Comau è stata ufficialmente insignita del Premio Mercurio 2021 – Menzione speciale per la robotica applicata alle Smart Factory.
Conferito dall’Associazione Economica Italo-Tedesca Mercurio, il prestigioso titolo riconosce l’impegno di Comau a sviluppare soluzioni integrate per il futuro del settore automotive europeo e internazionale.
Fin dal 1999, l’Associazione Mercurio assegna il premio alle aziende che si distinguono per il contributo dato alla promozione della collaborazione fra Italia e Germania sul piano economico e culturale. La decisione di attribuire questa menzione speciale a Comau è stata presa da una giuria indipendente composta dalle figure più autorevoli del panorama commerciale italiano e tedesco. I 13 giurati hanno tenuto conto di vari criteri, tra cui l’impatto sull’opinione pubblica, il consolidamento dell’immagine e dei brand italiani oltralpe e la capacità di dimostrare uno spirito imprenditoriale improntato al coraggio e all’eccellenza.
La cerimonia di premiazione si terrà presso l’Ambasciata d’Italia a Berlino, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia, Armando Varricchio, di un’assemblea di dirigenti d’azienda italiani e tedeschi e della stampa internazionale.
“Questo premio dimostra la dedizione di Comau nei confronti del mercato tedesco, che si concretizza attraverso un’attenzione costante a tutti i clienti locali, dalle grandi imprese alle piccole realtà, in qualsiasi settore economico”, ha commentato Volker Buchbauer, Managing Director di Comau Germania. “Motivati dal nostro grande impegno nell’ambito dell’innovazione tecnologica, continuiamo ad assistere i nostri clienti nell’implementazione di soluzioni avanzate per le Smart Factory, in Germania come nel resto del mondo.”
Comau è presente in Germania da oltre 25 anni, con due sedi: Colonia e Böblingen. L’azienda collabora con alcune delle migliori case automobilistiche del paese che producono veicoli tradizionali ed elettrici, oltre che con varie imprese tedesche attive nel campo della robotica e del digitale. Fra queste spicca in particolare Siemens, con la quale Comau ha messo a punto un protocollo di programmazione universale per integrare completamente la propria linea di robot con la SIMATIC Robot Library di Siemens. Parallelamente, Comau si dedica all’approfondimento delle tematiche dell’innovazione con gli Istituti Fraunhofer e molte altre università tedesche attraverso progetti finanziati da fondi europei, e di recente ha avviato un’iniziativa di ricerca congiunta con l’Università di Heidelberg per studiare nuove, potenziali aree di applicazione per la robotica indossabile.
Al “MAO-Museo d’Arte Orientale” di Torino se ne vanta una pregiata raccolta, che, per motivi conservativi – come accade con i dipinti su carta o seta o con le stampe – vede periodicamente la messa a riposo di alcuni esemplari, necessaria per consentire alle fibre dei tessuti di distendersi dopo lo stress a cui sono sottoposti nel periodo di esposizione al pubblico e ai manufatti più delicati di non essere troppo sovraesposti alla luce. Seguendo, dunque, scrupolosamente questo turnover, dallo scorso 7 settembre e fino al 6 marzo del prossimo anno, il Museo di via San Domenico propone oggi, nella galleria dedicata al Giappone, l’esposizione di tre kesa di fattura, epoca ed iconografia differenti, accompagnati da tre piccoli pregiati paraventi a due ante. Andando per ordine: il primo è un kesa a motivi floreali, con draghi e fenici multicolori della prima metà del XIX secolo. Sullo sfondo ocra del mantello si alternano fiori di peonia e di pruno alternati a draghi avvolti ad anello tra nuvole e simboli augurali, mentre le fenici in volo riprendono il dinamismo rotatorio dei draghi grazie alle loro lunghe code piumate che ne cingono il corpo. Il secondo tessuto, che risale al XVIII secolo, è impreziosito da minuti motivi floreali: si tratta di una stoffa di colore bruno preziosa e leggera, piuttosto sobria nonostante il largo uso di filati metallici. A chiudere la triade un kesa risalente al XIX secolo, che presenta un motivo di draghi allineati e avvolti su loro stessi a formare tanti anelli sormontati da tralci vegetali con peonie in fiore, elementi dal profondo significato beneaugurale, ulteriormente impreziositi da rade foglie di gelso ricamate in oro. Per dimensioni e fattura, si ipotizza che questo mantello sia stato ricavato da un uchikake, un kimono nuziale femminile.
Passando ai paraventi, il primo presenta una decorazione con ritratti di grandi poeti del periodo Fujiwara (898-1185): le immagini del monaco Shun’e, del cortigiano Fujiwara no Kiyosuke, del letterato Fujiwara no Mototoshi e della dama Akazome Emon, applicati sul fondo a foglia d’oro, sono poste accanto ad alcuni dei loro versi più celebri. Gli altri due paraventi formano invece una coppia e raccontano scene di famosi scontri militari: sul supporto in carta spruzzata di laminette d’oro appaiono alcuni episodi celebri della battaglia di Ichinotani (1184), teatro di uno degli scontri conclusivi della lunga guerra tra i clan dei Taira e dei Minamoto, che si contesero il dominio sul Giappone alla fine dell’epoca Heian.

Il mio primo romanzo…