ilTorinese

Napoli (Fi): “Appendino sospenda la Ztl”

L’on. Osvaldo Napoli, capogruppo di Forza Italia al Comune, alla luce delle restrizioni anti-coronavirus rivolge un  invito al sindaco di Torino:

“dopo il decreto del governo che dispone la chiusura di tutti o quasi gli esercizi di ogni genere, è il caso di abolire la Ztl per la durata in vigore del decreto governativo. Non vedo controindicazioni a questo suggerimento”.

Chiuso pizza-kebab: trovate blatte e irregolarità

Personale del Commissariato Barriera Nizza, nel contesto di un servizio volto alla verifica dei titoli autorizzativi e delle norme che regolano i pubblici esercizi, ha effettuato un controllo insieme ad  Agenti dell’VIII Comando San Salvario/Borgo Po/Cavoretto della Polizia Municipale di Torino  e dell’ASLTO1- SIAN in una pizzeria Kebab di corso Vittorio Emanuele gestita da un cittadino turco
Ispezionando i locali è stata riscontrata la presenza di blatte vive e morte, una diffusa sporcizia e disordine nella lavorazione. E’ inoltre emerso abbigliamento non adeguato del personale, la mancanza dell’alcoltest e delle tabelle alcolemiche, mancata esposizione dell’autorizzazione alla somministrazione, mancata  iscrizione al CO.N.O.E, la mancanza della certificazione di conformità della canna fumaria e del manuale haccp, congelatore privo di lettura della temperatura, mancanza di barriere antinsetti, alimenti privi di rintracciabilità.
Il locale è stato chiuso sino al ripristino delle condizioni d’igiene previste dalla normativa.  Oltre 42 chilogrammi di alimenti in cattivo stato di conservazione sono stati posti sotto sequestro. Elevate sanzioni per oltre 24000 €.

Non dimentichiamoci degli animali

In questi giorni siamo tutti più attenti alle misure di protezione personale: dal lavarsi spesso le mani, all’evitare luoghi affollati, allo stare a casa il più possibile e almeno un metro di distanza dalle persone. Il mio pensiero come sempre va anche agli animali

Penso a quando li costringiamo a stare in gabbie più piccole di un foglio A4, tutto il giorno sotto luci artificiali e a quando li costringiamo a stare in spazi così affollati da dover prevenire atti di cannibalismo, ad esempio tagliando loro il becco.
Se potessero parlare secondo voi cosa potrebbero dirci? Rispondete se volete a questa domanda sulla nostra pagina di Torino Animal Save.Io penso che ci farebbero sapere che sono stanchi di essere sporchi, di vivere in mezzo ai loro escrementi ed ammassati ad altri corpi. Le nostre norme di sicurezza per loro sono pura utopia, perché le leggi sul benessere animale guardano prima le tasche dei produttori e gli animali sono costretti a produrre più di quanto dovrebbero, arrivando alla loro morte stremati per questo motivo. Non scorderò mai le parole di un mio amico che è entrato in un allevamento a terra di galline ovaiole: “Io non so come facciano a respirare, io non riuscivo, non hanno aria”..
Noi potremmo mai vivere in quelle condizioni? Perché facciamo vivere così altri essere viventi?
In quelle condizioni tutti si ammalerebbero infatti gli animali vengono costantemente imbottiti di antibiotici. Questo tra l’altro ha ripercussioni anche su di noi, dato che si stanno formando batteri resistenti agli antibiotici mettendo così a rischio la loro efficacia. In Italia muoiono sempre più persone per la resistenza agli antibiotici. Vorrei potervi mostrare il mio mondo ideale dove gli animali non sono costretti a vivere così, penso che questo cambiamento migliorerebbe anche la nostra esistenza. In questi giorni che abbiamo più tempo per pensare, pensiamo a tutto ciò che potrebbe essere migliorato. Il rispetto verso tutte le vite potrebbe essere un punto d’inizio.
Sara Sciammaro
#torinoanimalsave

Il CAAT continua a garantire l’approvvigionamento dei generi alimentari

Anche  dopo il restringimento del Decreto del presidente del Consiglio

Mentre il governo ha annunciato, nella serata di mercoledì 11 marzo, una stretta nel contrasto al Coronavirus, adottando anche la misura della chiusura di tutti i negozi tranne quelli di prima necessità, quali farmacie ed alimentari, il CAAT (Centro Agroalimentare di Torino) assicura la prosecuzione della suaregolare attività di svolgimento e garanzia nell’approvvigionamento dei generi alimentari.

