ilTorinese

Preioni (Lega): “Diminuire frequenza della spesa settimanale”

“E chiusura domenicale della grande distribuzione”

Doppio appello  lanciato in queste ore dal presidente del Gruppo Lega Salvini Piemonte, Alberto Preioni; diminuire la frequenza della spesa settimanale e chiudere la grande distribuzione la domenica, per evitare le uscite di casa inutili e preservare la salute dei lavoratori del settore.

“Ancora in troppi sembrano non rispettare i contenuti del decreto Covid-19. I giorni e le settimane che abbiamo davanti saranno decisivi – dichiara Preioni – e per questo motivo rinnovo il mio invito a tutti i cittadini: adottate soluzioni di buon senso. Mi segnalano infatti – afferma Preioni – di persone che accedono nei negozi, più volte al giorno, anche soltanto per comprare un solo genere alimentare, e ciò in questo periodo di emergenza sanitaria non deve accadere. Dobbiamo tutti essere più responsabili per permettere di impiegare le forze dell’ordine per aiutare gli anziani a casa invece che per meri controlli burocratici”.

Una presa di posizione che arriva anche in relazione al flusso di questi giorni nella grande distribuzione.

“Anche se la possibile chiusura alla domenica o la riduzione dell’orario potrebbe implementare le code durante i giorni e gli orari di apertura – dice sempre Preioni – la grave e difficile situazione in cui versa il Paese e la nostra Regione, non può ricadere totalmente su questi lavoratori che sono esposti ad alti tassi di stress e pericolo, valutiamo dunque anche la chiusura domenicale della grande distribuzione”.

Così in una nota il Presidente del Gruppo Lega Salvini Piemonte, Alberto Preioni

Atleti vigili del fuoco: “Allenatevi a casa”

Lo slogan è  “#Iorestoacasa #DistantiMaUniti”

Su Instagram, con un video gli atleti del Gruppo Sportivo @fiammerosse dei Vigili del fuoco  invitano tutti a restare a casa dove se ci si deve comunque  allenare, anche  ai tempi del Coronavirus.

Furti seriali: ladri cadono nella rete dell’Arma

Eseguita una misura cautelare in carcere avanzata dalla Procura di Asti a carico di due astigiani, responsabili di diversi furti in esercizi commerciali

La Compagnia Carabinieri di Villanova d’Asti, in collaborazione con i colleghi di Canelli, ha arrestato, su ordinanza di custodia cautelare dell’Autorità Giudiziaria, 2 persone gravemente indiziate di diversi furti in attività commerciali commessi tra il 15 dicembre 2019 e il 15 gennaio 2020. I fermati, servendosi di un’autovettura Alfa Romeo 147 con targa alterata, si recavano presso obiettivi accuratamente selezionati e depredavano i locali. Le aree colpite ricadevano nei comuni di San Damiano d’Asti, Canelli, Montemagno e Canale (CN).

L’indagine trae origine da un intervento effettuato a San Damiano d’Asti (AT) nella tarda nottata del 6 gennaio 2020 dai Carabinieri della Sezione Operativa del N.O.R. di Villanova d’Asti per un furto aggravato patito dall’Oreficeria “POVERO” di Piazza Libertà dove due soggetti, di cui uno travisato con una maschera di Spider Man, avevano dapprima messo fuori uso il sistema di video ripresa e poi, con l’ausilio di una mazza ferrata, danneggiavano la vetrina antisfondamento, sottraendo oro lavorato per un valore di 9000.00 €.

La prima ricostruzione dei fatti circoscriveva una dinamica dei fatti analoga a quanto occorso in altre aree dell’astigiano nel mese precedente dove due soggetti, di cui uno travisato con la stessa maschera di carnevale, avevano depredato negozi di biciclette, scarpe e supermercati, servendosi in tutte le circostanze di un’Alfa 147 di colore scuro per giungere sul luogo e di un furgone marca Renault di colore bianco per caricare l’ingombrante refurtiva. Particolarmente eclatanti erano stati i due furti consumati la notte di capodanno a Canelli dove in serie erano stati svaligiati i negozi “BERTORELLO Giovanni Cicli e Ciclomotori” e “DOC Bike”, asportando complessivamente 6 biciclette a pedalata assistita ed un ciclomotore per una cifra complessiva pari a 11000 €.

