ilTorinese

Armato di coccio di bottiglia, rapinatore con due cicatrici “decorative”

Attendeva, seguiva e rapinava le sue vittime all’uscita dei locali del quartiere San Salvario. I carabinieri della Stazione Torino San Salvario hanno arrestato un africano, al momento non ancora identificato, responsabile di una rapina a mano armata. Ha due cicatrici decorative a forma di croci sul volto, ma non ha i documenti.

L’uomo è sospettato di aver messo a segno altre rapine nel quartiere. L’africano ha minacciato un italiano di 36 anni con un coccio di bottiglia per farsi consegnare soldi e cellulare. La vittima non ha reagito ed ha provato a calmare il rapinatore. È accaduto la notte scorsa in via Morgari angolo via Ormea. L’uomo, dopo una serata in un locale del quartiere San Salvario e al Valentino, ha raggiunto la sua macchina per tornare a casa ma è stato bloccato da un uomo di colore, con due croci tatuate sulla faccia, che l’ha minacciato con un coccio di bottiglia e gli ha chiesto di consegnargli i soldi. La vittima non ha reagito e ha provato a calmare il rapinatore che diventava sempre più aggressivo. Un carabiniere fuori dì servizio ha visto tutta la scena e ha chiamato i colleghi della Stazione Torino San Salvario e ha iniziato a pedinare il rapinatore e la sua vittima. I colleghi sono arrivati immediatamente e hanno bloccato l’africano subito dopo aver rubato dieci euro dalle tasche della vittima. Il rapinatore, senza documenti, non è stato ancora identificato, è stato arrestato per rapina.

Uno scambio di idee sul virus con il medico scrittore

“Poliedrico’ è l’aggettivo giusto per definire Paolo Gulisano, scrittore che si occupa ti fantasy, di storia e mondo celtico, con un particolare riferimento all’Irlanda, Paese che conosce in profondità. E sul suo blog, come egli stesso scrive, ‘oltre che di letteratura, di Tolkien, di Lewis, di fantasy, di Guareschi, si parla di molte altre cose’, come del fatto che è vice presidente della Società Chestertoniana Italiana, appassionato di pallacanestro, sport che ha praticato e non ha mai abbandonato, diventando poi capo degli ultras del Basket Lecco e ora segue come medico sociale della società, pur essendo da sempre un tifoso dell’Olimpia Milano, un tempo Simmenthal.

Cristiano cattolico è uomo di Fede annovera una serie di punti di riferimento dal Medioevo (Benedetto, Bernardo, Francesco, Colombano sino ai Santi dell’Ottocento e del Novecento. E’ anche collaboratore di giornali, riviste e radio. Ma soprattutto è un medico e cultore di storia della medicina. Lo scrivente lo ha conosciuto qualche anno fa quando era venuto a Casale Monferrato per presentare un suo libro dedicato all’Irlanda, in particolare sulla rivolta di Pasqua del 1916, tramite l’amica Maura Maffei, anche lei autrice di forte ispirazione cattolica e autrice di una serie di pregevoli romanzi che hanno sempre al centro o sono ambientati la terra di San Patrizio. Mai più avrebbe pensato di aver con lui uno lungo e costruttivo scambio di idee, assolutamente fuori dagli schemi, in tempi di pandemia, legato alla sua professione sanitaria, in particolare di medico epidemiologo con un’esperienza di alcuni decenni di lavoro.

Dati alla mano cosa sta succedendo, i giorni trascorrono ma il numero dei morti è alto ?

E’ uno dei dati da tenere d’occhio, insieme a quello dei posti occupati nelle terapie intensive e nelle terapie non intensive. Quello dei contagiati non è un dato attendibile perché si stima che sia maggiore.

Questo significa che la mortalità è più bassa di quella che inizialmente poteva apparire. Dai dati ufficiali il tasso di mortalità era del 12%.

L’incremento dei positivi, poi, non significa che il Covid si sta diffondendo ma che si stanno cercando i positivi e questo non deve spaventare anzi.

C’è stato un cambio di passo anche nelle cure ?

Adesso il Covid viene curato anche a casa, sono state individuate alcune terapie e questo certamente incide.

Cosa pensa del modo di affrontare questa situazione che hanno avuto i media ?

