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Superati i mille morti in Piemonte. 217 pazienti guariti, 379 in via di guarigione

Il comunicato della Regione Piemonte

CORONAVIRUS : IL BOLLETTINO DELLE ORE 19.00, giovedì 2 aprile

DUECENTODICIASETTE PAZIENTI GUARITI, 379 IN VIA DI GUARIGIONE

Questo pomeriggio l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, è salito a 217, cosi suddiviso su base provinciale: 12 in provincia di Alessandria, 15 in provincia di Asti, 13 in provincia di Biella, 22 in provincia di Cuneo, 15 in provincia di Novara, 103 in provincia di Torino, 21 in provincia di Vercelli, 10 nel Verbano-Cusio-Ossola, 6 provenienti da altre regioni.

Altri 379 sono “in via di guarigione”, cioè risultati negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e in attesa ora dell’esito del secondo.

NOVANTAQUATTRO DECESSI, COMPLESSIVAMENTE 1.018 MORTI

Sono 94 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte: 15 in provincia di Alessandria, 6 in provincia di Asti, 5 in provincia di Biella, 2 in provincia di Cuneo, 11 in provincia di Novara, 43 in provincia di Torino, 6 nel Vercellese, 5 nel Verbano-Cusio-Ossola, 1 proveniente da altra regione.

Il totale complessivo è ora di 1.018 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 193 ad Alessandria, 44 ad Asti, 80 a Biella, 69 a Cuneo, 124 a Novara, 382 a Torino, 56 a Vercelli, 54 nel Verbano-Cusio-Ossola, 16 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

SITUAZIONE CONTAGI

Sono 10.466  le persone finora risultate positive al “Coronavirus Covid-19” in Piemonte: 1.433 in provincia di Alessandria, 506 in provincia di Asti, 531 in provincia di Biella, 831 in provincia di Cuneo, 908 in provincia di Novara, 5.044 in provincia di Torino, 528 in provincia di Vercelli, 466 nel Verbano-Cusio-Ossola, 99 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 120 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 456.

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 33.431, di cui 19.734 risultati negativi.

Al Maria Pia Hospital maschere da snorkeling trasformate in respiratori

La sperimentazione avvenuta su un primo paziente ha dato esiti positivi e adesso,  grazie alla generosità dell’azienda produttrice, nella struttura piemontese  si aspettano altre 20 maschere

 Maria Pia Hospital di Torino, Ospedale di Alta Specialità accreditato con il SSN che fa parte di GVM Care & Research, è la prima struttura ospedaliera in Piemonte a servirsi delle maschere da snorkeling full face, prodotte da una nota azienda di articoli sportivi e riadattate, grazie al genio di brillanti menti italiane, in respiratori per pazienti Covid. La prima di queste maschere Anticovid, che era stata regalata a Maria Pia Hospital dal dott. Claudio Zanon dell’Ospedale Valduce di Como, è stata sperimentata su un paziente con ottimi risultati e adesso la struttura è in attesa di riceverne altre 20, grazie alla generosità dell’azienda produttrice.

“Queste maschere vengono impiegate sui pazienti Covid in deficit di ossigeno, ma anche sui pazienti estubati e in tuti i pazienti con polmonite di grado intermedio che non necessitano di intubazione – spiega Sebastiano Marra, Direttore del dipartimento Cardiovascolare di Maria Pia Hospital –. Il grande vantaggio di questi dispositivi è che permettono un alto flusso di ossigeno senza dispersioni: grazie alla valvola d’emergenza brevettata e stampata in 3D, utilizzano 15 litri di ossigeno al minuto contro i 30 dei respiratori tradizionali, a parità di effetti terapeutici. Inoltre, rispetto al tradizionale sistema CPAP (Continuous Positive Airway Pressure), sistema di ventilazione meccanica a pressione positiva continua costituito da un pallone di plastica, rumoroso e ingombrante, queste maschere sono silenziose e più confortevoli per il paziente e permettono qualsiasi decubito, sia prono che supino, che nei pazienti con polmonite bilaterale è molto importante. Questo rappresenta un grande aiuto per tutto il personale: con i respiratori tradizionali cambiare il decubito del paziente con polmonite richiede il coinvolgimento di tre infermieri, mentre con questo sistema ne basta uno”.

Maria Pia Hospital è uno degli ospedali scelti per diventare Covid Hospital in virtù dell’esperienza trentennale maturata nella gestione delle emergenze e urgenze di cardiochirurgia e della capacità della sua Terapia Intensiva.

