ilTorinese

Il 23 maggio la Gran Fondo Laigueglia – Lapierre

Un invito – chiaro e deciso – a “non aver paura” e a partecipare “in maniera serena” alla Gran Fondo Laigueglia – Lapierre.

A firmarlo il patron del Gs Alpi Vittorio Mevio che ricorda gli “elevati standard di sicurezza” della manifestazione ligure, garantendo che – pur nel rigoroso rispetto dei protocolli anti-Covid – quella del prossimo 23 maggio sarà comunque una “grande festa di sport”.

“Finalmente – scrive Mevio – fra qualche settimana torneremo sui pedali. Lo faremo nel rigoroso rispetto dei protocolli, garantendo a tutti i partecipanti i più elevati standard di sicurezza. Dal Bike-Village al pasta party in modalità ‘take-away’, dai ristori con sacchetti monouso sigillati all’utilizzo di tutti i dispositivi di protezione, siamo pronti ad accogliervi per tornare a vivere finalmente un’altra splendida giornata di sport all’insegna della passione e della condivisione”.
“Non è la prima volta – aggiunge – che, come Gs Alpi, allestiamo un appuntamento ciclistico durante la pandemia. Sul piano organizzativo abbiamo già sperimentato i nuovi format durante l’ultima Gran Fondo di Alassio che, seppur con una platea di partenti più modesta, ci ha permesso di collaudare e migliorare l’intera macchina organizzativa. Per questo, il nostro invito è quello di venirci a trovare senza alcun timore. Il prossimo 23 maggio troverete i più alti livelli di sicurezza, paesaggi unici e il nostro tradizionale spirito di accoglienza e di ospitalità”.

La rassegna dei libri più letti del mese

In aprile torniamo a occuparci dei libri più letti e commentati dai membri del gruppo FB Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri.

Questo mese, il dibattito tra lettori è stato animato da Milkman, di Anna Burns, che affronta il tema della guerra civile in Irlanda, tema che rischia di tornare tristemente attuale; La Ballata Di Ned Kelly, di Peter Carey che permette di aprire una finestra sulla narrativa australiana contemporanea; La Festa Del Raccolto di Thomas Tryon, un horror vecchio stampo martoriato da un’orribile traduzione.

 

In attesa che sia possibile incontrare dal vivo i nostri autori preferiti, questo mese NOVITAINLIBRERIA.IT ha intervistato quattro scrittori che proprio in aprile hanno pubblicato i loro nuovi lavori: Azalea Aylen esordiente autrice del fantasy Gli Infiniti Passi Dell’Anima (Edizioni Carpa Koi), Mauro Zanetti che torna in libreria con il giallo Tracce Parallele (Nulla Die Edizioni), Domenico Celestino che presenta La Gioventù Perduta il suo romanzo di esordio ambientato negli anni 70 e Adriano Moruzzi, autore di Jona, il piccolo astronauta (Vertigo), pensato per i lettori più giovani ma perfetto per ogni età.

Se siete appassionati lettori o semplici curiosi in cerca di nuovi titoli, venite a trovarci ed entrate nella comunità di lettori più frequentata di Facebook: Un libro tira l’altro ovvero il passsaparola dei libri!

 

 

redazione@unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it

In piena attività il cantiere del grande museo della fotografia di piazza san Carlo

Entrano nel vivo i lavori per la realizzazione delle Gallerie d’Italia a Torino, il museo di Intesa Sanpaolo che nascerà in Piazza San Carlo.

Giovedì il Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli e il Presidente Gian Maria Gros-Pietro hanno visitato il cantiere accompagnati da Michele De Lucchi, architetto curatore del progetto, Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, e Luca Tedesi, Executive Director Immobili e Logistica della Banca.

 

Nel cantiere di 11 mila metri quadri lavorano a ritmo incalzante 40 progettisti e 22 imprese. Nei prossimi giorni una gru gigante, alta 45 metri con un braccio lungo 52, dalla portata di 5 tonnellate sarà montata nel cortile della Banca. L’apertura è ipotizzata nei primi mesi del 2022.

