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Futuro sospeso: la situazione ferroviaria piemontese

“A distanza di 10 giorni dall’evento tenutosi in diretta streaming lo scorso 20 maggio non si placano le reazioni di politici ed addetti ai lavori”

Un riassunto del convegno.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO  “Il Piemonte vanta il poco piacevole record di ben 15 tratte ferroviarie sospese”, ha rilevato Giorgio Prino, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta. “Riteniamo fondamentale riaffermare il ruolo del trasporto pubblico locale ed in particolare quella su ferro, in tutta Italia e soprattutto in Piemonte, una regione notoriamente afflitta dall’inquinamento atmosferico e in un momento storico in cui il tema della lotta ai cambiamenti climatici deve essere prioritaria ed al centro del dibattito politico” ha continuato Giorgio Prino “Oggi con il PNRR abbiamo un’occasione unica, che rischiamo di sprecare, come potrebbe accadere con l’idrogeno in qualche contesto o con lo sbilanciamento verso l’alta velocità dimenticando le linee locali”.

 

Tutte le 15 linee ferroviarie sospese in Piemonte devono quindi essere riattivate al più presto per il trasporto dei pendolari. Questa la principale conclusione del convegno nazionale online “Futuro sospeso – la situazione ferroviaria piemontese” di giovedì 20 maggio, una maratona ferroviaria durata più di tre ore organizzata dall’Alleanza per la Mobilità Dolce congiuntamente con Legambiente.

Tre gli importanti risultati operativi del convegno; oltre alla già citata richiesta di riattivazione al trasporto dei pendolari e degli studenti, la riapertura per i convogli turistici ove non siano disponibili le risorse economiche per la completa riattivazione e la chiusura totale a qualsiasi ipotesi di riconversione delle linee in piste ciclabili o busvie utilizzandone il sedime.

Al convegno, organizzato nell’ambito delle giornate delle Ferrovie delle Meraviglie per la presentazione di un report nazionale sulle numerose tratte ferroviarie sospese o con grandi difficoltà, hanno partecipato studiosi dei trasporti, rappresentanti dei territori piemontesi, enti ed associazioni, portando importanti contributi di conoscenza e confronti con storie di successo come la linea Merano-Malles.

Il tema è stato introdotto da Giorgio Prino, Presidente di Legambiente Piemonte e valle d’Aosta, che ha ricordato come il Piemonte vanti il poco piacevole record di ben 15 tratte ferroviarie sospese. Giorgio Prino ha rilevato come il webinar sia la naturale prosecuzione della campagna social “Futuro Sospeso”, di cui si è appena conclusa la prima fase in cui sono state presentate sei tratte raccontandone la storia e le motivazioni per la riapertura. “Riteniamo fondamentale riaffermare il ruolo del trasporto pubblico locale ed in particolare quella su ferro, in tutta Italia e soprattutto in Piemonte, una regione notoriamente afflitta dall’inquinamento atmosferico e in un momento storico in cui il tema della lotta ai cambiamenti climatici deve essere prioritaria ed al centro del dibattito politico” ha affermato il Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta “Oggi con il PNRR abbiamo un’occasione unica, che rischiamo di sprecare, come potrebbe accadere con l’idrogeno in qualche contesto o con lo sbilanciamento verso l’alta velocità dimenticando le linee locali”.  Il Presidente Prino ha quindi introdotto la prima moderatrice, Alessandra Bonfanti, Responsabile nazionale Mobilità dolce di Legambiente.

 

Alessandra Bonfanti ha dato la parola a Luigi Cantamessa, direttore della Fondazione FS, che ha ricordato la lungimiranza di Cavour nel sostenere la rete ferroviaria piemontese, le opere di inizio secolo per ammodernarle, la bizzarra idea odierna di coprirne i sedimi per convertirle in piste ciclabili o busvie ed infine l’opera di riattivazione di numerose tratte sospese per permetterne la fruizione turistica, il ritorno del trasporto pubblico locale, l’intermodalità con la bicicletta, impendendone la dismissione.

Alessandra Bonfanti ha quindi presentato il dossier sulle 30 linee ferroviarie italiane da riattivare, di cui ben 12 in Piemonte, descrivendo i casi nazionali più significativi.

È quindi intervenuto Giulio Senes, dell’Università di Milano, Presidente della European Greenways Association, ponendo l’accento sul necessario recupero come ciclovie delle sole linee dismesse per preservarne l’unitarietà. Questo può accadere ad esempio per cambiamenti di tracciato, evitando che i sedimi vengano utilizzati per altri scopi e rendendo quindi possibile il successivo recupero a ferrovia quando ritenuto necessario.

