant’Anna è presente l’ambulatorio per le gravidanze gemellari e l’ospedale è centro HUB per le gravidanza più complesse.
La % dei travagli di parto con analgesia perdurale è stata del 35,8%, ma a tutte le donne è  proposta anche l’analgesia con metodi naturali che prevede l’uso dell’acqua, il massaggio, il tatto e infine la cura dell’ambiente.
I parti nelle donne straniere sono stati il 25,6%, stabili rispetto al 2018 (25,9%); al 1° posto ci sono i bambini nati da mamme della Romania, seguiti da Marocco, Nigeria, Perù, Albania, Egitto e Cina.
Complessivamente le donne che hanno partorito al Sant’Anna appartengono a 93 nazionalità diverse, l’11% dei parti avviene in coppie di etnia mista.

In Svezia da Caselle fino a fine marzo con Norwegian

Da oggi la low cost collega Torino alla seconda città svedese con comodi voli settimanali. Torino Airport diventa così il nono scalo Norwegian in Italia

 

IL NUOVO VOLO TORINO – GÖTEBORG

 Norwegian, la terza compagnia aerea low-cost in Europa, inaugura oggi la nuova rotta Torino – Göteborg, che sino a fine marzo 2020 collegherà la città piemontese alla destinazione svedese, con comodi voli settimanali.

Il nuovo collegamento è stato pensato principalmente in ottica incoming, per servire il traffico degli sciatori scandinavi che scelgono le Alpi del Nord-Ovest italiano per trascorrere le loro settimane bianche e promuove Torino come destinazione ideale per gli sport invernali per i visitatori provenienti dalla Svezia. Al contempo, la nuova rotta per Göteborg consentirà ai passeggeri piemontesi di raggiungere più facilmente il Nord Europa per ammirare paesaggi incontaminati e conoscere il fascino della cultura scandinava.

“L’Italia riveste un ruolo molto importante nei nostri piani di sviluppo: siamo quindi felici di poter dare il via a  questo nuovo collegamento da Torino, che diventa così la nostra nona destinazione all’interno del network italiano – ha dichiarato Amanda Bonanni, Sales Executive di Norwegian in Italia -. Grazie al nuovo volo verso Göteborg, che prevede 1 frequenza settimanale ogni sabato, il Piemonte si apre alla seconda città svedese e alla sua regione di Götaland. Norwegian è così consolidata come riferimento per tutti quei passeggeri italiani che vogliono scoprire la Scandinavia e, allo stesso modo, per tutti quei passeggeri nordici desiderosi di visitare il Belpaese”.

“Il nuovo collegamento di linea di Norwegian amplia il ventaglio di rotte di Torino Airport attive nella stagione invernale 2019/2020 – ha sottolineato Andrea Andorno, Amministratore Delegato di Torino Airport -, rafforzando la vocazione dello scalo come aeroporto della neve. La Scandinavia è uno dei mercati di riferimento per il nostro territorio in ottica incoming per il prodotto sci e il fatto che Norwegian decida di operare questa nuova rotta di linea ne conferma l’importanza strategica”.

La partenza da Göteborg è prevista alle ore 7,30 con arrivo a Torino alle 9,45; il volo verso la Svezia prevede invece partenza alle 10,45 e arrivo a destinazione alle 13,05. Il collegamento verrà effettuato fino a sabato 28 marzo 2020.

Tutte le rotte da e per l’Italia sono disponibili sul sito www.norwegian.com/it e tramite le agenzie di viaggio.

Un morto e tre feriti sulle strade nella notte di Capodanno

Dal Piemonte / CRONACA

Un morto e 3 feriti: è il  il bilancio di un incidente stradale avvenuto nella notte sull’autostrada A7 Milano-Genova tra  di Isola del Cantone (Genova) e Vignole Borbera (Alessandria), in territorio piemontese. L’auto su cui viaggiavano le quattro persone, tutte residenti nell’Alessandrino, sarebbe finita per cause da accertare sul guardrail o su un muretto di sostegno. I feriti sono stati trasportati all’ospedale di Novi Ligure. Sono accorsi i vigili del fuoco di Busalla e la polizia stradale di Sampierdarena.