“Non tutte le Terapie Intensive sono adatte per accogliere paziente Covid positivi, perché la portata degli impianti di ossigeno deve essere superiore agli standard – spiega Alessandro Morteo, direttore sanitario di Maria Pia Hospital –. Prima di questa emergenza in nessun ospedale è mai stato necessario erogare così tanto ossigeno in contemporanea per così tanti pazienti. Ma di fronte a questa situazione straordinaria, e grazie all’esperienza del nostro Gruppo – GVM Care & Research – siamo stati in grado di adattare in soli 4 giorni una struttura di Alta Specialità in Cardiochirurgia in un Covid Hospital. Ad oggi abbiamo 71 pazienti, di cui 8 in terapia intensiva e 63 nei reparti di media intensità e tra pochi giorni a questi si aggiungeranno altri 27 letti, per un totale di 98 posti letto disponibili”.

Tampone a seimila operatori sanitari, 800 risultano positivi

Sono 6.064 gli operatori sanitari del Piemonte già sottoposti al tampone diagnostico sul coronavirus covid-19. Tra questi, 811 (13%) sono risultati positivi

Complessivamente, sono 55 mila i dipendenti della Sanità regionale (tra cui 34.800 operatori sanitari) per i quali l’Unità di crisi della Regione Piemonte ha chiesto l’effettuazione del tampone, secondo un protocollo concordato con le associazioni sindacali e di categoria.

Il modello condiviso prevede per gli operatori sanitari e i tecnici della Regione Piemonte l’esecuzione del tampone su coloro che presentano sintomi riconducibili al Covid-19 o che abbiano avuto contatti stretti con soggetti positivi e, in parallelo, anche per tutti i medici di famiglia convenzionati che siano sintomatici. Analoghe disposizioni anche per gli operatori del 118.

«Il personale del Sistema sanitario regionale – osserva l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi -, sta compiendo uno sforzo senza precedenti. Siamo riconoscenti e grati per il generoso impegno di medici, infermieri, tecnici e operatori sanitari nell’estenuante lotta quotidiana contro il virus. E’ nostro dovere fare tutto quanto è nelle nostre possibilità per prenderci cura di chi si sta prendendo cura di tutti».

Consumatori, attenti alle truffe online

Anche a Torino nei giorni della pandemia da Covid-19 aumentano le segnalazioni legate alle truffe on-line

Coronavirus, tempo di emergenza. Ma anche di truffe on line, maggiori specialmente in un momento in cui il web rappresenta per gli italiani -soprattutto i più giovani- il solo modo di fare acquisti durante il lockdown.

Aumentano, in questi giorni, le segnalazioni alle Forze dell’Ordine relative a raggiri compiuti in rete. Tra queste, anche quelle legate al caso ‘Guido Cosentino’: “Su Ebay, Kijiji, Bakeca.it e anche sui social più diffusi appaiono già da tempo, anche in questi giorni drammatici, annunci relativi alla vendita di biglietti per concerti, telefoni e apparati tecnologici nuovi e di ultima generazione spesso proposti a cifre vantaggiose e credibili, incluse mascherine, gel per la pulizia delle mani e dispositivi di protezione oggi per lo più introvabili”, spiega Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori del Piemonte.

Il noto legale spiega che “dalle numerose segnalazioni pervenute sembrerebbe che questo venditore utilizzi un nome non corrispondente al vero “Guido Cosentino”, utilizzerebbe numeri di telefono falsi per lo più utenze intestate a soggetti femminili e invierebbe mail in privato allegando la foto di un documento, principalmente la carta d’identità, che parrebbe non corrisponderebbe alla sua persona, tutti elementi utilizzati per indurre in errore il potenziale acquirente e convincerlo all’acquisto. Ma c’è di più, pare che una volta che il malcapitato effettui il pagamento, per lo più su carte ricaricabili bancarie e postali, appoggiate su conti correnti esteri, non solo non riceve la merce ordinata ma il venditore scompare nel nulla e perde così anche l’importo versato”. Al momento, riferisce l’Avvocato Polliotto che le Procure competenti stanno facendo indagini al fine di accertare se “al nominativo ‘Guido Cosentino’ corrisponda l’effettivo autore delle truffe, o se si tratti, invece, anche di un furto d’identità a danno di terzi a opera di singoli od organizzazioni criminali complesse. Le Procure competenti stanno facendo le dovute indagini”.

