Inutile dipingere di verde gli errori del passato
“Marnati continua con le dichiarazioni megalomani e ora sostiene che il Piemonte abbia già anticipato la transizione ecologica. Ma è inutile dipingere di verde gli errori del passato. Per fortuna ammette: ‘abbiamo tanti progetti sparsi ma non c’è una visione strategica’. Esattamente: il Recovery Plan piemontese è fatto di rotonde di centri commerciali, varianti stradali per una media di mezzo milione di euro, monorotaie in mezzo alle vigne: oltre 1200 progetti all’insegna di marchette e bitume, senza alcuna regia né valutazione di quanto – per esempio – contribuiscano a ridurre le emissioni; molti vanno addirittura contro l’obiettivo della transizione ecologica” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, commentando le dichiarazioni rilasciate dall’Assessore all’Ambiente in occasione dell’appuntamento a Torino sulla transizione ecologica, in collegamento con il Ministro Roberto Cingolani e il Governatore piemontese Alberto Cirio.
“Chiedo al Ministro e all’Assessore come si concili la transizione ecologica con il progetto della Tangenziale est, o con i 195.000 mq di terreni agricoli che verranno asfaltati per ospitare il polo di Amazon a Orbassano. Il PNRR italiano è il meno coraggioso in Europa e il contributo piemontese è nullo se non peggiorativo. Credo, Ministro Cingolani, che la giustizia climatica e ambientale non possa aspettare altri 30 anni. E credo, Assessore Marnati, che una Regione indagata per reato di inquinamento ambientale dovrebbe sì anticipare la transizione ecologica: farlo davvero, non continuare a dichiararlo mentre agisce in senso opposto”.
Grazie al sapiente allestimento, i bei dipinti e le pregevoli sale espositive, non semplici contenitori, si valorizzano a vicenda nella vasta antologica che percorre a ritroso i periodi di un artista costantemente attento ad ogni movimento dell’arte moderna e contemporanea. Nella sala Chagall sono esposti gli ultimi lavori, i “Paesaggi lenti”, simboleggiati da tartarughe dipinte e inserite in una rarefatta sinfonia tonale del blu, ritenuto da Kandinskij colore del sentimento, già usato come protagonista della mostra “Il Silenzio è blu” in una precedente esposizione a Villa Vidua di Conzano.
Nell’ultima sala le prime opere, ancora tradizionali, mostrano attenta preparazione tecnica e passione che gli saranno di sostegno nelle successive opere che gradualmente abbandoneranno la figurazione.Il breve ma prezioso catalogo con gli acuti commenti di Carlo Pesce e il video di Marco e Stefano Garione contribuiscono a far conoscere il lungo viaggio durato quarant’ anni di questo bravo artista già pronto a rimettersi in cammino per nuove avventure.

Queste Mostre, a volte basate sul nulla, oppure per promuovere un personaggio, un artista straniero, si basano su una pletora di curatori, allestitori e responsabili a vario titolo, decine di collaboratori, arrivando a cifre talmente elevate che viceversa, con gli stessi importi si potrebbe restaurare un monumento in degrado. Pertanto è stata una piacevole sorpresa, sentire dal neo Direttore di Palazzo Madama a Torino,Giovanni Villa, che è sua intenzione e programma, invertire questa tendenza.