Il CAAT – afferma il suo presidente, l’ingegner Marco Lazzarino – come gli altri mercati all’ingrosso rimane aperto e si trova in prima linea nel garantire, anche in questo momento di emergenza dettata dal Coronavirus, l’approvvigionamento e la distribuzione di ortofrutta, pesce e generi alimentari in genere”.

Svolgiamo infatti – precisa il presidente Lazzarino – un ruolo di primario servizio pubblico e, a maggior ragione in questo momentoparticolarmente delicato per la vita del nostro Paese, le nostre energie sono tutte indirizzate ad assicurare la prosecuzione della nostra attività, che risulta di importanza fondamentale per tutti i cittadini. Abbiamo a disposizione una filiera ed un sistema logistico di consegne alimentari ormai collaudato, che sono tali da consentirci di rifornire ampiamente i mercati rionali ed anche la GDO”.

Il CAAT – spiega il suo Presidente Marco Lazzarino – aderisceinoltre alla rete nazionale di Italmercati, che è capillarmente radicatasul territorio italiano, oltre a vantare un’ottima organizzazione nello smistamento dei prodotti alimentari. Quindi, alla luce di tutto ciò,riteniamo che debbano essere presenti tutte le condizioni affinché non si renda necessario l’accaparramento di generi alimentari da parte dei cittadini. II CAAT, come ogni altro mercato all’ingrosso, si adoperera, quindi, in modo capillare insieme a grossisti e produttoriagricoli perché questi possano operare in maniera ancora più efficiente, nell’impegno di garantire gli approvvigionamenti delle merci nelle città “.

Produzione disinfettante, serve aiuto per acquistare ingredienti

I laboratori dell’Arpa hanno dato la disponibilità a preparare una soluzione disinfettante secondo le indicazioni disposte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo ha annunciato l’Assessore all’Ambiente, Matteo Marnati

Nei giorni scorsi proprio ad Arpa era stato chiesto un contributo per l’emergenza Coronavirus. «Il direttore Angelo Robotto – ha spiegato Marnati – ha messo a disposizione della Regione alcuni esperti di laboratorio che hanno il compito di seguire la produzione del Gel. Lo ringrazio per aver risposto tempestivamente all’appello.

Sapevamo delle grandi professionalità di Arpa e sapevamo anche che non si sarebbero tirati indietro di fronte a un’emergenza come questa”. Il Gel è costituito da una base di etanolo, acqua ossigenata, glicerina e acqua. “Subito sarà messo a disposizione gratuitamente e prioritariamente delle Forze dell’Ordine e del personale sanitario. L’iban intestato a Regione Piemonte UniCredit Group – IT 29 H 02008 01152 000100689275 BIC UNCRITM1AF2 per le donazioni aiuterà ad acquistare gli ingredienti poiché serviranno grandi quantità per superare l’ emergenza. L’obbiettivo è arrivare a produrne 40 litri al giorno”.

“Sono state valutate le scorte di reagenti disponibili e, al momento, il quantitativo che si è in grado di preparare è pari a 17 litri. Può sembrare una goccia nel mare delle necessità, ma è importante cominciare a collaborare e dare un aiuto concreto – sottolinea il Direttore Generale di Arpa Piemonte Angelo Robotto – Sono già stati attivati i fornitori per acquisire l’occorrente per un’ulteriore fornitura”.

Che prevalga l’Italia migliore

Dalla Cina arrivano aiuti concreti per la lotta al coronavirus. Medici, mascherine e soldi

L’ Europa ci sbatte la porta in faccia: Austriaci Svoleni e Croati non ci vogliono. Anche gli Svizzeri non sono da meno. Ma almeno non sono europei.