 

Stefano Maggi, storico specializzato nello studio del trasporto ferroviario per l’Università di Siena, ha ricordato i primati della rete ferroviaria piemontese dall’epoca di Cavour confrontata con l’idea odierna di considerare le ferrovie minori come puri rami secchi, sospendendone il traffico invece di valorizzarne le capacità turistiche. La ferrovia non è come il bus, in quanto è permanente e non deve condividere lo spazio con il traffico automobilistico e commerciale. Costruire una pista ciclabile sul sedime della ferrovia è un danno per il territorio, ci deve essere invece una collaborazione tra autobus e treno, con il biglietto unico. Oggi è arrivato il momento di una conversione ecologica verso il treno anche per i trasporti merci. Quattro i punti su cui si basa il ragionamento: ferrovia spina dorsale del territorio, pista ciclabile a fianco della ferrovia, bus raccordati ai treni come orari e tariffe, tariffe promozionali per usare il treno in gruppo o in famiglia.

Un altro importante intervento è stato quello di Massimo Gaspardo Moro, responsabile nazionale FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) per il tema ferrovie e intermodalità, che ha ricordato la necessità di integrare il trasporto ferroviario con l’uso della bicicletta, e confermato la contrarietà di FIAB a trasformare linee ferroviarie sospese in ciclovie. La bicicletta ha bisogno del treno per ampliare i raggi di azione del turismo ciclabile, quindi la bicicletta ha bisogno del treno e il treno ha bisogno della bicicletta.

Alessandra Bonfanti ha quindi passato il testimone del moderatore ad Angelo Porta, vicepresidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta che ha brevemente introdotto la peculiare situazione del trasporto ferroviario in Piemonte, dove sono sospesi 483 chilometri di linee (un terzo dell’intera estensione regionale) che servono un bacino di 430.000 abitanti, elencato le principali tratte descritte nel rapporto e ricordato alcuni casi emblematici tra cui la linea Ivrea-Aosta, dove molte stazioni piemontesi sono state chiuse o sottoutilizzate con fermate previste solo per pochissimi dei convogli che collegano le due città .

Angelo Porta ha inizialmente dato la parola a Dimitri De Vita, Consigliere con delega ai trasporti della Città Metropolitana di Torino, che ha ricordato gli sforzi e le risorse economiche messe a disposizione dalla Città Metropolitana per migliorare il trasporto locale e si è unito nella richiesta di riattivazione delle linee piemontesi attualmente sospese.

Ed ha quindi coinvolto quattro esperti per presentare altrettanti casi emblematici:

 

Andrea Crocetta, del Circolo Legambiente Valpellice ha presentato il caso della tratta Pinerolo-Torre Pellice, sospesa dal 2012, la cui riapertura è inserita nel contratto di servizio siglato tra la Regione Piemonte e Trenitalia, ma mai riattivata e su cui è stato anzi commissionato al Politecnico uno studio per la trasformazione in busvia-ciclovia, con una spesa prevista di oltre 26 milioni di Euro per i soli costi di trasformazione e senza considerare l’acquisto dei mezzi a idrogeno e i costi di esproprio, mentre la Regione potrebbe finanziare il servizio con soli 1.5 milioni di Euro/anno.

Ha proseguito Giovanni Currado, consigliere dell’Agenzia per la Mobilità Piemontese, ricordando la storia delle ferrovie piemontesi con particolare sguardo alla Asti-Castagnole-Alba ed il ruolo fondamentale che hanno avuto nello sviluppo economico delle aziende vinicole. L’architetto Currado ha concluso affermando l’importanza della linea per uno sviluppo turistico ambientalmente sostenibile in relazione all’inclusione dei territori attraversati nei siti Unesco.

 

Helmuth Moroder, esperto di trasporti, già direttore della SBA – Infrastrutture Ferroviarie Alto Adige S.r.l., ha presentato il caso di successo della linea Merano Malles, la più grande opera di ripristino ferroviario mai realizzata in Italia: dismessa dalle Ferrovie dello Stato nel 1990, acquisita dalla Provincia di Bolzano, rimessa in esercizio nel 2005 con cadenzamento orario, ha raggiunto sin dai primi anni di esercizio 1.5 milioni di passeggeri/anno, arrivando a poco meno di 2 milioni negli ultimi anni. Questi risultati hanno imposto l’elettrificazione della linea con l’obiettivo di passare al cadenzamento di 30 minuti e in qualche caso ai 15 minuti.

Ha concluso questa parte del convegno Achille Chiari, dell’Associazione Ferrovia Internazionale Torino-Svizzera, presentando il caso della linea Santhià-Arona, ricordando che in passato era attivo un corridoio tra la Costa Azzurra ed il centro Europa passando proprio per questa tratta, di cui sono quindi evidenti le potenzialità in chiave turistica.

Angelo Porta ha quindi ceduto il testimone da moderatore ad Anna Donati, portavoce dell’Alleanza per la Mobilità Dolce.

