ilTorinese

La sindaca: “Parola fine al campo rom di via Germagnano”

Scrive Chiara Appendino  in un post su Facebook: “Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto: dopo vent’anni abbiamo messo la parola fine al campo Rom di via Germagnano”

Prosegue la prima cittadina: “Senza rumore, senza proclami, senza slogan ma con il lavoro serio e intenso di tutte le Istituzioni e le realtà coinvolte, che ringrazio.

E vorrei interrompere sul nascere le polemiche relative agli spostamenti delle famiglie in altre parti della Città.

Come riferito dalla Polizia Municipale, ci sono due camper provenienti da Germagnano in piazza d’Armi, posizionati lì in via temporanea. E sei famiglie in una strada privata di via Reiss Romoli.

Entrambi i casi sono attenzionati dalla Polizia Municipale così come è attivo il monitoraggio di tutto il territorio”.

 

Campo Rom abusivo di via Germagnano: i numeri (Dal sito di Chiara Appendino)

Dal punto di vista delle persone che occupavano il campo, secondo l’attento monitoraggio della Polizia Municipale, con un censimento pressoché quotidiano, alla data del 17 aprile 2020 erano presenti 170 famiglie e un egual numero di manufatti. Per un totale di 404 persone, di cui 94 minori.

Come ormai è noto e hanno spesso raccontato anche gli organi di stampa, gli uffici della Città sono sempre stati presenti all’interno del campo per confrontarsi con gli occupanti e per informarli che il momento del superamento del campo sarebbe arrivato in tempi brevi.

Ecco che, alla data del 10 luglio 2020, le persone presenti nel campo erano scese spontaneamente a 212 (di cui 41 minori).

Delle 170 famiglie presenti, 97 si sono allontanate senza richiesta di incentivo, mentre 73 hanno richiesto l’incentivo.

Dal punto di vista ambientale il ripristino dell’area si dividerà in tre fasi:
– Rimozione delle baracche
– Caratterizzazione dei rifiuti
– Rimozione dei rifiuti

Successivamente si procederà all’analisi del terreno e alle operazioni di bonifica dell’area.

via germagnano dopo la liberazione

Dove andranno i Rom che vivevano nel campo abusivo?

Tutti hanno sottoscritto un impegno di allontanamento dall’area.

Si tratta per la maggior parte di Rom romeni: molti di loro sono tornati in patria.

Altri si sono dimostrati disponibili a proseguire un percorso con i servizi sociali, che preveda da parte della famiglia specifici doveri, a partire dall’istruzione dei minori. Per cui c’è stata, a prescindere, la massima tutela.

Parliamo di una comunità prevalentemente stanziale, dunque non tutti hanno roulotte con cui potersi posizionare altrove.

In ogni caso la Polizia Municipale è già al lavoro per monitorare qualsiasi nuova forma di occupazione abusiva e intervenire in caso di necessità. Tanto di aree pubbliche quanto di spazi privati.

Di quelle segnalate in queste ore dagli organi di stampa abbiamo già evidenza. Proseguiremo con il monitoraggio e le iniziative del caso per impedire nuovi fenomeni stabili di accampamento abusivo.

 

Lupi in aumento, Uncem: “Urgono soluzioni”

“Il numero di lupi è in crescita. Come lo sono le aggressioni alle greggi sui versanti alpini e appenninici. L’ho scritto  ai Ministri Costa e Bellanova.

Perché i Sindaci sono preoccupati. I lupi avvicinano sempre di più ai borghi e alle case, ci vanno dentro. Le aziende agricole, margari e allevatori, sono molto allarmati. Molti neanche più salgono in alpeggio. Tengono gli animali ben chiusi nelle stalle e nei ricoveri. Le preoccupazioni sono troppe. Mandrie e greggi decimante, un rischio che non si può correre. Per questo ai Ministri ho detto che servono soluzioni concrete, urgenti. C’è chi pensa solo al monitoraggio. Uncem chiede soluzioni. E un coinvolgimento con le Associazioni di categoria agricole a un tavolo congiunto di Ministero dell’Ambiente e Ministero delle Politiche agricole. Non c’è più tempo per dati e grafici. Occorrono soluzioni a vantaggio delle comunità che vivono Alpi e Appennini”.

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem

Poste, le pensioni accreditate dal 26

Poste Italiane comunica che in provincia di Torino le pensioni del mese di settembre verranno accreditate a partire da mercoledì 26 agosto per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti dagli ATM Postamat disponibili in provincia, senza bisogno di recarsi allo sportello.