La svolta nelle indagini scaturisce dall’analisi tecnica svolta dai Carabinieri di Canelli che consentiva di individuare quali lettere della targa fossero state contraffatte, così da risalire alla targa originale riconducibile ad un’Alfa 147 aquistata nel mese di novembre da un noto pluripregiudicato astigiano, già gravato daprecdenti di polizia per furto.

Gli elementi investigativi raccolti, corroborati da attività tecnica di monitoraggio attraverso sistema di GPS e analisi del traffico telefonico delle celle agganciate in occasione dei diversi furti, permetteva di circoscrivere il perimetro criminale dei due autori che, dall’ulteriore comparazione somatica dei fotogrammi dei sistemi di videoriprese con i database in possesso alle FF.PP., si erano resi responsabili di ben sei colpi in un mese.

In ordine di tempo gli ultimi due furti vengono commessi a Canale (CN) in danno del negozio di scarpe dove gli autori, non riuscendo nell’intento per l’allarme scattato nel frattempo, dirottano la loro azione criminale verso il negozio “PEDALA SPORT” ove asportano 8 biciclette e la somma contante di 700 € tenuta in cassa. In quest’ultimo caso gli autori vengono intercettati da una pattuglia della Sezione Radiomobile di Alba ma riescono a fuggire, dopo aver colliso contro il guard rail, dannegginado la fiancata dell’Alfa Romeo utilizzata.

Venivano così individuati i due autori, gravemente indiziati, entrambi residenti ad Asti tanto da convincere il Tribunale di Asti – Sezione GIP – ad emettere misura cautelare in carcere a carico di:
⦁ M.A., cl. 1974, già gravato da precedenti di polizia e penali per reati contro il patrimonio;
⦁ G.T., cl. 1967, già gravato da precedenti di polizia e penali per reati contro il patrimonio;

All’alba di oggi la Compagnia Carabinieri di Villanova d’Asti, coadiuvata dai Carabinieri di Canelli ed Asti, ha individuato nelle loro abitazioni i due indagati, procedendo nel contempo ad altrettanti perquisizioni domiciliari che hanno consentito il rinvenimento della maschera utilizzata, di attrezzi atti allo scasso, dell’autovettura usata per i colpi, sulla cui fiancata ancora erano evidenti i segni del sinistro stradale successo il 15 gennaio, e di biciclette ancora non rivendute sul mercato nero.
Gli arrestati si trovano adesso detenuti presso la case cirondariale di Asti in attesa dell’interrogatorio di garanzia dinnanzi al Gip.

Coronavirus: in Piemonte 127 pazienti guariti e 257 in via di guarigione. In tutto 854 morti

Il comunicato della Regione Piemonte: CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 19.00

CENTOVENTISETTE  PAZIENTI GUARITI, 257 IN VIA DI GUARIGIONE

Questo pomeriggio l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, è salito a 127 (+39 rispetto a ieri), cosi suddiviso su base provinciale: 10 in provincia di Alessandria, 10 in provincia di Asti, 6 in provincia di Biella, 15 in provincia di Cuneo, 8 in provincia di Novara, 59 in provincia di Torino, 13 in provincia di Vercelli, 3 nel Verbano-Cusio-Ossola, 3  provenienti da altre regioni.

Altri 257 sono “in via di guarigione”, cioè risultati negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e attendono ora l’esito del secondo.