In ogni caso tutti coloro che sono stati coinvolti in questa vicenda o in altre analoghe dovrebbero avere il coraggio di denunciare il fatto affinché possano, una volta individuato il responsabile, ottenere il giusto ristoro attraverso la costituzione di parte civile nel procedimento penale, azioni civili a tutela del consumatore truffato o soluzioni transattive. Il Presidente consiglia, quindi, che “in linea generale, per gli acquisti sui siti di aste on-line o di e-commerce, è buona norma concludere i pagamenti sempre e solo attraverso gli strumenti indicati sulla piattaforma e tracciabili, anche per poter correttamente fruire del diritto di recesso, laddove legislativamente previsto e applicabile, e di altre eventuali forme di cautela a vantaggio degli acquirenti”.

L’Avvocato Polliotto raccomanda, inoltre, che: “prima di procedere con gli acquisti di qualsiasi genere, ad oggi, data l’emergenza sanitaria soprattutto di materiale come mascherine, guanti e gel e prodotti igienizzanti, di effettuare delle verifiche sul web, ad esempio inserendo su Google il numero di telefono o il nominativo indicato sull’annuncio per scoprire con un click se, magari, si sta per incappare in un malfattore già segnalato da altri utenti sulla rete anche sui social, oppure leggere eventuali recensioni presenti sul medesimo sito di e-commerce o verificare se lo stesso annuncio è presente su altri siti. E’ importante, si ribadisce, nel caso si pensi di essere stati truffati, di sporgere denuncia presso il comando delle Forze dell’Ordine nei pressi della vostra abitazione, magari previo contatto e nel rispetto delle norme di blocco della circolazione legate all’emergenza sanitaria in corso”, conclude la Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Per maggiori informazioni i legali dell’Unione Nazionale Consumatori –Comitato Regionale del Piemonte sono a disposizione per chiarimenti e per assistervi contattando il numero 011.5611800 o scrivendo una e-mail a uncpiemonte@gmail.com.

Confiapp aiuta le aziende

ConfiApp è il servizio di Confartigianato Imprese Alessandria che utilizza l’innovativo portale e le app dedicate su piattaforme iOS e Android, pensato per mettere in comunicazione la domanda e l’offerta delle aziende associate a Confartigianato e del pubblico

Usufruibile gratuitamente da tutte le aziende della provincia, anche non associate, ConfiApp rappresenta un aiuto concreto per superare insieme questo momento difficile.

Scaricando l’app sul proprio smartphone o accedendo alla piattaforma tramite computer si potranno visionare tutte le attività che offrono servizio a domicilio e comunicare con le stesse, tramite mail, telefono, Whatsapp o direttamente dalla piattaforma in modo semplice, veloce ed intuitivo.
Le aziende, semplicemente facendone richiesta, potranno ricevere gratuitamente i dati di accesso a quello che è un vero e proprio minisito dove potranno inserire, in completa autonomia, immagini, filmati, descrizioni e quant’altro possa essere utile a comunicare agli utenti la propria offerta.
Inoltre l’app è dotata di un servizio notifiche push che permette, in tempo reale, di ricevere comunicazioni precise ed attendibili legate all’emergenza sanitaria da parte dei consulenti preparati e costantemente aggiornati dell’Associazione, costituendo un canale informativo molto importante in questo momento.
Il direttore di Confartigianato Imprese Alessandria, Piero Gulminetti dichiara: “Confartigianato Imprese Alessandria, anche in questo momento, vuole essere vicino, con questo servizio, a tutte le piccole imprese, artigiane e commerciali del nostro territorio, ai professionisti, ai lavoratori autonomi. E’ uno strumento per assisterli ed aiutarli a fronteggiare anche questo momento di crisi, strumento che si aggiunge a tutti i nostri servizi di consulenza ed assistenza dei nostri uffici e che non hanno mai cessato di venire erogati’.

www.confiapp.it

Per ora resta chiuso il mercato di Porta Palazzo

Al termine dell’incontro del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di oggi sulla riapertura del Mercato di Porta Palazzo è emerso che il progetto presentato dalla Commissione mercato di Porta Palazzo ha ancora degli aspetti da chiarire per quanto riguarda la garanzia del livello di sicurezza per gli ambulanti e per i clienti

Questo anche alla luce delle indicazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dove sono state prorogate tutte le misure di limitazione delle attività e sugli spostamenti fino al 13 aprile.

L’area mercatale di Porta Palazzo è stata ed è una delle aree cittadine più importanti sotto l’aspetto commerciale e per l’indubbia valenza sociale. Anche per questo motivo l’Amministrazione comunale nei prossimi giorni approfondirà con le parti interessate gli aspetti per migliorare la sicurezza del mercato nell’ottica di lavorare alla sua riapertura.

“La Città di Torino – si legge in una nota di Palazzo Civico – ringrazia tutte le Forze dell’Ordine che si stanno prodigando con la massima disponibilità per garantire la sicurezza e il controllo dei mercati cittadini”.