Anna Donati ha moderato la tavola rotonda, in cui ha parlato per primo

 

Michele Torsello, Consigliere del Ministro delle Infrastrutture e mobilità sostenibili, che ha sottolineato l’impegno del Governo per l’attribuzione di ingenti risorse finanziarie derivanti dal PNRR non solo alle linee ad alta velocità, ma anche alle linee locali, e che per il Piemonte sono previsti 33 milioni di Euro per la riapertura a fini turistici di alcune linee piemontesi sospese.

Ha proseguito Alberto Sgarbi, Presidente Federazione Italiana Ferrovie Turistiche e Museali, ricordando che la ferrovia turistica nasce nell’Europa continentale per tutelare i sedimi dismessi, e che spesso la ferrovia turistica ha più successo del trasporto ordinario. In Francia alcune ferrovie turistiche sono ritornate attive per il trasporto passeggeri e merci, e che se anche la ferrovia turistica non è praticabile esiste la possibilità dei ferrocicli, quadricicli a pedali che producono reddito per le comunità ed i lavoratori locali.

 

Eraldo Botta, Presidente della Provincia di Vercelli, ricordando i risultati molto positivi ottenuti dalla riapertura ai treni turistici della linea Novara-Varallo, ed ha identificato nella riapertura delle linee sospese almeno a fini turistici un importante motore per promuovere i territori. La ferrovia rimane un mezzo di trasporto concorrenziale, le ferrovie devono essere riaperte e concorrere al trasporto pubblico locale.

 

Paolo Lanfranco, Presidente della Provincia di Asti, si è unito alla richiesta, ricordando la situazione del traffico e delle strade locali anche a fronte della sospensione delle linee ferroviarie. Ricordando il falso dilemma tra ferrovie e piste ciclabili, e l’emergenza strade nella provincia, ha sostenuto con forza che le ferrovie ritornino ad essere uno dei servizi che permettono la residenzialità fuori dalle città metropolitane. Dobbiamo ricostruire comunità vive e vivaci, e utilizzare anche nuove tecnologie per rendere nuovamente sostenibile il trasporto ferroviario, con una visione complessiva dei problemi del territorio.

 

Roberto Bava, delle Cantine Bava di Cocconato, ha affermato la valenza delle linee ferroviarie anche per il possibile traffico merci, ricordando come tutte le principali e più famose cantine vinicole piemontesi (comprese le cantine Bava) si trovino nelle immediate vicinanze delle stazioni (compresi i produttori di vermouth della cui associazione è presidente).

 

Roberto Colombero, Presidente di UNCEM Piemonte chiede un ritorno al futuro per rispondere alle necessità di comunità, con opportunità di residenzialità per mettere in pratica tutto quello che è stato affermato durante la pandemia. Scelte drastiche soprattutto da parte di chi ha la responsabilità politica ma anche da parte dei cittadini. Dalla valle Maira a Cuneo ad esempio per la frequenza scolastica, servono due ore di viaggio con l’attuale assetto del TPL, sono troppe. È necessario riattivare le linee ferroviarie sospese e forse realizzarne delle nuove. Ha ricordato infine i turisti (soprattutto stranieri) che non capiscono e non comprendono come non vi siano trasporti su ferro per raggiungere i luoghi di loro interesse.

Importanti le conclusioni di Diego De Lorenzis, membro della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, che, tornando alla sua abitazione in treno, ha ricordato le leggi sulle ferrovie turistiche e i fondi per il trasporto pubblico locale approvate nelle due ultime legislature. L’onorevole De Lorenzis ha ricordato inoltre che il criterio per l’eventuale trasformazione del sedime in una ciclovia è l’assenza dell’armamento: in caso contrario (quando sono presenti i binari e le traversine) sarebbe grave ricoprire il sedime con una pista ciclabile. De Lorenzis ha concluso affermando come sia necessaria una integrazione tariffaria per i diversi mezzi di trasporto locale, allargata all’ambito nazionale.

 

Anna Donati ha concluso l’incontro ribadendo il senso e la convinzione che le tratte sospese in Piemonte e in tutta Italia vadano riattivate e che una fetta più importante di risorse del PNRR debbano essere spostate sul trasporto ferroviario locale. La portavoce di AMODO ha anche rilevato come l’assenza al convegno dell’Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Marco Gabusi, dovuta a concomitanti impegni istituzionali, abbia purtroppo impedito il confronto e di veicolare direttamente le istanza dei territori e le nuove informazioni sul PNRR verso i vertici regionali.

La registrazione del convegno si può trovare sulle pagine Facebook di Legambiente Piemonte e di Amodo.