CINQUANTANOVE  DECESSI, COMPLESSIVAMENTE 854 MORTI

Sono 59 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati stasera dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 14 in provincia di Alessandria, 2 in provincia di Asti, 5 in provincia di Cuneo, 4 in provincia di Novara, 32 in provincia di Torino, 1 nel Verbano-Cusio-Ossola, 1 proveniente da fuori regione,

Il totale complessivo è ora di 854 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 170 ad Alessandria, 37 ad Asti, 69 a Biella, 58 a Cuneo, 108 a Novara, 303 a Torino, 46 a Vercelli, 48 nel Verbano-Cusio-Ossola, 15 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

SITUAZIONE CONTAGI

Sono 9.418  le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 1.347 in provincia di Alessandria, 438 in provincia di Asti, 494 in provincia di Biella, 751 in provincia di Cuneo, 797 in provincia di Novara, 4.512 in provincia di Torino, 473 in provincia di Vercelli, 393 nel Verbano-Cusio-Ossola, 87 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 126 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 458.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 28.918, di cui 16.628 risultati negativi.

Coronavirus, il dibattito a Palazzo Lascaris

Richiesta al Governo di poteri straordinari per rilanciare l’economia piemontese; mantenere le misure di contenimento anche dopo il 3 aprile; garantire risorse a tutti per poter almeno fare la spesa. Queste alcune delle priorità Illustrate oggi dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio nelle comunicazioni sull’emergenza Coronavirus in Consiglio regionale, nuovamente riunito in videoconferenza.

Agli interventi di Cirio e dell’assessore alla Sanità Luigi Icardi, è seguito un lungo e articolato dibattito che ha coinvolto i rappresentanti di tutti i gruppi.

“Stiamo mettendo un impegno assoluto nell’affrontare l’emergenza – ha aggiunto Cirio – lo dimostra il numero dei letti di terapia intensiva: eravamo i penultimi in Italia come percentuale sugli abitanti, un retaggio storico della nostra sanità. Erano 287, adesso sono 565”.

Icardi ha riferito che “per i tamponi abbiamo 13 laboratori in grado di analizzarli, con una potenzialità di 4 mila al giorno: ma sono necessari i reagenti e la possibilità di riuscire a raccoglierli. Convocheremo i pazienti clinicamente guariti e in convalescenza per eseguire il test di conferma virologica della guarigione in ambulatori appositamente predisposti, per garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori”.

Mauro Salizzoni (Pd) ha ricordato le informazioni internazionali sui test che si stanno effettuando, le app telefoniche per il controllo dei pazienti e gli scenari post isolamento. Oggi l’Italia fa 30mila test al giorno, bisogna dare priorità alle Rsa e agli operatori. Si faccia attenzione, ha detto Salizzoni, al colpo di coda dell’epidemia, previsto per fine estate. Le scuole dovrebbero riaprire tre settimane dopo la fine del contagio.

Marco Grimaldi (Luv) ha sottolineato la necessita di test per fermare il contagio. È importante, ha spiegato, capire se i posti di terapia intensiva verranno occupati nelle prossime ore, ma anche la disponibilità delle Ogr o del Maria Adelaide. Inoltre bisogna progettare l’attesa dal punto di vista economico.

L’assessore Matteo Marnati, ha spiegato come il Piemonte si stia attrezzando per produrre i reagenti. Nelle tre Università del Piemonte si sta lavorando alacremente. “Da lunedì potremmo avere la produzione di massa a prezzi molto più bassi di quelli che si trovano sul mercato. Se il virus dovesse mutare c’è uno studio informativo che riesce a sensibilizzare il test. Quando avremo i reagenti li forniremo ai laboratori che lo chiederanno. Riusciremo a farlo in autonomia. Domani ci sarà il test preliminare da lunedì inizia la produzione senza limiti.

Nel rispondere alle varie sollecitazioni, Icardi si è detto d’accordo con le considerazioni di Salizzoni e ha aggiunto che “il ritorno alla normalità dovrà tener conto del rischio che il virus riparta”.