Didattica a distanza, dal Governo i fondi per le scuole del Piemonte

Oltre 5,6 milioni di euro: sono  le risorse destinate alle scuole del Piemonte per il potenziamento della didattica a distanza

E’ quanto previsto dal riparto degli 85 milioni stanziati dal governo attraverso il decreto Cura Italia.

“Si lavora con rapidità per potenziare la didattica a distanza, per mettere tutti gli studenti in grado di poterla seguire e dando a tutti gli insegnanti le conoscenze per poterla effettuare”. Così la ministra Azzolina. Per la ripartizione delle risorse è stato scelto un criterio che permetta di raggiungere meglio le zone del Paese e le famiglie dove c’è maggiore necessità.  In Piemonte, sul totale,  672mila euro sono destinati alle piattaforme e agli strumenti digitali, 4,6 milioni alla connettività di rete e ai dispositivi digitali e  336 mila euro alla formazione del personale scolastico.

Costanzo (M5S): “Buoni spesa e didattica, fondi arrivati”

“Sono arrivati i buoni spesa in Piemonte. A Torino sono 4,6 milioni, che andranno alle famiglie più bisognose per acquistare i beni primari. Per richiederli è necessario autocertificare che si tratta di necessità emersa per l’emergenza Covid. I buoni possono essere anche digitali, per evitare gli spostamenti”, spiega la deputata piemontese del Movimento 5 Stelle Jessica Costanzo.

“Oltre a questo – continua la Costanzo – anche il diritto allo studio è garantito grazie a fondi per la scuola digitale, ovvero le lezioni a distanza. Le risorse destinate alle scuole della Regione Piemonte, per il potenziamento della didattica a distanza, ammontano a 5.645.846,37 milioni di euro. In particolare 672.419,30 euro sono destinati alle piattaforme e agli strumenti digitali, 4.637.217,43 alla connettività di rete e ai dispositivi digitali e 336.209,64 alla formazione del personale scolastico”.
“Nessuno rimane indietro, nelle proprie necessità primarie e nel suo diritto allo studio che viene garantito anche in tempi di Pandemia grazie all’azione rapida del Governo”, conclude Jessica Costanzo.

Ravetti (Pd): “Chiesta informativa sulle RSA”

“Fondamentale agire per tutelare pazienti e operatori”

“Alcuni giorni fa avevo pubblicamente chiesto particolari attenzioni sulle RSA e oggi, in Conferenza dei Capigruppo, ho formalizzato la richiesta di un’informativa in merito da parte della Giunta, da svolgersi in Commissione o in Aula, in particolare sui rapporti che sono intercorsi o che sono programmati tra la Regione Piemonte e il sistema delle case di riposo del Piemonte” afferma il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

“In questo momento di gravissima emergenza legata alla pandemia le condizioni degli ospiti e degli operatori presenti nelle RSA destano, infatti, fortissima preoccupazione e allarme. Leggiamo sugli organi di informazione continue notizie di contagi e di decessi all’interno di queste strutture e riteniamo fondamentale intervenire, in tutti i modi possibili, per tutelare queste persone che risultano le più vulnerabili al contagio da covid-19”prosegue Ravetti.

“E’ importante per tutti – conclude il Presidente Ravetti – approfondire le scelte di competenza della Regione Piemonte e capire quali misure sono state adottate, finora, per garantire la sicurezza degli ospiti delle case di riposo e degli operatori che lavorano al loro interno. Un’emergenza tanto grave deve essere conosciuta, monitorata e contenuta attraverso l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale e con l’uso massiccio dei tamponi”.

Montaldo, il paese che non fa entrare il coronavirus

Il comune di Montaldo è finito sul prestigioso quotidiano the Guardian, che ha narrato l’aneddoto tra storia e leggenda dell’antico pozzo per irrigare i campi  creato sotto Napoleone

C’è un legame tra l’acqua “miracolosa” e il fatto che nel paese della collina torinese non c’è un solo contagiato dal coronavirus? 

Il sindaco Sergio Gaiotti  minimizza e dice che il “miracolo” è frutto dello scrupoloso rispetto delle norme di  isolamento da parte dei 700  abitanti del borgo.   Con orgoglio il  primo cittadino spiega che il suo Comune è stato il primo a distribuire a tutte le famiglie le quasi introvabili mascherine e che  ogni 5 o 6 giorni si provvede a disinfettare le strade a fondo. L’acqua del pozzo non si beve ormai da tempo a Montaldo. Ma si dice che alcuni soldati napoleonici malati di polmonite la bevvero  e guarirono…