E’ stato diffuso anche del catastrofismo, al di là dell’allarme che doveva essere lanciato, della prudenza e della cautela che dovevano essere comunicati alla popolazione per affrontare questa problematica. E questo ha sicuramente generato una ulteriore paura e disagio. Epidemie come questa non devono diventare oggetto di spettacolo su televisioni, social, testate, sono eventi che invece vanno affrontati. L’Europa non si era trovata ad affrontare una situazione di questo genere ma ci sono altre aree del mondo dove la gente ci convive.

In questo periodo ho letto negli occhi delle persone tanta paura, meno però negli extracomunitari.

Scusi la domanda viene spontanea, perché un africano non si ammala o si ammala di meno ?

Innanzitutto perché è una popolazione più giovane. Da noi l’età media dei contagiati è di 62 anni, dei deceduti di 80. Poi chi viene dall’Africa sa che cosa è un’epidemia e sa come proteggersi.

Che evoluzione potrà avere questo virus ?

L’evoluzione la si vedrà, per alcuni scienziati, in particolare Giulio Tarro, si va verso l’azzeramento dell’epidemia, il professor Massimo Clementi del San Raffaele ha detto che il Coronavirus sta diventando un virus come tanti altri, molto meno pericoloso.

E se da un lato le nostre difese immunitarie vanno crescendo, dall’altro il virus è un parassita e se è letale ed uccide chi lo ospita, per lui è una sorta di suicidio.

Viene posto molto l’accendo su un vaccino …

Io mi occupo di vaccini da trent’anni. Ne ho visti nascere, certo, ma pochi. L’idea del vaccino viene sventolata come un feticcio. Non è così scontato che lo si trovi. Vorrei ricordare che ci sono tante malattie senza vaccino, nonostante gli enormi sforzi messi in campo, come l’HIV, non c’è per l’epatite C, mentre c’è per l’epatite A. Per arrivare ad un vaccino che sia efficace occorre un lasso di tempo piuttosto ampio, si devono formare gli anticorpi, non deve essere tossico. Se, in questo caso, sarà possibile ben venga, ma è meglio puntare sulle terapie, meglio implementare le cure. Se poi il Covid 19 sparisse completamente non sarebbe neanche necessario.

In questa Fase 2 si parla di convivenza con il virus, quale è dal suo punto di vista l’aspetto di maggiore importanza ?

Dovremo tenere sempre d’occhio e avere attenzione al dato epidemiologico, con un riferimento particolare ai decessi ed ai ricoveri. Il da farsi dovrà sempre essere rapportato alla situazione epidemiologica e continuare a seguire quanto è stato detto in questi mesi, da parte del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, con una cura dell’igiene personale, nel rispetto di sé e degli altri.

Ci sono anche dei riflessi psicologici su quanto è accaduto e sta accadendo? E’ stato rilevato che in questo periodo c’è stato un incremento del numero di persone che si sono tolte la vita per la paura di ammalarsi o dopo un tampone positivo. Adesso occorre cercare di evitare una pandemia di disturbi psicologici’.

Massimo Iaretti

 

 

 

Coronavirus: ancora 10 vittime, in tutto sono 4 mila, e 40 contagi. In calo costante le terapie intensive

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17 DI SABATO 13 GIUGNO

22.175 PAZIENTI GUARITI E 2.028 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 22.175 (+319 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 2.443 (+94) Alessandria, 1.248 (+22) Asti, 802 (+3) Biella,   2.132 (+22) Cuneo, 1.981(+49) Novara, 11.566 (+124) Torino, 947 (+2) Vercelli, 907 (+0) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 149 (+3) provenienti da altre regioni.

Altri 2.028 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 4.006

Sono 10 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 0 al momento registrati nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 4.006 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 662 Alessandria, 247 Asti, 208 Biella, 390 Cuneo, 344 Novara, 1.769 Torino, 216 Vercelli, 129  Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 41 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 31.029 (+40 rispetto a ieri, di cui 34 asintomatiche; dei 40: 24 screening, 8 Rsa, 5 contatti di caso, 3 in fase di verifica) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivise su base provinciale: 4004 Alessandria, 1863 Asti, 1041Biella, 2825 Cuneo, 2739 Novara, 15.777 Torino, 1314 Vercelli, 1116 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 262 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 88 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 27 (-3 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 510 (-17 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 2283.