Alberto Preioni (Lega) è intervenuto spiegando che contro il Coronavirus il Piemonte sta facendo tantissimo, “ma è lasciato da solo a causa di un governo debole e inadeguato. I materiali arrivano con il contagocce e di bassa qualità, come le mascherine. È necessaria anche una battaglia forte con l’Europa”.

Per Silvio Magliano (Moderati) è assurdo che oggi chi dona possa detrarre solo il 30 per cento delle somme. Bisognerebbe poter detrarre il 100 per cento, da un lato sarebbe giusto, dall’altro aiuterebbe le raccolte fondi che grazie alla generosità degli italiani già stanno andando bene. Bisogna poi abbassare l’Iva sulle mascherine dal 22 al 4 per cento”.

Maurizio Marrone (Fdi) ha fatto i complimenti al presidente e all’assessore per il raddoppio dei posti di terapia intensiva. Ha spiegato come sia importante seguire il modello coreano, con la predisposizione di molti tamponi e tracciatura degli asintomatici. In questo senso anche il Veneto è un esempio virtuoso. Ora anche il Piemonte può mettersi al passo: ogni giorno di ritardo nell’effettuare gli esami con tamponi è un giorno perso.

Francesca Frediani (M5s) ha chiarito come sia importante puntare sull’assistenza a domicilio per evitare che i malati peggiorino e carichino le strutture sanitarie. È anche fondamentale la comunicazione tra i vari soggetti: la piattaforma è molto positiva per chi vi accede, “ma trovo sbagliato che i medici di base ne siano esclusi”. Per il dopo emergenza, è impensabile tornare subito alla normalità che conoscevamo: dobbiamo pensare adesso a come cambiare la società

Paolo Ruzzula (Fi) ha chiarito che le risorse più importanti possono arrivare soltanto dal Governo: quelle della Regione sono insufficienti per risolvere la crisi che ci sarà, anche se si tratta di fondi consistenti. “Qualche errore inevitabilmente è stato fatto, dove si può ripensiamo quanto si sta realizzando e facciamo qualche doverosa riflessione per salvaguardare i servizi che abbiamo”.

L’assessore all’Istruzione Elena Chiorino ha riferito “la difficoltà, comune a tutte le Regioni, per non essere ancora riusciti a interloquire con ministro Azzolina nonostante numerose richieste. Non abbiamo linee guida chiare dal ministero e diventa difficile concordare e mettere in campo azioni che siano complementari con quelle del Ministero”.

L’assessore Fabrizio Ricca ha spiegato che il decreto salva italia non ha stanziato fondi per sport e forze ordine. La Giunta del Piemonte invece intende stanziare – e proporre al Consiglio di votare – 4 milioni per coprire i costi dell’amministrazione ordinaria delle società sportive e 500mila euro per pagare gli straordinari alle forze di pubblica sicurezza per il presidio del territorio

Mario Giaccone (Monviso) ha rilevato difficoltà di comunicazione tra maggioranza ed opposizione. “I fatti – ha spiegato – hanno dimostrato l’importanza della presenza dell’opposizione sul tema Coronavirus. Sull’utilizzo dei tamponi il nostro lavoro è stato utile, una critica costruttiva che è stata presa in considerazione”.

Appendino: “Restiamo uniti”

La sindaca Chiara Appendino oggi alle 12 è scesa in piazza Palazzo di Città per il minuto di silenzio dedicato alle vittime del Coronavirus.

“Stiamo attraversando un momento terribile, che possiamo affrontare solo restando unit. Bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio in tutta Italia per i lutti che hanno colpito il nostro Paese. Un segnale di vicinanza alle famiglie e ai cittadini che hanno perso i propri cari. Di fronte al Comune, con me, c’era tutta la città”, ha detto la prima cittadina.

Oltre 10mila firme sulla petizione per aiutare gli infermieri in trincea

Sono oltre 10mila le firme raccolte dalla petizione dal Nursing Up, sindacato degli infermieri e delle professioni sanitarie, che ha lanciato un appello online il 16 marzo scorso sulla situazione organizzativa degli infermieri in trincea sull’orlo del collasso.

