ilTorinese

Parla Appendino: “C’è prima Torino e poi il Movimento”

“Io sono sindaca, sono stata eletta sindaca e  la mia priorità è la città”

 

Spiega così la sua posizione Chiara Appendino ai giornalisti a proposito di un suo possibile  impegno politico alla guida  del Movimento 5 Stelle dopo che Luigi Di Maio ha lasciato il vertice politico pentastellato.

“Questo è l’anno in cui chiudiamo tutta una serie di progetti e resta ancora tanto da fare: io sono sindaca prima che esponente del Movimento. Ho un preciso mandato”, aggiunge la prima cittadina.

“Si apre una fase molto delicata per il Movimento, – conclude –  ma  ritengo sia giusto prima sentire che cosa ha da dire Luigi e  perché ha fatto questa scelta”.

Arrestato sul tram mentre rubava dalla borsetta di una donna

Si tratta di un uomo di 48 anni, romeno senza fissa dimora, con precedenti per furto appena arrivato dalla Germania

 

E’ stato arrestato oggi sulla Linea 1  dagli agenti della Polizia municipale mentre sottraeva dei soldi dalla borsa  di una donna.

L’uomo è stato tradotto nel carcere  in attesa del processo.

I pronto soccorso privati? Non sviliranno la sanità pubblica

“Desidero rassicurare tutti che non si entrerà al Pronto soccorso con la carta di credito ne’ che s’intende ‘svendere’ la Sanità pubblica ai privati”

 

Lo ha affermato l’assessore alla Sanità Luigi Icardi in apertura della comunicazione, richiesta dal gruppo Luv e svolta  nell’Aula di Palazzo Lascaris,  sulla possibile apertura di Pronto soccorso privati.

Al momento, ha aggiunto l’assessore, “l’unica cosa certa è che un’associazione di gestori privati mi ha contattato per chiedermi la disponibilità a valutare una proposta sull’apertura di Pronto soccorso privati. Non avendo pregiudizi ideologici, dal momento che ritengo che il privato possa essere di sostegno al pubblico, attendo di conoscere la loro proposta per girarla al Tavolo di confronto che ha sede presso l’Assessorato e valutare un eventuale affiancamento dei Pronto soccorso privati a quelli pubblici”.

“Il problema fondamentale – ha puntualizzato al termine del proprio intervento – viste le difficoltà nel garantire tutti i servizi e nel rinnovare il personale, come avvenuto per esempio quest’estate al reparto di Ortopedia di Novi Ligure, non è tanto scegliere tra pubblico e privato quanto mantenere l’esistente o chiudere i servizi”.

Il dibattito è stato aperto dal consigliere Marco Grimaldi (Luv) che ha ricordato come nella scorsa legislatura fosse stato tra i pochi a opporsi “alla parificazione tra profit e no profit” in quanto “per una Spa il paziente non è un malato ma un cliente”.

Il Pronto soccorso, ha continuato, “pur non economicamente remunerativo, rappresenta senza dubbio una porta preferenziale d’ingresso dei cittadini nella Sanità” e, in una struttura privata, l’appropriatezza del tipo d’intervento “la deciderebbe il privato, venendo di fatto equiparato al pubblico”.

Il capogruppo della Lega Alberto Preioni ha dichiarato, rifacendosi al modello di Sanità lombardo, che “è compito del pubblico controllare il privato convenzionato” anche vigilando sulla presenza di possibili abusi.

“È necessario – ha aggiunto – rendere più efficiente la Sanità anche attraverso il ricorso al pubblico, dal momento che quest’ultimo può disporre di maggiori risorse e consentire così di fornire ai cittadini i servizi migliori”.

Tra le urgenze, ha segnalato la necessità di ripensare il ruolo delle Case della salute e di disporre di un numero maggiore di ambulanze medicalizzate.

Per il Pd sono intervenuti i consiglieri Raffaele Gallo, Domenico Rossi, Maurizio Marello e Domenico Ravetti, che hanno evidenziato la necessità che venga elaborato al più presto un nuovo Piano sociosanitario regionale.

Ravetti ha dichiarato di non condividere il punto di vista del capogruppo della Lega e ha esortato la maggioranza “a scendere in campo e ad assumersi delle responsabilità: dovete indicarci qual è il porto finale per la Sanità piemontese, cosa volete fare”.

