ilTorinese

Ragazzo aggredisce il padre per ottenere denaro

L’accusa è  di avere aggredito il padre per ottenere  denaro: un ventiduenne è stato arrestato dai carabinieri a Vigone.

Erano quattro anni che il ragazzo dimostrava intemperanze in famiglia. A denunciarlo sono stati i genitori alcuni giorni fa, quando il giovane, per farsi consegnare denaro, dopo le minacce ha aggredito il padre, che ha riportato ferite guaribili in dieci giorni.

(foto archivio)

Anno zero. Foreste e deserti

“Prima della civiltà c’è la foresta. Dopo la civiltà c’è il deserto”.

Lo ha detto, più o meno con queste parole visto che vado a memoria, Renè de Chateaubriand. Lui, l’autore di “Memorie del sottosuolo” e de “L’ultimo degli Abenceraghi” conosceva bene la foresta. Vi aveva vissuto nelle lontane Americhe, quando aveva dovuto abbandonare la Francia perché avverso, aristocratico cadetto di Navarra, alla Rivoluzione e ai giacobini. Vi tornerà, poi, per combattere nell’Armata degli emigrati. E resterà ferito… Ma questa è altra storia…
In America visse nella foreste. Con i Natchez. Una vasta confederazione tribale appartenente alla stirpe dei Creek. E imparentata con i più famosi Cherokee. Sperimentò così la vita dei nostri antenati, cacciatori e raccoglitori. Prima dell’inizio di quella che chiamiamo Civiltà. E la cantò, quella vita, in uno dei suoi poemi.

Fu lì, probabilmente, che l’aristocratico controrivoluzionario, uno dei primi romantici francesi, ebbe l’intuizione che la civiltà viene dalla Foresta. Che la precede e ne rappresenta la matrice culturale. Una cultura, però, anzi una Kultur magmatica, selvaggia, feroce. E proprio per questo vitale…

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Anno Zero. Foreste e deserti

MODO mobilità dolce: avete già visto il video?

E’ online lo spot video proposto da UrbanLab per raccontare la città che cambia. Il titolo della campagna, “MODO”, composto utilizzando le iniziali delle parole centrali del progetto, è da interpretarsi nel significato di “maniera, abitudine, atteggiamento, condotta”, in riferimento a una nuova modalità di approccio alla mobilità quotidiana.

Ricorrente è il concetto di “scelta”: la scelta di una modalità di trasporto alternativa comporta una forte assunzione di responsabilità personale, segno della volontà di contribuire al cambiamento positivo attraverso le nuove “buone abitudini”.

Il video è raccontato dagli Eugenio in Via Di Gioia.

Tamponi su prenotazione o con accesso diretto per chi arriva dall’estero

Per i cittadini provenienti da Spagna, Grecia, Croazia e Malta

 

Sono loro che devono eseguire i tamponi previsti dal Ministero, e tutte le Aziende sanitarie locali del Piemonte hanno attivato il servizio sia mediante prenotazione (che rimane l’opzione preferibile per evitare code e assembramenti), sia attraverso l’accesso diretto, negli orari comunicati sui siti e attraverso i recapiti telefonici delle singole Asl.

E’ consigliato eseguire il tampone presso l’Azienda sanitaria di domicilio, in quanto l’isolamento fiduciario prevede una limitazione degli spostamenti.

Gli operatori sanitari soggetti allo stesso tampone, devono invece rivolgersi alle strutture di appartenenza.

 

Virus e apertura delle scuole, le criticità

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani esprime seria preoccupazione in relazione all’allarmante incremento giornaliero dei contagi COVID 19 nell’ultima settimana in corso.