Legambiente Onlus: è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia con 18 sedi regionali, 1000 gruppi locali, 115.000 tra soci e sostenitori. Un’associazione senza fini di lucro, fatta di cittadini e cittadine che hanno a cuore la tutela dell’ambiente in tutte le sue forme, la qualità della vita, una società più equa, giusta e solidale. Un grande movimento apartitico fatto di persone che, attraverso il volontariato e la partecipazione diretta, si fanno promotori del cambiamento per un futuro migliore. Ha fondato la propria missione sull’ambientalismo scientifico, raccogliendo dal basso migliaia di dati sul nostro ecosistema, che sono alla base di ogni denuncia e proposta. Da 40 anni si batte per un mondo migliore, combattendo contro l’inquinamento, l’illegalità e l’ingiustizia per la bellezza, la tutela, una migliore qualità della vita.

Amodo – Alleanza per la Mobilità Dolce: nasce dal desiderio delle più importanti Associazioni nazionali ambientaliste e di settore di collaborare e attivare azioni congiunte per promuovere e far crescere la mobilità dolce in Italia, recuperando i ritardi nella pianificazione sostenibile dei territori e del paesaggio e nel sostegno al turismo lento. Le Associazioni che formano l’Alleanza si riconoscono nel Manifesto per una nuova Alleanza per la Mobilità Dolce. Tra le principali associazioni sono presenti:

Martedì 1 giugno sciopero dei mezzi pubblici

Sciopero Nazionale del Trasporto Pubblico Locale

Domani, martedì 1 giugno 2021 previsto uno sciopero nazionale della durata di 24 ore del settore trasporto pubblico locale.
Servizio garantito nelle seguenti fasce orarie:
– Servizio URBANO-SUBURBANO, METROPOLITANA, ASSISTENTI ALLA CLIENTELA, CENTRI DI SERVIZI AL CLIENTE: dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 12.00 alle ore 15.00
– Servizio EXTRAURBANO, Servizio FERROVIARIO (SfmA Borgaro-Aeroporto-Ceres): da inizio servizio alle ore 8.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30. Tra le ore 15.00 e le ore 18.00 potrebbero non essere garantite le corse della linea bus SF2 tra Borgaro e Torino e viceversa.
– Servizio FERROVIARIO (Sfm1 Rivarolo-Chieri): dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 18.00 alle ore 21.00

GTT Gruppo Torinese Trasporti

https://www.gtt.to.it/cms/avvisi-e-informazioni-di-servizio/torino-e-cintura/8976-sciopero-nazionale-di-24-ore-del-trasporto-pubblico-locale-martedi-1-giugno

“La passione della libertà” di Quaglieni

Lunedì 7 giugno alle ore 18 sulla pagina facebook del Centro “Pannunzio”

Il prof.  Pier Franco Quaglieni presenterà, in dialogo con l’editore Francesca Mogavero e il saggista Salvatore Vullo, il suo nuovo libro

“La passione della libertà”, Buendia Books.

Juve e Toro: le idee sono chiare! È già un mercato scoppiettante

Entrambe le squadre torinesi si stanno muovendo in maniera molto intelligente nella campagna cessioni acquisti.

Giocatori utili e funzionali ai rispettivi progetti di gioco dei neo allenatori Allegri e Juric.Nel caso della Juventus sarà rinnovato il prestito annuale dell’attaccante Morata.Con il ritorno di Massimiliano Allegri, Paulo Dybala verrà messo al centro del progetto della della squadra bianconera. Per quanto riguarda l’attacco bisognerà anche capire cosa vorrà fare Cristiano Ronaldo. Mentre uno degli obiettivi per rinforzare il centrocampo sarà Locatelli del Sassuolo.
In casa granata Juric ha chiesto almeno 7 nuovi giocatori.Due di questi sono vicinissimi all’arrivo:il difensore croato Vuskovic ed il fedelissimo di Juric dai tempi del Genoa e poi al Verona,Gunter,turco naturalizzato tedesco,difensore centrale abile a guidare la difesa.Un altro tassello in arrivo è lo svincolato trequartista Franco Vasquez,giocatore talentuoso e perfetto per il modulo 3-4-2-1

Vincenzo Grassano

La prognosi è sciolta: il piccolo Eitan fuori dalla rianimazione

Il miglioramento sia dal punto di vista del trauma toracico sia dal punto di vista del trauma addominale, affermano fonti mediche dell’ospedale Regina Margherita di Torino dov’è ricoverato, consentono di sciogliere la prognosi

Cosi’ Eitan, il bimbo di cinque anni unico sopravvissuto alla strage della funivia Stresa-Mottarone oggi esce dalla Rianimazione e sarà trasferito in un reparto di degenza.

Artigianato: occupazione femminile e giovanile in calo. Ma si prevedono nuovi posti nelle Pmi

NEL 2020 IN PIEMONTE: – 712 UNITÀ DI LAVORO FEMMINILE (-0,74%) E  -4,5% DI IMPRESE UNDER 35

Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): “Nei prossimi cinque anni 2 milioni di nuovi posti di lavoro nelle PMI ma sono richiesti profili tecnici ed innovativi.”

 

L’emergenza sanitaria sta mettendo in ginocchio una parte rilevante delle imprese artigiane, incidendo in maniera drammatica soprattutto su quelle più fragili e meno strutturate.

