“IL NUOVO SINDACO AVRA’ IL COMPITO DI RIDISEGNARE LA RETE DI TRASPORTI A TORINO”
9 luglio 2021 – “Il PNRR rappresenta una grande opportunità per il potenziamento della rete dei trasporti della città di Torino e dell’area metropolitana. Abbiamo illustrato i tanti interventi finanziati su Torino e sull’area metropolitana. Tra questi ho seguito da vicino le diverse fasi di progettazione e di finanziamento della Linea SFM5 e, in particolare delle fermate di San Paolo e Le Gru. Si tratta di un collegamento cruciale che garantirà un miglioramento del trasporto pubblico” ha spiegato il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Raffaele Gallo.
“La SFM5 è un’infrastruttura strategica a lungo attesa e finalmente partita – ha proseguito Raffaele Gallo – ma adesso dobbiamo concentrare le nostre energie per sbloccare anche la connessione della stazione San Paolo su sfm5 con la sfm3 verso la val Susa , per rendere ancora più competitivo il sistema ferroviario cittadino e creare di fatto una nuova linea metropolitana. Questa è una delle sfide che dovremo seguire nei prossimi cinque anni in Comune a Torino”.
Un residuo della vecchia Jugoslavia a cui venne tolto l’aggettivo possessivo e “affettivo“ il “nostro“. Una forma di propaganda tipica dei regimi totalitari e autoritari come dimostrano, ad esempio, le scritte Duce, Dux, Mussolini ecc. nell’Italia fascista. Il culto della personalità e’ tipico infatti di quei regimi e Tito fu un dittatore in piena regola. Sanguinario con gli Italiani di Istria e Dalmazia infoibati dai suoi partigiani , ma anche sanguinario con gli stessi slavi e altre popolazioni presenti in Jugoslavia durante il suo lungo periodo di governo in cui ebbe un potere dispotico ed assoluto. Un anno fa l’incontro tra il presidente italiano e il presidente sloveno sembrava aver posto fine alle residue ostilità ed aver soprattutto aperto una strada di amicizia e collaborazione che sotterrasse finalmente il passato. La presenza del presidente sloveno alla foiba triestina di Basovizza stava a dimostrare una presa di coscienza storica del dramma delle foibe. La Slovenia e’ nata dalla decomposizione violenta della Jugoslavia titina dopo una lunga e terribile guerra civile. Si può pensare ragionevolmente che i nostalgici di Tito siano oggi un ‘esigua minoranza, ma una certa ostilità verso gli Italiani che ebbe origine già con la dominazione austriaca di quelle terre, rimane. L’avevo colto io nel 2007 quando guidai un pellegrinaggio laico da Fiume a Trieste nel ricordo dei 15mila infoibati. Il permanere di quella immensa scritta Tito c’è da chiedersi che significato abbia oggi. Un cimelio del passato regime rimasto a testimoniare una qualche nostalgia e nel contempo un implicito pregiudizio antitaliano? Il nome di Tito resta un elemento divisivo che rende difficile guardare avanti, come sarebbe auspicabile, all’Europa unita come superamento di tutti gli odi novecenteschi che hanno reso la storia un mattatoio. Tito rappresento’ un’ideologia che mescolo’ insieme comunismo e nazionalismo, creando una miscela esplosiva. Il fatto che si sia distaccato da Stalin non cancella le sue gravi colpe storiche anche ciò fece comodo alle potenze occidentali. Quella scritta cubitale rivolta verso l’Italia non è certo un segno di superamento delle ferite legate al dramma del confine orientale italiano. Sarebbe bene rimuoverla. In Italia giustamente nessuno tollererebbe nulla di simile che riguardasse Mussolini.
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
I rapporti tra loro sono sempre stati tesi. La loro conflittualità ha veleggiato tra “non detti” e buone maniere, ma distanza siderale.
La nonna non può svelargli nulla perché è morta da poco, mentre suo padre non l’ha mai conosciuto e la cosa non sembra interessarlo più di tanto.