I dati e il comportamento assunto da giovani e meno giovani non lasciano molto margine di dubbio rispetto a quanto si verificherà in futuro: una curva di crescita difficilmente controllabile. Circa tali rischi avevamo espresso la nostra posizione più volte, rilevando quanto fossero inadeguate le misure adottate: un metro di distanza tra gli studenti nelle aule non solo è difficilmente praticabile, anche a causa delle diverse problematiche in cui versano molti fatiscenti istituti scolastici, ma, secondo alcuni virologi, risulta inefficace in spazi chiusi. In merito alla mascherina da consigliare (imporre? Ancora non è ben chiaro) alla popolazione scolastica viene da sorridere, se la questione non fosse drammaticamente preoccupante, constatando quanto i giovani nelle nostre belle strade e piazze italiane siano ligi all’obbligo di indossarla dalle 18 pomeriggio alle 06 del mattino. La misurazione della febbre che in tutti gli uffici pubblici dove esista la possibilità di creare assembramento viene rilevata del personale di riferimento, a scuola sarebbe affidata alle famiglie, incorrendo nel rischio di discriminazione tra personale pubblico. Per non parlare degli istituti a rischio, dove è veramente complicato mantenere un barlume di regolarità nelle attività quotidiane; è difficilmente ipotizzabile che ragazzi con propensione alla trasgressione delle norme possano essere gestiti tranquillamente. La scuola è un grande mosaico con tasselli variopinti e diversificati; non si può generalizzare, pensando di poter applicare agevolmente le stesse soluzioni a tutte le particolarità. Proprio per questo già in passato avevamo avanzato delle riflessioni e dei suggerimenti. In un anno così “imperscrutabile” sarebbe stato una prova di buon senso consentire agli “esodati” dalla legge 107/2015 di riavvicinarsi a casa o rimanere nelle proprie sedi di residenza, in considerazione che la mobilità diventa veicolo di trasmissione virale, addirittura qualche Governatore sta ventilando l’ipotesi di “chiudere” la propria regione di pertinenza. Diventa altamente umiliante e frustrante constatare la sproporzione tra il costo della vita e la retribuzione di un docente, soprattutto quando è costretto fuori sede con le condizioni attuali che il COVID 19 comporta (biglietti dei trasporti introvabili e costosissimi; aumenti spese di permanenza; spese di fitto; spese di consumo). Sarebbe auspicabile, soprattutto in considerazione dei nuovi rischi acquisiti per gli educatori (isolamento; malattia; sicurezza sul luogo di lavoro) concedere un bonus decoroso tale da poter coprire le considerevoli spese assunte oppure emanare un provvedimento legislativo atto a consentire il ritorno presso la propria sede di residenza o eventualmente rivalutare la possibilità di far svolgere le attività didattiche in modalità DaD per il personale in questione. Ricordiamo che gli insegnanti fuori sede nel raggiungere le sedi di lavoro sono maggiormente a rischio salute e pertanto nel caso in cui si ammalassero potrebbero ipoteticamente istruire una causa di servizio nei confronti del proprio datore di lavoro. Ci auguriamo che vengano finalmente presi in considerazione i disagi e le difficoltà di una categoria che più volte è stata elogiata dal Ministero per la dedizione e i sacrifici profusi al di là dei propri obblighi, aspetto che non costituisce un dettaglio, ma “sostanza”, nel momento più cruciale per il nostro Paese dal secondo dopoguerra.

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Nasce a Torino Decantico, il primo portale dove fare il corso da sommelier

Sempre più persone sono interessate al mondo del vino. Spesso, però, rinunciano a frequentare corsi da sommelier perché  distanti o organizzati secondo tabelle di marcia serrate, difficili da conciliare con impegni e lavoro. Spesso, poi, sono molto costosi. 

 

Marco Gallo, classe 1991, diploma come sommelier professionista nel 2017 e una laurea in Economia e Direzione delle Imprese all’Università di Torino, ha così avuto l’idea. «Serviva una piattaforma che guardasse avanti: abbiamo iniziata a svilupparla prima della pandemia, ma il lockdown ci ha ulteriormente convinto che fosse l’idea giusta».

Si tratta di Decantico, https://www.decantico.com/, un sito che permette di frequentare il corso da sommelier online, cercando di non perdere l’emozionalità del percorso, ma sfruttando le potenzialità della rete. Prendiamo il corso uno: 15 lezioni da 30 minuti. Al momento dell’acquisto arriva a casa anche una bella scatola con dieci mini bottiglie. «Ogni corso è un capitolo e può essere stoppato, riascoltato, rivisto, mentre si degustano i vini. Alla fine di ognuna delle 15 lezioni c’è sempre un test» spiega Marco, dal 2019 membro della commissione di assaggiatori dell’International Taste and Quality Institute di Bruxelles dove ogni anno sommelier selezionati da tutta Europa assegnano certificati di qualità a prodotti provenienti da tutto mondo.

A realizzare Decantico, primo portale in Italia del genere, è stato il torinese Richard Rizzo, che firma anche la direzione creativa di tutto progetto, nato in via Madama Cristina a Torino.

Ecco, così, che nel primo corso si parla di vino ma anche di vigne, di enologia, di vinificazione, con una panoramica sulla professione.

«Nella mia vita ho incontrato tante persone che lavorano in bar o ristoranti e per lavoro non riescono a frequentare i corsi da sommelier e vedo sempre più ragazzi interessanti. Il mondo del vino ha bisogno di guardare avanti e con questa piattaforma digitale si frequenta il corso quando e dove si preferisce, lo si stoppa mentre si assaggia, lo si rivede». Marco, che nella vita lavora in banca, ben capisce le esigenze di chi lavora o non riesce a impegnare una o due sere a settimana. Il suo mentore è Pietro Sattanino, due volte miglior sommelier del mondo e riconosciuto come uno dei massimi esperti del mondo enologico.

La chicca del percorso offerto da Decantico è poi la lezione finale, virtuale, ma one-to-one. A disposizione per domande e dubbi, 24 ore su 24, c’è anche un tutor. Si riceve, alla fine, un certificato di sommelier 100 per centogarantito dai wine-master di Decantico.