“In queste ore continuiamo a ricevere da parte di infermieri impegnati nelle attività di contrasto al Coronavirus nelle aziende sanitarie delle regioni del nord Italia, valanghe di segnalazioni sulle pessime condizioni in cui si trovano costretti ad operare. Vi sono realtà dove nonostante si venga a contatto con persone infette, sulla base delle recenti decisioni di fonte istituzionale i colleghi sono costretti a lavorare come nulla fosse, in attesa dell’effettuazione dei tamponi, e i tamponi arrivano anche dopo una settimana. Pure le altre delegazioni regionali del sindacato segnalano ogni giorno che l’assenza di mascherine, tamponi e dispositivi di sicurezza ha raggiunto ormai livelli di gravità”. Con queste parole inizia la petizione del sindacato infermieristico.

“Dispositivi di fortuna, per di più erogati con il contagocce – prosegue – e in alcuni casi vengono addirittura fornite mascherine ben lungi dal garantire la qualità che si deve, fatte con materiali che nulla hanno a che vedere con quelli delle mascherine Ffp2 o Ffp3 che invece gli infermieri dovrebbero usare, in svariate condizioni di esposizione a rischio, e non solo in caso di aerosolizzazione. A tutto questo, se già non fosse abbastanza, si aggiunge anche la previsione, contestata dal nostro sindacato, contenuta nell’ articolo 7 del D.L. 9 marzo 2020 n.14, con la quale viene previsto che i dipendenti soggetti alla sorveglianza sanitaria debbano continuare a lavorare come nulla fosse, anche se potenzialmente infetti, con il pericolo di essere loro stessi vettori di infezione verso le famiglie ed il resto del mondo. Tale previsione è pericolosa e deve essere cancellata senza indugio in sede di conversione”.

“Insomma, non si può pensare di affrontare l’emergenza a danno della salute degli infermieri – si legge nell’appello – perché in un momento come questo chi mette a rischio gli infermieri danneggia i cittadini e ciò vale anche per coloro i quali, investiti delle proprie responsabilità istituzionali, non ancora si rendono conto che un infermiere non protetto è un soggetto che, più di chiunque altro rischia di ammalare, e che se si ammala viene messo fuori gioco. Certo è che un infermiere fuori gioco oggi equivale ad una garanzia assistenziale in meno per il cittadino. Non va bene nemmeno quanto previsto in un recente Decreto, dove si è deciso di prevedere incarichi temporanei agli infermieri necessari per l’emergenza. Registriamo, infatti, che all’ombra della minaccia chiamata Coronavirus, si è deciso di assumere 15mila infermieri, peccato che poi, invece di ringraziare tutti i professionisti ai quali viene chiesto di scendere in campo in un momento delicato e pericoloso come questo, le aziende sanitarie vengono lasciate libere di mandarli a casa da disoccupati. Questo per ogni persona di buon senso è davvero troppo”.

Nella petizione gli infermieri spiegano: “Non è la prima volta che in Italia si danno incarichi a breve scadenza, ma questo non è quello che serve al nostro SSN ora. Come sindacato siamo profondamente convinti che sarà molto difficile reperire colleghi disponibili a farsi assumere in un momento delicato e pericoloso come questo, stante la loro consapevolezza di ritrovarsi a casa con un solenne ben servito dopo sei mesi di trincea oppure di trovarsi comunque disoccupato a distanza di due anni. Ci chiediamo cosa farebbe qualsiasi cittadino, se egli stesso fosse un infermiere e se gli venisse proposto di essere assunto a tempo determinato in un momento di emergenza come questo, quindi di lavorare con gravi limitazioni dei dispositivi di prevenzione individuali e mettendo a repentaglio l’incolumità fisica propria e quella della famiglia, nella consapevolezza che esiste una norma che consentirà all’azienda sanitaria di rimandarlo a casa al più tardi dopo due anni, il tempo necessario per spremerlo ben bene e senza complimenti”.