I tamponi diagnostici finora processati sono 365.223, di cui 201.760 risultati negativi.

Nel giallo del commercialista ucciso con cinque colpi di pistola anche il nome di una donna

I carabinieri stanno svolgendo a ritmo serrato le indagini sul violento omicidio del commercialista e imprenditore Luciano Ollino, trovato morto nei giorni scorsi, ucciso da cinque colpi di pistola nella sua auto abbandonata sulla collina torinese dopo essere stato legato e imbavagliato.

Il giorno della sua uccisione Ollino aveva detto alle due figlie di avere un appuntamento pomeridiano: e non sarebbe mai più tornato a casa.

Le indagini puntano sulla vita lavorativa del professionista, molto attivo anche nel campo dell’edilizia. Aveva avuto qualche problema per abusi edilizi proprio nella zona collinare dive abitava, era di Moncalieri. Ma i carabinieri stanno setacciando anche la sua vita privata. Tra i tabulati telefonici e le agende di Ollino è spuntato il nome di una donna di vent’anni più giovane di lui che di anni ne aveva 60. Con lei aveva avuto una relazione poi interrotta, iniziata dopo la morte della moglie. Nulla a che vedere con il delitto, (i due non si vedevano più da mesi, a quanto sembra) ma gli inquirenti non possono trascurare alcuna pista, neanche nella vita privata.  Nel frattempo le tracce trovate sulla Bmw bianca dove Ollino è stato ucciso, saranno inviate ai Ris di Parma.

Sarri: “Bello tornare in campo. Ronaldo è stato sfortunato”

E’ la Juventus  la prima finalista della Coppa Italia. Ha pareggiato 0-0 contro il Milan allo Stadium nella semifinale di ritorno, dopo il pareggio 1-1 all’andata allo stadio di San Siro.

Maurizio Sarri, dopo aver conquistato la finale contro il Milan è molto soddisfatto, in particolare della prima mezzora della Juventus: “Dopo tre mesi tornare in panchina e rivedere le squadre in campo è stata una bella sensazione, anche se mancava il pubblico”, dice a Rai Sport il tecnico della Juve.

“Le partite in questa situazione sono sempre  rischiose, sono sorpreso che in parità numerica abbiamo dominato, poi abbiamo perso lucidità. Nel precampionato i giocatori sono stati fermi 30 giorni di stop attivo mentre qui hanno fatto mesi di divano. Ci vorrà un po’”.

A proposito di Cristiano Ronaldo:  “Gli abbiamo chiesto il sacrificio di giocare centrale, lo ha fatto e questa è una bella notizia. Sul rigore ha preso il palo interno: è stato sfortunato e questa cosa forse ha avuto su di lui qualche ripercussione mentale”.

(foto archivio)

Nascondeva la droga in libreria

Erano impegnati in un controllo straordinario del territorio in zona Vanchiglia mercoledì mattina scorsa, i poliziotti del Commissariato Dora, coadiuvati dal locale Reparto Prevenzione Crimine e dalle unità cinofile, quando sequestrano una modica quantità di cocaina ad un cittadino italiano.

L’uomo è domiciliato in una via non distante dal Campus Universitario; gli agenti perquisiscono la sua abitazione, non trascurandone le pertinenze, tra cui un cantina: non trovano nulla. Ma il cane Naik segnala insistentemente la porta di un’altra cantina. E’ di pertinenza non di un alloggio ma di un esercizio commerciale, una libreria, cui è collegata tramite una scala interna. L’accertamento svolto all’interno del locale sottostante la libreria dà esito positivo: all’interno di una scatola di cartone, una busta sottovuoto contenente 415 grammi di marijuana; inoltre, un bilancino di precisione ed alcuni grammi di hashish. Il titolare dell’esercizio, un cittadino italiano di 41 anni, è collaborativo durante la successiva perquisizione domiciliare. A casa sua, nella mansarda, gli agenti hanno rinvenuto tre serre (grow box) di ampie dimensioni, complete di attrezzatura per la coltivazione dello stupefacente, filtri, lampade, ventilatori; un tavolo era approntato per il confezionamento delle dosi. Diversi barattoli in vetro, contenenti oltre 100 grammi di marijuana, sono stati rinvenuti nel salotto di casa. Infine, nel cassetto del comodino in camera da letto, la somma di 2500 € in contanti. L’uomo è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente; la libreria è stata sottoposta a sequestro.

