La prima delle tre sessioni, il 21 novembre, su Zoom, sul tema “Ripartire dalla persona: solo il lavoro salverà l’Italia”
“Polis Policy – Accademia di Alta Formazione” è giunta quest’anno alla sua quarta edizione, ha conservato il suo contenuto attento alle tematiche sociali e ai cambiamenti presenti nel nostro Paese; hasemplicemente adeguato la sua forma all‘emergenza Covid in corso, svolgendosi online sulla piattaforma Zoom sabato 21 novembre, per il primo dei tre appuntamenti previsti.
La prima delle tre sessioni ( il 30 novembre e 20 marzo le altre due ) sarà dedicata al tema “Ripartire dalla persona: solo il lavoro salverà l’Italia”. Ne parleranno il professor Paolo Benanti della Pontificia Università Gregoriana, il Presidente e CEO Ford Authos Francesco Di Ciommo, il Presidente di Assolavoro Alessandro Ramazza, la portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, Claudia Fiaschi, e Guido Capetti, Professore di Storia dell’Arte.
“Iniziamo questa quarta edizione di Polis Policy, la nostra Accademia di Alta Formazione -spiega il Presidente dell’Associazione “Difendiamo il futuro”, Andrea Donna – con la convinzione che il tema che affronteremo sia di particolare attualità e di sicuro interesse. L’uomo e il lavoro costituiscono, infatti, un binomio inscindibile che, in questa sessione di lavori, verràanalizzato con la messa in campo di strumenti critici, in grado di fornire ai partecipanti la chiave per approcciare il tema in maniera lucida e documentata“.
Il format scelto da “Polis Policy“ per queste sessioni di lavoro, come per quelle degli anni precedenti, è da sempre molto agile, pensato per ampliare al massimo la possibilità di interazione tra partecipanti e relatori. La prima parte della sessione si intitola “Vision“ e rappresenta l’introduzione all’argomento; la seconda, dal titolo “Agorà“ ne costituisce il momento di discussione e di confronto tra punti di vista diversi inerenti la tematica trattata; la terza, “Another Vision“, costituisce, infine, un approccio alternativo sul focus della sessione attraverso la visuale artistica.
Polis Policy è il percorso creato dall’Associazione “Difendiamo il futuro” e proposto in una fase di grande cambiamento, a livello storico e sociale. Si tratta di una Accademia di Alta formazione,dedicata a quei cittadini che vogliano impegnarsi a vantaggio delbene della “res publica”, intesa come “cosa pubblica“, attraverso la riscoperta dei valori fondamentali dell’approfondimento e dell’analisi, capaci di renderli maggiormente consapevoli nella loro vita civile e comunitaria.
Oggi l’emergenza sanitaria rappresenta la priorità assoluta, ma appare anche fondamentale adottare una visione prospettica capace di tracciare la strada per la ricostruzione, in modo equo, del nostro Paese, fatto che non può non prescindere dal tema del lavoro.
Mara Martellotta

e inoltre vi sono tutta una serie di normative che, pur essendo di diversa natura, toccano comunque il mondo della scuola. Come divincolarsi dunque in una materia così articolata ed arzigogolata? Proviamo a partire, come si suol dire, dall’inizio. La prima importante riforma che è bene ricordare è la Legge Casati, promulgata dal Ministro della Pubblica Istruzione Gabrio Casati nel 1859, considerata come il vero e proprio atto di nascita della nostra scuola italiana. Tale norma pone a carico dello Stato la responsabilità dell’educazione del popolo e sancisce per la prima volta l’obbligatorietà e la gratuità della scuola elementare. Il primo ciclo scolastico, secondo tale normativa, era articolato su due bienni, (di cui solo il primo obbligatorio), a cui seguiva una duplice scelta: il ginnasio (a pagamento) o le scuole tecniche. Dopo questi anni di studio e formazione vi era l’università a cui però accedevano solo gli studenti che avevano frequentato il ginnasio, spesso figli di famiglie agiate e che potevano permettersi di supportare i giovani nello studio. Con la legge Casati, inoltre, si cerca di affrontare per la prima volta la grave problematica dell’analfabetismo dilagante in tutta la penisola: la situazione non viene risolta e tale aspetto si va a sommare con gli altri difetti della normativa, a noi evidenti.
La riforma Gentile è complessa e articolata, è possibile comunque evidenziarne alcuni punti chiave, come l’estensione dell’obbligo scolastico fino ai 14 anni, l’ istituzione di scuole speciali per allievi in condizione di disabilità sensoriali della vista e dell’udito, l’ istituzione di rigidi controlli per l’inadempienza dell’obbligo scolastico e la creazione di appositi istituti magistrali per la preparazione dei maestri elementari. I programmi delle scuole elementari ripristinano l’insegnamento della religione cattolica, salvo richiesta di esonero, e valorizzano il canto, il disegno e le tradizioni. La struttura del sistema scolastico italiano resta sostanzialmente improntata a tale modello anche dopo la fine del fascismo, ed i programmi della scuola elementare non subiscono variazioni significative per oltre quarant’anni. Nel 1939 il Ministro Giuseppe Bottai propone una nuova riforma volta a sottolineare la necessità di una scuola di massa, distinta e gerarchizzata al suo interno, che risponda alle esigenze economiche del paese e del governo. Tale riforma rimane però sulla carta, lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale fa sì che venga approvata solo la Legge del 1940 riguardante la scuola media, che diventa così un unico triennio uguale per tutti i corsi inferiori ai licei e agli istituti tecnici e magistrali; rimane inalterato il sistema dell’avviamento professionale. Essenziale, per il nostro discorso sulle riforme scolastiche, è la Costituzione della Repubblica italiana, promulgata il 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1 gennaio 1948. Il documento dedica alcuni articoli all’istruzione, che viene considerata essenziale per procurare un maggior benessere alla collettività e per migliorare ed elevare le condizioni di vita dei cittadini. Si sottolinea la necessità di avere una scuola democratica, che sia d’aiuto alla formazione della persona e che prepari i singoli individui a vivere nella società, intesa come luogo di integrazione e di esplicazione della propria personalità.
Il
Bianco