Coloro che invece non possono evitare di ritirare la pensione in contanti, nell’Ufficio Postale, dovranno presentarsi agli sportelli rispettando la turnazione alfabetica prevista dal seguente calendario che potrà variare a seconda del numero di giorni di apertura dell’ufficio postale di riferimento

I cognomi

dalla A alla B      mercoledì 26 agosto

dalla C alla D      giovedì 27 agosto

dalla E alla K      venerdì 28 agosto

dalla L alla O      sabato mattina 29 agosto

dalla P alla R      lunedì 31 agosto

dalla S alla Z       martedì 1° settembre

Il mistero della certificazione (mancante) dei dehors

“Non risultano, in Italia, fornitori in grado di rilasciare le certificazioni CE per gli ombrelloni, richieste come necessarie dal Comune di Torino: decine e decine di pratiche sarebbero dunque attualmente bloccate presso gli uffici. Danni economici gravissimi per i gestori dei locali e per i professionisti – geometri e architetti – ai quali si sono rivolti: porterò il tema in Sala Rossa con un’interpellanza”

Il nuovo Regolamento per dehors e padiglioni è stato approvato e la delibera straordinaria e temporanea per l’occupazione del suolo pubblico è in vigore: ma decine e decine di pratiche per la collocazione di ombrelloni si sono “arenate” presso gli uffici della Città. Lo fanno sapere geometri e architetti, che riferiscono che tutte le pratiche relative a ombrelloni per dehors da loro protocollate a partire dallo scorso gennaio sono state bloccate in quanto prive di certificazione CE, richiesta come condizione imprescindibile. Non risulterebbero, su tutto il territorio nazionale, fornitori in grado di rilasciare certificazioni di questo tipo: tutto ciò corrisponde al vero? Se sì, la Città di Torino si troverebbe nell’impossibilità di garantire l’approvazione dei dehors. Il danno economico, per i gestori dei locali e per gli studi di geometri e architetti, è ingente. Chiederò alla Giunta, con un’interpellanza già depositata e la cui discussione è prevista per lunedì 21 settembre, come intenda sbloccare questa situazione di stallo.

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

Tre giorni di caldo e nel weekend pioggia

Su Torino e Piemonte da martedì tre giorni di caldo asciutto, con  massime a 32-33 gradi.

Ma venerdì e sabato è prevista  un’ondata temporalesca, con possibili nubifragi.

Da domenica le temperature massime saranno al di sotto dei 30 gradi anche in pianura.

Le condizioni meteo resteranno variabili fino al 2 settembre e poi, un poco alla volta,  arriverà l’autunno.

Napoli (Fi): “Appendino ha fatto bene a cancellare scritte ingiuriose”

Ha fatto bene il sindaco Chiara Appendino a far cancellare le scritte ingiuriose contro la Lega apparse in alcuni quartieri della città. Ha compiuto un gesto di civiltà politica per il quale non dovrebbero servire neppure commenti, ma sarebbe da considerare normale in un Paese normale.

Osvaldo Napoli, capogruppo Forza Italia Comune di Torino

Dopo il nubifragio terra e foglie nei tombini

FRECCIATE   Ci dispiace polemizzare con Chiara Appendino e con la Smat ma i tombini di Torino in corso Matteotti e corso Vinzaglio, dove è si è scaricata la forza del nubifragio di lunedì scorso, restano occlusi di terriccio e foglie. Non ci resta che sperare nel bel tempo.

L’arciere

 

Coronavirus, in Piemonte 40 nuovi contagi

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.30

 

26.616 PAZIENTI GUARITI E 529 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 26.616 (+10 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3315 (+2) Alessandria, 1599 (+0) Asti, 848 (+0) Biella, 2520 (+1) Cuneo, 2381 (+1) Novara, 13.675 (+3) Torino, 1119 (+0) Vercelli, 980 (+2) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 179 (+1) provenienti da altre regioni.

Altri 529 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI RIMANGONO 4143

Nessun decesso di persona positiva al test del Covid-19 è stato comunicato nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione, (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale rimane quindi di 4143 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 681 Alessandria, 256 Asti, 208 Biella, 398 Cuneo, 373 Novara, 1833 Torino, 222 Vercelli, 132 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 40 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 32.383 (+ 40 rispetto a ieri, di cui 34 asintomatici. Dei 40 casi, 27 screening, 11 contatti di caso, 2 con indagine in corso. I casi importati sono 30 su 42) i casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisi su base provinciale: 4148 Alessandria, 1910 Asti, 1066 Biella, 3057 Cuneo, 2916 Novara, 16.214 Torino, 1468 Vercelli, 1166 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 278 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 160 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 5 (+ 2 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 83 (+5 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 1007

I tamponi diagnostici finora processati sono 560.823 di cui 310.514 risultati negativi.