Il Pronto soccorso, ha sottolineato, è caposaldo del sistema pubblico e non può essere specialistico ma in grado di affrontare l’emergenza nella sua totalità. L’articolo 32 della Costituzione, che sancisce che la Sanità deve essere disponibile a tutti, anche agli indigenti, e l’istituzione del Servizio sanitario nazionale sono e rimangono cardini fissi. Stabilito ciò, la presenza del privato in alcuni settori è benvenuta e può integrare il pubblico, ma deve rimanere un elemento accessorio.

Per il M5s sono intervenuti i consiglieri Francesca Frediani e Ivano Martinetti.

“Siamo in attesa del nuovo Piano sociosanitario e ci tocca commentare le uscite sui giornali”, ha sottolineato Frediani. “Se è vero, infatti, che il cittadino non andrà magari al Pronto soccorso con la carta di credito, è anche vero che saranno verosimilmente destinate più risorse ai privati e che le finalità del pubblico e del privato non sono le medesime”.

Milleproroghe: “Il Governo manda i Comuni allo sbando”

Il commento  dell’on. Daniela Ruffino, deputata di Forza Italia

Il governo Conte deve mettere in mostra quel pizzico di buon senso fin qui mancato su molti provvedimenti, ma assente in modo drammatico nel provvedimento che stabilisce l’accorpamento Imu-Tari.
Ho presentato un emendamento per chiedere lo slittamento di un anno per applicare la delibera dell’Autorità di regolazione per Energia, Reti e Ambiente i Comuni, specialmente nei Comuni piccoli oggi letteralmente in tilt di fronte al nuovo metodo tariffario servizio integrato gestione rifiuti che prevede diverse modalità di applicazione e diversi parametri di riferimento per stabilire il livello di qualità e di efficienza e, dunque, la congruità dei costi. Ho citato non a caso i piccoli Comuni perché molto spesso è nel loro territorio che insistono gli immobili soggetti all’Imu, le seconde case di chi torna nel Paese d’origine per una vacanza. L’accorpamento della Tari con l’Imu genera oneri aggiuntivi per i proprietari di casa ma soprattutto mette a dura prova l’applicazione di una norma per la quale gli uffici comunali devono dotarsi del software necessario e, in particolare, devono avere il tempo per ridefinire la qualità del servizio erogato.  Il nuovo metodo – che prevede limiti tariffari e quattro diversi schemi adottabili dagli enti locali e dai gestori in relazione agli obiettivi di miglioramento del servizio – regola, in particolare, queste fasi: spazzamento e lavaggio strade, raccolta e trasporto, trattamento e recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani, gestione tariffe e rapporti con gli utenti. È del tutto evidente che l’adeguamento delle attuali modalità di tariffazione è un processo che va implementato. Aggiungendo che nella stragrande maggioranza dei casi, per quanto riguarda i piccoli Comuni, il servizio rifiuti è affidato a società consortili per cui è l’assemblea dei sindaci che dovrà decidere, su delibera delle rispettive giunte. La proroga di un anno è un atto doveroso da parte del governo.

Topo d’auto sorpreso in via Cigna

Si aggirava tra le auto parcheggiate, forzando i nottolini delle portiere

Un cittadino marocchino di 32 anni è stato arrestato venerdì sera dagli agenti della Polizia di Stato.
La segnalazione arriva al 113 da parte di una cittadina che, trovandosi in quel momento sul balcone della propria abitazione, nota il trentaduenne armeggiare accanto allo sportello di una macchina per poi introdursi al suo interno un attimo dopo. Giunti sul posto, gli operatori della Squadra Volante controllano il soggetto.
All’interno della tasca del giubbotto vengono rinvenuti un cacciavite ed una torcia a led. Nel corso di ulteriori accertamenti, gli agenti scoprono che l’uomo è sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Alla luce dei fatti, il cittadino di origine marocchina viene arrestato per evasione e tentato furto.

La Regione incontra i commercianti dopo la serrata di negozi e mercati

“I fenomeni di protesta, come la serrata di negozi e mercati e i presidi che si sono svolti  a Torino, devono ricevere l’attenzione che meritano. Non si può rimanere indifferenti di fronte alle chiusure definitive, ormai giornaliere, di moltissime piccole e medie imprese”

“Per questo – afferma l’assessore regionale alla Cultura, al Turismo e al Commercio, Vittoria Poggio – una delegazione di manifestanti è stata accolta ed ascoltata negli uffici della Regione. Ai manifestanti è stato promesso un incontro con il presidente Alberto Cirio ed un impegno nella ricerca di fondi da mettere a disposizione dei commercianti in difficoltà”. 

