“Hanno dovuto dormire all’addiaccio nella piazza antistante al municipio di Torino per una settimana prima di avere di nuovo un tetto sopra la testa”.
Sono le decine di homeless sfrattati dal dormitorio invernale di Piazza d’Armi. Sfrattati e buttati irresponsabilmente in strada in piena emergenza coronavirus. Dopo una settimana trascorsa davanti al Municipio i senza dimora sono stati trasferiti all’interno del padiglione Torino Esposizioni. Se si doveva chiudere il dormitorio di piazza d’Armi perché non si sono verificate prima le alternative praticabili? Forse perché si pensava che le persone sparissero, diventassero invisibili? Un atteggiamento, quello tenuto dall’amministrazione comunale, inconcepibile, causa di inutili sofferenze per persone trattate peggio degli animali.
Ezio Locatelli
Segretario provinciale Prc -Se

Dei marchesi del Monferrato, in questo libro, si parla solo delle loro imprese in Italia. Le gesta in Terrasanta e nell’Impero bizantino sono state trattate dall’autore in un altro suo recente libro “Il Monferrato nell’Oriente mediterraneo, secoli XII-XV”. Un duello geopolitico ad alta tensione tra Gerusalemme, Costantinopoli e il mondo arabo che per certi versi ricorda i tempi attuali. La straordinaria e sfortunata avventura di cinque marchesi monferrini tra la Terra Santa e Costantinopoli, la capitale dell’Impero bizantino e soprattutto le gesta di Corrado, il sire che salvò Tiro, l’italiano che sconfisse il Saladino. Il prode Corrado fu pugnalato e ucciso dai sicari della setta medioevale degli Assassini, i primi terroristi islamici della Storia, mentre suo fratello, il marchese Bonifacio, conquistò Costantinopoli. Due grandi protagonisti delle Crociate, con un destino comune: cercare fama e popolarità in Oriente e morire in quelle terre, come i loro fratelli, dove si combatteva per la religione e per il potere. Molta attenzione è stata dedicata in questo volume alla figura di Federico I Barbarossa che più volte scese in Italia con il suo esercito e al suo alleato, il marchese del Monferrato Guglielmo il Vecchio.
La famiglia dei Paleologi fu l’ultima dinastia a governare l’Impero bizantino fino alla caduta di Costantinopoli nel 1453 nelle mani degli Ottomani.
Arcuri ha pasticciato come meglio poteva sulle mascherine e sui dispositivi di protezione individuale, e se oggi sono introvabili l’unico e solo responsabile è il commissario Arcuri.