Vietti, emozione mondiale

Emozionato e soddisfatto Celestino Vietti dopo la  sua prima vittoria in gara in Moto3 al Red Bull Ring. E’ a 40 punti da Arenas

Al  Gran Premio di Stiria  il  giovane pilota piemontese dello Sky Racing Team VR46  ha segnato  il primo successo della carriera nella classe più leggera del mondiale. Nella magnifica competizione ha guidato una doppietta tricolore e ha sconfitto  Tony Arbolino a due giri dal termine.

“E ‘sicuramente il giorno più bello della mia vita –  ha detto Vietti a fine gara – Quando ho passato il traguardo solo grandi urla e pianti. Io non mi sarei mai aspettato un giorno di riuscire a conquistare una vittoria nel mondiale. Un grande grazie a tutta la squadra,  senza di loro non sarei mai arrivato qui, e grazie alla mia famiglia che mi segue sempre, i miei genitori. Mio papà è sempre venuto a tutte le gare, lui c’è sempre”.

Foto Sky Racing Team VR46 

Arrigo Levi, addio all’ultimo grande direttore

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / La morte di Arrigo Levi priva il giornalismo dell’ ultimo grande direttore e di uno degli ultimi giornalisti di alta professionalità e di sicura onestà intellettuale. Ci siamo conosciuti e frequentati durante tutto il suo periodo di direzione alla  “Stampa”, un periodo funestato dal terrorismo e dalla morte di Carlo Casalegno, vicedirettore del giornale e vittima delle Br.

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Levi era andato volontario nella prima guerra – arabo israeliana nel 1948 in difesa dello Stato di Israele, un’ idea che mantenne coerente per tutta la sua vita, cantando, in fin di vita, in ospedale, l’Inno di Israele. Era un uomo di respiro  internazionale e credo che il clima torinese un po’ provinciale gli stesse stretto anche se cercò di dialogare con la città.
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 Volle continuare l’opera di Alberto Ronchey  di cui fu successore, nell’aprire il giornale a contributi e idee diverse, rispetto ad un principio liberale che egli sentiva profondamente. Tra i nuovi collaboratori ci furono Manlio Brosio e Aldo Garosci. Chiese delle vignette al grande Mino Maccari, creando una speciale terza pagina della domenica.  A presentarmelo durante un pranzo al “Cambio” fu il direttore uscente Ronchey  che volle raccomandargli il <<suo Pannunzio >> che durante la direzione di Levi  divenne luogo prediletto degli incontri fantasiosi del Conte di Cavour immaginati da Stefano Reggiani su idea Ferruccio Borio. Credo che gli stesse stretta una parte di redazione e un’altra parte che fiancheggiava i terroristi rappresentasse una vera spina nel fianco. Fu lui a non volere la direzione di “Stampa sera“ , covo di estrema sinistra, che fino ad allora aveva per direttore lo stesso giornalista che dirigeva l’edizione del mattino. Aveva tra i suoi redattori uno dei più grandi giornalisti, Vittorio Messori, che forse non poté valorizzare come avrebbe meritato. Stiamo già sentendo con fastidio  le voci dei giornalistini egocentrici e narcisisti che si autodefiniscono  il  braccio destro” del direttore e ne tessono le lodi post mortem.  Ricordo che quando Gheddafi chiese la sua testa per un elzeviro scherzoso di Fruttero e Lucentini, il Centro “Pannunzio” fece affiggere un manifesto in tutta Torino di solidarietà a Levi. Conservo una sua lettera molto affettuosa di ringraziamento. Poi il  rapporto continuò durante il settennato di Ciampi alla presidenza della Repubblica. Ebbi più consuetudine con Gaetano Gifuni, segretario generale, ma spesso mi sentii anche con Levi che una volta venne su mio invito a ricordare Casalegno insieme al direttore Marcello Sorgi al liceo d’Azeglio durante la presidenza di Giovanni Ramella.  Mi permisi nel mio intervento di definire Casalegno un moderato, considerando che altri lo ritenevano impropriamente uomo di destra. Moderato, dissi, in opposizione ad estremista. Levi non accettò questa tesi e sostenne che Carlo era un <<estremista della democrazia >>, una tesi  che lasciò perplessa  la vedova di Carlo Dedy  che condivideva le mie idee. Poi alla cena al “Cambio” che seguì nacque un confronto molto affettuoso ma vivace tra Dedi e Levi su Casalegno. In seguito parlammo noi due a lungo di Ciampi di cui era Consigliere: mi disse di lui delle cose molto affettuose e intime che rivelano la grandezza umana ed intellettuale del Presidente di cui ho scritto in un mio libro. Poteva apparire strano che una grande penna del giornalismo internazionale rinunciasse alla scrittura per servire un Capo dello Stato, ma capii che Levi lo fece, sentendolo come una missione civile. Prima di tutto è stato un grande italiano fedele alle Istituzioni della Repubblica. E  anche come tale gli va reso grazie.
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Scrivere a quaglieni@gmail.com