Chissà cosa ne pensa Matteo Salvini che i suoi amici Sloveni Croati ed Austriaci gli hanno per l’ ennesima volta voltato le spalle. Ma non è momento di polemiche. Dopo si vedrà. Si sa, comunque, che la sfortuna è una ruota che gira e vedremo cosa succederà. Prima il governo era troppo lassista ora deve essere più draconiano. Intanto il Piemonte aiuta la Lombardia. E ci mancherebbe altro. Ha messo dei posti a disposizione nei nostri ospedali. Questa è l’ Italia migliore. Come i giovani volontari per recapitare la spesa ad anziani o immunodepressi. Come i medici e gli ospedalieri in prima linea. Come il governatore Cirio e l’ assessore Tronzano che (da casa) non mollano e non  arretrano di un millimetro. Come le persone che rimangono in casa. Come le persone che non prendono d’ assalto i supermercati. Come chi si lava mille volte le mani e se fanno spesa o code prendendo il metro di distanza. Ma ci sono anche le rivolte delle carceri. Chi stupidamente pretende ancora gli stadi pieni e le movide affollate. C’ è una parte intelligente ed una parte stupida tra la gente. Gente che viene chiamata popolo. Popolo che con i suoi comportamenti farà la differenza. Difficile essere ottimisti. Io, per indole, lo sono ed anche questa volta vedo il bicchiere mezzo pieno. Almeno in Piemonte e a Torino. La nostra struttura sanitaria non è collassata. E vincono i comportamenti responsabili. Importantissimo, fondamentale ma non sufficiente. Ieri sera l’Italia è stata “chiusa” fino a nuovo ordine.  La Merkel sostiene che il 70% della popolazione sarà
contagiata e l’Organizzazione Mondiale Sanità dichiara pandemia. Il Governo stanzia  miliardi per ‘ emergenza economica e il sostegno al lavoro come cassa integrazione. Confindustria sia piemontese che nazionale chiede di non far fermare la produzione. Sarà dura collimare tutte le esigenze. Nel mentre dobbiamo tenere duro. Ed ora una sola certezza: domani saremo radicalmente diversi da oggi. Magari capiremo fino in fondo che la solidarietà non è solo un valore. Solidarietà come forma di regolamentazione dei rapporti tra gli individui. Dai … Dai… un po’ di ottimismo non guasta mai. Ottimismo, sia ben chiaro, non incoscienza.

Patrizio Tosetto

Contro il coronavirus nasce un patto per il Piemonte

La Regione unisce mondo produttivo e istituzioni  per superare insieme l’emergenza. Il presidente Cirio:  “Al Governo abbiamo proposto misure equilibrate  per rallentare il nostro cuore economico, senza fermarlo”

«Ringraziamo il Governo per aver ascoltato la nostra profonda preoccupazione e per aver accolto la proposta di misure più rigide e severe, così come chiesto anche dalla nostra Regione. Il Piemonte farà la sua parte, insieme al resto d’Italia. Ma di fronte a un sacrificio così grande, adesso serve da parte di tutte le istituzioni, italiane ed europee, un sostegno economico immediato e altrettanto grande».

Con queste parole il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio commenta le nuove misure di contenimento del coronavirus annunciate in tarda serata dal Governo.

 

Nelle scorse ore il presidente Cirio aveva trasmesso al premier Conte una proposta di azioni da mettere in atto in tutto il Paese, dopo aver  riunito in videoconferenza i rappresentanti piemontesi delle   categorie economiche e dei lavoratori , i   sindaci dei comuni capoluogo , i presidenti delle   Province   e l’ Anci   al fine di valutare e   condividere le misure necessarie a contrastare in modo decisivo il coronavirus .

 

Ne è nato un grande patto che unisce tutti, l’intero mondo produttivo e quello delle istituzioni con un solo obiettivo comune: superare l’emergenza e far riparte al più presto il Piemonte.
«Oggi di fronte a una delle situazioni più difficili mai affrontate nasce un grande patto per il nostro Piemonte, condiviso con tutto il mondo produttivo ed economico e con gli enti locali – spiega il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio – La preoccupazione per l’evoluzione del contagio è comune e, nel timore che le misure messe in atto finora non siano sufficienti, dopo esserci confrontati con la Lombardia abbiamo voluto proporre al Governo una serie di misure per il Paese, condivise anche dal Comitato scientifico della nostra Unità di Crisi regionale. Un lavoro corale e di grande collaborazione che ci ha permesso di proporre azioni forti, ma equilibrate. Oggi per vincere il coronavirus abbiamo bisogno di rallentare il cuore economico del nostro territorio, senza però fermarlo. Ringrazio il grande senso responsabilità di tutti, dal piccolo commerciante e artigiano ai grandi imprenditori, ai lavoratori. Tutti disposti a fare la loro parte per superare questo momento difficile. Un atteggiamento coraggioso e di grande serierà che dovrà essere immediatamente riconosciuto e premiato dall’Italia e dall’Europa».
***

