24 novembre: il seminario “Donne e cura del denaro” in collaborazione con l’INPS sugli strumenti e le modalità con cui le donne possono acquisire maggiore autonomia nella gestione delle loro finanze
26 e 27 novembre: il festival “Il mio posto nel Mondo” dedicato agli studenti delle scuole secondarie di II grado sull’importanza di investire sul proprio capitale umano ed essere imprenditori di sé stessi. Tema 2020: la creatività
Le attività del Museo del Risparmio di Intesa Sanpaolo non si fermano, nonostante la chiusura come per tutti i musei in Italia a causa delle disposizioni governative per fronteggiare l’emergenza sanitaria Covid-19, ma continuano in forma digitale con una serie di appuntamenti rivolti ad adulti, famiglie e ragazzi anche nel mese di novembre, seguiti da un pubblico online sempre più numeroso.
Le iniziative del primo museo al mondo dedicato all’educazione finanziaria si inseriscono nell’ampio palinsesto annuale che presenta quest’anno importanti novità come la possibilità di visitarlo interamente da remoto, anche grazie a numerosi video, e di scaricare app innovative per familiarizzare con la complessa arte della gestione del denaro.
Martedì 24 novembre, ore 16.00 – Donne e cura del denaro – webinar
Un seminario promosso dal Museo del Risparmio con la collaborazione di INPS che intende favorire la riflessione sugli strumenti e le modalità con cui le donne possono acquisire maggiore autonomia nella gestione delle loro finanze. Per scaricare il programma e il link di accesso all’evento https://www.museodelrisparmio.it/donne-e-cura-del-denaro-webinar/
Giovedì 26 e venerdì 27 novembre – Festival “Il mio posto nel Mondo”
Ogni anno il Museo del Risparmio dedica il festival “Il mio posto nel Mondo” agli studenti delle scuole secondarie di II grado, per farli riflettere sull’importanza di investire sul proprio capitale umano e di divenire imprenditori di sé stessi. L’incontro è dedicato alla valorizzazione del capitale umano dei ragazzi delle scuole superiori e i temi di quest’anno sono le idee e la creatività, aspetti che possono contribuire a trovare la propria strada e di pensare “out of the box”. In collaborazione con Museo Lavazza e con l’Associazione Next Level, l’evento si svolgerà in formato esclusivamente digitale e sarà aperto agli studenti di tutte le scuole italiane, che potranno seguire in diretta le video interviste a testimonial d’eccezione (tra i quali il campione di bici Vittorio Brumotti, il vincitore del premio “Migliore insegnante del mondo 2020” Daniele Manni, lo chef stellato Federico Zanasi) e dialogare con loro.
Per maggiori informazioni sul programma del Festival: https://www.museodelrisparmio.it/il-mio-posto-nel-mondo-2020/
Il Museo del Risparmio è l’iniziativa di educazione finanziaria di Intesa Sanpaolo. È aperto dal 2012 ed è membro fondatore dell’International Federation of Finance Museums (IFFM), una rete internazionale di musei, privati e pubblici, dedicati al tema della finanza
Questo divieto, per non passare in cavalleria, dovrebbe quanto meno obbligare ad una separatezza formale assoluta fra le due funzioni.
A seguito dell’incidente, il Comitato Rodotà, che insieme a Sinistra Popolare, Rifiuti Zero Torino, al circolo torinese di Italexit con Paragone e ad altri si batte contro la vendita ai privati di TRM, ha presentato un esposto al consiglio notarile nazionale e a quello di Torino in cui si afferma la gravità inaudita per la credibilità stessa del notariato, istituzione garante della legalità, del fatto che il notaio Ganelli, titolare di sigillo rilasciato dallo Stato italiano, eserciti la sua professione in una sede che cerca di sottrarsi alla giurisdizione nazionale e al pubblico italiano. Il nostro Ministero Esteri nel Cerimoniale Diplomatico della Repubblica indica esplicitamente come inammissibile che un titolare di pubbliche funzioni come quella notarile sia anche console onorario straniero. “Si ritiene infatti che il cittadino non possa essere un organo dello Stato italiano e, nel contempo, un organo di un altro Stato” (pag 42).
Oggi si parla poco di lui, ma De Gaulle è un gigante della storia, un generale e uno statista di eccezionale levatura che salvò due volte la Francia: dopo la sconfitta del 1940 ad opera della Germania nazista e durante la crisi della IV Repubblica e la crisi d’Algeria. Essere statisti e militari e’ virtù molto rara nella stessa persona. Non era un politico , ma fu uno statista e soprattutto un patriota, un uomo di inesausta passione civile e di limpida onesta’. Capi’ la crisi della governabilità in atto nella IV Repubblica dilaniata dai politicanti e diede vita ad una nuova Repubblica che ancora oggi garantisce democrazia ed efficienza.Fu un anticipatore. Quando senti’ che i Francesi non avevano più fiducia in lui, si ritirò a vita privata due volte. Oggi l’Italia andrebbe totalmente liberata dai politicanti incompetenti e ladri che stanno definitivamente mandandoci in rovina anche a causa del COVID che non hanno saputo fronteggiare. Il piccolo De Gaulle italiano fu Randolfo Pacciardi che si rivelò un inetto, per non dire dell’ex ambasciatore golpista Sogno, un personaggio da operetta, se non politica mente mitomane. Era un uomo simpatico per una partita a scopa, ma nulla di più. Aveva ben operato come partigiano, ma poi tu tto il resto fu un fallimento e un pasticcio. Tutti e due opacizzarono il nome di De Gaulle , dandone un’idea del tutto errata. Anche la Francia di oggi avrebbe bisogno di lui perché Macron non è adeguato ai tempi duri. Una grande riforma dello Stato e del metodo elettorale per una Repubblica presidenziale forte e democratica, sarebbe indispensabile . Sarebbe anche necessario spazzare via le regioni che si sono rivelate inutili, costose, controproducenti e ricettacolo di corruzione molto evidente. Andrebbe rifondato lo Stato , cacciando gli inetti. Peccato che De Gaulle sia morto 50 anni fa e che ne’ in Francia ne’ in Italia ci sia qualcuno che possa essere a lui paragonato. Forse in Italia avremmo una donna molto decisa, capace, onesta e controcorrente che potrebbe salvarci . Una sorta di Giovanna d’Arco o di Veltro dantesco perché nella situazione in cui ci troviamo non bastano le mezze figure che sono sulla scena. Tanto per essere chiari, non mi riferisco alla donnina delle borgate romane che proviene dal MSI che parla spesso a vuoto e si è anche un po’ montata la testa. Occorrerebbe invece gente di specchiata tradizione democratica e di alto profilo intellettuale come lo fu il grande Generale che senti ‘ la Patria come ragione di vita. Fu l’ultimo Re di Francia , ma un Re capace di fare dei passi indietro . Un esempio unico nella storia del ‘900. Peccato che la sua grande eredità politica sia stata sprecata in Italia da uomini ambiziosi e incapaci. Richiamarsi a De Gaulle oggi avrebbe un senso profondo perché De Gaulle fu un uomo di Stato nel senso più alto e nobile , un qualcosa di molto raro sia nella storia di Francia che in quella italiana. Io gli perdono anche il tentativo che fece dopo la guerra di annettersi l’italianissima Valle d’ Aosta.