 

Il nuovo museo, quarta sede delle Gallerie d’Italia con Milano, Napoli e Vicenza, sarà dedicato alla fotografia e alla video arte ed esporrà, oltre a mostre temporanee, una selezione di opere dalle collezioni di Intesa Sanpaolo, tra cui l’Archivio Publifoto, costituito da circa 7 milioni di scatti fotografici su eventi, personalità, luoghi realizzati dall’inizio degli anni Trenta agli anni Novanta del ‘900.

Lanciano droga dal finestrino dell’auto in fuga

Arrestati due italiani

 

Mercoledì sera, transitando in corso Lombardia, all’altezza di via Luini, gli agenti della Squadra Volante notano due persone che alla vista degli agenti salgono sulla loro auto in sosta. I poliziotti li raggiungono per sottoporli a controllo invitandoli a fermarsi. Con una manovra repentina, però, il conducente fa un’inversione di marcia e imbocca via Luini a folle velocità.

Incurante dei pericoli della velocità sostenuta, il guidatore percorre via Forlì, via Gorresio, via Borsi, via Foligno per poi ritornare in via Forlì. Durante la fuga, l’uomo alla guida del veicolo lancia delle bustine dal finestrino. Gli agenti all’inseguimento riescono, però, a bloccare l’auto all’intersezione tra via Gorresio e via Borsi. Nella VW Golf ci sono un trentaseienne, il conducente, e un diciottenne, entrambi italiani con precedenti di polizia a carico. Il più giovane dei due viene trovato in possesso di alcune dosi di marijuana, altre dosi della stessa sostanza e di hashish, quelle lanciate dal finestrino, verranno recuperate poi dagli agenti ripercorrendo il percorso di fuga dell’auto.

A seguito di accertamenti, è emerso che l’auto era sprovvista di copertura assicurativa e il trentaseienne alla guida non aveva mai conseguito la patente. Alla luce dei fatti, il conducente dell’auto è stato arrestato per resistenza a P.U. e detenzione di sostanza stupefacente, al diciottenne, invece, è stato contestato solo il secondo reato.  

Contrordine, il TAR riapre i supermercati il primo maggio

Il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso di Federdistribuzione

contro la delibera con cui il governatore del Piemonte Alberto Cirio aveva disposto la chiusura dei supermercati per la giornata del  primo maggio. L’efficacia del Decreto 52 del 29 aprile è dunque sospesa, quindi sabato potranno aprire regolarmente le medie e grandi strutture di vendita a Torino  e in Piemonte.

Un primo maggio di festa e di lotta. Rifondazione Comunista in piazza Castello

 In connessione con le diverse piazze    

Le piazze per il primo maggio di quest’anno a Torino, stante la pandemia e l’impossibilità di un unico grande corteo, saranno più di una. La scelta di Rifondazione  Comunista- Sinistra Europea è di ritrovarsi in piazza Castello a partire dalle 9,30. Saremo in piazza Castello stando al tempo stesso in connessione con le diverse piazze, i diversi ritrovi che si terranno in città nella stessa mattinata. Saremo presenti con un’unica voce rivolta contro le politiche governative imperniate sul primato d’impresa, del sistema finanziario, del profitto privato, contro il deterioramento delle condizioni di lavoro, la disoccupazione, la precarietà, la riduzione del reddito e dei diritti. Saremo presenti per dire No al governo Draghi le cui scelte puntano ad allungare la durata del lavoro, a diminuire i salari, a privatizzare i servizi pubblici, a tagliare drasticamente gli ammortizzatori sociali. Proroga del blocco dei licenziamenti e degli sfratti, uso sociale delle risorse del Recovery fund, reddito di base garantito a tutte e tutti, riduzione dell’orario di lavoro e dell’età pensionabile, rilancio della sanità e più in generale investimenti in tutto il comparto  pubblico, imposte ai ricchi e alle imprese, no allo spreco di denaro pubblico in grandi opere speculative come il Tav, nuovo modello di sviluppo, questi alcuni temi che animeranno il nostro primo maggio di festa e di lotta.

  Ezio Locatelli, segretario provinciale Rifondazione Comunista di Torino

                                                                     

Le istituzioni piemontesi a confronto sulla Digital Transformation

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza mercoledì scorso  al centro degli interventi di Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte e CEO Digital Magics S.p.A., e Fabrizio Gea, vice presidente Anitec-Assinform e vice presidente di Confindustria Canavese, protagonisti degli Stati Generali “NUOVO” Mondo Lavoro.

Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte, Ceo Digital Magics, incubatore e acceleratore di startup e PMI innovative, la prima realtà del Paese a occuparsi della fase iniziale dell’innovazione, quindi con un’ampia capacità di visione sui trend e i cambiamenti in atto: «Non possiamo parlare di digitale senza citare l’appena varato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che proprio al digitale assegna ben 50 miliardi. Sono risorse incredibilmente importanti per un settore che diventerà centrale. Perché la trasformazione digitale dell’industria più tradizionale potrà portare con sé un aumento di produttività che in Italia è ormai fermo da quasi 20 anni. Il PNRR offre risorse straordinarie insieme ad un piano di riforme ormai indispensabili, che generano qualcosa di assai rilevante: un cambio di visione in grado di porre il nostro Paese su un nuovo orizzonte di politica industriale. E non solo. Ne scaturiscono altri tre fattori. Il primo, il tempo, segnato da un anno preciso, il 2026, come termine di realizzazione dei vari progetti, una scadenza che impone con forza un’accelerazione imprescindibile. E di cui sarà grande protagonista il partenariato tra pubblico e privato. A ciò si aggiunge la programmazione europea 21 / 27: un altro tassello che contribuisce a corroborare la politica industriale. Infine, le competenze, perché qui si giocherà la partita del cambiamento nei prossimi 5 anni, è da qui che passerà il cambiamento della società, delle imprese e della Pubblica Amministrazione».

Fabrizio Gea, vice presidente Anitec-Assinform-Associazione Italiana per l’Information and Communication Technology e vice presidente di Confindustria Canavese, con deleghe a Territorio, Sistemi Produttivi Locali e DIH (Digital Innovation Hub): «In poco più di 12 mesi abbiamo spostato in avanti le lancette del cambiamento di 5/8 anni, anche attraversando una forzata digitalizzazione di massa. Lo stesso PNRR è una risposta one shot a questo enorme cambiamento. I 221 miliardi e mezzo, di cui 50 circa destinati alla digitalizzazione, sono qualcosa di mai successa prima. Ora dobbiamo scegliere come investirli, se meglio o peggio. Secondo quali direttrici muoversi? Principalmente abbiamo 6 driver di riferimento.
Primo: le infrastrutture. Dobbiamo avere autostrade digitali veloci, terminare il piano nazionale banda ultralarga, raggiungere tutti i punti principali (sanità, scuola, imprese) con una velocità di almeno 100 megabit al secondo. Colmando le diseguaglianze perché il digitale deve essere un elemento di riduzione di gap, non di aumento. E ovviamente lavorare sul 5G con tutto quello che comporta.
Secondo, le piattaforme nazionali della pubblica amministrazione: un’anagrafe nazionale della popolazione residente completa, uno SPID ultimato e utilizzato, un fascicolo sanitario elettronico a regime e funzionante. Questioni che portano al tema dell’interoperabilità tra le piattaforme. Con questi tre strumenti bisogna permettere al cittadino di avere accessi unici ai servizi. E una PA più efficiente.
Terzo: i servizi della Pubblica Amministrazione. Lo switch-off al digitale deve essere un obiettivo ineludibile. Abbiamo una PA che pesa come quasi la metà del Pil, un bassissimo utilizzo dei servizi e una reputazione non ottimale. Dobbiamo rendere la parte digitale il più semplice, accessibile e trasparente possibile per l’utente. Cito un dato: in Italia spendiamo 96 euro a persona per le tecnologie digitali della pubblica amministrazione, in Francia sono 186, 207 in Germania, 323 nel Regno Unito.
Quarto driver, la sanità. Dov’è davvero evidente il prima e post pandemia. Un esempio: se fino a un anno fa circa, solo il 32% dei medici utilizzava le ricette digitali, oggi lo fa la quasi totalità. Nella sanità è fondamentale il tema dello scambio di dati clinici: all’interno abbiamo ambienti multipli, ma non un ecosistema univoco e inter-operativo, con il fascicolo sanitario al centro.
Quinto driver: scuola e università, dove il tema delle diseguaglianze è emerso in maniera incredibile. Bisogna attivare il collegamento con banda larga di tutte le scuole con velocità sufficiente, effettuare interventi straordinari sulla didattica on line, che rimarrà in modalità ibrida, senza sostituire la scuola in presenza, ma arricchendola.
Sesta e ultima direttrice: l’economia. Dovremmo andare in due direzioni: una già conosciuta che è quella del Piano Transizione 4.0, con misure per guidare le imprese nella trasformazione digitale. L’altra che vede la necessità di abbassare l’asticella sul distretto digitale dell’agricoltura, dell’artigianato, del commercio e del turismo. Dobbiamo portare le PMI, le grandi e le micro a compiere una trasformazione digitale complessiva.
Siamo di fronte alla tragedia più grande vissuta dal Dopoguerra a oggi. Abbiamo un solo modo di cogliere appieno la nuova normalità che ci aspetta. Churchill sosteneva: “Fare strategia è facile, il difficile è realizzarla”. In questa volontà di realizzazione sta la partita che il nostro Paese dovrà giocare in questi prossimi anni».

