Ieri sera davanti al televisore fino ad ora tarda. Non avevamo altra scelta. Tutti basiti e concordi su un comune giudizio. Prima Trump era un problema politico per alcuni e per altri una risorsa. Ora solo un problema psichiatrico.
Al Campidoglio la situazione è normalizzata e almeno in parte le conseguenze sotto gli occhi di tutti. Il vicepresidente ha chiamato la guardia nazionale di fatto esautorando Trump. Che altro poteva fare? Manco Benito Mussolini è potuto arrivare a tanto. Se la ride compiaciuto Putin che dopo aver aiutato Trump ad essere eletto , li’ si’ con brogli informatici , tra un po’ dirà: visto che gli States sono inaffidabili? Poi i cinesi. Tutto un programma. Probabilmente Salvini è spiazzato. La Meloni continua nel dire : quando toccherà a me governare ne vedrete delle belle. Eccolo lì Di Battista che sta dalla parte di Trump. Passa dai Gilet Gialli al ku klux klan. Trump è finito ma non è finito il trumpismo . Quasi sicuramente preesistente a Trump stesso. Come gli oltranzisti di destra degli States non molleranno, non molleranno i nostrani. Non molleranno in Ungheria come in Polonia. Ma come negli States in Italia il cerino in mano passa ai moderati. Sono i primi che non hanno sopportato Trump e il trumpismo. Ora, unica scelta possibile è la totale rottura. Il famoso isolamento in cui si trova Trump. Con un piccolo dettaglio locale. Cirio ha chiesto le dimissioni dagli enti regionali, di uomini da lui nominati, che hanno inneggiato a modo loro al fascismo e al Duce. Le dimissioni non sono arrivate e Cirio ha chiesto la tessera di Fratelli d’Italia. Cioè ha chiesto la tessera di chi rappresenta quegli stessi uomini. Mi rendo conto di entrare in un terreno minato e cerco d essere il più comprensibile possibile. Stare insieme a chi in certo qual modo professa d’essere nostalgico non vuol dire essere automaticamente fascista. In questa giunta ci sono assessori come Andrea Tronzano che, conoscendolo personalmente, hanno la mia stima. Sono convinto che Andrea , oltre che competente è un sincero democratico e , appunto, moderato. Convinto che le piccole conquiste o soluzioni dei problemi siano propedeutiche alla convivenza civile.
Chi giustifica o cerca di giustificare ciò che ha detto e soprattutto fatto Trump si pone al di fuori di questa convivenza civile e soprattutto pacifica. Per oggi e, forse, per sempre, l’unico sistema possibile è la democrazia. Viene sempre in mente Sandro Pertini. “Preferisco la più imperfetta democrazia alla più efficiente dittatura”. Il perché è molto semplice. Nel primo sistema lo posso dire , nel secondo mi mettono in galera se dico che non ci credo. È fondamentale la convivenza che vuole soprattutto dire sapere e poter dire ciò che si pensa.
Patrizio Tosetto
Ma, leggendo stamattina, il titolo del giornale di Torino e della sua Ztl, non può che allibire: “C’era una volta l’America“, quasi fosse avvenuto un golpe di stampo guatemalteco negli USA. L’America che è un grande. Paese democratico quando l’URSS , tanto rimpianta da certi giornalisti, era una dittatura che incarcerava i dissidenti e li condannava al manicomio, non finisce sotto i colpi di un vecchio impazzito che ha perso ogni buon senso ed ha smarrito definitivamente una dignità che non ha mai avuto. Gli USA , e lo stanno dimostrando, sono un paese ben vivo che ha reagito con compostezza ad un atto simbolico che non avrebbe mai potuto minacciare la democrazia. Il titolo dell’editoriale “La democrazia colpita al cuore“ rivela una drammatizzazione disinformata dei fatti e un pregiudizio anti americano che fa pensare a quello dei vecchi comunisti. Pensino lor signori ai colpi inferti ogni giorno alla democrazia italiana da Conte e abbiamo il coraggio di scriverne. Lascino ad altri la stesura di articoli più impegnativi. Un direttore colto come Alberto Ronchey non avrebbe consentito certi estremismi e neppure il vecchio Giulio de Benedetti avrebbe accettato il pressappochismo informativo odierno che umilia la testata che fu dell’ambasciatore Alfredo Frassati. Urge una lettura accelerata e pur approfondita di Tocqueville e di Luraghi per capire cosa sono stati gli Usa che sono rimasti coerenti, tra alti e bassi, alla loro storia.