Tra le categorie più colpite le donne e i giovani, già contraddistinte da situazioni di svantaggio pre-pandemia, poiché nella gran parte dei casi ricoprono posizioni di lavoro meno tutelate e spesso in settori più esposti alle crisi.

A fine dicembre 2020, secondo i dati di Unioncamere, le imprese femminili in Piemonte sono in calo: 95.879, rispetto alle 96.591 di fine 2019 (-712).

 

Le imprese guidate dagli under 35, sempre nel 2020, hanno registrato una flessione pari a -4,5% rispetto all’anno precedente.

 

Questa la fotografia sull’occupazione giovanile e femminile del Piemonte scattata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, che ha analizzato la dinamica regionale degli occupati under 35 tra il 2019 e il 2020, su dati ISTAT.

“La ripresa del Piemonte – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – sarà condizionata dall’andamento del piano vaccinale; accelerare il passo è un primo elemento indispensabile per far fronte alle diverse conseguenze negative derivanti dallo shock pandemico che si è riverberato su famiglie e imprese, aggravando la condizione generale del contesto economico e sociale. Il nuovo Decreto Sostegni con altri contributi a fondo perduto per le imprese ed un pacchetto lavoro, cercherà di contenere l’esplosione di quella che potrebbe essere una bomba sociale anche a seguito della possibilità di poter tornare a licenziare a fine giugno.”

“Non va tuttavia dimenticato che la ripartenza – continua Felici – dipenderà anche da altri fattori meno legati al contesto contingente e invece già ‘endemici’ prima dell’avvento della pandemia, che rischiano di condizionarla negativamente. C’è bisogno di misure urgenti per rilanciare l’occupazione, in particolare quella giovanile, e investimenti sulla formazione e sulle competenze dei lavoratori per contribuire a costruire un futuro di lavoro per le nuove generazioni.”

“Per affrontare la ripartenza – riflette Felici – occorre, in primis, rimuovere gli ostacoli che scoraggiano le imprese ad assumere. Sul fronte delle politiche attive del lavoro sosteniamo la necessità di rilanciare gli Istituti Professionali e gli Istituti Tecnici e di investire sulle competenze professionali a cominciare dall’uso delle tecnologie digitali e puntando sull’apprendistato duale e professionalizzante.”

“E’ proprio dall’apprendistato – sottolinea Felici – che passa la ripresa dell’occupazione giovanile, strumento che si conferma quale il contratto a causa mista più adatto a soddisfare le esigenze formative dell’artigianato e delle piccole imprese e a preparare i giovani ad entrare in un mercato del lavoro che richiede competenze tecniche evolute imposte dalla rivoluzione digitale.”

“Il percorso di transizione, cambiamento e mutazione è fondamentale – riprende Felici– occorre puntare a obiettivi precisi per recuperare il tempo perduto a causa della pandemia e per rimuovere i molteplici ostacoli già presenti precedentemente allo scoppio della crisi odierna: la scarsa digitalizzazione della Pubblica amministrazione, i ritardi dei pagamenti della PA, l’eccessiva burocrazia fiscale misurabile a livello nazionale. Dobbiamo impegnarci affinché questi “mali” vengano cancellati o, quanto meno, attenuati. Molti di questi problemi potrebbero essere superati grazie all’azione del Recovery Fund.”

Un recente studio di Confartigianato Imprese, Unioncamere e Anpal, ha fotografato i cambiamenti del mondo del lavoro delle “piccole professioni” al tempo delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale.

Al di là dell’impatto della pandemia e delle sue conseguenze le aziende che vogliono rimane sul mercato devono investire nelle nuove tecnologie e intelligenza artificiale.

Secondo lo studio di Confartigianato Imprese, Unioncamere e Anpal nei prossimi cinque anni, la domanda di nuovi impieghi delle piccole e medie imprese sfiorerà i 2 milioni di nuovi posti di lavoro e profili tecnici. Le figure dei nuovi tecnici “intelligenti” saranno le stesse che conoscevamo ma con una carta di identità cyber e high-tech: cyber-idraulici e tecno-elettricisti per case ed elettrodomestici connessi, meccatronici (ovvero la fusione linguistica e delle competenze di meccanici e elettrauti per la manutenzione delle nuove automobili), orafi, sarti e calzaturieri in grado di utilizzare stampanti 3D e foot scanner, artigiani delle costruzioni per la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare, installatori e manutentori di parchi, giardini e aree verdi, riciclatori di rifiuti (in tessuti e arredamenti), produttori e manutentori di apparecchiature mediche ad alta precisione, animatori digitali per musei ed edizioni virtuali.

Ancora una volta la parola d’ordine è “nuove competenze”. Una rivoluzione dei mestieri che investirà in pieno, nel nome delle grandi opportunità di nuovi mercati e fatturati, proprio il mondo delle Pmi e dell’artigianato in un paese come l’Italia dove le botteghe chiudono per mancanza di giovani in grado di raccogliere il testimone.