Stati Generali, Colao degradato

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni / Si aprono con grande solennità gli Stati Generali sull’economia che dureranno dieci giorni. Siamo a metà giugno  e il Governo Conte occupa altri preziosi dieci giorni per ascoltare anche  quelli che ai tempi di Craxi erano chiamati nani e ballerine. Verranno sentiti personaggi come Farinetti  e Fuksas  che non credo possano dare un vero e spassionato contributo ad un dibattito, come si può evincere dalla loro esperienza professionale

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C’è una regia mediatica volta a dare l’idea che adesso (cioè in grandissimo ritardo) ci si voglia aprire al confronto, sempre negato alle opposizioni che oggi vengono accusate da uno sprovveduto commentatore di essere “aventiniane”, quasi ci fosse Mussolini al governo. La commissione Colao creata ad hoc ha prodotto un documento di aria fritta come l’avrebbe definita Ernesto Rossi che non fu solo un polemista, ma anche un grande economista.
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Colao si è distinto per avere proposto di tassare il contante , un’idea ossessiva della peggiore sinistra. Il Super Manager, tanto venerato nei mesi scorsi come il salvatore della Patria, è stato degradato ad essere uno dei tanti partecipanti all’evento  romano che, tra l’altro, avrà dei costi significativi che in tempo di crisi sarebbe interessante conoscere. Nessun paese europeo ha fatto qualcosa di simile, ma tutti hanno deciso con rapidità le misure necessarie a contenere la crisi e tentare di rilanciare l’economia L’Italia si manifesta incerta, mentre il suo sistema economico produttivo e commerciale sta crollando. Il documento Colao non è piaciuto e rimarrà un piccolo libro dei sogni. Un’altra caratteristica degli Stati Generali a porte chiuse è la mancanza di trasparenza. Tutto deve essere pubblico. Un capo del governo che ha fatto un uso sproporzionato della Tv, non può non garantire la massima trasparenza dei dibattiti, consentendo di poterli seguire in tv o almeno in streaming, uno stile caro ai grillini delle origini. Ma forse in questa segretezza si nasconde la negatività maggiore di un’operazione  meramente cosmetica che vorrebbe sostituirsi al Parlamento  in questi mesi quasi  totalmente svuotato delle sue funzioni, sancite costituzionalmente, senza che nessuno abbia alzato la voce. Dare l’idea di non saper decidere, di volere elemosinare idee, è un ennesimo errore ed è un colpo alla credibilità dell’ Italia anche in vista della trattativa europea. Può essere una passerella mediatica, accuratamente studiata dal suo ufficio stampa, per il presidente Conte che a malapena riesce a mediare tra il Pd e i Cinquestelle. Abbiamo un governo che si regge sulla tragedia del Coronavirus, sempre che i magistrati di Bergamo non lo mandino a casa con un avviso di garanzia ,anche se le parole della magistrata che è andata ieri a Palazzo Chigi, è apparsa molto cerimoniosa  è tranquillizzante con il presidente e i ministri. Non ci sono ragioni vere per gli Stati Generali,  se non  quelle di prendere e perdere altro tempo prezioso. E’ un segno della grande confusione in cui viviamo , unici in Europa. Ma forse Conte e il suo eccezionale ministro degli Esteri vogliono proprio essere unici in Europa . Una scelta che tende ad isolarci come un paese  il cui governo non è in grado  di decidere il futuro dell’Italia. L’Italia soffre anche l’anomalia incredibile di avere un ministro all’economia laureato in lettere che viene considerato, non si sa perché, un grande economista. I governi precedenti scelsero tutti persone competenti, il Conte bis ha messo in quella casella, comunque decisiva ,un ex comunista che ragiona ancora con certi pregiudizi ideologici obsoleti, come ha dimostrato  vistosamente da Vespa nei giorni scorsi. I latini dicevano “Mala tempora currunt”, gli Italiani di oggi ricorrono agli insulti e alle imprecazioni più volgari per esternare un disagio che è sempre più evidente e che sta determinando tensioni sociali molto più gravi di quelle che portarono il re Luigi XVI, dopo gli Stati Generali francesi alla ghigliottina. Il
furore popolare non guarda in faccia nessuno e manifesta gli istinti più bassi e violenti dell’uomo . Una lezione che non va mai dimenticata.
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 scrivere a quaglieni@gmail.com