La lettera del Presidente della Regione Piemonte inviata ieri al Governo

Al
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Prof. Giuseppe CONTE
e, p.c.,
MINISTRO DELLA SALUTE
On. Roberto SPERANZA
CAPO DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE
Dott. Angelo BORRELLI
Oggetto: Proposte per ulteriori misure di contenimento della diffusione del virus Covid-19
Ad integrazione del D.P.C.M. 8 marzo 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie
Generale, n. 59, del 8 marzo 2020, si sottopongono alla S.V. le seguenti misure atte a favorire un
ulteriore contenimento della diffusione del virus Covid-19.
La Regione Piemonte, nel valutare l’aumento esponenziale dei casi di contagio ed il
conseguente aggravio sul sistema sanitario, ritiene necessario procedere ad un inasprimento delle
iniziative di contenimento già in essere, perseguendo la ricerca delle iniziative che contribuiscano
in modo efficace al contenimento dei contagi.
La conseguente definizione degli interventi, che qui si riportano, nasce da un ampio
confronto con le parti economiche, datoriali e sindacali, che hanno tutte condiviso gli intenti,
consapevoli del sacrificio che si chiede al sistema economico piemontese, ma ugualmente
determinati a contribuire al superamento di questa grave crisi sanitaria.
Le misure proposte sono state valutate positivamente nel parere del Comitato tecnico-
scientifico costituito presso l’Unità di crisi piemontese, che si allega, e condivise con i Presidenti di
Provincia, i Sindaci dei Comuni capoluoghi, il Presidente dell’ANCI regionale.
Si propone, pertanto:
chiusura di tutte le attività commerciali al dettaglio, ad eccezione di quelle relative ai servizi di
pubblica utilità, ai servizi pubblici essenziali, alla vendita di beni di prima necessità e alle edicole;
in sede attuativa occorre dare indicazione in merito alla garanzia di concorrenzialità al fine di non
favorire in modo inappropriato le vendite on-line;
chiusura di tutti i centri commerciali, degli esercizi commerciali presenti al loro interno e dei
reparti di vendita di beni non di prima necessità. Restano aperte le farmacie, le parafarmacie, i
servizi veterinari e i punti vendita di generi alimentari e di prima necessità. Sono chiusi i mercati al
coperto e le medie e grandi strutture di vendita. I Comuni possono autorizzare l’apertura di banchi
mercatali per la vendita di beni alimentari e di prima necessità a patto che siano garantite le
distanze di sicurezza con il venditore e fra i clienti e sia disponibile al pubblico una confezione di
gel igienizzante;
chiusura di bar, pub, ristoranti di ogni genere;
chiusura delle attività artigianali di servizio alla persona (parrucchieri, estetisti, ecc.) ad
eccezione dei servizi emergenziali e di urgenza (ad esempio impianti e manutenzioni); sono escluse
dalla chiusura le attività di logistica e di autotrasporto conto proprio e conto terzi;
chiusura di tutti gli alberghi e di ogni altra attività destinata alla ricezione (ostelli, agriturismi,
ecc..) ad eccezione di quelle individuate come necessarie ai fini dell’espletamento delle attività di
servizio pubblico, alla residenzialità abitativa ed alla residenzialità di supporto alle attività
sanitarie;
sospensione di tutti i servizi mensa sia nelle strutture pubbliche che private, salvo che sia
garantito il servizio evitando rigorosamente gli assembramenti e sia garantita in ogni momento la
distanza di sicurezza;
● sospensione dei servizi bancari e postali differibili, salvaguardando i servizi essenziali legati al
pagamento di stipendi e pensioni; differimento delle scadenze di multe e sanzioni, con conseguente
limitazione di affollamento agli sportelli;
chiusura di tutti i servizi terziari e professionali, ad eccezione di quelli legati alla pubblica utilità,
ai servizi alle imprese collegati ad adempimenti amministrativi nei confronti della pubbliche
amministrazioni e al corretto funzionamento dei settori richiamati nei punti precedenti; sono esclusi
dalle chiusure le sedi delle associazioni datoriali e sindacali, in quanto garantiscono, tra l’altro,
l’attivazione delle procedure degli ammortizzatori sociali ovvero l’erogazione di servizi on-line.
Si propone l’ulteriore sospensione, di conseguenza, dei termini processuali e degli
adempimenti di natura amministrativa, assicurativa, ecc.
Ogni attività svolta con modalità di lavoro agile è consentita.
È fatta salva l’individuazione da parte di Regione Piemonte delle attività di indifferibile
necessità.
Si comunica che per quanto riguarda le restanti attività produttive è già stato raggiunto un
accordo con Confindustria Piemonte, Confapi Piemonte, CNA Industria Piemonte, che
provvederanno ad operare per una maggiore flessibilità organizzativa delle aziende attraverso
l’utilizzo di ammortizzatori sociali per aree non strategiche e, quindi, e solo in situazioni limite,
chiusura temporanea di reparti produttivi. Analoghe problematiche dovranno essere risolte per il
settore edile.
Si ritiene, infine, opportuno procedere alla variazione del servizio di trasporto pubblico in
funzione delle attività che permarranno in essere.
Sono in via di definizione ulteriori accordi con le associazioni di categoria per definire
misure contenitive specifiche aggiuntive, oltre che per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali.
Con i migliori saluti
Alberto Cirio