“Su questi punti –  prosegue l’assessore Poggio – stiamo lavorando da tempo, perché siamo ben consapevoli di quanto il ruolo del commercio tradizionale sia strategico per moltissime famiglie, per l’economia di tante comunità e per la qualità della vita dei centri urbani. Per questo, ben conoscendo, anche per la mia storia personale e professionale, le difficoltà che gli operatori di questo settore stanno attraversando, posso assicurare alle categorie che oggi hanno manifestato, che con il presidente ed i colleghi di Giunta ed in stretta sinergia con le associazioni di categoria, stiamo lavorando assiduamente affinché possano essere individuate tutte le soluzioni necessarie, per agevolare queste attività imprenditoriali. Non si può dunque rimanere indifferenti di fronte alle chiusure di moltissime piccole e medie imprese, che costituiscono la spina dorsale dell’economia delle nostre città ed un insostituibile presidio urbano e sociale. Il valore delle attività di vicinato, infatti, va ben oltre il loro ruolo economico, per la funzione aggregante ed identitaria che svolgono all’interno dei contesti urbani, garantendone la vitalità, siano essi piccoli sobborghi o grandi città. L’emergenza del piccolo commercio non è soltanto economica, ma un vero e proprio allarme sociale. “

“Le competenze professionali e la dignità personale dei piccoli imprenditori commerciali devono essere salvaguardate: questo mi è ben chiaro e su questo, per quanto di competenza regionale, mi sto impegnando. -continua l’assessore Poggio- Gli ultimi interventi del Governo, contenuti nella Legge di Bilancio 2020, hanno ulteriormente aggravato una situazione già particolarmente complessa, alla quale si aggiunge la crescita esponenziale e continua della burocrazia a cui gli imprenditori devono sottostare per esercitare regolarmente la propria attività. Ma anche la stessa normativa che regolamenta il commercio in Piemonte, risalente ormai al 1999, con la legge 28, va necessariamente aggiornata, affinchè possa dare risposte concrete ed efficaci alle mutate esigenze del contesto cui si riferisce. E’ necessario arrivare a provvedimenti di sburocratizzazione e semplificazione partendo proprio da una revisione della normativa regionale. Certo, l’iter di questa revisione non sarà rapido né immediato, ma comprendendo le urgenze della categoria, siamo al lavoro con le associazioni di rappresentanza, per introdurre anche provvedimenti sperimentali, come i Distretti Urbani del Commercio, affinché si possa avviare una nuova stagione, che sia di ripresa e sviluppo per l’intero comparto.

L’impegno del mio assessorato è su più fronti. Il primo, quello di lavorare affinché siano stanziate sul bilancio previsionale della Regione quante più risorse possibili a sostegno dei piccoli imprenditori e siano attivate, nelle more della complessiva revisione normativa regionale, anche misure più immediate, come i citati DUC. Ma mi farò portavoce presso le sedi di governo affinché, anche a livello nazionale, si proceda con una semplificazione della normativa di riferimento, che porti un concreto vantaggio alle categorie citate.Sburocratizzazione, semplificazione, agevolazioni per le micro e piccole imprese, sperimentazione dei Distretti Urbani del Commercio e di tutte quelle formule che attribuiscano valore aggiunto alle attività di vicinato sono, dunque, le priorità alle quali sto lavorando e che saranno oggetto di un Tavolo di confronto con Confcommercio e Confesercenti, già fissato per il 29 gennaio.”

(Dall’ufficio stampa della Regione Piemonte)

 

“Graffiti satanici di fronte al Duomo”

E’ stata imbrattata una panchina a pochi passi dal sagrato della Cattedrale di San Giovanni Battista

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati al  Consiglio Comunale di Torino e Pino La Mendola – Moderati, Consigliere in Circoscrizione 7 e Presidente della Commissione di Quartiere Aurora / Valdocco / Rossini commentano:
“le tre croci rovesciate e il riferimento a Lucifero feriscono e offendono la sensibilità religiosa dei torinesi, oltre a deturpare uno dei  luoghi simbolo della città. Si provveda immediatamente alla cancellazione”. Proseguono i consiglieri: “I graffiti satanici comparsi su una panchina su via XX Settembre, a pochi passi dal Duomo, sono una ferita aperta: una ferita non solo al decoro della città in una delle aree più frequentate da cittadini e turisti, ma alla sensibilità e alla fede dei torinesi. Confidiamo in un immediato intervento per la cancellazione di una simile vergogna, oltraggio alla cattedrale dell’Arcidiocesi di Torino che ospita, dal XVI Secolo, la Sacra Sindone”.