Una collaborazione tra Stabile e TPE, un’occasione per ricominciare

Torniamo a teatro, il Carignano per tutta l’estate

Le prime immagini, in questa videoconferenza che cade verso l’ora del pranzo, sono di Lamberto Vallarino Gancia, presidente del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale. Ha scaramanticamente alle spalle l’immagine della sala del Carignano, ai tempi d’oro e non contaminati, quando il pubblico riempiva palchi e platea. Sì sì, certo, “il mondo della cultura è sempre stato vivo, ci siamo lasciati alle spalle gli spettacoli pronti ad andare in scena e inevitabilmente bloccati, le compagnie sciolte e ci siamo inventati certi piccoli apporti in streeming dei nostri attori” per dire al pubblico ecco ci siamo, ecco siamo ancora vivi: “ma il rapporto umano all’interno di una sala teatrale è irrinunciabile”.

Ecco che allora lunedì prossimo 15 giugno, sino al 13 settembre, la sala principe torinese rimarrà aperta per l’intera giornata come contenitore di Summer Plays, “per tornare ai nostri spettatori”. Certo, obbligo di mascherine, misurazione delle temperature, continua circolazione dell’aria condizionata con l’esterno, una platea che pare, ormai pronta all’inaugurazione, un ordinato campo di battaglia con l’attenta salvaguardia del distanziamentro tra i posti, una sessantina regolari gli altri accucciati e riverenti al palcoscenico (“è stato sufficiente – sottolinea Filippo Fonsatti, direttore dello Stabile – togliere il perno degli schienali inutilizzati e ripiegarli sulle sedute, una mezza giornata di lavoro a costo zero”), pronti per accogliere le borse delle signore o le giacche. Globalmente i posti sono passati da 650 a 200: ma si riapre, evviva e finalmente, c’è una gran voglia, dopo un troppo lungo intervallo abbiamo l’ansia di riempirci gli occhi del colore rosso della sala, delle voci degli attori, delle luci, degli applausi finali (le notizie che arrivano dai cinema al contrario scivolano di qua e di là, affermano e negano, anch’essi il 15 oppure si va oltre, mascherina o non mascherina, mascherina assolutamente no!, tagliamo sulle persone di servizio ma certo molti di noi non possono privare il pubblico dei bicchieroni di popcorn o di coka…parte di un introito che, pure lui, tarda ad arrivare, intanto si andrebbe inevitabilmente a ripescare tra i titoli lasciati in sospeso quattro mesi fa o in mancanza di quelli nuovi, visti i set fin qui sbarrati e la mancanza  di fiducia del mondo del cinema che attenderebbe la stagione prossima, si proporrebbero quelli passati più o meno in sordina sulle varie piattaforme: a poche ore da una decisione, di deciso non c’è assolutamente nulla).

Tornando a Summer Plays, 16 titoli per 100 serate di spettacolo. Uno sforzo non da poco, per la cui realizzazione s’è allineato il TPE – Teatro Piemonte Europa: “Questa ripresa congiunta – sottolinea la sua presidente, Maddalena Bumma, ad una sola voce con Vallarino Gancia – è un fatto importante per la Città e per la Regione, in quanto manifesta il superamento degli interessi specifici a favore di una progettualità partecipata in un momento tanto delicato, con l’auspicio che la nostra proposta venga recipita come un segnale di speranza per la comunità e rappresenti un progressivo ritorno alla normalità”.

Altre immagini che ci arrivano nella mattinata sono quella di Valter Malosti, direttore del TPE – all’ombra del grande abito che occuperà (dal 23 al 28 giugno) la sua Giulietta felliniana, con Roberta Caronia, “un po’ più impolverato ma vivo e presente”, ripartire di là dove tutto è stato interrotto, “per affrontare l’ignoto e andare avanti”, un doveroso omaggio al regista riminese nel centenario della nascita – e quella di Valerio Binasco, direttore artistico dello Stabile – nella grande area delle Fonderie Limone a dare gli ultimi ritocchi all’Intervista di Natalia Ginzburg (di cui è regista e interprete, con Arianna Scommegna e Giordana Faggiano, repliche sino a domenica 21) che inaugurerà lunedì il ciclo di proposte: “un testo che ho già messo in scena tredici anni fa con Maria Paiato ma di cui ho scoperto in questa nuova occasione nuove emozioni, pensieri non già pensati, una seriosità che non avevo sperimentato, la piena consapevolezza che protagonista è il tempo nel suo aspetto malinconico e quasi cecoviano”. Malosti e Binasco hanno marciato di pari passo, e raccogliendo artisticamente economicamente e tecnicamente le proprie risorse hanno creato degli appuntamenti che guardano alla drammaturgia contemporanea come ad autori e ad attori, soprattutto, legati al territorio.