 

Il corso numero uno ‘’Decantico Master” è già online, il secondo arriverà nel mese di settembre ed è dedicato ai vini d’Italia, della Francia e del resto del mondo, il numero 3 è tutto su abbinamenti cibo/vino. L’altra rivoluzione di Decantico è il prezzo: un corso costa il 50 per cento in meno rispetto a molte proposte frontali, poiché abbatte corsi di aule, spostamenti, personale.

Ma oltre ai corsi professionali Decantico Master (da 14-15 lezioni), esistono anche quelli Decantico Taster, per appassionati, con una formula light da due, tre, quattro lezioni.

“La sosta selvaggia di bici e monopattini è un problema urgente”

“Se lasciati, per esempio, di traverso su un marciapiede, questi mezzi diventano trappole o ostacoli per persone con disabilità, anziani o genitori con passeggini: se gli utenti sono i primi a essere chiamati a impiegare buon senso e civiltà, anche l’Amministrazione può fare qualcosa in termini di controlli e misure deterrenti. Lunedì 14 settembre si discuterà in Consiglio Comunale la mia interpellanza sul tema.”

Di traverso sui marciapiedi, sulla carreggiata, sugli stalli auto, adagiati ai veicoli in sosta, talvolta gettati nei corsi d’acqua cittadini o abbandonati in qualche altra “fantasiosa” (leggasi: scorretta) maniera: la sosta selvaggia dei mezzi in sharing di mobilità alternativa, fenomeno in preoccupante crescita, è fonte di gravi problemi per quei cittadini con disabilità che incontrano così ulteriori ostacoli lungo il loro percorso cittadino, ma anche per gli anziani e per i genitori con figli piccoli e passeggini. Posto che i principali responsabili sono quegli utenti che dimenticano le regole della civiltà e del buonsenso al momento di parcheggiare biciclette o monopattini, urge che a sua volta l’Amministrazione intervenga, predisponendo adeguati controlli e scoraggiando comportamenti contrari al senso civico.

Lunedì 14 settembre discuterò in Sala Rossa la mia interpellanza (presentata il mese scorso) sul tema, per chiedere alla Giunta quali correttivi stia studiando per impedire un abbandono così invasivo di bici e monopattini in sharing, ma anche quante e quali sanzioni siano state comminate sia per l’utilizzo irregolare dei mezzi (per esempio per circolazione sui marciapiedi o sotto i portici, trasporto di un passeggero, utilizzo con contestuale uso del telefonino), sia per il posteggio dei mezzi in affitto fuori delle aree consentite.

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

Latitante arrestato dalla Squadra Volante Era ricercato da oltre 5 anni

Un cittadino marocchino di 46 anni, colpito da un ordine di carcerazione, è stato individuato lo scorso mercoledì sera da personale della Squadra Volante impegnata nel servizio di controllo del territorio.

Gli agenti hanno notato un gruppo di 3 maghrebini all’angolo fra Corso Vercelli e via Cervino che, al passaggio della Volante, hanno iniziato a confabulare ed all’improvviso hanno cambiato direzione. I poliziotti li hanno raggiunti sottoponendoli  a controllo. Due sono regolarmente residenti sul territorio nazionale e in possesso dei documenti previsti. Il terzo, invece, ha declinato le proprie generalità oralmente, essendo privo di qualsiasi documento; accertamenti svolti negli uffici della Questura tramite le impronte digitali hanno fatto emergere che l’uomo aveva, in realtà, fornito false generalità allo scopo di sottrarsi all’arresto. Infatti, il quarantaseienne è destinatario da oltre 5 anni di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Alessandria per l’esecuzione di una sentenza, per reati inerenti agli stupefacenti, che prevede la pena della reclusione per 4 anni, 8 mesi e 1 giorno. Il ricercato, nonostante abbia cambiato città e usato l’escamotage di modificare parzialmente il cognome e la data di nascita durante il controllo di polizia, è stato compitamente identificato e assicurato alla giustizia.

Come Augusta Taurinorum

FRECCIATE   Non passa giorno che non ci sia una sua dichiarazione. I suoi bersagli preferiti  sono gli atti amministrativi del Sindaco di Torino, Chiara Appendino. Oggi prende di mira i mille euro da assegnare  alle famiglie rom che dovrebbero lasciare i campi abusivi. Domani chissà. E spesso ai comunicati roboanti associa presentazioni di esposti alla magistratura contabile e a volte a quella ordinaria. Si’, stiamo parlando della parlamentare torinese presentissima mediaticamente. Molti ancora non la conoscono per via della giovane età o per il cognome non facile da ricordare. Ma una volta che si memorizza il nome di battesimo, che è anche un nobile nome torinese di battaglia, è difficile dimenticarlo… Augusta, come Augusta Taurinorum.

L’arciere