www.statigeneralimondolavoro.it

Il bollettino Covid di venerdì 30 aprile

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 1.036 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 105 dopo test antigenico), pari al 4,0% di 25.706 tamponi eseguiti, di cui 15. 782 antigenici. Dei 1.036 nuovi casi, gli asintomatici sono 408 (39,4%).

I casi sono così ripartiti: 141screening, 633 contatti di caso, 262 con indagine in corso; per ambito: 13 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 133 scolastico, 890 popolazione generale.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 349.421 così suddivisi su base provinciale: 28.190 Alessandria, 16.752 Asti, 10.748 Biella, 50.224 Cuneo, 26.902 Novara, 187.336 Torino, 12.957 Vercelli, 12.377 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.455 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2480 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 210 (-10 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.111 (– 59 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 13.378

I tamponi diagnostici finora processati sono 4.377.145 (+ 25.706 rispetto a ieri), di cui 1.497.038 risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO11.255

Sono 18 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 4 verificatosi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 11.255 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.531 Alessandria, 694 Asti, 419 Biella, 1.373 Cuneo, 927 Novara, 5.357 Torino, 499 Vercelli, 363 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 92 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

322.467 GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 322.467 (+1.440 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: 25.687 Alessandria, 15.568 Asti, 9.785 Biella, 46.186 Cuneo, 24.962 Novara, 173.036 Torino, 12.001 Vercelli, 11.602 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.351 extraregione e 2.289 in fase di definizione.

Comune di Torino: multe 2021 più 30%, ma sulle motivazioni c’è una novità

A cura di lineaitaliapiemonte.it

Di Carlo Manacorda

Perchè il Comune di Torino ha assegnato ai “civich” l’obiettivo di aumentare le multe del 30%? Lo svela il loro Comandante: perchè lo chiedono i cittadini. Forse l’amministrazione comunale dovrebbe spiegare un po’ meglio la questione, posto che decidere a priori di sanzionare di più significa dare per scontato che i cittadini sono sempre e comunque indisciplinati e quindi vanno puniti. E posto che la scelta della materia delle multe, per stabilire gli obiettivi da assegnare ai Vigili, non sembra affatto la più appropriata…

… continua a leggere: https://www.lineaitaliapiemonte.it/2021/04/30/leggi-notizia/argomenti/economia-allo-specchio/articolo/comune-di-torino-multe-2021-piu-30-ma-sulle-motivazioni-ce-una-novita-di-carlo-manacorda.html

Traffico bloccato sulla tangenziale per la protesta dei giostrai

Il traffico è stato  rallentato, questa mattina sulla tangenziale di Torino dalla protesta degli esercenti dei luna park e dei circhi

I rappresentanti delle categorie chiedono di poter riaprire dopo 13 mesi di sosta forzata. Un centinaio di automezzi dello spettacolo viaggiante si sono messo su due file a passo d’uomo creando dietro di loro chilometri di coda.

“Ci troviamo costretti a creare questo disagio – spiega all’Ansa  il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Esercenti Spettacolo Viaggiante, Ferdinando Uga – perché il governo deve attivarsi per affrontare la  situazione, dato che la decisione di posticipare la nostra riapertura al primo luglio è una condanna al fallimento di centinaia e centinaia di imprese. I giostrai e i circensi chiedono di tornare a lavorare in sicurezza”.