L’artigianato post Covid-19 – conclude Felici – dovrà necessariamente ripartire dalla trasformazione di mestieri tradizionali che si dovranno adeguare al cambiamento del mercato e delle esigenze dei consumatori.”

“Ho visto Dio sotto le mie lenzuola Una mattina di inizio febbraio”

MUSIC TALES LA RUBRICA MUSICALE

Ho visto Dio sotto le mie lenzuola

Una mattina di inizio febbraio

E come un cane gli ho fatto le feste

Al quinto piano fra Trento e Trieste

E ho visto Dio sotto mentite spoglie

Ma come sai potrebbe andare ovunque

Hai scelto in lei la tua futura ex moglie

Così perfetta se ne andrà comunque

Se ne andrà comunque

Il brano racconta la storia d’amore fra Willie, un truffatore in bianco e nero, e una bellissima ragazza, con un sorriso affascinante ed un culo bellissimo. Tutto quello che basta per far accendere nel cuore di Willie la luce dell’amore. “Portami via da qua con te”, chiede lui alla ragazza. Perchè sa già quale sarà la sua fine.

Sa che probabilmente quella ragazza diventerà semplicemente la sua futura ex moglie, così perfetta se ne andrà comunque … ma vale la pena provarci.

“Ok proviamo ma usciamone indenni”, spera lui, ma già sa che non andrà così. E ne è testimonianza l’ultima immagine del videoclip. Una sigaretta, un ultimo tiro … ma nulla in mano.

Willie Peyote è tornato. All’anagrafe Guglielmo Bruno, il suo nome d’arte unisce Wile e Coyote con il peyote, pianta allucinogena, e Willie, riferimento al suo vero nome, Guglielmo.

Un altro brano in cui viene espressa tutta la vena poetica dell’artista. Un brano fuori dagli schemi, ironico distante anni luce dalle mode del momento. Un’altra nuova pelle per il cantante trentaquattrenne, che non smentisce la sua capacità di reinventarsi con chiavi comunicative sempre nuove e sorprendenti.

La tua futura ex moglie “è forse il mio primo vero pezzo d’amore, almeno il primo in cui non faccio il preso male. Cioè si, c’è la fine già nel titolo, ma a sto giro c’è effettivamente la paura di perdere qualcosa più che la rassegnazione. È l’inizio di tutto un nuovo percorso in cui, come ogni disco, sono cambiato prima io e poi la musica. Il resto lascio che lo cogliate dopo un paio di ascolti, che certe cose si nascondono sempre tra le righe”, spiega Willie Peyote.

Il videoclip è stato girato per le strade di Torino. Willie Peyote è un truffatore, alle prese con una relazione con una giovane e bellissima ragazza. Nonostante l’amore, la ragazza lo consegnerà nelle mani della giustizia … con un’inutile rincorsa finale della ragazza verso Willie, ormai ferito a morte…

L’amore è sempre comunque ingiusto e crudele, in un modo o nell’altro, in qualunque modo lo raccontiamo o lo tacciamo.

Questo credo io.

Buon ascolto, di un brano particolare quanto la sua penna

CHIARA DE CARLO

Gruppo Marazzato valorizza le risorse umane

L’azienda piemontese leader nei servizi ambientali capofila di un importante progetto pilota patrocinato da ‘Regione Piemonte’ e ‘Confindustria Novara Vercelli Valsesia’

‘Gruppo Marazzato’, leader nei servizi ambientali, prosegue sul cammino intrapreso da quasi 70 anni a oggi (li compirà infatti nel 2022) dell’attenzione preziosa ed efficace alle proprie risorse umane.

E lo fa in quanto parte di un’associazione temporanea d’impresa costituita insieme a dieci primarie aziende delle province di Novara e Vercelli per offrire un importante e concreto contributo al miglioramento della qualità della vita del dipendente e dei propri cari.

Un progetto pilota importante, nato prima della pandemia ma che in essa ha trovato piena e ottimale attuazione, patrocinato dalla Regione Piemonte e da ‘Confindustria Novara Vercelli Valsesia’ con capofila proprio ‘Marazzato’ e declinato su quattro macroaree di intervento, fra cui ‘Family Care’ (sostegno alla fruizione di servizi di cura di familiari anziani, o non autosufficienti e disabili), ‘Addetto al disbrigo pratiche’ (consegna in azienda o a domicilio di farmaci, spesa e svolgimento commissioni), ‘Assistenza Fiscale e Previdenziale’ (attivazione di uno sportello CAF e patronato in azienda) e ‘Supporto Psicologico e Media Education’ (Formazione e Supporto per il benessere dei lavoratori e dei loro familiari).