Porcellane da re. Un dono per Vittorio Amedeo II

In mostra a Palazzo Madama, parte del “ritrovato” Servizio di Meissen donato al Re di Sardegna da Augusto il Forte, Re di Polonia

Fino al 31 gennaio 2020


Una riscoperta straordinaria nella storia della porcellana europea e un tesoro artistico di inestimabile valore. Che per secoli, fu creduto disperso, fatta eccezione per una tazza da cioccolata con piattino conservata a Palazzo Madama e donata nel 1877 da Ferdinando Arborio Gattinara di Breme, Duca di Sartirana, grande collezionista di porcellane nella sua Villa La Tesoriera di Torino; salvo poi scoprire che quel prestigioso “tesoro” si era invece conservato presso la stessa famiglia, la Casa Reale di Savoia, per quasi trecento anni. La scoperta avviene il 4 luglio scorso, quando la Fondazione Torino Musei si aggiudica a Londra all’asta di Christie’s – per 210mila sterline, più 53mila di diritti, a occhio e croce circa 300mila euro – parte del famoso “Servizio del Re di Sardegna”, donato nel settembre del 1725 a Vittorio Amedeo II, dall’allora Re di Polonia ed Elettore di Sassonia, Augusto il Forte. Fra i più importanti mai prodotti dalla storica manifattura di Meissen, presso Dresda, dove per la prima volta in Europa (grazie all’ingegno del chimico Johann Friedrich Bottger e dello scienziato Walter von Tschirnhaus) fu scoperto il segreto per ottenere la “vera” porcellana utilizzando un’argilla bianca infusibile, il caolino, unita al quarzo e al feldspato, il prezioso cadeau si componeva in origine di ben 300 pezzi, inviati a Torino in 12 casse. E proprio nell’undicesima (“una scatola di cuoio rosso rivestita in panno verde e decorata con un merletto d’oro”), si trovava il sevizio, non completo ma pur sempre manna piovuta dal cielo, acquistato nel luglio scorso dalla Fondazione Torino Musei.

Certo, una minima parte dei 300 pezzi originari, ma la cui “ricomparsa sul mercato è stata considerata – dicono alla Fondazione – come sensazionale , catalizzando l’attenzione degli esperti di tutto il mondo”. Si tratta di sei piattini e tazze da tè raffiguranti armi e stemma del Re di Sardegna e figure giapponesi, in bella compagnia con una ciotola, una teiera, una zuccheriera e sei tazze da cioccolata con piattini: il tutto, fino al 31 gennaio del prossimo anno, esposto in bella mostra nella Veranda Sud del primo piano di Palazzo Madama. Di fronte, i visitatori si troveranno un “insieme” di elevata importanza storico-artistica e di altissima qualità pittorica, opera dello stesso direttore fra il 1723 e il 1731della fabbrica di Meissen, il tedesco di Jena Johann Gregorius Horoldt (1696-1775). Sua fu l’idea di utilizzare per la prima volta i colori a “piccolo fuoco”, innovando così la gamma cromatica delle porcellane e ispirandosi a soggetti di gusto prevalentemente orientale, a quelle “cineserie” che divennero cifra specifica della produzione di Meissen e di molta ceramica europea in genere. Del Servizio, commissionato da Augusto il Forte per Vittorio Amedeo II, erano noti, fino ad oggi, solo alcuni pezzi smembrati (come spesso capita ai servizi stemmati) in più Musei: una tazza da cioccolata con piattino nel Metropolitan Museum of Art di New York, un piattino già nella Arnhold Collection ed ora alla Frick Collection nel cuore di Manhattan sempre a New York, un altro a Palazzo Pitti a Firenze, una zuccheriera nella Collezione Schneider a Monaco di Baviera e la “superstite” tazza da cioccolata con piattino donata, come detto, dal Duca di Sartirana e dal 1877 custodita a Palazzo Madama.

I nuovi “pezzi” acquisiti all’asta di Christie’s vanno dunque non solo ad “integrarsi con coerenza – sottolinea Maurizio Cibrario, presidente della Fondazione Torino Musei – nella ricca collezione di porcellane europee conservate in Palazzo Madama, ma rappresentano un’operazione di ricongiungimento che restituisce alla cittadinanza un pezzo importante di storia torinese, rinvigorendo inoltre l’immagine dei nostri Musei in campo internazionale”.

Gianni Milani

“Porcellane da re. Un dono per Vittorio Amedeo II”
Palazzo Madama, piazza Castello, Torino; tel. 011/4433501 o www.palazzomadamatorino.it
Fino al 31 gennaio 2020
Orari: tutti i giorni 10/18, chiuso il martedì

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Nelle foto

– Immagini del “Servizio del Re di Sardegna”, Manifattura di Meissen, 1725

Ma che fine ha fatto il Piano Antibracconaggio?