Il Segretario Regionale

Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta

Claudio Delli Carri

#coloravirus e #urbanartistpertorino contro l’isolamento

In questo periodo di isolamento forzato l’associazione Il Cerchio E Le Gocce lancia due progetti con due hastag: #coloravirus e #urbanartistpertorino. Per il momento le uniche finestre sul mondo sono i social e quindi cerchiamo di utilizzarli al meglio

Il primo è un passatempo per famiglie, adulti e bambini, mentre il secondo è una asta per dare un aiuto concreto alle aziende ospedaliere di Torino. “Come abbiamo lanciato le iniziative siamo stati travolti da messaggi e disegni di artisti da tutta Italia, adesso confidiamo nel buon cuore della gente per fare una buona raccolta fondi”, dicono i promotori.

#coloravirus

In collaborazione con Caravan SetUp nasce #coloravirus un passatempo dedicato ad adulti e bambini per questo lungo periodo di permanenza a casa.

Abbiamo raccolto i disegni di 50 artisti, writer, illustratori di tutte le età per un totale di quasi 100 disegni, in un unico sketch-book per scegliere quello preferito, stamparlo a casa e colorarlo con matite, pennarelli, biro, evidenziatori o qualsiasi altra tecnica possa venire in mente.

Scarica da questo link l’intero sketch-book:

http://www.ilcerchioelegocce.com/coloravirus.pdf

Gli artisti chiedono solo un piccolo gesto di ringraziamento per aver regalato i loro disegni alla nostra iniziativa:

Quando l’opera sarà finita, fare una bella foto e pubblicarla sui social avendo cura di utilizzare l’hashtag #coloravirus e taggare l’autore dello sketch originale.

PS: Se non avete la stampante a casa vi suggeriamo un piccolo trucco:

  • appoggia un foglio bianco sullo schermo del tuo computer o tablet e aumenta la luminosità dello schermo al massimo

  • con una matita ripassa leggermente le linee principali del disegno senza premere troppo per non rovinare la tua unica fonte di serie tv e film, potresti pentirtene…

  • ora sei pronto per colorare!

#urbanartistpertorino.

Ispirati dai nostri colleghi e amici tatuatori di Lombardia e Piemonte, noi dell’associazione Il Cerchio E Le Gocce e altri urban-artist abbiamo deciso di dare il nostro piccolo contributo raccogliendo fondi per gli ospedali torinesi che in questo momento stanno combattendo la loro battaglia contro il COVID-19.

Per partecipare all’asta benefica sarà sufficiente fare la propria offerta nei commenti ai post degli artisti che partecipano, taggando la persona che ha fatto l’ultima offerta più alta.
Per sapere quali artisti partecipano segui l’hashtag #urbanartistpertorino

La base d’asta sarà di 50€ (con rilanci minimi di 20€)

L’asta inizierà domenica 5 aprile alle 11 e si concluderà alle 21 di lunedì 6 aprile.

L’offerta più alta tra i commenti vincerà l’asta e si aggiudicherà l’opera.

IL VINCITORE SI IMPEGNERÀ QUANTO PRIMA AD EFFETTUARE IL VERSAMENTO DELL’IMPORTO e dovrà inviare all’artista la ricevuta dell’effettuato pagamento insieme al suo indirizzo. Le spese di spedizione sono a carico dell’acquirente al quale verrà comunicato il preventivo via DM dall’artista non appena indicherete l’indirizzo di spedizione.

