DAL PIEMONTE Era molto conosciuta per le sue attività di volontariato, Lara Leopaldi, ragazza di 20 anni di Gravellona Toce, nel Novarese
Il 24 dicembre aveva avuto un malore in casa. La giovane era stata portata all’ospedale di Domodossola e, aggravatesi le condizioni, al Maggiore di Novara. Ma la ragazza non ce l’ha fatta. I funerali si svolgeranno domani.
Forse è stato così in passato : da qualche anno, a Torino, la realtà di ” Red Oyster” , progetto di divulgazione, vendita e presentazione di particolari tipi di ostriche – promosso dall’ imprenditrice Mariangela Lugli – propone in vari eventi aperti al pubblico, la degustazione di questi molluschi, in abbinamento ad alcuni champagne e diversi tipi di gin, che ne esaltano i diversi gusti, le intensità sensoriali che cambiano a seconda della provenienza.
Ostriche e champagne sono in realtà una coccola gastronomica valida non solo durante il periodo del Natale, ma lungo tutto l’arco dell’anno, in particolare durante la stagione estiva dove , ovviamente, l’ostrica stessa richiama i sapori e gli umami sapidi del mare. Può anche però essere un’idea regalo in occasione di una ricorrenza particolare: Red Oyster, infatti, mette a disposizione diverse gift card contenenti i vari importi a seconda del numero e del tipo di ostriche richieste. Vi è anche la possibilità di creare l’abbinamento completo accompagnato agli champagne della storica azienda vinicola di Alberto Massucco: un’esplosione di gusto assicurato!
E’ possibile, inoltre, usufruire del servizio di apertura ostriche direttamente a casa, aggiungendo 5 euro ogni dozzina di ostriche aperte da un esperto del team, da addizionare al costo delle ostriche acquistate.
Con e dopo il processo l’avrebbero definita “la vedova nera”, Patrizia Reggiani, la pietra angolare di una storia di “assassinio, follia, fascino e avidità”, se vogliamo prendere a prestito il sottotitolo del libro di Sarah Gay Forden, “House of Gucci”, da cui Ridley Scott è partito per dare vita ad una “Dinasty” della Milano più che bene e tutta da bere degli ultimi decenni del secolo scorso. Prima, umili origini, una nascita nella piana modenese, a Vignola il paese delle ciliegie, un padre biologico mai conosciuto, la madre che ricostruisce una vita per sé e per la figlia sistemandosi nel piccolo impero di un trasportatore, un bel numero di camion e di dipendenti, l’adozione e la tranquillità economica. Certo però che imbattersi, ventiduenne, nel rampollo Maurizio Gucci ad una festa, scambiandolo per il barman di turno, è un affare di tutt’altro tono e mica da tutti i giorni: il nome alletta anche se il bel Maurizio è al momento in rotta con il padre Rodolfo (un passato di attore, con vari film in curriculum, che nel cinema trovò pure una moglie) e del marchio con la doppia G non sa che farsene. Per il momento. Ma il nome alletta, certo, e Patrizia amerà travestirsi da gatta spregiudicata, innamorata, chi glielo nega? ma pur sempre inevitabile arrivista – femme fatale, a metà strada tra Cenerentola e Lady Macbeth -, per festeggiare un matrimonio osteggiato e un ravvicinamento, la nascita delle figlie soprattutto, per sfoderare, una volta messo il naso in azienda, tutta la spietata freddezza, come l’appoggio ad un marito piuttosto debole e inconcludente, sempre da spingere, sempre da consigliare, per ambientarsi assai facilmente nell’attico newyorkese e tra i nuovi amici come Jacqueline Kennedy Onassis, tra i disegni inconfondibili degli abiti, tra i conti bancari e le proprietà, tra i giochi al massacro che serpeggiano in quel covo di vipere, da cui nessuno è escluso. Figli contro padri, cugini contro cugini, zii contro nipoti, tutta una enorme lotta per porsi alla cima della piramide dei luccicanti quattrini (che tornano a circolare, italianissimi, e a scricchiolare amaramente, nella filmografia del più che ottantenne Scott, dopo “Tutti i soldi del mondo” sul rapimento del giovane Getty).

