EMANCIP(H)ATE Uno spettacolo scritto e diretto da Virginia Risso per la parità di genere e per la raccolta fondi a favore del Teatro al Femminile. On line dal 1 maggio 2021 alle ore 21
Sarà on line, per una sera, il 1 maggio 2021 alle ore 21, EMANCIP(H)ATE , spettacolo prodotto da Teatro al Femminile, scritto e diretto dalla giovane torinese Virginia Risso. Affronta la disparità di genere e avvia una raccolta fondi solidale: acquistando il biglietto di 10€ si contribuisce a sostenere il Teatro al Femminile.

“EMANCIP(H)ATE affronta tre macro temi – gender gap, legge 194, processi per stupro – attraverso il linguaggio della satira”, dice Virginia Risso. Lo spettacolo era previsto nel cartellone del 2020, ma è stato sospeso per il Covid 19. “Anche se lo streaming non è la soluzione alla chiusura dei Teatri – prosegue Risso – ho deciso di utilizzare questo mezzo virtuale come alternativa, perché sono convinta dell’importanza informativa e formativa di questa rappresentazione, allestita anche per sostenere il Teatro al Femminile che, come tutte le realtà culturali, ha subito la perdita totale dei suoi introiti”.
“Il termine odio che occhieggia nel titolo – aggiunge – è un grido di protesta verso tutte le ingiustizie che il genere femminile ancora subisce, ma di cui poco si parla. I femminicidi rappresentano soltanto la punta di un iceberg fatto di prevaricazioni, soprusi e discriminazioni. C’è una struttura burocratica, sanitaria, istituzionale antiquata ed inefficiente, che minaccia il progresso e impedisce il raggiungimento di un mondo egualitario, dove non esistono più donne e uomini, ma Persone, con pari diritti ed opportunità”.
L’ambientazione dell’intera messa in scena è il tendone di un circo, in cui sei clown interpretano diversi ruoli, a seconda dell’argomento che si va a rappresentare. La scelta del tema circense vuole evidenziare come dinamiche e fatti reali risultino coerenti all’interno di un contesto esasperato e grottesco. L’ironia che caratterizza l’intera rappresentazione coinvolge il pubblico, “lasciandogli un amaro in bocca difficile da levare via”, sottolinea Risso, che conclude: “In un periodo in cui le donne sono le vittime principali della crisi economica e sociale, le istituzioni non devono perdere di vista punti fondamentali nelle loro agende per la parità di genere”.
Per maggiori informazioni potete contattare teatroalfemminile@gmail.com
Link della campagna di crowdfunding: gf.me/u/zkvayz
EMANCIP(H)ATE
una produzione Teatro al Femminile
scritto e diretto da Virginia Risso
aiuto regia Matteo Maria Dragoni
Debutto on line del 1° maggio 2021 alle ore 21.
Acquistando il biglietto da 10€si contribuisce alla raccolta fondi per sostenere Teatro al Femminile
con Sabrina Biagioli, Giulia Capuzzimato, Jessica Di Bernardi, Sara Morassut, Virginia Risso, Lorenza Sacchetto
coreografie di Giulia Capuzzimato
riprese Nuvole Rapide Produzioni
allestimento luci Luca Pastore
tecnico audio-luci Matteo Maria Dragoni
vocal coach Marco Panunzio
actor coach Commedia dell’Arte Luca Gabos
ufficio stampa Antonella De Tino
con la collaborazione di Marco Zordan
e del Teatro Trastevere
I piccoli ( in tutti sensi ) vietnamiti cacciavano i giganti Usa. 1 maggio, a Saigon stanno sfilando i Vietcong. A Torino una gigantesca bandiera vietnamita apriva il corteo dei giovani comunisti. Portata ai lati da fierissimi ragazzi e ragazze. Il copione prestabiliva una sorta di riallineamento all’ inizio di via Roma per poter entrare correndo in Piazza San Carlo. Il rituale comportava gli applausi di chi assiepava i lati di via Roma. Tantissima gente contenta e raggiante.
retrogusto aspro e dolce al tempo stesso. E poi le acciughe al verde che sono tra i 10 piatti più buoni del mondo. Magari la pizza ha sempre il primo posto, ma si aggiudicano il secondo posto incontrastate. A Clavesana dove al ristorante La Posta si abbinava il’ottimo mangiare con una vista spettacolare sulle colline. La vecchia topia che riparava dal sole. Si arrivava alle 14 tirando tardi e continuando con la merenda sinoira. Tanto tempo fa. Tempo rimpianto dove la nostalgia dominava, come il vino del resto. Il colore del ricordo, il sapore del ricordo. Morbidamente e senza rabbia, consapevoli ed orgogliosi delle nostre idee ma non violenti nell’imporle. Violenza equivale a sopraffazione. Nel corteo e nelle mangiate tanta rilassatezza e gaiezza. Appunto, altri tempi. . Il valore della Festa del Lavoro è evidente a tutti. Durante la dittatura fascista non c’era ed è diventata un’ icona di tutte le democrazie. Anche qui cerchiamo di far diventare questa crisi epocale una occasione e non solo una immane tragedia. Difficile e forse improbabile, ma possibile. Buon 1 Maggio a tutti.
Non è raro che questo succeda in quanto ogni disciplina artistica si intreccia con le altre sollecitandosi a vicenda, mi piace però pensare che tutto sia avvenuto grazie alla forte determinazione di Federico Gozzelino desideroso di musicare le poesie di Alda Merini e di conoscerla personalmente, non solo attraverso la lettura come era stato riguardo Jacques Prevert in “Metro de la vie”, Garcia Lorca in “Duende”e Cesare Pavese in “Discrepanze”
Lo studio dell’animo umano dello psicologo e la sensibilità del musicista si sono alleati nel conquistare Alda Merini al fine di ottenere il consenso di musicare sue poesie.
mattino azzurro”, “Io ho sofferto il dolore”, “I versi sono polvere chiusa”, descrivono gli stati d’animo altalenanti tra coraggio-paura, dubbio-certezza, follia- razionalità, eros-thanatos e vengono musicati con potenza espressiva. I suoi racconti, osserva il musicista, sono un insieme di realtà e fantasia, anche i suoi tanti innamoramenti di cui parla sono a volte falsati dall’immaginazione poiché “Traduce in canto lirico tutto ciò che vede, sente, vive; tutto è subordinato al suo essere animale poetico”.