Si tratta di un progetto moderno di assistenza e servizi alla persona articolato e integrato – spiega Andrea Bedotto, Corporate Welfare Manager di ‘Marazzato’ – nato per rispondere in maniera concreta e puntuale alle esigenze dei professionisti impiegati nel ‘Gruppo’, incluse in special modo quelle di nuova concezione derivate dagli effetti di ricaduta della pandemia da Covid-19”.

Tra i punti salienti del programma, “l’attenzione alla consulenza fiscale e previdenziale, necessaria per orientarsi al meglio nel mare crescente di opportunità legislative presenti. Insieme a una mirata attività di coaching tesa a fornire a ciascuna risorsa gli strumenti per approcciare in misura corretta e producente il nuovo welfare aziendale, unitamente a preziose occasioni di ascolto preventivo, supporto psicologico e di attenzione alla persona per quanto concerne criticità e problematiche afferenti la sfera personale, professionale e familiare”.

E tutto questo “In un’ottica di creare e migliorare un dialogo reciproco con l’intera popolazione aziendale, per far sì che fiorisca in ciascun dipendente una sana coscienza critica nell’impiego di queste opportunità, facendone così di fatto un segnalatore attivo utile e prezioso per migliorare costantemente qualità e quantità dello strumento anche sotto il profilo di eventuali, insorgenti nuove esigenze da contemplare e di cui tener conto”.

Per Andrea Bedotto, infatti, la forza del progetto “sta nell’aver creato, con una decina di altre rinomate imprese del territorio, un osservatorio comune in cui, al di là delle peculiari e specifiche necessità merceologiche di ciascuna, condividere, prevenire e risolvere in profondità le difficoltà di vario genere che normalmente abitano i contesti lavorativi e professionali. Con l’obiettivo primario di tesaurizzare al meglio e al massimo questa innovativa esperienza traendone elementi e spunti grazie ai quali potenziare gli aspetti diffusivi e gli effetti di ricaduta positiva su tutte le aziende coinvolte e i soggetti beneficiari che di esse fanno parte, recuperando su più fronti il valore dell’ascolto come forma di prevenzione del disagio”.

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Grimaldi: “Attendo di entrare, CPR peggio delle carceri, vanno chiusi”

Poco dopo aver saputo della morte di Moussa Balde, nella notte del 23 maggio, ho mandato richiesta al Prefetto per visitare il Centro di Corso Brunelleschi”

Ciò accadeva martedì 25. A oggi, dopo una settimana, non mi è ancora stata concessa l’autorizzazione a entrare, nonostante abbia fornito i documenti miei e della mia collaboratrice, un attestato della Regione sul mio status di consigliere e la garanzia di presentarmi in possesso di tampone. Le procedure di autorizzazione impediscono di fatto a soggetti istituzionali del territorio di effettuare un sopralluogo in tempi celeri*. Non è che una delle tante violazioni di diritti che si consumano in quei luoghi, ora pretendiamo di entrare” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi.

“Moussa Balde era chiuso nei così detti ospedaletti** del CPR di Torino, vere e proprie celle di isolamento non previste dalla normativa” – prosegue Grimaldi. – “La sua condizione di persona offesa è stata immediatamente dimenticata, non è stato informato sulla possibilità di sporgere denuncia e su altri diritti di cui avrebbe goduto, all’ingresso nel CPR è stato privato del telefono cellulare, non è stato sottoposto ad alcuna valutazione preliminare sulle sue condizioni psichiche. Diciamo ormai da anni che i C.P.R. sono luoghi di privazione dell’umanità e della dignità, dove persone che non hanno commesso alcun reato se non quello (amministrativo) di non possedere documenti, vengono abbandonate e dimenticate in condizioni peggiori che in carcere, senza alcuna conoscenza dei propri diritti e del proprio destino. Vanno chiusi immediatamente”.

*Lo stesso Garante regionale dei detenuti ha fatto presente due anni fa al Prefetto che il DL 13/2017 consente ai consiglieri regionali la visita senza autorizzazione e preventiva comunicazione, richiamando l’articolo 67 dell’Ordinamento Penitenziario, superando quindi le distinzioni del Regolamento sui CIE del 2014.

**Il consigliere Grimaldi aveva già denunciato quei luoghi nel 2019, dopo la morte di Hossain Faisal, giovane bengalese senza fissa dimora segnato dalla vita di strada e da difficoltà psicologiche e comportamentali.

Che buono lo spritz alla maniera torinese!

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I LIQUORI DELLE DISTILLERIE SUBALPINE DIVENTANO SPRITZ “SUBALPINI”

Realizzati all’interno del nuovo opificio urbano, da poco inaugurato dal Gruppo Affini a Chieri, i liquori delle distillerie subalpine diventano un ingrediente intrigante per una nuova proposta di Spritz in stile piemontese, grazie alla visione e all’estro del bar manager Michele Marzella

 

Offrire una proposta rigorosamente “handcrafted”, di qualità certificata e assolutamente piemontese. Partendo da questi principi, Affini presenta la nuova carta degli Spritz Subalpini, che si possono assaporare accompagnando l’innovativo aperitivo in barattolo o in un intrigante food pairing presso i tre locali torinesi del Gruppo: 100 Vini e Affini (presso Green Pea), Affini San Salvario Riv.1 (Via Belfiore 16C) e Affini Porta Palazzo Riv.2 (Piazza della Repubblica 3).