Questi sono i nostri suggerimenti per le donazioni:

 

– Città della Salute Torino:

IBAN
IT35F 03069 09219 100000046290

Codice bic/swift BCITITMM

filiale 00518 di Intesa Sanpaolo

Corso Bramante 82, 10126 Torino

intestato all’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino.
Indicando nella causale

“Donazione Covid-19” seguito da Cognome, Nome, Codice Fiscale del benefattore

 – Ospedale Mauriziano :

IBAN
IT09J 02008 01138 000040249779

Codice swift UNCRITM1AD8

intestato alla A.O. Ordine Mauriziano di Torino (P.IVA 09059340019),
indicando nella causale: “Donazione Covid-19” seguito da cognome, nome, codice fiscale del benefattore.

-per pagare con paypal o carta di credito:

https://www.specchiodeitempi.org/

Le opere verranno spedite/consegnate appena la situazione ci permetterà di farlo.

Disinfezione, Marazzato offre consulenza gratuita

“Fondamentale”, spiegano gli esperti, “per cautelarsi in un momento di fake news sulla pandemia in corso”

Ai tempi del coronavirus, fra le parole più ricercate sul web, vi sono anche ‘disinfezione e sanificazione’.
Procedure urgenti e necessarie da adottare al meglio, per garantire il diritto alla salute e il corretto ritorno alla normalità degli ambienti lavorativi, appena l’emergenza sarà rientrata.
A fare informazione preventiva e utile per la tutela della salute pubblica su tal primario fronte c’è il ‘Gruppo Marazzato’, con sede a Borgo Vercelli e numerose unità operative dislocate in Piemonte (nel torinese, a Villastellone) e Lombardia, più di 250 dipendenti e 50 milioni di fatturato, che allo scoppio della pandemia ha prontamente messo a disposizione dei cittadini piemontesi e di tutta Italia il proprio know-how a beneficio della collettività, maturato dal 1952 a oggi con un proprio Centro Ricerche specializzato in quasi 70 anni di attività. E questo, soprattutto in tempi di ricorrenti fake news, “al fine di fornire consulenza gratuita a 360° riguardo tutte le procedure di disinfezione e sanificazione degli ambienti lavorativi” spiega Alberto Marazzato, alla guida con i fratelli Luca e Davide dell’omonima realtà industriale che opera in regione dal 1952 sul versante ambientale, “in prima linea nella disinfezione degli esterni quali parcheggi, piazzali, strade, e indirettamente, mediante l’indicazione di una lista di operatori qualificati in tutta Italia, nella sanificazione di ambienti professionali interni come uffici, depositi e magazzini”, conclude il manager. A lui si aggiunge Ivano Bosi, esperto di chimica industriale: “Per garantire corrette procedure di disinfezione degli spazi aperti pubblici e privati in capo alle imprese che necessitano di mettere in sicurezza i luoghi della produzione come citato nel Decreto ‘Cura-Italia’, è bene sottolineare che l’operatività specifica avviene soltanto a mezzo prodotto previsto nei protocolli ministeriali (acqua ossigenata) proprio al fine di ottenere che anche le aree esterne di pertinenza aziendale, oltre a quelle interne, si possano considerare ‘Covid-Free’: soprattutto a fronte di un caso conclamato, o di ripresa di attività”.

Ravetti (Pd): “Polemiche della Lega sono un boomerang”

“Alcuni componenti del Gruppo della Lega hanno, ancora una volta lamentato un “ostruzionismo sconsiderato sulla legge per la riassegnazione delle concessioni sulle grandi derivazioni idroelettriche” da parte delle minoranze di centrosinistra che, a loro parere, avrebbero “parlato per nove ore impedendo l’approvazione della legge e avrebbero commesso “un atto di grave irresponsabilità che priva il Piemonte di grandi opportunità”.

Rispondo che di sconsiderato c’è soltanto il metodo politico che la maggioranza adotta per imporre tutto quello che le passa per la testa” dichiara il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

“Se il disegno di legge sulle grandi derivazioni idroelettriche oggi non è approdato in Aula è solo per l’incapacità politica della maggioranza – conclude Ravetti – In questi momenti così difficili per i piemontesi le polemiche rappresentano semplicemente un boomerang per chi le fa”.