Riceviamo e pubblichiamo

 

Il Natale del bracconiere: lupa a pallettoni. Il CABS  si rivolge al Ministro Costa

 

Una lupa in buona salute, prima che incontrasse il bracconiere natalizio. Per la fauna italiana non c’è pace neanche a Natale. A commentare l’uccisione del povero animale nei pressi di Piossasco, alle porte di Torino, è il CABS l’associazione di volontari esperti in antibracconaggio che ricordano come, sostanzialmente inapplicato, giace il Piano nazionale contro il bracconaggio con il quale il Governo italiano avrebbe dovuto dare una risposta per evitare la procedura d’infrazione dell’Unione Europea.

L’accusa, decisamente grave, aveva trovato il suo primo presupposto nella procedura Pilot 5283/13/ENVI formulata nel 2013 dagli uffici europei. Sebbene relativa all’uccisione dell’avifauna, inchiodava il Governo italiano a prendere provvedimenti decisi contro il bracconaggio.

Tale procedura – ha commentato il CABS – è stata avviata nel 2013, ma l’Italia ha trovato tempo di stendere il Piano contro il bracconaggio solo nel 2017 prevedendo risposte urgenti, tra cui il potenziamento delle sanzioni e di personale specializzato, entro 12 mesi. Tempi – ha precisato il CABS – abbondantemente scaduti. Questa è la “risposta” che la dice lunga sulla volontà del nostro paese di difendere la fauna selvatica ivi compresa quella superprotetta come i lupi“.

Nella lupa di Piossasco, così come reso noto dalla Città Metropolitana di Torino, sono state trovate le tracce di tre pallettoni di fucile. “Una sequenza quotidiana – ha aggiunto il CABS – Oggi una lupa, pochi giorni addietro migliaia di uccelli vittime di un traffico internazionale per i cosiddetti “richiami vivi” che ha coinvolto ben 5 regioni italiane. Quanto ancora dobbiamo aspettare per avere almeno applicato quanto previsto dallo stesso Governo nazionale?”

 

CABS

(È UN’ASSOCIAZIONE DI VOLONTARI CON SEDE A BONN SPECIALIZZATA NELL’ANTIBRACCONAGGIO, ATTIVA IN ITALIA CON NUMEROSI NUCLEI, OLTRE CHE A MALTA, FRANCIA, GERMANIA, SPAGNA, CIPRO E LIBANO)

Italexit su Embraco: “Inaccettabile stop UE”

Dopo vari tentativi falliti miseramente (tra cui la clamorosa truffa dei manager di Ventures, che hanno usato i soldi del rilancio per comprarsi auto di lusso), adesso anche l’Unione Europea decide di intromettersi nella vicenda Embraco imponendo lo stop alla fusione con la Acc di Belluno.

Embraco e Acc, oltre ad appartenere allo stesso settore (componentistica per frigoriferi), condividono la stessa storia di realtà produttive “sedotte e abbandonate” dai capitali stranieri. La loro chiusura non è stata causata dalla crisi del mercato di riferimento, anzi Whirlpool e Wanbao (gli ex proprietari) registrano profitti e ritmi di crescita record. Il motivo è esclusivamente legato alle recenti delocalizzazioni in paesi dove il costo del lavoro è più basso del 60-70% rispetto all’Italia.
La fusione tra queste due aziende creerebbe un polo internazionale d’avanguardia, garantendo un futuro a più di 700 lavoratori a rischio disoccupazione: tuttavia, essendo coinvolta nell’operazione anche Invitalia (ente pubblico controllato dal Ministero dell’Economia), la Commissione Europea ha bloccato la trattativa perché potrebbe violare le norme comunitarie su concorrenza e aiuti di Stato alle imprese. Tutto questo accade mentre la Acc ha già avviato la produzione per il 2021, ma soprattutto dopo che i governi di Germania e Francia hanno per anni investito decine di miliardi nelle proprie aziende (tramite la KfW tedesca e l’APE francese) senza mai incorrere in sanzioni o richiami dall’Europa.
Italexit con Paragone reputa inaccettabile questa interferenza da parte di Bruxelles, che ancora una volta dimostra di distinguere tra paesi di “serie A” e “serie B” in termini di libertà d’azione. Con queste premesse, inoltre, iniziative come Invitalia sono completamente inutili poiché, operando con una dotazione finanziaria irrisoria e comunque soggetta alla volontà di organismi sovranazionali, si riducono a palcoscenico per i soliti personaggi (tra cui l’immancabile Arcuri) per dire che il governo di turno è vicino alle sofferenze delle imprese. In questo momento storico lo Stato deve tornare ad essere imprenditore e dunque soggetto attivo nell’economia del paese: nei prossimi mesi ci saranno centinaia di vicende simili a quella di Embraco, se l’Italia non si libera immediatamente dal vincolo europeo è destinata a sparire
Italexit con Paragone