Seguiranno Lucido di Rafael Spregelburd, interpretato e diretto da Jurij Ferrini (dal 30 giugno), Camillo Olivetti di Laura Curino e Gabriele Vacis (dal 7 luglio) e Mistero Buffo di Dario Fo, con Matthias Martelli diretto da Eugenio Allegri (dal 10 luglio); due coproduzioni Stabile/TPE saranno Una specie di Alaska di Harold Pinter con la regia di Binasco e Kollaps (Collasso) di Philipp Löhle messo in scena da Marco Lorenzi. Atteso, dal 21 al 26 luglio, e coprodotto tra Stabile, Teatro Franco Parenti e Teatro Stabile del Friuli Venezia-Giulia, Locke di Steven Knight, diretto da Filippo Dini, mentre Leonardo Lidi porta in scena dal 4 al 9 agosto La segretaria, altra “piccola virtù” teatrale della Ginzburg.

All’interno di Summer Plays, un progetto sperimentale intitolato Claustrophilia, “ideato nel momento più buio del lockdown”, al centro Molly Sweeney di Brian Friel, Blackbird di David Harrower e Dialogo, ancora uno sguardo alla Ginzburg, un progetto che prevede “luogo fisico e spazio digitale, teatro e video, con la partecipazione di tre registi cinematografici e video che sono Irene Dionisio, Michele Di Mauro e Dario Aita, per realizzare produzioni fruibili indifferentemente sul palcoscenico o su piattaforme digitali, sperimentando forme di espressione scenica di sopravvivenza”, dice Binasco, mettendo forse ordine tra quegli spettacoli filmati e visti online e incapaci di dare a chi guarda emozioni autentiche e immediate. Valter Malosti curerà ancora il “Progetto Testori” comprendente Cleopatràs e Le Maddalene, cui si aggiungeranno Testori vs Shakespeare (9 settembre), la presentazione video di Vado a vedere come diventa notte nei boschi…, un omaggio a Giovanni Moretti (il 10) e Conversazione con la morte (l’11), una lettura di Piero Nuti. Tra il 18 giugno e il 30 luglio arriveranno le Lezioni shakespeariane, ovvero sette registi di generazioni diverse racconteranno con l’aiuto di alcuni attori le scene più celebri di altrettanti capolavori del grande autore, svelando anche in questo caso la straordinaria attualità della sua scrittura.

Elio Rabbione

 

Nelle foto:

La “nuova immagine” del teatro Carignano, con i posti distanziati. Foto di Luigi De Palma

Valerio Binasco. Foto di Laila Pozzo

Valter Malosti. Foto di Laila Pozzo

Un momento delle prove di “L’intervista” di Natalia Ginzburg, regia di Valerio Binasco, dal 15 giugno al teatro Carignano. Foto di Luigi De Palma

 

 

Crisi economica: export in difficoltà ma cresce il numero delle imprese. Traffico aereo a picco

Rimangono stabili dalla scorsa settimana, rispetto a prima della crisi, al 98% la produzione economica e al 79% la mobilità dei piemontesi, mentre sono ancora il 60% i lavoratori della pubblica amministrazione in smartworking.

È quanto emerge nel nuovo rapporto che Ires Piemonte ha presentato al Gruppo di monitoraggio istituzionale della Fase 2, coordinato dal vicepresidente della Regione, Fabio Carosso, e al quale partecipano i presidenti di Provincia, i sindaci delle città capoluogo, l’Unità di Crisi, le associazioni degli enti locali, con il coordinamento delle Prefetture ed i capigruppo consiliari, e che ha il compito di verificare l’andamento della situazione socio-economica in relazione alle misure assunte per contrastare l’epidemia e alla loro graduale rimozione.