Rugani positivo, Juve e Inter in isolamento

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Il giocatore di calcio  Daniele Rugani risulta positivo al Coronavirus, seppur asintomatico

Lo ha comunicato la Juventus  attraverso una nota sul proprio sito web.

La società bianconera sta attivando le procedure di isolamento previste dalla normativa  “compreso il censimento di quanti hanno avuto contatti con lui”. Insieme ai calciatori della Juve verranno messi in isolamento quelli  dell’Inter, che hanno giocato la  partita di campionato di domenica scorsa.

F&L, la “ditta” che metteva a nudo vizi e misteri tutti torinesi

C’era una volta Torino / Ricorrendo all’immaginario torinese evocato in letteratura, Carlo Fruttero e Franco Lucentini sono tra gli autori moderni i più idonei allo scopo

Nel loro romanzo d’esordio ” La donna della domenica ” il più conosciuto dai lettori nel mondo ne viene fuori una Torino nebbiosa e avvolta dal mistero, dove il commissario Santamaria attraverso la sua indagine poliziesca in realtà descrive l’animo dei torinesi, il loro volto meno conosciuto e dissimulato.

Gli ambienti sociali e i profili psicologici dei cittadini vengono osservati e descritti in profondità con occhio sociologico attraverso vizi, manie, tic e nevrosi dei personaggi. Un giorno di novembre del 1977 presi per caso da uno scaffale la raccolta di racconti di Ray Bradbury  ”Molto dopo mezzanotte” e scoprii che la collana di fantascienza che la pubblicava ”Urania”, fu diretta da Carlo Fruttero e dal suo suo alter ego Lucentini che lo affiancò dal 1964 portando avanti  la rassegna nei vent’anni successivi, scoprendo e divulgando talenti stranieri come Isaac Asimov e Philip K. Dick. La ‘Ditta’ così prese nome il loro sodalizio si impose anche commercialmente scrivendo giallistica di ambientazione postmoderna e saggi come metafore sociali e di costume. Fruttero si divideva tra la sua famiglia in toscana nella sua casa a Castiglione della Pescaia dove divenne amico dell’attore inglese Roger Moore e l’abitazione di Lucentini in piazza Vittorio Veneto, dove inventavano gli intrecci dei loro romanzi. Il secondo vero ‘bogia nen’ pur essendo romano amava Torino almeno come Fruttero. Franco Lucentini partigiano e antimilitarista durante la leva , ”naja con noia”,  aveva  appreso che i tempi di montaggio e smontaggio del ‘Fucile 91′ erano oggetto di competizione per cui nelle ore libere si dilettò a risolvere il rompicapo, arrivando a perfezionare un metodo completamente diverso per riassemblarlo in minor tempo e venendo così portato trionfalmente in giro per la caserma dai suoi commilitoni. Fruttero era un intellettuale più colto, cosmopolita e sofisticato. Visse a Parigi e tradusse per l’Einaudi molte opere narrative, come fece a suo tempo Cesare Pavese. L’ uno morì nel 2012 e riposa in maremma accanto al suo amico Italo Calvino, il secondo ci lasciò dieci anni prima nel 2002. Malato terminale di tumore polmonare si uccise gettandosi nella tromba delle scale, ricordando nella modalità Primo Levi.  Negli anni settanta di piena crisi industriale e terrorismo brigatista ebbero il coraggio di scrivere di una Torino sofferta e misconosciuta, lontana da quelle cronache violente, ma più vicina al cuore delle persone. Grazie F&L. Grazie della Ditta. Grazie di tutto ciò che scrivendo lontano dai riflettori, avete fatto conoscere della torinesità ai torinesi.

 

Aldo Colonna