“Botti si o botti no? Questa maggioranza  e la giunta hanno la stessa visione?”

 Scanderebech: “Assenza immotivata della giunta in commissione”

Si è svolta stamane una commissione I + VI riguardo alla tutela degli animali e il rispetto del regolamento comunale, dichiara la Consigliera Scanderebech:

“Il Comandante Bezzon denuncia che alcuna sanzione sia stata applicata nei giorni festivi di fine anno. Non capisco se questo sia l’input della Giunta o se si sia del tutto inermi a ciò. Non mi è chiaro soprattutto come mai la giunta non abbia partecipato a questa commissione per dare il proprio reale e definitivo indirizzo in un momento così delicato in cui bisognerebbe assumersi le proprie responsabilità”.

Continua la Consigliera Scanderebech: “Che non ci sia una linea univoca della maggioranza e della giunta è evidente dal momento in cui la giunta stia vagliando l’ipotesi di reinserire i fuochi a San Giovanni e a seguito di ciò addirittura una componente della maggioranza minaccia di abbandonare la maggioranza stessa. Ho presentato ormai giorni fa un’interpellanza per chiarire la posizione che si intenda intraprendere per i festeggiamenti del Santo Patrono (droni si? droni no? fuochi si? fuochi no?) e il dibattito verrà solo spostato in consiglio lunedì 3 febbraio dove finalmente la giunta dovrà dare la sua linea in risposta all’atto amministrativo”.

Neonata muore in ospedale dopo il parto

Dopo il parto una neonata è morta all’ospedale Maria Vittoria di Torino

La gravidanza, alla 36/a settimana, era considerata  ad alto rischio per la malattia metabolica di cui soffre la madre, una ragazza di 20 anni.

Dopo 30 minuti  di rianimazione cardio-polmonare è stato constatato il decesso della piccola, che pesava più di  4 chili. L’azienda ospedaliera ha avviato un’indagine interna per  fare chiarezza su quanto è accaduto. Interviene inoltre il Servizio di Psicologia Aziendale  per aiutare la giovane mamma e la sua famiglia ad elaborare il drammatico evento.

La donna era stata ricoverata al Maria Vittoria domenica scorsa ed era stata seguita nelle ultime settimane dall’Ambulatorio Gravidanze a Rischio dell’ospedale.

 

(foto: il Torinese)

Anziane signore ultraottantenni mettono in fuga i truffatori

Ieri mattina, in due diverse circostanze, in entrambi i casi nel quartiere Pozzo Strada, due anziane signore hanno messo in fuga delle persone che volevano truffarle approfittandosi della loro buona fede

polizia bombe cartaNel primo caso, la vittima è stata avvicinata nei pressi della propria abitazione da due uomini che si sono presentati come tecnici dell’acquedotto che dovevano verificare la presenza di perdite nell’appartamento.

Una volta in casa, però, la donna ha chiamato la figlia, cosa che ha indotto i due truffatori ad allontanarsi dall’appartamento senza aver asportato nulla.

Circa un’ora dopo, un’altra anziana  è stata avvicinata in strada da un uomo che si è spacciato per tecnico dell’azienda del gas, il cui compito era quello di controllare il funzionamento dei termosifoni. Una volta all’interno dell’alloggio, il finto tecnico ha simulato un controllo, invitando la donna a riporre i suoi gioielli in un sacchetto per proteggerli dai prodotti che avrebbe usato durante l’operazione. A tale richiesta, l’anziana signora ha realizzato che l’uomo non era un tecnico ma un truffatore e lo ha allontanato con determinazione da casa.

Sono in corso indagini per risalire agli autori delle tentate truffe.

Le due circostanze mettono in risalto che persone anziane informate possono reagire tempestivamente ai tentativi di truffa perpetrati ai loro danni. In questa direzione, sono andati il Progetto Medusa e le campagne di sensibilizzazione al tema messi in campo nel tempo dalla Polizia di Stato che, alla luce dei casi narrati, si dimostrano un’arma efficacia per ridurre il fenomeno delle truffe agli anziani.