Base degli “Spritz Subalpini” sono alcuni dei liquori di punta di Distillerie Subalpine, storico brand torinese rilanciato sul mercato nel 2020 dal Gruppo Affini, grazie all’intuizione e all’impegno di Davide Pinto e Michele Marzella. La ricetta dei liquori è già stata studiata nella sua creazione con la finalità di essere “sprizzata” con diluenti frizzanti diversi dal solito Spumante.

 

Sono quattro le proposte di “Spritz Subalpini” attualmente in menù.

Il Nuvola in cui il liquore Nuvolari si incontra con la birra. Una bevanda che può prendere direzioni e gusti differenti a seconda della tipologia di birra scelta per l’abbinamento.  Una bevanda pensata per chi ama i gusti a tendenza leggermente amara e citrica e per gli appassionati del classico aperitivo italiano. Ideale per una merenda sinoira, per accompagnare i taglieri di formaggi e salumi, fantastico insieme alla pizza. Suggerito anche l’accompagnamento con il “barattolo” di Affini a base di pulled pork, mele e mezcal.

Il Wizard è invece frutto dell’incontro tra l’Elixir Le Masche e il sidro di mele del Birrificio Baladin con l’aggiunta di profumo di fieno. Uno spritz per chi ama l’eleganza e vivere delle sensazioni “floreali”. Perfetto per un aperitivo estivo leggero a base di bruschette e insalatine, ma anche in accompagnamento a un buon primo piatto vegetariano o a una macedonia di stagione. Suggerito l’accompagnamento con il “barattolo” di Affini a base di insalata russa.

L’ApeRegina celebra il matrimonio tra il liquore Green Bee e la soda di miele fermentato “meadlight” con l’aggiunta di sciroppo di cedrata e gocce di lime. Pensato per chi ama i gusti agrumati ed aromatici, delicatamente piccanti. Consigliato in accompagnamento con tartine, toast o tramezzini, da assaporare spiluccando noccioline o patatine. Il suo “barattolo” ideale di accompagnamento è il baccalà mantecato con cipolle caramellate.

Valentino ultimo arrivato nella lista “Spritz Subalpini”, rappresenta l’incontro tra il liquore Ascari, il liquore alla pesca e il liquore “Affino”. Pensato per chi ama i gusti fruttati ed aromatici. Consigliato in abbinamento e “a contrasto” dei gusti sapidi e decisi, come la carne salada che da Affini viene servita con il gelato alla robiola di capra, chicca gastronomica dell’Agrigelateria San Pè di Poirino

A partire da luglio, la grande famiglia dei liquori e degli spritz si allargherà con due nuove “invenzioni di Michele Marzella, il Susa Libre e il Lady Nuvolari.

I liquori delle Distillerie Subalpine nascono presso il nuovo Opificio urbano inaugurato dal Gruppo Affini a Chieri (Via Vittorio Emanuele 23). Un luogo dove prendono vita liquori storici e nuovi distillati, grazie alla fusione di creatività e competenze diverse: da una parte l’arte miscelatoria di Michele Marzella, bar manager del Gruppo Affini, dall’altra quella distillatoria, incarnata dall’aromatiere e distillatore Alfredo La Cava.

Tutta la produzione dell’Opificio urbano di Distillerie Subalpine è rigorosamente house made e punta a valorizzare le materie prime del territorio.

Tra alambicchi, provette e macchinari più moderni, ogni fase della lavorazione viene curata dal team di Affini, a partire dalla raccolta delle erbe e alla loro macerazione fino all’imbottigliamento.

Una filiera cortissima che si riflette anche in una serie di collaborazioni con realtà artigianali del territorio, perché secondo la filosofia del Gruppo Affini in questo momento storico nessuno basta a sé stesso e il modo giusto per ripartire è farlo tutti insieme, unendo le forze e condividendo competenze, materie prime ed eccellenze.

Attualmente all’interno dell’Opificio urbano vengono prodotti i primi liquori del brand Distillerie Subalpine come lo storico Fernet, il Nuvolari (da cui nasce il Nuvola) e l’Ascari (da cui nasce il Valentino), due dei cocktail di punta di Affini trasformati in liquori per l’aperitivo, l’aromatico Green Bee (ingrediente principale dello spritz Ape Regina) e il misterioso e intrigante Elixir Le Masche (base per il Wizard), nato in collaborazione con il ristorante stellato torinese Casa Vicina.