Per quanto riguarda in particolare, la nati-mortilità delle imprese, la differenza tra quelle che aprono e quelle che chiudono, mostra un saldo a favore delle prime, con una crescita quindi delle imprese. Il confronto con il 2019 a sua volta è positivo con i primi mesi di quest’anno. Due gli effetti che si sovrappongono: le nuove imprese sono meno dell’anno precedente, ma le cancellazioni sono più contenute, probabilmente per effetto delle nuove misure a supporto della continuità aziendale.

Le richieste di cassa integrazione (CIG) presentate in Piemonte sono del 50% rispetto alla platea di potenziali beneficiari.

Ha sofferto particolarmente della crisi l’export piemontese, che è sceso più di 660 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2019, con una flessione che riguarda tutto il territorio, eccetto il Vco, dove i valori rimangono quasi invariati, ed è accentuata soprattutto nelle province di Alessandria (-19,6%), dove hanno maggior peso il settore dei prodotti della metallurgia, il settore orafo e della produzione di macchinari, e di Biella (-9,4%), relativamente al tessile.

Dal report si evince anche che il traffico passeggeri e merci ha avuto un calo molto rilevante nei mesi di marzo e in tutti gli aeroporti italiani. Nei mesi di gennaio e febbraio 2020, il traffico passeggeri a Caselle era già in discesa rispetto al 2019. Nel mese di marzo il flusso scende a 2.000 passeggeri e a circa 50 ad aprile. La perdita complessiva rispetto all’anno precedente è di poco meno di un milione di passeggeri.

Un focus particolare è stato dedicato anche questa settimana alla questione della povertà, usando come fonte l’Osservatorio della povertà della Caritas di Torino, da cui emerge come durante la Fase 1 dell’emergenza siano aumentate in misura considerevole le famiglie che si sono rivolte alle Caritas per avere aiuti di natura soprattutto alimentare. Nell’attuale Fase 2, invece, sono aumentate le richieste di natura economica legate al pagamento di utenze e affitti scaduti o in scadenza. Il Centro di ascolto “Due Tuniche” nel 2020 ha incontrato 1.101 famiglie, di cui 335 si sono rivolte alla Caritas per la prima volta, e 808 erano famiglie senza minori. Il numero di disoccupati è stato di 948. Tra marzo e aprile 1.500 detenuti hanno ricevuto prodotti per l’igiene personale e mascherine Da marzo, ogni settimana la pastorale Migranti ha ricevuto cibo per preparare 300 borse spesa. In totale, le richieste di aiuto soddisfatte registrano nel periodo marzo-giugno un incremento del 73%. I Centri di Ascolto parrocchiali hanno accompagnato 2500 persone/famiglie, con un incremento delle richieste di aiuto tra l’8 marzo e il 10 giugno del 50%. Le mense hanno registrato un incremento di aiuti pari al 80%.

Il Piemonte sta ritrovando la propria normalità – commenta il vicepresidente Carosso  ma esistono ancora delle criticità, che vanno attentamente monitorate.La prima è quella dell’export, che ha subito unacontrazione a macchia di leopardo, particolarmente preoccupante nell’alessandrino. La seconda è quella dell’impoverimento di una fascia della popolazione, che dovremo cercare di recuperare, con misure di aiuto immediate e soprattutto cercando di creare occasioni di lavoro e di investimento”.

Maltempo, tregua solo domenica e lunedì. Poi pioggia fino al 20 giugno

Temporali, nubifragi, bufere di vento, e pure grandinate, persino la neve in montagna a 2500 metri. Nella prima parte del mese di  giugno è piovuto molto con  temperature sotto la media stagionale

Il meteo previsto indica  numerosi  altri giorni  di maltempo, solo con una breve tregua domenica e lunedì, quando sembrerà di essere in estate, con cielo sereno  e massime fino a 26-29 gradi.

E’ previsto qualche rovescio soltanto sui rilievi. Saranno due giorni caldi compresi tra due fasi temporalesche. Entro domenica sono previsti infatti temporali frequenti e rischio di altri nubifragi e grandinate sul nord-ovest. Una nuova  fase di instabilità è prevista tra il 16 e il 19 giugno, dal 20 temperature in aumento.